Candida in Gravidanza: Guida Completa per le Future Mamme

La gravidanza, un lungo viaggio verso la maternità, è contrassegnata da tante emozioni diverse, un vero uragano emotivo che include sorpresa, gioia intensa, ma anche paura. Nella mente di ogni futura mamma si affollano molti dubbi, incertezze e preoccupazioni legate al proprio stato di salute e a quello del bambino. Il corpo cambia, e con esso avvengono numerosi adattamenti a cui bisogna abituarsi. Tra i piccoli e grandi problemi che potrebbero sorgere nel corso dei nove mesi di gestazione, c’è anche la candida, un’evenienza molto comune tra le future mamme. Questa infezione vaginale, sebbene non sempre pericolosa, è un disturbo che non va sottovalutato.

Donna incinta che riflette sulla sua salute

Che cos'è la Candidosi in Gravidanza? Un Approfondimento

La candida in gravidanza è, in termini specifici, un’infezione vaginale. A provocarla è la proliferazione oltre la norma, a livello del microbiota vaginale, di funghi appartenenti alla specie Candida, che, in quadri fisiologici, sono presenti come commensali. Immaginate per un attimo il vostro corpo come un condominio dove gli abitanti convivono in serenità e armonia, aiutandosi e scambiandosi beni di prima necessità. Al primo momento di difficoltà e di disarmonia, questi abitanti si fanno ostili e iniziano a fare dispetti agli altri, diventando molesti e fastidiosi. La Candida è uno di questi. È un lievito normalmente presente a livello vaginale, nell’intestino e nel cavo orale. In condizioni di disequilibrio si trasforma nella forma patologica di fungo, dominando sulla flora benefica.

Normalmente, questo microrganismo abita l’ambiente vaginale della donna senza provocare alcun sintomo, convivendo in simbiosi con l’individuo che lo ospita, poiché è tenuto sotto controllo dalla flora batterica. Tuttavia, in seguito a particolari condizioni, come la gestazione, può moltiplicarsi fino a causare l’infezione. Quasi sempre - circa l’85% dei casi - a causare l’infezione è il fungo noto come Candida albicans, la tipologia di candida più comune e responsabile dell’80% dei casi di candidosi. Tuttavia, possono essere implicate anche altre specie di candida come Candida glabrata, parapsilosis e tropicalis.

Principali Cause e Fattori di Rischio della Candidosi Gestazionale

Il periodo della gravidanza è di per sé una condizione ideale per la proliferazione del fungo, perché si verificano una serie di cambiamenti nell’organismo delle future mamme, tali da consentirne lo sviluppo a livello vulvo-vaginale. La candida è un’infezione molto frequente nelle donne in dolce attesa, soprattutto a partire dal secondo trimestre della gravidanza. Ma la stessa gravidanza è un fattore predisponente allo sviluppo della Candida.

Ecco un elenco dei fattori che causano la candidosi in gravidanza, scatenando la trasformazione del lievito a fungo patogeno:

