Il termine M-O-N-T-E-S-S-O-R-I evoca un'idea di un metodo educativo o di una tendenza educativa, il che in realtà è vero. Tuttavia, prima di tutto, si tratta di sostenere lo sviluppo naturale del bambino in determinate fasi della vita. Questo approccio, ideato dalla psichiatra Maria Montessori, mira all'indipendenza e all'autonomia del bambino, diventando un vero e proprio stile di vita che va oltre il semplice aspetto dell'educazione scolastica, investendo tutti i campi, dall'arredamento della casa alle attività quotidiane. Al centro del metodo Montessori c’è il rispetto dell’individualità di ciascuna persona, che rappresenta il massimo della democraticità: ogni bambino ha le sue potenzialità e deve essere lasciato libero di esprimerle nei tempi e nei modi che preferisce.
Un tempo si pensava che i neonati fossero creature fragili e passive, in grado solo di mangiare, dormire e piangere; poi si è scoperto che sono in realtà molto ricettivi. Invece di pensare di sovrastimolarli per bruciare le tappe dell'apprendimento, perché invece non lasciarsi guidare proprio dall'osservazione del bambino? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non c'è bisogno di aspettare per iniziare con il metodo Montessori; il bambino percepisce già nella pancia della mamma. Fin dall'inizio, il bambino incontra cose reali: il cane sembra un cane, l'elefante è sempre e solo di colore grigio, il bicchiere è di vetro e non di plastica. L'obiettivo primario è costruire un ambiente sicuro e fiducioso per il bambino fin dalla nascita, in cui si senta a suo agio, in linea con il principio fondamentale: "Aiutiamoli a fare da soli".
Il "Quarto Trimestre": La Vita Simbiotica e la Fiducia di Base
Nella teoria montessoriana, la vita simbiotica si costituisce nelle prime 6-8 settimane di vita del bambino, un periodo anche chiamato quarto trimestre. Durante questo tempo, la mamma e il bambino hanno più bisogno l'uno dell'altro e formano insieme un rapporto simbiotico. Questo avviene perché la mamma ha appena perso una parte del suo corpo che portava per nove mesi, e il bambino è stato appena "spinto fuori dalla casa" in cui si sentiva così a suo agio e al sicuro. Per il benessere mentale e fisico della madre e del bambino, è estremamente importante stare il più possibile insieme in questo periodo della vita e gradualmente conoscersi e legarsi l'uno con l'altro.
L'obiettivo dello sviluppo in questa fase della vita è quello di costruire la fiducia di base tra madre e bambino, così come la fiducia nel nuovo ambiente. La fiducia si costruisce quando i bisogni del bambino vengono soddisfatti con amore, gentilezza, tempestività e rispetto. In questo modo, il bambino acquisisce fiducia nel fatto che il mondo è un luogo sicuro, grazie ai suoi genitori, e sente di essere desiderato. Per sostenere questo legame e la sicurezza, i cosiddetti "luoghi" possono essere d'aiuto, dove si svolgeranno attività ripetitive con i bambini. La ripetizione è importante perché il bambino sa già cosa succederà in questo posto specifico.

Tutte le attività dovrebbero svolgersi in silenzio, con calma e a un ritmo naturale. È fondamentale non distrarre il bambino, non distogliere l'attenzione altrove, e accompagnare tutto con parole e frasi melodicamente simili. Col tempo, il bambino saprà cosa succederà quando, ad esempio, diremo con voce tipica "allora, ora cambiamo il pannolino", e si sentirà sicuro nel farlo. Questo approccio funzionerà allo stesso modo per il bagnetto, che si fa sempre allo stesso modo, e dopo aver asciugato il bambino, applichiamo sempre lo stesso olio profumato, creando routine prevedibili e rassicuranti.
L'Arte dell'Osservazione: Guida allo Sviluppo Infantile
Uno dei principi cardine del Metodo Montessori è l'osservazione del bambino. Questo significa chiedersi come poterlo aiutare al meglio, scegliendo le giuste attività che non siano né troppo semplici da annoiare né troppo complesse da innervosire. L'adulto non è assente, ma sta sempre un passo indietro, come una sorta di "angelo custode" che interviene solo quando serve per responsabilizzare il figlio. Non è una cosa che si impara dall'oggi al domani: ci vogliono tempo e pazienza, e - ça va sans dire - tanto tanto amore.
