Il termine "costruzione" evoca nell'immaginario comune l'idea di un edificio, di una struttura che si eleva per ospitare funzioni umane. Tuttavia, nel campo del diritto e dell'urbanistica, così come in quello della progettazione architettonica, la sua definizione è ben più ampia e sfaccettata. Comprendere il concetto di costruzione significa addentrarsi in un mondo di norme, interpretazioni giurisprudenziali, tecniche rappresentative e visioni proiettate verso il futuro. Il disegno, in questo contesto, non è solo una rappresentazione visiva delle idee, ma dev’essere inteso come un processo creativo che porta alla luce nuovi temi e nuovi motivi, un linguaggio essenziale per tradurre l'astratto in tangibile.
La "Costruzione" nel Contesto Normativo e Giuridico
La definizione di "costruzione" assume un'importanza cruciale per l'applicazione delle normative che regolano il territorio e le relazioni tra le proprietà. La sua interpretazione non è statica, ma si adatta ai contesti e alle finalità, rendendola un concetto generale che può essere facilmente interpretato in modi non congruenti in base alla finalità.
Definizione Giuridica di "Costruzione": Oltre l'Edificio Tradizionale
Ai fini dell'osservanza delle norme sulle distanze legali di origine codicistica o prescritte dagli strumenti urbanistici in funzione integrativa della disciplina privatistica, la nozione di costruzione non si identifica con quella di edificio. Essa, al contrario, si estende a qualsiasi manufatto non completamente interrato che abbia i caratteri della solidità, stabilità, ed immobilizzazione al suolo, anche mediante appoggio, incorporazione o collegamento fisso ad un corpo di fabbrica preesistente o contestualmente realizzato, indipendentemente dal livello di posa e di elevazione dell’opera. Questa interpretazione estensiva è fondamentale per garantire la corretta applicazione delle regole di vicinato e di decoro urbanistico.
In tema di computo delle distanze legali, esiste, ai sensi dell'art. 873 c.c., una nozione unica di costruzione, consistente in qualsiasi opera non completamente interrata avente i caratteri della solidità ed immobilizzazione rispetto al suolo, indipendentemente dalla tecnica costruttiva adoperata. Ciò significa che non rileva il materiale o la metodologia costruttiva, ma la permanenza e la robustezza del manufatto nel suo rapporto con il terreno. La nozione di costruzione, agli effetti dell'art. 873 c.c., è unica e non può subire deroghe da parte delle norme secondarie, sia pure al limitato fine del computo delle distanze legali, in quanto il rinvio ivi contenuto ai regolamenti locali è circoscritto alla sola facoltà di stabilire una distanza maggiore. Pertanto, i regolamenti comunali, essendo norme secondarie, non possono modificare tale nozione codicistica.
Ai fini dell'osservanza delle norme in materia di distanze legali stabilite dagli artt. 873 e seguenti cod. civ., ciò che rileva è che il manufatto si elevi al di sopra del livello del suolo, trovando tale specificazione una razionale e compiuta giustificazione nella stessa ratio che è sottesa alla disciplina in materia. Questa ratio mira a prevenire l'eccessiva vicinanza tra manufatti che potrebbe compromettere la luce, l'aria, la visuale e la sicurezza. La nozione di "costruzione", ai fini della disciplina delle distanze legali, non va intesa soltanto come fabbrica in calce e mattoni, ma nel senso di includere qualsiasi opera che, sulla base di accertamento rimesso al giudice di merito, abbia i caratteri della solidità, della stabilità e della immobilizzazione rispetto al suolo, anche mediante appoggio, incorporazione o collegamento fisso ad un preesistente manufatto, e ciò indipendentemente dal livello di posa e di elevazione della medesima, dai caratteri del suo sviluppo aereo. Anche manufatti non destinati ad uso di civile abitazione, come ad esempio un deposito di materiale, rientrano in questa ampia definizione ai fini delle distanze legali. Pur avendo un vano scala natura di volume tecnico, lo stesso non può essere ritenuto irrilevante ai fini dell’applicazione della normativa dettata per le distanze dai confini. Ciò dimostra come anche elementi funzionali all'edificio principale siano considerati a tutti gli effetti come "costruzioni" nel calcolo delle distanze.

