Lo svezzamento vegetariano: guida pratica, nutrizionale e consigli per un percorso consapevole

Lo svezzamento, o alimentazione complementare, rappresenta una delle tappe più significative nella crescita di un bambino. Si tratta di un processo di transizione naturale durante il quale il piccolo passa da un'alimentazione basata esclusivamente sul latte materno o formulato a una dieta che include cibi solidi e semisolidi. Negli ultimi anni, sempre più famiglie italiane scelgono di intraprendere questo percorso seguendo un regime latto-ovo-vegetariano. Ma cosa significa esattamente? E, soprattutto, come è possibile garantire una crescita armoniosa rispettando i bisogni nutrizionali del bambino?

Cosa si intende per "bambino vegetariano fin dalla nascita"

L'alimentazione vegetariana, o più correttamente latto-ovo-vegetariana, è piuttosto apprezzata dagli italiani - è seguita dal 5-6% della popolazione - poiché la dieta mediterranea è basata principalmente sul consumo di alimenti vegetali, e le persone che la seguono spesso decidono di proporla anche ai propri figli. Si è dunque diffuso il falso mito secondo cui le persone vegetariane andrebbero incontro a carenze nutrizionali e che, di conseguenza, lo svezzamento vegetariano non sarebbe idoneo per la crescita del bambino.

In realtà, lo svezzamento vegetariano non è poi così diverso dalla dieta onnivora, fatta eccezione per il consumo di carne e pesce. Non va vista come una dieta di eliminazione, quanto piuttosto come l’abitudine a consumare correttamente tutti gli alimenti vegetali, i latticini e le uova, in modo che il risultato complessivo sia una nutrizione equilibrata. È una scelta soggettiva che riguarda i genitori e i loro bambini, basata sulla volontà di educare il piccolo a un consumo consapevole di risorse vegetali.

Tavola apparecchiata con alimenti freschi di stagione, verdure, cereali e frutta per lo svezzamento

Quando iniziare: i segnali e le linee guida

Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) specificano che non esiste un momento preciso e uguale per tutti i lattanti per iniziare l’alimentazione complementare. Il Ministero della Salute, l’OMS e le società scientifiche concordano che il divezzamento non dovrebbe avvenire prima della 17esima settimana e comunque non oltre la 26esima.

L'inizio dell’alimentazione complementare varia da bambino a bambino: alcuni mostrano interesse a 5 mesi, altri aspettano 7-8 mesi prima di iniziare, compatibilmente con le competenze motorie acquisite. Per la prima pappa sarà necessario attendere che il bambino mostri interesse durante i pasti, stia seduto da solo e abbia perso il riflesso di estrusione, quello che gli permette di tirare fuori la lingua e, al tempo stesso, evitare che entrino in bocca corpi estranei.

COME SI INIZIA LO SVEZZAMENTO e l'AUTOSVEZZAMENTO - COSA PUO' MANGIARE IL BAMBINO A 6 MESI?

Preparare la prima pappa: basi tecniche e nutrizionali

La pappa è costituita da una parte liquida (il brodo vegetale) e una parte solida. Per prima cosa occorre far bollire a lungo tre-quattro verdure, finché non risultano completamente morbide e il brodo non si colora. Il brodo si può conservare in frigo per 24 ore; il consiglio è di congelarne una buona quantità in porzioni di circa 200 ml, da poter utilizzare nei giorni seguenti.

Al brodo va aggiunta la farina di cereali (tre-quattro cucchiai) per rendere la pappa più consistente, a seconda delle preferenze del bambino. Questa prima “bozza” di pappa può essere utilizzata già per i primi assaggi, durante i quali probabilmente il piccolo mangerà solo pochi cucchiaini.

È fondamentale ricordare di non aggiungere sale e zucchero alle pappe del lattante, almeno per tutto il primo anno di vita. L'eccesso di sale in tenera età è correlato al rischio di ipertensione futura e i reni dei lattanti non sono ancora completamente formati per smaltire un eccesso di sodio.