L'osservazione attenta ci permette di cogliere i segnali del bambino e di rispondere ai suoi bisogni in evoluzione. Per esempio, è utile osservare le risposte a stimoli visivi o uditivi: se sa già muovere la testa da un lato all'altro, ha una preferenza per una determinata direzione? Riesce a sollevare la testa? Come osserva la giostrina? La segue con gli occhi o la guarda solo quando rientra nel suo campo visivo? Ha un elemento preferito all'interno della giostrina? Come tiene le mani? Con il palmo aperto o con il pugno chiuso? E come afferra gli oggetti? Come muove braccia e gambe? Queste osservazioni guidano le nostre scelte sui materiali e sull'ambiente. Se vediamo che il bambino non riesce a capire come usare un certo materiale o non sembra esserne interessato, può darsi che non sia ancora pronto: mettiamolo via e proviamo a riproporglielo più avanti. Ricordiamoci che, però, non esistono dei modi giusti o sbagliati con cui il neonato può interagire con un determinato materiale: finché non ci sono pericoli per la sua salute, dobbiamo lasciargli fare le sue scoperte. Talvolta, poi, quello che per noi è disinteresse perché non vediamo il bimbo attivo, è in realtà un suo modo tranquillo di interagire con il materiale: se il piccolo è sereno e felice, evitiamo di interromperlo.

I Periodi Sensitivi: Finestra sull'Apprendimento Naturale
Uno dei principi del Metodo Montessori è quello dei Periodi Sensitivi, ovvero fasi in cui il bambino sviluppa una irrefrenabile attrazione o un interesse per qualcosa. Può trattarsi di una competenza/azione o dell'apprendimento di una specifica abilità: sono momenti in cui l'attenzione della mente assorbente di un neonato è catalizzata da un determinato aspetto.
Il Periodo Sensitivo per il Movimento
I bambini vivono fin dalla nascita un periodo sensitivo per il movimento. Questo è un aspetto cruciale del loro sviluppo, poiché nei primi dodici mesi attraversano varie fasi motorie, perfezionandole una alla volta. Queste includono l'allungare le braccia, l'afferrare, il gattonare, lo stare seduti, lo stare in piedi e il camminare. Per passare da una fase motoria all'altra serve molta pratica. È essenziale fornire al bambino la libertà di movimento per sviluppare queste abilità, rimuovendo ostacoli e offrendo un ambiente che lo inviti all'esplorazione autonoma. Fin dalla tenera età, il bambino ha il riflesso involontario di prensione palmare, osserva le proprie mani e afferra. L'abilità grosso- e fino-motorie sono in costante sviluppo, e in questi primi mesi il piccolo sta cercando di acquisire il controllo dei propri muscoli del collo e delle braccia.
Il Periodo Sensitivo per il Linguaggio
Il linguaggio si rivela un periodo sensitivo presente fin dalla nascita, poiché l'essere umano ha un bisogno intrinseco di comunicare. Per questo, fin dalle prime settimane, il neonato si concentra intensamente sul linguaggio, cercando di acquisire le competenze necessarie per esprimersi. Se osserviamo un adulto che parla con un bambino anche di soli tre mesi, vediamo che il piccolo si concentra sul suono e segue il movimento delle labbra dell'adulto, impegnandosi per emettere suoni e creare un linguaggio. Questo periodo è cruciale e richiede un ambiente ricco di stimoli linguistici e comunicativi.

Il Periodo Sensitivo per la Vista
Appena nato il bambino non ha una vista molto acuta, ma con il tempo migliora, soprattutto in un ambiente ben preparato. Inizialmente, il neonato è attratto da forti contrasti, come il bianco e nero, e la sua capacità di mettere a fuoco è limitata a una distanza ravvicinata. Con il passare delle settimane e dei mesi, il suo campo visivo si allarga e la sua percezione dei colori e dei dettagli si affina. Le attività visive mirate, presentate in modo graduale, supportano attivamente questo sviluppo.