L'Influenza delle Normative Urbanistiche e Regolamentari
Le norme urbanistiche giocano un ruolo essenziale nella definizione e regolamentazione delle costruzioni. Ai sensi dell'articolo 41-quinquies della legge 17 agosto 1942 n. 1150, "i limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza tra i fabbricati, nonché rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi" (quelli di cui al successivo Dm n.1444 del 1968), sono imposti "ai fini della formazione di nuovi strumenti urbanistici". Questo quadro normativo stabilisce i parametri entro cui le costruzioni possono sorgere e svilupparsi, garantendo un'armoniosa pianificazione del territorio e tutelando la qualità della vita.
Per nuova costruzione, ai fini del regime distanziale applicabile, deve intendersi non solo la realizzazione, per la prima volta, di un edificio del tutto nuovo, ma anche qualsiasi modificazione nella volumetria di un fabbricato precedente che ne comporti l'aumento. Questa interpretazione estende l'applicazione delle normative distanziali anche agli interventi di ampliamento o sopraelevazione, evitando che modifiche apparentemente minori possano alterare gli equilibri urbanistici preesistenti. È importante notare che, per l’urbanistica, la costruzione è tutto il volume compreso e definito dalla sagoma, compresi i volumi tecnici e quant’altro. Tuttavia, come già accennato, proprio perché è un concetto generale, la costruzione può essere facilmente interpretata in modi non congruenti in base alla finalità. Ad esempio, il termine di volume indicato nel Codice dei Beni culturali non coincide sempre con quello del D.P.R. 380/01.
La Stabilità e la Trasformazione Permanente del Suolo
Per la giurisprudenza, ai fini del rilascio del titolo abilitativo, la nozione di costruzione si identifica d’altra parte con qualsiasi trasformazione urbanistico-edilizia del territorio, intesa come modifica dello stato dei luoghi caratterizzata da stabilità, a prescindere dai materiali usati, quando si tratti di soddisfare esigenze oggettivamente non precarie del soggetto che tale trasformazione ponga in essere. In sintesi, si qualifica costruzione qualunque manufatto che trasforma in maniera permanente il suolo. La chiave di volta è la permanenza e l'immobilizzazione, elementi che distinguono una costruzione da un manufatto temporaneo o facilmente rimovibile. L'edificio stesso, in questa prospettiva, è definito come una costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, isolata da strade o da aree libere, oppure separata da altre costruzioni mediante strutture verticali che si elevano senza soluzione di continuità dalle fondamenta al tetto, funzionalmente indipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze perduranti nel tempo. Il manufatto costituisce parte integrante dell’edificio e la nozione di costruzione deve estendersi a qualsiasi manufatto non completamente interrato che abbia i caratteri della solidità, stabilità ed immobilizzazione al suolo, anche mediante appoggio, incorporazione o collegamento fisso ad un corpo di fabbrica preesistente o contestualmente realizzato, indipendentemente dal livello di posa e di elevazioni dell’opera.
Il "Disegno di Progetto" come Strumento Essenziale dell'Architettura
Se la "costruzione" definisce l'oggetto fisico e giuridico, il "disegno di progetto" è lo strumento intellettuale e tecnico che permette di concepirla, descriverla e realizzarla. Il disegno architettonico è un tipo di disegno tecnico utilizzato per raffigurare un'opera edilizia, sia essa esistente, e quindi rilevandola, sia in fase progettuale, prevedendo diversi elaborati di progetto. Rappresentare un'architettura è un'operazione di sintesi, che esprime la volontà di trasmettere una profonda conoscenza di un manufatto o di un elemento architettonico.
