Cleopatra, regina d'Egitto, non smette di suscitare un profondo fascino e un grande interesse, mantenendo viva la curiosità attraverso i secoli. Non si contano, infatti, le opere letterarie, i saggi storici e i film dei quali questa potente sovrana è protagonista, testimonianza della sua intramontabile leggenda. Tuttavia, sul suo conto sussistono interpretazioni molto diverse, anche perché le fonti antiche che parlano di lei sono piuttosto discordi tra loro, offrendo un ritratto complesso e sfaccettato.

Chi era Cleopatra? La Principessa di Alessandria
Cleopatra Tea Filopatore, meglio nota come Cleopatra VII o semplicemente come Cleopatra, fu l'ultima regina dell'antico Egitto e l'ultimo membro della dinastia greca dei Tolomei. La sua nascita avvenne tra la fine del 70 e il 69 a.C. ad Alessandria, in un'epoca di grande splendore ma anche di crescente instabilità per il suo regno. Era la seconda dei cinque figli di Tolomeo XII Aulete, sovrano d’Egitto appartenente alla dinastia greco-macedone dei Tolomei, e di una donna la cui identità non è stata definitivamente accertata. Questo posizionamento la inseriva in una famiglia reale con radici greche, che governava l'Egitto da quasi trecento anni, una dinastia istituita dopo Alessandro Magno.
Alessandria, la sua città natale, era all'epoca uno dei centri culturali più straordinari del mondo conosciuto. Immaginate strade piene di studiosi, mercanti e artisti provenienti da ogni angolo del mondo. Il palazzo in cui Cleopatra crebbe non era solo un luogo di potere, ma era situato vicino al cuore pulsante della conoscenza: la Grande Biblioteca e il Museo, il principale centro culturale dell’epoca. Fin da bambina, Cleopatra non amava giocare con le bambole, ma preferiva perdersi tra i rotoli di papiro, studiando storia, matematica, astronomia e politica. Divorava le storie dei grandi faraoni e sognava di governare con la loro stessa saggezza. Questa sete di sapere la dotò di una vasta cultura e le permise di imparare a parlare ben nove lingue, tra cui il greco, il copto e il latino. Questa straordinaria capacità le permetteva di parlare direttamente con ambasciatori e leader stranieri senza bisogno di interpreti. Ma la lingua che le stava più a cuore era quella egiziana. I suoi antenati, i Tolomei, erano di origine greca e per quasi trecento anni non si erano mai preoccupati di imparare la lingua del popolo che governavano. Cleopatra, invece, sentiva di essere diversa: si sentiva egiziana nel profondo dell'anima e voleva che il suo popolo sapesse che la loro regina era una di loro, diventando il primo membro della sua dinastia a imparare la lingua egiziana oltre al greco nativo. Usava il linguaggio per raggiungere le persone in tutto l’Egitto e il Mediterraneo.
La famiglia di Cleopatra, tuttavia, era descritta come un "nido di vipere", dove il potere era una cosa pericolosa da desiderare e le cospirazioni erano all'ordine del giorno. Legata al padre, restò al suo fianco quando il trono fu usurpato da una delle sue mogli. In quell'occasione Tolomeo cercò l’aiuto di Roma, principale potenza politico-militare dell’epoca, e riuscì a riconquistare il potere. Ma dovette accettare che l’Egitto divenisse una sorta di protettorato dell’impero romano, un dettaglio significativo che avrebbe influenzato profondamente il futuro della regina.

