Fascia Porta Bebè Rigida Usata: Guida Completa all'Acquisto e all'Utilizzo

Portare i bambini in fascia sta diventando sempre più un’abitudine tra i neo-genitori. Questi neo-genitori sono informatissimi; studiano come se preparassero un esame universitario, preparandosi con tanta teoria che poi si scontra inesorabilmente con la pratica, ma sicuramente aiuta a partire preparati. La fascia porta-bebè è un articolo molto ricercato anche nei negozi dell’usato dedicati ai bambini. Nei punti vendita specializzati si possono trovare fasce porta bebè usate in ottimo stato, a volte ancora nuove e mai utilizzate, a prezzi molto inferiori rispetto al nuovo. Fasce lunghe rigide o morbide, ad anelli o mei tai bellissimi e come nuovi. E se in un normale negozio per l’infanzia puoi trovare una fascia a prezzi che vanno dai 40 agli 80€, nei negozi dell’usato i prezzi sono molto più accessibili.

La fascia porta bebè è un nuovo modo di portare i nostri bambini, di avere con loro un contatto più intenso, di tornare ad una sana abitudine del passato, che è quella di tenere letteralmente addosso i neonati, una pratica dai molteplici risvolti positivi, sia per il bambino che per la neo-mamma. Il neonato ha un costante bisogno di contatto con la mamma (ma anche con il papà). Gli studi hanno evidenziato che i neonati portati in fascia piangono molto meno rispetto ai bimbi ‘non portati’. Il piccolo osserva e ascolta mamma e papà, sente il calore del loro corpo che regola anche la loro temperatura corporea, si sente protetto e sviluppa un maggiore equilibrio psicologico grazie alla sicurezza derivante da questa posizione privilegiata.

Benefici del Babywearing per Genitori e Bambini

Il contatto mamma-bimbo assicurato dalla fascia stimola la produzione dell’ossitocina, un ormone fondamentale nel creare un legame profondo e duraturo. Bonding significa creare un legame per la vita tra i genitori e il loro bambino, costituito da fiducia e intimità. Studi condotti da esperti e pediatri dimostrano che la cura delle coliche dei neonati può avvenire in modo efficace tenendo il bambino in fascia durante le ore del giorno, anche quando dorme. Portare il bambino con la fascia portabebè lo protegge da eccessivi stimoli esterni, che vengono così "filtrati" dalla mamma o papà. Un valido aiuto per il sonno diurno del neonato è dato dall’utilizzo della fascia portabebé.

Lo sviluppo della spina dorsale del piccolo è sempre corretto. Le gambe assumono una corretta posizione fisiologica, molto divaricata, posizione consigliata anche per la cura della displasia dell’anca. La spina dorsale, grazie a questa posizione, si curva in modo naturale, come nella pancia della mamma. Pare addirittura che questa posizione sostenga uno sviluppo più marcato dei muscoli della schiena e del collo, aiutando il neonato a sostenere il peso della testa prima rispetto ai suoi coetanei.

La fascia porta bebè è comoda, infinitamente comoda. Non solo si avranno le mani libere e si sarà in grado di svolgere gran parte delle proprie attività anche tenendo il piccolo in braccio, ma la schiena, il collo e le braccia non saranno affaticate anche dopo ore di utilizzo. Il comfort assicurato dalla fascia permette di portare a lungo anche bambini piuttosto pesanti, anche oltre i 15 kg, cosa impossibile con un normale marsupio. Soprattutto è possibile tenere il bambino in diverse posizioni: sdraiato per il sonnellino, a culla, seduto, in posizione fetale con le gambe raccolte, anche appoggiato sulla schiena quando diventa più grandicello e pesante.

