Guida Completa alle Detrazioni Fiscali e Agevolazioni per i Figli

La gestione del bilancio familiare rappresenta, per molti contribuenti, una sfida complessa, resa ancora più articolata dalla necessità di districarsi tra le numerose norme che regolano le detrazioni fiscali. Assieme alle spese mediche e per la casa, in sede di denuncia dei redditi le spese sostenute per i figli minorenni sono per molti contribuenti la principale fonte di detrazioni. Tuttavia, comprendere cosa sia effettivamente detraibile e quali siano i vincoli normativi è essenziale per ottimizzare le risorse del nucleo familiare. A questo proposito, ricordiamo che, come ormai di consueto, tutte le spese sotto elencate possono essere detratte solo se sono state pagate con strumenti tracciabili (bancomat, carte di credito, carte prepagate, bonifici bancari o postali).

illustrazione di una famiglia che analizza documenti fiscali

Il quadro demografico e le politiche di sostegno

Invertire la tendenza è forse ormai un’utopia. Nessuno dei Paesi sui quali il vento gelato dell’inverno demografico ha soffiato, è riuscito davvero a far ripartire le nascite. Qualcuno, a fronte di grandi sforzi finanziari, è riuscito al massimo a fermare la discesa, come la Francia o la Germania. In Italia tutti i governi hanno provato a mettere in campo misure a favore delle nascite, dai vari bonus bebé, agli sgravi per le mamme, fino all’assegno unico che ha preso il posto delle vecchie detrazioni per i figli.

Da tempo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha messo la questione demografica in cima alla sua agenda. Per due volte, negli ultimi due anni, ha proposto di trovare il modo di «azzerare le tasse» alle famiglie a partire dal secondo nato. I tecnici dell’economia hanno studiato anche diverse soluzioni, come per esempio una detrazione da 10 mila euro per il secondo figlio. Ma questo progetto non si è mai concretizzato. La ragione è abbastanza semplice: costa tanto. E di risorse ce ne sono poche, soprattutto con l’entrata in vigore del nuovo Patto di Stabilità per rispettare il quale, l’Italia si è impegnata a non aumentare la spesa pubblica di una percentuale a 1,5 punti all’anno in media per i prossimi sette anni.

In un quadro del genere, insomma, spazio per faraonici programmi di sostegno alle nascite non ce ne sono. Ma qualcosa si può fare, e il governo ha iniziato a farla. Nell’ultima manovra di bilancio è stata inaugurata quella che si potrebbe definire come una «clausola salva-figli». Qualsiasi intervento sul sistema fiscale italiano sarà fatto “privilegiando” le famiglie con bambini. È stato fatto, per esempio, nel caso delle detrazioni fiscali. La legge di Bilancio per quest’anno ha introdotto un tetto agli sconti fiscali di cui possono usufruire i contribuenti che dichiarano redditi superiori a 75 mila euro. Oltre questa soglia, le detrazioni che si possono sottrarre dalla propria dichiarazione dei redditi non devono essere superiori a 14 mila euro, che diventano 8 mila euro una volta superati i 100 mila euro di reddito.

Ma queste soglie massime si dimezzano se il contribuente non ha figli a carico, mentre il contribuente che ne ha uno a suo carico, può scontare il 70 per cento di queste somme. Uno che invece ne ha due, può arrivare all’80 per cento, mentre solo dal terzo figlio in poi si può arrivare fino al limite di queste soglie di detrazione. Il concetto insomma, è abbastanza semplice. È probabile che questa «clausola salva-figli» sia utilizzata anche nelle prossime misure che il governo metterà in campo con la prossima manovra. Una manovra che avrà probabilmente meno spazi della precedente, visto che non potrà comunque aumentare la spesa se non a patto di alzare le tasse o trovare nuovi risparmi nel Bilancio pubblico.

