Aborto Negli Stati Uniti: Tra Leggi Statali, la Questione del Nono Mese e la Tutela del Diritto in Michigan

Negli Stati Uniti, il dibattito sull'aborto rimane una delle questioni più divisive e complesse, con ripercussioni significative sulla salute pubblica, sui diritti delle donne e sul panorama politico. Da quando la Corte Suprema ha rovesciato la storica sentenza del 1973 Roe v. Wade, cancellando il diritto federale all’aborto, i limiti all’accesso alle interruzioni di gravidanza negli stati conservatori si sono moltiplicati, creando una vera e propria frammentazione legislativa nel Paese. Questa decisione ha innescato una serie di battaglie legali e politiche a livello statale, dove ogni giurisdizione è ora libera di legiferare sulla questione, portando a scenari estremamente diversi, che vanno dal divieto quasi totale all'ampia protezione del diritto all'interruzione di gravidanza, anche nelle fasi più avanzate.

La Rivoluzione post-Roe v. Wade: Un Paesaggio Giuridico in Continuo Cambiamento

Il 24 giugno 2022, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato il diritto all’aborto a livello federale con la sentenza nota come Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization, votata da sei dei nove giudici della Corte. Questa decisione ha segnato un ritorno al passato, in un Paese dove il diritto delle donne all’aborto era già sottoposto a un’ondata di misure restrittive in più della metà degli Stati. La Corte Suprema ha posto fine a quasi cinquant'anni di precedente legale, trasferendo la completa autorità legislativa sull'aborto ai singoli Stati.

Mappa degli Stati Uniti che mostra le diverse leggi sull'aborto post-Roe v. Wade
Le ripercussioni di questa sentenza si sono fatte sentire immediatamente, con tredici dei venti Stati a guida repubblicana - dove l’interruzione di gravidanza era già sottoposta a restrizioni - che hanno visto scattare il divieto ad abortire. Un sondaggio della CBSNews/YouGov condotto subito dopo che la Corte Suprema ha emesso la sua sentenza ha rilevato come gli americani lo considerino “un passo indietro” per la nazione con un margine di oltre 20 punti percentuali. Secondo il sondaggio, quasi il 60 percento di americani e due terzi delle donne hanno disapprovato la decisione della Corte. Inoltre, il 58 per cento ha dichiarato che avrebbe approvato una legge federale che rendesse legale l’aborto. Questa profonda divisione riflette la complessità della questione, che va ben oltre la mera interpretazione legale, toccando aspetti etici, sociali ed economici.

Il Panorama Legislativo Statale: Restrizioni Estreme e Divieti Quasi Totali

In molti Stati, la sentenza Dobbs ha portato a un’introduzione di leggi estremamente restrittive o a divieti quasi totali sull'aborto. Il Texas ha aperto la strada, e ora altri stati americani si apprestano a introdurre leggi pro-life che tutelano un numero sempre maggiore di bambini. Fino al maggio 2022, solo in Texas, Oklahoma e Mississippi c'erano restrizioni particolari entro le 20 settimane di gravidanza, come racconta un grafico dell'Ispi, Istituto per gli studi di politica internazionale. Due anni dopo, a marzo 2024, la stessa cartina vedeva 14 Stati che vietavano l'aborto: Texas, entrambi i Dakota, Idaho, Arkansas, Missouri, Oklahoma, Louisiana, Mississippi, Alabama, Tennessee, West Virginia, Kentucky e Indiana. C'erano restrizioni entro le venti settimane in Arizona, Nebraska, Utah, Florida, Georgia, Carolina del Sud e del Nord.

