Partorire a Parma: un focus sull'analgesia epidurale e i servizi offerti

Ospedale di Vaio, esterno

Nella provincia di Parma, due Presidi Ospedalieri sono dotati di Punto nascita: l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e l'Ospedale di Vaio a Fidenza. Entrambe le strutture offrono servizi volti a garantire un'esperienza di parto sicura e confortevole, con un'attenzione particolare al controllo del dolore, in particolare attraverso l'analgesia epidurale.

L'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma: U.O. Ostetricia e Ginecologia

Situata in Via Gramsci 14 a Parma, l'U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria offre un ambiente accogliente per le future mamme. Durante il travaglio, è possibile farsi accompagnare da una persona di fiducia, un supporto importante in un momento così delicato. Dopo il parto, la mamma e il neonato trascorreranno insieme un breve tempo in osservazione, un controllo clinico essenziale prima di essere riaccompagnati in camera.

Rooming in, dove si impara a diventare genitori

Il neonato rimane in stanza con la mamma in rooming-in durante tutta la giornata, sotto la cura della Nursery. Questa pratica favorisce il legame precoce tra madre e figlio e promuove l'allattamento al seno. Nel reparto di degenza di Ostetricia è presente una stanza dedicata al cambio del bambino, che le prime volte avviene sotto l’assistenza del personale della Nursery, garantendo così un supporto continuo alle neomamme. Al momento del parto, è possibile praticare la donazione del sangue del cordone ombelicale, un gesto di solidarietà che può salvare vite.

L'Ospedale di Vaio: U.O. Ostetricia e Ginecologia

L'Ospedale di Vaio, in Via Don Tincati 5 a Fidenza, rappresenta un'altra importante risorsa per le future mamme della provincia. Qui, le future mamme possono scegliere una persona di riferimento per essere accompagnate per la durata del parto, dall’inizio del travaglio e nelle due ore successive alla nascita. Questa presenza costante è fondamentale per il benessere psicologico della partoriente. Le stanze nel reparto sono attrezzate con un fasciatoio e con le culle per consentire alle mamme di occuparsi del proprio bambino in rooming-in, come nell'altra struttura. Resta comunque a disposizione della neomamma, quando lo necessita, un "Nido" per tenere il bimbo in sicurezza, offrendo un'opzione flessibile in base alle esigenze individuali. Anche all'Ospedale di Vaio, al momento del parto, è possibile praticare la donazione del sangue del cordone ombelicale.

Sala parto con vasca per il parto in acqua

Presso l'Ospedale di Vaio è possibile anche partorire in acqua, una pratica che molte donne trovano rilassante e che può aiutare a gestire il dolore del travaglio.

Gestione del dolore durante il travaglio: l'analgesia epidurale

Il dolore del travaglio è un’esperienza nota, ma può rappresentare un’esperienza così difficile da impedire di vivere il parto in modo sereno. In tal caso, l’analgesia epidurale può essere un valido aiuto. Entrambe le strutture offrono la possibilità di effettuare il travaglio di parto con controllo del dolore in analgesia. L'analgesia epidurale consente di controllare il sintomo “dolore”, permettendo alla donna di partorire in modo naturale e spontaneo. Durante la gravidanza, viene proposto alla donna e ai suoi familiari un incontro in cui vengono illustrati, anche in modo interattivo avvalendosi di alcuni video, gli aspetti clinici e organizzativi dell’analgesia peridurale durante il travaglio di parto, garantendo così una scelta informata e consapevole.

Medici e ostetriche sono inoltre in grado di offrire alcune utili alternative all'utilizzo di farmaci, metodi naturali ed efficaci per alleviare il dolore, per esempio la digitopressione e l'aromaterapia.

I requisiti dell’analgesia epidurale

L'analgesia epidurale si distingue per le sue caratteristiche fondamentali:

  • Efficacia: la contrazione uterina viene percepita ma non è dolorosa, permettendo alla donna di rimanere lucida e partecipe all'evento del parto.
  • Sicurezza: è garantita sia per la madre che per il feto, minimizzando i rischi e massimizzando i benefici.
  • Flessibilità: i farmaci vengono modulati a seconda della fase del travaglio e dell’intensità del dolore, consentendo un controllo personalizzato e adattabile.
  • Rispetto della fisiologia: non influenza la dinamica del travaglio, permettendo al corpo di seguire il suo corso naturale con un maggiore comfort per la partoriente.

Illustrazione del posizionamento per l'epidurale

Come si pratica l’analgesia epidurale?

