Guida Completa alla Fertilità e Concimazione dell'Orto: Coltivare Ortaggi Sani e Rigogliosi

Un orto rigoglioso e produttivo è il frutto di attenzioni costanti e di una corretta nutrizione. Il terreno, madre delle piante, svolge un ruolo insostituibile: il suo ruolo non è solo quello di sostenere le piante ma anche di nutrirle, ecco perché la fertilità va tutelata a prescindere dalle necessarie concimazioni periodiche. Un terreno sano e fertile si lavora meglio e può dare vita a ortaggi rigogliosi e resistenti. La concimazione è un’operazione fondamentale per garantire un raccolto abbondante e di qualità, fornendo alle piante gli elementi essenziali per crescere sane e forti. La sanità delle piante è una premessa importante per il successo nella coltivazione dell’orto; come potremmo riuscire a coltivare ortaggi sani, se le piantine all’origine non lo fossero?

Fortunatamente, è facile raggiungere ottimi risultati, semplicemente seguendo alcune semplici regole e resistendo alla tentazione di “farcela da soli”, applicando solo una parte dei consigli di coltivazione o racimolando notizie qua e là sui giornali e dal web. L’orto è una scuola dove non si è mai finito di imparare, con molti aspetti ancora misteriosi. La sfida oggi è quella di trovare soluzioni sostenibili e dalla portata di tutti per affrontare queste problematiche, arrivando a coltivare ortaggi genuini, nel modo più semplice e sicuro.

L'Importanza Cruciale del Suolo Fertile

La qualità del suolo è il punto di partenza per ogni coltivazione di successo. Le radici delle piante devono poter trovare un suolo fertile, drenante, con una consistenza fisica idonea per garantire la stabilità delle piante (e quindi non troppo friabile) ma anche la permeabilità necessaria per lasciare alle sottili radici la possibilità di espandersi. Nella concimazione di fondo gioca un ruolo basilare la sostanza organica del suolo, quale premessa indispensabile alla salute della terra e degli organismi che la popolano.

Altrettanto indispensabile è la composizione chimica del terreno: è la natura stessa a creare, nei buoni substrati, un equilibrio di fattori nutritivi di base (Azoto, Fosforo e Potassio) e microelementi necessari in piccole ma fondamentali quantità (Calcio, Ferro, Magnesio e altri sali). Un terreno arido, specialmente se argilloso, è solitamente duro e molto faticoso da lavorare. Anche il tipo di terreno, che può trattenere più o meno acqua, ha un ruolo basilare nel dettare l’intervallo di tempo più o meno lungo che deve intercorrere tra un’irrigazione e quella successiva. Per questo, conoscendolo al meglio, sarà più facile non sbagliare. Un terreno poco fertile, concimato in modo insufficiente, è tra le cause più frequenti dei fallimenti nella coltivazione dell’orto.

Sezione trasversale di terreno fertile con radici e microrganismi

La Sostanza Organica: Fondamento della Fertilità

La sostanza organica rappresenta la spina dorsale della fertilità del suolo. Oltre ad apportare gli elementi minerali fondamentali quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K), secondari e micro-elementi, questi prodotti naturali apportano microrganismi utili e nutrono quelli già presenti, svolgendo un ruolo insostituibile per la fertilità futura del nostro terreno. Perciò, è fondamentale attrezzarsi con tanta sostanza organica, possibilmente di tipo differente.

Il Compost

Il compost è un prodotto derivante dalla trasformazione degli scarti organici vegetali di casa, dell’orto e del giardino, e una volta distribuito nel suolo riveste l’importante funzione di ammendante, cioè di miglioratore delle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche del terreno. La pratica del compostaggio è relativamente semplice, perché il lavoro di trasformazione degli scarti avviene ad opera di un insieme di microrganismi che se ne cibano. Come fare il compost per l’orto a partire da scarti di cucina e sfalcio d’erba è un’attività accessibile a molti. Quando è maturo, il compost deve essere prontamente distribuito al suolo perché non se ne perda il valore nutritivo. Il compost maturo apporta mediamente più azoto del letame bovino e contiene anche gli altri elementi nutritivi. Negli anni scorsi era possibile reperire il compost anche nei centri per la raccolta dell’umido urbano, dove si otteneva un prodotto di buona qualità, distribuito anche in forma gratuita.

