Il Parto in Casa: Una Scelta Consapevole tra Natura, Intimità e Sicurezza

Il parto è un evento unico e significativo nella vita di una donna, e la scelta di dove farlo può avere un impatto profondo sull’esperienza complessiva. Mentre molti optano per il parto ospedaliero tradizionale, sempre più donne si stanno interessando all’opzione del parto in casa. Questa pratica, se ben pianificata e con le giuste precauzioni, può offrire un’alternativa sicura ed empatica per le donne che desiderano un ambiente familiare e meno medicalizzato. Il parto in casa, o parto a domicilio, è una modalità che negli ultimi tempi richiedono sempre più donne, per un desiderio diffuso di tornare a vivere la nascita in modo più naturale, senza troppi interventi esterni. Chi lo sceglie intende mettere al mondo il bimbo nel proprio letto, tra le mura domestiche, con una o più ostetriche di fiducia e la presenza dei famigliari, creando un’atmosfera di intimità e accoglienza.

Donna che partorisce a casa con ostetrica

L'Attrattiva del Parto a Domicilio: Desiderio di Naturalità e Intimità

L’idea di effettuare un parto in casa è una scelta puramente soggettiva della futura mamma, o condivisa da entrambi i futuri genitori. Molte donne scelgono il parto in casa per vivere questa esperienza in un ambiente più intimo e confortevole o, talvolta, a seguito di un’esperienza negativa in ospedale. Negli ultimi mesi, questa tendenza sembra essere aumentata dalla volontà di evitare gli ospedali, anche per effetto della pandemia da Covid-19, come evidenziato dalle associazioni delle ostetriche e dei ginecologi che hanno pubblicato linee guida congiunte a sostegno del mantenimento dell'opzione del parto in casa. La tranquillità offerta dalle mura domestiche, la vicinanza con i propri cari e l’esclusività di avere un’ostetrica specializzata che segue la donna per tutto il percorso sono fattori determinanti. L’intimità e la naturalezza che il parto in casa offrono ad una mamma sono impagabili.

Il parto in casa può offrire una serie di vantaggi per le donne che scelgono questa opzione. Partorire in casa consente alle donne di rimanere in un ambiente familiare, circondate da oggetti di comfort e persone care. Si può ritrovare suoni e odori familiari, mentre per la prima volta il neonato vede i suoi genitori. Un altro vantaggio del parto in casa è la possibilità di ridurre l’intervento medico. Le donne che partoriscono in ospedale sono spesso sottoposte a procedure mediche standardizzate, come la somministrazione di farmaci o l’uso del monitoraggio continuo. Per le gestanti che non sono alla prima gravidanza, il rischio associato al parto in casa è simile a quello effettuato nelle unità ostetriche; anzi, il tasso di interventi come taglio cesareo, episiotomia o travaglio pilotato è inferiore, secondo studi come la meta-analisi di Hutton et al. (2019) e il Birthplace study (2011).

Ostetrica a domicilio: ecco come prendersi cura di mamma e bebè dopo il parto

A casa le procedure routinarie, come ad esempio i controlli al piccolo dopo la nascita, possono essere posticipate, lasciando che i genitori possano godere appieno del primo incontro con il loro bambino. A casa il papà viene maggiormente coinvolto e questo lo porta a produrre ormoni simili a quelli materni, che facilitano anche per lui il delicato passaggio del diventare genitore. L’accoglienza rispettosa di cui il neonato può godere facilita il suo adattamento alla vita extrauterina. La nascita a casa riduce il rischio di contrarre infezioni, poiché la famiglia è esposta a batteri che già conosce. Secondo quanto ha dichiarato l’Organizzazione Mondiale della Sanità per un’esperienza positiva della nascita, una donna ha il diritto di scegliere, per partorire, il luogo nel quale si sente più a proprio agio. Per questo, se ben condotto, il parto in casa permette un migliore legame mamma-bambino, favorisce l’avvio dell’allattamento naturale, e coinvolge maggiormente gli altri componenti della famiglia in nuove dinamiche. A partire dai tempi antichi e fino ai recenti Anni ‘50, infatti, la nascita avveniva comunemente tra le quattro mura domestiche, con l’assistenza della levatrice o di altre donne “capaci” di aiutare a partorire le gestanti.

