Il Gioiello Nascosto: Coltivare l'Autostima e l'Essere Se Stessi Attraverso l'Educazione e le Filastrocche

La complessa arte dell'educazione è un percorso che richiede attenzione, sensibilità e una costante riflessione sulle strategie più adeguate per accompagnare i più piccoli nella scoperta di sé e del mondo. Nel contesto della nostra rubrica “IL LUNEDI’ PEDAGOGICO”, che da alcuni anni viene pubblicata sul nostro sito, si vuole offrire non una verità assoluta, ma uno spunto di riflessione per chi pensa che educare sia un compito di immensa importanza, benché estremamente impegnativo. Al centro di questa riflessione vi è la cruciale importanza di permettere ai bambini di "essere se stessi", promuovendo un'autostima solida e incondizionata fin dalle prime fasi della vita.

Ogni individuo porta dentro di sé una scintilla unica, un valore intrinseco che spesso, purtroppo, viene offuscato da voci interiori o esterne che sussurrano: “Sei inutile”, “Sei orribile”, “Nessuno ha bisogno di te”. Queste affermazioni, se costantemente ripetute, possono minare le fondamenta della fiducia in sé stessi. Eppure, in ogni persona, ci sono frammenti e atomi di pianeti lontani, di supernove luminose, di galassie infinite. I secoli e l’universo hanno lavorato per creare ciò che siamo, e questa consapevolezza dovrebbe fungere da baluardo contro ogni forma di auto-svalutazione. L'imperativo, quindi, è di osare diventare ciò che si è veramente, senza disarmarsi facilmente di fronte alle difficoltà o alle pressioni esterne. Ci sono meravigliose opportunità in ogni essere umano, e il compito educativo è proprio quello di aiutare i bambini a scoprirle e valorizzarle. È fondamentale persuadersi della propria forza e della propria gioventù, ma soprattutto, imparare a stimare se stessi. La domanda "qual è stato il mio più grande progresso?" trova una risposta profonda nella capacità di un individuo di riconoscere e celebrare il proprio valore. Una persona che dubita di sé è, in effetti, come un uomo che vuole arruolarsi tra le fila del nemico e alzare le armi contro se stesso, compromettendo il proprio benessere e il proprio potenziale.

Bambini che giocano e ridono

Il Potere Costruttivo delle Parole: Come l'Autostima Prende Forma

La mente umana è incredibilmente recettiva, specialmente durante l'infanzia. Quando le parole vengono costantemente ripetute, il nostro cervello le assorbe al punto tale che queste diventano un vero e proprio “programma” che condizionerà parte della nostra esistenza. L'esempio più lampante di questo meccanismo si manifesta con un impatto devastante nella vita di un bambino. Se ad un bambino gli viene detto e ripetuto più volte di “essere uno stupido”, il risultato sarà prevedibile e doloroso: quel bimbo si convincerà delle parole pronunciate dall’adulto e crescerà appunto come uno “stupido”, interiorizzando una percezione negativa di sé che potrebbe accompagnarlo per tutta la vita. Le parole, dunque, non sono meri veicoli di comunicazione; esse creano la nostra realtà, e iniziano a crearla sin dalla primissima infanzia, modellando la percezione che l'individuo ha di se stesso e del suo posto nel mondo.

Il concetto di autostima getta le sue basi a partire dal mondo dell’infanzia per poi rafforzarsi nel ciclo evolutivo della nostra crescita. Ma cos’è, in fondo, l’autostima? L’autostima è il complesso dei giudizi e delle valutazioni che l’individuo ha di se stesso. Queste percezioni sono profondamente influenzate dal vissuto individuale, dalle singole esperienze e, in modo cruciale, dagli elementi affettivi e sociali che ne condizionano la percezione personale. Il senso di autostima è, di conseguenza, la somma di un bagaglio di giudizi valutativi inerenti alle situazioni vissute e percepite dall’individuo, un mosaico complesso che si compone giorno dopo giorno.

