La questione se la cucina giocattolo sia adatta anche ai maschietti trova una risposta immediata e risolutiva: ma ovviamente SI! Non esistono giochi da “femmina” e giochi da “maschio”. I giochi sono per tutti e vanno scelti secondo il gusto e secondo l’età del bambino e della bambina, non certamente secondo il genere. Immaginarsi piccoli chef o creativi pasticceri è uno dei giochi più amati da sempre. Sfatiamo un mito: la cucina in miniatura, il più grande classico dei giochi di imitazione del mondo dei grandi, è perfetta per tutti. I maschietti sono attirati da quello che avviene attorno ai fornelli tanto quanto le sorelle.
Esattamente come le loro coetanee, i bambini amano ripetere quello che vedono fare alle mamme e ai papà che preparano pranzo e cena. Eppure, provate a regalare un set di pentoline a un nipote o a un compagno di scuola e vi accorgerete che, a ogni festa comandata, troverete sguardi perplessi e qualche critica. “Sono giochi da femmine!” sarà il commento più diffuso. Per fermare la discussione sul nascere, fate quattro bei respiri profondi, poi affermate con voce pacata che gli chef più famosi sono quasi sempre maschi e sono noti anche a chi non frequenta ristoranti stellati. Da Carlo Cracco a Gordon Ramsay, passando per Massimo Bottura. La questione è che dovremmo cercare di smettere di condizionare i bambini con i nostri pregiudizi da adulti.

Il valore pedagogico del gioco di imitazione
Il motivo per cui è tanto amata dalle scuole, è che la cucina giocattolo è fantastica per stimolare la fantasia e la creatività. In tutti gli asili nido e nelle scuole materne ci sono cucine giocattolo accessibili a tutte e tutti. I bambini e le bambine le adorano in egual misura, esattamente come le macchinine e le bambole. Giocandoci si sperimenta l’uso di utensili e ingredienti, si impara ad apprezzare e conoscere il cibo e - non da ultimo - ci si diverte un mondo. Senza dubbio, è un regalo meraviglioso per un piccolo amante della cucina. La cucina non solo rende il tempo trascorso a casa più piacevole, ma sviluppa anche l'interesse del bambino e supporta la sua crescita.
La cucina per bambini è un giocattolo versatile che scaccia efficacemente la noia, grazie alla possibilità di utilizzarla in diversi modi. Il bambino ha l'opportunità di imitare la preparazione dei pasti familiari da parte di mamma o papà. In questo modo, amplia la sua conoscenza, sviluppa interessi culinari e migliora la sua destrezza manuale. La cucina per bambini darà loro sicuramente molta gioia e diventerà un elemento decorativo nella stanza dei bambini. È ideale sia per il gioco solitario che per quello condiviso con gli amici.
La mia nuova CUCINA, montaggio e divertimento con Papà / Alice Scigliano plays with her new Kitchen
Scegliere l’età giusta e il materiale ideale
Se state pensando a un regalo, considerate seriamente la cucina giocattolo, qualsiasi sia il sesso. Si può riflettere, semmai, sull’età giusta a cui pensare di prenderla. I principali produttori consigliano un’età di partenza di 3 anni, ma già a 2 anni tanti bambini e bambine si mostrano pronti e desiderosi di cominciare la loro avventura da piccoli chef. Nel mercato, le cucine per bambini sono disponibili in molte varianti: piccole e grandi, mobili e fisse, realizzate in legno o plastica. La scelta è vastissima. Se decidi di acquistare per un bambino piccolo un modello pensato per bambini più grandi, potresti scoprire che il tuo bambino si scoraggia rapidamente a giocarci, poiché la cucina non sarà adatta alle sue capacità cognitive.
Analogamente, è errato acquistare una cucina per bambini pensata per i più piccoli come regalo per un bambino più grande. L'effetto sarebbe lo stesso: un numero troppo limitato di accessori e poche funzioni disponibili possono rendere la cucina poco interessante. C’è poi da decidere il materiale: legno o plastica? Le cucine in legno sono più belle e realistiche, oltre che più solide, ma i prezzi sono più importanti. Si trova qualcosa a partire dai 50 euro, ma per quelle più rifinite si superano facilmente i 100 euro. Inoltre, ci vuole pazienza a montarle, sebbene il risultato sia decisamente più convincente. Le cucine giocattolo in plastica hanno d’altronde i loro vantaggi: sono presto assemblate, sono più leggere, si spostano e si puliscono con più facilità e costano in genere un po’ meno. Per chi li apprezza, hanno spesso effetti sonori e luminosi.