Bambino in fascia con posizione a M

Il contatto del bambino con il corpo dei genitori è una condizione che favorisce la sua crescita anatomica (maturazione delle anche, sviluppo della postura), neurologica (sviluppo cerebrale), motoria, linguistica, psichica (attaccamento, sviluppo della fiducia di base) e sociale. In Africa si utilizzano per lo più teli di cotone lunghi poco meno di 2 metri e i bimbi sono legati sulla schiena, senza nodo, sin dalla nascita: in Kenya c’è il Kanga, nel Senegal il Pagne e il Mbotu. In Italia, invece, nel corredino troviamo l’immancabile “trio” navicella-ovetto-passeggino, senza il quale - vogliono farci credere - non si può portare in giro il bebè. I più pratici inseriscono nella lista nascita il marsupio, gli “alternativi” la fascia porta bebè, tra gli sguardi curiosi e compassionevoli dei passanti: «Povero piccolo! Ma riesce a respirare?». In realtà i benefici della fascia porta bebè sono innumerevoli e noti ormai da tempo, dato il contatto molto stretto tra bambino e genitore. Seguire il corpo materno in tutti i suoi movimenti è anche di fondamentale importanza per lo sviluppo motorio del bambino.

La "cultura del portare" è ancora poco diffusa. Sul territorio italiano esistono diverse scuole di formazione per istruttori/istruttrici a cui affidarsi per imparare come indossare la fascia porta bebè e come portare rispettando la fisiologia di genitore e bambino. A tal proposito, segnaliamo la realtà formativa Portare i Piccoli: esperti a cui affidarsi anche per la scelta del prodotto da acquistare, tenendo sempre a mente l’unicità di ciascuna coppia genitore-figlio e l’impossibilità di riconoscere un supporto che possa essere valido per tutti.

Tipologie di Fasce Porta Bebè: Rigida, Elastica, Ad Anelli e Altro

La vastità dei supporti in commercio è tale da mandare in confusione chi si vuole accostare a questa “novità”. Ma quale fascia porta bebè scegliere? Quali sono le differenze tra marsupio e fascia? Distinguiamo, intanto, i supporti “non strutturati” da quelli “strutturati”. Appartengono alla prima categoria le fasce lunghe, corte ed elastiche, mentre alla seconda i marsupi. Per scegliere la fascia porta bebè più indicata alle proprie esigenze è importante anche tenere in considerazione l’età del bambino. Ad esempio, quale supporto o fascia è indicata per il neonato? In questo caso, il prodotto dovrà garantire il contenimento e un ottimo sostegno alla colonna vertebrale e soprattutto alla testa, nonché consentire al piccolo di mantenere inizialmente le gambe a “ranocchietta” e, in seguito, nella posizione seduta-divaricata.

Fascia Porta Bebè Rigida (Tessuta)

Il termine “rigida” può intimorire, ma in realtà viene utilizzato per distinguere questa tipologia di fascia porta bebè da quella elastica. Ha una lunghezza variabile, che dipende sia dalla taglia di chi porta sia dal tipo di legatura che si sceglie di fare, con uno standard di circa 5 metri (adatto al portatore di corporatura media). Viene lavorata al telaio con trama particolare (trama diagonale), che conferisce al prodotto un’ottima stabilità ma anche elasticità. Per iniziare, meglio se 100% in cotone, anche se in commercio esistono diverse combinazioni di tessuto (lino, seta, canapa, lana eccetera). Sebbene alcuni tessuti siano più adatti per la stagione calda, non esiste una vera e propria fascia porta bebè estiva. Ricordiamo, a tal proposito, che il corpo della mamma funge da termoregolatore per il bambino in tutte le stagioni. Le fasce porta bebè rigide solitamente sono realizzate in tessuto jacquard o in cross-twill, risultando avvolgenti e delicate ma al contempo più strutturate delle comuni fasce. Tra le migliori ci sono quelle di Didymos.

Attenzione alla grammatura: meglio scegliere le fasce sottili (con grammatura entro i 240 g/m²) perché sono più facili da annodare e da modellare intorno al corpo del bambino. Espressa in gr/mq, la grammatura viene spesso utilizzata come parametro per indicare lo spessore delle fasce portabebè. Le materie prime scelte conferiscono diverse performance al tessuto stesso, come freschezza e morbidezza.

La taglia identifica la lunghezza della fascia porta bebè; si sceglie in base all’età del bambino, alle legature che si desiderano effettuare e alla corporatura di chi porta. La fascia porta bebè rigida più scelta è la taglia 6. Per quanto riguarda le taglie, la più comune e versatile è la 6 ma, a seconda della corporatura del genitore e della tipologia di legatura, si può optare per una taglia superiore o inferiore.

