Le Virosi nei Lattanti: Cause, Sintomi e Prevenzione delle Infezioni Virali più Comuni

Le infezioni virali rappresentano una sfida significativa per la salute dei lattanti e dei bambini piccoli, data la loro vulnerabilità e il sistema immunitario ancora in via di sviluppo. Queste patologie possono manifestarsi con una vasta gamma di sintomi e gravità, colpendo diversi sistemi corporei, dal sistema nervoso centrale all'apparato respiratorio e gastrointestinale. Comprendere le cause, riconoscere i sintomi precoci e adottare efficaci strategie di prevenzione è fondamentale per proteggere la salute dei più piccoli e intervenire tempestivamente quando necessario.

Bambino con febbre e genitore

Infezioni Virali del Sistema Nervoso Centrale (SNC)

Il sistema nervoso centrale, che comprende il cervello e il midollo spinale, è una delle aree più critiche che possono essere colpite dalle infezioni virali nei lattanti. Le infezioni del sistema nervoso centrale possono essere estremamente serie e sono classificate in base alla parte del SNC interessata. La meningite, ad esempio, colpisce le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale, tessuti noti come meningi. L’encefalite, invece, interessa il cervello stesso. Le infezioni che coinvolgono sia le meningi che il cervello sono chiamate meningoencefaliti. Nei bambini, la meningite è molto più comune dell’encefalite. La meningite virale è talvolta chiamata meningite asettica, per distinguerla da quella batterica, che è un'altra condizione grave.

Agenti Causali e Meccanismi d'AzioneTra i virus che possono infettare il sistema nervoso centrale vi sono gli herpesvirus, gli arbovirus, i coxsackievirus, gli echovirus e gli enterovirus. I virus attaccano il sistema nervoso centrale in due modi distinti: possono infettare e distruggere direttamente le cellule del cervello e del midollo spinale, oppure, alcune infezioni virali in altre sedi nell’organismo possono indurre il sistema immunitario ad attaccare e danneggiare le cellule che circondano i nervi.

Modalità di ContagioI bambini possono contrarre le infezioni virali del sistema nervoso centrale attraverso diverse vie. I neonati, ad esempio, possono sviluppare infezioni da herpesvirus entrando in contatto con secrezioni infette nel canale del parto. Altre infezioni virali sono acquisite respirando l’aria contaminata di goccioline contenenti virus espirate da un soggetto infetto. Le infezioni da arbovirus, invece, sono trasmesse dalle punture di inseti vettori.

Sintomi Specifici nei Lattanti e BambiniIl primo sintomo è in genere la febbre, che può progredire a irritabilità, rifiuto di mangiare, cefalea, rigidità del collo e, in alcuni casi, convulsioni. Nei neonati e nei lattanti, le infezioni virali del sistema nervoso centrale iniziano solitamente con febbre. Inizialmente, i neonati potrebbero non avere altri sintomi, né sembrare malati. I bambini con più di un mese di vita in genere diventano irritabili ed esigenti e rifiutano il cibo. Il vomito è frequente.

L’incapacità del lattante di comunicare in modo diretto rende difficile capirne i sintomi. Tuttavia, un lattante con un’infezione del sistema nervoso centrale manifesta in genere alcuni sintomi specifici. A volte il punto morbido sulla testa del neonato (fontanella) si rigonfia, indicando un aumento della pressione sul cervello. Poiché il movimento peggiora l’irritazione delle meningi, un lattante con meningite potrebbe piangere di più, piuttosto che calmarsi, quando è preso in braccio e cullato. Alcuni sviluppano un insolito pianto stridulo. I lattanti affetti da encefalite presentano spesso convulsioni o altri movimenti anomali. Nelle forme più gravi, possono diventare letargici e comatosi e poi morire.