Quando suo padre Tolomeo XII morì di malattia nella primavera del 51 a.C., Cleopatra aveva appena diciotto anni e fu costretta a salire al trono insieme al fratello minore, Tolomeo XIII, che aveva solo dieci anni. Secondo la tradizione che la dinastia tolemaica aveva iniziato con Tolomeo II e Arsinoe II, riprendendo il costume degli antichi faraoni, lei avrebbe dovuto sposare il fratello. Tuttavia, questa unione non ebbe luogo allora e forse neanche in seguito. Cleopatra assunse immediatamente il titolo di Φιλοπάτωρ (Philopátor, "amante del padre"), in onore del defunto genitore. Sembra però che in un primo momento Cleopatra avesse fatto in modo di non far circolare la notizia della morte del padre, probabilmente per consolidare il proprio potere, tanto che a Roma la morte di Tolomeo fu confermata solo alla fine del mese di luglio. Nonostante le volontà del padre, la giovane regina decise da subito di accentrare il potere nelle proprie mani e di mettere da parte Tolomeo XIII, ancora bambino. Aggiunse formalmente al suo titolo l'aggettivo Θεά (Theá, "divina"), diventando Theà Philopátor ("divina amante del padre"), per enfatizzare la propria successione diretta da Tolomeo XII, e fece escludere il nome del fratello dai documenti ufficiali fino al 50 a.C. Cercò anche appoggio nell'Alto Egitto, dove il padre aveva goduto di grande popolarità, e le si presentò un'ottima occasione in quanto il toro sacro di Api era morto nel 52 a.C.
Tuttavia, nella seconda metà del 50 a.C., l'Egitto fu colpito da una carestia, dovuta a una secca del Nilo. I nemici di Cleopatra ad Alessandria colsero l'occasione per far approvare un decreto il 27 ottobre, a nome di Tolomeo XIII e Cleopatra, che obbligava i mercanti a dirottare le scorte di grano dall'Alto Egitto verso la capitale, pena la morte. Indebolendo il territorio dove Cleopatra era più forte, i cortigiani miravano a minare la posizione della regina, che tra il 49 e il 48 a.C. fu costretta a lasciare Alessandria, rifugiandosi nella Tebaide. I consiglieri di suo fratello, che vedevano in lei una minaccia, una giovane donna troppo intelligente e indipendente per essere controllata, la accusarono di voler governare da sola e la costrinsero a fuggire da Alessandria nel 48 a.C. per salvarsi la vita. Ma Cleopatra non era una che si arrendeva.
Antico Egitto - 5 cose da sapere - Storia per bambini
L'Egitto e Roma: Un Destino Incrociato
Quel che è certo è che Cleopatra regnò sull’Egitto dal 51 al 31 a.C. e si legò prima a Cesare e poi a Marco Antonio, gli uomini più potenti dell’impero romano. Durante il suo regno, l'Egitto, pur essendo formalmente indipendente, di fatto era un protettorato dell’impero romano, la cui ascesa appariva inarrestabile. Cleopatra fece quel che poté per salvare il suo Paese, ma dovette soccombere alla straripante potenza di Roma. Era consapevole che governare non sarebbe stato facile, specialmente con i consiglieri di suo fratello che tramavano contro di lei fin dal primo giorno.
L’Egitto fu coinvolto nella guerra civile di Roma, che contrapponeva Cesare e Pompeo. Nella primavera del 48 a.C., Tolomeo cercò di deporre Cleopatra e la costrinse a lasciare Alessandria. Fu in queste circostanze che Gneo Pompeo Magno, sconfitto da Cesare nella battaglia di Farsalo (48 a.C.), arrivò in Egitto cercando rifugio. Tolomeo XIII, che era ancora un ragazzo, spinto dai suoi consiglieri, pensò che fosse opportuno rendersi amico Cesare e portarlo dalla sua parte nella guerra contro la sorella: fece quindi uccidere Pompeo. Questo atto, però, fu un affronto per Giulio Cesare. Cesare dichiarò di non poter tollerare che un senatore romano, anche se suo nemico personale, fosse stato ucciso impunemente in terra straniera. Così, nel 48, dopo la vittoria delle truppe cesariane nella battaglia di Farsalo, entrambi i condottieri giunsero nel Paese del Nilo. Pompeo fu ucciso e Cesare, ormai diventato dominatore assoluto dell'impero romano, risolse una disputa tra Tolomeo XIII e Cleopatra, confermando che dovessero regnare insieme.