Nel corredino di BabyMonkey, ad esempio, troviamo la fascia rigida portabebè Linum, realizzata in lino e cotone dalle diverse tonalità tinta unita, ideale per portare anche nelle giornate più calde. La fascia rigida portabebè Cleopatra è realizzata con fantasia geometrica molto discreta. La fascia rigida portabebè Melitea è caratterizzata da tante piccole delicate farfalline in volo. La fascia rigida portabebè Flora presenta eleganti decori floreali. La fascia rigida portabebè Willow ha toni delicati ravvivati da vivaci foglioline. La fascia rigida portabebè Savannah è realizzata con fantasia maculata, ideale per non passare inosservati!

Esempi di fantasie di fasce rigide BabyMonkey

Fascia Porta Bebè Elastica

Lunga circa 5 metri e in maglina di cotone o bamboo. Una volta indossata, la fascia porta bebè elastica è come una sorta di t-shirt da allargare per inserire o tirare fuori il proprio bambino senza necessità di dover legare o slegare ogni volta. Ideale per i bimbi prematuri e, in generale, per il neonato, ha il limite di risultare cedevole nel momento in cui il bambino raggiunge i 7-8 Kg di peso (se il tessuto è jersey singolo anche qualche chilo in meno). La fascia elasticizzata è solitamente costituita in fibra di cotone ed è quella spesso consigliata soprattutto se il bambino viene al mondo nei mesi freddi. In commercio esistono anche modelli di fascia porta bebè rigidi o semi rigidi, in fibra di canapa o bambù. Possono essere più adatti ai mesi estivi, ma solo se il bambino è già più grandicello (dai due mesi in su) e non ha avuto problemi di prematurità.

Fascia Porta Bebè ad Anelli (Ring Sling)

Distinta dalla fascia porta bebè rigida unicamente per la lunghezza, inferiore ai 3 metri circa. Consente pertanto di fare solo legature monostrato prevalentemente sul fianco e anche dietro (seppure con limitazioni). Consigliabile a partire dai 3 mesi, o comunque da quando il bambino regge il capo in autonomia, e per tutta la durata del percorso. Composta da un telo non elastico della lunghezza di circa 2 metri chiuso da due anelli, all’interno dei quali il tessuto deve scorrere bene al fine di agevolare la regolazione della tensione. Consente legature monostrato per portare davanti e sul fianco. Anche questa tipologia di fascia è consigliata a partire dai 3 mesi circa, o comunque da quando il bambino riesce a reggere in autonomia il capo. Questa fascia è sconsigliata per portare il bambino sulla schiena, dal momento che non permette un incrocio del tessuto sotto il sedere del bambino e dunque non garantisce una legatura in sicurezza. Versatile invece per il “sali e scendi”, quindi perfetta per brevi tragitti e soprattutto per quando il bambino ha necessità di iniziare a esplorare il mondo sulle proprie gambe per poi far ritorno alla sua “roccaforte”. Ha il limite di scaricare il peso su una sola spalla ed è quindi poco indicata per un utilizzo prolungato.

Un altro modello apprezzato è la fascia rigida ad anelli (o ring sling). Occupa pochissimo spazio quando viene riposta e, come tutte le fasce rigide, è realizzata con tessuti in 100% cotone abbastanza consistenti. Si riconosce facilmente perché alle estremità sono cuciti degli anelli in metallo leggero che permettono di indossarla in modo molto semplice, realizzando un primo incrocio iniziale sulla schiena e poi un secondo passaggio all’interno degli anelli. Così facendo si crea una sorta di tasca/amaca dove adagiare il piccolo. Le fasce rigide ad anelli più comode sono quelle a spalla aperta che consentono di aprire e posizionare la stoffa sulla spalla in modo agevole, distribuendo meglio il peso del bambino.

Tra i modelli di BabyMonkey, la fascia ad anelli portabebè Linum è perfetta per portare il neonato sin dai primi giorni di vita, realizzata in lino e cotone. La fascia ad anelli portabebè Melitea ha una fantasia naturale con delicate farfalline. La fascia ad anelli portabebè Flora presenta eleganti decori floreali. La fascia ad anelli portabebè Willow ha toni delicati con foglioline. La fascia ad anelli portabebè Savannah è ideale per chi non vuole passare inosservati con la sua fantasia maculata.