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L'Ambiente Preparato: Un Nido per l'Esplorazione Autonoma
La preparazione dell'ambiente è un pilastro del metodo Montessori. Significa creare uno spazio in cui il bambino sia libero di muoversi ed esplorare in sicurezza, senza interruzioni o stimoli eccessivi. Questo ambiente è progettato per supportare l'autonomia e la concentrazione del bambino.
Libertà, Non-Interferenza e Rispetto del Ritmo Individuale
È fondamentale lasciare al neonato il tempo e la libertà di esplorare, senza nemmeno mostrargli come funzionano i materiali. L'adulto non deve intrattenerlo, interromperlo né interferire per preservare la sua concentrazione. In questo modo, il bambino può dedicarsi completamente alla scoperta e all'apprendimento auto-diretto. È importante ricordare che non esistono dei modi giusti o sbagliati con cui il neonato può interagire con un determinato materiale: finché non ci sono pericoli per la sua salute, dobbiamo lasciargli fare le sue scoperte. Se il piccolo è sereno e felice, evitiamo di interromperlo, anche se il suo modo di interagire con il materiale può sembrarci passivo. Non mettete giochi in mano al bambino e nemmeno agitateglieli davanti agli occhi: la scelta è sua, alimentando così la sua volontà e la sua curiosità intrinseca.
Scelta e Presentazione dei Materiali
La selezione dei materiali è un aspetto critico dell'ambiente preparato. È consigliabile scegliere materiali naturali e della giusta dimensione. Poiché i neonati esplorano usando la bocca, è importante scegliere materiali sicuri che possano essere masticati senza pericolo, ovvero di solito legno, stoffa, gomma e acciaio inox. È fondamentale prestare attenzione alle dimensioni: l'oggetto dovrebbe essere abbastanza piccolo perché il bambino possa tenerlo in mano, ma con componenti ben saldi per prevenire il rischio di soffocamento.

I materiali dovrebbero essere piacevoli alla vista e proporre oggetti diversi per qualità e funzionamento. Proponiamo al bambino un vasto assortimento di attività diverse l'una dall'altra per colore, dimensione, peso, consistenza o forma. Tuttavia, è altrettanto importante evitare materiali sovrastimolanti. Quando gioca, il bambino è protagonista e si intrattiene da solo: evitiamo giocattoli che si illuminano, parlano o emettono suoni appena si preme un bottone, in quanto questi possono distogliere la sua attenzione e impedire una concentrazione profonda.
Per favorire la concentrazione, è consigliabile limitare il numero delle attività disponibili. In questo modo aiuteremo il bambino a concentrarsi ed eviteremo che sia sommerso di alternative. All'inizio, per sapere quante attività proporgli possiamo basarci sulla sua fascia d'età, per cui ad esempio possiamo offrire una attività a un neonato di un mese, due attività a uno di due mesi e così via.
Infine, mantenere l'ambiente in ordine è un principio fondamentale nel metodo Montessori. Se si trattasse di un bambino più grande, potremmo mostrargli come sistemare un oggetto prima di passare a quello successivo, ma anche per i neonati, un ambiente ordinato fornisce un senso di calma e prevedibilità, essenziale per il loro sviluppo. L'ordine nelle cose è molto importante per i bambini di questa età, ma non sono in grado di mantenerlo da soli, quindi è bene avere meno giocattoli e dovrebbero avere un posto fisso.
Angoli di Sviluppo: Spazi Dedicati al Lattante
All'interno dell'ambiente domestico, è utile creare specifici angoli dedicati alle diverse esigenze del bambino, favorendo così un'organizzazione che ne supporti lo sviluppo in modo armonioso.
L'Angolo del Contatto e del Riposo
Per i primi sei mesi, un angolo confortevole appositamente creato per la mamma e il bambino è cruciale. È qui che trascorrerete la maggior parte del tempo, alimentando il legame e offrendo sicurezza. Si consiglia una poltrona comoda, un tavolino, fazzoletti, acqua, e un fiore, ma soprattutto questo dovrebbe essere un luogo privo di distrazioni. Calmo, silenzioso e senza giocattoli, giostrine, colori o adesivi, per permettere un'interazione indisturbata e un riposo sereno. Si consiglia di introdurre un rituale della buona notte, come ad esempio arieggiare la stanza, cantare una canzone o fare le coccole, per instaurare una routine rassicurante.
