Molte coppie o donne che desiderano evitare una gravidanza in un determinato momento della loro vita fanno uso di contraccettivi, mantenendo al contempo una vita sessuale attiva. Tuttavia, quando arriva il momento di cercare una gravidanza, è frequente che sorgano dubbi e timori. Ci si chiede se i contraccettivi possano aver lasciato delle “conseguenze” sulla fertilità, se sia normale che la gravidanza non arrivi subito o se esistano metodi contraccettivi che incidono più di altri sulla capacità riproduttiva. La realtà è che i contraccettivi non causano infertilità, anche se possono influire temporaneamente sul tempo di cui il corpo ha bisogno per tornare al suo stato naturale.
È comune ritrovarsi in una situazione di incertezza, come quella di una ragazza di 28 anni che, dopo aver sospeso il cerotto contraccettivo Evra a seguito del suo ultimo ciclo avuto dal 15 al 19/20 agosto, non ha più avuto mestruazioni. In presenza di sintomi che farebbero pensare a una gravidanza, quali nausea, dolore al seno, minzione più frequente, perdite trasparenti a filamenti e dolori alle ovaie, soprattutto al sinistro, il dubbio diventa forte. Il dolore, simile a quello mestruale ma in assenza del ciclo, e l'insorgenza dei sintomi tre settimane prima, con le perdite da quasi una settimana e mezzo, possono generare confusione, specialmente dopo due test di gravidanza risultati entrambi negativi la settimana precedente. Molte si chiedono se sia possibile un'ovulazione tardiva perché il corpo non ha capito subito che non riceveva più gli ormoni rilasciati dal cerotto, o se il test non rilevi ancora il valore nelle urine perché è troppo presto, o se sia necessario semplicemente attendere l'arrivo del ciclo.

Comprendere la Contraccettività Ormonale e il Suo Funzionamento
I contraccettivi ormonali sono ampiamente utilizzati e agiscono attraverso principi comuni per prevenire la gravidanza. Gli ormoni coinvolti, principalmente estrogeni e progestinici (farmaci simili all'ormone progesterone), sono gli stessi che regolano il ciclo mestruale naturale. La loro azione principale consiste nell'impedire il rilascio degli ovuli da parte delle ovaie, un processo noto come ovulazione. In aggiunta, rendono il muco nella cervice più denso, il che impedisce il passaggio degli spermatozoi verso l'utero, ostacolando così la fecondazione dell'ovulo.
Questi ormoni possono essere assunti in diverse forme, offrendo opzioni variegate alle donne:
- Per via orale: i contraccettivi orali, comunemente chiamati pillole anticoncezionali.
- Inseriti nella vagina: gli anelli vaginali.
- Applicati alla pelle: i cerotti ormonali.
- Impiantati sottocute: piccoli bastoncini inseriti sotto la pelle.
- Iniettati nel muscolo: contraccettivi iniettabili.
Il cerotto ormonale, come Evra, ha l’aspetto di un cerotto lucido e viene applicato direttamente sulla pelle, solitamente sui glutei, sull’addome, sul lato esterno del braccio o sulla parte superiore del corpo, evitando il seno. Attraverso la pelle, rilascia un progestinico e un estrogeno che entrano nel sangue. Il suo meccanismo d'azione è duplice: inibisce l’ovulazione e rende più denso il muco cervicale, in modo da ridurre la motilità degli spermatozoi. L'applicazione prevede la rimozione della pellicola e l'adesione alla pelle. Dopo una settimana, il cerotto viene sostituito con uno nuovo. Dopo tre settimane di utilizzo, si osserva una pausa di una settimana senza cerotto, durante la quale dovrebbero comparire le mestruazioni. Successivamente, la procedura viene ripetuta. Se il cerotto dovesse staccarsi o cadere, è consigliabile consultare le informazioni per i pazienti o il proprio medico.
Tutti i metodi ormonali, sebbene efficaci, possono avere effetti collaterali e limitazioni d’uso simili, ma la loro efficacia nel prevenire la gravidanza è elevata se utilizzati correttamente.