Spese scolastiche e attività formative

Partiamo dalle spese per la scuola: cosa è possibile detrarre nel 730? Per semplificare la risposta, ricordiamo innanzitutto le tipologie di spesa che non possono essere detratte, ovvero quelle per l’acquisto dei libri di testo e di tutti gli accessori scolastici (materiali, cancelleria, zaini, …). Sono inoltre detraibili al 19% le erogazioni liberali alle scuole finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa (senza tetto di spesa) e le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale (tetto massimo di spesa 250 euro).

Le spese per la mensa scolastica rientrano tra quelle detraibili, per ogni livello di scuola e a prescindere se si tratta di una statale o privata. Il tetto massimo detraibile è di 400 euro per ogni alunno, questo significa che è possibile recuperare 76 euro (19% di 400 euro). La detrazione è ad ampio raggio, quindi rientrano tra le voci detraibili sia quelle di iscrizione vera e propria, sia tutte le spese legate alla frequenza. Tra le altre spese che consentono di abbattere le imposte rientrano i servizi di pre e post scuola. L'Agenzia delle entrate ha dato l'ok alla detrazione per le gite scolastiche e per tutti i tipi di corsi finalizzati all’ampliamento dell’offerta formativa, come per esempio corsi di lingua, teatro, etc, anche se non si tratta di corsi obbligatori: l'importante è che rientrino nell'offerta formativa degli istituti.

infografica sulle tipologie di spese scolastiche detraibili

Attività sportive e ricreative

Infine ricordiamo che sono detraibili al 19% anche le spese per l’attività sportiva svolta da bambini e ragazzi dai 5 ai 18 anni presso associazioni sportive, palestre, piscine e altre strutture e impianti destinati alla pratica sportiva dilettantistica. Con le stesse caratteristiche (aliquota al 19% e fascia di età 5-18 anni) da quest’anno sono detraibili anche le spese per l’iscrizione a conservatori, scuole di musica iscritte nei registri regionali nonché a cori, bande e scuole riconosciuti da una pubblica amministrazione, per lo studio e la pratica della musica. Sempre al 19% sono detraibili le spese effettuate per iscrivere tuo figlio (fra i 5 e i 18 anni) a un'attività sportiva, fino a un tetto di 210 euro.

Analisi dei costi e oneri per il mantenimento dei figli

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dato mandato a Mr Prezzi di convocare al più presto una riunione della nuova Commissione di allerta rapida sui rincari dei prodotti per l’infanzia. Una conferma che arriva anche dai dati rilevati dall’O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha aggiornato il consueto monitoraggio sui costi per mantenere un bambino nel primo anno di vita. Dallo studio emerge che il costo complessivo per mantenere un bambino nei suoi primi 12 mesi di vita varia da un minimo di 7.065,07 € fino ad un massimo di 17.030,33 €.

Come creare il tuo BILANCIO familiare in pochi SEMPLICI passi

Costi che, uniti alla precarietà occupazionale e alla mancanza di lavoro per i giovani, incidono pesantemente sull’andamento della natalità nel nostro Paese: è di poche settimane fa la notizia del tasso di natalità al minimo storico, meno di 7 neonati per 1.000 abitanti. Alla luce di tali difficoltà, sono sempre di più i genitori che ricorrono all’usato o ai portali online per acquistare i prodotti necessari. Acquistando online il risparmio sull’importo minimo di spesa per il mantenimento di un bimbo nel primo anno di vita è del 29%, mentre su quello massimo del 34%. Il costo complessivo diminuisce ancor di più se si ricorre al canale dell’usato: comprare prodotti di seconda mano consente di risparmiare sulla spesa finale da un minimo del 55%, fino ad un massimo del 62%. Nonostante i costi proibitivi per il sostentamento di un bambino nei suoi primi 12 mesi di vita, la moda dei baby shower e delle feste in grande stile per il primo compleanno non sembra arrestarsi. Nel 2022, l’allestimento di un baby shower nella propria abitazione per 25 invitati ha un costo medio di 826,90 € (+8% rispetto al 2021).