Alcuni esempi specifici di queste restrizioni includono:

  • Texas, Georgia e Ohio: In questi Stati non si può abortire dopo la sesta settimana, un periodo in cui molte donne non sono ancora consapevoli della loro gravidanza. La cosiddetta "legge del battito cardiaco" rende illegale l'aborto dopo che è stato rilevato un battito cardiaco fetale. Il battito cardiaco viene normalmente rilevato per la prima volta a circa cinque settimane e mezzo o sei. Se il disegno di legge passa e diventa legge, un medico che esegue un aborto dopo sei settimane potrebbe ricevere da due a quattro anni di carcere.
  • Alabama: Questo Stato vieta gli aborti in quasi tutte le circostanze, compresi i casi di incesto e stupro, e prevede fino a 99 anni di carcere per i medici che effettuano la procedura. Il disegno di legge HB 314 - Human Life Protection Act, approvato il 15 maggio 2019, vieta l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) in quasi tutti i casi, consentendola unicamente in caso di pericolo di vita per la madre. Il 29 ottobre 2019, un giudice distrettuale aveva disposto una preliminary injunction che sospendeva l'entrata in vigore della legge, ma dopo l’overturn di Roe v. Wade il 24 giugno 2022, l'ingiunzione è stata revocata e la legge è divenuta pienamente efficace.
  • Arkansas, Iowa, Louisiana, Mississippi, Dakota del Nord, e Oklahoma: Questi Stati permettono l’aborto solo se la vita della madre è in pericolo.

Un altro problema è la rappresentanza nelle posizioni di potere, e l’accesso alle cure sanitarie, dove le donne di colore hanno maggiori difficoltà. In Texas, il governatore di ultra destra Greg Abbott ha guidato la crociata contro l’aborto, e lì si attende a breve una sentenza che potrebbe mettere in pericolo l’accesso al mifepristone, un farmaco abortivo.

La Tutela del Diritto all'Aborto negli Stati Progressisti: Il Caso del Michigan

In netto contrasto con le restrizioni di molti Stati, altre giurisdizioni hanno agito per proteggere e ampliare il diritto all'aborto. In California, Michigan e Vermont si è votato in maggioranza a favore di emendamenti costituzionali a favore dell’aborto. Questi Stati, insieme ad altri come Arizona, Colorado, Maryland, Missouri, Nevada e Stato di New York, hanno inserito il diritto all’aborto nelle Costituzioni statali tramite referendum. Questa forma di tutela serve anche da protezione contro eventuali leggi restrittive a livello federale. Nel novembre del 2022, Stati come Vermont, California, Montana, Michigan e Kentucky hanno votato per includere il diritto all'aborto nelle proprie leggi.

Immagine che illustra il processo referendario per l'aborto in Michigan
In Michigan, in particolare, i cittadini hanno espresso chiaramente la loro volontà di salvaguardare l'accesso all'interruzione di gravidanza. Questo posiziona il Michigan tra gli Stati che garantiscono ampie libertà riproduttive.

Il Dibattito sull'Aborto a Termine Avanzato e la Questione del "Nono Mese"

Il tema dell'aborto in fasi avanzate della gravidanza, spesso erroneamente associato al "nono mese" o persino all'espressione "aborto post-nascita", è emerso con forza nei dibattiti politici, in particolare durante la campagna presidenziale americana. Nel primo dibattito televisivo tra i due candidati alle presidenziali americane, il 10 settembre 2024, il tema aborto è stato tra quelli più critici. L'ex presidente repubblicano ha dichiarato - senza essere contestato né da Harris né dalla giornalista - che negli Stati governati dai dem sono state approvate leggi che consentono di abortire fino al nono mese e ha aggiunto che, se andassero alla Casa Bianca, sarebbero pronti ad estendere la legge a livello federale. Né la conduttrice né Kamala Harris hanno contestato questa dichiarazione, ma piuttosto il riferimento all'aborto post-nascita, che è un eufemismo per indicare l'infanticidio.

La confusione tra due pratiche differenti, l'aborto al nono mese e quello cosiddetto post-nascita, è stata presumibilmente voluta: i democratici tendono infatti ad evitare dichiarazioni troppo cristalline sul tema, insistendo invece sulla salute delle donne, sulla libertà negata dalle limitazioni nell'accesso all'aborto e sulla nuova frontiera dei malintesi e mal-detti "diritti riproduttivi", perché la realtà dell'aborto senza limiti di tempo è indifendibile, o meglio, è stata già ampiamente teorizzata anche in ambito accademico ma resta ancora troppo impresentabile per il senso naturale di repulsione per l'uccisione dei più piccoli.