La Centralità del Disegno Architettonico: Dal Concetto alla Realtà
Ogni progetto architettonico parte da un disegno: questo, infatti, non è solo una rappresentazione visiva delle idee, ma dev’essere inteso come un processo creativo che porta alla luce nuovi temi e nuovi motivi. Attraverso il disegno si manifesta la memoria del processo progettuale e si comunica la bellezza intrinseca dell'architettura come arte in continua evoluzione. La rappresentazione grafica, sia quella a mano che quella espressa attraverso strumenti digitali, diventa il linguaggio principe della progettazione, trasformando visioni astratte in realtà tangibili. La geometria descrittiva è la scienza che permette, attraverso determinate costruzioni geometriche, di rappresentare in modo inequivocabile, su uno o più piani, oggetti bidimensionali e tridimensionali. Attraverso la scelta di disegni che privilegiano taluni aspetti rispetto ad altri, si ha una vera e propria "operazione di conoscenza", più che una semplice raffigurazione dell'oggetto. Il processo circolare dell'idea progettuale: dal concetto originale al disegno e dal ridisegno di questo al concetto originale, è fondamentale in architettura.
Un disegno architettonico è ben eseguito se contiene tutte le informazioni di cui l’impresa esecutrice dei lavori necessita per realizzare adeguatamente una costruzione: sarà ricco di simboli architettonici e dettagli che eliminano fin da subito i vari dubbi che potrebbero insorgere in fase esecutiva. I dati contenuti in un disegno costruttivo variano in funzione della scala di rappresentazione, poiché minore è la scala, maggiore è il dettaglio, e della tipologia del disegno. Ad esempio, in una planimetria, che sia architettonica, strutturale o meccanica, si avranno informazioni relative alla distribuzione degli spazi, delle pareti, degli infissi, degli impianti HVAC; nelle sezioni invece si accentuerà l’analisi dei livelli, delle altimetrie, delle stratigrafie, della localizzazione di travi, ecc. Il modo in cui un manufatto è disegnato influisce direttamente sull'esperienza degli individui che lo attraversano.
Tipologie di Disegni Architettonici e la Loro Funzione
Per rappresentare e descrivere adeguatamente un progetto, esistono diversi tipi di elaborati grafici, ognuno con una funzione specifica, tutti essenziali per fornire una descrizione esatta sulla forma, sulle dimensioni e sul tipo di materiale di cui l’oggetto è costituito.
- Planimetrie del sito: Inquadrano l’intorno territoriale, specificando strade, edifici, topografia e piani urbanistici vigenti. Sono fondamentali per comprendere l'inserimento del progetto nel contesto.
- Planimetrie architettoniche: Rappresentano una vista dall’alto dell’edificio, raffigurando la copertura e l’ambiente circostante. Offrono una visione d'insieme del posizionamento dell'edificio rispetto al lotto.
- Piante architettoniche: Rappresentano ciascun piano della costruzione. L’edificio viene sezionato in modo da visualizzare pavimenti, ambienti e la posizione di infissi esterni ed interni, scale, ecc. Queste tavole includono dettagli come: la dimensione di pareti interne ed esterne; le quote generali; il nome degli spazi; la superficie degli spazi. Le piante architettoniche offrono una visione dall'alto di un edificio, evidenziando la disposizione degli ambienti interni, la collocazione degli arredi, i percorsi di circolazione e gli accessi previsti per gli utenti. Questa rappresentazione fornisce una chiara e intuitiva comprensione della distribuzione degli spazi e delle loro funzioni, sia a livello puntuale che nell’ambito urbanistico: basti pensare ai piani urbanistici e alle raffigurazioni grafiche delle grandi città europee come Parigi e Barcellona.
- Planimetrie strutturali (o carpenterie): Isolano la struttura portante dell’edificio ed evidenziano i nodi e i collegamenti strutturali, la disposizione delle travi e dei travetti. Sono cruciali per la sicurezza e la stabilità.
- Planimetrie e schemi elettrici (MEP - Mechanical, Electrical, Plumbing): Questi elaborati rappresentano la rete elettrica, indicando la disposizione di cavi, dispositivi d’illuminazione, alimentazione, circuiti e quadri elettrici.
- Disegni meccanici ed idraulici: Illustrano gli elementi del sistema HVAC (Heating, Ventilation, Air Conditioning), come la posizione del termostato, degli impianti di ventilazione e degli elementi di distribuzione. Inoltre, mostrano il sistema idraulico, includendo tubazioni, pompe e scarichi.
