Partorire in Casa: Una Scelta Consapevole tra Intimità, Sicurezza e Contesto Italiano

Partorire è un evento unico e significativo nella vita di una donna, e la scelta di dove farlo può avere un impatto profondo sull’esperienza complessiva. Per secoli, e fino ai recenti Anni ‘50, la nascita avveniva comunemente tra le mura domestiche, con l’assistenza della levatrice o di altre donne “capaci” di aiutare le gestanti. Questa tradizione ha lasciato il posto, a partire dagli inizi degli anni ’60, a un modello prevalentemente ospedaliero. Tuttavia, negli ultimi tempi, sempre più donne si stanno interessando all’opzione del parto in casa, per un desiderio diffuso di tornare a vivere la nascita in modo più naturale e meno medicalizzato. Questa pratica, se ben pianificata e con le giuste precauzioni, può offrire un’alternativa sicura ed empatica per le donne che desiderano un ambiente familiare e meno medicalizzato.

Il fenomeno riguarda un numero crescente di genitori che decidono consapevolmente di mettere al mondo il figlio nel calore dell’ambiente domestico, spesso proprio per contrastare l’eccessiva medicalizzazione del percorso nascita. In Italia, seppur i dati Istat accennino a un tasso pari al 0,2 % con una distribuzione eterogenea in base alla regione di appartenenza, si stimano circa 1000 parti all’anno a domicilio o in casa maternità, che rappresentano lo 0,2% dei poco più di 400.000 nati ogni anno. Sebbene il parto in casa possa essere una scelta valida per molte donne, è fondamentale prendere le giuste precauzioni per garantire la sicurezza di madre e bambino, e una piena consapevolezza delle dinamiche coinvolte.

I Vantaggi del Parto in Casa: Un'Esperienza su Misura

Il parto in casa può offrire una serie di vantaggi per le donne che scelgono questa opzione, riflettendo una volontà di personalizzare un momento così intimo e trasformativo. Uno dei benefici più immediati è la possibilità di rimanere in un ambiente familiare, circondate da oggetti di comfort e persone care. Questo crea un senso di sicurezza e privacy che è spesso difficile replicare in un contesto ospedaliero. Il proprio letto, i propri spazi e la presenza dei famigliari contribuiscono a un'atmosfera serena, che può favorire un travaglio più rilassato e meno stressante.

Un altro vantaggio significativo è la possibilità per le donne di avere maggiore controllo sull’esperienza di nascita. Nel parto in casa, è la donna a dettare i ritmi, a scegliere le posizioni che trova più comode, e a definire l'ambiente che la circonda, dalle luci alla musica. Questa autonomia può aumentare la fiducia in sé stesse e nel proprio corpo, elementi cruciali per un parto fisiologico.

Il parto in casa può ridurre notevolmente l’intervento medico. Le donne che partoriscono in ospedale sono spesso sottoposte a procedure mediche standardizzate, come la somministrazione di farmaci o l’uso del monitoraggio continuo, che, sebbene necessarie in determinate situazioni, possono talvolta alterare il naturale corso della nascita. Al contrario, per le donne con gravidanza fisiologica, il parto in casa riduce notevolmente il rischio di cesareo d'urgenza, parto strumentale con forcipe o ventosa, travaglio pilotato, episiotomia, emorragia post-parto e la necessità di ricorrere all'analgesia epidurale. Questo minore intervento medico è un aspetto centrale della filosofia del parto a domicilio.

Una donna partorisce in casa, circondata da oggetti familiari e dalla presenza rassicurante delle ostetriche.

Nel parto in casa, una levatrice o un ostetrico esperto fornisce un’assistenza continua e personalizzata durante tutto il processo di nascita. Questa presenza costante assicura supporto emotivo, fisico e clinico, contribuendo a un migliore legame mamma-bambino e favorendo l’avvio dell’allattamento naturale. Inoltre, la modalità domestica coinvolge maggiormente gli altri componenti della famiglia in nuove dinamiche, rendendo la nascita un evento condiviso e celebrato all'interno del nucleo familiare. L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che «ogni donna deve avere la possibilità di partorire in un luogo che sente sicuro», e per molte, la propria casa rappresenta proprio questo ambiente ideale.