La testimonianza di Giada, mamma di tre bimbi, illustra bene questa prospettiva. La sua scelta di partorire in casa la terza figlia è stata dettata dal desiderio di non allontanarsi dai figli grandi, dal desiderio di vivere questo momento magico tra le mura della propria casa e, soprattutto, dalla volontà di avere un parto rispettato di cui sentirsi davvero la protagonista. I suoi parti precedenti, sebbene fisiologici, l'hanno lasciata con la sensazione di non essere a proprio agio con il personale ospedaliero, sentendosi un numero e percependo interventi non sempre necessari. Giada ha affermato di sapere di saper partorire, e il suo bambino sapeva di saper nascere, ma in ospedale ha sentito che al centro del parto non c'erano loro due, ma la necessità di intervento del personale ospedaliero. L’esperienza le ha donato una sensazione di continuità con la sua vita quotidiana e quella famigliare: ha preparato la cena tra le contrazioni, ha cantato e gonfiato la vasca per il parto con i suoi bambini, allestendo il salotto con teli morbidi, cuscini e candele. Ha dato la buonanotte ai suoi bimbi sapendo di non doverli salutare per andare in ospedale. Il parto è avvenuto in salotto, la placenta è stata data alla luce sul suo divano, con il bagno, il frigorifero e l'armadio a portata di mano. La mattina successiva, i bimbi grandi si sono svegliati e hanno trovato la sorellina lì, come se ci fosse sempre stata. Il suo ingresso nella famiglia è avvenuto in maniera talmente spontanea e naturale da farle sentire come se nemmeno avesse partorito.

Requisiti e Condizioni Essenziali per un Parto in Casa Sicuro

Tuttavia, il parto in casa deve necessariamente avvenire in condizioni di sicurezza, per tutelare il benessere della mamma e del bambino. Occorrono controlli ginecologici e neonatologici, per essere certi che non sussistano problemi e deve essere garantito il trasporto in ospedale in caso di necessità. Per questo motivo è possibile scegliere il parto a domicilio solo se la gravidanza ha avuto un decorso normale e madre e figlio stanno bene.Innanzitutto, per avviare l’assistenza ostetrica a domicilio è necessario essere a termine, ossia nel periodo compreso tra le 37+0 e le 41+6 settimane di gravidanza. La gestante deve essere in buona salute e la gravidanza deve aver avuto un decorso fisiologico.

Ci sono dei requisiti fondamentali per poter partorire in casa, in assenza dei quali non è possibile proseguire in sicurezza e quindi bisognerà optare per un parto in ospedale. La mamma non deve avere febbre né pressione alta, non deve soffrire di obesità né di diabete gestazionale, non deve presentare malformazioni uterine o soffrire di malattie croniche materne. Per le donne con gravidanze gemellari e quelle con bambini in posizioni differenti dalla cefalica, il parto in casa non è consigliabile. Il feto non deve pesare meno di 2,5 chili e non più di 4,4 chili. Inoltre, la casa non può trovarsi a una distanza maggiore di mezz’ora, o al massimo di 30-40 minuti, dall’ospedale più vicino in caso di necessità di spostamento.

Prima di decidere di partorire in casa, è fondamentale sottoporsi a una valutazione accurata della candidabilità. È necessario consultare un ostetrico o una levatrice specializzata nel parto in casa per valutare i fattori di rischio e assicurarsi che la gravidanza sia a basso rischio. Un’adeguata preparazione è essenziale per affrontare il parto in casa in modo sicuro. Questo include seguire corsi di preparazione al parto specifici per il parto domiciliare, informarsi sul processo di nascita, praticare tecniche di rilassamento e avere una buona conoscenza delle fasi del travaglio. È importante assicurarsi che tutte le risorse necessarie per un parto sicuro siano disponibili in casa. Questo può includere strumenti per il monitoraggio del battito cardiaco del bambino, strumenti per la gestione delle emergenze come l’aspiratore nasale e l’ossigeno, nonché forniture mediche come garze sterili e strumenti per la sutura in caso di necessità.

