Viaggiare durante la gravidanza è ormai una consuetudine per molte donne, desiderose di vivere esperienze nuove o di godersi un periodo di relax prima dell'arrivo del bambino. Affinché queste esperienze siano il più sicure possibile, è fondamentale una pianificazione attenta e consapevole. Con le dovute precauzioni, viaggiare può rivelarsi un’esperienza serena e piacevole anche in dolce attesa, a patto di prendere decisioni informate e di ascoltare il proprio corpo. L'Islanda, con i suoi paesaggi mozzafiato e la sua natura incontaminata, può rappresentare una meta affascinante e sorprendentemente adatta per le future mamme.
1. Il Momento Ideale: Quando la Gravidanza Favorisce il Viaggio
La scelta del momento giusto per viaggiare in gravidanza è uno dei fattori più importanti per assicurare la sicurezza e il benessere sia della madre che del feto. Ogni trimestre presenta le sue peculiarità e richiede un'attenzione specifica.
Il Secondo Trimestre: Il Periodo d'Oro per la Viaggiatrice Incinta
Il periodo più sicuro e confortevole per viaggiare è generalmente il secondo trimestre, ovvero tra la 14ª e la 27ª settimana di gestazione. Come sottolinea Anna Domenica Mignuoli, consigliera della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (Fnopo), in questa fase, "la donna si sente generalmente più a suo agio e il rischio di aborto spontaneo e parto pretermine è molto basso". Molte delle spiacevoli complicanze e dei sintomi più intensi del primo trimestre, come nausea e vomito, tendono a diminuire o scomparire, e l'energia fisica della futura mamma è solitamente al suo apice. Inoltre, il ventre non è ancora eccessivamente ingombrante, rendendo i movimenti più agili e meno faticosi. Questo rende il secondo trimestre il momento ideale per intraprendere viaggi, anche verso destinazioni lontane.

Primo Trimestre: Gestione dei Rischi e dei Sintomi Iniziali
Il primo trimestre, che va dalla concezione alla 13ª settimana, può comportare alcune criticità che rendono il viaggio potenzialmente più impegnativo. Durante questo periodo, il rischio di complicazioni come aborto spontaneo o gravidanza extrauterina è relativamente più elevato. Per questo motivo, Mignuoli suggerisce che "è utile un’ecografia prima della partenza per confermare la sede della gravidanza e la presenza di battito cardiaco fetale".
A livello sintomatologico, il primo trimestre è spesso caratterizzato da nausea e vomito, affaticamento e sbalzi d'umore. Questi sintomi possono essere aggravati dal viaggio, soprattutto se si affrontano spostamenti lunghi o in condizioni che inducono mal d'auto o mal di mare. Se questi disturbi sono gravi, tanto da compromettere l'alimentazione o l'idratazione, "è preferibile rimandare" il viaggio, come indicato dall'ostetrica.
Nonostante queste considerazioni, l'esperienza diretta di alcune viaggiatrici dimostra che "il primo trimestre non presenta grandi controindicazioni per viaggiare", soprattutto se si è in grado di ascoltare il proprio corpo e adattare l'itinerario. Le energie non sono ancora del tutto compromesse, anche se la percezione della stanchezza può variare notevolmente da donna a donna. Nel caso di una viaggiatrice incinta che ha visitato l'Islanda, le nausee, seppur presenti specialmente la sera, non hanno impedito di godere del viaggio, gestendo al meglio i malesseri.
Terzo Trimestre: Consapevolezza dei Limiti e Precauzioni Estreme
Il terzo trimestre, dalla 28ª settimana al termine della gravidanza, pone delle criticità crescenti che rendono il viaggio meno consigliabile. "Peso, edema periferico, disturbi del sonno e rischio di parto prematuro sono aspetti da non sottovalutare", avverte Mignuoli. La mobilità si riduce, la stanchezza aumenta e la possibilità di dover affrontare un parto inaspettato in un ambiente sconosciuto diventa un fattore di rischio significativo. Molte compagnie aeree e di navigazione impongono restrizioni severe sui viaggi in questo periodo.
