La possibilità di determinare il sesso di un nascituro prima del concepimento o dell'impianto è un tema che intreccia biologia molecolare, etica medica e legislazioni nazionali complesse. La tecnologia attuale, in particolare attraverso la fecondazione in vitro (FIV), offre strumenti di precisione che vanno ben oltre le antiche credenze popolari, sollevando tuttavia interrogativi profondi sulla gestione della vita nascente.

Fondamenti biologici: cromosomi e determinazione del sesso
Il genoma umano è formato da 46 cromosomi: 23 ereditati dal padre e 23 dalla madre. In questi cromosomi si trovano tutte le informazioni genetiche del nostro organismo. Le cellule del corpo umano contengono 46 cromosomi disposti in 23 coppie; alcuni di questi, noti come cromosomi sessuali, sono i responsabili del sesso del futuro nascituro. Gli ovuli e gli spermatozoi hanno solo la metà dei cromosomi necessari per il feto: infatti, solo unendo l'ovulo e lo spermatozoo, con la fecondazione, si otterranno le 23 coppie cromosomiche utili per generare una nuova vita.
Dal punto di vista genetico, la distinzione tra maschile e femminile risiede nella configurazione di questi cromosomi: la coppia XX determina un embrione femminile, mentre la coppia XY determina un embrione di sesso maschile.
Evoluzione delle tecniche di analisi embrionale
La ricerca scientifica ha compiuto passi da gigante. Inizialmente, l’embrione veniva analizzato al 3º giorno dello sviluppo embrionale. Attualmente viene sottoposto ad analisi al 5º o 7º giorno di sviluppo (blastocisto). In questo modo, si possono conoscere tutti i cromosomi dell’embrione e siamo in grado di eliminare completamente la trasmissione di alterazioni cromosomiche. Questa tecnica raggiunge un’efficacia del 98%.
Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT)
La procedura principale utilizzata oggi nelle cliniche di fertilità è la Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT). Questo processo inizia con una fecondazione in vitro dove si stimola ormonalmente la futura madre per ottenere ovuli maturi che poi vengono fecondati in laboratorio. Intorno al quinto o sesto giorno di sviluppo embrionale, viene realizzata una biopsia embrionale per analizzare il DNA e determinare il sesso dell’embrione tramite l’ispezione dei cromosomi sessuali in un campione del trofettodermo dell’embrione.
Vengono estratte diverse cellule per analizzare i cromosomi e determinare il sesso del futuro bebé basandosi sulla sua configurazione cromosomica. Queste informazioni sono riservate agli embriologi, che generalmente conoscono solo se il numero di cromosomi è corretto o meno, a meno che la selezione non sia finalizzata a scopi terapeutici specifici.
🇮🇹 PGT: Diagnosi Preimpianto per Pazienti Fecondazione in Vitro
Metodi naturali: mito contro realtà scientifica
Nel dibattito sulla scelta del sesso, si citano spesso metodi basati sulla selezione degli spermatozoi. La tecnica consiste nel separare gli spermatozoi in base alla loro velocità, perché si presuppone che i più veloci sono quelli che contengono il cromosoma Y e daranno origine ad un bambino e quelli più lenti quelli con il cromosoma X che daranno origine ad una bambina.
Tuttavia, è necessario chiarire che gli altri metodi di selezione del sesso sono inefficienti e si basano sulla stessa ipotesi del metodo precedente. In teoria gli spermatozoi portatori del cromosoma Y sono più veloci e sopravvivono meno tempo, per cui nel caso di rapporti sessuali durante i giorni dell’ovulazione potrebbe verificarsi l’incontro tra gli spermatozoi più veloci e l’ovocito appena ovulato. Tali metodi non offrono garanzie scientifiche paragonabili alla PGT, che invece garantisce un’accuratezza vicina al 100%.
Selezione del sesso per motivi terapeutici
In molti ordinamenti, tra cui quello spagnolo, la selezione del sesso per preferenze personali non è consentita. Tuttavia, è legale selezionare il sesso per prevenire malattie genetiche legate al genere. Alcune malattie genetiche possono colpire esclusivamente un sesso anche se i genitori sono portatori sani della mutazione genetica e non manifestano sintomi.