Letame e Stallatico

Il letame di stalla è ancora oggi tra le migliori risorse per la concimazione dell’orto. Apporta da solo tutti gli elementi nutritivi necessari allo sviluppo equilibrato dei nostri ortaggi. Il letame di stalla è utilizzabile senza alcun rischio, solo se è stagionato a sufficienza: quando non emana più cattivo odore e le sue componenti, amalgamate, non si distinguono più. Per migliorare la fertilità del nostro terreno possiamo apportare del letame bovino, facilmente reperibile presso le aziende zootecniche del territorio, l’importante è che sia maturo, ovvero abbia subito un periodo di stoccaggio di almeno 6 mesi, meglio se anche un anno. Bisogna organizzare il trasporto in sacchi di recupero oppure con dei mezzi agricoli o pick-up.

In alternativa, si può acquistare e distribuire dello stallatico, reperibile in sacchi presso le rivendite agrarie. Lo stallatico è un concime organico in genere pellettato che deriva dal letame di allevamenti di varie specie: cavalli, vacche, polli, ecc. Non è però sufficiente una quantità “simbolica” di stallatico in pellet per raggiungere l’obiettivo di una concimazione adeguata. Ottimo è anche l’humus di lombrico, cioè letame digerito dai lombrichi, che lo rendono ancora più ricco e benefico per la terra. La pollina, gode di cattiva fama, a causa dei danni che provoca se utilizzata male. In realtà è un concime ricco, dalla buona rapidità d’azione. Deve essere ben matura e si distribuisce ad un paio di settimane dal trapianto, alla dose di 5-700 gr per metro quadrato.

Compostiera fai da te: come costruirla e fare il compost

Altri Concimi Organici

Tra i fertilizzanti organici di origine vegetale potete utilizzare nel vostro orto la cenere di legna non trattata con additivi chimici, che arricchisce il terreno di elementi molto importanti, come fosforo, potassio, magnesio e calcio. Altri apporti preziosi includono cornunghia, guano e borlanda. Non interrare materiale organico umido non trasformato, perché può favorire la proliferazione di popolazioni batteriche dannose per le piante ed il terreno.

Tecniche di Arricchimento del Suolo: Sovescio e Biochar

Oltre all'apporto diretto di sostanza organica, esistono pratiche agricole che mirano a migliorare la fertilità del suolo in modo naturale e sostenibile.

Il Sovescio (Concimazione Verde)

La pratica del sovescio consiste nel coltivare delle essenze che saranno interrate per arricchire il suolo con le loro biomasse. Il sovescio viene anche chiamato concimazione verde, e concorre anche ad immagazzinare riserve idriche nel suolo. La semina dei miscugli di sovescio si realizza in autunno e poi ad inizio primavera si deve trinciare il tutto, lasciare appassire un paio di giorni e poi interrare. Bisogna evitare che le essenze completino la fioritura, in modo che la loro consistenza sia ancora erbacea e tenera. La pratica del sovescio, che aiuta a risanare il terreno e ne migliora la struttura, è utile nelle aiuole più sfruttate o momentaneamente incolte. Si seminano delle essenze di leguminose, graminacee, brassicaceae o crucifere, successivamente falciate e interrate quando hanno raggiunto il massimo rigoglio vegetativo. Le piante leguminose sono particolarmente efficaci in questa tecnica.

Esempio di coltura da sovescio prima dell'interramento

Il Biochar

Il biochar è un ammendante ecosostenibile consentito in agricoltura biologica. Questo materiale carbonioso, prodotto dalla pirolisi di biomasse, ha la capacità di migliorare la struttura del terreno, aumentare la ritenzione idrica e dei nutrienti e favorire l'attività microbica benefica nel lungo periodo.