Un’infezione da virus herpes simplex, che spesso si concentra solo in una parte del cervello, può portare a convulsioni o debolezza solo di una parte del corpo. Il neonato affetto da encefalite da virus herpes simplex può anche presentare eruzione cutanea, sugli occhi o all’interno della bocca, formata da macchie rosse con vesciche piene di liquido, che si trasformano in croste o cicatrizzano prima della guarigione. I sintomi della meningite virale e dell’encefalite nei bambini più grandi e negli adolescenti sono simili a quelli degli adulti: febbre, tosse, dolori muscolari, vomito, inappetenza e cefalea, seguiti dai sintomi della meningite (cefalea, febbre e rigidità del collo) o dell’encefalite (febbre, cefalea, cambiamenti della personalità o stato confusionale, convulsioni, paralisi o intorpidimento e sonnolenza).

Complicazioni Neurologiche: Encefalomielite Post-infettivaTalvolta, dopo un’infezione virale, i bambini sviluppano un’infiammazione dei nervi del cervello e del midollo spinale chiamata encefalomielite post-infettiva o encefalomielite acuta disseminata. Questo disturbo di solito causa sintomi come febbre, cefalea, nausea e vomito che compaiono alcune settimane dopo la guarigione dall’infezione virale iniziale. L’encefalomielite post-infettiva può causare molti problemi neurologici, a seconda della parte del cervello danneggiata. I bambini possono presentare indebolimento di un braccio o di una gamba, perdita della vista o dell’udito, difficoltà di deambulazione, alterazioni del comportamento, deficit intellettivo o convulsioni ricorrenti. Alcuni di questi sintomi sono immediatamente riconoscibili, mentre altri possono essere notati solo successivamente, ad esempio quando il bambino viene sottoposto ai controlli di routine dell’udito, della vista e/o dell’intelligenza. A volte i sintomi scompaiono con il tempo, ma in altri casi sono permanenti.

DiagnosiLa diagnosi di infezioni virali del sistema nervoso centrale si basa sui dati ottenuti mediante una puntura lombare (rachicentesi), procedura attraverso la quale i medici prelevano del liquido cerebrospinale (LCS), il liquido che circonda il cervello e il midollo spinale, per analizzarlo in laboratorio. In presenza di infezioni virali, il numero di leucociti (globuli bianchi) presenti nel liquido risulta maggiore, ma i batteri non vengono rilevati. Sono disponibili tecniche di reazione a catena della polimerasi (PCR) che consentono di identificare più velocemente i virus herpes simplex e gli enterovirus nel LCS. Si possono eseguire anche esami del sangue per identificare anticorpi contro i virus, ma queste analisi solitamente richiedono diversi giorni. Per la diagnosi di encefalite causata da herpesvirus, è possibile ricorrere al test sulle onde cerebrali (elettroencefalogramma). La risonanza magnetica per immagini (RMI) e la tomografia computerizzata (TC) possono servire a confermare la diagnosi, specialmente nei casi di encefalomielite post-infettiva.

Trattamento e PrognosiPoiché i farmaci antivirali solitamente non sono efficaci per la maggior parte dei virus che causano infezioni del sistema nervoso centrale, i bambini devono essere sottoposti a interventi di supporto. Questo include tenere il neonato comodo, somministrazione di liquidi in abbondanza e farmaci per controllare febbre e dolore. Nella maggior parte delle infezioni del sistema nervoso centrale, i farmaci antivirali non sono efficaci. Tuttavia, le infezioni causate dal virus herpes simplex possono essere trattate con aciclovir somministrato per via endovenosa. L’encefalomielite post-infettiva si può trattare con corticosteroidi somministrati per via endovenosa e plasmaferesi o immunoglobuline. Le immunoglobuline si somministrano in vena e sono costituite da anticorpi ottenuti dal sangue di persone con un sistema immunitario normale.

Molte infezioni sono lievi, ma alcune sono gravi e persino letali. La prognosi varia molto in base al tipo di infezione. Molti tipi di meningite ed encefalite virali sono lievi e il bambino guarisce rapidamente e completamente. Altri tipi sono gravi. L’infezione cerebrale da virus herpes simplex è particolarmente grave. Senza trattamento, circa il 50% dei neonati con encefalite causata dal virus herpes simplex muore. Più della metà di quelli che sopravvivono presenta gravi problemi neurologici. Se l’infezione da herpes non trattata coinvolge altre parti del corpo oltre al cervello, il tasso di mortalità raggiunge anche l’85%.