Il Ruolo Cruciale dell'Ostetrica nel Parto a Domicilio

La presenza di un professionista qualificato come una levatrice specializzata nel parto domiciliare è fondamentale per garantire la sicurezza. Questi professionisti hanno le competenze e l’esperienza necessarie per monitorare il lavoro di parto, riconoscere eventuali complicazioni e intervenire tempestivamente se necessario. Nel parto in casa, una levatrice o un ostetrico esperto fornisce un’assistenza continua durante tutto il processo di nascita. Per chi desidera partorire in casa, il ruolo dell’ostetrica è fondamentale: una professionista deve seguire la gravidanza dalle prime fasi, analizzando i fattori di rischio e aiutando le donne a capire se potranno effettivamente affrontare il percorso di nascita domestico nelle migliori condizioni possibili. La decisione di rivolgersi solo a ostetriche abilitate riduce notevolmente i rischi che si possono presentare con il parto in casa. La coppia che sceglie questa modalità deve esserne ben consapevole.

Ostetrica che assiste un parto

Le visite in gravidanza vengono proposte ogni 4/5 settimane, ma dopo le 37 settimane, avvicinandosi verso la fine, potrebbero essere più ravvicinate. La necessità e la frequenza di tali visite viene concordata tra la coppia e le ostetriche, in alcuni casi potrebbero essere anche a cadenza settimanale. Almeno due settimane prima della data presunta parto (DPP) le ostetriche devono firmare un documento che le impegna alla reperibilità continua (24 ore su 24 e 7 giorni su 7) in caso di necessità. La vostra prima ostetrica sarà quella che allerterete quando il travaglio comincerà, a qualsiasi ora del giorno o della notte. Vi confronterete telefonicamente e valuterete la necessità di una visita a domicilio di controllo. Saranno due le ostetriche presenti durante la nascita del vostro piccolo. Quando il travaglio sarà ben avviato la prima ostetrica allerterà la seconda, perché la raggiunga.

Nel momento in cui le ostetriche effettuano la diagnosi di travaglio, vengono allertati sia il reparto di ostetricia e di neonatologia o pediatria della struttura ospedaliera di riferimento - quella più vicina, raggiungibile al massimo in 30 minuti - sia la centrale operativa del numero unico per le emergenze. Questo per permettere, in caso di emergenza in travaglio o al parto in casa, di attivare velocemente tutta l’equipe necessaria per l’assistenza. L’ostetrica deve essere in grado di individuare eventuali condizioni di rischio per le quali studia un appropriato piano di assistenza nel caso si renda necessario un accompagnamento in una struttura ospedaliera di riferimento sul territorio, in tempi rapidi. Questo dovrebbe essere garantito dal Sistema Sanitario Nazionale ma, se non è previsto nelle strutture di riferimento della zona di residenza, l’ostetrica suggerisce alla donna di prendere contatto con la clinica o l’ospedale. È l’ostetrica stessa ad avvisare la struttura ospedaliera in caso di trasferimento e, se possibile, è presente per assistere mamma e bambino durante la nascita in ospedale.

