Gestione della gravidanza: dal termine fisiologico alle complicanze del parto pretermine e oltre termine

La gestione della gravidanza, nelle sue fasi finali, rappresenta un ambito di estrema delicatezza clinica, dove il monitoraggio costante diventa lo strumento cardine per garantire la salute di madre e bambino. Comprendere i ritmi della gestazione, le sfumature tra nascita "a termine", "pre-termine" e "oltre termine", nonché le implicazioni assistenziali e legali, è fondamentale per le future famiglie.

Il percorso verso il parto: sorveglianza e protocolli clinici

Quando ci si avvicina alla data presunta del parto, sono previsti alcuni controlli per lo stato di salute di mamma e bambino. Nel corso della prima visita viene effettuato un bilancio della gravidanza e viene compilata la cartella clinica in previsione del ricovero al momento del parto. Il protocollo di sorveglianza del Policlinico prevede la stima ecografica del peso fetale in occasione del primo accesso; una sua rivalutazione nei controlli successivi avverrà solo in caso di sospetto di flessione o accelerazione della crescita fetale rispetto alla norma.

La visita ginecologica con esplorazione vaginale viene eseguita esclusivamente in presenza di travaglio di parto in corso, perdite vaginali anomale o in previsione di un'imminente induzione. In assenza dell’insorgenza spontanea del travaglio di parto e di condizioni materne o fetali che suggeriscano l'opportunità di anticiparne l'espletamento, la conclusione del follow-up è prevista a 41+2-41+4 settimane di e.g. Le modalità di induzione di travaglio di parto sono sostanzialmente due: meccanica e farmacologica. L’induzione avviene nelle stanze dell’area osservazione della sala parto, camere doppie con bagno, in cui è permessa la presenza del partner dalla ore 8 alle 20.

protocollo di monitoraggio fetale in sala parto

La finestra temporale della nascita: tra termine e pre-termine

Il periodo che si estende tra la 37esima e la 42esima settimana di gestazione costituisce la finestra ideale in cui si attende la maggior parte dei parti. Una gravidanza dura dalle 38 alle 42 settimane, pertanto tutti i neonati che nascono prima delle 38 settimane sono da considerare “pre-termine”. Se un bambino nasce prima della 37a settimana di gravidanza, si parla di parto prematuro.

Si stima che la nascita pre-termine tout court riguarda circa l’8% dei neonati. La nascita gravemente pre-termine ha un’incidenza minore, parliamo di meno dell’1%. Questi sono i valori stimati in Italia e in generale nei paesi ricchi occidentali che dispongono di risorse sanitarie. Tali percentuali aumentano nelle sacche di povertà dei paesi ricchi, nei paesi poveri o nei paesi del terzo mondo. Ciò accade perché monitorare in maniera ottimale il decorso di una gravidanza è un elemento imprescindibile per ridurre la prevalenza dei nati pre-termine e senza questa possibilità il rischio di incorrere in un parto pre-termine diventa più elevato.

Comprendere il parto prematuro: cause e segnali

Le cause di una nascita prima del termine possono essere molteplici, alcune sono ancora sconosciute ma fino ad oggi sono stati fatti significativi passi avanti per assistere al meglio le mamme e i loro bambini in questa delicata situazione. Alcune cause sono note, ad esempio le infezioni, la fatica fisica eccessiva, il fumo, l’alcool, l’uso di droghe e i traumi in genere, altre volte non è chiaro da cosa derivino le complicazioni che portano ad un parto pre-termine.

Screening, prevenzione e trattamento del parto prematuro

È fondamentale riconoscere i segnali anticipatori: il segno più evidente è l’inizio precoce del travaglio. Fate attenzione se le contrazioni durano più di un'ora, se si verificano a intervalli di cinque-dieci minuti e se durano più di 30 secondi. Un altro segno di travaglio prematuro è la rottura prematura del sacco amniotico. Il sanguinamento può essere un segno che la placenta si sta staccando prematuramente.