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS): Una Minaccia Respiratoria

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), noto anche come RSV dall'acronimo inglese, è un comune virus stagionale che colpisce il sistema respiratorio ed è la principale causa di infezioni respiratorie nei neonati e non colpisce solo i bambini prematuri. Questo agente virale ubiquitario e molto contagioso appartiene alla famiglia Paramyxoviridae, la stessa dei virus della parainfluenza e del morbillo.

Diffusione ed EpidemiologiaSebbene l’RSV circoli tutto l’anno, le epidemie si verificano più frequentemente durante i mesi più freddi (autunno, inverno e primavera) nelle regioni temperate, con un picco solitamente compreso tra novembre e aprile, e massimi nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. Il virus respiratorio sinciziale è distribuito in tutto il mondo e compare in epidemie annuali. Durante il resto dell'anno, invece, le infezioni sono sporadiche e molto meno comuni. Le epidemie da virus respiratorio sinciziale si sovrappongono spesso a quelle influenzali e di metapneumovirus umano. Rispetto a quest'ultime, però, le infezioni da RSV sono generalmente più costanti da anno ad anno e determinano una patologia di maggiore entità, specialmente nei lattanti di età inferiore ai 6 mesi. Ogni anno, il RSV causa circa 3 milioni di ricoveri in tutto il mondo, il 75% dei quali riguarda bambini di età inferiore a un anno. Questo rende il RSV una delle minacce più significative per la salute dei bambini in tutto il mondo. Quasi il 90% di tutti i bambini contraggono il RSV entro i due anni di età.

Vie di TrasmissioneIl RSV entra nel corpo attraverso gli occhi, il naso o la bocca. Si diffonde attraverso minuscole goccioline nell’aria quando una persona infetta tossisce o starnutisce. Si diffonde anche attraverso il contatto diretto, come il contatto con le mani, o toccando superfici contaminate. Il RSV può sopravvivere per ore su superfici dure, il che lo rende altamente contagioso. La diffusione dell'infezione si verifica quando goccioline infette di grandi dimensioni, trasportate sia per via aerea, sia con le mani, vengono a contatto con la rinofaringe di un individuo suscettibile a contrarre l'infezione. Nella maggior parte delle famiglie, il virus respiratorio sinciziale è introdotto da parte dei bambini in età scolare che vanno incontro a reinfezione. I neonati e i bambini piccoli possono essere contagiati da familiari infetti, soprattutto fratellini e sorelline più grandi che frequentano il nido o le scuole.

Virus Respiratorio Sinciziale: cosa si rischia

Chi è a Rischio: Neonati e Bambini VulnerabiliTutti i neonati sono a rischio di RSV, non solo quelli nati prematuramente o con patologie preesistenti. Infatti, l’80% dei neonati ricoverati in ospedale con RSV grave sono nati a termine e precedentemente sani. Sebbene l’RSV possa iniziare con sintomi lievi simili a quelli del raffreddore, può rapidamente svilupparsi in gravi problemi respiratori, tra cui bronchiolite o polmonite. Il virus respiratorio sinciziale è una causa molto comune di infezioni respiratorie nel corso della prima infanzia. I neonati, i lattanti ex prematuri e i bambini con pregressa patologia cardiaca o polmonare, sono particolarmente a rischio di manifestazioni più severe. Anche l’esposizione al fumo di sigaretta aumenta la possibilità di infezioni gravi. L'esposizione al virus respiratorio sinciziale non determina un'immunità assoluta permanente. L'infezione da virus respiratorio sinciziale può essere contratta più di una volta. La reinfezione può verificarsi anche poche settimane dopo la guarigione, ma generalmente si osserva durante le successive epidemie annuali. Gli anticorpi sierici anti-RSV (immunoglobuline IgG) trasmessi per via placentare dalla madre al feto, se presenti a elevate concentrazioni, forniscono una protezione parziale, ma incompleta.