Il Ritorno alla Fertilità Dopo la Sospensione dei Contraccettivi Ormonali
Quando si decide di sospendere la contraccezione ormonale per cercare una gravidanza, una delle prime domande è quanto tempo ci vorrà perché il corpo ritorni al suo stato naturale di fertilità. In merito alla sospensione della contraccezione ormonale, il corpo capisce subito che non c'è più il cerotto o la pillola. Tuttavia, può capitare che le ovaie facciano un po' fatica a "svegliarsi" e a riprendere la loro piena funzionalità. Per questo motivo, si consiglia spesso di non cercare subito una gravidanza, ma di aspettare la prima mestruazione spontanea per dare tempo all'asse ormonale di riattivarsi progressivamente. Questo è un effetto completamente reversibile della contraccezione ormonale.
Il recupero della funzione fertile può variare a seconda del tipo di contraccettivo utilizzato. Nel caso di contraccettivi ormonali come la pillola, il cerotto o l'anello vaginale, che inibiscono l’ovulazione durante l’uso mettendo l’ovaio “a riposo”, il ripristino è generalmente rapido. Tuttavia, i contraccettivi iniettabili possono richiedere più tempo per consentire il ritorno dell’ovulazione, poiché il loro effetto persiste più a lungo nell’organismo. È importante sottolineare che alcune donne ovulano già nel primo ciclo dopo l’interruzione dei contraccettivi orali, rendendo possibile rimanere incinta immediatamente. Altre, invece, necessitano di alcuni mesi affinché il ciclo torni regolare. Entrambe le situazioni rientrano nella normalità e non devono destare preoccupazione.
Ciclo mestruale e ovulazione. Normalità e anormalità - Prof. Claudio Manna
È cruciale comprendere che i contraccettivi non causano infertilità. Il tempo necessario per ottenere una gravidanza non è generalmente legato all’uso precedente dei contraccettivi, ma piuttosto a fattori individuali. Questi includono l’età della donna, la sua riserva ovarica e l'eventuale presenza di alterazioni preesistenti non diagnosticate durante l’uso del metodo ormonale. Anzi, i contraccettivi possono aver “mascherato” problemi già presenti. Ad esempio, nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o endometriosi, la pillola può controllare artificialmente i sintomi, che si ripresentano o diventano più evidenti una volta sospesa la terapia.
Anche l’uso del dispositivo intrauterino (IUD), sia ormonale che in rame, è uno dei metodi contraccettivi che genera più dubbi in relazione alla fertilità. Tuttavia, una volta rimosso, la capacità riproduttiva della donna si recupera rapidamente ed efficacemente. Il funzionamento di questi dispositivi è differente: l’IUD ormonale agisce a livello locale, ispessendo il muco cervicale e modificando l’endometrio, senza impattare la fertilità a lungo termine.
Sintomi e Segnali Dopo la Sospensione: Cosa Aspettarsi
Dopo aver sospeso il cerotto contraccettivo, o qualsiasi altro metodo ormonale, il corpo inizia un processo di riadattamento. Questo può portare a una serie di sintomi e segnali che a volte possono essere confusi con i primi segni di gravidanza, o semplicemente con il ripristino del ciclo naturale.
Nel caso specifico della sospensione del cerotto, dopo pochi giorni avrebbe dovuto verificarsi un sanguinamento simil-mestruale, che è una reazione normale del corpo alla cessazione degli ormoni esterni. Se questo sanguinamento non si è verificato e si sono avuti rapporti non protetti, esiste la possibilità di una gravidanza.
I sintomi riportati, come nausea, dolore al seno, pipì più frequente, perdite trasparenti a filamenti e dolori alle ovaie, sono effettivamente comuni a entrambe le situazioni: l'inizio di una gravidanza e le fluttuazioni ormonali legate al ripristino del ciclo ovulatorio. Il dolore alle ovaie, spesso descritto come simile a quello mestruale, può indicare l'attività ovarica che riprende, magari con un'ovulazione in corso o imminente. La comparsa di perdite trasparenti a filamenti è spesso un segno di fertilità, indicando la presenza di muco cervicale fertile, tipico del periodo ovulatorio.
