Paola Barale e la Maternità Surrogata in Ucraina: Un'Indagine Approfondita a Le Iene

Paola Barale in Ucraina per il servizio sulle maternità surrogata

Nella puntata finale dell'edizione de Le Iene, andata in onda martedì 19 dicembre, la popolare conduttrice televisiva Paola Barale ha vestito i panni di "iena" per un'inchiesta di profondo impatto sociale: la maternità surrogata in Ucraina. Insieme all'autore Gaston Zama, la showgirl si è recata nel Paese, dove questa pratica è legale e regolamentata da leggi precise, con l'obiettivo di documentare e mettere in luce tutti gli aspetti di questa controversa questione.

Il Contesto dell'Inchiesta: L'Ucraina come Epicentro della Gestazione per Altri

L'Ucraina si è affermata come il paese con il maggior numero di nascite tramite la gestazione per altri. Questo servizio de Le Iene ha puntato a esplorare il fenomeno, fingendosi una coppia interessata alla maternità surrogata. Il viaggio, intrapreso in un Paese segnato dalla guerra, ha offerto uno sguardo crudo sulla realtà e sulle implicazioni di questa pratica. Insieme a Gaston Zama, Paola Barale ha visitato cliniche da Kiev a Bucha fino a Kharkiv, incontrando tutti gli addetti ai lavori: medici, agenti, legali e le stesse surrogate.

Programma "Raport" su Polsat News: Fabbrica dei bambini. Maternità surrogata in Ucraina (2022)

Aspetti Etici, Emotivi e Giuridici della Maternità Surrogata

L'inchiesta ha prestato particolare attenzione agli aspetti etici, emotivi e giuridici dell'intero percorso. La Barale ha sottolineato come la maternità sia uno dei temi caldi del dibattito pubblico e come quest'argomento delicatissimo sia spesso poco conosciuto nelle sue implicazioni e raramente trattato in televisione. Il loro viaggio è iniziato con un volo per Varsavia e poi un lungo viaggio in auto attraverso l'Ucraina, un'esperienza che ha mostrato i segni della guerra, con campi da una parte e dall'altra e tracce evidenti di conflitto.

Durante le visite alle cliniche, è emerso come il personale medico descriva con un tono monocorde la "catena di montaggio della filiazione", parlando senza sforzarsi di indorare la pillola. Barale e Zama si sono trovati di fronte a cataloghi di donatrici di ovuli e di surrogate, con listini prezzi dettagliati. Le regole d'ingaggio sono precise: la donatrice rimane anonima, ma viene scelta in base alla somiglianza fisica con la "madre" che accudirà il bambino. La surrogata, che offre l'utero ma non i gameti (per evitare che il bambino sia geneticamente suo), diventa una presenza in carne e ossa che la coppia deve incontrare e approvare dopo aver superato tutti i test.

Zama ha ricapitolato più volte tutti i passaggi, evidenziando le complessità di un percorso che vede coinvolti molteplici attori. Ogni incontro in clinica si è concluso con l'amministrazione, dove sono stati illustrati i costi. In media, alla surrogata vanno dai 16 ai 20 mila euro, più un affitto mensile di circa 500 euro, a cui si aggiungono spese notarili e servizi a parte, come la sala parto.

Il Processo Medico e le Scelte Provocatorie

Processo di maternità surrogata

Una dottoressa ha spiegato il processo medico: "creiamo degli embrioni, prepariamo l'utero di Paola 'forzandolo a lavorare' con degli ormoni, porteremo il suo organismo all'epoca del ciclo mestruale. Faremo una terapia ormonale per indurle di nuovo le mestruazioni e una volta che le torna il ciclo, prepariamo l'utero al trasferimento dell'embrione". La dottoressa ha poi mostrato un catetere, spiegando che "è qui che mettiamo qualche embrione, è una procedura totalmente indolore". Infine, ha ricordato che la coppia avrebbe potuto scegliere il sesso del bambino. Zama, con provocazione, ha chiesto: "e due gemelli? Un maschio e una femmina si può fare?". La risposta è stata affermativa: "Si può fare".

