Diventare mamme è un traguardo che le donne tendono sempre più a spostare nel tempo, un fenomeno sociale che riflette profondi cambiamenti culturali, economici e personali. Ormai da qualche anno, le notizie di donne che hanno messo al mondo dei figli dopo i 45 anni non ci sorprendono più di tanto. Brigitte Nielsen, Janet Jackson, Cameron Diaz, Naomi Campbell e Halle Berry ne sono alcuni esempi eclatanti, ma si tratta di un fenomeno sempre più frequente, che non riguarda solo le celebrità. La maternità tardiva è quindi diventata quasi una “normalità”, e viene accettata come se fosse un fatto naturale. Tuttavia, è essenziale comprendere le statistiche e le implicazioni di questa scelta, poiché, dal punto di vista biologico, la situazione presenta sfide specifiche.
Negli ultimi anni, i dati in Europa mostrano un incremento significativo delle nascite da madri più mature. Secondo i dati Eurostat, negli ultimi quattro anni le madri over 40 sono aumentate di oltre il 5,3 per cento in Italia e del 5,2 per cento in Svizzera. Con questi incrementi, l'Italia, insieme alla Svizzera, guida la classifica europea per l'aumento delle nascite in questa fascia d'età, portando così l’età media della maternità nel 2010 a 31,2 anni, tra le più alte in Europa insieme a Irlanda e Spagna. Le donne che diventano mamme dopo i 40 anni continuano ad aumentare, con una percentuale del 6,4 per cento in Italia nel 2010 e del 4,6 per cento in Svizzera; rispetto a dieci anni fa sono raddoppiate. Questa tendenza solleva importanti questioni riguardo alla fertilità, ai progressi medici e alle strategie di prevenzione, evidenziando come il momento migliore sulla sfera personale non sia sempre il miglior momento a livello fisico.

L'Età e la Fertilità Femminile: Una Realtà Biologica Immutabile
Nonostante i cambiamenti sociali e i progressi della medicina, l’età è il primo ostacolo alla fertilità. Thierry Suter, specialista in Medicina della riproduzione del centro per la fertilità ProCrea di Lugano, premette che “l’età resta però il peggiore nemico della fertilità”. Prosegue Suter: “Più si fa passare il tempo e più si abbassano le probabilità per una donna di rimanere incinta”. È una realtà che la fertilità cambia con l’età. C’è un momento biologico per essere madre che coincide sempre meno con le decisioni della donna di oggi. È tra i 25 e i 30 anni quando il corpo è meglio preparato per la maternità. Mentre dai 35 anni la riserva ovarica - cioè la quantità di ovuli che ha una donna - diminuisce, così come la qualità degli stessi. E dopo i 40 si ha un drastico calo fino all’arrivo della menopausa.
Le statistiche sono chiare e impattanti: a 23 anni, ogni ovulazione ha il 26 per cento di probabilità di trasformarsi in gravidanza. A 39 anni, queste probabilità si dimezzano. A 40 anni, sono del 10 per cento, e a 43 anni scendono fra il 7 e il 4 per cento, per poi diminuire ulteriormente. Una volta compiuti i 40 anni, la donna ha il 44% di possibilità di rimanere incinta entro un anno di tentativi di concepimento. Questo perché invecchiando, il numero di ovuli nelle ovaie diminuisce. Intorno ai 40 anni subentra una fase di subfertilità o infertilità, che in alcuni casi può essere più precoce. Secondo le statistiche, la possibilità di concepire naturalmente a 40 anni è inferiore al 5%, a 42 anni è inferiore al 2% e oltre questa età non raggiunge nemmeno l’1%. Anche nelle donne con ciclo regolare e funzioni ormonali a posto, le cellule uovo invecchiano, diventano meno feconde o, se fecondate, più soggette ad anomalie cromosomiche, che portano ad aborti spontanei. Il vero limite non è l’età della madre, ma l’età degli ovuli e, ovviamente, la loro qualità. La qualità degli ovuli peggiora con l’età, rendendo più frequente che si verifichino errori nei processi di divisione e moltiplicazione cellulare durante lo sviluppo embrionale. Infatti, a partire dai 39-40 anni, più della metà degli embrioni può avere alterazioni cromosomiche.