Sintomi Iniziali e Segnali GraviNella maggior parte degli adulti e nei bambini più grandi, il contatto con il virus respiratorio sinciziale può passare del tutto inosservato o causare una malattia lieve, che guarisce senza necessità di ricorrere a specifici trattamenti. I sintomi più frequenti sono rappresentati da rinite, faringite e tosse, che iniziano 3-5 giorni dopo il contagio.Nei bambini più piccoli, però, l’RSV spesso inizia con sintomi lievi simili a quelli del raffreddore che sono facili da trascurare. Questi segni precoci possono includere: naso che cola, tosse secca, diminuzione dell’appetito o dell’attività, mal di gola, mal di testa. Sebbene questi sintomi possano sembrare innocui all’inizio, l’RSV può progredire rapidamente, specialmente nei bambini di età inferiore ai 6 mesi.

Quando l'infezione evolve verso forme più gravi, i sintomi possono includere: tosse persistente o respiro sibilante, respirazione rapida, superficiale o affannosa, mancanza di respiro, colorazione blu intorno alle labbra o alle unghie (cianosi), narici dilatate o retrazione toracica (il torace si ritrae visibilmente ad ogni respiro), febbre alta o in aumento, specialmente nei neonati. Nei lattanti di meno di 6 mesi, il primo sintomo può essere la breve interruzione della respirazione (apnea). I sintomi possono durare una o due settimane, mentre la tosse può protrarsi oltre i quindici giorni. Le infezioni da VRS possono infiammare i bronchioli (le parti più piccole dei nostri bronchi), rendendo la respirazione molto faticosa; questo è quello che succede comunemente nella bronchiolite. La bronchiolite che risulta dall'infezione da virus respiratorio sinciziale è causata dall'ostruzione delle piccole vie aeree durante l'espirazione e dal collasso del tessuto polmonare distale.

Complicazioni a Lungo TermineAncora più preoccupante è il fatto che l’RSV può portare a complicazioni a lungo termine come il respiro sibilante o l’asma. I bambini che hanno avuto un’infezione grave, possono infatti presentare alcuni problemi respiratori a lungo termine, come una maggiore predisposizione allo sviluppo di episodi di respiro sibilante (con fischio, detti “bronchiti asmatiformi”) o asma. Uno tra i maggiori rischi del virus sinciziale è infatti l’insufficienza respiratoria, che può rendere necessario anche il ricovero in terapia intensiva.

Diagnosi del VRSGeneralmente, non sono necessari esami per formulare la diagnosi, a meno che i medici stiano cercando di identificare un focolaio d'infezione da virus respiratorio sinciziale o nel caso sia richiesto il ricovero in ospedale. La presenza di un'infezione da virus respiratorio sinciziale può essere sospettata in base alla stagione dell'anno, all'età del bambino ed alla presenza del patogeno in altri membri della famiglia e persone in loro contatto. La diagnosi differenziale va posta nei confronti di altri patogeni respiratori che colpiscono frequentemente i bambini nei primi mesi di vita (virus dell'influenza e della parainfluenza, metapneumovirus umano e rhinovirus). La diagnosi definitiva di infezione da virus respiratorio sinciziale si basa sull'identificazione del patogeno vivo nelle secrezioni respiratorie mediante coltura cellulare. Al torace sono auscultabili dei tipici rantoli crepitanti, che permetteranno allo specialista di diagnosticare la bronchiolite. In molti casi di bronchiolite o polmonite causati da virus respiratorio sinciziale, le indagini di laboratorio di routine sono di minima utilità. La conta dei globuli bianchi non è alterata o risulta elevata; la formula leucocitaria può essere normale con una predominanza neutrofila o mononucleata.

Trattamento e Prevenzione del VRSLa maggior parte dei casi di infezione da VRS è lieve e può essere trattata a casa senza necessità di cure ospedaliere. Nella maggior parte dei bambini e degli adulti, l'infezione da virus respiratorio sinciziale causa solo sintomi lievi e guarisce spontaneamente, senza il ricorso ad alcun trattamento specifico. Poiché il VRS è un virus, gli antibiotici non sono efficaci e non vanno utilizzati. Ogni bambino è diverso e non tutti rispondono allo stesso modo alle terapie. Un continuo confronto con il pediatra sarà utile per sapere cosa fare per il virus sinciziale. In ospedale sono possibili dei trattamenti capaci di aiutare a respirare i piccoli con maggiori difficoltà, grazie alla somministrazione di ossigeno con vari strumenti; in caso di disidratazione è possibile la somministrazione di liquidi endovena. Attualmente, non esistono trattamenti antivirali specifici approvati per il trattamento del virus respiratorio sinciziale in bambini o adulti. L'uso della ribavirina - agente antivirale ad ampio spettro in vitro - è controverso; questo medicinale è riservato ai pazienti con significativi fattori di rischio sottostanti e grave malattia acuta da RSV e viene somministrato con modalità e tempi specifici solo in ambiente ospedaliero.