Subito dopo la nascita, il bambino viene posto sul petto della mamma per favorire il contatto pelle a pelle. Il cordone in genere viene tagliato dopo un'ora circa e nel frattempo avviene l'espulsione della placenta. Dopo il parto le ostetriche restano con la madre per cinque o sei ore e si occupano di controllare i valori e il recupero della fisiologia ginecologica, oltre a controllare se si avvia naturalmente e nel modo giusto anche l’allattamento. Per i primi 5-6 giorni dopo il parto, l’ostetrica torna a visitare la mamma e il neonato ogni giorno, valutando i parametri clinici, l’avvio dell’allattamento, il recupero del peso neonatale, lo stato psicologico della mamma e altri parametri. La frequenza delle visite verrà valutata secondo le vostre esigenze: solitamente i primi giorni con visite giornaliere per poi distanziarsi. Si ritiene che un pacchetto di 7 visite sia adeguato per prendersi cura della nuova famiglia nelle prime settimane.

Per quanto riguarda il neonato, si contatta il pediatra che visiterà il bambino in genere una decina di ore dopo il parto. Se il parto avviene in casa, si allerta il pediatra neonatologo che visita il bambino subito dopo la nascita e documenta la sua visita nella cartella integrata. Inoltre, due giorni dopo la nascita l'ostetrica effettua al neonato il test per lo screening delle malattie metaboliche. L'assistenza al neonato sano da parto fisiologico rientra senza alcun dubbio tra le competenze dell'ostetrica, come previsto dal DM 740/94 e DL n. 206, 2007, e come riconosciuto dall'International Confederation of Midwives (2005). È altresì assodato che gli accertamenti di routine possono essere effettuati a domicilio o in ambulatorio, senza necessità del regime di ricovero.

Ostetriche che accudiscono madre e neonato a casa

Sicurezza e Rischi del Parto in Casa: Il Dibattito Scientifico

Il parto in casa è un argomento molto controverso che divide medici e ostetriche su posizioni contrastanti. Da anni si contendono i pareri dei medici, alcuni dei quali sconsigliano il parto a domicilio per un fatto essenzialmente legato alla sicurezza. Il parto in ospedale, pur non essendo esente totalmente da rischi, evita molti pericoli ai quali mamma e bambino possono andare incontro in caso di emergenza. La Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha una ferma opposizione nei confronti del parto in casa, e il professor Fabio Mosca, presidente della Commissione Sin-Safe della Società Italiana di Neonatologia, avverte: “Anche nelle condizioni ideali non è possibile escludere con certezza complicazioni per la salute di mamma e neonato”. Secondo la SIN, “Dati scientifici provano che il parto a domicilio comporta un aumentato rischio di mortalità e morbilità materna e neonatale, poiché a casa non è possibile controllare adeguatamente parametri clinici e strumentali. Inoltre, in caso di emergenza, è più complicato intervenire tempestivamente”. La SIN sconsiglia vivamente la scelta di partorire a domicilio, poiché anche nelle condizioni ideali non è possibile escludere la possibilità che si presentino complicazioni che metterebbero a rischio la salute di mamma e bambino e che implicherebbero un necessario ed immediato trasferimento in ospedale, anch'esso di per sé rischioso.

La scelta di ricorrere al parto in casa, secondo la SIN, può esporre ad alcuni rischi che invece non si corrono con la nascita in ospedale, che dal secolo scorso ha permesso di ridurre la mortalità di mamma e neonato e di evitare le complicanze che possono seguire parti complessi. Il parto a domicilio senza assistenza, o peggio il parto in casa da sole, di nascosto se ci si trova in una situazione difficile, espone a conseguenze da non sottovalutare. Persino in Olanda, patria del parto a domicilio, questa pratica ha subito una costante e progressiva riduzione, passando da circa il 40% negli anni ’90 al 17% del 2017.

Possibili Complicazioni e Loro Conseguenze

Esistono alcuni rischi che non si possono prevedere e che possono comparire anche in una gravidanza che si è svolta senza problemi.