Età e fertilità della donna: come sono correlati questi due fattori?
Le Ragioni Dietro il Posticipo della Maternità
Diverse sono le motivazioni che inducono le donne a posticipare la maternità, come spiega l’esperto del centro ProCrea. In alcuni casi, si vuole raggiungere una condizione lavorativa soddisfacente, che spesso richiede anni di dedizione e costruzione di una carriera stabile. In altri, si cerca il partner ideale, un processo che può protrarsi nel tempo, influenzato da fattori sociali e personali. Ma c’è anche chi sottovaluta le iniziali difficoltà nella gravidanza, lasciando passare degli anni importanti prima di rivolgersi al medico. Questa situazione rappresenta una sfida, soprattutto se si considera che molte donne credono erroneamente che, ricorrendo a un aiuto medico, non avranno problemi a diventare madri a 40 anni o addirittura qualche anno dopo. La percezione di sentirsi fisicamente e mentalmente “giovane” in questa fascia di età porta molte a ritenere di essere in un buon momento personale per affrontare la maternità, ma è fondamentale essere ben informate sulle reali possibilità e i limiti biologici.
L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) definisce una coppia infertile quando non va incontro ad una gravidanza dopo due anni di rapporti non protetti. Thierry Suter sottolinea: “Il rischio di non fare attenzione ai 24 mesi, anzi di porsi la domanda ‘ci può essere qualche problema?’ solamente dopo 5 o 6 anni, di fatto non fa altro che peggiorare la situazione”. Questa consapevolezza è cruciale per intervenire tempestivamente.
I Progressi della Medicina della Riproduzione e le Opzioni di Procreazione Assistita
Nonostante le sfide biologiche, la gravidanza anche dopo i 40 non fa paura, anche grazie ai progressi della medicina, prosegue Suter. Tra questi, rientrano anche i passi in avanti compiuti dalla medicina della riproduzione e dalle tecniche di procreazione assistita. “Siamo riusciti a migliorare alcuni aspetti fino a qualche tempo fa impensabili.” La fecondazione assistita risente di questo calo naturale della fertilità legato all'età, anche se i passi in avanti sono stati molti. Grazie all’analisi genetica riusciamo oggi a determinare con maggiore cura le stimolazioni ormonali cui sottoporre le donne; riusciamo anche ad individuare la presenza di eventuali anomalie cromosomiche e, di conseguenza, individuare quali gli ovociti fecondare.
Per le donne che desiderano posticipare la maternità, un’opzione per preservare la fertilità è il congelamento degli ovociti nella fase fertile. Con questa tecnica, la donna prende il controllo della sua vita riproduttiva, potendo decidere in futuro il momento migliore per diventare madre. Oggi, le sofisticate tecniche di crioconservazione degli ovociti offrono la possibilità, abbracciata da sempre più donne di giovane età, per non rinunciare al loro progetto riproduttivo. Quando arriva il momento, attraverso un trattamento di fecondazione in vitro - o con lo sperma del proprio partner o con il seme proveniente da una banca di gameti - vengono utilizzati gli ovociti della paziente che hanno conservato quindi la stessa qualità e caratteristiche di quando sono stati congelati.
In caso di difficoltà a concepire, è consigliabile eseguire la Diagnosi o Test Genetico Preimpianto (PGT), chiamato anche PGD. La PGD viene eseguita sull’embrione prima del suo trasferimento nell’utero della madre e consiste nella sua analisi da una piccola biopsia. Ha lo scopo di rilevare anomalie genetiche e/o cromosomiche, aumentando le probabilità di successo e riducendo il rischio di aborti spontanei o di nascite con problematiche. Non solo è più difficile ottenere una gravidanza a 40 anni, anche con il supporto della procreazione assistita, ma aumenta anche il rischio di aborto e di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Tuttavia, grazie ai progressi in ambito medico è comunque ancora possibile rimanere incinta e partorire un bambino sano a 40 anni.

