Lewis Hamilton: La Leggenda Indelebile del Motorsport, Dalle Origini ai Record Mondiali

Impossibile non associare il nome di Lewis Hamilton alla storia della F1 moderna. Quella del pilota britannico è una delle carriere più straordinarie di sempre, un percorso che lo ha visto affermarsi non solo come un talento eccezionale, ma anche come un'icona globale. Con sette titoli mondiali all’attivo, Hamilton è diventato il volto iconico della categoria regina del motorsport, un uomo capace di tornare più forte di prima dopo ogni caduta, consapevole del proprio talento e delle proprie capacità. È un punto di riferimento per tanti, un’icona per milioni di persone e un idolo per i ragazzi ai margini, com’era lui stesso da bambino. La sua storia è un viaggio incredibile nella vita di un uomo che ha raggiunto e superato i propri miti, infranto ogni record e cambiato le regole del gioco.

Le Origini Umili e i Primi Passi nel Karting

Lewis Carl Davidson Hamilton nasce il 7 gennaio del 1985 a Stevenage, in Gran Bretagna, nella contea dell'Hertfordshire. I suoi genitori sono Anthony Hamilton e Carmen Larbalestier. La sua famiglia paterna proviene dall’America centrale, più precisamente dallo stato di Grenada, nel mar dei Caraibi sudorientale. I suoi genitori si sono separati quando aveva solo due anni, e Lewis visse con la madre fino ai dodici anni. Nonostante la separazione, il padre Anthony era molto presente e incoraggiò la sua passione per i go-kart, facendo molti sacrifici per consentirgli di correre. Lewis ereditò la passione per le auto e la velocità dal padre Anthony, sempre al suo fianco lungo la strada della F1.

Lewis Hamilton da bambino sui kart

La passione per i motori in Lewis si scoprì nel 1991, dopo aver ricevuto in regalo dal padre un automodello elettrico. Questa scintilla lo portò a cimentarsi nel karting a soli otto anni, dimostrando fin da subito un talento fuori dal comune. All’età di sei anni era già un prodigio nei go-kart. A dieci anni, dopo aver vinto il campionato inglese di kart, Lewis incontrò Ron Dennis, allora team principal della McLaren. Questo incontro gli cambiò la vita, e solo due anni dopo, nel 1995, vincendo il campionato cadetto britannico, Hamilton venne messo sotto contratto dalla McLaren all'età di dodici anni. La scuderia diretta da Ron Dennis sponsorizzò il pilota nella sua scalata attraverso le serie minori dell'automobilismo. Essendo il figlio di una coppia mista, non ebbe vita facile a Stevenage, in Inghilterra. Nel mondo dei motori è stato coccolato, alla McLaren era in una specie di bozzolo, quindi tutto quello che ha conosciuto sono stati i circuiti e la gente che ha incontrato in quell'ambiente. Scopo della sua vita era diventare un pilota sempre migliore e per questo dedicò tutto se stesso con disciplina.

HAMILTON, gli inizi: dai kart all'arrivo in F1

La Scalata Nelle Categorie Minori: Verso la Formula 1

Il percorso di Lewis Hamilton attraverso le categorie propedeutiche alla Formula 1 fu rapido e costellato di successi. Nel 2000 divenne campione europeo di Kart Formula A e l'anno successivo, nel 2001, esordì in Formula Renault 2.0. Due anni più tardi, nel 2003, con dieci vittorie in quindici gare, vinse il titolo. Si laureò campione della F3 Euro Series due anni dopo, nel 2005, anche in questo caso dominando la stagione con quindici vittorie in venti corse.

La sua ascesa continuò nel 2006, quando esordì nella serie GP2 con la ART Grand Prix, sostituendo il campione uscente Nico Rosberg e ponendosi subito in testa al campionato. Si fece conoscere dal grande pubblico dominando le GP2 Series, e dopo aver vinto entrambe le gare del weekend di Montecarlo, conquistò il titolo nell'ultimo appuntamento di Monza. La sua determinazione a vincere era già evidente, come notò il giornalista inglese Frank Worrall, che lo incontrò per la prima volta a Silverstone nel 2006, a 21 anni, quando correva in Formula 2. Worrall notò che, pur essendo un debuttante per quella stagione, Hamilton riuscì ugualmente a strappare il titolo a Nelson Piquet Jr. (finendo al secondo posto, con Piquet terzo), intuendo di aver visto all'azione un potenziale campione di Formula 1, un vero vincitore.