Altri Supporti: Mei Tai e Marsupio

Il Mei Tai è un supporto babywearing ibrido di origine orientale, realizzato per lo più in cotone, che richiama molto nella struttura il marsupio, presentando, però, al posto di spallacci e cinghie, strisce di stoffa da legare con molto scrupolo. È costituito da un pezzo di tessuto quadrato per sostenere il corpo del bambino e da due strisce laterali con cui realizzare le legature. Esistono inoltre alcuni Mei Tai con pannello regolabile, che consente l’utilizzo di questo supporto già nei primi mesi, dal momento che non divarica eccessivamente le gambe del piccolo.

I marsupi porta bebè sono i supporti più “occidentali”, quelli che più facilmente si trovano in commercio. Purtroppo però la quasi totalità dei marsupi che si vedono nei negozi per l’infanzia non sono sufficientemente ergonomici: eccessivamente rigidi e privi di un buon sostegno per collo e testa; non permettono la regolazione laterale o in altezza; i bambini risultano “appesi”, gravando perciò tutto il peso sulla zona genitale; la parte che accoglie il sederino ha spesso una larghezza insufficiente (inferiore ai 18-20 cm) e risulta o troppo morbida o troppo rigida, non garantendo la corretta posizione divaricata-seduta; spesso i tessuti non sono testati né certificati per il contenuto di sostanze tossiche. Occorre però specificare che, seppur non facilissimi da reperire, esistono in commercio dei marsupi ergonomici. Il suo utilizzo è consigliabile a partire dai 4 mesi di età circa, o comunque da quando il bambino divarica autonomamente bene le gambe, in modo tale che il pannello vada dall’incavo di un ginocchio all’altro.

Quando il bambino cresce e la sua muscolatura diviene più tonica e robusta, il piccolo è in grado di tenere sollevata la testa, facendo leva sui muscoli del collo. Questo avviene verso i 4-5 mesi, soprattutto se il bambino riceve adeguati stimoli motori come il Tummy Time. Può essere allora il momento di passare al marsupio, che lascia il piccolo più libero nei movimenti di braccia e gambe e gli permette di girare la testolina, in una migliore interazione con il mondo esterno. Il marsupio è una sorta di “sacca” in tessuto più robusto e resistente, con due bretelle da far passare dietro le spalle e una cintura che va allacciata in vita per una maggiore stabilità. Può reggere il peso del piccolo durante la crescita, dopo i 7-8 chili di peso, quando la fascia porta bebè può non essere più sufficiente.

Come scegliere un marsupio ergonomico per neonati #babywearing

Materiali, Certificazioni e Scelta Consapevole

Utilizziamo materie prime di alta qualità e certificate Oeko-Tex Standard 100. La certificazione OEKO-TEX® è una certificazione internazionale della qualità delle materie prime rilasciata dall‘Associazione Internazionale per la Ricerca e il Controllo nel Settore dell’Ecologia Tessile. È una sicurezza in più per garantire che i tessuti siano atossici e sicuri per il contatto con la pelle del bambino. Le fasce porta bebè BabyMonkey sono progettate e realizzate al 100% in Italia con materiali naturali, certificati e di alta qualità.

Per quanto riguarda i materiali, troviamo lino, cotone, seta, canapa, lana e bambù. Il bambù, in particolare, è molto quotato per il periodo estivo, soprattutto se il bambino è già abbastanza grande. Il corpo della mamma funge da termoregolatore per il bambino in tutte le stagioni, ma tessuti più freschi come lino e bambù possono offrire un comfort aggiuntivo nelle giornate calde. È meglio evitare tessuti delicati come lana, seta, cachemire in quanto possono essere difficili da lavare e non garantire un adeguato supporto al bambino, soprattutto nelle prime settimane di vita.

Acquisto di Fasce Porta Bebè Usate: Vantaggi e Considerazioni

Nei negozi dell’usato dedicati ai bambini si trovano fasce porta bebè usate in ottimo stato, a volte ancora nuove e mai utilizzate, a prezzi molto inferiori rispetto al nuovo. Se in un normale negozio per l’infanzia si può trovare una fascia a prezzi che vanno dai 40 agli 80€, da Baby Bazar i prezzi sono molto più accessibili. È possibile cercare nel negozio Baby Bazar più vicino a casa propria la fascia porta-bebè usata più adatta alle proprie esigenze. Oppure, una fascia porta bebè usata può essere un fantastico regalo per un’amica che sta per diventare mamma, più di un set per il bagnetto o dell’ennesima tutina in ciniglia.