Rischi e Sfide di una Gravidanza Dopo i 40 Anni
Se da un lato la medicina offre nuove possibilità, è fondamentale considerare i rischi e i benefici di una gravidanza a questa età. Intanto, la possibilità di rimanere incinta si riduce al 5% per ciclo mestruale. Allo stesso tempo, la probabilità di aborto spontaneo aumenta con l'età. Una donna a 40 anni ha il 40% di possibilità di non portare avanti la gravidanza, rispetto a meno del 15% di una ventenne. Inoltre, nel caso in cui si verifichi una gravidanza, aumenta il rischio di aborto spontaneo e di anomalie cromosomiche del nascituro. Gli ovuli sono di qualità e quantità inferiori ed è più frequente che si verifichino errori nei processi di divisione e moltiplicazione cellulare durante lo sviluppo embrionale.
Per questi motivi, oltre i 40 anni, una gravidanza è considerata ad alto rischio. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e altri enti considerano un’età materna oltre i 35 anni come un fattore di rischio medio. Il rischio di complicazioni durante la gravidanza e il parto è maggiore. Per esempio, l’età non implica grandi differenze quando si tratta di partorire, ma a partire dai 40 anni il rischio di parto prematuro e che il bambino nasca prima delle 37 settimane di gestazione è maggiore. Anche la probabilità che il parto avvenga con taglio cesareo è maggiore, poiché la muscolatura dell’utero è meno elastica e ha meno capacità di contrarsi. Quindi, il ginecologo può raccomandare di indurre o provocare il travaglio. Queste considerazioni evidenziano l'importanza di un monitoraggio medico costante e di una pianificazione attenta.

L'Importanza Cruciale della Prevenzione e di uno Stile di Vita Sano
L’attenzione alla fertilità passa anche da una costante azione di prevenzione e da uno stile di vita sano. Come sottolinea Thierry Suter: “Rimanere sotto controllo, sottoporsi ai normali esami per verificare lo stato di salute del proprio apparato riproduttivo è un approccio corretto per contrastare infezioni e malattie”. È anche fondamentale “osservare uno stile di vita sano, evitando gli eccessi nell’uso di alcol ed eliminando il fumo dalle proprie abitudini”.La pianificazione della gravidanza dovrebbe iniziare con una consultazione pre-concezionale, una raccomandazione che diventa più necessaria quando si considera la maternità in età avanzata. Durante questa consultazione, si consiglia di parlare con il proprio medico della dieta e dell'integrazione con acido folico e vitamine, dello stile di vita, degli screening da fare e dell’importanza di avere un peso sano prima della gravidanza.Si consiglia di seguire una dieta variata, ricca di frutta e verdura e cibi con acido folico come legumi, verdure a foglia verde, noci o cereali. In secondo luogo, è importante fare esercizio, mantenere un peso adeguato ed essere attivi. Infine, si dovrebbero evitare sostanze nocive come alcol, tabacco e eccitanti come il caffè, che possono compromettere la fertilità e la salute del feto.Anche davanti a un quadro clinico sostanzialmente stabile, occorre sempre considerare il fattore età che influisce in modo determinante sulla fertilità in una donna.

La Diagnostica Prenatale: Strumento Essenziale per la Sicurezza
Per quanto riguarda la diagnostica prenatale, gli esami raccomandati hanno ormai ridotto il rischio di morte sia della madre che del bambino. I genitori possono inoltre conoscere in anticipo l’eventualità di anomalie cromosomiche, escludere difetti congeniti o malformazioni, garantendo una maggiore tranquillità e la possibilità di prepararsi a eventuali sfide.
Tra gli esami disponibili, alcuni possono identificare anomalie attraverso il campione di sangue della madre. È possibile eseguire un test esteso che permette l’analisi della delezione 22q11,2 o sindrome di DiGeorge e il test completo che analizza le alterazioni dei 24 cromosomi insieme alle microdelezioni.