L'Incontro Audace con Giulio Cesare
Mentre era in esilio, Cleopatra sentì che l'uomo più potente del mondo, il generale romano Giulio Cesare, era arrivato ad Alessandria il 2 ottobre del 48 a.C. Vidi in questo un'opportunità unica. Sapeva che se fosse riuscita a parlargli, avrebbe potuto convincerlo ad aiutarla. Ma come raggiungere il suo cospetto senza essere catturata dai soldati di suo fratello? Ebbi un'idea audace, forse folle. Ordinò ai suoi servitori fidati di arrotolarla in un magnifico tappeto e di portarglielo in dono. Immaginate la sorpresa di Cesare quando srotolarono il tappeto e ne uscì lei. Rimase colpito dal suo coraggio e dalla sua intelligenza.

Cesare ascoltò la sua storia e decise di appoggiarla. Con l'aiuto delle sue legioni, sconfisse le forze di suo fratello e riconquistò il suo trono. La relazione tra Cesare e Cleopatra aveva per entrambi scopi politici: Cesare aveva bisogno di assicurarsi il controllo dell’Egitto, il più grande granaio del Mediterraneo, le cui risorse sarebbero state preziose per il proseguimento della guerra contro la fazione pompeiana. Cleopatra, dal canto suo, aveva bisogno di quel potente alleato per consolidare il trono e per mantenere l’indipendenza del suo popolo sotto l’inevitabile tutela di Roma. Cleopatra riuscì perciò a giovarsi del suo supporto nella guerra civile che la contrappose a Tolomeo XIII tra il 48 e il 47 a.C., e restò sovrana d’Egitto. Durante la battaglia del Nilo (47 a.C.), Tolomeo XIII morì annegato nel tentativo di attraversare il fiume. A quel punto, Cleopatra fu associata a un altro fratello minorenne, Tolomeo XIV, per mantenere una parvenza di tradizione.

L'alleanza tra Cleopatra e Cesare si trasformò presto in qualcosa di più profondo. Si innamorarono e dalla loro unione nacque un figlio, Tolomeo XV Filopatore Filometore Cesare, meglio noto come Cesarione, che lei sperava un giorno avrebbe governato un grande impero. Dopo la vittoria su Tolomeo XIII, nella primavera del 47 a.C., Cesare e Cleopatra partirono per un viaggio sul Nilo, per mostrarsi ai loro sudditi. Fu quasi una luna di miele: quando tornarono ad Alessandria, lei aspettava nostro figlio, Tolomeo Cesare.
Nel luglio del 46 a.C., Cesare celebrò il proprio trionfo a Roma. Cleopatra e Tolomeo XIV si recarono a Roma come ospiti; posero la loro residenza in una delle ville del dittatore sul Gianicolo, sulla sponda destra del Tevere, e in quell'occasione i due monarchi furono chiamati reges e socii et amici populi Romani. A quel periodo risalgono la costruzione del tempio di Venere Genitrice, al cui interno, a fianco della statua della dea, Cesare ne fece porre una di bronzo raffigurante Cleopatra nelle vesti di Iside. Durante il suo soggiorno a Roma, la regina non riuscì a far riconoscere ufficialmente al dittatore il figlio avuto dalla loro relazione. Tuttavia, Cleopatra non passò inosservata e la sua presenza contribuì forse a esacerbare i malumori verso Cesare, che avrebbero poi condotto alla sua uccisione: la regina aveva infatti organizzato una propria corte di stampo orientale ed era perciò malvista da molti membri dell'aristocrazia latina. Il matrimonio celebrato in Egitto con Cesare secondo il rito faraonico e la legittimazione della nascita del piccolo Tolomeo Cesare vennero riconosciuti in seguito a petizioni in Senato.