È fondamentale chiarire che l'aborto a termine avanzato, sebbene legale in alcune circostanze in diversi Stati, è un evento raro e si verifica tipicamente in situazioni di grave pericolo per la vita o la salute della madre, o in presenza di anomalie fetali incompatibili con la vita. Non è una pratica indiscriminata accessibile su richiesta.

In questa libertà legislativa, sono molti gli stati nei quali è possibile abortire legalmente fino al termine della gravidanza: non solo New York - il cui «Reproductive Health Act» aveva suscitato tanto scalpore - ma anche nel Minnesota di Tim Walz e in Oregon, Vermont, Alaska, Colorado, District of Columbia, Maryland, Michigan, New Jersey e New Mexico. È importante sottolineare che la frase "fino al termine della gravidanza" spesso si riferisce a circostanze estreme e ben definite dalla legge, non a una scelta arbitraria. Il Michigan, con la sua recente azione per consolidare i diritti all'aborto, si colloca in questo gruppo di Stati che offrono maggiore accesso e protezione, includendo, in specifici casi medici, la possibilità di interruzione anche in fasi avanzate.

Perché il DIRITTO all'ABORTO è un tema così DIVISIVO nella POLITICA AMERICANA? 🇺🇸

Il Ruolo dei Farmaci Abortivi e le Controversie sul Mifepristone

L'accesso ai farmaci abortivi, in particolare il mifepristone, è diventato un altro fronte cruciale nella battaglia per i diritti riproduttivi. Per aiutare le donne, a gennaio la Food and Drugs Administration (FDA) aveva dato alle farmacie la possibilità di vendere le pillole abortive direttamente alle pazienti con prescrizioni, almeno negli stati in cui l’aborto è legale. Le due maggiori catene di farmacie, Walgreens e Cvs, si erano dette d’accordo, ma Walgreens ha cambiato rotta dopo che una cordata di procuratori generali repubblicani ha minacciato un’azione legale contro le farmacie che vendono la pillola.

La questione è arrivata fino alla Corte Suprema. Il 13 dicembre 2023, la Corte Suprema ha accettato la richiesta del Department of Justice di revisionare la decisione presa il 16 agosto 2023 dalla Court of Appeals of the Fifth Circuit. Questa decisione aveva ripristinato alcune significative restrizioni riguardanti l’accesso al Mifepristone, uno dei due principi attivi necessari per l’aborto farmacologico. La Food & Drug Administration aveva originariamente approvato la vendita del Mifepristone, assieme al Misoprostol, nel 2000. La decisione del Fifth Circuit di limitare l’accesso al farmaco ne vieterebbe l’ottenimento tramite posta o la sua prescrizione mediante servizi di telemedicine. Le argomentazioni orali davanti alla Corte Suprema si sono tenute il 26 marzo 2024.

Il 13 giugno 2024, la Corte Suprema si è espressa nel caso Food and Drugs Administration v. Alliance for Hippocratic Medicine, negando la richiesta dei querelanti di rimuovere dal mercato il Mifepristone. La Corte non si è espressa nel merito della questione ma ha rilevato come il gruppo di medici e associazioni anti-abortiste che avevano intentato il giudizio mancassero di legittimità ad agire. Questa decisione ha temporaneamente protetto l'accesso al farmaco, ma la sua disponibilità rimane precaria a causa delle continue sfide legali e delle azioni dell'amministrazione Trump.

Il 5 settembre 2025, il Center for Reproductive Rights ha citato in giudizio l'amministrazione Trump per aver nascosto informazioni relative alla sua decisione di rivalutare la regolamentazione del mifepristone. La FDA avrebbe preso in considerazione una nuova valutazione del farmaco sulla base di un report del gruppo anti-aborto Ethics and Public Policy Center (EPPC) che non fornisce alcuna fonte per i propri dati, non è stato sottoposto a revisione paritaria ed è stato redatto da persone prive di competenze mediche o scientifiche.

