Mancata ovulazione e perdite di sangue: comprendere i segnali del corpo

Il ciclo mestruale rappresenta l’elemento determinante della salute riproduttiva delle donne. La sua funzione è quella di preparare ed accompagnare il momento dell’ovulazione, ovvero il processo attraverso il quale l’ovaio rilascia un ovulo maturo al fine di essere fecondato dagli spermatozoi. Questo rilascio avviene in genere intorno al 14° giorno del ciclo e coincide con il culmine della fertilità femminile. Tuttavia, nel viaggio della vita femminile, ogni donna può imbattersi in una serie di “sorprese” legate al ciclo mestruale. È possibile ovulare anche senza avere il ciclo mestruale, ma è altrettanto vero che possono capitare mestruazioni senza ovulazione, ovvero mancanti del rilascio dell’ovulo da parte delle ovaie. Si parla in questi casi di anovulazione.

rappresentazione schematica del ciclo ovarico e del rilascio dell'ovulo

Il ciclo anovulatorio: quando la fertilità si ferma

L’ovulazione è la parte determinante di ogni ciclo mestruale: tutto nel sistema riproduttivo femminile, nei 28 giorni circa del ciclo, si trasforma con lo scopo di permettere alle ovaie di rilasciare mensilmente un ovulo maturo nelle tube, pronto per essere fecondato da uno spermatozoo. Quando questo passaggio non avviene si parla di ciclo anovulatorio ed è sintomo di infertilità. C’è una falsa credenza secondo cui quando una donna ha il ciclo mestruale, ha sempre la possibilità di rimanere incinta. Esso si verifica quando le ovaie di una donna non sono in grado di rilasciare ovuli in nessun momento del ciclo mestruale e, quindi, non essendoci ovociti, la fecondazione non può avvenire.

Non è raro che ciò accada occasionalmente, con un ciclo anovulatorio di un mese, per poi ovulare normalmente il mese successivo. L’assenza di mestruazioni (amenorrea) può essere temporanea o cronica, ma non sempre è sinonimo di anovulazione. Questo avviene perché l’ovulazione precede sempre le mestruazioni, e non il contrario.

Cause fisiologiche e transitorie dell'anovulazione

Le cause che portano a un ciclo senza ovulazione possono dipendere da diversi fattori. In taluni casi si tratta di eventi fisiologici come la menopausa: la riserva ovarica è scarsa e qualche ciclo mestruale può essere privo di ovulazione. Lo stesso può accadere nei primi anni dopo il menarca, quando le fluttuazioni ormonali non sono ancora regolari e tali da permettere lo sviluppo del follicolo dominante.

Altre cause sono occasionali, cioè legate a circostanze transitorie, passeggere, che possono alterare il normale funzionamento dell’ovaio, come lo stress, l’eccessiva stanchezza, i cambi di stagione, l’allattamento o l’assunzione di alcuni farmaci. In questi casi, il ciclo anovulatorio non rappresenta una costante e non deve preoccupare, va solo tenuto sotto controllo per comprendere se si ripete per più mesi consecutivi. Anche essere in sottopeso o sovrappeso può impedire l’ovulazione, così come un'attività fisica eccessiva per un periodo prolungato, come correre su lunghe distanze, che può causare l’interruzione dell’ovulazione.

Fasi ciclo mestruale

Patologie croniche e squilibri ormonali

Un ciclo senza ovulazione può essere dovuto a problematiche croniche, persistenti, ovvero legate a patologie quali la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), l’insufficienza ovarica primaria (POI), l’iperprolattinemia, l’ipotiroidismo, l’obesità o i tumori ovarici. La PCOS è una delle cause più comuni di irregolarità mestruali. Questo termine si riferisce a una condizione in cui uno squilibrio ormonale ha causato cicli irregolari ed è caratterizzato da piccole cisti o follicoli sottosviluppati contenenti ovuli nelle ovaie.

L’anovulazione cronica si verifica quando la mancata ovulazione persiste per più cicli consecutivi. È importante sapere che un ciclo anovulatorio può capitare a qualsiasi donna nel corso della vita. L’anovulazione è una condizione in cui le ovaie non rilasciano un ovulo durante il ciclo mestruale. In pratica, il corpo attraversa le varie fasi del ciclo, ma l’ovulazione non avviene.

Riconoscere i segnali del corpo

Purtroppo, il ciclo anovulatorio non è facile da riconoscere: il più delle volte non presenta sintomi evidenti o specifici. Secchezza vaginale o mancanza di muco cervicale sono segnali comuni: il muco, una secrezione vaginale trasparente e filante, indica la presenza di estrogeni e la fertilità della donna. La sua produzione cambia nel corso del ciclo: è più abbondante e fluido intorno all’ovulazione e poi più scarsa. Dopo l’ovulazione, la temperatura a riposo aumenta leggermente (circa 0,3-0,5°C).