Assistenza neonatale e strategie di recupero

Qualsiasi livello di prematurità comporta rischi maggiori rispetto una nascita a termine. I rischi sono più bassi se la nascita è vicina al termine, mentre sono altissimi se si verifica tra le 24 e le 27 settimane. Una nascita prematura è un'incisione con la quale i genitori devono innanzitutto fare i conti. Per questo motivo, durante la degenza in ospedale sono assistiti da specialisti pediatrici, medici e ostetrici e ricevono indicazioni sulla vita quotidiana con il loro bambino prematuro.

In questo delicato percorso è fondamentale che la mamma passi più tempo possibile dopo il parto con il suo neonato, anche se il piccolo è in terapia intensiva. Il cardine di tutto è la presenza fisica: la mamma deve poter toccare, vedere, rendersi conto, assistere personalmente il proprio bambino in modo tale da riacquisire la self confidence e la capacità di sentirsi una mamma adeguata. Senza questo processo si sentirà sempre una mamma insicura.

La gestione della gravidanza oltre il termine

A circa il 30% delle donne in procinto del parto capita di "andare oltre il termine", ovvero di arrivare al compimento della 40ª settimana e di non avere alcun segnale di avvio del travaglio. In realtà, questo calcolo non è preciso: un mese lunare dura esattamente 29,53 giorni e non 28, il che allunga la gestazione di una quindicina di giorni. Insomma, fisiologicamente, la gravidanza durerebbe 294 giorni, ossia 42 settimane.

schema grafico sulla durata fisiologica della gravidanza

Tuttavia, superato tale termine, i problemi possono insorgere in quanto la placenta non riesce più ad apportare gli adeguati nutrienti al feto. Tale condizione è definita post-maturità. La gravidanza post-termine aumenta i rischi per la donna e per il feto, come il travaglio difficile a causa di distocia di spalla o la scarsità di liquido amniotico (oligoidramnios). Se la gravidanza supera le 42 settimane, la placenta può avere dei deficit funzionali e causare problemi al feto.

Strumenti di monitoraggio e induzione

A partire dalla 39ª settimana e cinque giorni, la futura mamma deve sottoporsi a una serie di controlli volti ad accertare che tutto stia procedendo per il meglio. Questi esami vengono ripetuti a 40 settimane e mezzo, quindi a 41 settimane e poi a 41 settimane e due giorni. A partire da due giorni prima dell’inizio della 40ª settimana viene effettuato il cosiddetto “tracciato cardiotocografico”. Questo esame registra il battito cardiaco del piccolo e le contrazioni dell’utero.

Se tre giorni dopo la fine della 41ª settimana non succede ancora niente, il parto viene indotto. Per indurre il parto, in prima battuta viene introdotto in vagina, a intervalli di 6-8 ore, un gel a base di prostaglandine. Se anche dopo questo intervento il bimbo non si decide a nascere, viene somministrata l’ossitocina con la flebo. Studi scientifici rivelano che, anche nel caso di gravidanze esenti da complicazioni, è meglio ricorrere al parto indotto entro la 40ma-41ma settimana di gestazione.

Aspetti socio-economici e tutele

Il congedo maternità di 14 settimane inizia in genere subito dopo la nascita del vostro bambino. Tuttavia, il più delle volte i bambini prematuri rimangono in ospedale per essere monitorati. In questo caso, avete la possibilità di prolungare il congedo maternità per la durata della degenza ospedaliera (fino a un massimo di 56 giorni). Ciò comporta anche un’estensione della tutela di maternità dopo un parto prematuro.

Importante: di solito, quando fanno richiesta per l’indennità di maternità, le future madri richiedono il rinvio del congedo maternità, nel corso del quale ricevono l’80% del proprio salario, per un massimo di 220 franchi al giorno. È importante ricordare che il contatto fra il piccolo e i suoi genitori è terapeutico tanto quanto le cure d’avanguardia offerte dalle Terapie Intensive Neonatali, che difatti negli ultimi anni si sono attrezzate per lasciare le porte aperte ai familiari dei piccoli pazienti.

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