Ci sono alcuni prodotti, però, che è meglio comprare nuovi, se si ha la possibilità ovviamente. Tra questi il supporto per portare, che sia fascia o marsupio ergonomico. Questo perché, parlando di usura dei tessuti, fasce e marsupi ergonomici, dopo numerosi utilizzi, tendono a non sostenere più i bambini, per quanto ancora piccoli e leggeri. I supporti per il babywearing, inoltre, hanno solitamente 2 anni di garanzia, al termine dei quali eventuali usure non conformi non vengono più riconosciuti. A chi possiamo rivolgerci se, dopo un acquisto usato i tessuti non sono come dovrebbero?

Inoltre, quando si acquista un prodotto usato, bisogna considerare la pulizia. Si va da possibili macchie di cibo al sudore d’estate, da pericolose fuoriuscite dal pannolino, fino alle macchie date dalla necessità/desiderio di succhiare lembi di stoffa. È vero che questi supporti possono essere lavati in lavatrice (ma non ad alte temperature), ma non sempre tornano come nuovi.

Considerando il costo, un marsupio di fascia di prezzo medio, utilizzato per almeno due anni, costa solo 6 euro al mese, 0,20 centesimi al giorno! Questo calcolo evidenzia che, anche nuovo, il babywearing è un investimento accessibile.

Sicurezza e Posizionamento Corretto del Neonato

Portare in fascia il proprio figlio, grande o piccolo che sia, neonato o duenne, e nonostante quello che dice la gente, è il modo migliore di creare con lui un sano rapporto e creare le basi di una sicurezza indispensabile per affrontare le sfide di ogni giorno. La sicurezza prima di tutto! Chiudere sempre ogni legatura con doppio nodo. Non portare in fascia il proprio bambino in auto, né sulla bicicletta o altro mezzo. Prudenza sui mezzi pubblici, da utilizzare solo per brevi tragitti.

Naso e bocca del bambino devono essere liberi da ostacoli! Garantire al piccolo una posizione fisiologica. Ciò vuol dire simmetrica, verticale dalla nascita e divaricata-seduta, con sederino più basso e ginocchia più in alto; bambino con testa ad “altezza bacio” - senza però intralciare la visuale del portatore - e sederino sempre al di sopra o a livello dell’ombelico del portatore, mai al di sotto; piedini paralleli al pavimento; nel neonato garantire la fisiologica cifosi (curvatura a C della colonna vertebrale). Aderenza del corpo del bambino portato con quello del genitore portatore, ricordando che vicinanza corrisponde a sicurezza. Legature con tessuto ben lavorato e teso al punto giusto, che sostenga la testa del piccolo e che sotto al sederino vada dall’incavo di un ginocchio all’altro. Una buona legatura lascia al portatore le mani libere.

La posizione ideale in cui deve essere il bambino durante il babywearing è quella a M: le ginocchia del bambino si trovano più in alto rispetto al bacino e le gambe sono divaricate a circa 90°. È la posizione che favorisce il corretto sviluppo delle anche e previene la displasia dell'anca.

Il neonato si trova in una posizione raccolta e semi sdraiata, a contatto con il corpo materno. Il tepore, il profumo della mamma, il lieve dondolio durante la camminata costituiscono una sorta di prolungamento della gravidanza. Inoltre, la postura all’interno della fascia è con le gambine divaricate, quindi molto adatta per la salute dell’articolazione dell’anca.

Il nostro marsupio più amato è ora disponibile in una nuova taglia, perfetta anche per i neonati. La fascia porta-bebè è la soluzione perfetta per portare il neonato sin dai primi giorni di vita! La fascia portabebè più veloce ed intuitiva da indossare.

Schema della corretta posizione a M del neonato in fascia

Concedersi tempo e spazio. Mettersi in ascolto di sé per ascoltare l’altro. Portare è assai bello quanto impegnativo perché è prendersi carico di qualcuno fisicamente ed emotivamente. Come accade al seme, quando trova un terreno fertile che lo accoglie e viene nutrito pazientemente e con amore, così accade a un bambino: con i suoi tempi cresce, matura, sboccia, fiorisce e dona frutti.

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