Le Testimonianze delle Surrogate e la Realtà della Guerra

Le richieste più schivate durante l'inchiesta sono state quelle sugli "errori di sistema", come i casi in cui una coppia ha rinunciato a un bambino condannandolo all'orfanotrofio, o quando la surrogata si è rifiutata di cedere il bambino. Le surrogate incontrate dalle Iene hanno assicurato con un sorriso di non avere alcun bisogno di aiuto o supporto, pur in un contesto di vita difficile. Queste donne, di età e condizioni diverse - alcune con figli propri, altre in attesa del primo - hanno tutte dichiarato di aver scelto di essere surrogate perché "mi piace aiutare gli altri", "voglio fare felice una donna sterile", "è bello aiutare altre famiglie", e persino "lo farei anche gratis".

Un autista ucraino, interrogato dalla Barale, ha confermato che venivano "cercate" donne per rimanere incinte o donare ovuli, e che gli erano stati offerti soldi per questo. Questo ha rivelato un aspetto del mercato che non si limita solo alle cliniche specializzate. Fuori dai finestrini, l'immagine era quella di un'Ucraina martoriata: auto crivellate di proiettili, veicoli bruciati, trincee ai bordi delle strade, filo spinato, posti di blocco e forze armate. Questa cruda desolazione è la cornice in cui si svolge lo "scintillante mercato dei figli dell'utero in affitto".

Il Dibattito sull'Etica e lo Sfruttamento

Il direttore di una grande clinica di surrogata a Kharkiv ha smentito l'idea che le donne ucraine siano sfruttate, ribattendo: "La gravidanza non può essere percepita come lavoro? Non è etico?". Ha invitato la troupe a guardarsi intorno e a chiedersi cosa ci sia di etico in un Paese in guerra. "È facile gridare che le donne ucraine sono sfruttate. Non lo sono. Mai. La nostra legge permette la GPA. Ma il problema sono i soldi. L'industria della GPA produce un grosso giro di affari". In Ucraina, secondo Zama, questo settore rende 1,5 miliardi all'anno. In un paese dove lo stipendio medio va dai 400 ai 600 euro, il direttore ha smontato lo storytelling delle sue surrogate, parlando apertamente di "lavoro": "Qui puoi diventare una madre surrogata o continuare a lavorare come una professoressa".

I veicoli bruciati e i detriti di Kharkiv non sono solo parte della scenografia, ma della vita stessa di queste donne che, sorridenti, negano di sentirsi sfruttate o di provare qualcosa per il bambino in grembo, spiegando che presto verranno a prenderlo "i suoi genitori". Le Iene hanno anche introdotto il controcanto sugli effetti epigenetici durante la gravidanza, che legano un figlio alla donna che lo mette al mondo. Tuttavia, il servizio ha evitato inquadrature sentimentali o escamotage per "umanizzare" quelle che sembrano cliniche biofaustiane in tutta l'Ucraina.

Donne surrogate in Ucraina

Prospettive Future sulla Procreazione e la Sterilità

Il servizio ha anche sollevato interrogativi sul futuro della procreazione. "Nel giro dei prossimi dieci anni circa il 40 per cento delle famiglie potrebbe rimanere sterile. E bisogna fare qualcosa o tra 50 anni sarà già tardi". Il focus sugli studi, la carriera, la casa e i soldi spinge le donne a fare figli sempre più tardi, aumentando la necessità di rivolgersi a cliniche per la sterilità. Per mantenere il tasso demografico, le nascite dovrebbero essere al 2,15 percento, mentre oggi il tasso è pari a 0,7 - 0,9 - 1,1 percento in Europa. Si ipotizza che l'umanità dovrà procreare in altri modi, come l'ectogenesi (utero artificiale), che "arriverà".