Per quanto riguarda i test di gravidanza, è fondamentale sapere che un test diventa positivo dopo circa due settimane dal concepimento. Se l'ovulazione è avvenuta tardi, come ipotizzato nel caso in cui il corpo non abbia capito subito che non riceveva più gli ormoni, è possibile che il test, eseguito troppo precocemente rispetto al momento effettivo del concepimento, non riesca ancora a rilevare il valore dell'ormone della gravidanza (hCG) nelle urine. Pertanto, un risultato negativo non esclude completamente una gravidanza se l'ovulazione e il concepimento sono avvenuti in ritardo. In queste situazioni, si potrebbe dover attendere qualche giorno e ripetere il test o consultare un medico per un esame più approfondito.
Approfondimento sui Contraccettivi Orali: Vantaggi e Svantaggi
Sebbene l'attenzione iniziale fosse sul cerotto, è utile esaminare più ampiamente i contraccettivi orali, data la loro diffusione e le similitudini nel meccanismo d'azione e nel ritorno alla fertilità, oltre alla quantità di informazioni dettagliate a disposizione. I contraccettivi orali, noti come pillole anticoncezionali, contengono ormoni in due configurazioni principali: una combinazione di estrogeno e un progestinico oppure solo un progestinico.
Le pillole a base di estrogeni e progestinici vengono solitamente assunte una volta al giorno per 21-24 giorni; vengono quindi assunte pillole di placebo (pillole inattive che non contengono ormoni) per 4-7 giorni; poi si inizia una nuova confezione e il ciclo si ripete. L’interruzione dell’assunzione delle pillole ormonali per qualche giorno consente di avere il ciclo mestruale. Le pillole di placebo sono solitamente incluse nella confezione per favorire l’abitudine di assumere una pillola ogni giorno. Queste pillole inattive possono anche contenere ferro e acido folico, il ferro per prevenire o curare un’eventuale carenza dovuta alla perdita mensile di sangue con le mestruazioni, e l’acido folico per sopperire all’eventuale deficit di questa vitamina in caso di gravidanza, riducendo il rischio di difetti genetici come la spina bifida. Talvolta, le pillole contraccettive combinate estro-progestiniche vengono assunte quotidianamente per 12 settimane, e successivamente sospese per 1 settimana, facendo sì che il ciclo mestruale si verifichi solo 4 volte l’anno. Un’altra opzione è l'assunzione di una pillola attiva ogni giorno, eliminando il sanguinamento previsto ma aumentando la probabilità di sanguinamento irregolare.
L’efficacia, con l’assunzione perfetta, vede una percentuale di gravidanza di circa lo 0,3% tra le donne che usano pillole estro-progestiniche. Tuttavia, con l’uso tipico (ovvero l’uso effettivo nella vita quotidiana), circa il 9% delle donne ha una gravidanza durante il primo anno, con le probabilità che aumentano notevolmente se si salta una pillola, specialmente quelle all'inizio del ciclo mensile. La dose di estrogeni nelle pillole estro-progestiniche varia tra 10 e 35 microgrammi, e le donne sane non fumatrici possono assumerle a basso dosaggio fino alla menopausa. Se si dimentica di assumere una pillola estro-progestinica un giorno, il giorno successivo devono esserne assunte due. Se la dimenticanza si protrae per due giorni, si deve riprendere l’assunzione di una pillola al giorno e utilizzare un metodo contraccettivo aggiuntivo, come preservativi e spermicida, per i successivi 7 giorni. In caso di dimenticanza per due giorni e rapporti non protetti nei 5 giorni precedenti, si può valutare l’uso di contraccezione d’emergenza. Le donne affette da cancro della mammella non devono usare pillole, cerotti o anelli combinati estro-progestinici.
Le pillole a base di soli progestinici devono essere assunte ogni giorno alla stessa ora. Se trascorrono più di 27 ore tra due pillole, è necessario utilizzare un metodo contraccettivo aggiuntivo per i successivi 7 giorni. Anche le donne con cancro della mammella in corso non devono assumere pillole, impianti o iniezioni a base di soli progestinici. Queste pillole spesso causano sanguinamento vaginale irregolare, ma se utilizzate come prescritto, i tassi di gravidanza sono simili a quelli delle pillole estro-progestiniche. Sono solitamente prescritte a donne che non possono assumere estrogeni, ad esempio per emicrania con aura, ipertensione arteriosa o diabete grave.