Per verificare se si ha un ciclo anovulatorio, si possono usare dei metodi di monitoraggio come il calendario mestruale, il test dell’ovulazione, l’osservazione del muco cervicale o la misurazione della temperatura basale. Questi metodi possono aiutare a individuare i giorni fertili e a capire se si verifica o meno l’ovulazione, ma non sono totalmente precisi e dirimenti. Se ti è stata diagnosticata la PCOS, i test di ovulazione o i monitor di fertilità possono darti risultati fuorvianti, quindi è consigliabile non usarli.

grafico che mostra la variazione della temperatura basale durante il ciclo

Lo spotting: quando il sangue appare fuori tempo

Le piccole perdite tra una mestruazione e l’altra possono essere più comuni durante i giorni dell’ovulazione e, anche se sembra strano, questo fenomeno può risultare frequente nel periodo che precede la menopausa. Non hanno nulla a che vedere con le mestruazioni perché si tratta della fuoriuscita di sangue uterino di colore particolarmente scuro. Il termine “spotting” deriva dal verbo inglese “to spot” (ovvero “macchiare”) e indica le piccole perdite di sangue che durante la vita fertile possono verificarsi al di fuori delle mestruazioni.

Sanguinamenti anomali tra una mestruazione e l’altra possono verificarsi sia nelle prime fasi del ciclo che alla fine; più spesso, però, si presentano in concomitanza con l’ovulazione. Quando si verifica un singolo episodio di spotting, in genere non c’è da preoccuparsi. Tuttavia, se il fenomeno si ripete in più cicli e sempre durante il periodo dell’ovulazione, va indagato.

Patologie associate alle perdite ematiche anomale

Esistono diverse condizioni che possono causare sanguinamenti al di fuori del ciclo mestruale. L’endometriosi, una patologia in cui l’endometrio cresce al di fuori dell’utero, può causare la formazione di cisti che possono sanguinare, dando origine a perdite ematiche. Anche la presenza di cisti ovariche può manifestarsi con sanguinamenti nel periodo ovulatorio.

I fibromi o miomi sono escrescenze costituite da tessuto connettivo fibroso, mentre i polipi nascono da alterazioni cellulari nella zona più interna dell’utero; entrambi possono causare perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra, spesso accompagnate da dolore pelvico, dispareunia e minzione frequente. Infine, l’Atrofia Vulvo Vaginale, una condizione progressiva comune dopo i 50 anni, provoca un assottigliamento dei tessuti vaginali che diventano più fragili, esponendo la donna al rischio di microlesioni e perdite ematiche.

Diagnosi e approccio medico alla fertilità

Il ciclo anovulatorio può avere ovvie ripercussioni sulla fertilità della donna: se non c’è l’ovulazione, manca anche la possibilità di concepire. Se si desidera una gravidanza e si sospetta anovulazione, è importante rivolgersi al proprio ginecologo per una valutazione approfondita. L’identificazione di una paziente con anovulazione richiede diversi esami: oltre a una visita ginecologica e un’anamnesi approfondita, verranno eseguiti dei test di follow-up del ciclo mestruale.

Tra questi, l'ecografia pelvica è indispensabile per individuare eventuali cisti ovariche e monitorare lo stato di salute dell'utero. Gli esami del sangue per misurare i livelli di progesterone nei giorni 21 e 23 del ciclo sono fondamentali per determinare che le ovaie funzionino correttamente. In base alla diagnosi, il medico potrà suggerire la terapia più adeguata, che può consistere in terapie ormonali o tecniche di procreazione assistita, atte a superare la mancanza dell’ovulazione.

illustrazione dei principali esami ginecologici e ormonali

Il ruolo della chirurgia e delle tecniche avanzate

Il ciclo anovulatorio non è una condizione necessariamente irrimediabile. Presso centri specializzati, si offrono visite diagnostiche iniziali per la fertilità molto complete, a partire dalle quali viene elaborata l’intera strategia per raggiungere la gravidanza. La fecondazione in vitro è la tecnica di riproduzione assistita che permette la fecondazione dell’ovulo al di fuori del corpo femminile.

Esistono inoltre tecniche come la donazione di ovuli o il trasferimento embrionale, che richiedono una preparazione accurata dell’utero. È anche possibile ripristinare la fertilità tramite trattamento chirurgico. La stimolazione ovarica altamente personalizzata, adattata ai profili ormonali di ciascuna paziente, rappresenta oggi una delle frontiere più efficaci per gestire le disfunzioni dell’ovulazione. Ogni percorso è unico e, con l’aiuto del medico e delle terapie appropriate, è possibile migliorare il proprio ciclo mestruale e aumentare le possibilità di maternità.

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