Le tecniche invasive includono:
- Amniocentesi: Attraverso l’amniocentesi, il liquido amniotico viene estratto dall’interno della placenta, la sacca in cui si trova il feto. La puntura viene eseguita con un ago sottilissimo attraverso l’addome e dall’embrione vengono prelevate cellule che verranno analizzate per individuare l’eventuale presenza di anomalie cromosomiche o genetiche e difetti del tubo neuronale. Si svolge tra la 15ª e la 18ª settimana di gestazione.
- Biopsia del corion o Villocentesi: Attraverso la biopsia del corion o villocentesi, si ottiene tessuto dalla placenta per lo studio dei cromosomi fetali, del DNA o degli enzimi fetali. Viene eseguita per via addominale o transcervicale. Il suo vantaggio rispetto all’amniocentesi è che può essere eseguita alla settimana 11 e 12, offrendo una diagnosi più precoce.
- Funicolocentesi o Cordocentesi: La funicolocentesi o cordocentesi è la puntura e l’estrazione del sangue dalla vena ombelicale per rilevare anomalie congenite e del sangue. È un metodo raro che deve essere eseguito da medici esperti e viene fatto dalla settimana 19-20.
Questi esami, seppur con diversi livelli di invasività e tempistiche, offrono strumenti preziosi per monitorare la salute del feto e della madre in gravidanze considerate a rischio a causa dell'età avanzata.

I Vantaggi della Maternità Tarda: Maturità e Stabilità
Sebbene la maternità tardiva presenti delle sfide biologiche e mediche, essa ha anche i suoi vantaggi, spesso legati alla sfera personale e alla maturità raggiunta dalla donna. Molte donne scelgono di vivere una gravidanza tardiva, grazie al raggiungimento di condizioni di vita stabili e di una maturità maggiore che permette loro di poter dedicare al nascituro più tempo e più pazienza. Il grado di responsabilità è spesso elevato, così come l'attenzione alla propria cura personale e su quella della sua futura famiglia. Questa stabilità, sia emotiva che finanziaria, si traduce in una maggiore capacità di dedicarsi al bambino e di affrontare le gioie e le sfide della genitorialità con una prospettiva più ponderata. In un momento di appagamento nella vita di una donna, la maternità dopo i 40 anni è un’opzione ormai sempre più comune che, seppur con le dovute precauzioni mediche, può essere vissuta pienamente.
Consigli Pratici e Approccio Proattivo alla Fertilità
Per le donne che stanno considerando o provando a concepire dopo i 40 anni, l'informazione e un approccio proattivo sono fondamentali. Come suggerisce Suter, se si hanno difficoltà a rimanere incinte, non aspettare anni prima di rivolgersi a un medico. La domanda da porsi è quindi: fino a che punto è fattibile ritardare la maternità? In breve, la cosa più importante è che le donne siano ben informate sull’età ideale per avere figli, su quando la fertilità femminile inizia a diminuire e sulle reali possibilità di diventare madri.
Pertanto, è fondamentale richiedere al proprio ginecologo una valutazione della riserva ovarica quando si è giovani, idealmente tra i 25 e i 30 anni, per avere un quadro chiaro della propria fertilità. L'Ormone Antimülleriano (AMH) è un indicatore chiave per “sapere l’età delle tue ovaie”. È inoltre importante che, se non riuscite a rimanere incinte naturalmente dopo 10-12 mesi (se avete meno di 35 anni) o 6 mesi (se avete più di 35 anni), vi rivolgiate a uno specialista della procreazione medicalmente assistita per una valutazione. “Anche davanti ad un quadro clinico sostanzialmente stabile, occorre sempre considerare il fattore età che influisce in modo determinante sulla fertilità in una donna.”
Se una donna "con i suoi anni" (il termine per donne in età avanzata) vuole avere un figlio, è consigliabile non perdere tempo. A seconda della sua riserva ovarica, della risposta alla stimolazione farmacologica, dei suoi marcatori genetici e persino dell’indice di massa corporea, vengono eseguite diverse linee guida per ottimizzare il risultato.