  • Mortalità neonatale più elevata: Il parto in casa può esporre a un maggiore rischio di complicazioni per mamma e neonato e la mortalità neonatale è 2,6 volte maggiore rispetto al parto in ospedale, secondo le interpretazioni della SIN. Questo si verifica quando nell’organizzazione del parto a domicilio non si riesce ad assicurare un tempestivo trasporto del neonato e della mamma in un ospedale attrezzato con neonatologia e terapia intensiva neonatale. Eventuali condizioni del neonato, per esempio la necessità di essere rianimato, richiedono un intervento immediato e possono verificarsi anche nelle gestazioni definite a basso rischio, in cui la donna non ha mai manifestato problemi.
  • Danni neurologici e convulsioni: Sembra che compaiano più frequentemente danni neurologici e convulsioni durante il parto a domicilio, che sempre secondo i dati della SIN si verificano 0,4-0,6 volte su 1.000 nascite, un rischio tre volte superiore a quello del parto in ospedale. Anche questo succede se il bambino non riesce ad essere trasportato rapidamente in una Terapia intensiva neonatale. I danni neurologici possono verificarsi in caso di asfissia, ossia quando il bambino resta senza ossigeno per diversi minuti e, quindi, le cellule del sistema nervoso subiscono un danno.
  • Distocia di spalla: La distocia di spalla fa parte di quello che viene definito parto distocico e che non sempre si può prevedere. Compare quando il neonato ha già la testa libera, ma a un certo punto si ritrae, incassando il capo tra le spalle. In questo modo, una di esse si incastra dietro l’osso pubico della madre e non riesce ad essere liberata nonostante le manovre ostetriche. Per risolvere la situazione è necessario un intervento chirurgico che non può essere eseguito a casa, ma richiede il trasporto rapido in ospedale.
  • Emorragia post partum: L’emorragia post partum è una complicanza che può verificarsi anche quando la gestazione si svolge senza problemi. Consiste in una perdita di sangue che può essere dovuta al laceramento del collo dell’utero, a espulsione della placenta in mancanza di contrazione dell’utero, a problemi di coagulazione o a lacerazione di tessuti nella zona genitale della donna. Può non essere prevedibile ed è una delle condizioni più serie che possono verificarsi dopo il parto.
  • Mancato secondamento: Il secondamento è l’espulsione della placenta, che si verifica in modo spontaneo dopo la nascita del bambino. Se il secondamento non avviene, è necessario rimuovere la placenta manualmente. Questo può però richiedere un’anestesia o un’analgesia, che possono essere eseguite solo in ambiente ospedaliero.

Diagramma delle complicazioni del parto

Per ridurre questi rischi durante il parto in casa, è indispensabile essere seguite da personale specializzato, adeguatamente formato e in grado di gestire le emergenze. Proprio perché le emergenze sono molto rare, è importante ripassare spesso quali sono le modalità più rapide ed efficaci per intervenire, aggiornandole in base ai cambiamenti nelle linee guida e nelle evidenze scientifiche.

La Visione Alternativa e le Evidenze Internazionali

La SIN sul tema sembra interpretare le evidenze scientifiche in modo impreciso e parziale. Lo studio a cui la SIN sembra riferirsi e da cui trae le sue conclusioni sulla sicurezza del parto in casa è stato realizzato negli Stati Uniti, dove, a detta degli autori stessi (Grünebaum et al., 2020), non vi è un servizio di parto a domicilio integrato. Vengono tralasciati, invece, altri studi importanti realizzati in paesi più simili all'Italia. Una recente meta-analisi ha studiato, ad esempio, gli esiti di 500.000 parti programmati a domicilio in dieci paesi con servizi di parto a domicilio più o meno integrati (Hutton et al., 2019). I ricercatori hanno concluso che non vi è alcuna differenza nel rischio di mortalità per il neonato tra parti programmati a casa e in ospedale. Sebbene uno degli studi inclusi, realizzato in Inghilterra, abbia rivelato un rischio più elevato per i primi figli quando il parto è programmato a casa, si tratta comunque di un rischio molto basso. Le Linee guida del NICE (National Institute for Health and Care Excellence) dicono chiaramente che, in caso di gravidanza a basso rischio, il parto è in genere molto sicuro sia per la mamma sia per il neonato.