Dopo Cesare: L'Alleanza con Marco Antonio
Il destino fu crudele. Cleopatra si trovava a Roma il 15 marzo del 44 a.C., quando Cesare fu assassinato in Senato. Il suo mondo crollò. Perse il suo più grande alleato e protettore. Sembra che lei lo avesse percepito: la notte precedente all’accaduto si era rigirata insonne nel letto per tutto il tempo. Roma cadde di nuovo nel caos, con diversi uomini potenti in lotta per il controllo. Cleopatra tornò immediatamente in Egitto e senza aver raggiunto alcun successo, i Tolomei fecero definitivamente ritorno ad Alessandria, dove poco dopo Tolomeo XIV morì, forse fatto assassinare dalla stessa Cleopatra con del veleno. A quel punto venne elevato a co-regnante Tolomeo XV Cesare, di soli tre anni, riconosciuto ufficialmente da Roma solo nel 43 a.C. Nel volgere di pochi anni, Cleopatra si legò a Marco Antonio, diventato la persona più potente dell’impero di Roma insieme a Ottaviano (il futuro Augusto). Decise che doveva assicurarsi la sua alleanza per proteggere l'Egitto e il futuro di suo figlio.
Organizzò un incontro che nessuno avrebbe mai dimenticato. Nel 41 a.C., navigò per incontrarlo alla foce del Cidno su una magnifica barca dorata, con vele viola e remi d'argento. Lei era vestita come la dea Afrodite, sdraiata su un baldacchino trapunto d’oro e circondata da ancelle vestite da Nereidi e Grazie. Voleva mostrargli non solo la ricchezza dell'Egitto, ma anche che era una regina degna del suo rispetto e della sua ammirazione. I cittadini di Tarso, richiamati dai profumi e dalla musica, accorsero a vederla lasciando Marco Antonio solo con il suo seguito. La regina salpò a bordo del proprio thalamegós e risalì il fiume Cidno fino a incontrare il triumviro, entrando a Tarso in maniera trionfale per mostrare tutta la propria ricchezza. Per giorni furono ospitati sontuosi banchetti a bordo, con l'intenzione, riuscita, di impressionare e conquistare Antonio e tutto il suo seguito. E, ancora una volta, il suo piano funzionò. Cleopatra e Marco Antonio divennero alleati, partner e amanti. Condividevano un sogno grandioso: creare un vasto impero orientale, con la sua amata Alessandria come capitale, un centro di cultura e potere che avrebbe rivaleggiato con Roma stessa. Per anni, governarono insieme, unendo la forza militare di Antonio con la ricchezza e l'influenza dell'Egitto.
Sul legame tra Antonio e Cleopatra si è scritto tantissimo e spesso il condottiero romano è stato descritto come un uomo completamente sottomesso ai voleri della regina. Tra il 37 e il 34 a.C., effettivamente, Antonio donò a Cleopatra alcuni territori del Vicino Oriente, proclamandola sovrana di Egitto, Libia, Cipro e Celesiria (equivalente grosso modo all’attuale Libano). Tuttavia, Antonio non prese tale decisione solo per compiacere la regina, ma, probabilmente, anche per crearsi un dominio “personale”, svincolato dal controllo di Roma. Dalla loro unione nacquero due gemelli: Cleopatra Selene e Alessandro Helios. Poi, nel 37 a.C., Antonio, mentre era in viaggio per la guerra contro i Parti, incontrò Cleopatra ad Antiochia, dove si sposarono. Dopo l'incontro di Taranto, Antonio dovette tornare in Oriente per mettere definitivamente fine allo scontro con i Parti; lasciò Ottavia, nuovamente incinta, in Italia e mandò il legato Gaio Fonteio Capitone in Egitto, per fargli convocare di persona Cleopatra in Siria, allo scopo di discutere del finanziamento della sua campagna partica e del regno di Erode.