Assegno Unico e bonus specifici

Nel 2023 le famiglie con figli a carico potranno beneficiare dell’assegno unico universale, spettante per ogni figlio minorenne (o anche maggiorenne al di sotto dei 21 anni di età in presenza di determinate condizioni). L’assegno quest’anno è più sostanzioso per effetto della Legge di Bilancio 2023 e della rivalutazione: è stata introdotta, infatti, una maggiorazione del 50% dell’importo base da riconoscere fino al compimento del primo anno del figlio (per le famiglie con almeno 3 figli tale maggiorazione si applica fino ai 3 anni se l’Isee non supera 40.000 euro).

L’Assegno unico per i figli a carico, poiché è una misura “universale”, può essere richiesto anche in assenza di ISEE ovvero con ISEE superiore alla soglia di euro 43.240 euro. In tal caso, saranno corrisposti gli importi minimi dell’Assegno previsti dalla normativa. Nell’ambito degli interventi normativi a sostegno delle famiglie rientra anche un contributo per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e di forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche. L’articolo 1, comma 343, legge 27 dicembre 2019 n. 160, ha elevato l’importo del buono fino a un massimo di 3.000 euro sulla base dell’ISEE minorenni, in corso di validità, riferito al minore per cui è richiesta la prestazione.

Tra i bonus per il sostegno alle famiglie c’è anche il cosiddetto assegno di maternità erogato dai Comuni, anche detto “assegno di base“. Si tratta di una misura stanziata in favore di quelle neo mamme che sono sprovviste di copertura previdenziale obbligatoria tale da permettere l’accesso al congedo di maternità Inps. Per averne diritto è necessario che l’Isee in corso di validità non superi i 19.185,13 euro. È previsto anche un bonus dell’importo massimo di 400 euro per l’acquisto di latte artificiale rivolto alle mamme che, a causa di particolari condizioni patologiche, non possono allattare naturalmente il proprio figlio e non possono accedere alla banca del latte materno donato. Tale agevolazione spetta fino al compimento del 6° mese del bambino, a patto di avere un Isee non superiore a 30.000 euro.

Procedure, vincoli e documentazione fiscale

Il documento che rappresenta il giustificativo della spesa sostenuta può essere una ricevuta fiscale, una fattura, uno scontrino, un bollettino postale, una ricevuta di pagamento, ecc. E' necessario prestare attenzione alla data riportata sul documento di spesa, in quanto le spese devono essere state sostenute nel periodo fiscale interessato. E' importante anche controllare l’intestatario del documento fiscale attestante la spesa che, normalmente, è colui che ha sostenuto la spesa e quindi colui che può godere dell’agevolazione.

La suddivisione al 50%, tra i genitori, della detrazione per figli a carico, o il fatto che un solo genitore goda al 100% dell'intera detrazione, non ha alcuna influenza sulla suddivisione degli oneri/spese sostenuti per il figlio. Infatti quando l’onere è sostenuto per i familiari a carico la detrazione o la deduzione spetta al contribuente al quale è intestato il documento che certifica la spesa. Se i genitori intendono ripartire le spese in misura diversa dal 50% devono annotare, sul documento comprovante la spesa, la percentuale di ripartizione. Le spese intestate al genitore e sostenute per il figlio, che nel corso dell’anno ha percepito redditi superiori al limite previsto per essere considerato a carico (cioè 4.000 euro fino a 24 anni o 2.840,51 euro dopo i 24), non danno diritto alla detrazione: né alla persona che ha sostenuto l’onere, né alla persona che ha beneficiato della prestazione.

schema riassuntivo dei limiti di reddito per i figli a carico

Le detrazioni fiscali per figli a carico hanno la funzione di abbattere il peso della tassazione, in considerazione delle spese che il cittadino deve sostenere per il mantenimento del nucleo familiare. In generale, le detrazioni spettano al contribuente che ha fiscalmente a carico i figli, secondo un importo variabile in funzione del reddito complessivo del contribuente stesso. In presenza di un unico figlio, le detrazioni spettano per coloro che hanno un reddito complessivo inferiore a 95.000,00 Euro. Per quali figli spetta la detrazione? Come già anticipato, le detrazioni spettano per i figli fiscalmente a carico, i quali, a loro volta, devono rientrare entro determinati limiti di reddito. Il primo è un importo fissato dalla legge in misura pari a 95.000,00 euro, elevabile di 15.000,00 per ogni figlio successivo al primo. Ne consegue che in presenza di due figli il parametro sarà pari a 110.000,00. In presenza di almeno quattro figli a carico si ha diritto a un’ulteriore detrazione di importo pari a 1.200,00 Euro.