Per i pazienti che presentano un rischio elevato di sviluppare un'infezione da virus respiratorio sinciziale in forma grave, come i neonati prematuri o i bambini nati con malattie cardiopolmonari, possono essere presi in considerazione gli anticorpi monoclonali per l'immunizzazione passiva e la protezione contro l'infezione da RSV. Questo farmaco funziona legandosi a specifiche proteine del virus respiratorio sinciziale, bloccando la sua capacità di infettare le cellule. Un farmaco (un anticorpo monoclonale) chiamato palivizumab, raccomandato solo per neonati prematuri con <35 settimane di età gestazionale o con particolari rischi, ha un’efficacia che dura poche settimane e per questo motivo va somministrato con un’iniezione intramuscolo ogni mese, durante il periodo epidemico. È stato da poco approvato un nuovo anticorpo, il Nirsevimab, che sembra potrà offrire una protezione molto efficace e con una sola somministrazione.

Le strategie di base per l’igiene e il distanziamento, molte delle quali sono diventate familiari durante la pandemia, rimangono efficaci per aiutare a prevenire la trasmissione dell’RSV e ridurre la possibilità di reinfezione nei bambini vulnerabili. Queste includono: limitare l’esposizione a persone malate, praticare una buona igiene delle mani (lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, soprattutto prima di toccare il bambino), mantenere pulite le superfici, evitare gli spazi interni affollati durante la stagione dell’RSV. L’allattamento al seno, se possibile, sostiene il sistema immunitario del bambino e aiuta a ridurre il rischio di infezione da RSV. È consigliabile non fumare in casa o in presenza di bambini.

Il Rotavirus: L'Agente della Gastroenterite Virale Acuta

Il Rotavirus è la principale causa di gastroenterite virale nei neonati e nei bambini sotto i 5 anni. Si tratta di un virus a RNA, appartenente alla famiglia dei Reoviridae, noto per causare gastroenterite acuta, un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino. Sebbene possa infettare persone di tutte le età, il Rotavirus nei bambini sotto i 5 anni di età può causare sintomi più intensi e, di conseguenza, comportare un maggiore rischio di disidratazione.

Incidenza e StagionalitàLa maggior parte dei bambini fa una spiacevole conoscenza con i rotavirus nei primi tre anni di vita, e quasi tutti ne sono colpiti nei primi cinque anni di vita. Anche in seguito, infezioni e diarrea possono ripetersi. Il periodo di “picco maggiore” è solitamente quello invernale, da novembre fino a marzo. Alcuni studi suggeriscono che il cambiamento climatico potrebbe alterare la stagionalità di alcuni virus come il rotavirus, ma la ricerca è ancora in corso. Nel mondo, le gastroenteriti da Rotavirus necessitano di oltre 25 milioni di visite mediche e 2 milioni di ricoveri ospedalieri ogni anno. In Europa, ogni anno, richiedono visite o accessi in Pronto Soccorso per gastroenterite da Rotavirus tra i 150 mila e i 600 mila bambini sotto i 5 anni, di cui in media tra i 75 mila e i 150 mila vengono ricoverati. In Italia, su una media di 80 mila - 90 mila visite per infezioni da Rotavirus si verificano circa 10 mila ricoveri l’anno per gastroenterite. I ricoveri, soprattutto nei Paesi sviluppati, sono molto inferiori rispetto ai casi di gastroenteriti da Rotavirus curati a livello domiciliare. Questo dato comprende anche gli adulti, che seppur in forma più lieve, possono contrarre il Rotavirus.