Il mondo del bambino è un universo tutto da costruire ed esplorare, un mondo che, almeno per i primi anni, dipende in larga misura dall’adulto e dalla capacità di quest’ultimo di “comunicare” efficacemente con il mondo dell’infanzia. I bambini credono alle parole degli adulti, dipendono da essi, e ogni parola detta, ogni gesto compiuto, potenzialmente crea un programma nel loro mondo interiore, un programma che in seguito il bambino elaborerà in una maniera del tutto personale, filtrandolo attraverso le proprie esperienze e la propria sensibilità. Parole e azioni sono, quindi, i primi input con cui il bambino darà un valore mutevole e dinamico nel tempo al suo mondo interno. Saranno proprio i genitori, attraverso il loro amore incondizionato e attraverso il loro modello educativo, a contribuire in maniera determinante alla costruzione della prima immagine di sé del bambino, un'immagine che sarà la base per tutta la sua futura identità.

Bambino che si guarda allo specchio con espressione pensierosa ma serena

Coltivare l'Amore per Sé: Strategie Educative Quotidiane per la Fiducia dei Bambini

Febbraio, spesso associato a San Valentino e all'amore romantico, può e deve essere trasformato in un'occasione per parlare dell’amore più importante: quello verso sé stessi. Supermercati e negozi si riempiono di cuori e cioccolatini, ma se ampliassimo lo sguardo, questa ricorrenza potrebbe diventare un momento prezioso per iniziare un dialogo profondo sull'auto-accettazione. Ma da dove partire? Bastano cuori di carta e biglietti? Certamente no, l'amore per sé è un concetto che va coltivato con impegno e azioni concrete.

Come insegnanti, ogni giorno siamo un modello per i nostri alunni e le nostre alunne. Se dimostriamo rispetto per noi stessi, se diamo valore ai nostri pensieri e alle nostre emozioni, trasmettiamo un messaggio potente e inequivocabile: anche loro meritano lo stesso rispetto e la stessa considerazione. Quante volte ci troviamo a consolare un bambino che si sente insicuro o a incoraggiare una bambina che ha paura di sbagliare? In quei momenti cruciali, è fondamentale agire con empatia e cura, mostrando che ogni emozione è valida e che il rispetto per sé stessi inizia dall’accettazione delle proprie fragilità, poiché sono proprio queste a renderci umani e autentici.

Per promuovere attivamente questo senso di autostima e auto-accettazione, si possono implementare diverse attività pratiche:

  • Le Storie come Ponte verso il Cuore: Le storie hanno un potere unico: riescono a parlare al cuore di bambini e bambine con semplicità e profondità ineguagliabili. Dopo la lettura, è importante creare uno spazio sicuro per condividere pensieri, sensazioni ed esperienze, permettendo ai bambini di elaborare liberamente ciò che hanno ascoltato e di connetterlo al proprio mondo interiore.
  • Il Compito di Scrittura per la Propria Voce: Il passaggio successivo alla discussione è sicuramente un compito di scrittura, per far sì che ciascuno possa far sentire la propria voce, trasformando pensieri ed emozioni in parole scritte, un atto di espressione personale potentissimo.
  • "Parlo di me": La Celebrazione delle Qualità Personali: Proponiamo ai bambini e alle bambine di scrivere su bigliettini le cose che apprezzano di sé stessi: un talento che possiedono, un tratto distintivo del loro carattere, un gesto gentile fatto di recente. Questo esercizio di auto-riconoscimento è fondamentale per focalizzare l'attenzione sulle proprie forze.
  • L'Angolo delle Poesie: Un Rifugio per le Emozioni: Creare in classe un piccolo spazio dove mettere libri di poesie e stampe di poesie che vanno ad approfondire come ci si sente. La poesia, con la sua musicalità e la sua capacità di evocare immagini, offre un linguaggio diverso per esplorare il mondo emotivo.
  • Lo Specchio delle Parole Belle: Rinforzo Positivo Collettivo: In classe, si può creare uno spazio con uno specchio dove ogni bambino, guardandosi, legge una frase positiva scritta da un compagno. Questo non solo rafforza l'immagine di sé, ma costruisce anche un senso di comunità e supporto reciproco.

