Dragon Ball (ドラゴンボール, Doragon Bōru) non è semplicemente un manga o un anime; è un fenomeno culturale che ha ridefinito il concetto di intrattenimento su scala globale. La sua nascita, avvenuta nel 1984 dalla mente creativa di Akira Toriyama, rappresenta uno spartiacque nella storia del fumetto giapponese. Per comprendere la portata di quest'opera, occorre analizzare come essa sia emersa da una commistione unica tra letteratura classica, cinema d'azione e una visione artistica rivoluzionaria.

Le radici letterarie e la nascita di un mito
Il progetto Dragon Ball ha origine in un momento di transizione per il suo autore. Dopo la conclusione del successo di Dr. Slump e Arale, Akira Toriyama si consultò con il suo curatore editoriale, Kazuhiko Torishima, per decidere che tipo di opera serializzare in seguito. Conoscendo la passione di Toriyama per i film dell'attore e artista marziale Jackie Chan, Torishima gli consigliò di disegnare uno shōnen manga sul kung fu. Andando in questa direzione, nel 1983 Toriyama realizzò uno one-shot intitolato Dragon Boy e, quando vide che la storia incontrava i favori del pubblico, si decise a proseguire su questa strada anche per il suo serial successivo.
Egli pensò di basare il suo manga sul romanzo classico cinese Il viaggio in Occidente, considerando che "in fondo si tratta di una storia assurda e possiede numerosi elementi di avventura". Per giustificare un viaggio simile a quello che i protagonisti affrontano nel romanzo, Toriyama introdusse l'idea delle sfere del drago e la possibilità di vedersi esaudire un desiderio. La figura dello scimmiotto Sun Wukong, il Re Scimmia protagonista del romanzo, funge da pilastro per la creazione di Son Goku, il bambino con la coda di scimmia che vive da solo sul Monte Paoz.
Dall'infanzia alla leggenda: il primo anime
L'anime originale, prodotto dalla Toei Animation tramite lo Studio Bird, è la prima serie trasposta dal manga del 1984. È andata in onda in Giappone sull'emittente Fuji TV dal 26 febbraio 1986 al 19 aprile 1989 per un totale di 153 episodi. Questa serie narra le avventure che vanno dall'incontro fra Son Goku e Bulma alla sconfitta di Piccolo durante il 23º Torneo Tenkaichi, coprendo i primi 17 volumi del manga.
La serie è caratterizzata da una progressione narrativa unica: Son Goku, un ragazzino di dodici anni con una strana coda di scimmia, incontra Bulma, una ragazza di sedici anni intenzionata a ritrovare le leggendarie sette sfere del drago. Notata la forza del ragazzo, la giovane convince Goku a partire con lei. Il loro viaggio li porta a incontrare Olong, un maialino con la capacità di trasformarsi; Yamcha, predone del deserto che diventerà un alleato; Chichi, alla quale Goku inavvertitamente promette di sposare; e Pilaf, un uomo malvagio in cerca delle sfere per dominare il mondo.

La struttura dei tornei e l'evoluzione stilistica
Dragon Ball acquisì grande popolarità con l'inizio del Torneo Tenkaichi di arti marziali, che venne in mente a Toriyama ricordandosi che anche le gare e i tornei in Dr. Slump erano stati accolti positivamente. L'autore fece volutamente perdere i primi due tornei a Goku, pur continuando a programmare una vittoria finale. Con la progressiva riduzione delle apparizioni dei personaggi che avevano animato l'inizio della storia e il focus sulla crescita di Goku come lottatore, la trama iniziò a discostarsi dalle premesse originali.
Prendendo ispirazione dal videogioco Kung-Fu Master, in cui i nemici appaiono in rapida successione, l'autore introdusse il Red Ribbon e la famiglia demoniaca. Per rendere più facile la realizzazione delle scene di combattimento, Toriyama fece crescere Goku all'età adulta, una scelta coraggiosa che inizialmente trovò il suo curatore editoriale contrario. Toriyama rese Goku e compagni i guerrieri più forti della Terra e, dopo aver sconfitto gli alieni saiyan, li fece avventurare nello spazio.
Livelli di combattimento: dragonball Z, saga di namek
L'impatto delle edizioni italiane e le controversie
In Italia, la serie fu importata da Doro TV Merchandising e trasmessa per la prima volta da Junior TV nel 1989, con un adattamento fedele. Tuttavia, a metà degli anni 1990, Mediaset acquistò il primo blocco di 99 puntate, apportando numerose censure e cambiamenti. Furono cambiati i nomi di molti personaggi, degli oggetti e delle tecniche, scatenando proteste tra i fan.
Un esempio emblematico riguarda la censura dei primi episodi: quando Goku toglie le mutandine a Bulma mentre dorme, la scena fu tagliata, così come i momenti in cui Bulma alzava la gonna in cambio di una sfera del drago. Anche il riferimento all'omosessualità del Generale Blue fu rimosso nel doppiaggio Mediaset, trasformando la sua reazione in una generica irritazione. Nonostante queste modifiche, Dragon Ball è diventato un pilastro della cultura pop italiana, alimentando una passione che si è tradotta in innumerevoli edizioni di manga e home video.
Il design come estensione della narrazione
Toriyama, noto per la sua pigrizia nel disegnare, scelse di ambientare le lotte in località inabitate per evitare di dover rappresentare contesti urbani complessi. Questo approccio minimalista ha favorito la dinamicità delle scene di combattimento. Inoltre, per rompere con gli stereotipi classici, disegnò i guerrieri più forti con stature minute, inclusa quella di Goku, sfidando l'idea che la potenza debba essere sinonimo di massa muscolare eccessiva.
La nomenclatura dei personaggi è un altro elemento distintivo. Molti nomi giocano sulla lingua giapponese o su categorie alimentari: "Sayan" è l'anagramma di yasai (verdura), e molti avversari, come la Squadra Ginew (i cui membri portano nomi di latticini), seguono questa logica bizzarra. Queste scelte testimoniano l'approccio giocoso che l'autore ha sempre mantenuto, anche nelle fasi più drammatiche della narrazione.

Una eredità destinata a durare
Nonostante la conclusione del manga originale nel 1995, l'universo di Dragon Ball ha continuato a espandersi. Dopo Freezer, videro la luce i cyborg e Cell. Fu introdotto il concetto di viaggio nel tempo, che però creò notevoli difficoltà a Toriyama, il quale ammise di essersi perso nei paradossi temporali. Successivamente, in una discussione con Masakazu Katsura, nacque l'idea della tecnica della fusione.
Oggi, l'opera continua a evolversi. Dragon Ball non è solo un ricordo d'infanzia, ma un ecosistema che comprende serie come Dragon Ball Super e il recente Dragon Ball Daima. Akira Toriyama ha dichiarato nel 2013: "Francamente non capisco come sia successo. Il ruolo del mio manga è quello di essere una semplice opera di intrattenimento". Eppure, la sua capacità di far evolvere Goku da un ragazzino sperduto a un eroe che protegge l'universo ha regalato a generazioni intere un senso di meraviglia che poche altre opere sono riuscite a eguagliare. La nascita di Dragon Ball, nel lontano 20 novembre 1984, rimane il battito cardiaco di un universo che, come il suo protagonista, continua costantemente a superare i propri limiti.