Modalità di TrasmissioneI rotavirus sono altamente contagiosi e la principale via di trasmissione è quella oro-fecale, seguita dal contatto con oggetti contaminati e quella attraverso le vie respiratorie. I rotavirus sono solitamente trasmessi tramite infezione per contatto. Le persone malate espellono innumerevoli agenti patogeni con le feci. Tracce sulle mani, sulle maniglie delle porte, sui giocattoli o su altri oggetti sono sufficienti perché i virus infettino la persona successiva. Raramente, è possibile contrarre l'infezione da rotavirus anche attraverso l'acqua o il cibo contaminati. I rotavirus sono in grado di sopravvivere nelle feci secche per diversi giorni e persino per diverse settimane nell'acqua. I focolai si verificano ripetutamente in case di cura, ospedali, tra i viaggiatori o in istituti comuni.

Sintomi e Rischi di DisidratazioneQuando si manifesta il Rotavirus, i sintomi principali includono diarrea acquosa (anche con muco), dolori addominali e vomito, talvolta accompagnati da una leggera febbre, tosse e raffreddore per tre-sei giorni. La prima infezione da rotavirus è di solito la più acuta. Per i bambini più grandi e gli adulti, l'infezione da rotavirus è molto fastidiosa.

La forte perdita di liquidi causata dalla diarrea durante un'infezione da rotavirus può mettere a rischio la loro vita, specialmente nei neonati e negli anziani, che spesso si ammalano in maniera acuta. La disidratazione severa può portare a letargia e affaticamento. Se la disidratazione è grave, può comportare uno squilibrio elettrolitico e metabolico, coinvolgendo altri organi quali reni, fegato e sistema nervoso. Questi casi sono molto limitati, soprattutto nei Paesi sviluppati, rispetto alle aree in via di sviluppo, dove il Rotavirus è causa di mortalità. I neonati fino all'età di tre mesi contraggono molto raramente il rotavirus. Normalmente, sono ancora protetti dagli anticorpi materni.

Quando Cercare Assistenza MedicaÈ fondamentale sapere come capire se il bambino ha il Rotavirus e quando è necessario rivolgersi al medico. Labbra screpolate, bocca secca, occhi infossati, fontanella infossata (nei neonati), urine scure, forti dolori addominali o cattive condizioni generali sono segnali di allarme che richiedono l'immediata consultazione di un medico.

Diagnosi e TrattamentoLe infezioni da rotavirus non possono essere distinte da altre malattie diarroiche sulla base dei soli sintomi. Un test rapido delle feci o altri test possono confermare la diagnosi. Attualmente non esiste un trattamento antivirale specifico contro i rotavirus. La cura si concentra sulla gestione dei sintomi e sulla prevenzione della disidratazione, sotto controllo e prescrizione del pediatra. La regola di base per le malattie diarroiche è: bere molti liquidi, preferibilmente in piccole porzioni. Anche le soluzioni elettrolitiche sostitutive in farmacia sono utili in caso di grave perdita di liquidi. È indicato anche ingerire cibi facilmente digeribili. In tutte le forme di diarrea è consigliabile una dieta libera, che segua l’appetito dei bambini. Per i lattanti, il consiglio è di proseguire con l’allattamento. L'infezione da rotavirus provoca una temporanea carenza di lattasi, l'enzima prodotto dalle cellule intestinali necessario per digerire lo zucchero del latte (lattosio). In caso di carenza di lattasi, il latte è meno tollerabile. In alcuni bambini, l'intolleranza al lattosio si protrae per alcune settimane dopo aver superato l'infezione da rotavirus. Dopo aver superato la diarrea, è opportuno mangiare prima cibi leggeri.

Prevenzione: Igiene e VaccinazioneLa migliore prevenzione possibile contro questo virus intestinale è l'igiene nella manipolazione degli alimenti, il lavaggio accurato delle mani e il non dimenticare di pulire ad esempio le maniglie delle porte. È fondamentale conoscere i meccanismi di contagio del Rotavirus, in modo da prevenire il più possibile l’infezione, in particolare attraverso norme igieniche corrette. La prevenzione del Rotavirus, nei bambini come negli adulti, parte dalle pratiche igieniche più semplici ma essenziali, come il lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone, delle superfici, dei giocattoli e di tutti gli oggetti e degli spazi di uso più frequente nei servizi per l’infanzia.Una vaccinazione per via orale nella prima infanzia può proteggere dalla malattia per circa due o tre anni. Il vaccino per il Rotavirus si è infatti dimostrato molto efficace nel ridurre l’incidenza di gastroenteriti e complicazioni gravi dovute alla diarrea acuta e alla eventuale disidratazione. Entrambi i vaccini hanno dimostrato una riduzione significativa della gravità dell’infezione e della necessità di ospedalizzazione. Nei giorni successivi alla somministrazione del vaccino, è importante prestare attenzione a sintomi come gonfiore addominale, vomito, presenza di sangue nelle feci, accompagnati da febbre alta.