La Visione di Paola Barale sulla Maternità Surrogata

Paola Barale, autrice del libro "Non è poi la fine del mondo" incentrato sulla menopausa, ha espresso i suoi dubbi sul tema della maternità surrogata. "Perché abbiamo scoperto che l'Ucraina è il paese con più nascite tramite la pratica della gestazione per altri. È stata un'esperienza immersiva che mi è servita. Siamo partiti sapendo le cose a grandi linee. Quello di cui si parla sempre. Con la volontà di approfondire. Solo che andando là mi sono venuti altri dubbi…".

La showgirl ha sottolineato che si tratta di un percorso molto lungo e non ancora del tutto tutelato, che andrebbe regolamentato. "Quello che mi sono chiesta di più, tornando, è: con un quadro normativo come quello attuale la consiglierei? Per alcuni aspetti sì per altri no. Io forse ad oggi preferirei un'adozione anche se poi parli con persone, come un mio amico che ha un figlio di undici anni nato così, e ti accorgi che sono figli come tutti gli altri. Lui sa tutto. Conosce e frequenta anche la mamma che l'ha portato in grembo".

Riguardo al termine da usare, la Barale ha preferito "gestazione per altri" piuttosto che "utero in affitto", che non le piace. Ha evidenziato come il dibattito sia polarizzato tra chi parla di mercificazione del corpo della donna e chi di autodeterminazione. L'obiettivo dell'inchiesta era "provare a conoscere senza prendere una posizione o l'altra, con l'obiettivo di fornire al pubblico argomenti utili per andare più a fondo".

La Vita in un Paese in Guerra e le Differenze Culturali

Kiev durante la guerra

Viaggiare in un paese in guerra ha rappresentato un'esperienza forte, ma la vita va avanti. "La scienza ha fatto progressi incredibili mettendo in condizione di avere figli anche persone alle quali la natura non lo permetterebbe. In Ucraina ci sono numerose cliniche alle quali si rivolgono anche molte coppie di italiani".

La Barale ha parlato con tre donne incinte, scoprendo che la maternità surrogata è anche un fatto culturale e sociale. "Basti pensare che ci sono persone, anche donne, che vanno a lavorare in paesi lontani per necessità, lasciano i figli piccoli e li rivedono dopo tanti anni. In Italia questa cosa faremmo fatica a farlo, probabilmente per una concezione diversa della famiglia".

L'inchiesta ha toccato anche i costi, evidenziando che "non si può andare al risparmio". Ci sono vari costi: per la donna in gravidanza, per il parto, per i documenti. Le domande ricorrenti della Barale erano: "ma tu lo senti un legame con questo bambino? Poi dopo il parto cosa avviene?". Molti argomenti sconosciuti al grande pubblico sono stati affrontati.

La showgirl ritiene che questa tematica vada al di là della politica, avendo a che fare con diritti e libertà individuali, delle donne e dei bambini. Richiede un'elaborazione onesta e collettiva.

Il Percorso di Vita di Paola Barale: Dalla TV ai Temi Sociali

Il servizio sulla maternità surrogata si inserisce nel percorso di vita e professionale di Paola Barale, che si dedica a temi complessi. Come ha raccontato in una recente intervista, la ragazza che girava la ruota della fortuna è ormai un ricordo lontano. "Se fossi ancora la ragazza che girava la ruota della fortuna in un programma di Mike Bongiorno dovrei preoccuparmi. Le esperienze ci cambiano e io ho avuto una vita piena: lavoro da 40 anni, ho iniziato a 17. Ringrazio l'universo per avermi portato tante opportunità, ma già quando lasciai Buona Domenica nel 2002 quella tv me la sentivo stretta", ha detto con consapevolezza al Corriere della Sera.