È essenziale considerare che, anche se la gravidanza non è una malattia, "è fondamentale mettere in pratica tutte le precauzioni che aiutano a stare meglio, comprendere i rischi legati a particolari destinazioni e prendere decisioni informate".
2. Preparazione Essenziale e Consulenza Medica: I Passi Fondamentali
Una preparazione accurata è la chiave per un viaggio sereno e sicuro. Questa fase include la valutazione personale della propria salute, la consultazione con professionisti sanitari e la gestione della documentazione necessaria.
Valutare la Propria Storia Clinica e Stato di Salute Attuale
Prima di partire, è imprescindibile che "ogni viaggio andrebbe pianificato con attenzione". La futura mamma "dovrebbe valutare la propria storia clinica, lo stato di salute attuale e, soprattutto, chiedersi: ‘Cosa farò in caso di emergenza?’". Questo include la considerazione di eventuali condizioni preesistenti o di complicazioni specifiche della gravidanza. "È importante informarsi sulla disponibilità e la qualità dell’assistenza ostetrica e medica nei paesi interessati dall’itinerario", aggiunge l'ostetrica. Anche la durata e la tipologia del viaggio possono influire, "soprattutto se si affrontano spostamenti lunghi o in condizioni climatiche estreme, che aumentano il rischio di stress fisico o complicanze come la trombosi venosa profonda".
Il Ruolo Insostituibile dell'Ostetrica
L'ostetrica può essere una figura di riferimento preziosa nella pianificazione del viaggio. "Può offrire una consulenza personalizzata, aiutare a individuare segnali di allarme specifici per l’epoca gestazionale, consigliare stili di vita corretti e fornire tutte le informazioni pratiche per viaggiare in sicurezza", afferma Mignuoli. Questo supporto professionale è cruciale per adattare i consigli generali alle specifiche esigenze e condizioni di ogni gravidanza.
Prepararsi alla gravidanza: i consigli della ginecologa
Documentazione e Autorizzazioni Mediche per Viaggiare
La burocrazia può sembrare un ostacolo, ma è una garanzia di sicurezza. Molte compagnie aeree, come KLM e British Airways, "raccomandano e addirittura richiedono l'autorizzazione del medico prima dell'imbarco se si viaggia in gravidanza". Questo documento di autorizzazione medica "deve essere firmato e timbrato dal medico".
È ancora più cruciale ottenere un'autorizzazione medica prima di volare "se si è in attesa di due gemelli o se si ha una gravidanza ad alto rischio". Ad esempio, Finnair "richiede un modulo di autorizzazione medica almeno 72 ore prima della partenza in caso di gravidanza ad alto rischio".
Inoltre, "è necessario consultare il sito web della compagnia aerea specifica, ma la maggior parte delle compagnie aeree richiede un certificato di idoneità al volo per le donne incinte oltre le 28 settimane". Alcune compagnie, come Wizzair e Ryanair, "richiedono un certificato firmato da un medico che confermi che sei in buona salute e idonea a volare". È importante verificare le politiche individuali, poiché "alcune compagnie come Easyjet non richiedono un certificato medico".
Oltre ai certificati di idoneità al volo, è utile portare con sé una copia della cartella clinica, che include le informazioni sulla gravidanza e permette di ottenere assistenza medica di emergenza in caso di necessità. Non dimenticare eventuali medicamenti e gli integratori alimentari che devono essere assunti in gravidanza.
3. L'Islanda in Gravidanza: Una Destinazione Sorprendentemente Adatta
Considerando le premesse generali sul viaggiare in gravidanza, l'Islanda emerge come una destinazione particolarmente favorevole per le future mamme. Le sue caratteristiche la rendono sicura e piacevole, offrendo un'esperienza rigenerante.