L'incontro avvenne ad Antiochia e in quell'occasione Antonio donò a Cleopatra molti territori facenti parte della vecchia sfera d'influenza tolemaica: la Fenicia, senza però le città di Tiro e Sidone, ma con Tolemaide di Fenicia, Gaza, Biblo e forse anche Ascalona; la Celesiria, terra contesa tra Tolomei e Seleucidi per secoli, compresa la città di Apamea; la parte della Giudea intorno alla città di Gerico; la parte del regno nabateo, nel nord della penisola arabica, intorno al golfo di Aqaba, compresa la città di Berenice; parti della Cirenaica e alcuni distretti dell'isola di Creta, comprese le città tolemaiche di Itanos e Olunte. Il controllo su questi territori era molto spesso solamente nominale, poiché la regina lasciava il compito di amministrarli alla catena di comando romana controllata da Antonio; tuttavia il compenso economico che il regno d'Egitto ne ricavava era molto elevato. Nel 34 a.C. Antonio concesse terre ai loro figli, Alessandro Elio, Cleopatra Selene II e Tolomeo Filadelfo, nella Donazione di Alessandria. Dopo la conquista da parte di Antonio dell’Armenia, nel 34 a.C., condotta con il contributo finanziario egiziano, egli celebrò il suo Trionfo sugli Armeni ad Alessandria anziché a Roma. Cleopatra ebbe il titolo di “regina dei re”, fu associata nel culto a Iside e nominata reggente dell’Egitto e di Cipro con Cesarione.

La Grande Guerra e la Caduta dell'Egitto
Le scelte di Antonio, molto criticate dai romani, provocarono la rottura definitiva con Ottaviano e nel 33 a.C. scoppiò l’inevitabile guerra tra i due. La politica di Cleopatra e Antonio, tesa a dominare tutto l’Oriente, favorì la reazione di Ottaviano, figlio adottivo di Cesare e avversario politico di Antonio. Lui usò la loro relazione contro di loro, dipingendomi a Roma come una strega straniera che aveva corrotto un nobile romano. La tensione crebbe fino a sfociare in una guerra inevitabile.
Lo scontro finale avvenne nel 31 a.C., in una grande battaglia navale vicino ad Azio, nel mare Jonio. Fu una sconfitta devastante. La flotta di Ottaviano sconfisse nettamente quella di Antonio e Cleopatra. La nostra flotta fu distrutta e fummo costretti a fuggire di nuovo ad Alessandria, con le legioni di Ottaviano alle calcagna. Per Roma, questa battaglia segnò il passaggio dalla repubblica al principato.
Sapeva che la fine era vicina. Quando Ottaviano raggiunse le porte della sua città, Cleopatra si rifiutò di dargli la soddisfazione di catturarla. Non sarebbe mai stata incatenata e trascinata per le strade di Roma come un trofeo di guerra. Era una regina, l'ultimo faraone d'Egitto, e voleva morire come tale. I due amanti si tolsero la vita poco dopo la sconfitta. Antonio, deluso, tornò al palazzo reale e si trafisse con una spada davanti a Cleopatra. La regina, rimasta priva del suo amante, non si scompose: disse alle sue donne di prepararle un bagno e, lavata, si sdraiò e chiese da mangiare. Venne ritrovata morta, distesa su un letto d'oro e ornata come una regina. Secondo una tradizione non verificata, si fece mordere da un aspide, un serpente velenoso. La sua vita si concluse nel 30 a.C.
Dopo la morte di Cleopatra, Ottaviano invase l'Egitto e, dopo una breve resistenza, entrò ad Alessandria. L'Egitto perse la sua indipendenza, diventando una provincia romana, e la linea tolemaica finì con lei. Molti chiamano Cleopatra l’ultimo faraone per questo motivo.

Cleopatra: Una Regina di Molte Facce
Cleopatra è spesso presentata, almeno in Occidente, come una donna priva di scrupoli, capace di sfruttare il suo fascino per sedurre gli uomini più potenti del mondo. A Roma, la regina era giudicata in termini molto negativi e la rappresentazione negativa deriva dalle fonti romane, perché a Roma Cleopatra era odiata a causa dei suoi rapporti con Cesare e con Antonio. La accusarono di aver stregato Antonio, poiché Ottaviano voleva governare da solo su Roma ma preferì dichiarare guerra a lei, in quanto donna e non romana. Al contrario, i testi bizantini e arabi (successivi di alcuni secoli agli eventi) la raffigurano come una regina saggia e oculata, che fece il possibile per difendere l’indipendenza dell’Egitto e gli interessi del suo popolo. Claudio Elliott, che scrive romanzi per ragazzi e bambini, la descrive come una donna intelligente, astuta e molto colta.