  • Incremento dei livelli di estrogeni: Il principale fattore che determina l’insorgenza della candidosi vaginale in gravidanza è l’elevata concentrazione di estrogeni. Durante la gestazione, il tasso di estrogeni nel sangue si alza moltissimo, causando un aumento dei livelli di zuccheri presenti in sede vaginale. Questo crea un ambiente favorevole alla proliferazione della Candida albicans. L’ambiente viene reso ancora più ospitale per il fungo dall’abbassamento del pH vaginale, causato sempre dagli ormoni femminili in circolo.
  • Riduzione delle difese immunitarie: Le condizioni che diminuiscono le difese immunitarie, fisiologiche durante la gravidanza o dovute ad altre cause, rendono l'organismo meno pronto a reagire di fronte all’aggressione da parte del fungo. La presenza di un sistema immunitario indebolito o compromesso, a causa dell’assunzione di farmaci particolari (per esempio il cortisone) o in seguito a specifiche patologie, rientra tra questi fattori.
  • Fisiologici cambiamenti al microbiota vaginale: L'alterazione dell'equilibrio dell'ecosistema locale dovuta all'aumentato tasso di glicogeno in vagina rende più aggressiva la candida in gravidanza.
  • Abitudini alimentari scorrette: A favorire l’infezione possono contribuire abitudini poco sane a tavola, soprattutto l'eccesso di zuccheri. Lieviti e zuccheri semplici sono ciò di cui si nutre il fungo, anche attraverso ciò che mangiamo noi. L’elevata presenza di glucosio nel sangue favorisce l’infezione, poiché la Candida si nutre di zucchero e diventa più forte e aggressiva, aumentando la sua capacità di aderire alle mucose. Alle gestanti viene sempre consigliato di fare attenzione alla dieta, anche perché si sviluppa una maggiore resistenza all’insulina per cui i livelli di zuccheri in circolazione aumentano ulteriormente. Un’alimentazione ricca di zuccheri e farine raffinate è un fattore scatenante.
  • Diabete gestazionale: Tra gli altri fattori di rischio spicca il diabete gestazionale. Nei pazienti diabetici, inoltre, le difese immunitarie sono più basse e quindi meno pronte a reagire di fronte all’aggressione da parte del fungo.
  • Terapie con alcune tipologie di antibiotici: L’assunzione di antibiotici, soprattutto l’amoxicillina, che possono alterare la flora batterica intestinale, contribuisce alla distruzione dei Lattobacilli e dei Bifidobatteri. Gli antibiotici sono farmaci molto potenti, utili a prevenire e curare le infezioni. Tuttavia, la loro azione può alterare l’equilibrio della nostra flora batterica, andando a distruggere i microrganismi che compongono il microbiota vaginale che impediscono lo sviluppo di funghi e lieviti.
  • Stress e nervosismo: Da non trascurare è altresì il ruolo dello stress. Lo stress e l'ansia possono influenzare le difese immunitarie.
  • Biancheria e indumenti inadeguati: L’utilizzo di biancheria realizzata con tessuti sintetici, o troppo stretta, non consente la corretta circolazione dell’aria e crea un ambiente caldo e umido all’interno del quale il fungo della Candida prolifera. L’insufficiente areazione delle zone genitali favorisce l’aumento delle infezioni da candida, così come le temperature della primavera e ancor più dell’estate.
  • Igiene intima scorretta: L’eccessiva igiene intima e l’uso di lavande vaginali o l’utilizzo di detergenti intimi aggressivi possono alterare l'equilibrio della microflora vaginale.

Infografica sulle cause della candida

Sintomi della Candida in Gravidanza: Come Riconoscerla

Riconoscere la candida in gravidanza è importante perché nel corso dei tre trimestri l’infezione può prolungarsi e associarsi a una maggiore gravità dei sintomi, dovuti ai cambiamenti che avvengono a livello ormonale. I sintomi della candidosi in gravidanza sono spesso simili a quelli di altre infezioni. In alcuni casi, si ha a che fare con manifestazioni fisiologiche della dolce attesa. La Candida albicans si presenta con la sintomatologia più chiara e facile da riconoscere.

Ecco l’elenco dei sintomi caratteristici di un’infezione da candida a livello vaginale, pur ricordando che possono palesarsi anche in momenti dell’esistenza diversi dalla gestazione:

  • Bruciore intimo: Sensazioni di bruciori associate a edema e rossore.
  • Prurito vulvare e vaginale: Un forte prurito localizzato ai genitali, non solo all’esterno ma anche internamente.
  • Perdite bianche: Dalle quali deriva il nome candida, senza odore e di consistenza rilevante, simili a ricotta o al latte cagliato. Questa condizione prende il nome di leucorrea.
  • Visibile arrossamento nella zona della vulva e della vagina.
  • Sensazione di dolore nel corso dei rapporti sessuali: Spesso dolore durante la minzione e durante il rapporto sessuale.
  • Bruciore durante la minzione.