Vaccinazione infantile

Le Infezioni Virali Comuni dell'Apparato Respiratorio

Le infezioni virali dell’apparato respiratorio sono estremamente comuni nei bambini e interessano il naso, la gola e le vie aeree. Possono essere causate da diversi tipi di virus e si dividono generalmente in infezioni delle vie respiratorie superiori (naso e gola) e infezioni delle vie respiratorie inferiori (trachea, vie aeree e polmoni). Le più comuni infezioni dell’apparato respiratorio sono il raffreddore e l’influenza.

Virus Responsabili e DiffusioneMolti virus diversi infettano l’apparato respiratorio. Nei bambini, le principali cause delle infezioni virali dell’apparato respiratorio sono i rinovirus, i virus influenzali (durante le epidemie annuali invernali), i virus parainfluenzali, il virus respiratorio sinciziale (VRS), gli enterovirus, i coronavirus e taluni ceppi di adenovirus. Molto spesso, queste infezioni si diffondono quando il bambino entra in contatto, ad esempio con le mani, con le secrezioni nasali di un soggetto infetto, contenenti il virus. Quando il bambino porta le mani al naso, alla bocca o agli occhi, i virus si introducono nell’organismo e generano una nuova infezione. In alcuni casi, le infezioni si diffondono quando il bambino respira l’aria contaminata di goccioline contenenti virus espirate con la tosse o gli starnuti da un soggetto infetto. Per vari motivi, le secrezioni nasali o respiratorie dei bambini che hanno contratto infezioni virali dell’apparato respiratorio contengono più virus di quelle degli adulti infetti. Questa concentrazione elevata di virus, associata alla minore attenzione all’igiene, rende i bambini più predisposti a diffondere l’infezione agli altri. La possibilità di trasmissione aumenta ulteriormente quando molti bambini si ritrovano insieme, ad esempio a scuola o nella scuola materna. Contrariamente a quanto si ritiene, altri fattori, come prendere freddo, bagnarsi o affaticarsi, non provocano raffreddori o un aumento del rischio di infezione. I bambini sviluppano mediamente 6 infezioni virali dell’apparato respiratorio in un anno.

Sintomi Generali e ComplicanzeI virus attaccano le cellule dell’apparato respiratorio causando infiammazione e produzione di muco. I sintomi tipici includono congestione nasale, rinorrea (naso che cola), irritazione della gola, tosse e irritabilità, che possono durare fino a 14 giorni. Alcuni bambini continuano a tossire per settimane dopo essere guariti dall’infezione delle vie respiratorie superiori. La febbre, con temperatura di 38,3-38,9 °C, è comune nei bambini piccoli o in quelli influenzati, e nei bambini può raggiungere i 40 °C. Altri sintomi tipici nei bambini includono inappetenza, letargia e malessere generale. L’influenza porta spesso a cefalea e dolori muscolari. I neonati e i bambini piccoli, che non sono in grado di comunicare i propri sintomi, appaiono soltanto irritabili e smaniosi.

Poiché i neonati e i lattanti tendono a respirare con il naso, anche una moderata congestione nasale può creare difficoltà respiratoria. La congestione nasale provoca problemi con l’allattamento, perché i lattanti non riescono a respirare mentre succhiano dalla mammella o dal biberon. Non essendo capaci di espellere il muco con la tosse, spesso soffocano e si strozzano. L’infiammazione e il muco possono restringere significativamente le piccole vie aeree dei bambini, rendendo difficile la respirazione. I bambini respirano rapidamente e possono produrre rumori nasali striduli quando espirano (sibili) o rumori simili quando inspirano (stridori). Se le vie aeree sono gravemente ostruite, il bambino boccheggia e la pelle assume una colorazione bluastra (cianosi). Questi problemi respiratori sono più comuni con le infezioni causate dai virus parainfluenzali, dai virus respiratori sinciziali (VRS) e dall’infezione da metapneumovirus umano. I bambini che ansimano o sono cianotici devono essere visitati con urgenza da un medico.