Ogni gesto, ogni parola, ogni attività che proponiamo a scuola o in famiglia è un seme che piantiamo nel cuore dei nostri alunni e delle nostre alunne. Seminare amore verso sé stessi significa aiutarli a crescere più sicuri, più empatici e più capaci di affrontare le sfide della vita, preparandoli a navigare un mondo complesso con resilienza e autenticità.

I bambini, in alcune situazioni, non sentono di poter essere se stessi. A volte patiscono la pressione dei coetanei e del desiderio di far parte di un gruppo, conformandosi per paura del rifiuto. Mode e tendenze colpiscono anche i bambini, pilotando le loro azioni verso l’omologazione o l’imitazione, rendendo difficile distinguere la propria voce. Parlare dell’importanza di essere se stessi diventa, in questo contesto, sempre più importante, offrendo loro gli strumenti per resistere alla tentazione di conformarsi a ogni costo e per celebrare la propria individualità.

Mani di adulto e bambino che si tengono

Percorsi di Lettura per l'Auto-Scoperta e l'Accettazione di Sé

Le storie, come già accennato, sono veicoli potenti di messaggi e valori. Possono aprire mondi, far riflettere e, soprattutto, aiutare i bambini a comprendere meglio se stessi e gli altri. Qui trovate alcuni dei possibili titoli da proporre per un percorso di lettura sull’essere se stessi, una selezione accurata per stimolare la riflessione e la discussione. Possiamo cercare le nostre letture tra i libri sull’autostima, che rafforzano la fiducia nelle proprie capacità, sulla valorizzazione della diversità, che celebra le unicità di ogni individuo, e sul contrasto agli stereotipi, che libera i bambini da ruoli predefiniti e limitanti. In questo percorso, possiamo inserire anche letture che aiutano i bambini a conoscere se stessi, i loro gusti e le loro aspirazioni, incoraggiandoli a esplorare ciò che li rende unici.

Di seguito, una selezione di albi e libri pensati per diverse fasce d'età, ciascuno con un messaggio specifico e prezioso:

  • "Sei un viaggio meraviglioso" (Età di lettura: da 4 anni): Questo albo, dal linguaggio delicato ed evocativo, è una celebrazione dell'amore per sé e del rispetto per l’altro, promuovendo anche valori fondamentali come l’amicizia, la generosità e il coraggio di riconoscere i propri desideri più autentici. Non conta la fine della storia perché ogni fine è un inizio meraviglioso, un messaggio di speranza e di continua evoluzione personale.
  • "Non tutte le principesse" (Età di lettura: da 4 anni): Questo libro è un inno alla libertà di scelta e al superamento degli stereotipi di genere. Chi ti piacerebbe essere? Una principessa? Un pirata? O forse una calciatrice, un ballerino? Il messaggio è chiaro: non ci sono limiti, se non quelli della tua fantasia. Sta a te decidere chi essere e cosa voler diventare, senza condizionamenti esterni.
  • "Il gioiello dentro me" (Età di lettura: da 5 anni): Un testo profondo che esplora l'essenza dell'individuo. Tutti nasciamo con un gioiello dentro di noi: il nostro io interiore, la nostra essenza, il nostro bene più prezioso. Anche se non lo vediamo fisicamente, lo sentiamo in qualche modo: è ciò che ci fa sentire liberi e felici, capaci di tutto, e ci fa sapere chi siamo. Man mano che cresciamo, però, ci accorgiamo che la nostra essenza non piace a tutti e iniziamo ad avere paura di mostrarla: paura di essere esclusi, rifiutati, giudicati. Questo porta spesso a nasconderla, o peggio, a dimenticarla, disconnettendoci così da noi stessi. Ma non tutto è perduto, perché anche se l’abbiamo ignorata o abbiamo provato a cancellarla, la nostra essenza è sempre lì e possiamo ritrovarla. Non è facile, ma è un cammino che vale la pena fare, perché il traguardo sei tu, nella tua completezza e autenticità.