L'integrazione delle proteine vegetali

Molto spesso ci si chiede: «Come sostituire la carne e il pesce?». Dire che lo svezzamento vegetariano funziona se si sostituiscono i legumi alla carne sarebbe riduttivo e fuorviante. L'impostazione di un pasto tipico prevede una buona quota di cereali sotto forma di pasta, polenta, riso, miglio e altri cereali in chicco, a cui si aggiunge una porzione di alimento proteico a scelta tra legumi decorticati, formaggi e uova.

I legumi nello svezzamento vegetariano saranno presenti nella maggior parte dei pasti, ovvero tutti i giorni o quasi. Lenticchie rosse, piselli medi spezzati, ceci devono essere sempre ben cotti e decorticati. Se si preferiscono i legumi con la buccia, quest’ultima va necessariamente tolta dopo la cottura usando un passaverdure a maglie strette. I legumi vanno aggiunti nella quantità di tre-quattro cucchiaini.

Schema visivo che illustra la combinazione di cereali e legumi nel piatto del bambino

Per quanto riguarda l'uovo, va offerto ben cotto e sbriciolato sulla pappa. È importante sottolineare che, così come per lo svezzamento vegano, anche in quello vegetariano è necessario integrare la vitamina B12, poiché la quota di questa sostanza apportata da latticini e uova è insufficiente a coprire i fabbisogni del bambino e dell’adulto.

Grassi di qualità e semi oleosi

Un’altra accortezza fondamentale è quella di essere generosi con la porzione di grassi. Un lattante ha una velocità di crescita rapida e necessita di molte calorie in poco spazio. Glieli forniremo aggiungendo ai pasti dell’olio extravergine di oliva, olio di semi di lino (particolarmente ricco in Omega 3) e creme di frutta a guscio o frutta a guscio finemente macinata.

I semi oleosi, come quelli di lino, sesamo, papavero o girasole, rappresentano un punto di forza. Se non ci sono problemi di allergia in famiglia, dall’ottavo-decimo mese si può inserire un cucchiaino nella pappa o utilizzare creme a base di questi semi. L'aggiunta di grassi di alta qualità non solo aumenta il valore energetico del pasto, ma favorisce anche l'assorbimento delle vitamine liposolubili.

La gestione dei nuovi alimenti e le consistenze

Non bisogna ritardare troppo l’inserimento degli alimenti più allergizzanti. Ben venga la presenza di questi cibi già durante lo svezzamento, purché con un po’ di buon senso. Per i primi inserimenti sarà bene attendere due-tre giorni di distanza l’uno dall’altro. Solo se il bambino accetta gli inserimenti e non presenta alcuna reazione sarà possibile procedere oltre.

Dopo che il bambino ha intrapreso e accettato questo percorso, non attendete troppo tempo prima di inserire nuove consistenze per dargli modo di sperimentare e avviare la masticazione. Un occhio di riguardo va alle fibre: dal momento che queste abbondano negli alimenti vegetali, possono saziare precocemente il bambino e limitarne l’assorbimento di alcuni nutrienti tra cui il ferro.

Esempio di pappa con consistenze diverse per stimolare la masticazione nel bambino

Considerazioni etiche e supporto professionale

Rimane un dilemma di carattere etico: è giusto scegliere per i nostri figli? A questo la scienza non può rispondere. Possiamo solo affermare che tutti i genitori, in ogni cultura, scelgono cosa far mangiare ai propri figli. Per ogni bambino la norma è ciò che viene cucinato in casa e ciò che mangiano i propri genitori.

Se siete pro svezzamento vegetariano perché pensate che possa far bene ai vostri bambini, chiedete consiglio a chi è più esperto di voi, un pediatra o un nutrizionista. Se i genitori devono affidare il proprio bambino a familiari o educatori poco pratici rispetto all’alimentazione vegetariana, in genere si sentono più tranquilli se hanno la possibilità di preparare loro le pappe, garantendo così un equilibrio costante e la tranquillità necessaria per chi si prende cura del piccolo. Il risultato di un percorso ben pianificato è un bambino che avrà modo di crescere al pari dei suoi coetanei onnivori, beneficiando di un'educazione alimentare volta alla riscoperta dei sapori vegetali fin dai primi mesi di vita.

tags: #ricetta #svezzamento #semi #girasole