La successiva revisione e meta-analisi condotta dallo stesso gruppo sugli outcome materni (Reitsma et al., 2020) conferma su scala internazionale quanto già evidenziato dal Birthplace study (Birthplace in England Collaborative Group, 2011), ovvero che, per le donne con gravidanza fisiologica, il parto in casa riduce notevolmente il rischio di cesareo d'urgenza, parto strumentale con forcipe o ventosa, travaglio pilotato, episiotomia, emorragia post-parto e la necessità di ricorrere all'analgesia epidurale. Gli autori del Birthplace hanno discusso anche l’aspetto dei trasferimenti, che risultano certamente più frequenti nelle primipare (45%), tuttavia la maggioranza sono motivati da ragioni non urgenti, quali la scelta dell'epidurale, piuttosto che da complicazioni (Rowe et al., 2013).

Non sorprende, dunque, se le linee guida di molti paesi sostengono la possibilità del parto in casa come opzione legittima e sicura per molte, anche se non tutte, le donne. Persino durante l'emergenza Covid-19, le associazioni delle ostetriche e dei ginecologi hanno pubblicato linee guida congiunte a sostegno del mantenimento dell'opzione del parto in casa, non solo perché bisogna supportare le scelte personali, ma anche perché l'assistenza nel territorio potrebbe ridurre il rischio di contrarre il Covid-19 rispetto a quella ospedaliera (RCM/RCOG, 2020; Renfrew et al., 2020). Alcuni ospedali hanno contrattato ambulanze private per far fronte ai ritardi delle ambulanze pubbliche nelle settimane di picco della pandemia, permettendo il parto in casa in sicurezza. Il bagaglio di esperienze ed evidenze internazionali presentato finora è pertinente, nonché rassicurante, per l'Italia. Nel nostro Paese, molte delle condizioni di base che favorirebbero un'integrazione formale dei servizi di parto a domicilio sono già soddisfatte. La maggior parte delle donne sane va incontro a una gravidanza a termine senza problemi e a un parto fisiologico, che potrebbe realizzarsi senza la necessità di interventi medici. Le linee guida scientifiche ci dicono che, in presenza di una gravidanza fisiologica e delle condizioni sopra riportate, il parto in casa è sicuro AL PARI di quello ospedaliero.

Parto in Casa in Italia: Normativa, Costi e Rimborsi Regionali

Nel nostro Paese, è possibile partorire in sicurezza in ambiente extraospedaliero grazie alle ostetriche e ai team ostetrici presenti sul territorio italiano. Questo vale sia per il parto in casa sia per la nascita in casa di maternità. Non esistono dati ufficiali relativi al parto in casa, ma secondo le stime della Società Italiana di Neonatologia la scelta di partorire presso il proprio domicilio rappresenta lo 0,5-2% dei casi a seconda delle aree geografiche, per un totale di circa 500 nascite a casa, pari allo 0,1% su un totale di 450.000 nuovi nati per ogni anno. In Italia non abbiamo dati certi ma si stimano circa 1000 parti all’anno a domicilio o in casa maternità, quindi lo 0,2% dei poco più di 400.000 nati ogni anno.

In Italia il parto in casa viene assistito da almeno due ostetriche private ed è a pagamento. Il parto in ospedale con il Servizio Sanitario Nazionale è gratuito, mentre partorire in casa è soggetto ai costi dell’assistenza scelta. In Italia, un parto in casa costa in media 2300/2500 euro. Questa cifra è indicativa e si riferisce solo al parto: la maggior parte delle ostetriche sono libere professioniste, pertanto ognuna ha un proprio tariffario. Il costo del parto, che comprende la reperibilità dalla 37° alla 42° settimana di gestazione, le visite settimanali domiciliari dalla 37°, il momento del parto in sé e l’assistenza domiciliare quotidiana nel post parto per tutto il puerperio se necessario, oscilla tra i 2000 e i 3000 euro, cifra che varia da ostetrica a ostetrica.