Sicurezza del Parto in Casa: Il Dibattito e le Evidenze Scientifiche

La sicurezza del parto in casa è un argomento molto controverso che divide medici e ostetriche su posizioni contrastanti, specialmente in Italia. La discussione si sviluppa principalmente attorno alla sicurezza per mamma e bambino, e le interpretazioni delle evidenze scientifiche giocano un ruolo cruciale.

Le Evidenze Internazionali a Supporto del Parto Domiciliare Selezionato

A livello internazionale, il bagaglio di esperienze ed evidenze scientifiche appare pertinente, nonché rassicurante, per l'Italia, specialmente quando si considerano sistemi di assistenza al parto a domicilio ben integrati. Una recente meta-analisi, ad esempio, ha studiato gli esiti di 500.000 parti programmati a domicilio in dieci paesi con servizi di parto a domicilio più o meno integrati (Hutton et al., 2019). I ricercatori hanno concluso che non vi è alcuna differenza nel rischio di mortalità per il neonato tra parti programmati a casa e in ospedale. Sebbene uno degli studi inclusi, realizzato in Inghilterra, abbia rivelato un rischio più elevato per i primi figli quando il parto è programmato a casa, si tratta comunque di un rischio molto basso. Questa evidenza suggerisce che, in contesti adeguatamente strutturati, il parto a casa può essere altrettanto sicuro per il neonato.

La successiva revisione e meta-analisi condotta dallo stesso gruppo sugli outcome materni (Reitsma et al., 2020) conferma su scala internazionale quanto già evidenziato dal Birthplace study (Birthplace in England Collaborative Group, 2011), ovvero che, per le donne con gravidanza fisiologica, il parto in casa riduce notevolmente il rischio di cesareo d'urgenza, parto strumentale con forcipe o ventosa, travaglio pilotato, episiotomia, emorragia post-parto e la necessità di ricorrere all'analgesia epidurale. Questi dati mettono in luce i benefici per la salute materna, promuovendo un'esperienza di nascita più naturale e meno soggetta a interventi.

Gli autori del Birthplace hanno discusso anche l’aspetto dei trasferimenti, che risultano certamente più frequenti nelle primipare (45%), tuttavia la maggioranza sono motivati da ragioni non urgenti, quali la scelta dell'epidurale, piuttosto che da complicazioni (Rowe et al., 2013). Non sorprende, dunque, se le linee guida di molti paesi, come quelle del NICE (National Institute for Health and Care Excellence, 2014) del Regno Unito, sostengono la possibilità del parto in casa come opzione legittima e sicura per molte, anche se non tutte, le donne. Il NICE raccomanda chiaramente che, in caso di gravidanza a basso rischio, il parto è in genere molto sicuro sia per la mamma sia per il neonato.

Infografica comparativa tra rischi e benefici del parto in casa e in ospedale per gravidanze a basso rischio.

Persino durante l'emergenza Covid-19, le associazioni delle ostetriche e dei ginecologi hanno pubblicato linee guida congiunte a sostegno del mantenimento dell'opzione del parto in casa (RCM/RCOG, 2020; Renfrew et al., 2020). Questo non solo per supportare le scelte personali, ma anche perché l'assistenza nel territorio potrebbe ridurre il rischio di contrarre il Covid-19 rispetto a quella ospedaliera. Alcuni ospedali hanno persino contrattato ambulanze private per far fronte ai ritardi delle ambulanze pubbliche nelle settimane di picco della pandemia, permettendo il parto in casa in sicurezza.