L'Angolo del Movimento e dell'Esplorazione
Questo è lo spazio dove il bambino giocherà e imparerà cose nuove. A partire dal secondo mese, il bambino potrà passare una buona parte delle proprie ore di veglia sul materassino per il movimento (o su una coperta), a pancia in su e libero di esplorare. È fondamentale preparare un ambiente protetto, ma non chiuso: non recinti dunque, ma tappetini che permettano al bambino di muoversi liberamente e percepire l'ampiezza dello spazio circostante.

Si consiglia di attrezzare questo spazio con un tappetino monocolore che non distragga e uno specchio direttamente sul pavimento. In questo modo, il bambino non solo vede se stesso, facilitando la scoperta della propria immagine corporea e l'orientamento spaziale, ma ha anche una visione più ampia di tutta la stanza grazie allo specchio. L'importanza degli specchi per i bambini fin dalla più tenera età è stata evidenziata in vari studi, poiché offrono opportunità di auto-scoperta e di comprensione del mondo circostante. Appena il bambino inizia a muoversi un po', a girarsi e a interessarsi all'ambiente circostante, è opportuno preparare un cestino con 2-3 giocattoli nell'area di attività. All'inizio, sentitevi liberi di iniziare con un solo giocattolo. Tenete sempre il cestino a portata di mano, in modo che il bambino possa "giocare" quando è interessato. Non ampliamo l'offerta e ogni volta che il bambino perde interesse per il giocattolo, lo "chiamiamo" con voce calma e gli mostriamo che il giocattolo deve essere sempre rimesso nel cestino, rafforzando così il senso dell'ordine e della responsabilità, anche se il bambino non è ancora in grado di eseguire l'azione autonomamente.
Materiali Montessori per i Primi Mesi: Stimoli Mirati
Il metodo Montessori pone grande enfasi sui materiali specifici, progettati per rispondere alle esigenze di sviluppo del bambino in ogni fase.
Le Giostrine Visuali (Mobiles)
Le giostrine visuali, o mobiles, rappresentano il materiale Montessori più usato nell'area per il movimento nel corso dei primi tre mesi. Sono la prima attività sensoriale per il neonato e sono disegnate per essere presentate al vostro neonato che non è ancora in grado di afferrare volontariamente un oggetto. Si tratta di giostrine fatte in casa o acquistate e si offrono al bambino fin dalle prime settimane. Man mano che il piccolo cresce e si sviluppa, queste giostrine vengono alternate per fornire stimoli sempre nuovi e appropriati alla sua evoluzione.
Questi speciali mobile sospesi hanno una forma semplice, sono contrastanti e devono trasmettere la giusta impressione del mondo reale. Idealmente rappresentano ciò che può "fluttuare" liberamente, ad esempio farfalle, uccellini, delfini o ballerini. Il loro scopo è supportare la vista del neonato, e col tempo anche la sua capacità di seguire oggetti, sviluppare l'udito (senza musica, concentrandosi sul movimento silenzioso) e stimolare il movimento degli occhi, della testa e infine del corpo. Le giostrine visuali gli danno l'opportunità di seguire con lo sguardo un oggetto e prestarvi attenzione; non serve che emettano musica, poiché l'obiettivo è stimolare un senso alla volta, evitando la sovrastimolazione.

Sistemiamo il neonato sulla schiena, sotto alla giostrina, appesa a 20-30 cm da lui, in un'area per il movimento e non sopra il lettino: quello è il luogo del riposo, dove non devono esserci stimoli. La giostrina costituisce un punto di riferimento per il bambino, dal momento che è qualcosa di familiare che si può subito riconoscere all'interno dell'ambiente. Con il tempo il loro campo visivo si allarga, per cui potremo gradualmente appendere la giostrina un po' più in alto. Quando ci accorgiamo che non ha più interesse per una giostrina, cambiamola, ma facciamolo davanti a lui per non disorientarlo. Osservando la giostrina, il bambino ne segue i movimenti, prima con gli occhi, poi con la testa, in seguito con il busto e infine con tutto il corpo, contribuendo all'acquisizione del controllo muscolare del collo e delle braccia.