Patologie ereditarie legate al sesso
La selezione del sesso mediante PGT diventa un atto medico necessario nei casi in cui sussista il rischio di trasmettere gravi condizioni ereditarie:
- Retinite Pigmentosa: Questa malattia degenerativa e ereditaria legata al cromosoma X si caratterizza per una perdita progressiva della vista che generalmente inizia a manifestarsi nell’adolescenza.
- Sindrome dell’X Fragile: È la causa più comune di ritardo mentale ereditario ed è provocata da un difetto in un gene che impedisce la produzione di una proteina cruciale per lo sviluppo cerebrale.
- Distrofie Muscolari di Duchenne e Becker: Queste condizioni neuromuscolari che colpiscono principalmente i maschi si caratterizzano per la debolezza e atrofia muscolare progressiva a causa della degenerazione dei muscoli scheletrici lisci e cardiaci.
- Emofilie A e B: Queste alterazioni emorragiche sono causate da mutazioni nei geni F8 e F9 rispettivamente, che influenzano la capacità di coagulazione del sangue.

Il quadro normativo in Spagna
Attualmente in Spagna, la legislazione non permette di effettuare una selezione embrionale per sesso, come previsto dalla Legge 14/2006, del 26 maggio, sulle tecniche di riproduzione assistita. Si considera infrazione molto grave: “La selezione del sesso o la manipolazione genetica per scopi non terapeutici o terapeutici non autorizzati”.
È importante sottolineare che possiamo utilizzare le tecniche di Riproduzione Assistita in Spagna nei casi in cui vi sia una malattia ereditaria legata ai cromosomi sessuali. In questi casi, è necessario che i pazienti passino per una Commissione Nazionale di Riproduzione Umana Assistita, un organo collegiale del Ministero della Salute, responsabile della valutazione e dell'autorizzazione di ogni singolo caso sottoposto alla sua attenzione.
Prospettive internazionali e bilanciamento familiare
Mentre in Europa le leggi sono estremamente restrittive, altre giurisdizioni (come gli Stati Uniti o, in parte, il settore privato in Medio Oriente) consentono la scelta del genere anche per motivi di "bilanciamento familiare". Il bilanciamento familiare è il desiderio di avere un figlio del sesso opposto ai propri figli esistenti.
Questo desiderio ha dato vita a una rete internazionale di cliniche. Alcuni operatori, come NOW-fertility, collaborano con centri in Egitto, Arabia Saudita e Dubai, dove la selezione del sesso è consentita e regolamentata. In questo contesto, le pazienti possono sottoporsi a gran parte del percorso di fecondazione in vitro (monitoraggio, stimolazione, consultazioni) vicino a casa, recandosi all'estero solo per la raccolta degli ovuli e il trasferimento dell'embrione.
Considerazioni etiche e sociali
La selezione del sesso, al di là dell'aspetto tecnico, pone dilemmi che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha evidenziato con preoccupazione, temendo che simili trattamenti possano causare conflitti morali, legali e sociali. Da un lato, vi sono i sostenitori di questo metodo, convinti che all’umanità si dovrebbe riconoscere la libertà di scegliere il proprio percorso riproduttivo.
Dall'altro, il personale medico specializzato mette in guardia. "Da embriologa, sono convinta che la fecondazione assistita debba rappresentare solo un’opportunità per realizzare il senso profondo della genitorialità", afferma Beatriz Lozano. "Se noi embriologi avallassimo una differente valutazione tra i due sessi, solo per denaro, potremmo finire per alimentare un divario inaccettabile. Alcuni studi hanno evidenziato che la maggioranza delle coppie preferirebbero avere figli maschi e, potendo scegliere, penalizzerebbero la nascita di femmine".
Monitoraggio durante la gravidanza: l'ecografia
Al di fuori dei trattamenti di riproduzione assistita, il sesso del bebé può essere conosciuto a 20 settimane di gestazione attraverso un’ecografia. Questo è il metodo più utilizzato per determinare il sesso del bebé in modo sicuro e non invasivo. Anche se è possibile identificare il sesso qualche settimana prima, l’affidabilità aumenta notevolmente durante questa ecografia. Durante la procedura, lo specialista valuterà se la posizione fetale permette una chiara visualizzazione dei genitali, permettendo così di confermare, attraverso l'osservazione visiva, la natura biologica del feto.