Le abitudini di suzione sono una componente naturale e spesso emotivamente significativa nel percorso di crescita dei bambini. Esse non vanno demonizzate in assoluto, poiché la bocca è un sistema complesso di muscoli e ossa in costante equilibrio tra loro, e tali abitudini acquisiscono un valore emotivo importante durante lo sviluppo. Tuttavia, è fondamentale comprendere quando queste pratiche possono trasformarsi in "abitudini viziate" e quali implicazioni possono avere sullo sviluppo orale e generale del bambino.

Comprendere le "Abitudini Viziate"
Per "abitudini viziate" si intendono tutti quei comportamenti "sbagliati" che rientrano nella quotidianità del bambino e che, facendo funzionare in maniera non corretta muscoli e articolazioni, determinano un'alterazione della forma e dello sviluppo delle arcate dentarie e delle strutture scheletriche associate. Queste abitudini giocano un ruolo importante nel determinismo di numerose malocclusioni. Per questo motivo, individuare il più precocemente possibile queste pratiche è necessario per evitare l'instaurarsi di danni permanenti, che altrimenti sarebbero risolvibili solo con terapie ortodontiche complesse e di lunga durata. La gravità dei danni conseguenti alle abitudini viziate dipende da diversi fattori, tra cui la durata, l'intensità e la frequenza dell'abitudine, oltre che dalla predisposizione genetica del singolo individuo.
Nel corso della visita del bambino, è opportuno che lo specialista indaghi e ricerchi i segni delle abitudini "viziate" più frequenti, quali la respirazione orale, la deglutizione infantile e il succhiamento del dito o del ciuccio. Questi comportamenti, seppur comuni, possono avere ripercussioni significative sullo sviluppo armonico del viso e della bocca.
Il succhiamento del labbro inferiore: un'abitudine specifica
L'abitudine nel bambino di succhiare il labbro, generalmente quello inferiore, consiste nel tenere ripetutamente premuto il labbro inferiore sotto i denti anteriori superiori. Questa pratica può verificarsi sia da sola sia in combinazione con altre abitudini di suzione, come quella del dito o di altri oggetti. Sebbene i problemi che possono derivare dal succhiamento del labbro inferiore siano generalmente meno gravi rispetto ad altre abitudini, non sono affatto trascurabili. Essi possono comportare gli stessi tipi di problemi già discussi per il succhiamento del dito e per la deglutizione atipica.
Quando e perché si manifesta il succhiamento del labbro inferiore
I genitori spesso osservano l'insorgere di questa abitudine in momenti particolari della giornata o in circostanze specifiche. Ad esempio, è stato riportato che una bambina di tre anni e mezzo, che non aveva mai usato il ciuccio né si era succhiata il dito, ha iniziato a succhiarsi il labbro inferiore per circa tre mesi, a volte usando il labbro stesso o l'arcata superiore dei denti. Inizialmente, questa pratica le causava un arrossamento esterno al labbro, ma in seguito si è notato solo il gesto ripetuto in vari momenti della giornata. Questa bambina usava il labbro con più frequenza quando era stanca o prima di addormentarsi. L'abitudine era cominciata durante una pausa dall'asilo, dovuta alle vacanze di Natale e in seguito all'influenza, facendo pensare che potesse essere indice di noia o stanchezza di dover rimanere in casa.
Altre esperienze genitoriali rivelano ulteriori sfaccettature. Alex, ad esempio, ha iniziato a ciucciarsi il labbro inferiore in continuazione, e i genitori si sono chiesti se la causa potesse essere la fame o le labbra screpolate a causa del freddo. Un'altra madre ha notato che sua figlia faceva lo stesso, interpretandolo semplicemente come l'apprendimento di un nuovo movimento, come quello di "fare il pesce" o "fare la o con la bocca". Anche Alice ciuccia il labbro, e lo fa di solito quando "ha tanta smania per i dentini", suggerendo una connessione con il fastidio della dentizione. Cloe, un'altra bambina, lo ha fatto per un periodo, succhiandolo così tanto che era diventato gonfio e blu, per poi smettere "per i fatti suoi". Questi esempi dimostrano come l'abitudine possa avere diverse origini e motivazioni, e come la sua risoluzione possa avvenire spontaneamente o richiedere un intervento.