Il Tapponcino: un Materassino Morbido per il Neonato
In "Educazione per un mondo nuovo", Maria Montessori parla di un materassino morbido con il quale maneggiare il neonato. Questo materassino è oggi chiamato Tapponcino e può essere facilmente realizzato in casa. È uno strumento prezioso per il neonato nel suo primo mese di vita, quando si sta adattando alla nuova realtà e sta provando a orientarsi, offrendo un supporto confortevole e delimitato per il contatto fisico e le prime esplorazioni.
Sonaglini e Oggetti da Afferrare
Per stimolare il riflesso di prensione palmare, è utile dare al bambino un sonaglino leggero o un cilindretto di seta imbottito di ovatta. Questi oggetti, semplici e sicuri, permettono al neonato di esercitare la sua capacità di afferrare, fondamentale per lo sviluppo della coordinazione occhio-mano e delle abilità motorie fini. Per favorire questa esplorazione sensoriale e motoria, è importante lasciare mani e piedi scoperti.
Libri per la Prima Infanzia
Possiamo leggere al bambino fin da quando si trova nel grembo materno. Il vantaggio di leggere ad alta voce a questa età è che non è tanto il contenuto a essere importante, quanto più dare al piccolo l'opportunità di sentire i vari fonemi (suoni) e la cadenza della lingua. Possiamo però anche scegliere dei libri semplici, che siano composti quasi completamente da immagini e abbiano pochissimo testo: leggerli significherà descrivere ad alta voce le figure o le foto.
Si può iniziare da illustrazioni in bianco e nero, ideali per la vista del neonato nelle prime settimane, e poi, intorno alle 4-6 settimane, passare a immagini colorate su sfondo bianco, per poi introdurre immagini più dettagliate. Se il bambino ha voglia di girare le pagine o leggere il libro al contrario, lasciamolo fare: è solo una fase, e si sta comunque interessando alla lettura, esplorando l'oggetto-libro in tutti i suoi aspetti. Scegliamo libri che trattino di elementi quotidiani: animali, suoni, profumi, le stagioni, i cinque sensi, i veicoli, per collegare la lettura al mondo reale del bambino.

Dalla Prensione al Gioco Strutturato: Evoluzione delle Attività
Man mano che il bambino cresce e le sue capacità si affinano, le attività e i materiali possono evolvere per supportare nuove conquiste motorie e cognitive.
Il Cestino dei Tesori (Treasure Basket)
Erroneamente attribuito a Maria Montessori, il Cestino dei tesori è in realtà una proposta ideata dalla psicopedagogista inglese Elinor Goldschmied per rispondere ai bisogni di esplorazione e scoperta dei bambini nel primo anno di vita. Questa attività è indicata quando il bambino è in grado di assumere e mantenere una posizione seduta sufficientemente stabile, il che generalmente avviene tra i 6 e i 9 mesi. A bambini più grandi è possibile proporre invece il gioco euristico.
Il cervello di un bambino piccolo si sviluppa velocemente, sulla base delle interazioni con l'ambiente esterno. Il bambino ha quindi letteralmente "fame" di conoscenza, ma purtroppo ciò che generalmente riceve sono perlopiù giocattoli, spesso costosi, limitati e, in verità, anche poco interessanti per lui! La stessa Goldschmied ci offre indicazioni ben precise su come scegliere il cesto: deve essere robusto e composto da materiali naturali (ad esempio vimini), avere un diametro non inferiore a 35 cm e un’altezza compresa tra i 10 e i 12,5 cm.

Creare un Cestino dei tesori fai da te è, dunque, piuttosto semplice, ma cosa mettere al suo interno? Attraverso l'osservazione diretta e sistematica dei bambini piccoli, Elinor Goldschmied comprese l'interesse primario di questi verso gli oggetti della vita di tutti i giorni. Scopo dell'adulto sarà quello di creare una raccolta di oggetti nel Cestino dei tesori in grado di offrire un'ampia varietà di sensazioni e stimolazioni attraverso le mani, il naso, gli occhi, le orecchie e la bocca. Molto interessanti sono gli oggetti naturali (ad esempio conchiglie, piume, ciottoli, frutti, o anche oggetti in legno), in metallo (chiavi, mestoli, portauova, ciotoline, cucchiaini, fruste da cucina, coperchi, catenelle eccetera). Oltre a essere una straordinaria risorsa per l'educazione sensoriale, il Cestino dei tesori supporta lo sviluppo della concentrazione, dell'immaginazione, della creatività e dell'attività autonoma infantile. L'adulto potrà sedersi vicino al bambino, senza intervenire o parlare, a meno che non sia il piccolo stesso a richiedere la sua partecipazione, rispettando l'autonomia del processo esplorativo.
