L'introduzione dei biscotti nell'alimentazione dei più piccoli è un tema che da sempre accompagna la crescita dei bambini, rappresentando un momento di passaggio nelle esperienze gustative della prima infanzia. Tuttavia, quando si parla di aggiungere biscotti nel latte del biberon, è necessario distinguere con estrema attenzione le necessità nutrizionali del neonato dalle abitudini consolidate o dai consigli tramandati nel tempo.

Differenze tra biscotti per l’infanzia e prodotti tradizionali
Sul mercato esistono molte tipologie di biscotti, in particolare possiamo distinguere il biscotto pensato per l’infanzia rispetto a quello tradizionale, frollino o secco. Il primo è un prodotto baby food, che rispetta elevati standard nutrizionali e di sicurezza alimentare ed è pensato per le esigenze nutrizionali dei più piccoli. Esistono infatti differenze di carattere nutrizionale tra un biscotto per l’infanzia ed un frollino tradizionale. Un biscotto frollino può avere un peso quasi doppio rispetto al biscotto per l’infanzia e inoltre non è fortificato.
La fortificazione del biscotto per l’infanzia con calcio, ferro e vitamine del gruppo B contribuisce ad un’adeguata assunzione di micronutrienti nella dieta del bambino. Il biscotto per l’infanzia nasce proprio con l’obiettivo di essere tenuto in mano autonomamente dal bambino, inoltre è pensato per avere una buona solubilità, che lo rende sicuro da consumare sia da solo che nel latte. I biscotti per il neonato hanno una composizione di carboidrati, proteine e grassi discretamente bilanciata, con un minor apporto calorico rispetto a quelli normali.

Quando introdurre i biscotti: il ruolo dello svezzamento
Nei primi mesi dello svezzamento, l’introduzione di cibi solidi serve a completare l’alimentazione a base di latte che il bambino assume. È fondamentale sottolineare che il lattante di tre mesi non ha ancora i sistemi enzimatici adatti per digerire gli amidi presenti nei biscotti e nelle farine, anche quelle a base di riso e mais o tapioca. È bene non sovraccaricare il suo sistema digestivo per evitare che al bimbo vengano le feci acide e fermentate, che possono causare irritazione al sederino, dermatiti da pannolino ed anche delle micosi.
La regola di base deve essere il rispetto dei bisogni e dei tempi del bambino. Nel primo anno di vita è meglio preferire le creme di cereali e le farine e sempre dopo i primi sei mesi di vita. Se il bambino ha tre mesi e mostra insoddisfazione, è preferibile aumentare la quantità di latte piuttosto che aggiungere biscottini o farine. Solo se il bambino rifiutasse di mangiare più latte, si potrebbe tornare alla quantità iniziale aggiungendo eventualmente un cucchiaino di crema di mais e tapioca o crema di riso, sempre sotto consiglio del pediatra.
Il mito del "biberon rinforzato"
Quando furono inventati, negli anni ‘50, i biscotti per bambini servivano ad arricchire di sostanza il biberon, che generalmente si riempiva con latte di mucca diluito con acqua. Oggi però la situazione è diversa: almeno fino ad un anno, quando non c'è il latte materno, si beve un latte “formulato”, cioè un prodotto speciale che contiene tutti gli elementi nutritivi indispensabili, dosati al grammo.
Sciogliendo i biscotti in questo latte che è già “perfetto”, ne alteriamo la composizione e lo trasformiamo in un “superlatte”, cioè in un cibo eccessivamente nutriente. Per difendere la salute dei bambini, oggi non combattiamo più contro la denutrizione, ma contro la “supernutrizione” che potrebbe farli diventare adulti obesi. Ecco perché i pediatri spesso sconsigliano l'aggiunta di biscotti nel latte “di proseguimento”.
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Linee guida per le quantità e la frequenza
Il consumo alimentare dei bambini è altamente condizionato dalle abitudini. Il bambino, sin dall’inizio dello svezzamento, va supportato nella costruzione del proprio gusto alimentare. I biscotti infatti contengono zucchero, alimento che andrebbe limitato il più possibile. In particolare, i biscotti non devono diventare un sostituto della frutta nello svezzamento, che deve rimanere lo spuntino da proporre quotidianamente.
Per il biscotto per l’infanzia, le quantità consigliate in base alla fascia di età sono le seguenti:
- 6 mesi: 1 biscotto.
- 7-8 mesi: 1-2 biscotti.
- 9-10 mesi: 2-3 biscotti.
- 12 mesi: da 2 a 4 biscotti.
A 8 mesi, il biscotto rappresenta un ottimo stimolo per il bimbo a prendere confidenza con il cibo e ad allenarsi alla masticazione, favorendo l'autonomia. È fondamentale imparare a leggere le etichette, preferendo prodotti senza grassi idrogenati e con materie prime certificate.
La preparazione corretta nel latte
Il biscotto per l’infanzia può essere proposto in forma solubile nel latte. Questa modalità pratica è favorita dalla speciale formulazione che possiede un'elevata solubilità. Basterà aggiungere i biscottini o il granulato di biscotto nel biberon con il latte tiepido e successivamente agitare per permettere ai biscottini di sciogliersi rapidamente.
A 4-6 mesi, se si decide di introdurre questo alimento, sono consigliati i biscottini specifici della prima infanzia preparati con le farine diastasate, sottoposte a un trattamento che scompone l’amido della farina in zuccheri semplici e più digeribili. A questa età, si presentano in forma granulare da aggiungere al latte, a colazione o a merenda.

Scelte alimentari dopo il primo anno
Compiuto l’anno di età si possono cominciare a proporre anche i biscotti comuni. Prima quelli secchi, e poi, man mano che il bimbo cresce, quelli tipo frollini più ricchi di grassi. Essendo più calorici, è bene non esagerare, proponendoli con moderazione. I biscotti farciti, invece, non vanno dati prima dei tre anni e comunque solo in occasioni particolari, perché molto calorici e di difficile digestione.
Oltre l’anno di età e dopo che il piccolo ha completato lo svezzamento, gli si può proporre i biscotti fatti in casa, coinvolgendolo nella preparazione. È importante ricordare di richiudere sempre la confezione dei biscottini quando non la si usa, affinché il prodotto non prenda aria e si mantenga integro sia nel gusto che nelle sostanze nutritive. La graduale separazione dal seno, dal biberon e dagli omogeneizzati deve avvenire spontaneamente nel tempo, affinché questo momento chiave dello sviluppo psicofisico venga vissuto con soddisfazione e non come una frustrazione. In caso di dubbi o incertezze su come impostare correttamente un modello alimentare bilanciato, è sempre utile rivolgersi al proprio pediatra curante.