Copertine di libri per bambini che promuovono l'autostima e la diversità

  • "Mondo calzino" (Età di lettura: da 5 anni): Un racconto divertente e insolito che spiega il valore della diversità attraverso una metafora originale. In una grande casa piena di luoghi nascosti e ordinati esiste Mondo calzino: un piccolo cassetto scricchiolante con al suo interno tutti i calzini di famiglia! Ogni accoppiata di calzini è abituata da sempre a vivere con il proprio simile e a evitare tutti gli altri, convinta che "meglio stare con chi è simile a noi… Così non ci saranno sorprese!". Ma un giorno, a causa di un incidente, il cassettone si rovescia e tutti i calzini si mischiano tra di loro! Senza più il proprio compagno, saranno tutti costretti a comunicare gli uni con gli altri, scoprendo che forse tutte queste differenze non sono un male, ma un modo per arricchirsi a vicenda.
  • "Il senso che ho di me" (Età di lettura: da 6 anni): Un libro che incita alla consapevolezza e all'autonomia. Il messaggio è perentorio: "Noi non lasciamo a nessuno decidere per noi. Noi sappiamo chi siamo e cosa vogliamo." Questo libro è un invito a sviluppare un forte senso di identità e a prendere decisioni in linea con i propri valori e desideri.
  • "Emma e Dario trovano la fiducia in se stessi" (Età di lettura: da 8 anni): Un testo che affronta le insicurezze comuni nei bambini. Un nodo alla gola, un po' di paura, poca voglia di fare cose nuove, uno strano groviglio nella pancia… uffa le cose non sono sempre facili! Non sarebbe bello sentirsi più sicuri delle proprie capacità e vivere divertendosi, anche quando qualcosa non va come vorremmo? Una soluzione c’è: bisogna imparare a sbagliare! Le storie di Emma e di Dario ti aiuteranno a capire che in molti si sentono come te. E grazie a tanti giochi ed esercizi, scoprirai che fare errori è normale, e che anche gli sbagli possono renderci felici, perché sono opportunità di crescita e apprendimento.

Altri titoli che possono arricchire questo percorso includono: "Tu puoi!", "Mi piaci (quasi sempre)", "Così come sono", "Il punto", "Io sono io". Tutti questi libri sono strumenti preziosi per accompagnare i bambini nella costruzione di un'immagine positiva e autentica di sé.

Disegno di calzini colorati e diversi che si mescolano

Le Parole Che Costruiscono: Frasi e Atteggiamenti per un'Autostima Solida

Come aumentare l’autostima dei bambini? C’è qualcosa che possiamo fare per rendere i piccoli più fiduciosi delle loro potenzialità e ottimisti verso se stessi e il futuro? L’autostima dei bambini è un processo di costruzione molto delicato e, contrariamente a quanto si possa pensare, dipende poco e niente dall’indole e dalla genetica, e tanto meno dall’esempio nel senso di imitazione passiva. Se avere un genitore ordinato può comportare un atteggiamento per imitazione più ordinato anche nel bambino, per l’autostima vigono altre regole. Non basta avere un genitore ricco di autostima per impararla o ereditarla; è un processo attivo di interiorizzazione. Non solo: l’autostima è una cosa che si interiorizza più velocemente e in modo più incisivo nell’infanzia, se ben nutrita da genitori ed educatori, rispetto a quanto la si possa recuperare o migliorare in età più matura. "Oddio, - direte - che ansia e che responsabilità!" Beh, sì, essere una guida per i piccoli è una grande responsabilità, ma a volte sono semplicissime frasi, e relativi atteggiamenti, che possono fare davvero tanto nel processo di costruzione di un “sé” sicuro e forte.