Microrganismi e Simbiosi: Il Ruolo delle Micorrize

L'ecosistema del suolo è complesso e i microrganismi giocano un ruolo fondamentale per la salute delle piante. Per micorrize si intende un insieme di funghi che instaurano una simbiosi con i vegetali, da cui ottengono gli zuccheri della fotosintesi offrendo in cambio notevoli vantaggi: stimolo allo sviluppo radicale, protezione da alcuni patogeni terricoli e una maggiore disponibilità di fosforo, spesso presente nel suolo in forma insolubile. In commercio si trovano prodotti contenenti inoculi, da mettere direttamente nelle buchette o lungo i solchi di semina, ma si trovano anche concimi arricchiti da questi preziosi microrganismi.

Nutrimento delle Piante: Elementi Essenziali e Fertilizzanti

Il concime è l’alimento delle piante, fornisce loro gli elementi essenziali per crescere sane e forti. Il terreno, col passare del tempo, si impoverisce dei nutrienti necessari alle piante. La concimazione serve a reintegrare questi elementi, come azoto, fosforo e potassio, che sono fondamentali per la vita vegetale. Le foglie ci dicono di cosa le piante hanno bisogno, fungendo da indicatori visivi di eventuali carenze.

Macro e Microelementi

  • Azoto (N): Stimola la rapida crescita della pianta e una buona presenza di clorofilla nelle foglie, riscontrabile con una bella colorazione verde della pianta. L’azoto è un elemento basilare, ma nelle giuste quantità!
  • Fosforo (P): Favorisce la radicazione e un buon sviluppo dell’apparato radicale.
  • Potassio (K): Aumenta la resistenza delle piante al gelo, intervenendo anche sui processi di accumulo degli zuccheri nei frutti.
  • Calcio (Ca): Nelle zone dove c’è il progetto di piantare pomodori, è utile integrare con Calcio Cifo, formulato che previene e cura la carenza di Calcio nelle piante dell’orto e del giardino. La carenza di Calcio si manifesta con un generale ingiallimento su tutta la superficie fogliare e successivo seccume. I frutti manifestano caratteristiche maculature e spacchi; nei pomodori la base annerisce, nelle piante ornamentali si verificano appassimenti dei germogli e dei boccioli.
  • Ferro (Fe): Un aspetto importante è la prevenzione della clorosi (carenza di Ferro). Alcuni ortaggi (per esempio melone, pomodoro, lattughe, cavoli e zucchine), piante da frutto come melo, pero, pesco, albicocco, kiwi e agrumi, e tutte le piante acidofile (rododendri, camelie, azalee, ortensie…) possono manifestare sintomi di clorosi, fisiopatia da carenza di ferro (le foglie sbiadiscono lasciando evidenti le nervature e si indeboliscono). La prevenzione si attua già al momento della lavorazione del terreno e del risveglio vegetativo con Cifo Solfer - Solfato di ferro rinverdente, ammesso in agricoltura biologica: assicura una colorazione brillante delle foglie, intensifica la colorazione dei fiori e conferisce una maggiore vigoria alla pianta. È utilissimo anche nei manti erbosi dove rinverdisce e combatte la formazione di muschio.
  • Altri Microelementi: Il terreno deve contenere anche boro, manganese, zinco, ecc., necessari in piccole ma fondamentali quantità.

Infografica sugli elementi nutritivi NPK e microelementi per le piante

Tipi di Fertilizzanti

La scelta del fertilizzante si rivela di estrema importanza per implementare la qualità del suolo come della singola coltura. Esistono molteplici tipi di fertilizzanti. Le categorie principali sono quattro: organici, chimici, liquidi e granulari. Complessivamente entrambe le tipologie di fertilizzante sono valide. Dato che oggi di prodotti se ne trovano molti, per orientarsi nella scelta è consigliato leggere attentamente le informazioni riportate sui sacchi. Se vi trovate scritto “consentito in agricoltura biologica” sapete che si tratta di un prodotto organico o minerale di origine naturale.