Inizio dell’Assunzione dei Contraccettivi Orali
Prima di iniziare l’assunzione dei contraccettivi orali, è fondamentale consultare un medico. Il professionista si informerà sull’anamnesi medica, sociale e familiare della donna per stabilire se eventuali problemi di salute possano rendere rischioso l’uso di tali contraccettivi e misurerà la pressione sanguigna. Se necessario, verrà eseguito un test di gravidanza. I contraccettivi orali possono essere prescritti solo se la pressione arteriosa è normale e se il test di gravidanza sulle urine (se eseguito) è negativo. Spesso viene eseguito anche un esame obiettivo, benché non sia sempre strettamente necessario prima dell’inizio dell’assunzione. Tre mesi dopo l’inizio della terapia, è consigliabile sottoporsi a un nuovo esame per verificare che la pressione sanguigna non abbia subito alterazioni, per poi ripeterlo una volta all’anno. I contraccettivi orali possono essere prescritti per periodi di 13 mesi alla volta, e i medici possono raccomandare una visita di follow-up dopo 3 mesi per discutere i potenziali effetti collaterali e controllare nuovamente la pressione arteriosa.
L’assunzione dei contraccettivi orali può avvenire in qualsiasi giorno del mese. Tuttavia, se l’assunzione inizia più di 5 giorni dopo il primo giorno del ciclo mestruale, è necessario utilizzare un metodo contraccettivo aggiuntivo per i successivi 7 giorni oltre all’assunzione del contraccettivo orale. Il momento in cui le donne possono iniziare ad assumere contraccettivi orali estro-progestinici dopo la gravidanza varia: immediatamente dopo un aborto spontaneo o volontario nel primo trimestre di gravidanza; entro una settimana dopo un aborto spontaneo, un parto o un aborto volontario durante il secondo trimestre, in assenza di altri fattori di rischio per lo sviluppo di trombi (come fumo, diabete o ipertensione arteriosa); e più di 21 giorni dopo un parto (o 42 giorni se la donna presenta fattori di rischio per i trombi, incluso il parto cesareo) dopo 28 settimane. Le donne che presentano fattori di rischio di trombosi devono attendere perché la formazione di trombi è più probabile durante la gravidanza e dopo il parto, e l’assunzione di contraccettivi orali estro-progestinici aumenta ulteriormente tale probabilità. I contraccettivi orali a base di soli progestinici possono invece essere assunti subito dopo il parto.
Per le donne che hanno partorito di recente e allattano esclusivamente al seno (a richiesta, inclusi allattamenti notturni e senza aggiunta di altri alimenti) e che non hanno avuto una mestruazione, la gravidanza è improbabile per 6 mesi dopo il parto, anche senza usare alcuna contraccezione. Tuttavia, si raccomanda di iniziare a utilizzare la contraccezione entro 3 mesi dal parto se è iniziato l’allattamento con biberon o se ci sono interruzioni dell’allattamento. Le donne che soffrono di coronaropatia o di diabete, o che presentano fattori di rischio per tali patologie, vengono solitamente sottoposte ad analisi del sangue per misurare i livelli di colesterolo, altri grassi (lipidi) e zucchero (glucosio) prima della prescrizione. Anche in caso di livelli anomali, possono essere comunque prescritti contraccettivi estro-progestinici a basso dosaggio, con ripetuti esami del sangue per controllare i livelli. In genere, le donne affette da diabete possono assumere contraccettivi orali estro-progestinici, purché il diabete non abbia danneggiato i vasi sanguigni o duri da oltre 20 anni. Se le donne hanno avuto un disturbo epatico, i medici eseguono degli esami per valutare la funzionalità epatica e, se i risultati sono normali, è possibile assumere contraccettivi orali. Prima di intraprendere la terapia, è essenziale discutere con il medico i vantaggi e gli svantaggi in base alla propria condizione.