Produttori e personalizzazione del gioco
I produttori, quindi, sono molti e spesso sono gli stessi che vendono mobili “da grandi”. Come già per gli arredi degli adulti, Ikea fa da padrona: la sua cucina in legno si chiama Duktig, è essenziale e funzionale come nello stile della casa svedese. Ma non è la sola. La produttrice tedesca Hape propone giocattoli di qualità, curati e robusti. C’è poi l’italiana Legnoland, che propone un solo modello di cucina unisex color legno e rosso. Coloratissime invece le cucine Tectake e quelle di Leomark. Infantastic propone cucine sia in legno sia in plastica.
Se siete abili nel fai-da-te, potete però costruire la cucina da soli, con il compensato o anche, semplicemente, con scatole di cartone e pennarelli. Il risultato sarà meno durevole, ma assolutamente unico. Non dimenticate che, affinché il gioco sia completo, la cucina non basta: nel regalo servono anche un minimo di accessori: il cibo da tagliare, le pentoline, piatti e posate con cui giocare. Anche per questi c’è solo l’imbarazzo della scelta. Presto vi troverete a “gustare” uova al tegamino, a sperimentare creativi tramezzini in legno e bere un fiume di caffè immaginari.

Oltre gli stereotipi: una prospettiva psicologica
Entrare in un negozio di giocattoli spesso significa attraversare una frontiera invisibile: da un lato bambole, principesse e cucine giocattolo, dall’altro supereroi, costruzioni e veicoli. Ma cosa accade se un bambino vuole giocare con una bambola o una bambina è appassionata di robot? I giocattoli sono strumenti attraverso cui i bambini esplorano il mondo, imparano a relazionarsi, sviluppano abilità cognitive, sociali e motorie. Secondo la psicologa Joan Freeman, esperta in sviluppo infantile, “i bambini imparano attraverso il gioco ciò che è accettabile nella loro cultura”.
Spesso basta un piccolo episodio a farci riflettere. Il figlio di una mia amica, di cinque anni, ama cucinare. La sua cucina giocattolo è il suo regno. Quando un compagno di scuola ha detto: “Ma tu giochi come una femmina”, è rimasto in silenzio. Fortunatamente, i suoi genitori hanno saputo rispondere: “Non gioca da femmina. Gioca a fare lo chef”. I vantaggi di un gioco libero, non vincolato dagli stereotipi di genere, sono confermati da decenni di studi pedagogici e psicologici. Come sottolinea Catherine Garvey, psicologa dell’educazione all’Università di Harvard, “il gioco non è solo divertimento, ma il linguaggio naturale del bambino”. Come adulti, siamo i primi modelli e le prime guide dei nostri figli. Le scelte che facciamo - anche quelle piccole - hanno un grande impatto. Lasciare che bambine e bambini giochino con tutti i tipi di giocattoli non è solo un gesto contro gli stereotipi: è un investimento sul futuro dei nostri figli.
La gestione pratica dello spazio e dell'interesse
Molti genitori si chiedono se l'investimento ne valga la pena, specialmente per timore che il bambino perda presto interesse. L'anno scorso un bimbo di 3 anni ha ricevuto una cucina ed è stato contentissimo; quest'anno ne vorrebbe una maxi, anche se i genitori sono frenati dallo spazio domestico. È un dilemma comune: "Non gliel'abbiamo comprata perché non saprei dove metterla!". La verità è che, se il bambino dimostra una passione per la cucina o ama assisterti nella preparazione dei pasti a casa, una cucina giocattolo sarà sicuramente un regalo perfetto. È un modo efficace per insegnare l'indipendenza e rafforzare l'autostima nei bambini.
Inoltre, il gioco condiviso è uno dei benefici maggiori. È capitato spesso di vedere fratellini, uno di tre e uno di cinque anni, giocare insieme a fare i cuochi riuscendo persino ad andare d'accordo. È una dinamica sociale positiva che va ben oltre il semplice uso degli utensili. Ricordate che, oltre alla qualità della costruzione e alla funzionalità, anche il design è fondamentale: tonalità tenui e sobrie non affaticheranno gli occhi del bambino e non stimoleranno eccessivamente i suoi sensi. Scegliere la migliore cucina significa anche guardare alla qualità dei materiali utilizzati per realizzare la struttura, assicurandosi che la loro durata nel tempo sia garantita per accompagnare le fasi di crescita del bambino tra i 3 e gli 8 anni. In definitiva, se a lui piace giocarci, perché negargli questa opportunità di crescita? Nessuno ha mai avuto problemi per aver giocato con i Lego o con le Barbie in modo creativo, e lo stesso vale per le cucinette: sono spazi di libertà dove la curiosità infantile può esprimersi senza limiti imposti dal mondo degli adulti.