Lo Spermiogramma e la Salute Riproduttiva Maschile: Guida Completa alla Diagnosi e al Percorso di Fertilità

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’infertilità colpisce circa il 15-20% delle coppie che cercano di avere un figlio. In Italia, la situazione appare particolarmente critica: secondo il Ministero della Salute, 1 coppia su 5 ha difficoltà a concepire e il tasso di fertilità è uno dei più bassi d’Europa, attestandosi su una media di 1,3 figli per donna, un dato fortemente al di sotto del tasso di mantenimento della popolazione. Quando una coppia intraprende il percorso per cercare una gravidanza, è essenziale considerare che l’infertilità può dipendere in ugual misura dalla donna e dall'uomo. In questo contesto, l'accuratezza diagnostica diventa il pilastro fondamentale per individuare le fasi di maggiore fertilità e intervenire tempestivamente per rimuovere gli ostacoli che si oppongono alla fertilità naturale.

rappresentazione stilizzata dell'apparato riproduttivo maschile e analisi di laboratorio

L'impatto dell'infertilità maschile: una prospettiva ribaltata

Contrariamente ai pregiudizi comuni, non è sempre la donna a dover affrontare il peso diagnostico iniziale. Esiste un detto tra gli specialisti che spesso viene ignorato: "Non restate incinte? Ci sono sette probabilità su dieci che sia lui ad avere un problema". L’infertilità maschile, tuttavia, è una condizione che si può risolvere quasi sempre. Gli esperti concordano sul fatto che, se un figlio non arriva, è prioritario controllare lo stato di salute dell’uomo, poiché in sette casi su dieci, l’infertilità dipende dal partner maschile.

È fondamentale non allarmarsi: non è sempre necessario ricorrere alla fecondazione assistita. Come spiega Giovanni Menaldo, direttore dell’Unità di medicina della riproduzione del Centro San Carlo di Torino, l’infertilità maschile ha molte cause e, nella maggior parte dei casi, si risolve con i farmaci, o con un semplice intervento chirurgico. L'obiettivo primario dei medici è migliorare la qualità del seme del paziente, poiché il trattamento della causa sottostante può determinare un aumento significativo della probabilità di concepimento naturale. Si stima che un terzo degli uomini infertili, una volta sottoposto alle adeguate cure, riesca ad avere una paternità naturale.

Lo Spermiogramma: la carta d’identità della fertilità

Il primo esame al quale l’uomo deve sottoporsi è lo spermiogramma, cioè l’analisi del liquido seminale che permette di verificare lo stato di salute degli spermatozoi. Esso rappresenta lo strumento basilare nella valutazione della fertilità maschile e costituisce la prima indagine diagnostica da effettuare dopo alcuni tentativi falliti per ottenere una gravidanza in modo naturale. Lo spermiogramma descrive le caratteristiche fisiche del liquido seminale - come pH, volume, colore, viscosità e tempo di fluidificazione - e le caratteristiche microscopiche, quali concentrazione, motilità e morfologia degli spermatozoi.

È importante distinguere questo esame dalla spermiocoltura: mentre lo spermiogramma valuta la qualità riproduttiva, la spermiocoltura è finalizzata a stabilire se nel liquido seminale sono presenti agenti infettivi (batteri, miceti, o altri microrganismi).

Siamo entrati in un laboratorio di analisi del sangue: dalla provetta del prelievo al referto

Norme di preparazione e igiene del campione

La correttezza del risultato dipende in larga misura dal rispetto delle procedure di raccolta. Il campione deve essere ottenuto tramite masturbazione dopo un periodo di astinenza sessuale che non sia inferiore alle quarantotto ore (due giorni) e che non superi i cinque o sette giorni. È essenziale che la raccolta avvenga in un contenitore sterile. Poiché l'eiaculato ha una composizione differente nelle diverse fasi dell'emissione, è fondamentale raccogliere l'intero campione: anche una piccola perdita, specialmente della parte iniziale che contiene la maggior concentrazione di spermatozoi, può pregiudicare l’esito dell’analisi.

Il paziente deve aver osservato un periodo di sostanziale benessere fisico: non devono esserci stati episodi febbrili (temperatura ≥ 37.5°C) e non devono essere stati assunti antibiotici nei 60 giorni precedenti, poiché tali fattori possono modificare temporaneamente la qualità del liquido seminale. Inoltre, se la raccolta avviene a domicilio, il campione deve essere consegnato entro 60 minuti, mantenendo una temperatura costante e vicina a quella corporea, evitando brusche variazioni termiche o traumi durante il trasporto.