L'Esordio in Formula 1 e il Primo Titolo Mondiale con McLaren

Nel 2007, Lewis Hamilton arrivò in Formula 1, proprio alla McLaren, al fianco di Fernando Alonso, già due volte iridato. Il suo esordio fu uno dei più impressionanti della storia del motorsport. Fin da subito, Hamilton fece capire ai suoi colleghi e agli appassionati di che pasta era fatto, ottenendo ottimi risultati e ponendosi in testa alla classifica piloti per gran parte del campionato e fino all'ultima gara. Anche grazie alla competitività della McLaren, alla prima gara salì sul podio e ottenne il suo primo successo al sesto appuntamento stagionale, in Canada.

La sua stagione di debutto fu subito trionfale, nel senso che il pilota britannico arrivò a lottare per il titolo fino all'ultima corsa della stagione, in Brasile. Tuttavia, un'uscita di pista e successivi errori lo costrinsero a cedere il primato in classifica (mantenuto fino a quel momento in stagione) a Kimi Raikkonen, che si laureò campione del mondo per un solo punto. Hamilton giunse secondo nella classifica iridata, davanti al suo compagno di squadra e campione del mondo in carica Fernando Alonso, terzo a pari punti ma con meno piazzamenti. Sfiorò così di un soffio il titolo già all'esordio, e in caso di vittoria sarebbe stato il più giovane vincitore di un mondiale e l'unico pilota a vincere all'esordio mondiale (esclusa la prima stagione nel 1950). Dopo un nono posto in Europa, dovuto anche a un incidente in qualifica che lo costrinse a partire decimo, oltre che alla scelta del suo team di montare le gomme da asciutto troppo presto, conquistò una vittoria in Ungheria, ma da qui cominciarono vari problemi, tra i quali la foratura di una gomma in Turchia e in Cina, che permisero ai rivali di recuperare, tanto da essere in tre a contendersi il titolo all'ultima gara.

Nel novembre 2007, il pilota inglese iniziò a frequentare Nicole Scherzinger, cantante delle Pussycat Dolls, una relazione che avrebbe animato i gossip internazionali negli anni successivi. Nel gennaio 2008 firmò un contratto quadriennale di 138 milioni di dollari con la McLaren. I dettagli contrattuali prevedevano una cifra base di 17 milioni di euro per il 2008, più altri sei milioni nel caso in cui fosse riuscito a vincere il campionato.

La stagione 2008 iniziò con una vittoria, seguita da due gare in cui il pilota commise degli errori, mancando di conseguenza la zona punti. Durante i test pre-mondiali della stagione 2008, a Barcellona, dei tifosi di Fernando Alonso (suo compagno di squadra nel 2007), con il quale i rapporti non erano idilliaci, lo schernirono con striscioni e magliette offensive e razziste sui temi del colore della pelle e delle credenze religiose. La Spagna rischiò infatti due dei suoi gran premi fino a quando si presero provvedimenti molto severi, tramite l'installazione di telecamere su tutte le tribune e il divieto assoluto di entrare nell'autodromo con striscioni di ogni tipo.

In pista, Hamilton si confermò un vincente: particolarmente entusiasmanti furono i successi ottenuti consecutivamente a Silverstone, in Gran Bretagna (sul bagnato), e a Hockenheim, in Germania, dove dovette fare i conti anche con la safety car. A Monaco Hamilton fu costretto al rientro ai box dopo aver urtato lievemente contro le barriere, mentre in Canada, dopo una sosta ai box nella quale presero parte altri piloti, andò a tamponare Räikkönen, il quale stava uscendo anche lui dalla pit lane trovando però il semaforo rosso. Dopo queste due vittorie, il pilota britannico subì un leggero stop nel Gran Premio d'Ungheria nel quale, dopo aver forato una gomma, riuscì a classificarsi solo quinto. Le cose andarono meglio nel Gran Premio d'Europa, dove arrivò secondo alle spalle del ferrarista Felipe Massa. Al Gran Premio del Belgio conquistò la pole e vinse poi la gara sotto un improvviso diluvio dopo un discusso sorpasso a Kimi Räikkönen a due giri dalla fine. Nel Gran Premio di Singapore Hamilton lottò con Felipe Massa e Kimi Räikkönen per la prima posizione, ma l'incidente di Nelson Piquet Jr. costrinse la safety car a entrare in pista stravolgendo la classifica. Hamilton riuscì a limitare i danni recuperando posizioni e classificandosi terzo, mentre la vittoria andò al rivale Alonso. Successivamente, nel Gran Premio del Giappone, Hamilton partì in pole deciso a dominare il gran premio, ma al via fu Räikkönen a prendere il comando. Tuttavia, dopo aver intravisto uno spiraglio in cui reinfilarsi, Hamilton finì fuori pista trascinandosi dietro le due Ferrari, e poi riprese la corsa alle spalle del suo principale avversario per il titolo, Felipe Massa, riuscendo a superarlo. Il brasiliano però non mollò e, dopo aver tagliato la chicane, toccò con l'anteriore destra la vettura dell'inglese, mandandolo in testacoda e facendolo retrocedere in ultima posizione. Successivamente Massa venne penalizzato con un drive-through per il sorpasso pericoloso, sanzione inflitta anche a Hamilton per aver forzato Kimi Räikkönen nella prima curva ad andare lungo.