In Italia, molte delle condizioni di base che favorirebbero un'integrazione formale dei servizi di parto a domicilio sono già soddisfatte. Laddove questi presupposti fondamentali non ci fossero, la discussione quindi non dovrebbe essere sulla opportunità di offrire assistenza per il parto a domicilio di per sé, quanto su cosa debba essere attuato per garantire il funzionamento ottimale e in sicurezza del servizio specifico, come per tutti i servizi. Inoltre, a differenza di quanto sostenuto dalla SIN in alcuni comunicati, l'assistenza al neonato sano da parto fisiologico rientra senza alcun dubbio tra le competenze dell'ostetrica (DM 740/94; DL n. 206, 2007; International Confederation of Midwives, 2005). È altrettanto assodato che gli accertamenti di routine possono essere effettuati a domicilio o in ambulatorio, senza necessità del regime di ricovero.

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La Prospettiva Critica della Società Italiana di Neonatologia (SIN)

Nonostante le evidenze internazionali, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) mantiene una posizione di ferma opposizione nei confronti del parto in casa, sconsigliando vivamente questa scelta. Il professor Fabio Mosca, presidente della Commissione Sin-Safe della Società italiana di Neonatologia, ha più volte sottolineato che “L’ospedale è sempre il posto più sicuro dove partorire […] anche in tempo di coronavirus, i nostri punti nascita sono più che mai protetti, con personale dedicato e percorsi separati per accettazione ostetrica, sale parto, puerperio e nido”. La SIN interpreta le evidenze scientifiche in modo impreciso e parziale, basando le sue conclusioni sulla sicurezza del parto in casa su studi realizzati negli Stati Uniti, dove, a detta degli autori stessi, non vi è un servizio di parto a domicilio integrato (Grünebaum et al., 2020). Vengono tralasciati, invece, altri studi importanti realizzati in paesi più simili all'Italia, come quelli citati precedentemente.

Secondo la SIN, il parto a domicilio comporta un aumentato rischio di mortalità e morbilità materna e neonatale, poiché a casa non è possibile controllare adeguatamente parametri clinici e strumentali. Inoltre, in caso di emergenza, è più complicato intervenire tempestivamente. Il punto cruciale su cui si sviluppa la discussione riguarda la sicurezza, per mamma e bambino. La SIN ribadisce che "Anche nelle condizioni ideali non è possibile escludere la possibilità che si presentino complicazioni che metterebbero a rischio la salute di mamma e bambino e che implicherebbero un necessario ed immediato trasferimento in ospedale, anch'esso di per sé rischioso".

Tra i rischi specifici evidenziati dalla SIN, si citano:

  • Mortalità neonatale più elevata: Il parto in casa può esporre a un maggiore rischio di complicazioni per mamma e neonato e la mortalità neonatale è 2,6 volte maggiore rispetto al parto in ospedale. Questo si verifica quando nell’organizzazione del parto a domicilio non si riesce ad assicurare un tempestivo trasporto del neonato e della mamma in un ospedale attrezzato con neonatologia e terapia intensiva neonatale. Eventuali condizioni del neonato, per esempio la necessità di essere rianimato, richiedono un intervento immediato e possono verificarsi anche nelle gestazioni definite a basso rischio.
  • Danni neurologici: Sembra che compaiano più frequentemente danni neurologici e convulsioni durante il parto a domicilio, che sempre secondo i dati della SIN si verificano 0,4-0,6 volte su 1.000 nascite, un rischio tre volte superiore a quello del parto in ospedale. Anche questo succede se il bambino non riesce ad essere trasportato rapidamente in una Terapia intensiva neonatale. I danni neurologici possono verificarsi in caso di asfissia, ossia quando il bambino resta senza ossigeno per diversi minuti e, quindi, le cellule del sistema nervoso subiscono un danno.
  • Distocia di spalla: La distocia di spalla fa parte di quello che viene definito parto distocico e che non sempre si può prevedere. Compare quando il neonato ha già la testa libera, ma a un certo punto si ritrae, incassando il capo tra le spalle. In questo modo, una di esse si incastra dietro l’osso pubico della madre e non riesce ad essere liberata nonostante le manovre ostetriche. Per risolvere la situazione è necessario un intervento chirurgico che non può essere eseguito a casa, ma richiede il trasporto rapido in ospedale.
  • Emorragia post-partum: L’emorragia post-partum è una complicanza che può verificarsi anche quando la gestazione si svolge senza problemi. Consiste in una perdita di sangue che può essere dovuta al laceramento del collo dell’utero, a espulsione della placenta in mancanza di contrazione dell’utero, a problemi di coagulazione, a lacerazione di tessuti nella zona genitale della donna. Può non essere prevedibile ed è una delle condizioni più serie che possono verificarsi dopo il parto.
  • Mancato secondamento: Il secondamento è l’espulsione della placenta, che si verifica in modo spontaneo dopo la nascita del bambino. Se il secondamento non avviene, è necessario rimuovere la placenta manualmente. Questo può però richiedere un’anestesia o un’analgesia, che possono essere eseguite solo in ambiente ospedaliero.