L'Impatto Socio-Politico e le Prospettive Future

Le conseguenze del ribaltamento di Roe v. Wade e della frammentazione legislativa sono profonde e diversificate. Le donne che hanno mezzi economici potranno viaggiare in altri Stati per abortire ma chi non li ha si affiderà ad aborti clandestini. Molte moriranno e la colpa sarà dei giudici, ha dichiarato Lori Sokol, una delle fondatrici del movimento RiseUp4Abortion Rights che esorta a una mobilitazione popolare non violenta per il diritto all’aborto. Per Tedros A. Ghebreyesus, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, “le donne dovrebbero sempre avere il diritto di scegliere quando si tratta del proprio corpo e della propria salute. Abortire diventerà sempre più difficile, costoso, e rischioso per milioni di americane soprattutto ispaniche, di colore, giovani e con redditi bassi,” sottolinea l’appello di Amnesty International che circola online.

La Corte Suprema degli Stati Uniti mette in pericolo la salute pubblica ed è un esempio di come la manipolazione politica della legalità possa portare a danni a lungo termine per la salute. Eliminando il diritto costituzionale all’aborto sicuro, la Corte Suprema sarà responsabile dell’aumento della mortalità materna. Le ripercussioni di questa sentenza si faranno sentire a livello globale: un verdetto dei ricchi che peggiora la vita dei poveri. Questi sono i risultati prevedibili che rappresentano una vergogna per la Corte. La sua decisione è stata condannata dalle organizzazioni per i diritti umani e dagli organismi di salute pubblica, scrive Kamran Abbasi, Direttore del British Medical Journal.

Dopo che la Corte Suprema ha ribaltato Roe v. Wade, una domanda viene ovvia: quali altri cambiamenti legali potrebbero arrivare? L’attenzione si è concentrata sulla possibilità che la Corte possa limitare il diritto costituzionale al matrimonio tra persone dello stesso sesso, al matrimonio interrazziale o, addirittura, all’accesso alla contraccezione. Questioni che implicano alcune delle stesse logiche che hanno portato alla decisione per l’aborto, hanno sottolineato il giudice Clarence Thomas e gli altri tre giudici liberali nel parere di accompagnamento alla sentenza.

Il caos post-Roe è iniziato. C’è chi si è affrettato ad acquistare il contraccettivo di emergenza noto anche come “pillola del giorno dopo”, tanto che le maggiori catene farmaceutiche negli Usa, CVS Health Corp. e Rite Aid Corp, hanno deciso di limitarne gli acquisti. “Sorprendentemente, una delle rare cose del sistema che funziona in questo momento è la disponibilità della pillola abortiva, il mifepristone, noto con la sigla RU-486. Non sembrano esserci ancora carenze. Siamo fiduciosi di poter soddisfare qualsiasi aumento della domanda, specialmente in quegli Stati che diventano un rifugio sicuro per le donne che vivono dove abortire è vietato,” ha affermato Abbey Long, portavoce dei laboratori della Danco che produce negli Usa il Mifeprex o mifepristone. La domanda è: come farà la Casa Bianca? Allo stato attuale, 32 Stati hanno restrizioni, se non divieti, sulla pillola abortiva rispetto alle regole del governo federale.

Infografica sulla diffusione della pillola abortiva negli USA

Il 4 luglio 2025, il presidente Trump ha firmato la legge One Big Beautiful Bill Act (OBBBA), che elimina la copertura sanitaria per almeno 10 milioni di persone. La legge taglia i fondi a fornitori di servizi essenziali come Maine Family Planning (MFP) e Planned Parenthood (PP), aggiungendo 52 milioni di dollari al deficit del bilancio federale. La legge aggiunge anche requisiti lavorativi obbligatori e taglia i bilanci statali per l'assistenza sanitaria riproduttiva, prendendo di mira gli stati che hanno ampliato la copertura Medicaid. Il 18 dicembre 2025, l'amministrazione Trump ha confermato che non fornirà più assistenza sanitaria per l'aborto ai veterani che usufruiscono dell'assistenza sanitaria del Dipartimento degli Affari dei Veterani (VA), nemmeno in caso di stupro, incesto o per salvare la salute della persona incinta.