Ecco alcune frasi e atteggiamenti che, se detti e adottati spesso, come parte della normale vita quotidiana, ad un bambino, possono cambiare per sempre e in meglio il suo percorso di vita, facendogli capire di avere valore ed essere meritevole di amore incondizionato:

  1. Legittimare le Emozioni e Offrire Comprensione: E se segue una piccola disfatta? Se invece il piccolo non riesce (a finire un puzzle, a mettere una forma nel posto giusto del gioco, a vincere ai giochi della palestra a scuola)? E se arriva un momento di pianto (anche drammatico) e sconforto? Sminuire un sentimento di frustrazione perché siamo consapevoli, da adulti, che “sono altri i problemi della vita”, non è una buona idea. Le emozioni, anche quelle che non capiamo, dovremmo legittimarle, perché sono lì per un motivo ed è giusto che vengano fuori. Invece di minimizzare, parole come “capita anche a me” aiutano il piccolo a sentirsi capito, a normalizzare il suo sentimento e a non sentirsi sbagliato. Anche “possiamo parlarne” è una frase che trasuda empatia, aprendo un canale di dialogo e fiducia. Sapere che c’è qualcuno (di importante) che empatizza con te fa sentire meno soli, e chi sa di non essere solo, è intrinsecamente più forte e resiliente.

  2. Rassicurare Durante la Separazione: Soprattutto nei più piccoli, il distacco può essere (e spesso è) vissuto come un trauma. Che sia dovuto al dover andare al lavoro del genitore o all’andare all’asilo del piccolo, i bambini manifestano il loro disagio attraverso pianti, lamentele o comportamenti regressivi. Noi ci sentiamo in colpa, loro si sentono soli e abbandonati. Quindi, non ci sono soluzioni? Per fortuna le parole, come sempre accade nella vita, ci vengono in aiuto. Frasi come "Tornerò a prenderti, sarò qui", "Mi mancherai, ma tornerò presto" o "La mamma/il papà ti pensa sempre" possono infondere un senso di sicurezza e continuità, mitigando l'ansia da separazione e costruendo fiducia nella costanza degli affetti.

  3. Esprimere Apprezzamento per le Azioni Positive: Quante cose fanno i nostri bambini che ci rendono allegri, fieri, felici! Ma… lo diciamo loro? Qui tocchiamo un tasto interessante e sensibile che ha a che fare molto anche con i rapporti tra adulti. Spesso cresciamo senza riuscire a dire quello che ci fa stare male ma neanche quello che ci fa stare bene. Partiamo dai piccoli, così da insegnare loro a non irrigidire da adulti l’espressione delle emozioni positive e, soprattutto, per dare loro stima verso le proprie azioni, rafforzando i comportamenti desiderabili e la consapevolezza del proprio impatto positivo. Esempi concreti sono: "Mi piace quando ridi così" (dà importanza alla felicità che ti trasmette una semplice azione, convalidando la gioia del bambino). "Mi piace quando fai questi disegni" (dà valore al gioco e incoraggia passioni e talenti, riconoscendo lo sforzo creativo). "Mi piace quando mi parli delle cose che hai fatto oggi" (incoraggia alla condivisione delle cose del quotidiano, promuovendo la comunicazione e l'apertura).

  4. Il Valore del "Grazie" Non Solo per le Convenzioni: Spesso ripetiamo “grazie” ai piccoli, come un mantra, quando ci mettono qualcosa in mano, allo scopo di insegnare loro a dire grazie a chi fa loro un dono e farli apparire ben educati. Ottima idea! Ma… il grazie ha un valore che va ben oltre questo. Va detto anche quando un bambino ci racconta qualcosa, quando si siede vicino a noi per un abbraccio, quando ci abbraccia e vuole venire in braccio. Anche l’emotività, la condivisione spontanea e l'affetto meritano un grazie, perché riconoscere questi gesti rafforza il legame e valida l'espressione emotiva del bambino.