La procedura per la somministrazione dell'analgesia epidurale è ben definita e sicura. La partoriente viene posizionata su un fianco oppure seduta con la schiena incurvata, una posizione che facilita l'accesso alla zona lombare. L’anestesista, dopo un’accurata disinfezione della cute, pratica un’iniezione di anestetico locale nella cute e nel sottocute, per ridurre al minimo il disagio. Da questo momento la partoriente può avvertire una sensazione di pressione dovuta all’introduzione dell’ago che raggiunge lo spazio epidurale, la zona in cui verrà somministrato il farmaco. Una volta raggiunto lo spazio, viene introdotto, attraverso l’ago, un sottile e morbido tubicino di plastica, chiamato catetere, che rimane in sede per tutta la durata del travaglio di parto. Attraverso questo catetere vengono iniettati i farmaci anestetici. L’effetto analgesico può essere immediato o iniziare gradualmente dopo 15-20 minuti, a seconda dei farmaci e della tecnica impiegati, garantendo un sollievo efficace dal dolore. L’analgesia viene mantenuta fino al compimento del parto, assicurando che la donna possa affrontare tutte le fasi del travaglio con maggiore serenità. Le bassissime concentrazioni di anestetico locale e analgesici non alterano la contrattilità e la forza muscolare dei muscoli del canale del parto e degli arti inferiori. Questo significa che vengono conservate la forza del torchio addominale e la motilità degli arti inferiori, permettendo alla partoriente di muoversi liberamente, di camminare e di andare in bagno, se la situazione clinica lo consente, favorendo così un travaglio più attivo e meno medicalizzato.

Quando viene richiesta e somministrata l'analgesia epidurale?

È possibile richiedere l’analgesia peridurale a condizione che il travaglio sia avviato, poiché è progettata per gestire il dolore delle contrazioni uterine. Tuttavia, la manovra potrà essere fatta solo dopo la valutazione ostetrica e la visita del ginecologo, che accerteranno le condizioni ottimali per la sua somministrazione. È importante sapere che alcune situazioni ostetriche e anestesiologiche potrebbero ritardare la sua esecuzione, per garantire sempre la massima sicurezza per la madre e il bambino.

Effetti collaterali e complicanze dell'analgesia epidurale

Se correttamente eseguita, l’analgesia epidurale comporta rarissime complicanze. La sicurezza è una priorità, e il personale medico è altamente qualificato per minimizzare qualsiasi rischio. Alcuni farmaci utilizzati possono provocare un modesto prurito, un effetto collaterale solitamente temporaneo e gestibile. Nell’1-2% dei casi si segnala cefalea post-puntura durale, che può durare qualche giorno ed è fastidiosa, ma reversibile, rappresentando la complicanza più comune ma comunque poco frequente. Inoltre, può verificarsi dolore lombare nel punto d’inserzione, che però è difficilmente distinguibile dai dolori lombari dovuti alla gravidanza stessa, rendendo a volte difficile attribuire la causa specifica.

Chi può ricevere l’analgesia epidurale?

La maggior parte delle partorienti può beneficiare dell’analgesia epidurale, che rappresenta una risorsa preziosa per gestire il dolore del travaglio. È invece controindicata in caso di deficit coagulativi congeniti o farmacologici, condizioni che potrebbero aumentare il rischio di sanguinamento. Anche la presenza di infezioni localizzate nel punto d’inserzione del catetere o infezioni generalizzate costituisce una controindicazione, per evitare la diffusione di agenti patogeni. È necessario sottoporsi alla visita dell’anestesista, portando con sé gli esami più recenti, per una valutazione completa e personalizzata. Occorre esprimere per iscritto il proprio consenso informato alla procedura, garantendo che la scelta sia consapevole e volontaria. Il consenso non è vincolante e viene espresso liberamente e senza i condizionamenti emotivi che possono essere invece presenti durante il travaglio, permettendo alla donna di prendere una decisione lucida prima del momento più intenso. Una donna bene informata affronta con maggiore serenità e consapevolezza il parto sapendo che, nei momenti difficili del travaglio, potrà trovare un valido aiuto anche dall’analgesia epidurale, trasformando un’esperienza potenzialmente dolorosa in un evento più gestibile e sereno.

Rooming in, dove si impara a diventare genitori

Il percorso informativo e di preparazione

La visita con l’anestesista va prenotata contestualmente alla prenotazione della presa in carico, dalla 31esima alla 34esima settimana di gravidanza. Per prenotare occorre telefonare al numero 0523.303079, dalle 14.30 alle 16, dal lunedì al venerdì. A tutte le gestanti è raccomandata la partecipazione alla videoconferenza informativa gratuita che si tiene on line, un'ottima opportunità per chiarire dubbi e acquisire maggiori informazioni. È bene prenotare la visita anestesiologica entro la 34° settimana di gestazione. Alla visita è opportuno portare con sé gli esami fatti in gravidanza, per fornire al medico un quadro clinico completo e aggiornato.

La dimissione appropriata: un supporto post-parto

In collaborazione con l’Azienda Usl di Parma, entrambe le strutture partecipano al percorso di dimissione appropriata, che inizia con la dimissione precoce della mamma e del bambino (entro le 72 ore dal parto). L’adesione a questo percorso deve essere espressa dal medico pediatra prescelto prima della dimissione dall’Ospedale. In questo modo, il pediatra si impegna a sottoporre il neonato a visita medica entro 72 ore dalla nascita, garantendo una continuità assistenziale fondamentale per la salute del neonato. Dopo la nascita del bimbo, la struttura segnala l’avvenuta nascita alle ostetriche competenti per territorio che visiteranno la mamma e il bimbo nei primi giorni dopo il rientro a casa. Il progetto è pensato per sostenere la mamma e la nuova famiglia, fornendo competenza e collaborazione in una fase delicata della vita familiare. Per ulteriori informazioni, è consigliabile consultare il sito dell'U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

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