Agevolazioni per specifiche categorie e rimborsi Ebitemp

ATTENZIONE: Si comunica che, in attuazione di quanto previsto dall’Accordo sottoscritto dalle Parti Sociali del settore, a far data dal 3 febbraio 2025 gli importi di tutte le prestazioni con indennità forfettarie e massimali saranno incrementi del 20%. In favore dei soggetti sottoposti a protezione internazionale (status di rifugiato, protezione sussidiaria e richiedenti asilo), protezione temporanea e protezione speciale in forza all’Agenzia per il lavoro, viene riconosciuto il rimborso delle spese per l’acquisto di beni necessari alla cura del proprio figlio fino a 3 anni di età (es. Passeggino, fasciatoio, culla, omogeneizzati; ecc). Si possono rimborsare anche le spese sostenute durante il periodo di gestazione.

Il soggetto richiedente dovrà avere un contratto di lavoro in somministrazione o frequentare il corso di formazione erogato da Formatemp al momento dell'acquisto del bene. Saranno rimborsati solo gli acquisti avvenuti in data successiva al 24 febbraio 2022 con documento giustificativo di spesa rilasciato sul territorio italiano. La richiesta deve essere inviata entro 60 giorni dalla data dell’ultima ricevuta d’acquisto attraverso l’area riservata di My Ebitemp. Si precisa che le richieste presentate da soggetti minori dovranno essere sottoscritte dall’esercente la potestà genitoriale. La valutazione e l’approvazione delle richieste è sottoposta all’insindacabile giudizio della Commissione Prestazioni.

Dettagli tecnici sulle detrazioni specifiche per l'infanzia

Se tuo figlio non ha ancora compiuto i 3 anni puoi ottenere una detrazione pari a 1.200 euro circa, che scende a 950 euro quando il bambino supera quell'età. Queste cifre, però, vanno rapportate al tuo imponibile e calano, ovviamente, a mano a mano che il reddito cresce, annullandosi a quota 95 mila euro. Aiuti anche alle famiglie numerose (con almeno 3 figli, si possono detrarre 200 euro in più per ciascun figlio), se il bimbo è portatore di handicap (altri 400 euro in più) e ai genitori adottivi (che possono dedurre fino al 50% le spese sostenute per adottare un bambino straniero).

Puoi detrarre al 19%, per un massimo di 632 euro per ogni figlio, anche le spese sostenute per l'asilo nido, l'istruzione scolastica secondaria e l'università. Buone notizie se hai un figlio che frequenta un ateneo posto ad almeno 100 km di distanza da casa: potrai detrarre altri 2.633 euro. E ulteriori 1.549,37 euro dai contributi versati per la baby sitter. Capitolo spese mediche: anch'esse sono detraibili al 19%, se tuo figlio è disabile al 100%. Spese per adozione di minori stranieri: tali spese vanno documentate nel Quadro E del Modello 730. Spese per riscatto anni di laurea: le spese sostenute per il pagamento dei contributi necessari per riscattare la laurea di un figlio o di un altro familiare ancora a carico del contribuente che presenta la dichiarazione.

mappa concettuale delle detrazioni 730 per figli

La percentuale detraibile, poi, sale molto in caso di ristrutturazioni edilizie (50% fino a un tetto di 96 mila euro). Caf Acli, con la sua squadra di operatori qualificati, ti aspetta per il tuo 730 in una delle tredici sedi della provincia di Venezia. È fondamentale, per ogni contribuente, monitorare costantemente le scadenze e le variazioni normative, poiché, come dimostrato, le soglie e le modalità di accesso ai benefici possono subire modifiche annuali in base alla politica economica e di bilancio del governo in carica.

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