  5. L'Importanza del "Scusa": Modello di Umiltà e Riparazione: La parola più difficile al mondo, in tutte le lingue: scusa. A volte, anche noi adulti, perdiamo la pazienza e diciamo o facciamo cose che non piacciono neanche a noi. Beh, se chiediamo scusa non perdiamo alcuna autorevolezza, anzi, ratifichiamo quanto la loro guida sa essere disposta ad ammettere un errore e voler riparare. Questo comportamento è un potente insegnamento per i bambini: se persino mamma, papà, la maestra chiedono scusa, non sarà dunque una vergogna o un sintomo di fallimento fare altrettanto. Li incoraggia a riconoscere i propri errori e a cercare la riconciliazione.

  6. "Ti Voglio Bene": Una Dichiarazione Costante e Incondizionata: Anche un genitore che fa di tutto per i bambini può sottovalutare l’importanza della verbalizzazione di un concetto così fondamentale. Diciamo “ti voglio bene” anche più di una volta al giorno, prima di andare a dormire e al risveglio, per infondere sicurezza e amore. Diciamolo anche quando ci fa arrabbiare, perché anche allora il bambino è meritevole di amore ed è bene che lo interiorizzi fin da piccolo. Questo messaggio di amore incondizionato, espresso anche nei momenti di difficoltà, è la base più solida per la costruzione dell'autostima.

In fondo si tratta, in molti casi, di parole e frasi che migliorerebbero la nostra stessa vita di adulti; anche in questo caso, la disciplina dolce è un approccio positivo e utile non solo verso l’infanzia ma verso tutte le relazioni umane, promuovendo comprensione, rispetto e crescita reciproca.

Poesie, nonsense, filastrocche e animali: Animalicomio di PINO PACE, legge Alessia Canducci

Le Filastrocche: Uno Strumento Pedagogico Versatile per lo Sviluppo Integrale

Le filastrocche per bambini sono molto più di semplici rime; sono uno strumento pedagogico di straordinaria importanza, in grado di offrire numerosi benefici sia a livello cognitivo che psicologico. Inoltre, sono anche molto divertenti e possono essere utilizzate in diverse situazioni, dalla noia di un lungo viaggio in auto a un dolce rituale per addormentarsi la sera, trasformando momenti ordinari in opportunità di apprendimento e connessione.

Benefici Cognitivi e Linguistici:Le filastrocche sono un ottimo modo per aiutare i bambini a sviluppare le loro capacità linguistiche e a imparare nuove parole con facilità. La rima, infatti, stimola la memoria uditiva e aiuta a fissare meglio le informazioni nel cervello, creando collegamenti sonori che facilitano l'apprendimento del vocabolario e della struttura della lingua. Le filastrocche possono anche essere utilizzate per insegnare ai bambini concetti di base come i numeri, i colori e le forme. Ad esempio, si può utilizzare la filastrocca “Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci” per aiutare i bambini a imparare i numeri in modo divertente e ritmico. Attraverso la ripetizione e la musicalità, i bambini che ascoltano molte rime si abituano a fare delle “predizioni” sulle parole, cioè a immaginare - prima di sentirla per intero - come una parola terminerà, sviluppando così un'importante sensibilità fonologica. Questo è un precursore fondamentale per l'alfabetizzazione, poiché le filastrocche per bambini servono anche a sviluppare competenze utili nella scrittura, insegnando ai bambini che le parole sono fatte di suoni o gruppi di suoni spesso comuni a più parole.