La stagione proseguì con molti risultati positivi, e Hamilton arrivò al Gran Premio del Brasile, ultima gara della stagione, con sette punti di vantaggio sul ferrarista Felipe Massa, il suo avversario più vicino in graduatoria, grazie anche alla vittoria ottenuta nel penultimo Gp, disputatosi in Cina. La gara sudamericana fu a dir poco imprevedibile: benché ad Hamilton bastasse un quinto posto per conquistare il titolo iridato, la pioggia complicò notevolmente i suoi piani. A sole due curve dal traguardo Hamilton effettuò un sorpasso decisivo su Timo Glock su Toyota, il quale, non essendosi fermato per il cambio gomme, correva con gomme d'asciutto nonostante la pista fosse bagnata, e riuscì a concludere con il piazzamento necessario a garantirgli il titolo. Quest'ultimo colpo di scena gli permise di diventare il più giovane campione del mondo della storia a soli ventitré anni, nove mesi e ventisei giorni (record poi migliorato da Sebastian Vettel nel 2010). Strappò il titolo a Felipe Massa nelle ultime curve del GP del Brasile del 2008.

Anni di Transizione e la Decisione Coraggiosa con Mercedes

Dopo il trionfo del 2008, Lewis Hamilton visse qualche stagione tra alti e bassi. Nel 2009, complici numerose modifiche apportate al regolamento, la McLaren cominciò il mondiale con la consapevolezza di una vettura poco competitiva, a causa dei mutati regolamenti che stravolsero l'interpretazione tecnica e aerodinamica delle macchine. Nonostante ciò, Hamilton riuscì durante il gran premio iniziale in Australia a inserirsi in zona punti e persino a lottare per il podio con la Toyota di Jarno Trulli. Durante un regime di safety car, però, il pescarese compì una escursione fuori pista facendo così passare l'inglese; Hamilton, su indicazione della squadra, restituì la posizione all'italiano per evitare di incappare in una penalità. Al termine del gran premio i commissari di gara tuttavia penalizzarono di venticinque secondi proprio Trulli perché aveva ripreso comunque la posizione. Il tribunale della FIA si riunì ulteriormente il 29 aprile, stabilendo che la McLaren sarebbe stata messa sotto osservazione per il resto del mondiale e alla prima violazione di regolamento sarebbe stata squalificata per tre gran premi. Tornò a vincere nel Gran Premio d'Ungheria, dove arrivò primo davanti a Kimi Räikkönen e Mark Webber. I progressi della McLaren si notarono soprattutto nel Gran Premio d'Europa, in cui l'inglese ottenne la pole ma cedette la vittoria a Rubens Barrichello a causa di un errore dei meccanici durante il pit stop. Nel Gran Premio del Belgio, tuttavia si registrò un calo di competitività della scuderia, e sia lui che il suo compagno Heikki Kovalainen chiusero la qualifica fuori dalla top ten. Al Gran Premio d'Italia Hamilton tornò nuovamente competitivo con una nuova pole position, ma sfortunatamente la sua gara terminò a un giro dalla fine quando, in uscita dalla curva di Lesmo, urtò violentemente contro le barriere a causa di un cedimento meccanico. Questo incidente mise definitivamente fine alle sue possibilità di difendere il titolo iridato. L'inglese vinse a Singapore partendo nuovamente dalla pole, e a questo successo seguirono due terzi posti in Giappone e Brasile.