  • Concimi Organici: Sono d’uso comune in agricoltura biologica e non solo. Includono stallatico, compost, humus di lombrico, cornunghia, pollina, guano, sangue di bue, cenere di legna, panelli di ricino e neem, e macerati vegetali come ortica ed equiseto. Questi tipi di soluzioni risultano essenziali per una crescita green e quindi sostenibile delle piante, nel rispetto dell’ambiente e degli esseri viventi che in esso vivono, uomo incluso.
  • Concimi Chimici e Minerali: Sono noti anche come sintetici oppure inorganici. Sono formulati in polvere, a scaglie o perline e contengono i macroelementi (azoto/fosforo/potassio) e i microelementi (ferro, boro, manganese, zinco, ecc.). Vengono venduti confezionati in sacchi di varie dimensioni con diverse formulazioni e percentuali. Li distinguiamo in concimi semplici, se contengono un solo elemento fertilizzante (es. Urea 46% di azoto) o più elementi (es. 13/0/46 di cui 13% di azoto, 0% di fosforo e 46% di potassio). Un concime inorganico particolarmente apprezzato è il solfato di potassio, che si distingue per il fatto che fornisce un lento rilascio delle sostanze - zolfo e potassio - nutrendo il terreno più a lungo e in profondità.

Dalla Preparazione del Terreno al Trapianto: Lavorazioni e Concimazioni Iniziali

Una buona lavorazione e concimazione ci garantisce un raccolto migliore. Il periodo migliore per concimare varia a seconda del tipo di pianta e del ciclo colturale. La concimazione delle piante non è mai un intervento da valutare estemporaneamente.

Preparazione del Terreno

Prima di iniziare le lavorazioni del terreno, assicuriamoci che non sia troppo bagnato o troppo secco, per evitare di danneggiarlo o fare una enorme fatica, senza raggiungere il risultato desiderato. La lavorazione di fondo autunno-invernale consiste nella vangatura: dopo aver affondato la lama nel suolo, per non più di 20-30 cm, il terreno viene sollevato e rivoltato per tornare soffice ed arieggiato. Negli orti privati in genere si vanga o, meglio ancora, si usa la forca foraterra per non sovvertire la stratigrafia del terreno. Esistono interessanti studi che propongono la coltivazione senza il rivoltamento del suolo tipico della vangatura ed aratura, intervenendo prima con la fessurazione verticale del terreno, e poi con la fresatura.

Come lavorare il terreno a fine inverno nelle parcelle dell’orto che non contengono piante in produzione: iniziare con una zappettatura superficiale senza rivoltare in profondità, per rompere la crosta superficiale; asportare tutti i detriti vegetali, parti grossolane, ciottoli affiorati ed eventuali parti in plastica rimaste dalle coltivazioni precedenti (legacci e simili).

La lavorazione pre-trapianto si effettua alla fine dell’inverno. Se il suolo è compatto inizieremo con la vangatura, facendola seguire da zappatura o fresatura. Poi il terreno sarà rastrellato per pareggiarlo, spostando le zolle più grossolane ai margini dell’appezzamento.

Per migliorare la struttura del terreno, specialmente per quelli argillosi e compatti, possiamo aggiungere sabbia per alleggerirli e predisporre la baulatura del suolo nei terreni soggetti a ristagni: cuscini di terra alti 20-30 cm, sui quali poi trapianteremo le piantine. I fertilizzanti organici, inoltre, rendono i terreni argillosi e compatti più torbidi e in grado di assorbire e trattenere meglio l’acqua.

Compostiera fai da te: come costruirla e fare il compost

Concimazione di Fondo e al Trapianto

La distribuzione dei fertilizzanti avviene in genere prima della vangatura (concimazione di fondo) in modo da poterli interrare accuratamente, evitando delle perdite per evaporazione o dilavamento. Il compost o il letame devono essere sparsi su tutta la superficie e incorporati nei primi strati di terreno, in modo che poi saranno la zappa e il rastrello a mescolarli omogeneamente. Il momento più opportuno per apportare questi tipi di sostanza organica è tra l’autunno e l’inverno, interrandoli con la vangatura.

Durante la lavorazione del terreno a fine inverno, è consigliabile integrare il terreno in modo del tutto naturale, utilizzando specialità a base di Leonardite, per aumentare la fertilità e rendere più disponibili per le piante gli elementi nutritivi già presenti nel terreno, aumentando la capacità di assorbimento delle radici.