Il Gioco Euristico
Una seconda tappa importante, dopo il Cestino dei tesori, è rappresentata dal gioco euristico, messo in pratica da E. Goldschmied e ripreso da Maria Montessori. Questa attività è adatta a un bambino che è già sicuro nella posizione seduta ed è in grado di trasferire un oggetto da una mano all'altra. Un esempio pratico è procurarsi un uovo in legno (di quelli da cucito) e un portauovo in legno, vetro o ceramica, e presentarli al bambino, permettendogli di esplorare la relazione tra gli oggetti e di esercitare la coordinazione.
Incastri Piani
Gli incastri piani di legno sono uno dei materiali più adatti nel periodo a partire da 9 mesi, quando il bimbo si sposta da solo. Abbiamo selezionato per voi vari incastri piani adatti per bambini piccoli, come ad esempio gli Incastri piani Eichhorn, Winnie the Pooh. Questo incastro è stato scelto perché, nonostante i disegni dei cartoon che a volte possono disturbare, le forme sono geometriche e i pomelli facili da utilizzare. Attraverso questa attività il bimbo affinerà il movimento di presa tra pollice e indice, la cosiddetta "tenaglia", una competenza fondamentale per lo sviluppo della motricità fine.
Carte delle Nomenclature
Una prima presentazione delle carte delle nomenclature prevede di prendere le prime carte che avete stampato, ad esempio i veicoli, e presentarle al bimbo, una per una, seduti accanto a lui ad un tavolo sgombro. Questa attività supporta lo sviluppo del linguaggio e la capacità di associare immagini a parole.
Lo Sviluppo del Linguaggio e della Comunicazione
Il periodo sensitivo per il linguaggio, presente fin dalla nascita, sottolinea la necessità intrinseca dell'essere umano di comunicare. Sostenere attivamente questo sviluppo è fondamentale nei primi anni di vita.
Comunicare con il Bambino: Prima e Dopo la Nascita
Approfittiamo di tutti i momenti per parlare con il bambino già nel grembo materno. Appena nato, il bambino risponde alle voci e ai suoni familiari ascoltandoli con attenzione, immobile. Davanti a rumori forti o improvvisi si spaventa o sbatte le palpebre, indicando la sua ricettività uditiva. A due mesi, si volta verso la sorgente del suono, e al momento dei pasti, si concentra sull'adulto che si sta prendendo cura di lui, iniziando anche a lanciare dei gridolini. A tre mesi, inizia a produrre suoni vocalici come "aaaa" e a mostrare entusiasmo, apprezzando quando ci si prende fisicamente cura di lui, come nel momento del bagnetto.
Quando parliamo con il bambino, è importante evitare frasi semplificate e parole inventate. Usiamo invece un vocabolario ricco: diamo un nome a ogni oggetto con cui il bambino viene a contatto, spieghiamo al piccolo che cosa gli sta accadendo intorno, diciamogli il programma della giornata e prestiamogli ascolto e attenzione quando comunica con noi con versi e balbettii. Chiacchieriamo con il bambino, incoraggiando i suoi tentativi di comunicare, abbassandoci al suo livello o sollevandolo alla nostra altezza quando parliamo. Salutiamolo appena sveglio dicendogli: "Buongiorno, tesoro! Hai dormito bene?". Aspettiamo una risposta, anche solo un sorriso o un movimento, e rispondiamo di conseguenza: "Ma certo che sì! Andiamo a fare una passeggiata al parco oggi, ma prima ti cambio il pannolino." Questo dialogo reciproco, basato sull'attesa e sulla risposta, rafforza la comunicazione e il senso di riconoscimento del bambino.