Alcuni bambini con infezione virale dell’apparato respiratorio possono sviluppare anche un’infezione dell’orecchio medio (otite media) o del tessuto polmonare (polmonite). L’otite media e la polmonite possono essere una conseguenza del virus stesso o di un’infezione batterica che si sviluppa perché l’infiammazione originata dal virus rende i tessuti più sensibili agli attacchi di altri germi. Nei bambini asmatici, le infezioni dell’apparato respiratorio generano spesso una crisi asmatica.

Diagnosi e Trattamento di SupportoLa diagnosi si basa sui sintomi. I medici e i genitori riconoscono le infezioni dell’apparato respiratorio sulla base dei sintomi tipici. Generalmente, i bambini sani che accusano solo sintomi lievi dell’apparato respiratorio superiore non necessitano di una visita medica, eccetto se hanno problemi respiratori, si rifiutano di bere o hanno febbre per più di due giorni. Le radiografie di collo e torace possono essere effettuate nei bambini con difficoltà respiratoria, che emettono stridori e sibili o che soffrono di una congestione polmonare udibile dal medico. Gli esami del sangue e delle secrezioni respiratorie sono raramente utili.

Il trattamento mira a ridurre i sintomi. I bambini con infezioni delle vie respiratorie hanno bisogno di riposo supplementare e devono assumere quantità adeguate di liquidi. Non vengono somministrati antibiotici, perché non possono curare le infezioni virali dell’apparato respiratorio. Il paracetamolo o i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), tra cui l’ibuprofene, possono essere somministrati per alleviare febbre e dolori. Nei neonati e nei bambini piccoli la congestione può essere alleviata usando un nebulizzatore per umidificare l’aria e rimuovendo il muco dal naso con una peretta aspirante in gomma. Esistono farmaci antivirali per l'influenza che possono essere usati nei bambini. Tuttavia, tali farmaci sono efficaci solo se assunti entro i primi due giorni dalla comparsa dei sintomi e riducono la durata di febbre e sintomi solo di un giorno circa; non sono utilizzati spesso in bambini altrimenti sani. I bambini in età scolare possono assumere un decongestionante senza prescrizione (da banco) contro la fastidiosa congestione nasale, sebbene spesso tali farmaci non siano efficaci. I lattanti e i bambini piccoli sono particolarmente sensibili agli effetti collaterali dei decongestionanti e possono sviluppare agitazione, confusione, allucinazioni, letargia e aumento della frequenza cardiaca, pertanto non devono mai assumere questi farmaci.

Prevenzione delle Infezioni RespiratorieLa misura preventiva migliore consiste nell’osservare una buona pratica igienica. Il bambino malato, e chi vive nella stessa casa, deve lavarsi le mani frequentemente. In generale, più intimo è il contatto fisico (coccole, abbracci o condivisione del letto) con il bambino malato, maggiore è il rischio di diffusione dell’infezione ai familiari. I genitori devono bilanciare questo rischio con la necessità di assistere il bambino malato. I bambini possono tornare a scuola o all’asilo soltanto quando la febbre è passata e si sentono di nuovo sufficientemente bene. L’influenza e il COVID-19 sono prevenibili con la vaccinazione. Tutte le persone di età pari o superiore a 6 mesi devono ricevere la vaccinazione antinfluenzale annuale. La vaccinazione è particolarmente importante per bambini e adulti che soffrono di taluni disturbi, come malattia cardiaca o polmonare (comprese la fibrosi cistica e l’asma), diabete, insufficienza renale e anemia falciforme. Anche i bambini che hanno un sistema immunitario compromesso, inclusi i bambini con il virus dell’immunodeficienza umana (HIV) e quelli in trattamento con chemioterapia, dovrebbero sottoporsi al vaccino.

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