Benefici Psicologici e Socio-Emotivi:Le filastrocche per bambini possono anche avere un effetto profondamente positivo sulla loro psicologia e sul loro benessere emotivo. Ad esempio, possono aiutare i bambini a superare la paura del buio o a gestire le emozioni in situazioni difficili, offrendo un senso di prevedibilità e rassicurazione attraverso il loro ritmo costante. Inoltre, le filastrocche possono anche aiutare i bambini a sviluppare l’autostima e la sicurezza in se stessi. Quando i bambini imparano a recitare le filastrocche davanti ad altre persone, che siano familiari o coetanei, possono sentirsi più sicuri di se stessi e più fiduciosi delle loro capacità di esprimersi e di intrattenere, un piccolo successo che alimenta la loro fiducia. Ripetendo le rime delle filastrocche, i bambini imparano a parlare con voci diverse, animate, non “quotidiane”, esplorando il linguaggio in modi creativi e giocosi.

Modalità Ottimali per Sfruttare le Filastrocche:Ci sono diverse modalità per sfruttare al meglio le filastrocche per bambini, integrandole nella vita quotidiana per massimizzarne i benefici:

  • Leggere Insieme: Leggete le filastrocche insieme ai vostri bambini: questo è un ottimo modo per passare del tempo di qualità, rafforzando il legame affettivo e, al contempo, aiutando i bambini a sviluppare le loro capacità linguistiche.
  • Creare Filastrocche Personalizzate: I bambini adorano sentirsi protagonisti e al centro dell'attenzione, quindi potete creare filastrocche personalizzate con il loro nome, con i nomi degli oggetti o degli animali che preferiscono, rendendo l'esperienza ancora più coinvolgente e significativa.
  • Insegnare a Recitare: Oltre a leggere le filastrocche insieme, potete anche insegnare ai vostri bambini a recitarle. Questo può essere un modo divertente per sviluppare la loro memoria, la capacità di articolazione e, non meno importante, la loro capacità di parlare in pubblico, superando la timidezza.
  • Strumento di Addormentamento: Le filastrocche possono essere un ottimo modo per aiutare i bambini a rilassarsi e ad addormentarsi la sera. Scegliete delle filastrocche tranquille e rilassanti e leggetele insieme prima di dormire, creando un rituale calmante che segnala la fine della giornata.
  • Apprendimento Linguistico (Es. Inglese): Se i vostri bambini stanno imparando una nuova lingua, come l’inglese, le filastrocche possono essere un ottimo strumento per aiutarli a migliorare le loro competenze linguistiche in modo giocoso. Esistono moltissime filastrocche in inglese, quindi potete scegliere quelle che più vi piacciono e leggerle insieme. In questo modo, i vostri bambini potranno imparare l’inglese in modo divertente e rilassato, associando l'apprendimento a un'esperienza piacevole.

Illustrazione di bambini che recitano una filastrocca in cerchio

Non dimenticate, inoltre, di variare le filastrocche che utilizzate. Proporre sempre le stesse potrebbe annoiare i bambini, quindi cercate di variare il più possibile e di trovare sempre nuove filastrocche da condividere insieme, mantenendo viva la loro curiosità e il loro interesse. Le filastrocche per bambini tradizionali e moderne, per la pappa e il bagnetto, per bambini piccoli e meno piccoli, costituiscono una piccola antologia per mamme e baby sitter, un tesoro di saggezza popolare e creatività.

Ambarabà, cicì cocò, tre galline sul comò… le filastrocche per bambini attraversano i tempi, si aggiornano o restano le stesse, ma il loro fascino persiste. A tutti i bambini piccoli piace ascoltare parole in rima, magari sempre le stesse, al momento del bagnetto o della nanna, perché amano il rituale, la ripetizione, la musicalità delle parole in rima. Poco importa il significato preciso delle parole: le filastrocche non sono lì per fare la lezione, piuttosto per portare i bambini in un altrove di gioco e di fantasia, stimolando la loro immaginazione.