La SIN sottolinea inoltre come anche in Olanda, spesso citata come patria del parto a domicilio, questa pratica abbia subito una costante e progressiva riduzione, passando da circa il 40% negli anni ’90 al 17% del 2017. Questo, secondo la Società Italiana di Neonatologia, evidenzia una tendenza verso una maggiore cautela.

Requisiti Essenziali e Preparazione Adeguata per il Parto Domiciliare

Sebbene il parto in casa possa essere una scelta gratificante, è fondamentale prendere le giuste precauzioni per garantire la sicurezza di madre e bambino. Questa richiede una rigorosa selezione delle candidate e una preparazione meticolosa.

Criteri di Candidabilità:

Non tutte le future mamme hanno la possibilità di partorire a casa. Prima di decidere di partorire in casa, è fondamentale sottoporsi a una valutazione accurata della candidabilità. È necessario consultare un ostetrico o una levatrice specializzata nel parto in casa per valutare i fattori di rischio e assicurarsi che la gravidanza sia a basso rischio. In generale, non possono partorire in casa le donne con gravidanze gemellari e quelle con bambini in posizioni differenti dalla cefalica. I requisiti fondamentali per poter partorire in casa, in assenza dei quali non è possibile proseguire in sicurezza, includono:

  • Gravidanza a basso rischio: La gravidanza deve aver avuto un decorso normale e madre e figlio devono stare bene. La maggior parte delle donne sane va incontro a una gravidanza a termine senza problemi e a un parto fisiologico.
  • Assenza di patologie preesistenti: La mamma non deve avere febbre né pressione alta, non deve soffrire di obesità né di diabete gestazionale, non deve presentare malformazioni uterine o soffrire di malattie croniche materne (es. diabete, ipertensione cronica). La pianificazione domestica, infatti, va esclusa per chi soffre di queste condizioni.
  • Periodo gestazionale: Per avviare l’assistenza ostetrica a domicilio è necessario essere a termine, ossia nel periodo compreso tra le 37+0 e le 41+6 settimane di gravidanza.
  • Salute del bambino: Il bambino deve essere in ottima salute e posizionato correttamente (presentazione cefalica).
  • Accesso a struttura ospedaliera: Deve essere garantito il trasporto in ospedale in caso di necessità. L’ospedale di riferimento, attrezzato con reparto di ostetricia e di neonatologia o pediatria, non deve trovarsi a più di 30-40 minuti di distanza dall'abitazione, per permettere un intervento rapido in caso di emergenza.

La Preparazione al Parto Domiciliare:

Un’adeguata preparazione è essenziale per affrontare il parto in casa in modo sicuro. Questo include:

  • Corsi di preparazione: Seguire corsi di preparazione al parto specifici per il parto domiciliare, che forniscano informazioni sul processo di nascita e pratiche tecniche di rilassamento.
  • Informazione approfondita: Avere una buona conoscenza delle fasi del travaglio e di cosa aspettarsi. Ci sono molti libri e risorse disponibili che approfondiscono il tema del parto in casa, fornendo informazioni dettagliate e affidabili.
  • Discussione precoce con i professionisti: Le donne che desiderano, per libera scelta, partorire nell’ambiente domestico, devono parlarne con il proprio ginecologo o con l'ostetrica al più presto. Questa pianificazione anticipata è fondamentale per analizzare i fattori di rischio e aiutare le donne a capire se potranno effettivamente affrontare il percorso di nascita domestico nelle migliori condizioni possibili.