È impossibile dare un giudizio definitivo su Cleopatra, ma la rappresentazione della regina come una seduttrice senza scrupoli, veicolata da numerosissime opere letterarie e cinematografiche, è certamente esagerata. Cleopatra, infatti, regnò in condizioni di grande difficoltà. Anzitutto, essendo una donna non era accettata come monarca, al punto che dovette associare al trono prima i fratelli e poi il figlio. Inoltre, sebbene l’Egitto fosse formalmente indipendente, di fatto era un protettorato dell’impero romano. La regina fece quel che poté per salvare il suo Paese, ma dovette soccombere alla straripante potenza di Roma.
Cleopatra agì come un’abile diplomatica. Fece alleanze con due potenti romani per proteggere l’Egitto. Si presentava come la dea vivente Iside, il che aiutava gli egiziani ad accettarla come faraone. Usava religione, linguaggio e immagine con cura. Inoltre, monete e rilievi egiziani mostrano come plasmava la sua immagine pubblica. Il lavoro archeologico presso il sito del tempio di Taposiris Magna ha recuperato più di 300 monete con l’immagine di Cleopatra e oltre 2.600 oggetti risalenti al suo regno (51-30 a.C.). Gli storici moderni studiano questi pezzi per vedere le sue scelte reali, non solo le storie romane.

Il Suo Aspetto e le Misteriose Origini
Com'era l'aspetto della regina? Non è facile dirlo, perché le uniche rappresentazioni coeve sono alcuni busti e ritratti monetari, che non lasciano capire quale fosse il vero aspetto della sovrana. Busto di Cleopatra (46-44 a.C.), esposto all'Altes Museum di Berlino, mostra una grande somiglianza con i ritratti numismatici a lei sicuramente attribuibili. Le fonti scritte, inoltre, sono discordi anche su questo elemento: alcuni autori antichi presentano Cleopatra come una donna di bellezza incommensurabile; altri sostengono che il suo aspetto fisico non avesse nulla di eccezionale e che il suo fascino derivasse dal carisma, dalla forza del suo carattere. Plutarco, ad esempio, afferma che non era bellissima, ma esercitava su tutti un fascino straordinario per la forza del suo carattere e la vasta cultura.
Una questione spinosa, oggi al centro di molte polemiche, riguarda il colore della pelle: Cleopatra aveva la pelle chiara o scura? Per secoli, ha prevalso la rappresentazione con la pelle chiara, ma nella recente serie televisiva Queen Cleopatra di Netflix la regina è interpretata da un’attrice afro-britannica, Adele James. La scelta è stata contestata da diversi studiosi e persino da esponenti della classe dirigente egiziana, che ritengono più fondata la rappresentazione con la pelle bianca. Tuttavia, anche su questo aspetto è impossibile fornire risposte certe. Cleopatra, infatti, aveva origini greche, ma la sua famiglia regnava sull’Egitto da quasi 300 anni e si era certamente mescolata con la popolazione locale. Non è noto, inoltre, chi fosse la madre della regina. L’ipotesi più realistica è che Cleopatra fosse bianca, ma non priva di alcuni tratti somatici nordafricani.

Eredità e Misteri
La vita di Cleopatra si concluse il 12 agosto del 30 a.C., all'età di 39 anni, dopo aver regnato per 21 anni. Nonostante la sua morte, la sua storia non finì lì. Molto di ciò che leggiamo proviene da storici romani, che spesso non amavano Cleopatra e la dipingevano come una seduttrice per indebolire la sua politica. Tuttavia, monete, iscrizioni e arte egiziana offrono una visione diversa, mostrando una sovrana che sapeva come governare e come essere vista.
La sua tomba esatta rimane un mistero oggi, come una vera caccia al tesoro, un enigma che continua ad affascinare studiosi e appassionati di storia in tutto il mondo. La sua figura è rimasta impressa nella memoria collettiva come l'ultima, grandiosa sovrana di un regno millenario, la cui fine segnò il trionfo di Roma sull'Oriente ellenistico.