L'anno successivo, Lewis fu confermato in McLaren fino al 2012 e ebbe un nuovo compagno di squadra: Jenson Button, campione uscente con la Brawn GP, prese il posto di Heikki Kovalainen. I due ottennero una doppietta in Cina (vinse Button), ma Lewis venne ammonito dai commissari per un duello con Vettel. Nel Gran Premio del Bahrein conquistò il podio sul gradino più basso dietro i due ferraristi Fernando Alonso e Felipe Massa, mentre nei due Gran Premi successivi effettuò due pessime qualifiche, partendo ventesimo sia in Australia che in Malesia, ma in quest'ultima gara riuscì a rimontare fino alla sesta posizione. La sua prima vittoria del pilota di Stevenage arrivò a Istanbul, complice un sorpasso fratricida tra le Red Bull di Vettel e Webber, e venne bissata due settimane più tardi in Canada (con Button secondo). In gara, complice anche lo scontro tra le due vetture austriache, Lewis conquistò la sua prima vittoria stagionale. La seconda vittoria, consecutiva, arrivò due settimane dopo in Canada, dove terminò al comando davanti al suo compagno di squadra Button e al ferrarista Alonso. In seguito al Gran Premio di Inghilterra, Hamilton era in testa alla classifica con 145 punti, dodici di vantaggio su Button, ma la situazione cambiò nel giro di poche gare: e così, prima dell'ultimo Gp di stagione ad Abu Dhabi, si ritrovò a ventiquattro punti di distanza dal leader in graduatoria, Fernando Alonso. Nel Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone la McLaren portò un nuovo pacchetto con gli scarichi bassi e un nuovo diffusore, ma dopo le prove libere del venerdì si decise di smontarlo e non utilizzarlo per la qualifica e la gara, perdendo tre ore disponibili per trovare il set-up corretto con la MP4-25 non modificata. Per questo motivo le qualifiche parvero complicate per la scuderia inglese, ma Lewis diede il massimo qualificandosi al quarto posto. Alla partenza della gara Lewis scattò benissimo e superò sia Fernando Alonso sia Sebastian Vettel, tallonando il leader Mark Webber per alcuni giri. Ma la Red Bull dell'australiano fu imprendibile e Lewis sfruttò al meglio la sua ottima partenza per conservare il secondo posto nella gara di casa, e di conseguenza il quarto podio consecutivo. Due settimane dopo, in Germania, la McLaren ci riprovò con gli aggiornamenti (scarichi bassi e nuovo diffusore), ma durante le prime prove libere del venerdì Lewis ebbe un incidente nel quale danneggiò la sua vettura. Ciò fece sì che non riuscisse a completare più di diciotto giri durante tutto il venerdì e a trovare il miglior bilanciamento. Si qualificò sesto, dietro a Jenson Button. Nelle qualifiche del Gran Premio d'Ungheria Hamilton si qualificò quinto, nonostante una scarsa competitività della MP4-25, che nel settore centrale perse nel confronto con la Red Bull oltre un secondo. In gara cedette una posizione al via nei confronti di Vitaly Petrov, riconquistandola però al giro successivo. Entrò in seguito la safety car e tutti si precipitarono ai box, dai quali Lewis uscì in quarta posizione, davanti al ferrarista Felipe Massa. La situazione rimase invariata fino al ventiquattresimo giro, quando a causa di un problema tecnico, l'inglese fu costretto a ritirarsi. Nel Gran Premio d'Italia si qualificò in quinta posizione dopo che la squadra aveva deciso di non fargli montare l'F-duct a differenza del compagno di squadra Button. Tuttavia, alla partenza della corsa, uno scontro dopo poche curve con Massa in un tentativo di sorpasso lo mise fuori gioco per la rottura di una sospensione; Hamilton perse così la vetta della classifica a favore di Webber, giunto in sesta posizione. Si arrivò così al Gran Premio di Corea, in cui la vera protagonista fu la pioggia. Vettel dominò il gran premio davanti ad Alonso e Hamilton, ma il cedimento del suo propulsore a pochi giri dal termine riaprì i giochi per il titolo, grazie anche al contemporaneo ritiro di Webber. Hamilton risalì così al terzo posto in classifica dopo averlo perduto a Suzuka. Ad Abu Dhabi, l'inglese, deciso a tentare il tutto per tutto, si qualificò per un soffio secondo alle spalle di Vettel, mentre Alonso gestiva tranquillamente il suo rivale più vicino Webber. Un incidente al primo giro provocò tuttavia l'ingresso della safety car, e Webber ne approfittò per il cambio gomme, seguito a ruota da Alonso che gli rimase davanti mentre i due in testa facevano una corsa a sé.