Il Ruolo Fondamentale dell'Ostetrica e l'Assistenza Post-Parto

Il ruolo dell’ostetrica è fondamentale per chi desidera partorire in casa. La presenza di un professionista qualificato come una levatrice specializzata nel parto domiciliare è cruciale per garantire la sicurezza. Questi professionisti hanno le competenze e l’esperienza necessarie per monitorare il lavoro di parto, riconoscere eventuali complicazioni e intervenire tempestivamente se necessario.

L'Assistenza Durante il Travaglio e il Parto:

Nel nostro Paese, il parto in casa viene assistito da almeno due ostetriche private ed è a pagamento. È importante assicurarsi che le ostetriche abbiano fatto dei corsi specifici sulla gestione delle emergenze a domicilio. La conoscenza e la relazione con la donna e la coppia sono la base in cui tutto questo avviene: la motivazione reciproca, il rispetto e l'ascolto attivo di ogni loro desiderio. L'ostetrica deve essere in grado di individuare eventuali condizioni di rischio per le quali studia un appropriato piano di assistenza nel caso si renda necessario un accompagnamento in una struttura ospedaliera di riferimento sul territorio, in tempi rapidi. Questo dovrebbe essere garantito dal Sistema Sanitario Nazionale ma, se non è previsto nelle strutture di riferimento della zona di residenza, l’ostetrica suggerisce alla donna di prendere contatto con la clinica o l’ospedale.

Almeno due settimane prima della data presunta parto (DPP) le ostetriche devono firmare un documento che le impegna alla reperibilità continua (24 ore su 24 e 7 giorni su 7) in caso di necessità. In assenza di condizioni particolari, l’ostetrica tende ad intervenire il meno possibile per garantire un supporto discreto alla mamma - le visite vengono fatte ogni 3/4 ore circa, assicurando un monitoraggio attento ma non invasivo.

Gestione delle Emergenze e Trasferimento in Ospedale:

“E se le cose non vanno come previsto? Cosa succede se qualcosa va storto?” Queste sono domande legittime e centrali nella pianificazione del parto in casa. Nel momento in cui le ostetriche effettuano la diagnosi di travaglio, vengono allertati sia il reparto di ostetricia e di neonatologia o pediatria della struttura ospedaliera di riferimento - quella più vicina, raggiungibile al massimo in 30 minuti - sia la centrale operativa del numero unico per le emergenze. Questo per permettere, in caso di emergenza in travaglio o al parto in casa, di attivare velocemente tutta l’equipe necessaria per l’assistenza. L'ostetrica stessa avvisa la struttura ospedaliera in caso di trasferimento e, se possibile, è presente per assistere mamma e bambino durante la nascita in ospedale, garantendo continuità assistenziale.

Ostetriche in azione, simboleggiando la prontezza e la professionalità nell'assistenza al parto.

Assistenza Immediata Post-Parto e Follow-up Domiciliare:

Subito dopo la nascita, il bambino viene posto sul petto della mamma per favorire il contatto pelle a pelle, un momento cruciale per il bonding. Il cordone in genere viene tagliato dopo un'ora circa e nel frattempo avviene l'espulsione della placenta. Le ostetriche restano con la madre per cinque o sei ore e si occupano di controllare i valori e il recupero della fisiologia ginecologica, oltre a controllare se si avvia naturalmente e nel modo giusto anche l’allattamento.

Per i primi 5-6 giorni dopo il parto, l’ostetrica torna a visitare la mamma e il neonato ogni giorno, valutando i parametri clinici, l’avvio dell’allattamento, il recupero del peso neonatale, lo stato psicologico della mamma e altri parametri. Prima di tutto si contatta il pediatra che visiterà il bambino in genere una decina di ore dopo il parto. Inoltre, due giorni dopo la nascita l'ostetrica effettua al neonato il test per lo screening delle malattie metaboliche. L’ostetrica segue la donna nel recupero psico-fisico nelle prime 4-6 settimane dopo il parto. Questa continuità assistenziale, tipica del modello di caseloading ostetrico, è un valore aggiunto riconosciuto a livello internazionale.