Perché l'Islanda Si Presta Bene alle Gestanti
L'Islanda è un viaggio che si presta molto alle gestanti per diversi motivi. La decisione di visitarla, a volte presa anche prima della gravidanza, si conferma valida per le sue peculiarità. Ad esempio, la scelta di una famiglia di visitare l'Islanda è stata influenzata dalla "scarsa presenza di contagi covid e alla rigida politica di gestione dei flussi turistici di questo paese", un fattore che contribuisce a un senso di sicurezza generale.
L'Islanda ha il vantaggio di non essere un paese troppo caldo in estate, il che è un grande sollievo per le donne incinte che spesso soffrono il calore. Offre la possibilità di trovare cibo cotto facilmente e di non presentare particolari insidie che possano mettere in pericolo la gestante e il suo bébé. Le aree turistiche sono ben organizzate e i servizi medici, seppur concentrati nelle città principali, sono di alto livello.
Esperienze Dirette e Gestione dei Malesseri Comuni
Anche con i malesseri tipici della gravidanza, come la nausea, l'Islanda permette una gestione agevole. Una viaggiatrice ha notato che, nonostante le nausee che "non mi hanno dato tregua, specialmente la sera", l'itinerario pianificato "all'interno dell'isola, la nostra tabella di marcia mi ha permesso di gestire al meglio i malesseri".
La combinazione di "percorsi in auto ai piccoli trekking" ha permesso di percepire "poca stanchezza". Questo è stato facilitato dalla presenza di un bambino di due anni, poiché "ogni trekking è stato concepito alla sua portata e, di conseguenza, anche alla mia". Questo suggerisce che l'Islanda è anche "molto ad essere visitato in famiglia", rendendo il viaggio adattabile a diverse esigenze.
Un accessorio che si è rivelato fondamentale per la gestione della nausea sono stati i braccialetti antinausea, che "basandosi sul principio dell’acupressione, presentano due mezze sfere che comprimono un punto preciso attutendo la nausea".

Itinerari e Luoghi d'Interesse Accessibili
Molti dei luoghi d'interesse più famosi dell'Islanda sono facilmente accessibili e non presentano particolari difficoltà per le donne incinte. Luoghi come "il Circolo d’Oro, la penisola di Keflavik, il Blue Lagoon o ancora la visita allo Jokulsaron e la strada verso Vik, non presentano particolari difficoltà per le donne incinte". Questo permette di godere appieno delle meraviglie naturali dell'isola senza eccessivi sforzi fisici.
Precauzioni Specifiche per l'Islanda
Nonostante i numerosi vantaggi, ci sono alcune precauzioni da tenere a mente. Uno dei "grandi divieti da rispettare durante il primo trimestre sono le vasche idromassaggio". Molti alberghi e appartamenti in Islanda offrono "la possibilità di concedersi momenti di ristoro in vasche idromassaggio, spesso all’aperto". Tuttavia, "specialmente nel corso del primo trimestre queste sono sconsigliate". È sempre meglio informarsi e chiedere consiglio al proprio medico.
In generale, i "punti negativi del visitare l’Islanda in gravidanza non sono legati all’Islanda in quanto paese, ma a qualunque tipo di viaggio". Questo rafforza l'idea che, con una preparazione adeguata, l'Islanda rimane una scelta eccellente.
4. La Scelta del Mezzo di Trasporto: Consigli e Regolamenti Specifici
La scelta del mezzo di trasporto è un aspetto cruciale della pianificazione di un viaggio in gravidanza, con implicazioni diverse a seconda della destinazione e della durata dello spostamento.
Viaggiare in Aereo: Normative delle Compagnie, Comfort e Prevenzione
Per mete lontane, come l'Islanda dall'Italia, "è consigliabile scegliere il mezzo più veloce", quindi l'aereo. Se la gravidanza è fisiologica, le compagnie aeree generalmente "permettono di volare fino alla 36ª settimana per i voli nazionali e alla 35ª per quelli internazionali". Tuttavia, queste sono linee guida generali e "ogni compagnia aerea ha una propria politica riguardo ai limiti di volo in gravidanza". Ad esempio, "Ryanair permette di viaggiare fino a 36 settimane di gravidanza, Easyjet fino a 35 settimane e Wizzair fino a 34 settimane". È quindi "importante verificare la politica della compagnia aerea" specifica.