L'anno seguente, il 2011, per la McLaren non cominciò nel migliore dei modi. La scuderia di Woking, dopo aver deciso di effettuare il primo dei test invernali a Valencia con la macchina dell'anno precedente per aver più tempo di lavorare alla nuova MP4-26, incappò in diversi problemi di affidabilità dovuti in buona parte al complesso sistema di scarichi denominato Octopus, che la McLaren era intenzionata a portare in pista per il primo gran premio. Contrariamente a quanto tutti credevano, la McLaren si dimostrò subito molto veloce, dominando le seconde libere. In qualifica Hamilton riuscì addirittura a conquistare la prima fila al fianco di Sebastian Vettel, subendo però oltre otto decimi di distacco dal campione del mondo. In gara la situazione migliorò e Lewis riuscì a stargli vicino, concludendo la gara in seconda posizione e conquistando quindi il primo podio del 2011. In Turchia, attardato da un pit stop molto lento, giunse quarto. Al Gran Premio di Monaco innescò una furiosa polemica con la FIA a seguito delle penalizzazioni che gli vennero inflitte dai commissari nel corso del week-end. A fine corsa tornò nel paddock per scusarsi con la FIA ed evitare sanzioni per violazione del codice. In Germania conquistò la seconda vittoria dell'anno e ad Abu Dhabi la terza.

Hamilton cominciò la stagione 2012 in modo positivo, conquistando la pole position nel Gran Premio d'apertura in Australia. In gara, però, il pilota inglese si dovette accontentare del terzo posto, dopo essere stato sopravanzato dal compagno di squadra Jenson Button in partenza e aver perso un'ulteriore posizione a vantaggio di Sebastian Vettel, anche a causa di una strategia meno efficace di quella del rivale. Nel successivo Gran Premio del Bahrein il pilota inglese non riuscì a far meglio dell'ottavo posto, anche a causa di un problema in un cambio gomme che gli costò alcune posizioni, perdendo così il primo posto in classifica. Nel Gran Premio di Spagna Hamilton fece segnare il miglior tempo in qualifica, ma venne retrocesso in fondo alla griglia perché nella sua vettura non c'era il quantitativo minimo di benzina previsto dal regolamento. In gara il pilota inglese rimontò fino alla zona punti, chiudendo nuovamente ottavo. Dopo aver ottenuto un quinto posto nel Gran Premio di Monaco, Hamilton ottenne la prima vittoria stagionale nel Gran Premio del Canada, anche grazie alla decisione della squadra di fargli effettuare un cambio gomme in più rispetto ai rivali Sebastian Vettel e Fernando Alonso, scelta che lo avvantaggiò nella parte finale della corsa. Nelle due gare seguenti Hamilton non ottenne risultati di rilievo (ottavo in Inghilterra, con una Mclaren in difficoltà, e ritirato in Germania per una foratura nelle prime fasi di gara), facendo segnare appena quattro punti e vedendo aumentare il proprio distacco dalla testa della classifica fino a sessantadue lunghezze. Nella seconda metà della stagione la McLaren si dimostrò una delle vetture più competitive in pista, ma questo non bastò a Hamilton per migliorare significativamente la propria posizione in classifica. Le due vittorie in Ungheria e in Italia furono, infatti, intervallate da due ritiri in Belgio, dove Hamilton fu coinvolto in un incidente.

Dopo anni di alti e bassi con la McLaren, proprio dopo la gara di Singapore del 2012, vennero annunciati ufficialmente il suo addio alla McLaren e il suo passaggio alla Mercedes a partire dalla stagione seguente, per sessanta milioni di sterline per tre anni. Questa decisione venne vista all'epoca come rischiosa, ma il tempo ha dimostrato che fu una mossa geniale, rappresentando una delle scelte più coraggiose della sua carriera.

L'Era Mercedes: Un Dominio Incontrastato e i Record Storici

Nel 2013, quindi, Hamilton prese il posto di Michael Schumacher nella scuderia di Stoccarda. Dopo un quinto posto nella gara del debutto in Australia, arrivarono due podi in Malesia e in Cina. L'eccessiva usura delle gomme, tuttavia, si rivelò un problema in molte gare e lo tenne lontano dai primi posti in classifica, non impedendogli comunque di vincere in Ungheria. La stagione si concluse al quarto posto.

Il 2014 partì sotto i migliori auspici: a detta degli esperti, infatti, Hamilton era l'uomo da battere. Dal 2014 al 2020, iniziò un’era di dominio assoluto. In questi anni, Hamilton conquistò sei titoli mondiali (2014, 2015, 2017, 2018, 2019, 2020), portando il suo totale a sette, eguagliando il record di Michael Schumacher. Si laureò per la seconda volta Campione del mondo nel 2014, e si ripeté nel 2015. Quello del 2015 fu il suo terzo titolo, eguagliato quello del britannico Jackie Stewart, ed era così orgoglioso. Si ricordò che disse che quello era stata la più grande emozione che avesse mai avuto. Nel 2016, pur vincendo undici Gran Premi, concluse la stagione al secondo posto, alle spalle del compagno di scuderia Nico Rosberg, avanti di soli cinque punti, in una stagione di dura rivalità. Di questo filotto di vittorie, gli sfuggì solamente il Mondiale 2016.