La Storia Legislativa Federale: Proposte e Resistenze

Anche a livello federale, ci sono stati numerosi tentativi di legiferare sull'aborto, riflettendo le profonde divisioni politiche.

  • 18 giugno 2013: La US House of Representatives ha approvato un disegno di legge (HR 1797 - Pain-Capable Unborn Child Protection Act) che proibirebbe l’aborto dopo la ventesima settimana, fatta eccezione per i casi in cui l’interruzione di gravidanza sia necessaria per salvare la vita della gestante (“not including psychological or emotional conditions”). La Casa Bianca manifestò un parere negativo, raccomandando il veto presidenziale.
  • 13 maggio 2015: Una proposta di legge molto simile, HR36 - Pain-Capable Unborn Child Protection Act, che limiterebbe la gran parte delle interruzioni di gravidanze dopo la ventesima settimana, viene approvata dalla US House of Representatives. Il disegno di legge si basa sul presupposto che il feto sia in grado di percepire dolore durante la procedura abortiva dopo tale momento della gravidanza. Il testo ha atteso invano revisione da parte della US Senate Committee on the Judiciary.
  • 5 febbraio 2019: È stato sottoposto alla valutazione della House Committee on the Judiciary la proposta di legge HR962 - Born-Alive Abortion Survivors Protection Act. Con questo disegno di legge si intende emendare il federal criminal code imponendo ad ogni operatore sanitario “when a child is born alive following an abortion or attempted abortion” di esercitare “the same degree of care as reasonably provided to any other child born alive at the same gestational age, and ensure that such child is immediately admitted to a hospital.” La legge federale definisce born alive: “the complete expulsion or extraction from his or her mother, at any stage of development, who after such expulsion or extraction breathes or has a beating heart, pulsation of the umbilical cord, or definite movement of voluntary muscles, regardless of whether the umbilical cord has been cut.”
  • 3 marzo 2023: Il 118esimo Congresso ha approvato il Women’s Health Protection Act, che garantisce a livello federale l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza. La legge proibisce agli Stati di imporre restrizioni che possano mettere a rischio l’accesso alla procedura dell’aborto sia negli stati iniziali della gravidanza che nelle fasi finali (nei casi in cui sia a rischio la vita o la salute della madre), oltre a proteggere la libertà di movimento e circolazione tra Stati per poter ottenere l’interruzione volontaria di gravidanza. Essa prevale su ogni legge federale confliggente che ponga limitazioni ingiustificate al diritto di abortire.

Casi di Studio Statali: Alabama, Alaska e Arizona

Per comprendere appieno la complessità del panorama legislativo, è utile esaminare i percorsi intrapresi da alcuni Stati specifici.

Alabama:Il percorso dell'Alabama è emblematico della battaglia pro-life.

