"Senza Famiglia" di Hector Malot: Un'Odissea di Formazione tra Avventura, Affetti e Riscoperta delle Origini

L'opera di Hector Malot, "Senza famiglia", pubblicata a puntate dal 4 dicembre 1877 al 19 aprile 1878 sul quotidiano Le Siècle, e poi nello stesso anno come romanzo in due volumi da Édouard Dentu, rappresenta un caposaldo della letteratura per ragazzi e un profondo romanzo di formazione. Nel corso del tempo è diventato un classico, tanto è vero che ne esistono pure versioni a cartone animato e film per tutti. Nella seconda metà dell’Ottocento, Octave Feuillet inventò un nuovo genere di racconto popolare, il feuilleton o romanzo d’appendice, che usciva a puntate sui giornali. Questo contesto editoriale permise a Malot di raggiungere un vasto pubblico, proponendo una storia che, lungi dall'essere una semplice narrazione d'avventura, celava una profonda denuncia sociale e intenti pedagogici. Hector Malot (La Bouille, 1830 - Fontenay-sous-Bois, 1907), scrittore e critico letterario, esordì nel 1859 con il romanzo Les amants. Dei suoi oltre sessanta libri, "Senza famiglia" è certamente il più celebre. Il romanzo è decisamente verista, privo di elementi magici, misteriosi o paradossali, anche se l’agnizione finale rappresenta una conclusione quasi dal sapore fiabesco. Malot, infatti, era interessato a una pedagogia che facesse dell’esperienza di vita la principale maestra, opponendosi a un'educazione totalmente libresca e avulsa dalla realtà proposta in genere dalla scuola della sua epoca. Con le sue pagine intense e la sua prosa pulita, riesce ancora oggi ad appassionare i lettori e a educarli senza pedanteria.

Ritratto di Hector Malot, autore di

La Genesi del Viaggio: Remì e l'Abbandono

Remì (Remigio in alcune edizioni italiane) è il protagonista della storia, un bambino dolce e sensibile che non conosce l'identità dei suoi genitori. Abbandonato appena nato, viene allevato dalla famiglia Barberin. Fino a che non raggiunse l’età di otto anni, credette di avere una madre perché una donna lo stringeva a sé quando piangeva e, con i suoi baci e le sue carezze, riusciva a placare ogni suo dolore. Questa donna era la signora Barberin, la sua balia, che si era affezionata a lui come fosse il suo vero figlio. Remi vive la sua prima infanzia protetto dalla madre adottiva, in condizione di povertà ma non di miseria, accudito con amore e nutrito dal latte tiepido della mucca di casa. Il suo mondo idilliaco si frantuma un giorno quando scopre che quella che ha sempre creduto essere sua madre è solo la sua balia. La mucca, che anni prima era stata venduta per curare i problemi di salute di Jerôme Barberin, era un simbolo di quell'affetto e di quella stabilità iniziale che il protagonista perderà.

A causa di problemi familiari congiunti a malanni di salute del patrigno, il signor Barberin, Remì si trova ora a dover lasciare questa famiglia. Quando il marito della donna ritorna a casa, è un uomo storpiato da un incidente sul lavoro, indurito e infelice. L'uomo ha perso il lavoro e non ha nessuna intenzione di continuare a sfamare il bambino, così lo vende per quaranta franchi a Vitalis (Vitali in alcune traduzioni), un italiano che campa facendo spettacoli nelle piazze con i suoi animali ammaestrati. Inizialmente, il marito della donna decide di mandarlo all’ospizio del paese. Tuttavia, un viandante di nome Vitali ascolta casualmente la conversazione e chiede di poter avere in consegna Remì, a quell’epoca "comprandolo", per farlo lavorare con lui e la sua piccola improvvisata compagnia ambulante un po' teatrale e un po' circense. Remì è un trovatello adottato dalla signora Barberin e poi venduto al signor Vitalis, un suonatore ambulante.