Quando la candida interessa il cavo orale, si manifesta con puntini bianchi a ridosso delle mucose boccali e della lingua. Nei neonati, questa forma di candidosi crea notevole fastidio durante la suzione del latte materno e viene chiamata mughetto. A livello intestinale, la presenza di candida è associata a sintomi come gonfiore con fasi alterne di diarrea e stitichezza, associate anche a immotivato senso di affaticamento. Alla comparsa di uno o più di questi sintomi, è consigliabile rivolgersi al proprio medico di fiducia in modo tale da accertare le cause che hanno dato origine all’infezione e la terapia da seguire per poterla curare.

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Diagnosi della Candida in Gravidanza: Il Percorso Clinico

Quando si avvertono sintomi che potrebbero essere ricondotti alla candida, è bene rivolgersi al proprio ginecologo per effettuare una visita di controllo. Il medico saprà valutare la situazione e prescrivere la terapia più adatta alla gestante, somministrandole farmaci adatti al trattamento dell’infezione riscontrata.

Per confermare la diagnosi di candida, il dottore effettua dapprima un’anamnesi, ponendo una serie di domande alla paziente in modo da comprendere meglio la situazione. Alcuni quesiti esemplificativi includono: che sintomi si stanno sperimentando e da quanto tempo? In che zone del corpo si avvertono questi sintomi? Si è mai avuto infezioni da candida? Si è già utilizzato farmaci per trattare un’infezione da Candida in passato? Si stanno assumendo farmaci che potrebbero aumentare il rischio di Candida?

Conclusa l’anamnesi, il ginecologo svolge un esame obiettivo, osservando la vulva e la vagina della paziente alla ricerca di gonfiore, rossore e altri sintomi evidenti. La diagnosi di candida vaginale richiede una visita ginecologica con tampone vaginale ed esame colturale per identificare e differenziare i vari tipi di candida. Onde escludere la presenza di altre patologie, potrebbe anche svolgere un’ecografia pelvica. Nel caso di soggetti che, pur risultando negativi all’esame colturale, continuino a manifestare sintomatologie in linea con la candidosi, può essere opportuno ricorrere al test della polimerasi che evidenzia la presenza del DNA di candida.

Ginecologo che effettua una visita di controllo

La Candida in Gravidanza è Pericolosa? Impatto su Mamma e Bambino

“Dottoressa, cosa succede se ho la candida in gravidanza?”: tantissime mamme ogni settimana pongono questa domanda, preoccupate per la loro salute e quella del cucciolo nella pancia. La candida è un’infezione molto fastidiosa, che provoca grande disagio alle donne incinte a causa della sua sintomatologia a carico degli organi genitali, come il prurito e il dolore. Ciò che preoccupa maggiormente le future mamme, però, è la possibilità che la Candida possa arrecare qualche danno al feto, compromettendone lo sviluppo o nuocendo alla sua salute e al suo benessere nel corso della gravidanza.

Se stai cercando risposte su quest’aspetto, puoi stare tranquilla: la candida durante la gravidanza non è pericolosa per la salute del nascituro. A differenza di altre malattie infettive (toxoplasmosi, rosolia, varicella), la Candida non è pericolosa né per te né per il bambino che porti in grembo. In genere l’infezione da candida in gravidanza non comporta rischi particolari per il feto o per la mamma. Non c’è alcun rischio per il nascituro, almeno finché non sopraggiunge il momento del parto.

Tuttavia, mi preme ricordarti, per dovere di precisione, che una percentuale minima della letteratura scientifica parla di un aumentato rischio di rottura prematura delle membrane e di parto prima del termine. Sebbene alcuni studi negli ultimi anni abbiano valutato un aumento dei parti pretermine nelle donne colpite da infezione da candida, ad oggi non esistono dati sufficienti per confermare questa associazione. Diversi autori, inoltre, associano la candidosi in gravidanza a medesima condizione congenita nel piccolo. Per quanto riguarda il legame tra candida nel corso della gravidanza e aborto, i casi sono rarissimi. Si può dire lo stesso per le situazioni in cui l’infezione arriva a coinvolgere il liquido amniotico.