Alcuni accorgimenti sono indispensabili durante il volo. È bene "alzarsi e camminare soprattutto durante i voli lunghi" e "mantenere una buona idratazione bevendo acqua o bevande poco zuccherate". Per dormire bene in aereo durante la gravidanza, è possibile utilizzare accessori da viaggio, "come un cuscino per il collo, una maschera per dormire e tappi per le orecchie". Inoltre, durante la notte "è importante indossare calze a compressione per favorire la circolazione sanguigna". "Si consigliano indumenti comodi e in fibre naturali" e di indossare la cintura di sicurezza "in basso sul bacino".
La scelta del sedile è altrettanto importante. Il "posto migliore? Quello al corridoio!" Questo "ti permette di alzarti e muoverti più facilmente durante il volo, cosa importante per mantenerti attiva e comoda". È meglio evitare i posti vicino alle uscite di emergenza, poiché "sono riservati a chi può aiutare l’equipaggio in caso di emergenza" e richiedono capacità che potrebbero essere limitate in gravidanza.
Per ridurre al minimo lo stress e la stanchezza, è consigliabile "scegliere voli diretti". "Meno scali durante il viaggio significa che ci sono meno decolli e atterraggi, quindi c'è una minore possibilità che il volo venga ritardato o cancellato". Inoltre, "è consigliabile prendere un volo a breve distanza di meno di 4 ore quando si è incinta per evitare il rischio di TVP (trombosi venosa profonda)". Se il volo dura più di 4 ore, gli accorgimenti sopra menzionati diventano ancora più critici.
Un aspetto spesso trascurato è la comunicazione con il personale di bordo. "Si consiglia di informare il personale di bordo della propria gravidanza prima della partenza del volo, fornendo l'autorizzazione medica e la data prevista del parto". In questo modo, "il personale di bordo può essere avvisato in anticipo del fatto che stai volando in gravidanza e assisterti al meglio", ad esempio aiutando a "riporre i pesanti bagagli a mano nella cappelliera" o fornendo "un estensore della cintura di sicurezza". L'ammettere di essere incinta può permettere di ricevere attenzioni particolari e trattamenti speciali.

Viaggiare in Auto, Treno e Nave: Accorgimenti per Ogni Modalità
Anche altri mezzi di trasporto sono possibili. Per i viaggi in auto, "si raccomanda di guidare per un massimo di sei ore al giorno, facendo pause di almeno dieci minuti ogni due ore per camminare e favorire il ritorno venoso". Per chi affronta gli spostamenti in auto, una viaggiatrice ha sperimentato che "ho cercato di mangiare meno per evitare che il movimento dell’auto potesse favorire la manifestazione delle nausee".
Viaggiare in treno è fattibile, ma "è importante evitare di restare sedute troppo a lungo". Per i viaggi in nave, "bisogna tener conto del rischio di peggioramento della nausea e del vomito". Le crociere sono generalmente consentite "fino al settimo mese". Prima di assumere farmaci contro il mal di viaggio, "è meglio consultare il ginecologo".
Gestione degli Imprevisti: Ritardi e Cancellazioni
Volare in gravidanza può comportare una serie di difficoltà, ma con un po' di preparazione è possibile rendere il viaggio molto più piacevole. "E se il volo viene ritardato o cancellato, aggiungendo ulteriore stress al tuo viaggio, non preoccuparti! Secondo le normative britanniche e dell'UE, potresti avere diritto a un risarcimento del volo fino a €600!".
5. Benessere e Protezione della Salute in Viaggio
Mantenere un buon livello di benessere fisico e proteggere la propria salute sono priorità assolute durante un viaggio in gravidanza, soprattutto lontano da casa.