Dopo aver lasciato il mondo della televisione che sentiva troppo stretto, Paola ha affrontato momenti difficili, come il divorzio da Gianni Sperti e l'improvvisa scomparsa di richieste lavorative. "Era anche un periodo in cui non stavo più bene con il mio marito dell'epoca. Mi dissi che ero fortunata, avevo guadagnato tanto e che quando hai la possibilità di scegliere la devi onorare. Per cui, me ne andai. Un anno dopo, io e Gianni Sperti ci eravamo lasciati, ma ero passata da essere richiesta tutti i giorni ad avere di colpo nessuna richiesta. Può essere deleterio, se non hai un equilibrio solido".

Questo spirito di resilienza l'ha portata a viaggiare per il mondo con Raz Degan, un'esperienza che le ha aperto gli occhi su una realtà ben più ampia di quella che aveva conosciuto fino ad allora. "Io non mi sono pentita. Incontrai Raz Degan, ero innamorata persa e iniziai a girare il mondo con lui e lì mi sono accorta che il mondo era più grande di quello che avevo conosciuto. La tv non mi mancava. Sentivo che avevo vissuto sotto una campana di vetro, ma non mi ero goduta la vita. Avevo sempre solo lavorato".

Paola Barale e Raz Degan

Nonostante i successi, Paola non ha mai cercato la ricchezza, ma la sicurezza economica, un obiettivo che l'ha guidata fin dagli esordi, quando, ancora giovanissima, fu scoperta come sosia di Madonna. "Non era la mia attività preferita, ma mamma mi dava una paghetta di cinquemila lire a settimana, mentre per un'apparizione mi davano un milione e avere denaro mi piaceva. Non ho mai ambito alla ricchezza, ma alla sicurezza economica sì. Andai a vivere da sola, l'anno dopo mi prese Mike. Dopo sette anni, però, stava diventando una specie di lavoro di ufficio e io non sono da ufficio. Quando Canale 5 mi chiese se volevo presentare 'La sai l'ultima?' con Gerry Scotti, accettai, ma mi dissero che dovevo essere io a dirlo a Mike, che era un signore vecchio stile. Avevamo un rapporto formale, come fra datore di lavoro e dipendente. Glielo comunicai e sembrava che l'avesse presa bene. Torna il giorno dopo e, in studio, davanti a tutti, mi accusa di irriconoscenza, mi tratta malissimo. Non me l'aspettavo".

La sua carriera è costellata di tappe significative. Nell'autunno del 1989, è diventata valletta di Mike Bongiorno in numerose sue trasmissioni, come "La ruota della fortuna" (1989-1995), "Tutti x uno" (1992-1993), "Festival italiano" (1993) e i due spin-off de "La ruota della fortuna", "La ruota d'oro" (1994-1995) e "La ruota mundial" (estate 1994). Nella primavera del 1995, ha condotto insieme a Gerry Scotti lo speciale di San Valentino "Una sera c'incontrammo", lo speciale dedicato ai cento anni del cinema "I magnifici dieci", e la serata "Stelle a quattro zampe". Nell'estate del 1995, ha condotto con Claudio Cecchetto "Un disco per l'estate", mentre in autunno ha presentato un'edizione del varietà comico "La sai l'ultima?".

Dal 1996 al 2001, ha affiancato Maurizio Costanzo nel programma d'intrattenimento "Buona Domenica", ruolo che nel 1999 le ha permesso di vincere il Telegatto come personaggio femminile dell'anno. Nel maggio del 2000, ha condotto su Italia 1 una puntata pilota dello show "Macchemù", di cui in autunno avrebbe condotto altre quattro puntate. Nella stessa stagione, ha presentato con Massimo Lopez, per la terza volta, la trasmissione "Stelle a quattro zampe". Nell'estate del 2003, è stata nuovamente al timone su Rai 2 della manifestazione "Un disco per l'estate", questa volta co-condotto con Max Pisu.