Le conseguenze delle abitudini viziate sulla salute orale
Le abitudini viziate, incluso il succhiamento del labbro inferiore, possono portare a diverse problematiche nello sviluppo orale del bambino. I problemi che possono derivare da un succhiamento protratto sono numerosi. Tra questi, si riscontrano la mancanza di contatto fra gli incisivi e, nei casi più gravi, un morso aperto, a causa della ridotta crescita dell'osso alveolare. Possono persistere la deglutizione infantile (atipica), e si può osservare un'aumentata "sporgenza" degli incisivi superiori. Inoltre, i bambini possono avere difficoltà a chiudere le labbra a riposo e manifestare problemi masticatori e fonetici.
Nel caso specifico dell'onicofagia (il vizio di rosicchiarsi le unghie) e della titillofagia (il mordicchiare le pellicine delle unghie o cuticole), abitudini molto diffuse soprattutto nei bambini e nei giovanissimi, possono sorgere infezioni in bocca e a livello delle dita, oltre all'abrasione dello smalto. Quest'ultima è un consumo, dovuto all'attività meccanica tra i denti e l'unghia, della porzione di dente più sottile e visibile. Il soggetto, inoltre, tende a mantenere a lungo una posizione di avanzamento mandibolare più o meno simmetrica, in maniera incontrollata.
Altre abitudini viziate comuni e le loro ripercussioni
È importante considerare anche altre abitudini viziate, che possono influire sullo sviluppo cranio-facciale e dentale.
La respirazione orale
La respirazione orale si tratta di un atteggiamento necessario in caso di raffreddore e/o ostruzioni delle vie aeree, come in presenza di adenoidi o tonsille ingrossate. Tuttavia, se persiste anche nei casi in cui il naso è libero, diventa un'abitudine viziata vera e propria. La respirazione è una componente importante dello sviluppo armonico delle strutture ossee e della muscolatura facciale. A volte le cause della respirazione orale possono essere conseguenza di patologie otorinolaringoiatriche e/o ortodontiche. Anche un palato particolarmente stretto, infatti, può ostacolare la respirazione, e il mancato esercizio muscolare può contribuire all'insorgenza di malocclusioni dentarie. La respirazione orale è quindi in grado di determinare ripercussioni anche importanti sull'armonico sviluppo dello scheletro maxillo-facciale.
La deglutizione atipica (o infantile)
Questa condizione è la deglutizione presente in alcuni bambini e talvolta anche negli adulti, caratterizzata dall'interposizione della lingua tra le arcate dentali. A differenza della deglutizione normale, in cui le labbra sono chiuse e i denti si toccano, nella deglutizione atipica le labbra non si chiudono o per farlo i muscoli del viso sono coinvolti in una contrazione eccessiva e visibile, e la lingua si interpone tra i denti, che non sono a contatto. Spesso ne consegue uno scorretto sviluppo delle arcate dentarie. Questo accade per numerosi motivi, il più frequente dei quali è la presenza di un'interferenza (come l'uso prolungato del biberon, del ciuccio, o il succhiamento del dito) durante lo svezzamento. La lingua, per gli stretti rapporti che contrae con le ossa mascellari e con la muscolatura periorale e per le numerose e complesse funzioni in cui è coinvolta, gioca un ruolo importante nell'accrescimento delle basi ossee e nello sviluppo di un corretto rapporto tra le arcate dentali.
Il succhiamento del ciuccio o del dito
Questo rappresenta un'abitudine estremamente frequente nel bambino, che si instaura molto precocemente, talvolta già in epoca prenatale (tra la 17° e la 32° settimana di vita intrauterina), e tende ad esaurirsi spontaneamente, nei primi anni di vita. L'abitudine al succhiamento in questa epoca infantile può essere considerata come una fase fisiologica dello sviluppo neuro-motorio. L'abitudine al succhiamento del ciuccio viene spontaneamente abbandonata in epoca relativamente precoce, mentre più problematico è il succhiamento del dito, abitudine che perdura in un numero relativamente elevato di bambini. La persistenza della suzione del pollice, secondo alcuni, è legata allo svezzamento precoce, che toglierebbe al piccolo la gioia della suzione attraverso il seno materno.
Come aiutare un bambino a smettere di succhiarsi il dito
Strategie per eliminare le abitudini viziate
L'età ideale per eliminare le abitudini viziate è intorno ai 24 mesi e non oltre i 3 anni. Tuttavia, per abitudini più resistenti come il succhiamento del dito, il momento ottimale per correggere questa parafunzione è l'età fra i 4 e i 5 anni. È utile imparare a bloccare queste problematiche sul nascere. Non è efficace dire "così non si fa!", in quanto un tale approccio potrebbe creare ansia e frustrazione nel bambino, o essere preso come una sfida, attivando nel bambino il piacere di contraddire per ricevere attenzioni.