La decisione di rivolgersi solo a ostetriche abilitate e con formazione specifica per le emergenze riduce notevolmente i rischi che si possono presentare con il parto in casa. La coppia che sceglie questa modalità deve esserne ben consapevole e affidarsi a professionisti di comprovata esperienza e professionalità.

Il Contesto Normativo ed Economico del Parto a Domicilio in Italia

In Italia, il panorama del parto in casa è caratterizzato da una distribuzione eterogenea a livello regionale, sia per quanto riguarda il riconoscimento che per le forme di supporto economico. Non esistono dati ufficiali definitivi relativi al parto in casa a livello nazionale, ma le stime della Società Italiana di Neonatologia indicano che la scelta di partorire presso il proprio domicilio rappresenta lo 0,5-2% dei casi a seconda delle aree geografiche, per un totale di circa 500 nascite a casa, pari allo 0,1% su un totale di 450.000 nuovi nati per ogni anno. Dati diffusi di recente dall’Istituto Mario Negri di Milano, ad esempio, hanno evidenziato che lo scorso anno, nel nostro Paese, sono nati, tra le mura domestiche, poco meno di 500 bambini. Altre stime indicano circa 1000 parti all’anno a domicilio o in casa maternità, corrispondenti allo 0,2% dei poco più di 400.000 nati annualmente.

Costi e Rimborsi Regionali:

Partorire in casa, a differenza del parto in ospedale con il Servizio Sanitario Nazionale che è gratuito, è soggetto ai costi dell’assistenza scelta, in quanto le ostetriche che assistono il parto domiciliare sono libere professioniste. In Italia, un parto in casa costa in media 2300/2500 euro. Questa cifra è indicativa e si riferisce solo al parto: la maggior parte delle ostetriche sono libere professioniste, pertanto ognuna ha un proprio tariffario.

Tuttavia, è previsto il rimborso parziale del parto in casa in alcune Regioni e Province Autonome, dove l’assistenza ostetrica domiciliare è riconosciuta e valorizzata. Queste includono:

  • Piemonte
  • Emilia Romagna
  • Marche
  • Lazio
  • Province Autonome di Bolzano e Trento

In queste aree, i rimborsi possono coprire fino all'80% della spesa sostenuta, rendendo il parto a domicilio un’opzione più accessibile economicamente per le famiglie che vi risiedono.

Esempi Regionali di Riconoscimento e Supporto:

  • Emilia Romagna: Questa regione rappresenta un esempio virtuoso di integrazione e supporto. La Commissione Percorso Nascita a livello regionale ha redatto delle linee d’indirizzo sul parto a domicilio e ha previsto un PDTA (percorso diagnostico terapeutico assistenziale) che include la nascita extraospedaliera. L’Osservatorio regionale L’EMILIA ROMAGNA, nel report dei dati 2021 (saperidoc.it), cita: “Sono state 242 le donne che hanno fatto richiesta di parto extra-ospedaliero, il 98% delle quali ha inoltrato domanda di rimborso in Azienda USL. L'incremento rispetto all'anno precedente è del 23% (erano state 197 nel 2020): in particolare, 158 (65%) donne hanno programmato un parto a domicilio, mentre 84 (35%) un parto in casa di maternità.” Questo dimostra una domanda crescente e un sistema che, seppur con margini di miglioramento, si sta muovendo per rispondere a tale esigenza. Per poter avere il rimborso in Emilia Romagna, è necessario rivolgersi alla propria Azienda USL di competenza, entro l’ottavo mese di gravidanza. Una volta che il parto è avvenuto in casa, si deve presentare la documentazione che comprende, per esempio, certificato di assistenza al parto, scheda dell’ostetrica, autocertificazione del parto avvenuto a domicilio e altro.
  • Lombardia (e Milano): Partorire in casa a Milano e in generale in Lombardia è una realtà diffusa da tempo, offerta sia da associazioni di ostetriche professioniste sia da ospedali. Il servizio tuttavia è ancora a carico del cittadino e il costo si aggira attorno ai 2.000 euro, a seconda di dove ci si rivolge, senza un sistema di rimborso regionale generalizzato.
  • Servizi pubblici: Gli esempi di Torino, Reggio Emilia, Modena e Parma dimostrano che è perfettamente possibile fornire un servizio pubblico di parto a domicilio in Italia, suggerendo un potenziale modello per l'espansione a livello nazionale.