Nonostante la Candida albicans cominci a colonizzare la bocca dei neonati fin dalla nascita, rimane incerto il ruolo che le madri giocano nella trasmissione di questo fungo patogeno ai loro figli. I risultati di alcune analisi hanno rivelato che circa il 58% delle coppie madre-figlio presentava la presenza di Candida albicans nei loro campioni. Nonostante non sia stata ancora definita in modo preciso la modalità esatta di trasferimento della Candida albicans ai neonati, è stata avanzata l'ipotesi che i neonati possano essere esposti all'infezione durante il parto, attraverso il contatto cutaneo o tramite l'alimentazione.

Cosa succede se si partorisce con la candida?Generalmente questa patologia non viene considerata pericolosa per il feto, ma è essenziale curare la candida prima del parto. Se non viene curata per tempo, è possibile che la madre trasmetta la Candida al bambino durante il parto naturale. Passando attraverso il canale vaginale, infatti, il nascituro viene a contatto con le mucose infette, contraendo l’infezione a sua volta. L'infezione genitale da candida contratta nell'ultimo mese di gravidanza può correlarsi a un rischio (in realtà molto basso) di infezione neonatale. Il neonato potrebbe sviluppare una candidosi orale o mughetto, un’infezione che colpisce le mucose della bocca e che si manifesta nel corso della prima settimana di vita. Tale infezione può essere trattata facilmente e non comporta complicazioni. Inoltre, per evitare di trasferire l’infezione al neonato durante il suo attraversamento del canale del parto, si previene il rischio di manifestare la dermatite da pannolino o il fastidioso mughetto.

Attenzione! In genere l’infezione da candida in gravidanza non comporta rischi particolari per il feto o per la mamma, tuttavia non è una condizione da sottovalutare. Per questa ragione è consigliato rivolgersi al proprio ginecologo fin dalla comparsa dei primi sintomi, in modo da individuare i trattamenti più opportuni per curare tale disturbo. La candida non è pericolosa di per sé, ma deve essere trattata nel modo giusto in modo da evitare il prolungarsi e aggravarsi dell’infezione.

Trattamenti per la Candida in Gravidanza: Approccio Terapeutico e Cautela

A questo punto, ti starai senza dubbio chiedendo cosa fare per debellare la candida che insorge in gravidanza. Per curare la candida in gravidanza, il primo passo da fare è quello di rivolgersi al proprio ginecologo, il quale sarà in grado di individuare le cause e le terapie più adatte alla propria condizione.

Sull’uso di medicinali durante la gravidanza pesano molti falsi miti, che spingono la maggior parte delle future mamme a evitarli il più possibile. La verità però è che, accanto ad alcuni farmaci che è effettivamente meglio evitare, ce ne sono tanti altri totalmente innocui, e tutta una fascia di principi attivi la cui assunzione comporta comunque meno rischi di quanti se ne correrebbero evitando di curarsi. L’unica regola da seguire è quindi il buon senso: vietato assolutamente il fai da te (anche per i farmaci da banco che non richiedono una prescrizione specifica). Ai primi sintomi di candida o di qualunque altro malessere occorre rivolgersi al proprio medico e seguirne precisamente le indicazioni terapeutiche. Solo il medico, infatti, ha l’esperienza necessaria per adattare i dosaggi alle necessità di una paziente in dolce attesa.

In gravidanza il trattamento farmacologico per la candida è limitato e deve essere assunto con alcune cautele. I rimedi per la candida in gravidanza possono essere diversi. Il medico potrebbe prescrivere dei prodotti antimicotici a uso topico come pomate o ovuli, oppure sistemici.