- Prospetti: Rappresentano l’edificio in elevazione, offrendo una vista bidimensionale dell’esterno. Mostrano dettagli come le finiture esterne, la posizione di porte e finestre e la pendenza della copertura. Il prospetto indica la visione di un oggetto su un piano verticale, consentendo di descriverlo in modo completo. Oltre a fornire una rappresentazione dell’aspetto esterno di un fabbricato, il prospetto permette anche di studiare come il progetto si integra con l'ambiente circostante, compresi gli edifici esistenti, la topografia e gli elementi naturali quali gli alberi e i corsi d'acqua.
- Sezioni: Forniscono una visione verticale dell’edificio, tagliandolo per mostrare l’interno. Evidenziano dettagli come: altezze e livelli; struttura di pareti e solai; fondazioni, travi e pilastri. Le sezioni permettono, invece, di visualizzare gli interni e gli esterni di un edificio, mostrando la relazione tra gli elementi architettonici verticali e quelli orizzontali. Questo aiuta a comprendere come gli spazi si intersecano e si sovrappongono, consentendo una visione più completa della struttura, oltre a valutare come la luce naturale penetra negli spazi interni e come la ventilazione attraversa l'edificio.
- Particolari costruttivi: Sono dettagli ingranditi di elementi tecnici come fondazioni, murature, finestre e scale. Servono per fornire approfondimenti su stratigrafie, componenti e collegamenti costruttivi.
- Disegni di finitura: Mettono in evidenza i dettagli estetici dell’edificio, come materiali e arredi. Spesso vengono utilizzati floor plan rendering, che evidenziano pitture, pavimentazioni e dettagli decorativi.
- Visualizzazioni fotorealistiche: I rendering interni ed esterni semplificano la comprensione del progetto, offrendo una rappresentazione visiva realistica dell’edificio finito.
- Disegni di scavo: Indicano trincee, fondazioni e rimozione del terreno, essenziali per le prime fasi di cantiere.
- As-Built Drawings: Documentano la costruzione finale, comprese eventuali modifiche apportate durante il processo costruttivo, utili per future manutenzioni o modifiche.
Dunque, siamo davanti a diversi disegni, ma tutti accomunati dallo stesso obiettivo: quello di voler trasmettere informazioni dettagliate che vanno oltre le parole, consentendo una comunicazione efficace tra progettisti, costruttori e il cliente finale dell'opera.

Strumenti e Tecniche del Disegno: Dalla Matita al Digitale
La storia del disegno architettonico è un viaggio attraverso l'evoluzione delle tecniche e degli strumenti. Già nell'opera di Rabano Mauro e di Isidoro di Siviglia è presente il concetto di pianta di un edificio (ichnographia) ed è dunque ipotizzabile una certa diffusione della pratica di rappresentazione di una costruzione a livello del suolo, anche se non necessariamente legata a fini progettuali. L'eredità classica è stata da più parti dimostrata alla base della nascita non solo del disegno architettonico ma della stessa pratica costruttiva medievale attraverso due differenti canali: da un lato la trattatistica, in primo luogo rappresentata da Vitruvio, dall'altro la manualistica, data dai libri di agrimensura e dalle loro illustrazioni. Tra i primi esempi significativi vi è la pianta nota come piano di San Gallo (San Gallo, Stiftsbibl., 1092). Il grande sviluppo della tecnica del disegno architettonico si ebbe nel primo Duecento nella Francia settentrionale, in uno con il conseguimento delle conquiste tecniche del Gotico maturo, come testimoniato dal taccuino dei disegni di Villard de Honnecourt (Parigi, BN, fr. 19093), il più importante dei taccuini di disegno tecnico che il Medioevo abbia lasciato. Ad anni successivi, dopo la metà del secolo, risalgono i disegni contenuti nel c.d. palinsesto di Reims (Reims, Arch. Dép. de la Marne, G 661), e dalla seconda metà del Duecento i disegni relativi alla facciata della cattedrale di Strasburgo, che mostrano già una padronanza della tecnica grafica e di rappresentazione dell'architettura appieno conquistata. Questi esempi provano come si sia andato perfezionando un metodo progettuale comprendente una fase disegnativa preliminare su supporto mobile.