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Musica e Ambiente Sonoro
Fategli ascoltare musica, cantiamo e mettiamo su della musica che possa piacere al bambino, oltre che a noi stessi. La musica, così come la voce umana, offre una ricchezza di fonemi e ritmi che stimolano lo sviluppo uditivo e linguistico. Tuttavia, è cruciale rimuovere gli ostacoli che possono impedire questo sviluppo. Subito dopo il parto, fate controllare l'udito del bambino e programmare visite frequenti, dal momento che raffreddori e altre infezioni possono causare problemi all'udito. Un ambiente rumoroso o un luogo in cui ci sia un rumore di fondo, come ad esempio una televisione accesa, possono ostacolare lo sviluppo del linguaggio, perché non soltanto si impedisce al bambino di ascoltare chiaramente quanto si dice, ma rischia anche di sottoporre il suo cervello a un numero troppo elevato di stimoli, compromettendo la sua capacità di concentrazione e acquisizione linguistica. Per questo è importante fornire il giusto modello di conversazione, facendo sì che il bambino comprenda contatto visivo, espressioni facciali e linguaggio del corpo, cosicché possa iniziare ad imitarli, imparando non solo le parole, ma anche i codici non verbali della comunicazione.
Montessori in Casa: Oltre la Cameretta
L'approccio montessoriano non si limita all'educazione formale o ai materiali specifici, ma si estende a tutti gli aspetti della vita del bambino, compreso l'arredamento della casa. Moltissimi mobili montessoriani sono oggi disponibili, e sempre più genitori scelgono per i propri figli una cameretta Montessori, perché l'autonomia si può sviluppare anche in questo ambiente.
L'Arredamento a Misura di Bambino
I letti Montessori, ad esempio, sono bassi, tipo i futon giapponesi. Sono così perché il bambino possa salire e scendere da solo ogni volta che lo desidera, senza l'aiuto dei suoi genitori, promuovendo l'indipendenza fin dalla più tenera età. Spesso questi lettini hanno una struttura in legno tipo casetta, così sono ancora più attraenti per i piccoli e creano un ambiente accogliente e protetto.

Altri complementi di arredo Montessori sono molto carini e utili. Per esempio, le librerie. Anche queste sono basse, ad "altezza bimbo". In questo modo, i libri possono essere presi e posati facilmente, anche in questo caso senza bisogno dell'intervento di un adulto, incoraggiando l'amore per la lettura e l'organizzazione. Ci sono poi tavolini leggeri in legno da spostare in giro per la stanza, oppure la torretta montessoriana, una specie di sgabello da utilizzare in cucina per aiutare la mamma a preparare da mangiare, coinvolgendo il bambino nelle attività quotidiane e sviluppando il suo senso di partecipazione e competenza.
Ordine e Routine Quotidiana
Il principio dell'ordine, fondamentale nel metodo Montessori, si applica a tutta la casa. Azioni semplici e per noi scontate (come appendere i propri vestiti all'attaccapanni, sparecchiare la tavola, sistemare i giochi) diventano occasioni di crescita quotidiane fin da piccolissimi. L'ordine nelle cose è molto importante per i bambini di questa età, e sebbene non siano in grado di mantenerlo da soli inizialmente, un ambiente ordinato e prevedibile fornisce loro un senso di sicurezza e controllo.
L'età di nove mesi è un momento di svolta, è il momento in cui un gran numero di bambini si svezza spontaneamente e può anche essere spostato in un lettino o in una stanza separata. Potete percepire voi stessi se questo vale anche per voi e per il vostro bambino, sempre seguendo il principio dell'osservazione e del rispetto dei suoi tempi individuali.
Professionisti e Risorse Montessori
Per approfondire ulteriormente l'approccio Montessori e ricevere consigli pratici, ci si può rivolgere a esperti e risorse dedicate. Simone Davies è un'insegnante Montessori dell'AMI (Association Montessori Internationale), ed è anche autrice di The Montessori Notebook, un popolare blog e profilo Instagram in cui offre consigli, risponde a domande e organizza laboratori online per i genitori di tutto il mondo. Junnifa Uzodike è un'altra insegnante Montessori dell'AMI, figura di riferimento nel campo. Queste figure professionali, insieme a materiali e libri specifici, offrono un valido supporto per applicare i principi montessoriani nella vita quotidiana del lattante e oltre.
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