Per aiutare il bambino ad eliminare le sue abitudini viziate, è consigliabile adottare strategie positive e costanti:
- Rinforzi Positivi e "Tabella di Marcia": È utile creare una "tabella di marcia", una sorta di gara a step da far durare un mese. In questo periodo, ad ogni comportamento corretto si darà al bambino un rinforzo positivo, ad esempio un gettone o uno smile da attaccare sul calendario. Ad ogni vizio manifestato, invece, gliene toglieremo uno o non ne daremo altri. Questa tecnica aiuta a somministrare rinforzi positivi, ovvero il bambino riceve un premio quando non succhia.
- Stimolare una "Leggera e Sana Vergogna": È necessario generare una "leggera e sana vergogna", non umiliante. Ad esempio, si può fargli notare con il sorriso che in alcuni contesti sociali non compie già più questo gesto, proprio perché si vergogna di farlo davanti agli altri amichetti. Si può fargli immaginare di andare ad un pigiama party o ad una gita scolastica, chiedendogli "come reagiranno gli amici quando vedranno che lui succhia il dito?". Questo aiuta il bambino a scoprire che la vita sociale ha delle regole e che alla sua età non è più opportuno mettere il dito in bocca.
- Ausili Meccanici e Distrazioni Creative: Per ridurre la gradevolezza derivante dal succhiamento, si possono utilizzare metodi come l'applicazione di tintura amara sul dito o un guantino di lana sulla mano. Per il succhiamento del dito, si possono procurare marionette di peluche mono dito da inserire sulle dita che il bambino è abituato a succhiare. Alla base delle marionette si può mettere del nastro adesivo per evitare che si sfilino. È consigliabile avere marionette in abbondanza e metterle ovunque (sul divano, in macchina, sul comodino), usando rigore e metodo, mettendole non appena si arriva a casa. Al bambino viene richiesta forza di volontà e all'adulto costanza.
- Dispositivi Ortodontici: In alcuni casi, per il succhiamento del ciuccio o del dito, possono essere applicati dispositivi ortodontici in grado di impedire meccanicamente il succhiamento, come una griglia palatina fissata su una placca mobile o una griglia fissa. Per l'abitudine di succhiare il labbro inferiore, esistono dispositivi ortodontici specifici per il singolo caso, atti a rimuovere l'abitudine viziata, riequilibrare le funzioni orali e l'attività muscolare di labbra e lingua, promuovendo un fisiologico sviluppo delle arcate e strutture associate.

Il ruolo degli specialisti nella gestione delle abitudini viziate
L'intervento precoce di specialisti è cruciale per la correzione delle abitudini viziate e la prevenzione di danni permanenti.
L'importanza del logopedista e dell'ortodontista
È fondamentale verificare, insieme allo specialista in ortodonzia, la presenza di vizi orali e includere nel piano di cura l'eliminazione di tali cattive abitudini, nonché il trattamento delle disfunzioni derivanti da esse, di cui si occupa il logopedista. Questo approccio integrato permetterà di ridurre i tempi di risposta alla terapia ortodontica e garantire la stabilità del risultato raggiunto, evitando il rischio di recidive. Il logopedista, infatti, si occupa di tutte le patologie funzionali derivanti dalle abitudini viziate.
Diagnosi e trattamento delle abitudini specifiche
- Respirazione Orale: È importante formulare una diagnosi precoce, un eventuale esame otorinolaringoiatrico, ed eliminarne le cause. Qualora, eliminati gli ostacoli locali, la respirazione orale dovesse persistere, si può ricorrere alla rieducazione funzionale tramite interventi logopedici o espandere il canale respiratorio nasale tramite apparecchio ortodontico-ortopedico.
- Deglutizione Atipica: È compito dell'odontoiatra specialista in odontoiatria pediatrica e ortodonzia, e del logopedista, individuare questi segni e programmare un intervento terapeutico mirato. Numerose sono le terapie proposte per correggere la deglutizione infantile. Secondo alcuni la terapia ottimale è quella miofunzionale, che utilizza esercizi di fisioterapia; altri propongono l'uso di apparecchiature ortodontiche fornite di griglia palatina per riportare forzatamente la lingua in una posizione più arretrata e palatale; altri ancora associano entrambe le tecniche, utilizzando gli esercizi per stabilizzare nel tempo i risultati ottenuti con la terapia ortodontica.
L'individuazione e la gestione tempestiva di queste abitudini, con il supporto di professionisti qualificati, sono passaggi essenziali per assicurare uno sviluppo sano e armonioso del bambino, preservando la salute della sua bocca e del suo sorriso a lungo termine.