Mappa dell'Italia con regioni che rimborsano il parto in casa

Fortunatamente, in base alla regione, è possibile ricevere un rimborso parziale della spesa sostenuta. È previsto il rimborso parziale del parto in casa nelle seguenti Regioni: Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Lazio e nelle provincie di Bolzano e Trento. Alcune regioni, come Emilia Romagna, Lazio, Piemonte, Marche, province di Trento e Bolzano, si sono adeguate a questa nuova possibilità e rimborsano parte della cifra, fino a coprirne una parte sostanziosa.

  • Partorire in casa a Milano e in Lombardia: in generale in Lombardia, è una realtà diffusa da tempo, offerta sia da associazioni di ostetriche professioniste sia da ospedali. Il servizio tuttavia è ancora a carico del cittadino e il costo si aggira attorno ai 2.000 euro a seconda di dove ci si rivolge.
  • Partorire in casa in Emilia Romagna: il parto in casa prevede un rimborso per le spese sostenute. Per poter avere il rimborso è necessario rivolgersi alla propria Azienda Usl di competenza, entro l’ottavo mese di gravidanza. Una volta che il parto è avvenuto in casa, si deve presentare la documentazione che comprende, per esempio, certificato di assistenza al parto, scheda dell’ostetrica, autocertificazione del parto avvenuto a domicilio e altro. La Legge Regionale n. 26 dell'11.08.1998 specifica che la donna può scegliere di partorire anche a domicilio, purché nelle condizioni di sicurezza e dopo che il ginecologo avrà rilasciato il certificato di buona salute. L'Ausl si impegna a rimborsare parte delle spese sostenute. La donna che decidesse di partorire a casa propria, senza usufruire dell'assistenza gratuita offerta dall'Azienda Ospedaliera, può avere il rimborso parziale delle spese sostenute. La richiesta deve essere presentata alla propria Azienda Usl di residenza entro l'8° mese di gravidanza, rivolgendosi all'ufficio incaricato. L'Azienda Usl eroga un rimborso il cui importo massimo è definito da ogni Azienda e non può superare l'80% delle spese sostenute e documentate.

A livello nazionale, a fronte di una crescente domanda da parte delle donne, c'è sicuramente ancora parecchia strada da percorrere per sviluppare i servizi, armonizzare i sistemi, definire criteri e linee guida e raccogliere evidenze, prima che il parto in casa divenga un'opzione realistica per tutte le donne che lo sceglierebbero, se potessero. Tuttavia, ci vorrebbe la volontà politica ed il sostegno, anziché l'opposizione, delle organizzazioni professionali mediche. Gli esempi di Torino, Reggio Emilia, Modena e Parma dimostrano che è perfettamente possibile fornire un servizio pubblico di parto a domicilio in Italia. Laddove questi presupposti fondamentali non ci fossero, la discussione quindi non dovrebbe essere sull'opportunità di offrire assistenza per il parto a domicilio di per sé, quanto su cosa debba essere attuato per garantire il funzionamento ottimale e in sicurezza del servizio specifico, come per tutti i servizi.

Se si rientra nei parametri necessari per partorire in casa, si possono contattare delle ostetriche, assicurandosi che abbiano fatto dei corsi specifici sulla gestione delle emergenze a domicilio, e concordare con loro come procedere. Non vi è una vera presa in carico definitiva fino ad un paio di settimane prima del termine, poiché non si possono avere certezze sulla condizione fisica di mamma e bambino. Firmando la documentazione, le ostetriche garantiscono la loro reperibilità.