Nel 2017 conquistò il titolo iridato con 363 punti, laureandosi campione per la quarta volta. Anche l'anno dopo, nel 2018, confermò il suo dominio in Formula Uno, raccogliendo 408 punti. Nel 2019, per la sesta volta, conquistò il Mondiale con 413 punti, stabilendo anche il record di punti in una stagione. Al termine del campionato 2020 conquistò il settimo titolo mondiale, il quarto consecutivo. Il 2020 lo vide impegnarsi in prima persona nella battaglia per la fine delle discriminazioni razziali, esercitando la sua influenza su tutto il Circus della Formula 1 inducendo la Mercedes ad abbandonare il tradizionale colore argento delle proprie monoposto in favore del nero.

Con il settimo titolo mondiale nel 2020, eguagliò il record di Michael Schumacher, un traguardo che sembrava irraggiungibile. I risultati e i numeri dicono che Lewis Hamilton è ormai entrato nell'olimpo della Formula 1, grazie alle sue 103 pole position e 103 vittorie - un record assoluto - oltre che a 59 giri veloci e 182 piazzamenti sul podio. Ha superato Michael Schumacher nel numero di vittorie in gara.

Il 2021 segnò la fine di questa supremazia: concluse al secondo posto il Mondiale, solo dopo l'ultimo Gran Premio di Abu Dhabi, vinto da Max Verstappen, neo campione mondiale. Questo è considerato uno dei momenti peggiori della sua carriera, poiché avrebbe potuto essere il suo ottavo titolo. Il 2022 è stato il primo anno in cui Hamilton non ha ottenuto nessuna vittoria in una stagione, cosa che non era mai successa da quando aveva debuttato in F1. La situazione si è ripetuta nel 2023, anno in cui concluse al terzo posto. Nel 2024, concluse al settimo posto, con il Mondiale vinto per la quarta volta consecutiva da Max Verstappen. Nonostante una macchina non sempre competitiva, Hamilton ha regalato due perle ai suoi tifosi: una vittoria spettacolare a Silverstone, davanti al pubblico di casa, e un’altra in Belgio, portando il suo totale di vittorie in carriera a 104. L’ultimo Gran Premio ad Abu Dhabi è stato un addio emozionante a Mercedes, dopo dodici anni insieme e tantissimi successi.

Oltre la Pista: Attivismo, Stile di Vita e Impegno Sociale

Oltre a essere un gran pilota, Lewis Carl Davidson Hamilton - questo il suo nome completo - è considerato una sorta di rockstar della Formula 1 per il suo modo di essere sempre sotto i riflettori. Ama condividere la sua vita e i suoi continui viaggi attraverso i social, in particolare su Instagram, dove lo seguono oltre ventisei milioni di persone. Con foto e video, Lewis racconta l'amore per la moda, la musica e coinvolge i suoi fan, motivandoli e spingendoli all'impegno sociale. È un uomo con i piedi per terra. Ama la sua famiglia, il suo bulldog Roscoe, e riserva sempre una speciale attenzione al team che segue lui e la macchina. Per esempio, quando ha lasciato la Mercedes lo scorso anno, ha regalato a tutti i suoi tremila ex colleghi del quartier generale in Inghilterra una copia firmata di un quadro commissionato all'artista Paul Oz che lo raffigura sulla sua auto al Gran Premio di Monaco nel 2019. È stato un gesto molto apprezzato e che dimostra come lui consideri ogni membro del team parte del suo successo. Inoltre, ha molto colpito l'amore che Lewis ha verso il suo fratellastro Nicolas, colpito da paralisi cerebrale alla nascita.