  • Farmaci antimicotici locali: Si possono prendere farmaci antimicotici da applicare localmente (ovuli e creme). Durante la gravidanza, è consigliato l’uso di antimicotici locali come ovuli vaginali o creme a base di clotrimazolo o miconazolo. Gli antimicotici topici come il clotrimazolo sono generalmente sicuri e comunemente prescritti in gravidanza. Nei casi in cui vengono prescritti questi medicinali, la durata della terapia si aggira attorno ai 7 giorni. Di solito, il trattamento dura 7-14 giorni, a seconda della gravità dell’infezione e del farmaco utilizzato. Rammento altresì che i farmaci antimicotici azolici sono assolutamente sicuri in gravidanza.
  • Corticosteroidi a dosaggio blando: In caso di prurito e arrossamento, per attenuare la sintomatologia possono essere prescritti corticosteroidi a dosaggio blando.
  • Terapie mirate: Per curare la candida in gravidanza, il medico può prescrivere un trattamento con farmaci specifici (antimicotici azolici) da usare localmente, sotto forma di ovuli e di creme. La terapia deve essere seguita per almeno sette giorni. Esistono anche terapie monodose, che sono più semplici da assumere ma non sempre hanno la stessa efficacia nel trattare l’infezione come l’Acido borico.

Ciò a cui bisogna prestare particolare attenzione è la terapia antifungina, che deve essere compatibile con lo stato di gravidanza. In gravidanza le linee guida raccomandano di trattare la vaginite da Candida prima per via locale e solo in seconda battuta per via sistemica. Le infezioni da Candida richiedono un trattamento specifico a base di creme che la contrastano, mentre non ci sono benefici se si utilizzano lavande vaginali.

Farmaci antimicotici topici e ovuli vaginali

Rimedi Naturali e Probiotici per la Candida in Gravidanza

Oltre alla terapia farmacologica, ci sono diversi rimedi naturali e buone abitudini da adottare per agevolare la guarigione e alleviare presto i sintomi della candida. In gravidanza, occorre prestare attenzione ai rimedi naturali tanto quanto ai farmaci: la maggior parte delle erbe sono sconsigliate alle future mamme, soprattutto nel primo trimestre, ma anche qui vale la regola del buon senso.

  • Tea Tree Oil (e non solo): Il Tea Tree Oil può rivelarsi un efficace antimicotico naturale in caso di candidosi in gravidanza. Bisogna però mettersi nell’ottica di possibili reazioni di ipersensibilità. Da citare sono altresì i benefici anti prurito dell’olio essenziale di iperico. Aloe vera, olio di iperico, arnica, calendula sono sostanze contenute in prodotti che combattono il prurito e il bruciore vaginale. Nel caso di candida in gravidanza, l’utilizzo dei rimedi naturali sopracitati in genere è sicuro e non comporta rischi per mamma e nascituro. Le fibre prebiotiche, se associate ad oli essenziali come Tea Tree e/o Lavandula angustifolia, somministrati localmente sotto forma di ovuli vaginali, riducono con maggiore efficacia l’infezione, la sintomatologia fastidiosa e creano un ambiente sfavorevole a una possibile recidiva.
  • Probiotici e fermenti lattici: Nel corso degli anni, la scienza ha scoperto che i probiotici possono aiutare a ridurre il rischio di recidive. Quando si tratta di fermenti lattici contro la candida da gravidanza, è necessario fare riferimento specifico ai lattobacilli. La loro assunzione può aiutare pure ad attenuare l’intensità dei sintomi. All’interno della vagina c’è un ecosistema vivo popolato da migliaia di microrganismi. In una condizione di equilibrio, questo microbiota vaginale è composto prevalentemente da lattobacilli, che svolgono una funzione protettiva per la vagina e il tratto genitale superiore, tenendolo al riparo dall’aggressione di microbi patogeni grazie alla produzione di sostanze benefiche come l’acido lattico.Solitamente, durante una gravidanza, il numero di lattobacilli presenti a livello genitale aumenta in modo da difendere l’organismo da infezioni, tutelandoci da possibili complicanze che potrebbero portare a un parto prematuro o, nei casi peggiori, a un aborto. Tuttavia, è possibile che si crei una condizione di squilibrio (disbiosi) per la quale i lattobacilli diminuiscono e vengono sostituiti da altri batteri e microrganismi, come la Candida. Per questo, può essere utile chiedere al proprio medico o al farmacista se l’assunzione di probiotici come PLENUM INTEGRATORE può aiutare a ripristinare l’equilibrio della microflora vaginale, contrastando l’infezione e riducendo il rischio di recidive. PLENUM INTEGRATORE contiene il Lactobacillus plantarum che contribuisce a mantenere il giusto pH che rende l’ambiente vaginale inospitale per la crescita della Candida albicans. Probiotici orali o vaginali (principalmente lattobacilli) sono consigliati, e come suggerisce un numero crescente di studi, il loro utilizzo permette di migliorare le condizioni cliniche e ridurre la probabilità che l’infezione si ripresenti. Può essere utile abbinare alla terapia antimicotica anche una cura a base di fermenti lattici da assumere per bocca, sempre su consiglio del proprio medico per essere sicure di individuare il giusto ceppo di probiotici per ristabilire l’equilibrio della flora batterica intestinale e vaginale. Qualora l’infezione sia determinata da una terapia antibiotica, potrebbe essere utile assumere i fermenti lattici in modo da ripristinare la flora batterica. L'ideale per il benessere del microbiota intestinale è seguire un'alimentazione sana, e integrare la dieta con yogurt in quanto è una preziosa fonte di fermenti lattici o in alternativa, assumendo direttamente dei probiotici (ad esempio I-Natal bustine o Dicoflor elle compresse).
  • Impacchi locali a base di argilla ventilata: Un altro rimedio naturale da conoscere è l’esecuzione di impacchi locali a base di argilla ventilata.
  • Bicarbonato di sodio: Tra i più efficaci rimedi naturali c’è il bicarbonato di sodio. Tra le sue mille virtù, infatti, c’è anche quella di alzare il pH vaginale con dei semplici lavaggi.