A livello nazionale, a fronte di una crescente domanda da parte delle donne, c'è sicuramente ancora parecchia strada da percorrere per sviluppare i servizi, armonizzare i sistemi, definire criteri e linee guida, e raccogliere evidenze, prima che il parto in casa diventi un’opzione realistica per tutte le donne che lo sceglierebbero, se potessero. Tuttavia, ci vorrebbe la volontà politica ed il sostegno, anziché l'opposizione, delle organizzazioni professionali mediche. Seppur esistano forti raccomandazioni nazionali circa la promozione e il supporto di soluzioni organizzative dove l'ostetrica possa assistere in autonomia ai parti fisiologici dentro i percorsi ospedalieri più diffusi e modelli quali i centri nascita (Ministero della Salute, 2017) ancora scarsamente presenti sul territorio nazionale, è evidente quanto ancora manchi un reale investimento in questa direzione, così come in modelli di continuità-caseloading ostetrica. È necessario un confronto serio, collaborativo, positivo tra i vari professionisti affinché questo sia realizzabile, e questo riguarda tutti gli attori coinvolti nel percorso nascita.

Le Case Maternità: Un'Alternativa Extraospedaliera all'Ospedale

Oltre al parto a domicilio nel proprio letto, un'altra opzione extra-ospedaliera che sta guadagnando terreno in Italia è la scelta della Casa Maternità. Queste strutture rappresentano un modello intermedio tra il domicilio e l'ospedale, offrendo un ambiente accogliente e non medicalizzato, ma con un livello di assistenza professionale e una logistica specificamente pensata per la nascita fisiologica.

La Casa Maternità è un luogo che, come la tua casa, può ospitare le persone in ogni loro fase di vita. Queste strutture sono spesso pensate, costruite, dipinte e arredate con amore e cura direttamente dalle mani delle sue professioniste e soci/e, creando un ambiente caldo e rassicurante. A differenza dell'ospedale, la Casa Maternità è concepita come uno spazio neutrale e libero da disturbo e interferenze sonore, familiari, sociali, permettendo alla donna di vivere il travaglio e il parto in tranquillità e intimità.

Casa maternità, con un'atmosfera accogliente e confortevole, lontana dall'ambiente ospedaliero.

In una Casa Maternità, si può scegliere di travagliare, partorire, essere accompagnata in allattamento o essere accudita in un momento di bisogno, estendendo l'assistenza oltre il solo momento della nascita. L’assistenza ostetrica alla nascita è la medesima prevista per un parto a casa, con la presenza di ostetriche qualificate che monitorano attentamente il processo fisiologico e sono pronte a intervenire o trasferire in ospedale in caso di necessità. Molte donne di diverse età, nazionalità e situazioni familiari (coppie, madri single o accompagnate da figure diverse dal partner) hanno scelto di partorire in casa maternità, testimoniando la flessibilità e l'accoglienza di questi spazi.

In Italia, le Case Maternità sono arrivate da poco e fino al 2018 erano 11 quelle censite nel nostro Paese, un numero ancora limitato rispetto ad altri paesi europei, ma in crescita. Esse rappresentano una preziosa risorsa per le donne che desiderano un'esperienza di nascita più naturale e meno medicalizzata, ma che preferiscono non affrontare il parto direttamente a casa propria, magari per ragioni logistiche o personali, trovando un compromesso ideale in un ambiente dedicato e professionale. Questa opzione è pienamente inclusa nei percorsi di nascita extraospedalieri che alcune regioni, come l'Emilia Romagna, stanno cercando di valorizzare e integrare nei propri sistemi sanitari.

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