Lewis Hamilton attivista

Hamilton non è solo un campione di F1, ma anche un attivista impegnato su più fronti. Coinvolto in prima persona nella lotta contro i cambiamenti climatici, da qualche anno ha scelto di seguire un regime alimentare vegano e di vendere il suo aereo privato, per ridurre il proprio impatto ambientale. Dal 2017 segue una dieta vegana, e afferma che essere diventato vegano gli ha dato una energia extra per affrontare i sempre più impegnativi circuiti di F1 ora che ha quarant'anni. Ha portato l'amore per la musica hip hop e R&B nella massima serie: non a caso sul suo casco riprende la frase che si è tatuato sulle spalle "Still I rise", titolo di una famosa canzone del suo cantante preferito, il compianto 2pac. Oltre la musica, ama la moda e non di rado si concede alle passerelle, dove porta la sua linea d’abbigliamento sviluppata con un celebre brand. Il suo stile è un mix di eleganza e audacia, caratterizzato da outfit all’avanguardia, gioielli vistosi e una costante sperimentazione estetica. Spesso sfoggia look curati nei minimi dettagli. Con le sue apparizioni nei più importanti eventi mondani, ha saputo unire il mondo dello sport a quello dell’intrattenimento, diventando un’icona globale.

Lewis ha portato avanti battaglie per la diversità e l’inclusione nel motorsport, fondando “Hamilton Commission” per incentivare la presenza di minoranze nel mondo delle corse. Oltre alla lotta per i diritti, Hamilton è un forte promotore delle cause ambientali. Ha più volte sollecitato la F1 a ridurre la propria impronta ecologica. Ha adottato uno stile di vita vegano, ha fondato una squadra di Extreme E (X44) e ne possiede una in NFL. Ha anche dichiarato di essere cattolico, in una intervista su GQ di aprile 2017 Lewis Hamilton ha detto «Sono cattolico, sono un uomo di fede e prego più volte al giorno: quando mi sveglio, quando vado a letto e prima di ogni pasto. Ho una relazione stretta con Dio, lo ringrazio, chiedo aiuto per gli amici in difficoltà». Ha una forte fede.

Proprio a causa delle sue origini, Lewis Hamilton si è fatto portavoce del movimento Black Lives Matter che si batte per i diritti civili delle persone di colore. Dopo la morte negli Stati Uniti di Breonna Taylor e di George Floyd, afroamericani uccisi quest’anno dalla polizia, il pilota si è diverse volte presentato in gara indossando magliette recanti messaggi contro il razzismo. “Un giorno spero che saremo tutti guardati nello stesso modo”, ha rivelato il campione, che in pista si è anche inginocchiato in onore delle vittime. “Non importa se preferite rimanere in piedi, ma dobbiamo far vedere al mondo che la Formula 1 è unanime nella decisione d’impegnarsi per l’uguaglianza e l’inclusione. Dobbiamo fare di più. Non c’è una soluzione rapida contro la discriminazione razziale, ma è certamente qualcosa che non possiamo ignorare. Dobbiamo restare concentrati, continuare a mettere in luce i problemi e fare in modo di poter contare su chi detiene il potere”. Anche se alcuni credono che la politica non debba entrare nello sport, Hamilton ritiene che la questione Black Lives Matter vada ben oltre, perché riguarda i diritti umani. Hamilton ha sostenuto anche le proteste, soprattutto giovanili, che nel mese di ottobre hanno infiammato la Nigeria contro la Sars, reparto speciale della polizia accusata di brutalità e torture, di abuso di potere e violazioni dei diritti umani.

Hamilton è stato più volte criticato, soprattutto sui social media, per quella che molti definiscono “ipocrisia”, dal momento che dice di voler proteggere l’ambiente nonostante il suo lavoro e il suo stile di vita siano considerati tutt’altro che sostenibili. “Correre è la mia passione, per il momento non ho intenzione di smettere”, ha dichiarato con sincerità il campione. C’è da dire che si sta impegnando molto: è vegano, ha deciso di eliminare la plastica sia in ufficio che a casa e quando può va a raccogliere i rifiuti in spiaggia. Ha venduto il suo aereo privato e cerca di volare meno durante l’anno, compensando sempre le emissioni emesse. Guida soltanto Mercedes ibride o elettriche. Il pilota, che si è complimentato con le giovani attiviste per il clima come Greta Thunberg, Jamie Margolin e Alexandria Villaseñor, è attivo anche sul fronte della moda sostenibile. Ha lavorato insieme allo stilista Tommy Hilfiger per ideare la collezione più green del marchio, ricca di tessuti organici o riciclati, pelle vegana e cotone 100 per cento sostenibile. La linea firmata da Hamilton è basata sull’idea di creare dei capi per tutti, a prescindere dal genere, dall’età, dalla corporatura o dall’etnia. “Cerco sempre di capire in quali ambiti posso agire per migliorare il mio impatto sulla società. Sto imparando piano piano, è un processo che richiede tempo, non è una cosa che si risolve dall’oggi al domani”, ha spiegato Hamilton, che invita tutti a provare a fare la differenza prima di gettare la spugna credendo che sia tutto perduto, che ormai sia troppo tardi per cambiare la situazione.