Nel giro di qualche settimana sarà tempo di piantare, se già non lo è ora dove il clima è più mite. I primi trapianti nell’orto, soprattutto per gli ortaggi che hanno un elevato consumo di fattori nutritivi, vanno aiutati fin dal momento del trapianto, per evitare che le fasi delicate dell’attecchimento e primo sviluppo avvengano in condizioni di debolezza, ma è altrettanto importante non eccedere con il nutrimento. Ecco perché conviene scegliere una formulazione a cessione graduale, come un concime granulare per piante da orto e da frutto, biologico, in micropellet pronti all’uso.

Effettueremo poi una ulteriore concimazione, con un intervento direttamente in buca, un paio di settimane prima del trapianto, con compost e pollina, con l’aggiunta di guano e borlanda per le piante più esigenti. In alternativa potremo utilizzare un pugno di un buon concime minerale NPK per buca al posto di guano e borlanda. In terreni particolarmente poveri, un pugno di concime NPK in buca al trapianto, insieme a pollina o letame maturi, dà un valido aiuto, specialmente per gli ortaggi da frutto a ciclo lungo.

Concimazioni Durante il Ciclo Colturale: Mantenimento e Specificità

Dopo il trapianto, la cura del terreno e delle piante prosegue con concimazioni di mantenimento e pratiche specifiche.

Concimazioni di Copertura e Fogliari

Subito dopo l’attecchimento delle piantine, distribuiremo tra le file, interrandoli leggermente, prodotti di rapida disponibilità per le piante: guano, pollina, sangue di bue (liquido ed in polvere). Successivamente si possono attuare anche delle concimazioni, dette di copertura, quando la coltura è già in atto.

È semplice preparare un concime a pronto effetto a partire dallo stallatico, mettendolo a macerare per alcuni giorni in acqua (1 kg di stallatico ogni 10 litri di acqua). Macerati nutrienti e stimolanti, come letame e pollina maturi, ma anche ortica, equiseto ed altri vegetali, posti a bagno in acqua per 7-14 giorni e poi filtrati, sono utili. Vanno distribuiti settimanalmente nel primo mese, per gli ortaggi più esigenti e quelli bloccati dal clima sfavorevole.

I fogliari sono concimi da diluire in acqua e distribuire nebulizzandoli sugli ortaggi. Se si utilizza correttamente la sostanza organica, solitamente non sono necessari per la buona riuscita dell’orto. I concimi liquidi sono di matrice idrosolubile e assicurano diversi vantaggi interessanti, come una rapida assimilazione.

Concimazioni per Piante Esigenti

Gli ortaggi dal ciclo lungo, o molto esigenti, come pomodori, peperoni, melanzane, meloni, cetrioli, sedani, mais, ecc., per una produzione generosa, sono favoriti oltre che da una piccola scorta in buca, da concimazioni ripetute ogni 3 settimane. Ciò è particolarmente utile nei terreni meno fertili. La melanzana è una pianta produttiva ma esigente e necessita di attenzione costante. Per avere piante di uva sane e produttive è importante fertilizzare il vigneto correttamente. Limitiamo i concimi chimici azotati come Urea o Nitrato Ammonico, eventualmente solo alle specie più esigenti, con piccoli apporti frazionati nel tempo.

Attenzione ai Dosaggi e alla Sicurezza

Dosaggi eccessivi di concimi, anche se Bio, hanno effetti negativi sulla produzione. Molti concimi, venendo a contatto con gli organi delle piante, possono provocare gravi danni. È cruciale non innaffiare abbondantemente dopo aver somministrato il trattamento fogliare, per non dilavare i principi attivi.

Pratiche Complementari: Rincalzatura e Zappettatura

Dopo il trapianto, dovremo zappettare frequentemente il terreno tra le piante. Ciò favorirà una crescita rigogliosa ed eviterà la formazione di grandi crepe in suoli pesanti, nei periodi caldi. Alcuni ortaggi si giovano della rincalzatura, che consiste nell’accumulo di terreno alla base delle piante a diversi scopi a seconda delle specie: favorire l’imbiancamento dei fusti, proteggere dal gelo, aumentare la superficie radicale assorbente. Il porro è tra le specie che si giova maggiormente della rincalzatura.