Come i giochi che insegnano la matematica, oppure i giochi per bambini di tre anni che stimolano molte abilità che poi serviranno per la scuola, anche le filastrocche che cantiamo ai bambini sono importanti per il loro sviluppo complessivo. Infine, ma non meno importante, canticchiare le filastrocche ai bambini serve a creare un momento di intimità, positivo e rassicurante, a rinsaldare un legame affettivo, esattamente come avviene quando ci troviamo a leggere le favole ai bambini. Tutti abbiamo una “filastrocca del cuore”, quella che la mamma o la nonna ci recitava quando eravamo piccoli, anche neonati, perché cogliere il senso delle parole non è necessario; quello che importa è la musicalità, il sorriso, il tono della voce che trasmette amore e sicurezza.

Ecco qui 5 filastrocche della tradizione italiana che possono ancora oggi deliziare e educare:

  • Topolino, topolettoZum pa paè caduto giù dal lettozum pa pae la mamma poverettazum pa pagli ha tirato la scopettazum pa pacorri, corri dalla nonna,zum pa pagli ha tirato la colonna;zum pa pacorri, corri dal nonnino,zum pa pagli ha tirato dietro il vinozum pa pacorri, corri in ospedale,zum pa pagli hanno detto: “Buon Natale!Questa filastrocca, con il suo ritmo incalzante e le rime giocose, è un classico intramontabile che diverte e cattura l'attenzione dei più piccoli.

E se, mentre si divertono tranquilli sul divano, i bambini apprendessero anche qualcosa su di sé o sul mondo che li circonda? Le filastrocche servono anche a questo. Con le poesie in rima e le filastrocche brevi, i bambini da uno a tre anni possono imparare le parti del corpo, sequenze di azioni, anche abilità motorie, accompagnando lo sviluppo fisico e cognitivo. Qualche esempio?

  • Ecco l’occhio bello[toccare un occhio del bambino]ecco suo fratello[l’altro]ecco la chiesina,[la bocca]e il suo campanello!Questa filastrocca, accompagnata dal contatto fisico, aiuta i bambini a conoscere il proprio corpo in modo interattivo e affettuoso.

  • Pecorella, pecorellatanto bianca, tanto bellaDove vai così di fretta?Un breve dialogo poetico che stimola l'immaginazione e il gioco di ruolo.

Andiamo un po’ oltre. Le rime possono aiutare la memoria, e le filastrocche, oltre a divertire bambini e bambine, serviranno ad aiutarli a ricordare molte cose utili, come i colori e il concetto di diversità:

  • C’era una volta un paese lontanodove i colori si davan la mano.Tra tutti il rosso era il più piccolinoe l’arancione gli stava vicino.Rideva forte il giallo brillantee il verde, lì accanto, parlava alle piante.Alti nel cielo, l’azzurro ed il blu,guardavan la Terra e stavan lassù.Questa filastrocca insegna i colori in un contesto narrativo e introduce l'idea che, pur essendo diversi, i colori possono "darsi la mano" e coesistere armoniosamente, un messaggio sottile ma potente sulla diversità e l'inclusione.

La ritmicità e la ripetitività delle filastrocche per bambini ben si prestano ad accompagnare, come un rituale, i vari momenti della giornata, infondendo un senso di ordine e prevedibilità:

  • Lunedì dentro al vasino;martedì nel pannolino;dentro il water il mercoledì;alla toilette il giovedì.Venerdì nel gabinetto.Ahimé!Una filastrocca giocosa per accompagnare il delicato percorso dello spannolinamento, trasformando un momento potenzialmente stressante in un gioco.

Se ti servono filastrocche per tutti gli altri momenti della giornata o dell’anno, o semplicemente per arricchire il tuo repertorio, puoi dare un’occhiata al sito filastrocche.it, dove potrai trovarne davvero tantissime, adatte a ogni età e situazione. E tu, hai una filastrocca preferita, magari di quando eri bambina, che ti piace oggi recitare ai tuoi figli, rievocando dolci ricordi e creando nuovi momenti di intimità?

tags: #filastrocche #bambini #essere #se #stessi