Ricorda sempre che alcuni rimedi naturali possono aiutare a ridurre il disagio, ma non sostituiscono la terapia medica.

Prevenzione della Candida in Gravidanza: Buone Abitudini e Stile di Vita

Vista la grande diffusione della candida in gravidanza, è bene conoscere gli accorgimenti necessari a prevenire l’infezione. Si tratta di piccole buone abitudini che possono fare molto, se messe in pratica in modo costante. Prevenire la candida in gravidanza, così come in tutte le altre fasi di vita della donna, è possibile attraverso alcuni cambiamenti che riguardano lo stile di vita e l’alimentazione.

  • Corretta igiene intima: Tutto parte da una corretta igiene intima. Il lavaggio delle parti intime andrebbe effettuato al massimo due volte al giorno e sempre con detergenti adatti, che rispettino il naturale pH delle mucose. Meglio evitare l’uso troppo frequente di lavande vaginali. L’igiene intima è un fattore molto importante in caso di candida, ma non richiede lavaggi più frequenti rispetto al solito, che sarebbero anzi controproducenti: va benissimo lavarsi una volta al giorno, quando si è più comode, usando un detergente delicato che non risulti troppo aggressivo con le mucose intime (proprio per non alterarne ulteriormente l’equilibrio) e asciugandosi per bene nelle pieghe, avendo cura di cambiare spesso l’asciugamano oppure di usare salviette usa e getta. Prima di andare in bagno, occorrerebbe sempre lavarsi prima le mani in modo da rimuovere i batteri che potrebbero entrare in contatto con le parti intime e destabilizzare la flora vaginale. Quando ci si pulisce con la carta igienica, occorre fare attenzione e procedere sempre con un movimento che va dalla vagina all’ano e non viceversa, poiché c’è il rischio che i batteri fecali vengano portati verso le parti intime. È importante utilizzare detergenti intimi delicati con pH neutro o leggermente acido in modo da preservare il pH vaginale e detergere la mucosa genitale con prodotti non aggressivi, poco schiumogeni senza Lauril solfati.
  • Scelta degli indumenti: Anche gli indumenti indossati possono fare la differenza. È bene scegliere una biancheria intima in fibre naturali come il cotone o il lino, che favorisce il circolo dell’aria, evitando indumenti sintetici o attillati. I materiali sintetici come il nylon intrappolano il calore e l’umidità, creando un ambiente adatto alla proliferazione dei funghi. Dopo lo sport, si consiglia di indossare sempre della biancheria pulita in modo che le parti intime non stiano troppo a lungo a contatto con il sudore. Lo stesso discorso vale se si frequentano le piscine. Prediligere salva slip in cotone ipoallergenici.
  • Alimentazione equilibrata: Seguire una dieta equilibrata e salutare, evitando formaggi, carboidrati, dolci, zuccheri e alcolici. Per limitare il proliferare dei lieviti all’origine dell’infezione, può essere di aiuto una modifica dell’alimentazione. In primis attraverso la riduzione dell’assunzione di cibi ricchi di glutine, aceto, alcolici, lievitati, zucchero, fruttosio e lattosio, poiché la loro metabolizzazione fornisce sostanze utili per la crescita di candida. È consigliata l’assunzione di verdura e frutta fresca in grado di contrastare quell’acidificazione dei tessuti che favorisce lo sviluppo di candida a livello intestinale e vaginale. A questi si aggiungono l’olio di oliva, ricco in vitamine liposolubili e acidi grassi polinsaturi ad azione antinfiammatoria, e l’aglio, per la sua azione antimicotica. Infine, consumare olio di cocco, ricco in acido caprilico, diventa utile per nutrire la flora benefica.
  • Gestione dello stress: Evitare ansia, stress e nervosismo.
  • Attenzione ai prodotti per il bucato: Alcuni detersivi e saponi possono rilasciare sostanze che rimangono sui vestiti e sull’intimo, entrando in contatto con le mucose, causando irritazioni e alterazioni della flora batterica vaginale.
  • Coinvolgimento del partner: Soprattutto nel caso di recidive, nonostante il trattamento farmacologico, è essenziale considerare la possibilità di intraprendere una cura anche per il partner, al fine di evitare la continua trasmissione dall’uno all’altra. Sebbene la candida non sia classificata come malattia sessualmente trasmissibile, può comunque essere trasmessa attraverso i rapporti sessuali.