Vantaggi dei Contraccettivi Orali
Il principale vantaggio dei contraccettivi orali consiste nell’affidabilità e continuità dell’azione contraccettiva, a condizione che le pillole vengano assunte come da istruzioni. Oltre alla prevenzione della gravidanza, l’assunzione di contraccettivi orali riduce la comparsa di numerosi disturbi, migliorando la qualità della vita di molte donne. Questi includono:
- Crampi mestruali dolorosi.
- Disturbo disforico premestruale, che è una forma grave di sindrome premestruale.
- Sanguinamento uterino anomalo a causa di disfunzione ovulatoria, ovvero sanguinamento anomalo dovuto ad alterazioni del normale controllo ormonale delle mestruazioni.
- Anemia da carenza di ferro, spesso conseguenza di mestruazioni abbondanti.
- Patologie mammarie non cancerose (benigne).
- Cisti ovariche.
- Infezioni delle tube di Falloppio.
Inoltre, è stato osservato che i contraccettivi orali riducono significativamente il rischio di alcuni tumori. In particolare, diminuiscono il rischio di tumore dell’utero (tumore dell’endometrio) del 60% dopo almeno 10 anni di utilizzo e il rischio di tumore ovarico di circa il 50% dopo 5 anni e dell’80% dopo 10 anni o più di utilizzo. Un aspetto rassicurante è che i contraccettivi orali assunti precocemente durante una gravidanza non danneggiano il feto, ma devono essere sospesi non appena accertata la gravidanza. Infine, i contraccettivi orali non hanno alcun effetto a lungo termine sulla fertilità, anche se è possibile che dopo la sospensione del farmaco il rilascio dell’ovulo (ovulazione) non avvenga per alcuni mesi. I contraccettivi ormonali, quindi, presentano alcuni potenziali benefici per la salute che vanno oltre la semplice prevenzione della gravidanza, come una possibile riduzione del rischio di tumore ovarico in alcune tipologie di pillole.

Svantaggi e Potenziali Rischi dei Contraccettivi Orali
Sebbene i contraccettivi orali possano avere alcuni effetti collaterali, complessivamente il rischio di tali effetti è ridotto. Gli effetti collaterali più comuni possono includere meteorismo, sensibilità mammaria, nausea e cefalea. Le pillole a base di soli progestinici spesso causano sanguinamento vaginale irregolare. Anche con i contraccettivi orali estro-progestinici, sanguinamenti intermestruali e l’assenza di mestruazioni (amenorrea) sono frequenti nei primi mesi di utilizzo, specialmente se si dimentica di assumere una pillola, ma di solito cessano man mano che l’organismo si adatta agli ormoni. Il sanguinamento intermestruale si verifica tra i cicli, quando le donne assumono la pillola attiva. I medici possono talvolta aumentare la dose di estrogeni per gestire sia il sanguinamento intermestruale sia l’amenorrea.
Alcuni effetti collaterali sono correlati agli estrogeni contenuti nella pillola, fra cui nausea, distensione gassosa addominale, ritenzione di liquidi, aumento della pressione sanguigna, tensione mammaria ed emicrania. Altri, come modificazioni della pelle e dei capelli e variazioni dell’appetito e dell’umore, sono principalmente legati al tipo o alla dose di progestinico. È possibile che alcune donne che assumono contraccettivi orali aumentino di 1,5-2,5 kg a causa della ritenzione di liquidi o dell’aumento dell’appetito. Molti di questi effetti collaterali sono poco comuni con le pillole a basso dosaggio. I contraccettivi orali possono anche causare vomito, cefalea, depressione e disturbi del sonno. In alcune donne, determinano la comparsa di macchie scure (melasma) sul volto, simili a quelle che possono manifestarsi durante la gravidanza; l’esposizione al sole rende queste macchie ancora più scure. Se si sviluppano macchie scure, i medici di solito interrompono l’uso dei contraccettivi orali, e le macchie spariscono lentamente dopo la sospensione.