Il Nuovo Capitolo: La Sfida in Rosso con la Scuderia Ferrari

Dopo undici anni al Mercedes-AMG Petronas F1 Team, Hamilton ha aperto un nuovo capitolo della sua carriera approdando alla Scuderia Ferrari nella stagione 2025. Nel febbraio 2024, infatti, ha annunciato il passaggio alla Ferrari per il 2025. Nel 2025, Hamilton si è vestito con i colori Ferrari, un binomio che ha mandato in delirio i fan da tutto il mondo. Unirsi alla Ferrari è senz'altro un altro momento importante: è sempre stato il suo sogno fin da ragazzo. Porta il suo numero 44 sulla Ferrari. Il 22 gennaio 2025 Lewis Hamilton ha guidato per la prima volta una vettura della Scuderia Ferrari al Circuito di Fiorano.

Quello che doveva essere l’inizio di una grandiosa storia d’amore tra l’inglese e Ferrari, si è trasformata ben presto in un incubo. La stagione di debutto in Ferrari, infatti, si è rivelata la peggiore di tutta la sua carriera, senza podi e vittorie, ma soprattutto, spesso e volentieri relegato alle ultime file della griglia. Dopo questa batosta psicologica, Sir Lewis Hamilton deve resettare e sperare in un 2026 positivo, per riportare la Ferrari in alto dove le spetta. Hamilton alla Ferrari non è solo una scommessa sportiva ma anche una mossa strategica a lungo termine.

L'auto dovrà essere perfetta per vincere l'ottavo titolo perché Max Verstappen è un avversario duro. Nello stesso tempo, la McLaren si sta facendo notare con i progressi della sua vettura, il che significa che Lewis dovrà affrontare una nuova sfida da parte del più giovane e promettente Lando Norris. E poi c'è da battere Charles Leclerc, il suo compagno di squadra. Sarà interessante vedere come i due lavoreranno insieme. Entrambi sono ragazzi onesti e premurosi.

Vita Privata, Apparizioni Mediali e Riconoscimenti

Sulla vita privata di Lewis Hamilton sappiamo diverse cose. Nel novembre 2007 il pilota inglese iniziò a frequentare Nicole Scherzinger, cantante delle Pussycat Dolls. La loro relazione animò i gossip internazionali negli anni successivi, e la loro storia più lunga resta quella, durata dal 2007 al 2015. In passato Hamilton era stato legato a Shakira, con cui ha avuto un breve flirt nell’estate 2023, mai diventato una storia seria a causa dei rispettivi impegni. Dall’autunno 2023 Lewis Hamilton frequenta la modella brasiliana Juliana Nalu, 25 anni. Juliana è già nota alla cronaca rosa: ha avuto una relazione con Kanye West e lavora come modella internazionale, pur coltivando il sogno di recitare. La vita sentimentale del pilota è stata spesso al centro del gossip.

Hamilton ha preso parte anche in alcuni film e programmi televisivi. Nel 2007 ha partecipato come ospite a una puntata di Top Gear facendo registrare il sorprendente tempo di 1:44:7 (sul bagnato) e di 1:42:9 sull'asciutto nel circuito del programma. Nel film Cars 2 ha prestato la voce a una McLaren MP4-12C interpretando se stesso. È tornato in questo ruolo anche in Cars 3. È apparso in un cameo con motion capture nel videogioco Call of Duty: Infinite Warfare. Nel 2020 ha rivelato su Instagram di essere il rapper XNDA, collaboratore del brano Pipe di Christina Aguilera. Nel 2024, secondo IMDb ha recitato in Don’t F:k with Me.

Lewis Hamilton è considerato uno dei migliori driver di tutti i tempi, tanto che il suo nome è spesso accostato a quello di piloti leggendari come Michael Schumacher e Ayrton Senna. Per i suoi innumerevoli successi e il suo impatto nel mondo dello sport e non solo, è stato nominato baronetto dalla Regina Elisabetta. A quarant'anni è considerato il miglior pilota di sempre. Magnifica, fin dall'inizio. Da bambino sui go-kart, poi muovendosi tra i vari livelli delle corse in macchina, infine in F1. Alla sua prima stagione in McLaren ha raggiunto l'allora campione del mondo Fernando Alonso e l'ha battuto. Non ha vinto il titolo quell'anno ma ha posto le basi del suo successo futuro. Lewis Hamilton mantiene la calma quando è sotto pressione e ha anche la rara abilità di saper manovrare la macchina quando lo spazio è ridotto.

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