Remì saluta Mamma Barberin prima di partire con Vitalis

L'Apprendistato con Vitalis: La Scuola della Vita Onesta

Affidato alle cure del maestro Vitalis, un artista di strada che gira la Francia con una compagnia formata da tre cani ammaestrati, tra cui Capi (dalla parola 'capitano', questo è il suo ruolo nel piccolo branco), Zerbino e Dolce, nonché dalla scimmietta Joli-Coeur (chiamata anche Belcore o Cuorgentile in alcune edizioni italiane), Remì inizia la sua vita da saltimbanco. Capo di una compagnia di saltimbanchi, Vitalis diventa il maestro di vita di quest'ultimo. Vitali, seppur all'inizio molto burbero e per niente affettuoso, è severo, ma non cattivo. Cerca di istruire il bambino, gli insegna a leggere, a scrivere, a contare e gli impartisce un’istruzione musicale. Vitalis gli insegna a leggere e a scrivere, gli insegna la sua lingua d'origine, l'italiano, e anche a suonare l'arpa. Con il tempo il rapporto tra Rémi e Vitalis diventa sempre più affettuoso e familiare. Diventa quasi un padre per lui ed è evidente che gli vuole bene.

La storia si svolge in una Francia rurale e vasta, dove bambini abbandonati e sfruttati erano consuetudine. Gli ambienti variano: la prima parte si svolge nella modesta casetta dei Barberin, poi, in seguito alla sua partenza con Vitalis, Remì visita molte città come Bordeaux, Ussel e Parigi. Talvolta ci sono anche scene in aperta campagna, nei ghetti malfamati dove sono costretti ad alloggiare e le varie piazze dove si svolgono le loro rappresentazioni. È un viaggio interminabile attraverso la Francia. Pur non ricevendo un’educazione istituzionalizzata, egli forma il proprio carattere girando il mondo.

Le peripezie non tardano ad arrivare. A Tolosa, per difendere Capi dal maltrattamento di un poliziotto ostile ai musicanti di strada, Vitalis viene arrestato e condannato ad un periodo di detenzione di due mesi di carcere. Durante la sua prigionia, il piccolo Rémi gira solo per la Francia fino ad incontrare il "Cigno", il battello della signora Milligan, dama inglese che risale i canali della Loira col figlio infermo Arthur (in italiano Arturo). La signora Milligan è la madre gentile e comprensiva di Arturo, un bambino continuamente malato di strane malattie. La nobildonna accoglie Remì presso di sé quando Vitalis è in prigione, e Remì si affezionerà molto a lei e a suo figlio. Vitali, nonostante ciò, non accetta di separarsi da Remì quando riceve l’offerta di una danarosa signora inglese che vorrebbe averlo accanto come compagno del figlio malato. Questo gesto sottolinea la profondità del legame che si era creato.

Uscito Vitalis di prigione, la compagnia si riforma e si avvia per passi innevati dal rigido inverno. Questa fase del viaggio è particolarmente dura: Zerbino e Dolce, due dei tre cani, vengono uccisi dai lupi, e la scimmietta Joli-Coeur muore di polmonite. Ma una notte, la grandine spacca i vetri delle serre, e il signor Acquin, che ha troppi debiti da pagare, finisce in carcere. Dopo questa serie di perdite, decidono così di andare a Parigi, dove si separeranno temporaneamente: Rémi andrà a stare con un conoscente di Vitalis, Garofoli, mentre il padrone si troverà un lavoro, per poi ricongiungersi a primavera.

Alessandro Barbero - La guerra civile francese

La Tragedia e i Nuovi Incontri: Garofoli, Mattia e la Famiglia Acquin

La sfortuna non abbandona Remì. Durante il cammino per raggiungere Garofoli, vengono sorpresi da una tormenta di neve. Dal momento che il ragazzo è stanco e febbricitante, si riparano dietro lo steccato di una casa e Vitalis lo protegge col suo corpo. Il mattino dopo Rémi è salvo, mentre per il vecchio non c'è più nulla da fare. Vitali muore durante una bufera di neve per assideramento e Remì resta solo con Capi come unico amico. Questa morte segna un punto di svolta drammatico nella vita di Remì, che ora deve affrontare il mondo con il solo fedele Capi al suo fianco. Remì è sempre in viaggio con fatica, però si guadagna da vivere in modo onesto, rimediando anche qualche soldino per ricomprare la mucca a mamma Barberin.

Arrivato a casa di Garofoli, il losco sfruttatore di bambini, Rémi fa conoscenza con Mattia, un piccolo violinista italiano originario di Lucca, nipote del conoscente di Vitalis. Questi gli racconta di come sia finito in affidamento a Garofoli lasciando a malincuore la sua famiglia, in particolare la sua sorellina Cristina, e gli rivela che Garofoli è in realtà uno sfruttatore di bambini, per il quale ogni occasione è buona per picchiarli. Quando poi rientra in casa, fa per riscuotere il denaro dei ragazzini sotto la sua "protezione" che si sono guadagnati facendo piccoli spettacoli, e dato che a uno mancano dei soldi prende in mano la frusta. Mattia è un ragazzino sempre maltrattato da Garofoli che diventerà il suo più grande amico.