Tavola con alimenti consigliati per la prevenzione

Candida e Contrazioni Uterine in Gravidanza: Una Connessione Possibile

Durante la gravidanza, è senz'altro possibile che la vaginite da Candida sia responsabile di contrazioni uterine. Questo aspetto è emerso anche nelle domande poste alle specialisti, dove una futura mamma a 22+3 settimane di gravidanza, grazie ad ICSI, avvertiva contrazioni indolori ma piuttosto frequenti. In questo caso specifico, dopo una cura per la candida in ovuli, la situazione è decisamente migliorata.

La specialista ha confermato che, visto che il tampone era risultato positivo per la Candida, è possibile che fosse proprio questa vaginite a stimolare le contrazioni uterine che la paziente avvertiva prima di riprendere la terapia con il progesterone ovuli. Ad ogni modo, il fatto che il collo dell’utero non si sia minimamente modificato nella sua lunghezza è stato un dato positivo. Questo sottolinea l'importanza di trattare la candidosi non solo per alleviare i fastidiosi sintomi, ma anche per prevenire possibili complicazioni, seppur meno comuni, come le contrazioni uterine che potrebbero destare preoccupazione.

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Considerazioni Pre-concezionali e Post-Parto

Tra le varie cose che è opportuno fare quando si decide di avere un bambino, è importante eseguire un tampone vaginale per escludere infezioni come la candida. Accanto a uno stile di vita sano e al miglioramento delle proprie abitudini, è bene ripristinare l’equilibrio della microflora vaginale e intestinale. La presenza di eventuali infezioni, infatti, può interferire sia con il concepimento che con il buon esito della gestazione, oltre ad aggiungere ulteriori disagi in una fase che già di per sé è molto delicata. Ulteriori ricerche si occuperanno di monitorare attentamente i bambini per valutare la variazione dei livelli di Candida albicans e se eventualmente sviluppino carie dentali, in relazione alle pratiche alimentari materne (allattamento esclusivo al seno, allattamento esclusivo al biberon e la combinazione di entrambi) e l'allattamento notturno, che è risultato significativamente più alto nel gruppo di madri e bambini positivi alla Candida albicans a 2 mesi di vita del bambino.

Le informazioni contenute in questa pagina non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio o indicazione riportata. Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante.

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