Per il disegno a mano, si sono tradizionalmente usati strumenti specifici. Normalmente si usano matite di gradazione medio-dura (2H) per le linee fini e medie (HB) per le linee più spesse. Per il disegno si utilizzano speciali matite dotate di mine calibrate per le diverse dimensioni delle linee da tracciare. Le righe per il disegno tecnico sono in genere di misura compresa tra i 50 e i 100 cm, hanno un lato millimetrato e sull'altro lato portano scanalature o scalini per facilitare la scrittura con le penne a china. Le squadre per il disegno tecnico sono in genere due, una con gli angoli uguali a 45° e una con gli angoli di 30° e 60°. Il compasso è adoperato, assieme al righello e alle squadre, sia nella costruzione di figure geometriche complesse sia nel disegno di circonferenze e archi. Esistono anche strumenti più complessi, formati da due aste, lignee o metalliche, solitamente di uguale lunghezza, articolate nella parte alta tramite un semplice sistema a due ruote dentate, utilizzati per disegnare curve a centro variabile non realizzabili con il compasso. Per la quotatura e le scritte del disegno eseguito a mano viene solitamente utilizzato un normografo, utilizzando caratteri la cui dimensione non sia eccessiva rispetto al resto del progetto.
In passato, i disegni architettonici venivano realizzati a mano, mentre oggi si utilizzano software CAD (Computer-Aided Design) e BIM (Building Information Modeling). Questi strumenti consentono di generare automaticamente piante, prospetti e sezioni da un modello 3D, migliorando la collaborazione e riducendo gli errori. È innegabile: strumenti come CAD, modelli 3D e BIM stanno rivoluzionando il modo di progettare e costruire, tuttavia, è fondamentale riconoscere il valore intrinseco del disegno come mezzo per dare forma alle idee e comunicare concetti in modo chiaro ed efficace. Sarebbe sbagliato mettere i due piani (carta e penna vs digitale) l’uno contro l’altro, ed è invece più opportuno considerare gli approcci come complementari, poiché entrambi possono trovare spazio nel processo creativo dell'architettura contemporanea.
Gli strumenti per il disegno tecnico
Sono ancora numerosi gli errori e le incongruenze che ad oggi si riscontrano tra i vari disegni esecutivi. La causa è spesso legata ad una cattiva collaborazione e coordinazione tra i diversi tecnici coinvolti nella progettazione. Infatti, capita spesso che i software utilizzati sono diversi; ciò spinge il professionista a produrre disegni bidimensionali a sé stanti, che risultano privi di interconnessione con gli altri aspetti progettuali. Una valida soluzione a queste problematiche è sicuramente l’utilizzo di un software per elaborati grafici, applicazione totalmente online che ti consente di generare piante, prospetti e sezioni direttamente da un file 3D in formato IFC, senza ricorrere all’utilizzo di un software BIM. Questa soluzione dà vita ad una modalità di lavoro completamente openBIM e ti offre la possibilità di collaborare in modo efficace con professionisti che utilizzano software BIM diversi dal tuo e addirittura con i professionisti che utilizzano ancora il CAD. Per utilizzare questa soluzione non è necessario installare nessuna applicazione sul proprio PC: accedendo alla piattaforma, caricando il modello 3D in formato IFC, si potranno ottenere in automatico le viste (piante, prospetti, sezioni) desiderate, visualizzare gli elaborati tecnici in sovrapposizione al modello BIM, e stamparli o esportarli in formato DXF/DWG/DWF.