I figli di Garofoli vengono così spartiti tra vari parenti, ma dato che Rémi non fa parte della famiglia, è costretto a ripartire a girare per la Francia con il cane Capi, che è ancora vivo. Remì e Capi trovano casa presso questa famiglia di fiorai, gli Acquin, composta dal padre, Pierre, e quattro figli: Etiennette, Alexis, Benjamin e Lise. Accolgono Rémi dopo la morte di Vitalis. La figlia minore, Lise, una bambina che non ha mai parlato ma che vuole molto bene a Remì e si capiscono anche senza bisogno di parole, diventa la miglior amica di Rémi. Anche qui, dopo un anno di raccolti andati a male, la famiglia Acquin è costretta ad andarsene, e il signor Acquin finisce in carcere. Remì deve riprendere il suo cammino solitario.

Un giorno, in cammino per le strade, Remì ritrova Mattia, che non sta più da Garofoli perché quest'ultimo è finito in carcere. I ragazzini formano una nuova piccola compagnia ambulante, grazie anche a una scimmietta che si affeziona a loro mentre sono clandestini su un vagone di un treno pieno di animali del circo che chiamano Joli-Coeur, come la scimmietta di Vitalis. Remì con l'arpa e Mattia con il violino, i due ragazzi sono un'ottima compagnia ambulante, con Mattia sempre fedele al suo fianco e con un'arpa a tracolla, finalmente libero da un padrone violento e cattivo.

Remì e Mattia si esibiscono per strada con i loro animali

La Ricerca della Vera Famiglia e la Rivelazione

Guadagnati abbastanza soldi, Rémi decide di fare un regalo alla sua mamma adottiva: una mucca (quella che anni prima era stata venduta per curare i problemi di salute di Jerôme Barberin). Appena giunti a destinazione a Chavanon, la signora Barberin dice al ragazzo che i suoi genitori lo stanno cercando, e che suo marito, incaricato di ritrovarlo, ora è a Parigi. Rémi e Mattia riprendono il viaggio verso la capitale.

A Parigi, scoprono con grande disappunto che Barberin è passato a miglior vita, ma ha lasciato l'indirizzo dei legali della famiglia a cui apparterrebbe Rémi. Gli avvocati si trovano a Londra, quindi significa che Rémi è in realtà inglese. Dopo la traversata della Manica, i ragazzi giungono finalmente in Inghilterra e rintracciano gli avvocati. Viene così accompagnato dalla sua presunta famiglia, i Driscoll, che però si comportano in modo freddo con lui. Inoltre, a dire di Mattia, non gli somigliano per nulla, pertanto non possono essere i suoi veri parenti, ma Rémi non vuole crederci, anche se in fondo anche lui la pensa così. I Driscoll sono degli impostori e ladri d'accordo con James Milligan che si spacciano per la vera famiglia di Rémi.

Un giorno, Rémi vede il suo presunto padre parlare con un distinto signore, che scopre essere James Milligan (Giacomo in italiano), cognato della signora Milligan e zio del suo amichetto Arthur. Milligan sembra contento, in quanto la salute di Arthur peggiora sempre più, potrebbe anche morire, ciò significa che potrebbe accedere tranquillamente all'eredità del defunto fratello. Rémi vuole avvertire la signora Milligan dei loschi piani del cognato, ma nel frattempo viene arrestato a causa di Capi. Notte tempo due ladri (il signor Driscoll e il maggiore dei figli) avevano rubato nella chiesa di St. George, e con loro era stato visto Capi, perciò trovandolo con il ragazzo hanno scambiato lui per il ladro. Viene imprigionato e processato, e alla fine si decide di mandare Rémi in riformatorio.