Idratazione, Alimentazione e Gestione dei Sintomi
"Bere acqua prima e durante il volo è importante!" L'aria in cabina ha un basso livello di umidità, quindi "bere acqua prima e costantemente durante il volo previene la disidratazione, compensando la quantità di liquidi persi nel corpo".
Volare in gravidanza può portare un po’ di nausea. In questi casi, "gli snack secchi - come i pretzel senza odori forti - sono ottimi per calmare lo stomaco". Per evitare il gonfiore, "meglio mangiare porzioni più piccole ma più spesso, evitando anche cibi che possono causare gas, come cavolfiori e broccoli". È anche una buona idea "evitare pasti pesanti prima del volo per non disturbare il ritmo circadiano".
Abbigliamento e Accessori per il Comfort
Indossare "abiti larghi e comodi per il viaggio" è fondamentale. "I tessuti traspiranti lasciano passare l’aria più facilmente, aiutandoti a restare fresca durante il volo in gravidanza". Sono la scelta ideale "soprattutto in questo periodo, quando il corpo cambia, aumentando la temperatura e il gonfiore". "Mettere in valigia capi comodi che si restringono verso le estremità" è un altro consiglio utile.
Accessori specifici possono migliorare notevolmente il comfort. Le "calze a compressione, più strette delle normali calze, migliorano la circolazione sanguigna delle gambe applicando una pressione controllata". Sono particolarmente utili "per le viaggiatrici in gravidanza, le cui gambe si gonfiano facilmente". Inoltre, i "cuscini lombari, che sostengono la colonna vertebrale, aiutano a ridurre i dolori alla schiena". "Scarpe basse, confortevoli e antiscivolo sono importantissime, soprattutto se prevedi di fare molto movimento". Se resti seduta a lungo, indossa calze compressive, "per mantenere attiva la circolazione sanguigna e non gravare sulle vene infiammate".
Esercizi e Movimento per la Circolazione
Muoversi regolarmente è cruciale per mantenere il sangue fluido e prevenire la trombosi venosa profonda (TVP), un rischio aumentato in gravidanza e durante i lunghi periodi di immobilità. Alcuni "semplici esercizi in volo per prevenire i coaguli di sangue" includono: "Innanzitutto, muovi le caviglie in cerchio per 10 volte in ogni direzione. Dopodiché, solleva il ginocchio all'altezza del petto e allo stesso tempo stendi l'altra gamba il più possibile. Infine, ricordati di fare una passeggiata lungo il corridoio ogni 30 minuti!".
Assicurazione Sanitaria: Una Necessità per la Futura Mamma
"La stipula di un’assicurazione sanitaria è sempre consigliabile in gravidanza", spiega l'ostetrica. "La copertura dovrebbe prevedere assistenza medica d’emergenza, ricoveri, parto prematuro, trasporto sanitario e assistenza neonatale". Questa garanzia offre una maggiore tranquillità, soprattutto in paesi stranieri dove i costi medici possono essere proibitivi.
Prepararsi alla gravidanza: i consigli della ginecologa
6. Le Sfide Globali: Vaccinazioni e Destinazioni a Rischio
Mentre l'Islanda si rivela una meta sicura, è fondamentale essere consapevoli che non tutte le destinazioni sono ugualmente adatte per un viaggio in gravidanza, specialmente quelle che presentano rischi sanitari specifici.
Pianificazione Vaccinale e Misure di Protezione Personale
Per chi viaggia all’estero, la questione vaccini va valutata con attenzione. "La pianificazione vaccinale deve tenere conto dell’epidemiologia dell’area di destinazione, della durata e del tipo di viaggio". Mignuoli chiarisce che "i vaccini inattivati possono essere somministrati in gravidanza, mentre quelli vivi sono controindicati, con l’eccezione della febbre gialla dopo il primo trimestre". Tuttavia, "alcune vaccinazioni (difterite, pertosse, rosolia) non sono consentite durante la gravidanza". È vitale "informare il medico curante sul viaggio in programma, la destinazione e il periodo".