I contraccettivi orali aumentano il rischio di sviluppare alcune patologie. Il rischio di sviluppare coaguli di sangue nelle vene può essere 3 volte maggiore nelle donne che assumono contraccettivi orali estro-progestinici rispetto alle donne che non li assumono. Nonostante questo aumento, il rischio complessivo rimane basso. Se le donne hanno un disturbo che causa la formazione di trombi o hanno familiari che hanno avuto trombi, sono necessarie ulteriori valutazioni, e in questi casi, le donne potrebbero non poter assumere contraccettivi orali contenenti estrogeni. Se si sviluppa gonfiore di una gamba, dolore toracico o respiro affannoso durante l'assunzione di contraccettivi orali, è fondamentale consultare immediatamente un medico. Se si sospetta una trombosi venosa profonda (un coagulo di sangue, di solito nella gamba) o un’embolia polmonare (un coagulo di sangue nei polmoni), i contraccettivi orali vengono sospesi immediatamente e vengono eseguiti degli esami per confermare o escludere la diagnosi.
Gli interventi chirurgici aumentano il rischio di formazione di trombi, pertanto le donne che si sottopongono a un intervento chirurgico devono chiedere al medico quando interrompere e quando ricominciare l’assunzione delle pillole contraccettive. In genere, le donne devono interrompere l’assunzione dei contraccettivi orali un mese prima di un intervento chirurgico che richiede un riposo prolungato e devono attendere un mese dopo l’intervento prima di ricominciare l’assunzione. Anche il movimento limitato (immobilità) dovuto a una lesione o a un viaggio aumenta il rischio di trombi. Pertanto, se i movimenti sono limitati, si dovrebbe cercare di muoversi il più possibile o adottare altre misure preventive, come sollevare le gambe, flettere ed estendere le caviglie circa 10 volte ogni 30 minuti, e/o camminare e fare stretching ogni 2 ore durante i viaggi.
Le donne che ricorrono alla contraccezione orale per oltre 5 anni presentano una probabilità leggermente maggiore di sviluppare il tumore della cervice. Tuttavia, dopo dieci anni dalla sospensione, il rischio diminuisce al livello precedente all’uso dei contraccettivi orali. Inoltre, non è chiaro se il maggiore rischio dipenda direttamente dai contraccettivi orali. È essenziale che le donne che assumono contraccettivi orali si sottopongano al test di Papanicolau (Pap test) come indicato dal medico, poiché questo esame consente di scoprire precocemente eventuali alterazioni precancerose della cervice prima di una loro evoluzione maligna. Infine, i contraccettivi orali non devono essere assunti se l’uso precedente ha dato origine a colestasi o ittero. Le donne che hanno sofferto di colestasi della gravidanza possono lamentare ittero se assumono contraccettivi orali e in questi casi i contraccettivi orali devono essere usati con cautela.
Quando Preoccuparsi e Rivolgersi a un Medico Specialista
Dopo la sospensione dei contraccettivi, è normale porsi la domanda su quanto tempo attendere prima di rivolgersi a uno specialista in medicina della riproduzione. Non esiste una risposta unica, poiché dipende strettamente da ogni singola situazione individuale, considerando l’età e la storia clinica della donna e della coppia.
Tuttavia, si possono considerare dei tempi indicativi per valutare la necessità di una consulenza medica. Nella maggior parte dei casi, la gravidanza si verifica naturalmente senza alcun intervento, anche se possono passare settimane o addirittura mesi per il concepimento, a seconda del metodo contraccettivo utilizzato in precedenza e della rapidità con cui il corpo ripristina la sua funzionalità ormonale.
In generale, si consiglia di richiedere una valutazione specialistica dopo 12 mesi di rapporti non protetti e mirati alla ricerca di una gravidanza senza successo, se la donna ha meno di 35 anni. Se invece la donna ha 35 anni o più, questo periodo di attesa si riduce a 6 mesi. Questi intervalli di tempo sono stabiliti per individuare precocemente eventuali difficoltà e intervenire con le indagini e i trattamenti più opportuni, senza generare ansie inutili ma offrendo supporto quando necessario. La fertilità, infatti, dipende da molteplici fattori, sia femminili che maschili, spesso combinati tra loro. Tra le cause più comuni di ritardo nel concepimento vi è l’età riproduttiva, soprattutto nella donna, a causa della progressiva riduzione della riserva ovarica.