La notte prima della partenza, Mattia gli recapita un messaggio: il giorno dopo, sul treno, dovrà saltare quando rallenterà alla curva, e lui sarà lì ad aspettarlo con il clown Bob (un loro amico conosciuto a Londra) e un carro. Tutto avviene come previsto, Rémi è salvo. Avendo scoperto che la signora Milligan è tornata in Francia con Arturo, di notte, con l'aiuto del fratello di Bob, i due ragazzi riattraversano la Manica. Andando a cercarla, pensano di passare da Dreuzy, dove abita la zia Catherine, una parente degli Acquin che ha ospitato la piccola Lise, per andarla a trovare, ma scoprono che la bambina è partita con la signora Milligan e Arthur sul "Cigno". Dopo molto camminare, capiscono che è andata in Svizzera, a Vevey.

Appena giunti in Svizzera, Rémi suona una canzone con l'arpa che piaceva tanto a Lise. Lei, che si trova nelle vicinanze, per via della forte scossa emotiva riacquista l'uso della parola. In un passaggio del romanzo si legge: «Dov’è la signora Milligan e Arturo?» chiese Rémì. Lisa mosse le labbra per parlare, ma dalla sua bocca uscivano suoni inarticolati. Allora ricorse al linguaggio delle mani e cominciò a spiegarmi. In quel momento vidi in fondo al giardino, una carrozzina su cui era sdraiato Arturo, dietro a lui c’erano sua madre e… Giacomo Milligan!

Ritrovata la signora Milligan, si chiarisce tutta la faccenda: appena nato Rémi, James Milligan l'aveva fatto rapire e abbandonare a Parigi per evitare ostacoli sulla via dell'eredità del fratello, che era in fin di vita. Ma poi nacque Arthur, e vista la sua salute cagionevole e il pericolo di vita, saputo che Rémi, il maggiore, e quindi di diritto l'erede, era ancora vivo, l'aveva fatto ritrovare e affidato ai Driscoll per tenerlo d'occhio. La vera madre di Remì, la signora Milligan, è una nobile inglese. Il secondo figlio della Signora Milligan e fratello di Rémi è Arthur. Ora Rémi ha trovato la sua vera famiglia, e vivrà insieme anche a Lisa e Mattia.

Analisi dei Personaggi: Un Pantheon di Figure Indimenticabili

Il libro è un susseguirsi di avventure e di colpi di scena durante un viaggio interminabile. Nel racconto, gli animali si comportano secondo la propria natura e gli esseri umani mostrano i loro lati migliori e pure quelli peggiori. Tuttavia, la visione non è manichea, cattivi da una parte, buoni dall’altra: la cattiveria nasce dalla fame, dall’abbandono educativo, dall’avidità; ha una causa, non è insita naturalmente negli esseri umani. È una concezione illuminista dell’uomo che demanda la formazione delle persone all’esperienza e alla lotta contro la disonestà.

Schema delle relazioni tra i personaggi principali di

Remì: L'Eroe Resiliente

Rémi è un bambino dolce e sensibile che non conosce l'identità dei suoi genitori, per questo motivo vivrà mille avventure in giro per la Francia e in ogni luogo che visiterà sarà ricordato come un bambino simpatico e affettuoso. Remì è un ragazzino che non si demoralizza mai, lui non demorde e non si abbatte. È capace di distinguere il bene dal male. La lettura di questo libro infonde un po' di ottimismo non soltanto per il lieto fine. La storia di Remi è inventata, ma si può ben credere che molti bambini, nell’Ottocento e nella prima metà del Novecento, abbiano vissuto situazioni simili: spazzacamini, operai, contadini, strappati anzitempo dalle famiglie, mai andati a scuola, piegati dal lavoro e destinati a una crescita precoce, a una morte precoce. L'intera vicenda è molto lunga perché si sviluppa nel corso di alcuni anni: all’inizio del romanzo Remì è un bambino di otto anni, alla fine invece ne ha quasi quattordici. Il carattere del personaggio di Remì può essere accostato a quello di David Copperfield di Dickens, vista la somiglianza tra i due: innanzitutto le origini inglesi. Remì, alla ricerca del suo posto nel mondo, è il protagonista di “Senza famiglia”.