Nel 2004, ha realizzato il docu-reality "Film privato", assieme al suo compagno Raz Degan, in onda su Italia 1. Il 23 dicembre dello stesso anno, ha presentato, con Marco Maccarini e Victoria Cabello, una serata speciale dal titolo "Milano Rocking Fashion", andata in onda in prima serata su Italia 1. Nella stagione 2005-2006, è ritornata nel cast di "Buona Domenica" come presenza fissa. Nell'autunno del 2008, dopo alcuni anni di assenza dal piccolo schermo, è stata l'inviata "sul campo" in Sudafrica della terza edizione del reality show "La talpa", condotto da Paola Perego su Italia 1. Nella primavera 2009, è stata tra i giurati del talent show "Vuoi ballare con me?", condotto da Lorella Cuccarini su Sky Uno.

Nel 2011, è stata presenza fissa del salotto di "Domenica in", programma condotto da Lorella Cuccarini su Rai 1. Nella stagione 2012-2013 (insieme a Jane Alexander, Stan Lee, Marco Berry, Daniele Bossari, Andrea G. Pinketts e Nicole Pelizzari), ha condotto "Mistero", programma di Italia 1. Per la stessa rete, è apparsa in alcune puntate del programma comico "Colorado - 'Sto classico", nel maggio 2012. Nell'estate di quell'anno, si è recata con Emanuele Filiberto nei campi profughi per i rifugiati politici dell'UNHCR nella Repubblica Democratica del Congo: la sua esperienza è stata raccontata all'interno del programma televisivo "Mission" il 12 dicembre 2013. Nel settembre del 2015, è tornata in televisione come concorrente della quarta edizione del reality show "Pechino Express", in coppia con Luca Tommassini; nella quarta tappa però, Luca si è ritirato dal programma per infortunio e Paola è stata affiancata dal cantante Piero Filoni.

Nell'autunno del 1996, ha debuttato come attrice nella serie televisiva "Cascina Vianello", al fianco di Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Dopo diversi anni, è tornata a recitare nel 2006 come protagonista del cortometraggio "Broadcast", con la regia di Laura Chiossone, per cui ha vinto alcuni premi, tra cui quello di miglior attrice protagonista al Murgia Film Festival e quello per la migliore interpretazione al Siena International Film Festival. Nel 2009, è stata nel cast del film drammatico "Vorrei vederti ballare", al fianco di attori del calibro di Giuliana De Sio e Alessandro Haber, con la regia di Nicola Deorsola, uscito nelle sale nel 2012. Nel 2011, ha recitato in due episodi della sitcom "Così fan tutte" e nel videoclip della canzone "Battle On Ice" dei Miss Fraulein. Nello stesso anno, si è dedicata anche al teatro, venendo scelta da Luciano Melchionna per il ruolo della "Stregona" nello spettacolo di teatro sperimentale "Dignità Autonome di Prostituzione", in tournée fino al 2013. Nel 2023, è stato pubblicato il suo libro "Non è poi la fine del mondo".

Paola Barale è figlia di Meco Barale, agente di commercio e musicista della Filarmonica Arrigo Boito, e di Carla Morra, sarta. Ha due sorelle, Gabriella e Nicoletta. Dal 1992 al 1995, ha avuto una relazione con l'attore e conduttore Marco Bellavia. Nel 1995, quando era conduttrice de "La sai l'ultima?" insieme a Gerry Scotti, ha conosciuto Gianni Sperti, ballerino del programma, che ha sposato il 20 giugno 1998. I due hanno divorziato quando la Barale ha conosciuto il modello israeliano Raz Degan, con cui ha fatto coppia dal 2002, anche se con diversi periodi di crisi, soprattutto nel 2008, quando c'è stata una temporanea rottura.

