Lo yoga, termine sanscrito che significa "unire" o "congiungere", rappresenta una disciplina millenaria che trova un’applicazione estremamente benefica e sicura durante la dolce attesa. Praticare yoga è sicuro in qualsiasi momento della gravidanza, sempre se il medico ha dato il via libera. La pratica può essere seguita durante ogni trimestre, apportando le modifiche necessarie per accogliere il corpo del feto in crescita. La pratica dello yoga prenatale insegna a respirare correttamente, migliorando l’ossigenazione dei tessuti della futura mamma e, di conseguenza, anche del bambino.

Il primo trimestre: stabilire le basi
Lo yoga nel primo trimestre di gravidanza (dalla 1° alla 13° settimana) può aiutare ad affrontare questo primo periodo delicato, imparando ad ascoltarsi e ad abbracciare i primi cambiamenti del corpo. In questa fase, gli asana consigliati sono posizioni che lavorano sulla stabilità, sulla consapevolezza del pavimento pelvico, sull’apertura del diaframma e semplici tecniche di respirazione, come la posa della dea, la posizione del Gatto e la posizione della Montagna.
Il secondo trimestre: forza e flessibilità
L’energia aumenta una volta scomparse nausea e stanchezza, i primi sintomi della gravidanza. Per questo, lo yoga in gravidanza nel secondo trimestre (dalla 14° alla 27° settimana) si concentra sul migliorare forza e flessibilità, per preparare il corpo al travaglio e ad alleviare tensioni e fastidi fisici. Oltre a proseguire con la pratica della posizione del Gatto, sono consigliate la posizione del Cane a Testa in Giù, quella del Diamante e quella della Ghirlanda.
Il terzo trimestre: preparazione e rilassamento
Man mano che ci si avvicina alla data prevista per il parto e il pancione diventa più grande, il centro di gravità cambia e l’equilibrio fisico ne risente. Tuttavia, lo yoga durante il terzo trimestre (dalla 28° alla 40° settimana) è una pratica fisica ma anche mentale. Gli asana si concentrano su posizioni di apertura, per preparare il corpo alla nascita, ma anche di equilibrio, rilassamento e controllo del respiro: la posizione dell’Albero, della Farfalla e quella del rilassamento sono ideali per le esigenze del corpo della donna al termine della gravidanza.
Anatomia e simbolismo della Posizione del Loto
La posizione del loto, o Padmasana, è una posizione estremamente potente, soprattutto per le donne. "Padma" è il "fiore di loto", mentre "asana" è semplicemente "posizione". È innegabile che Padmasana sia utile per mantenere una buona postura e che allo stesso tempo sia adatta per tonificare i muscoli della schiena e aumentare la flessibilità dei muscoli delle gambe. La posizione del loto è considerata una delle posizioni avanzate, quindi se non riesci a padroneggiarla all’inizio, non preoccuparti, è normale.

Lungo la nostra colonna vertebrale si trovano i sette centri energetici conosciuti come chakra. Quando siamo in allerta costante, a causa di uno stile di vita stressante, accumuliamo tensioni che questa pratica aiuta a rilasciare. Il Settimo Chakra, Sahasrara, ovvero il "Fiore di Loto dai mille petali", è sollecitato proprio durante questa posizione.
Benefici fisici e terapeutici in gravidanza
La posizione del loto aiuta in modo specifico ad aprire le anche, mentre rinforza il tronco e la schiena, che sono solitamente i punti in cui si soffre di più. Aiuta ad allungare il pavimento pelvico, ammorbidisce e favorisce la dilatazione vaginale in preparazione al parto. Inoltre, la pressione dei talloni direttamente nelle anche stimola i nodi linfatici, favorendo l'eliminazione delle tossine e stimolando l'immunità. Quando si assume la posizione del loto, si riduce la pressione sanguigna e, a lungo andare, si migliora la digestione.
Per chi non ha familiarità, la posizione del mezzo loto tonifica gli organi addominali ed elasticizza le giunture e il perineo. Non scoraggiarti se non riesci da subito a liberare la mente e a concentrarti solo sulla respirazione: serve solo un po’ di allenamento.
Come eseguire Padmasana correttamente
Al fine di assumere la posizione del loto in maniera corretta, siediti su un tappetino con le gambe distese. Piega il ginocchio della gamba destra e afferra il piede con le mani; quindi posiziona il piede sulla coscia della gamba sinistra, trascina il tallone verso la vita, distendi il piede con il dorso rivolto verso il basso e appoggia il ginocchio a terra. La stessa sequenza va ripetuta con la gamba sinistra. Se in caso di anche e cosce rigide questa posizione risulta difficile, è molto utile preparare le anche all’apertura prima di eseguirla.
Postura del Loto come prendere la postura
È decisamente meglio se ti affidi a un insegnante: può guidarti nella corretta esecuzione, correggerti e aiutarti a fermarti al momento giusto per evitare di farti male. Ricorda di ascoltare il tuo corpo, senza forzarti. Accetta i tuoi limiti, fanno parte di te, così come le tue potenzialità.
Posizioni preparatorie e varianti
Esistono asana ideali per prepararsi alla posizione del Loto:
- Sukhasana (posizione semplice): prevede l’incrocio delle gambe sotto il ginocchio opposto.
- Siddhasana (posizione perfetta): l’asana più vicino alla posizione del loto.
- Vajrasana (posizione del diamante): una variante intermedia ottima per la flessibilità.
È importante sottolineare che questo asana non dovrebbe mai portare a dolore; quando si inizia ad avvertire il minimo fastidio, è bene muovere i fianchi e le ginocchia in modo da far abituare il corpo. La pratica costante della posizione del Loto può alleviare anche i disturbi legati alla mestruazione e, più in generale, favorire un benessere olistico che accompagna la donna in ogni fase del ciclo vitale.
Approfondimento su Garbhasana
Garbhasana, o posizione dell’embrione, è una variante che richiama simbolicamente lo stato di gravidanza. In questa posa, si parte dalla posizione del loto, si portano le mani attraverso le gambe e si espira portando le braccia fuori, posizionando le mani sul viso. Questa potente posa yoga bilancia il corpo sulle ossa del sedere ed è un'ottima posa meditativa. Calma la mente e il sistema nervoso ed è un perfetto antidoto alla rabbia.
Tuttavia, le donne che soffrono di prolasso degli organi pelvici devono evitare questo esercizio di apertura dell’anca, così come coloro che presentano lesioni all'inguine o distorsioni alle caviglie. La consapevolezza del respiro rimane l'elemento cardine: è impossibile mantenere stiram sukham asanam (posizione stabile e confortevole) senza una profonda connessione corpo-respiro. In questa asana, lo studente deve rimanere calmo e respirare ritmicamente, canalizzando le energie, dimostrando così le proprie capacità fisiche e mentali.
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