"Per ridurre i rischi infettivi, è importante adottare misure di protezione personale: abiti chiari e coprenti, repellenti per insetti, zanzariere".
I Pericoli di Destinazioni Come la Tanzania (Malaria) e Bali (Zika)
Alcune destinazioni presentano rischi significativi che rendono il viaggio altamente sconsigliato in gravidanza. Il caso della Tanzania è emblematico: è "considerata come regione a rischio". Ai viaggiatori è consigliato di vaccinarsi contro febbre gialla, difterite, tetano, poliomielite, morbillo ed epatite A, e di sottoporsi a una profilassi antimalarica per via orale. Tuttavia, "l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e lo Swiss Tropical and Public Health Institute sconsigliano alle donne in gravidanza viaggi in aree endemiche o epidemiche, come la Tanzania". Anche se "esistono solo pochi preparati profilattici contro la malaria che, allo stato attuale delle nostre conoscenze, possono essere tranquillamente somministrati in tutte le fasi di un’eventuale gravidanza", è importante notare che "la profilassi antimalarica nonché l’adozione rigorosa di tutte le precauzioni per proteggersi dalle zanzare… non costituiscono mai e per nessuno una forma di prevenzione sicura al cento per cento".
Un'altra destinazione che richiede cautela è Bali, che, pur non essendo a rischio di malaria, "è una zona a rischio di trasmissione del virus Zika". Questo virus è associato alla microcefalia, una grave condizione in cui "il cervello di queste bambine e bambini è troppo piccolo e la circonferenza cranica circa tre volte inferiore rispetto a quella di bambine e bambini sani".
Implicazioni e Precauzioni per Virus Zika e Malaria in Gravidanza
Sia il virus Zika che la malaria comportano rischi seri per la gravidanza. Un'infezione può essere pericolosa sia per la gestante sia per la bambina o il bambino, "che potrebbe essere infettato dal virus tramite la placenta". Le conseguenze possono essere "un aborto spontaneo, una nascita prematura o problemi di crescita del feto". "Negli ultimi anni si è osservato un aumento dei casi di microcefalia in presenza del virus Zika".
Non esistono medicinali per prevenire la patologia Zika: "le terapie esistenti sono sintomatiche, curano cioè i sintomi". Per la malaria, sono disponibili profilassi farmacologiche, "ma allo stato attuale delle conoscenze solo pochi preparati possono essere somministrati tranquillamente in tutte le fasi della gravidanza", e "la profilassi antimalarica offre solo una protezione limitata, nessuna sicurezza al cento per cento". "Se viaggiate in Paesi a rischio, proteggetevi sistematicamente dalle punture di zanzare indossando indumenti chiari, maglie a maniche lunghe e pantaloni lunghi impregnati di un prodotto repellente contro gli insetti".
Consigli per la Pianificazione Familiare Dopo Viaggi in Zone a Rischio
Se si desidera intraprendere un viaggio in una zona a rischio e si sta pianificando una gravidanza, è essenziale riconsiderare i propri piani. "Se la pianificazione di una gravidanza è attuale, dovrebbe però scegliere un'altra destinazione per il suo viaggio" in aree a rischio come la Tanzania o Bali. "Quando avrete stabilito una nuova meta per il vostro viaggio, potremo verificare insieme i dettagli".
Nel caso di un viaggio già effettuato in un Paese con presenza del virus Zika o della malaria, "l’UFSP raccomanda alle donne che desiderano avere un bebè di attendere almeno tre cicli mestruali dopo il ritorno da una regione a trasmissione attiva del virus prima di pianificare una gravidanza".
"Se constatate la gravidanza al ritorno da un viaggio in uno di questi Paesi, informate il vostro medico. Recatevi però subito da quest’ultimo se nelle tre settimane successive accusate dei sintomi" quali "eruzione cutanea, cefalea, febbre, congiuntivite, spossatezza o dolori muscolari". In questo caso, "può essere indicato intensificare la frequenza delle ecografie, eseguendole ogni due o quattro settimane".