  • Febbraio 2013: Il Senato e la House of Representatives hanno approvato l'House Bill 57 - Women's Health and Safety Act, che stabilisce regole restrittive per le cliniche dove è possibile abortire. L’atto impone inoltre che ad ogni intervento di aborto sia presente un medico accreditato dallo Stato.
  • 25 marzo 2016: La US District Court for the Middle District of Alabama ha dichiarato incostituzionale la legge HB 57 perché essa pone un requisito impossibile da soddisfare per i medici.
  • 13 maggio 2016: Approvati due progetti di legge (SB 205 e SB 363) che impongono significativi limiti all’IVG. Il primo vieta il rilascio o il rinnovo delle licenze alle cliniche abortive in prossimità delle scuole; il secondo vieta gli aborti cd. dilation & evacuation.
  • Agosto 2018: Una Corte di Appello Federale dichiara incostituzionale la legge statale che vieta gli aborti cd. “dilation & evacuation”. Secondo la corte, vietare le pratiche di “dilation & evacuation” come pratiche di late-term abortion potrebbe determinare un rischio per la salute della madre.
  • Novembre 2018: Viene approvato tramite referendum un emendamento alla Costituzione statale che riconosce il diritto alla vita ai futuri nascituri, che ribadisce che lo stato dell’Alabama non protegge un “right of abortion” e che lo Stato non è tenuto al finanziamento dell’aborto.
  • 15 maggio 2019: Approvato in Alabama il disegno di legge HB 314 - Human Life Protection Act che vieta l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) in quasi tutti i casi. L'aborto è consentito unicamente in caso di pericolo di vita per la madre. Dopo l’overturn di Roe v Wade il 24 giugno 2022, la legge è divenuta pienamente efficace.
  • 16 febbraio 2024: La Corte Suprema dell’Alabama con la sentenza LaPage et al v. The Center for Reproductive Medicine ha stabilito che gli embrioni crioconservati nello Stato sono da considerarsi “minor children” ai fini dell’applicazione del Wrongful Death of Minor Act (§ 6-5-391) del 2022.

Alaska:L'Alaska ha mostrato un percorso più altalenante.

  • 14 aprile 2014: La Camera ha approvato un disegno di legge (SB49) che restringe i rimborsi di Medicaid per l’interruzione volontaria di gravidanza. Il testo prevede alcune situazioni mediche specifiche in presenza delle quali il medico può dichiarare che l’aborto è “medically necessary”, nel caso in cui la gravidanza ponga un serio rischio per la vita o la salute fisica della donna. Gli interventi al di fuori di tale condizione erano esclusi dalla copertura di Medicaid.
  • 23 luglio 2016: La Corte Suprema dell’Alaska ha dichiarato incostituzionale la legge statale (Parental Notification Law del 2010) che impone di informare i genitori in caso di aborto di una minore, per violazione della equal protection guarantee.
  • 2022: In Alaska, si è posta agli elettori la questione se fosse necessaria una constitutional convention per decidere se emendare la Costituzione. Il governatore Mike Dunleavy, influenzato dalla sentenza Dobbs, aveva manifestato interesse nella possibilità di emendare la Costituzione statale per introdurre una prospettiva pro-life sulla questione dell’aborto.

Arizona:L'Arizona ha visto un'intensa battaglia legale con leggi contrastanti.