Vitalis: Il Maestro di Vita

Vitalis è il maestro di vita di Remì, sarà come un padre per lui. Vitali è il maestro che fa capire a Remi “da dove viene”. Da dove vengono non solo le cose materiali, ma anche le scelte spirituali e il bene. Remì deve anche molto a Vitali, a quella dura scuola di sopravvivenza a cui il musicista lo ha avviato. Un tempo, si educavano bambine e bambini a “sapere da dove viene”. A sapere da dove viene il pane che arriva sulla tavola, il vestito che tiene caldo, l’acqua nel bicchiere, il soldino nel salvadanaio, le calzature che proteggono i piedi, la mela nella fruttiera. “Sapere da dove viene” significa comprendere il lavoro e la cura che stanno dietro ai beni consumati nel quotidiano, capire che non cadono dalle nuvole, non sono gratuiti, non sono infiniti. È questa un’educazione ecologica a tutto tondo, nata prima che il problema della protezione ambientale si ponesse in modo cosciente. Non augureremo certo ai nostri bambini di affrontare situazioni simili perché il loro carattere si consolidi, ma possiamo riflettere su come il tentativo che facciamo di proteggerli da tutto e di chiuderli in una campana di vetro possa comportare l’indebolimento della loro personalità.

Mattia: Il Co-Protagonista e Fratello di Cuore

Mattia è il deuteragonista di questa vicenda, o meglio, lo si potrebbe tranquillamente definire il co-protagonista. È un bambino prodigio, è italiano ed è un bravo musicista. Mattia infatti suona con molta disinvoltura tre strumenti: il violino, il flauto e il corno. Inoltre, parla con scioltezza sia il francese sia l'inglese. Se Remì è stato paragonato a Copperfield, Mattia potrebbe tranquillamente essere confrontato con Oliver Twist. Mattia subisce molti maltrattamenti da parte di Garofoli, il terribile zio che lo picchia quotidianamente. Anche Oliver Twist è umiliato, picchiato e insultato sia dalla direttrice dell'orfanotrofio, sia dagli adulti della parrocchia a cui viene successivamente affidato. Malgrado ciò, sia Mattia sia Oliver si mantengono buoni, dolci, puri d'animo. Anche se sono circondati dall'ingiustizia e dalla cattiveria, entrambi conservano la loro grande forza morale. Mattia è un po’ più piccolo di Remì, ma, nonostante questo, ha la maturità di un adulto. È il primo a capire che Remì è figlio della signora Milligan.

Mamma Barberin: L'Affetto Originario

Mamma Barberin, la madre adottiva di Rémi, è affezionata a lui come fosse il suo vero figlio. Remì deve moltissimo a mamma Barberin non tanto perché lo ha adottato, ma specialmente perché lei, con il suo affetto e la sua sensibilità, lo ha avviato sulla strada giusta. Remi parte per la grande avventura con un bagaglio esteriore quasi inesistente, ma con un patrimonio interiore solido e ricco. Quei primi anni trascorsi in solitudine con una madre attenta, premurosa, forte nella sua semplicità, gli permettono di affrontare qualsiasi traversia.

La Signora Milligan e Arthur: La Famiglia Ritrovata

La signora Milligan è la vera madre di Remi, una nobile inglese. Arthur, il secondo figlio della Signora Milligan e fratello di Rémi, soffre di una grave malattia alle gambe che gli procura molti disagi, ma che gli passerà appena cresciuto. Il legame tra Remì, la signora Milligan e Arthur è centrale per il lieto fine della vicenda.

I Personaggi Negativi: Le Forze Avverse

A mettere i bastoni tra le ruote al piccolo saltimbanco ci sono tutta una serie di individui ambigui che non sono quello che fanno apparire. Tra di loro Jerôme Barberin, che vende Remì, e che viene descritto come un uomo senza tatto, esattamente come il signor Barberin. Il signor Garofoli è un violento sfruttatore di bambini, padrone e zio di Mattia. James Milligan e la famiglia Driscoll, impostori e ladri, faranno di tutto per impedire al protagonista la scoperta delle proprie origini. Per il resto, Malot delinea adulti compassionevoli e solidali verso Remì e Mattia. L'unico personaggio davvero cattivo è Garofoli, e abbastanza negativo è anche il signor Barberin.

Gli Animali: Compagni Fedeli

Capi, Zerbino e Dolce, tre cani, e la scimmietta Joli-Coeur (o Bel Cuore) sono gli animali della compagnia Vitalis. Nel corso del racconto, Zerbino e Dolce sono sbranati dai lupi e Joli-Coeur muore di polmonite. Capi è un cane intelligente, gli manca solo la parola, come si suol dire. Questi animali non sono semplici accessori, ma membri della compagnia, compagni di viaggio e di sventura, che Remì ama profondamente e da cui riceve affetto e lealtà.