Interpretazione dei parametri: oltre la normalità statistica

Viene considerato nella norma un esame che registra un numero di spermatozoi superiore a 15 milioni/ml, una motilità superiore al 40% e una percentuale di forme normali superiore al 4%. Tuttavia, è opportuno sottolineare che un risultato "anormale" non indica automaticamente infertilità, poiché la presenza di un numero qualsiasi di spermatozoi nel liquido seminale può sempre tradursi nella possibilità di concepimento.

Dato che la spermatogenesi - il processo biologico che porta alla formazione degli spermatozoi - presenta degli alti e dei bassi, lo spermiogramma può essere influenzato da stress, stanchezza o malattie stagionali. Per questo motivo, se l’analisi evidenzia un problema, bisogna rivolgersi a un fisiopatologo della riproduzione o a un andrologo, e l'esame va quasi sempre ripetuto a distanza di almeno 3 mesi, ovvero il periodo necessario per garantire il ricambio generazionale dei gameti maschili.

grafico che illustra le fasi della spermatogenesi umana

Le principali patologie maschili e i relativi percorsi terapeutici

Una volta individuata la causa dell’infertilità, si può procedere con interventi mirati.

Il varicocele

Il varicocele è una dilatazione delle vene nei testicoli. Il ristagno di sangue che si crea fa aumentare la temperatura all’interno dei testicoli, danneggiando la produzione di spermatozoi e aumentando il rischio di sterilità. L’eco-doppler dei vasi spermatici è l’esame principale per confermarne la diagnosi. La soluzione è chirurgica: l’intervento è semplice e indolore, si esegue in anestesia locale e, di solito, in regime di day-hospital, con l'obiettivo di riportare le vene alla giusta dimensione.

La prostatite

Se il medico sospetta che la sterilità sia legata a un'infiammazione della prostata, prescrive la spermiocultura. La prostata produce il liquido seminale che viene arricchito con gli spermatozoi secreti dai testicoli; in chi soffre di prostatite, causata spesso da stitichezza o infezioni trasmesse, gli spermatozoi possono perdere la loro efficacia. La cura si basa sull'eliminazione del focolaio infettivo.

L’ipogonadismo e le alterazioni ormonali

Il dosaggio ormonale (FSH e LH) serve per controllare l'attività dell'asse ipotalamo-ipofisario. Se le concentrazioni di questi ormoni sono alterate, gli spermatozoi si muovono più lentamente. Se il valore degli ormoni è basso, si può ricorrere a una cura farmacologica; se invece la concentrazione è eccessiva, si valuta l'inseminazione artificiale, selezionando solo gli spermatozoi attivi.

L’oligospermia

Quando gli spermatozoi sono pochi o lenti per cause non identificabili, si parla di oligospermia. Oltre alle tecniche di fecondazione assistita, esistono rimedi innovativi, come l'integrazione di Maca, una pianta che stimola l'attività degli spermatozoi e che, secondo alcuni studi, si è rivelata efficace in una percentuale significativa di casi rispetto alle cure tradizionali.

Verso un approccio integrato alla fertilità

L’analisi del liquido seminale andrebbe completata, laddove necessario, con il test di capacitazione, che consente di isolare gli spermatozoi con la migliore motilità e morfologia. Il percorso clinico deve essere coordinato in collaborazione con altre unità di diagnosi e cura, specialmente nei casi di sterilità da patologia tubo-peritoneale o endometriosi nella partner.

È fondamentale ricordare che le risposte fornite dallo spermiogramma sulla capacità riproduttiva non sono mai definitive, trattandosi di uno studio in vitro che potrebbe non rispecchiare totalmente il comportamento del liquido seminale all’interno dell'apparato riproduttivo femminile. La sensibilizzazione degli uomini sul tema della prevenzione e la riduzione dei fattori di rischio ambientali e comportamentali sono passaggi cruciali per affrontare il declino della capacità riproduttiva osservato in Europa negli ultimi decenni. In presenza di patologie croniche o se la partner ha superato i 35 anni, il ricorso precoce all'andrologo permette di pianificare un percorso che, prima ancora della chirurgia o della fecondazione assistita, punti al ripristino della fisiologia naturale dell'individuo.

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