  • 12 aprile 2012: Il Governatore dello Stato ha firmato un atto legislativo (HB 2036 - Mother’s Health and Safety Act) che proibisce l'aborto dopo la ventesima settimana, salvo in caso di urgenza medica, e introduce ulteriori restrizioni.
  • 21 maggio 2013: La Court of Appeals for the Ninth Circuit ha dichiarato incostituzionale HB 2036 per la violazione dei diritti della donna, basando la decisione sul bilanciamento tra la viability del feto e il diritto della donna all'autodeterminazione.
  • 30 maggio 2013: La American Civil Liberties Union dell’Arizona ha presentato un ricorso richiedendo la dichiarazione di incostituzionalità della legge HB 2443, introdotta nel 2011, che punisce i medici che praticano interventi abortivi nei casi in cui la decisione dei pazienti sia basata unicamente sulla razza o sul genere del nascituro.
  • 22 agosto 2013: La US Court of Appeals for the Ninth Circuit si è pronunciata contro HB 2800, che limitava il diritto di scelta dei pazienti in violazione del Medicaid Statute.
  • 13 gennaio 2014: La US Supreme Court ha rifiutato di pronunciarsi sul caso Isaacson v Horne, rendendo irrevocabile la decisione della Ninth Circuit Court e inapplicabile HB 2036.
  • 30 marzo 2015: Il Governatore ha firmato una legge (SB 1318) che impone alle cliniche abortive di informare le donne della possibilità di interrompere gli effetti dell’aborto farmacologico e che vieta alle donne di sottoscrivere piani sanitari assicurativi a livello federale che includano la copertura per le interruzioni di gravidanza.
  • Agosto 2017: Viene emanata una nuova legge che impone ai medici, nel caso in cui un feto sopravviva durante una pratica di IVG, di adoperarsi per promuovere e preservare la vita del feto.
  • 30 marzo 2022: Viene approvato il Senate Bill 1164 per vietare l’aborto dopo le prime 15 settimane di gravidanza tranne in alcuni casi di emergenza medica, ma la normativa precisa di non annullare la legislazione del 1864, che imponeva sostanzialmente un divieto assoluto all’IVG. Al momento della sua approvazione, SB 1164 non poteva essere esecutivo perché contrario ai principi stabiliti in Roe v. Wade.
  • 19 agosto 2022: L’Attorney General Mark Brnovich sostiene che il near-total abortion ban del 1864 debba diventare esecutivo dopo la deliberazione della sentenza Dobbs. La Pima County Superior Court si discute sulla scelta di rendere esecutiva la più restrittiva legge del 1864 o il più recente SB 1164. Quando la Arizona Superior Court decide a favore della prima, il numero di aborti in Arizona diminuisce drasticamente per due settimane, sino a quando l’Arizona Court of Appeals blocca temporaneamente l’esecutività del divieto del 1864.
  • Dicembre 2022: L’Arizona Court of Appeals rovescia la sentenza precedente, dichiarando che le due normative non sono in contrasto: il divieto previsto nel 1864 può continuare ad essere applicato per i non-physicians mentre i medici devono operare rispondendo delle regole disposte nel 2022, secondo la 15-weeks law.
  • 23 agosto 2023: L’Arizona Supreme Court annuncia che si occuperà del caso delle leggi confliggenti in materia di aborto. Tuttavia, in dieci Stati americani si votava, oltre che per la presidenza, anche per inserire il diritto all’aborto nelle Costituzioni statali. In sette di questi Stati ha vinto il sì al diritto all'interruzione di gravidanza nelle Carte costituzionali locali, una forma di tutela anche da eventuali leggi restrittive a livello federale. Si tratta di Arizona, Colorado, Maryland, Missouri, Montana, Nevada e Stato di New York. Il caso più eclatante è quello del Missouri che ha per ora una legge molto restrittiva. In Arizona è vietato interrompere una gravidanza dopo la 15esima settimana, il termine ora si sposterà tra le 23 e le 24 settimane.

La Rappresentazione Mediatica e la Disinformazione

Nel dibattito tra i due contendenti alla Casa Bianca, l’avrebbe spuntata la dem, secondo alcuni media. Il dibattito ha toccato vari temi, dall’economia ai migranti, passando per l’Ucraina e l’aborto. Il tema aborto è stato tra quelli più critici, ma per i lettori italiani si aggiunge l'aggravante della distorsione operata dalla stampa nazionale. Persino l'Ansa - che una volta rilasciava note di agenzia in tono neutro - un minuto dopo la chiusura dell'evento televisivo ha titolato con un piuttosto spudorato “Harris mette Trump all’angolo”, il che semplicemente non è vero. Il titolo di Repubblica, ad esempio, fa credere che Trump abbia subito un inequivocabile fact-checking sul tema aborto al nono mese. Come non rammaricarsi allora per il taglio (che in questo caso suona come una vera e propria censura) scelto dai media italiani e dai social che hanno dato risalto all’espressione di Trump sui cani di cui si nutrirebbero gli immigrati omettendo invece l’intenzione dichiarata della Harris di estendere l’aborto fino al nono mese in tutti 50 gli stati americani. Questa distorsione mediatica complica ulteriormente la comprensione di una questione già estremamente delicata, contribuendo a polarizzare l'opinione pubblica e a creare malintesi sulle reali posizioni e proposte politiche.

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