Casa Maternità: Un'Alternativa al Parto Ospedaliero e Domiciliare

Tra i diversi scenari che riguardano l’evento nascita, c’è anche la possibilità di optare per la soluzione della casa maternità. La Casa Maternità è un luogo che, come la propria casa, può ospitare le persone in ogni loro fase di vita. A Mamaninfea, ad esempio, è stata pensata, costruita, dipinta e arredata con amore e cura direttamente dalle mani delle sue professioniste e soci/e. Puoi scegliere la Casa Maternità per travagliare, partorire, essere accompagnata in allattamento o essere accudita in un momento di bisogno. In casa maternità hanno partorito donne di tante età, nazionalità e situazioni familiari diverse, tra cui coppie, madri single o accompagnate da figure diverse dal partner. La casa maternità è un accogliente rifugio, uno spazio neutrale e libero da disturbo e interferenze sonore, familiari, sociali. L’assistenza ostetrica alla nascita è la medesima prevista per un parto a casa.

In Italia sono attive delle strutture gestite da ostetriche che non sono collegate con le strutture sanitarie locali né sono tali. In Italia sono arrivate da poco e fino al 2018 erano 11 quelle censite nel nostro Paese. Seppur esistano forti raccomandazioni nazionali circa la promozione e il supporto di soluzioni organizzative dove l'ostetrica possa assistere in autonomia ai parti fisiologici dentro i percorsi ospedalieri più diffusi e modelli quali i centri nascita (Ministero della Salute, 2017) ancora scarsamente presenti sul territorio nazionale, è evidente quanto ancora manchi un reale investimento in questa direzione, così come in modelli di continuità-caseloading ostetrica fortemente medicalizzate. È necessario un confronto serio, collaborativo e positivo tra i vari professionisti affinché questo sia realizzabile.

Interno di una casa maternità accogliente

Supporto e Risorse per la Scelta del Parto in Casa

Se decidi di partorire in casa, è importante avere accesso a risorse affidabili e di supporto. Associazioni di levatrici o ostetrici specializzate nel parto domiciliare, come l'Associazione Nazionale Culturale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità (ANCADOM), possono fornire informazioni, risorse e consulenza personalizzata per le donne che desiderano partorire in casa. Unirsi a comunità online o forum di donne che hanno scelto il parto in casa può offrire supporto, consigli e condivisione di esperienze. Ci sono molti libri e risorse disponibili che approfondiscono il tema del parto in casa, fornendo informazioni dettagliate e affidabili. L’esperienza olandese, dove un terzo dei bambini nasce a casa, e numerosi studi e linee guida internazionali ci riportano la sicurezza di questa pratica.

Il parto in casa oggi è ben diverso da 80 anni fa. Come riporta l’ostetrica Marta Campiotti nelle linee guida dell’Associazione Nazionale Culturale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità: “Quello che viene chiesto all’ostetrica è la capacità di offrire sicurezza e assistenza appropriata all’esperienza del nascere e del partorire, attraverso la relazione professionale e il patto terapeutico esplicitato. La conoscenza e la relazione con la donna e la coppia sono la base in cui tutto questo avviene: la motivazione reciproca, il rispetto e l'ascolto attivo di ogni loro desiderio. L’ostetrica torna presso il domicilio di mamma e bebè nei giorni successivi a visitare la donna e a seguirla nell’avvio dell’allattamento, oltre a controllare il recupero psico-fisico nelle prime 4-6 settimane dopo il parto. E' anche previsto un incontro a domicilio con tutte le persone che erano presenti alla nascita, per chiudere il percorso insieme. Uno spazio per ricordare ed elaborare i vissuti dell’esperienza, valutare il benessere della mamma, del bambino e della famiglia in genere.

Informarsi non costa nulla. Molte donne non prendono nemmeno in considerazione il parto in casa perché è socialmente e culturalmente reputato pericoloso. È importante che la coppia venga informata in modo accurato dai professionisti sanitari in merito a tutte le opzioni, affinché la scelta del luogo per il parto possa essere effettuata con consapevolezza, come raccomandato dal NICE. Ogni donna è unica e che la scelta del luogo di parto dipende dalle preferenze personali, dalle circostanze individuali e dalla presenza di eventuali fattori di rischio. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente.

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