Il Processo Progettuale e la Qualità del Disegno
I disegni architettonici sono prodotti dal team di progettazione che, grazie alle conoscenze tecniche e professionali in campo edilizio, elabora in tavole tecniche ciò che verrà poi realizzato in cantiere. In un gruppo di lavoro, in funzione delle competenze, si prepareranno differenti disegni tecnici specifici di ogni ambito d’applicazione, soggetti a costante aggiornamento durante tutta la fase esecutiva. L’idea che il disegno non sia soltanto una tecnica appresa nel corso degli studi o della pratica professionale, ma piuttosto una capacità che sviluppiamo sin dall'infanzia, rivela la profonda connessione tra l'atto di disegnare e la natura umana stessa. Già dai primi anni di vita, i bambini manifestano un istinto naturale per esprimersi attraverso il disegno, utilizzando linee, colori e forme per comunicare emozioni, idee e concetti. Nonostante sia quindi un’abilità innata, non bisogna certo dimenticare il ruolo fondamentale che ricopre l’allenamento. Rappresentare i propri pensieri e idee attraverso il disegno, permette di abbattere ogni ostacolo di linguaggio, consentendo una comprensione ottimale e completa del progetto. È il disegno che parla per noi. Imparare a comunicare concetti complessi attraverso tratti precisi e dettagliati richiede un impegno costante e continuo. Il potere del disegno nell'architettura va ben oltre la sua funzione estetica: è un mezzo per esprimere creatività, comunicare e controllare-verificare idee complesse. Esso permette infatti di appurare la correttezza dei vari elementi del progetto, di confrontare diverse ipotesi e di valutare in anticipo eventuali problemi o incongruenze.
Interconnessioni e Prospettive Future del Concetto di Costruzione
L'analisi del concetto di costruzione e del disegno che la precede e la accompagna rivela una profonda interconnessione tra aspetti legali, tecnici, storici e futuri.
L'Interazione tra Normativa e Rappresentazione
La precisione del disegno di progetto è direttamente legata alla necessità di aderire alle normative. Ogni linea, ogni quota, ogni simbolo deve riflettere la conformità alle leggi sulle distanze, ai regolamenti edilizi e urbanistici. Un errore nel disegno può tradursi in una non conformità legale della costruzione, con conseguenze significative. La rappresentazione tecnica non è quindi solo una guida per la realizzazione, ma anche un documento legale che attesta il rispetto delle norme. È in questo dialogo costante tra la rigidità della norma e la flessibilità del progetto che emerge la complessità e la responsabilità del "team di progettazione". La loro capacità di elaborare in tavole tecniche ciò che verrà poi realizzato in cantiere è cruciale per la buona riuscita dell'opera, garantendo che ogni aspetto, dalle fondazioni al tetto, sia correttamente pianificato e documentato.
Il Futuro del Progetto Architettonico: Pragmatismo e Utopia
In un mondo in costante evoluzione, dove il passato si intreccia con il futuro in una complessa orditura di visioni e prospettive, il progetto architettonico si erge come una forma di anticipazione, una sorta di sguardo proiettato verso ciò che verrà. Attraverso il disegno, si dà forma a queste anticipazioni, traducendo idee astratte in piani concreti o in visioni utopiche. Quando il futuro è prossimo, il progetto si fa pragmatico, orientato alla sostenibilità, alla smart city, al rispetto dell'ambiente e alla rigenerazione urbana. Si tratta di un approccio che mira a creare soluzioni concrete per le esigenze attuali senza perdere di vista le radici culturali e simboliche dell'abitare. Questo tipo di progettazione si avvale delle tecnologie più avanzate per ottimizzare l'efficienza energetica, ridurre l'impatto ambientale e migliorare la qualità della vita urbana. I disegni in questo contesto devono essere estremamente dettagliati e precisi, integrando dati complessi relativi a prestazioni energetiche, gestione delle risorse e interazioni con l'ambiente circostante.
Quando il futuro è lontano, invece, potremmo dire che il progetto si fa utopico, poiché prova a fare speculazione su possibili trasformazioni sociali, culturali e produttive che potrebbero avvenire nel lungo termine. Questi disegni, pur non essendo immediatamente realizzabili, fungono da catalizzatori per l'innovazione, spingendo i confini del possibile e ispirando nuove generazioni di architetti e urbanisti. Il futuro parte dal disegno, il disegno dalla memoria, creando un ciclo continuo di ispirazione e realizzazione. Sia che si tratti di un'abitazione singola, di un complesso urbano o di una infrastruttura complessa, la costruzione, intesa sia nella sua accezione fisica che legale, è intrinsecamente legata al disegno, lo strumento per eccellenza che traduce il pensiero in forma e prefigura il mondo che verrà.

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