Paola Barale in primo piano

Paola Barale non ha figli ma non ha rimpianti. Ha raccontato di essere entrata in menopausa molto presto, a 41 anni, probabilmente a causa di un evento traumatico, la perdita di un'amica a causa di un tumore ai polmoni. "Il punto qui non è raccontare se avevo litigato con il mio ex. Semmai spiegare che si possono attraversare momenti dolorosi e contemporaneamente, come è successo a me, andare in menopausa, ma che non è la fine di niente - ha spiegato - ne esci, vai avanti, stai di nuovo bene. Si parla di menopausa come se fosse una specie di morte. Non è vero!". Ha poi raccontato dell'aborto, di cui non si è mai pentita: "Non avevo nessuna garanzia che sarebbe durata. E anche se non ho nulla contro le mamme single, non era quello che volevo per me in quel momento".

Ha ammesso che il suo allontanamento da "Buona Domenica" non fu accolto bene da Costanzo, che la definì capricciosa. "Non mi fece scenate, ma andai via e il telefono smise di squillare. Non sono esperta in matematica, ma uno più uno fa due. Comunque, non ero capricciosa: ero portatrice di novità non sempre apprezzate. Sono stata la prima a mettere in tv gli abiti firmati invece che quelli dei costumisti. Dolce e Gabbana mi disegnarono 25 look col push up a vista, che non piacevano alla produzione. Ero stata la prima a introdurre il make up lucido invece del cerone e mi dicevano che sembravo sudata".

La sua ricerca sull'immagine, sebbene malvista all'inizio, ha creato tendenze. "Quando misi i pullover di Blumarine, ci fu un'impennata delle vendite. Quando m'inventai il foularino al collo, ribattezzato Baralino, se avessi avuto un animo imprenditoriale, sarei diventata ricca. Ma questa ricerca sull'immagine era nuova, malvista. Di me si diceva che avevo 'la corte', ma io parrucchieri, truccatori e stylist li ho pagati anche di tasca mia quando la rete li riteneva troppo cari".

Paola Barale ha rifiutato diverse proposte di reality, eccetto "Pechino Express" e "Ballando con le stelle", motivando la sua scelta con la sua mancanza di freni inibitori. "Se mi parte l'embolo non mi tengo. Provo quasi piacere a dire quello che so che non dovrei dire. A volte, le mie relazioni sono finite per questo, non mi va di farmi andare bene le cose che non mi piacciono. Infatti, sono sola". Tuttavia, ha recentemente adottato un chihuahua, Rosita, un segnale che, ammette, potrebbe indicare il bisogno di una relazione sentimentale.

Ha espresso la sua paura dell'amore e dell'idea di un uomo che le gira per casa. "Ho genitori che stanno insieme da sempre e, fino a dieci anni fa, sono stata sempre fidanzata o sposata, non pensavo che avrei imparato a essere una single felice con tanti amici divertenti. Nella commedia che ho appena portato in teatro interpreto Maria Teresa che ha due mariti e non mi sembra una brutta idea: tanto, un uomo come lo vorrei non esiste. Ma siccome non sono da tradimenti, meglio stare sola come sto".

Riguardo alle voci sulla sua bisessualità o fluidità, ha risposto: "A parte che, idealmente, potrei anche innamorarmi di una donna, un'idea ce l'avrei… Forse perché non sono mai andata a letto con nessuno per lavorare e perché, se non sono in tv, non porto i tacchi, non metto le gonne, sono maschile, e perché avevo la quinta e mi sono operata per avere la terza. Viviamo ancora in una società in una cui, se metti gli anfibi, forse non sei etero e non si capisce perché una non è felice di mostrare seno e sedere". Ha anche realizzato un calendario per GQ, un progetto nuovo e storico che le ha dato la possibilità di lavorare con Fabrizio Ferri.

Infine, ha scritto un libro sulla menopausa perché è un argomento tabù, affrontato personalmente in maniera precoce a 42 anni. La sua proposta è di avere più consultori e terapie per le donne. Tra tre anni compirà 60 anni e desidera continuare a fare teatro e viaggiare, esperienze che l'hanno cambiata profondamente.

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