Gli animali della compagnia di Vitalis

Temi e Messaggi: Un Romanzo di Formazione e Denuncia Sociale

"Senza famiglia" di Hector Malot è innanzitutto un romanzo di formazione, dove il protagonista è un bambino che sta diventando un giovane uomo. La storia è quasi epica, densa di significati profondi, peripezie ed emozioni che fanno battere il cuore. Il libro è anche una forte denuncia sociale, mirava a mettere in luce la situazione estrema degli orfani: abbandonati negli orfanotrofi o affidati a qualche famiglia bisognosa in cambio di pochi soldi, i bambini si muovevano ai bordi di una società che non si interessava minimamente a loro. Proporre "Senza famiglia" ai piccoli lettori significa invitarli a una grande avventura di viaggio e a far propri i valori espliciti e reiterati nella storia. È una doppia funzione, educare alla lettura e educare all’onestà, quella che il libro veicola con un perfetto equilibrio tra vicende e insegnamenti. Funzione che Hector Malot aveva ben presente nella stesura del suo racconto.

I valori dell'onestà, della resilienza, della solidarietà e dell'importanza dei legami affettivi sono costantemente messi in evidenza. Remì, nonostante le avversità, si guadagna da vivere in modo onesto, e la sua capacità di instaurare rapporti sinceri con persone come Vitalis, Mattia, la famiglia Acquin e la signora Milligan è la chiave della sua sopravvivenza e della sua crescita.

Il romanzo mette in luce anche il tema dell'educazione esperienziale, contrapposta a quella puramente libresca. Vitalis, con la sua scuola di vita itinerante, impartisce a Remì insegnamenti pratici e morali fondamentali per la sua formazione, un'educazione che gli permette di "sapere da dove viene" ogni cosa, dalle necessità materiali ai valori spirituali. Ora non sempre c’è questo tipo di educazione e molti ragazzini, abituati a vedere realizzati i desideri, ma non a guadagnarli, non saprebbero sopravvivere da soli neppure mezza giornata.

Il tempo di questa storia è ambientato intorno alla fine dell’Ottocento ed ha una durata di circa due anni. Il romanzo si conclude con un lieto fine, come spesso accade nei romanzi d’appendice, ma non senza aver mostrato le crudeltà e le ingiustizie del mondo.

L'Eredità Culturale e le Trasposizioni

Passano gli anni. Remì è adulto, ed è felicemente sposato con Lisa. Insieme hanno avuto un figlio, il piccolo Mattia, la cui bambinaia è la vecchia Mamma Barberin. Mattia si è dedicato alla sua più grande passione, la musica, ed è diventato un grande violinista apprezzato in tutta Europa. Arthur, riacquistato l'uso delle gambe, è diventato un atletico ed affascinante giovane uomo e si è innamorato di Cristina, la sorella minore di Mattia. Il perfido James Milligan invece è finito in rovina, e perde denaro in continuazione. Alla festa di battesimo del piccolo Mattia, Rémi ha invitato tutte le persone che ha incontrato durante il suo vagabondare alla ricerca della sua vera famiglia. Remì diventa un ricco e felicemente sposato padre di famiglia, mentre il suo fratello maggiore, Arthur diviene un ragazzo robusto e solare.

"Senza famiglia" è probabilmente il romanzo più conosciuto di Malot. Il romanzo ebbe numerose trasposizioni sia per il cinema che per la televisione ma senza ombra di dubbio bisogna ringraziare l’anime "Remì e le sue avventure" se il piccolo orfanello è impresso nella memoria collettiva di alcune generazioni. La sigla, ad opera di Vince Tempera, fu talmente famosa che tra il 1979 e il 1980 fu in vetta alle classifiche nazionali. "Remì e le sue avventure", prodotto dalla Tokio Movie Shinsha, fu trasmesso in Italia dalla Rai nel 1979 e poi, a distanza di venti anni, ritrasmesso da Mediaset con un doppiaggio differente e una nuova sigla. Entrambe le edizioni sono state seguitissime dai telespettatori. L'impatto culturale di Remì è testimoniato anche dalla raccomandazione di armarsi di fazzoletti, perché è impossibile non commuoversi fino alle lacrime con la storia del piccolo Remì. Oggi, il libro di Malot, lo ritroviamo in libreria per Gallucci editore (Collana UAO), nella traduzione di Marina Karam.

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