La Scelta Consapevole delle Piantine e delle Varietà

La base di un orto sano e produttivo inizia ben prima della concimazione, con la scelta delle piantine e delle varietà.

La Salute delle Piantine alla Fonte

Come potremmo riuscire a coltivare ortaggi sani, se le piantine all’origine non lo fossero? Nelle serre di Forlì e Cesena, dai migliori semi e terricci e grazie alle più moderne tecniche di coltivazione, le giovani piantine, seguite scrupolosamente dai tecnici Orto Mio, si sviluppano robuste in un microclima ideale. La prevenzione dalle patologie però è indispensabile anche in condizioni così favorevoli. È curata sia con prodotti biologici, che in questo stadio delicato spesso non sono in grado da soli di garantire la perfetta sanità della coltivazione, che con prodotti agro farmaci a breve carenza, che garantiscono una protezione adeguata sino al momento del trapianto. L’attività di questi “disinfettanti delle piante” cessa subito dopo il trapianto.

Le piantine Orto Mio in cubetto, come lattuga e cicorie, si trapiantano lasciando circa 1/3 del cubetto scoperto, all’aria. Se le radici delle piantine sono sovrapposte, tanto da non permettere di vedere il terriccio sottostante, possiamo sfoltirle strappandole delicatamente, senza danneggiare il pane di terra. Nel periodo estivo è consigliabile trapiantare piantine ben sviluppate e ridurre la vegetazione anche a metà con le forbici.

Varietà e Ibridi

Se abitualmente scegliamo le varietà per il nostro orto guardando la foto sul vasetto delle piantine o sulla bustina di semi, che ne illustra il risultato finale, d’ora in avanti potremo fare una scelta più consapevole, che faciliterà la nostra coltivazione futura. Non è facile immaginare la grande differenza che può intercorrere nei risultati, tra due differenti varietà dello stesso ortaggio, che in foto appaiono identiche: una può essere molto resistente alle malattie mentre l’altra particolarmente delicata, una buona e l’altra mediocre, una molto produttiva e l’altra poco.

Molti semi “di una volta” sono ancora disponibili, anche se non è facile reperirli. Al contrario, gli ibridi (identificati dalla sigla F1), spesso offrono grandi vantaggi rispetto alle varietà pure, come la maggiore facilità di coltivazione con metodo biologico. Gli F1 sono ortaggi ottenuti incrociando due varietà pure diverse, per ottenere maggiore resistenza ai patogeni, rusticità, produttività, ecc. In molte specie, gli ibridi hanno soppiantato le varietà antiche, migliorandone aspetti fondamentali per l’orticoltura professionale.

Gran parte delle varietà bio che si trovano in commercio non è naturalmente resistente alle principali malattie. Ciò complica la coltivazione senza agro farmaci. Solitamente le piantine bio che si trovano in commercio non sono prodotte con varietà resistenti alle principali malattie. Ciò ne complica la coltivazione senza agrofarmaci in caso di attacchi parassitari.

L'Influsso Lunare

La luna ha un influsso sulla germinazione e sulla crescita delle piante, e rispettarla aiuta, ma non è decisiva per il risultato finale. È uno degli aspetti tradizionali che possono supportare, ma non sostituire, pratiche agronomiche consolidate.

Confronto visivo tra due varietà di pomodoro (una resistente e una delicata)

Gestione Idrica: L'Arte dell'Irrigazione

L'irrigazione è una pratica fondamentale, la cui corretta gestione può fare la differenza tra un raccolto abbondante e uno mediocre.

Principi Generali dell'Irrigazione

Il tipo di terreno, che può trattenere più o meno acqua, ha un ruolo basilare nel dettare l’intervallo di tempo più o meno lungo che deve intercorrere tra un’irrigazione e quella successiva. Per questo, conoscendolo al meglio, sarà più facile non sbagliare. È bene sapere che ad inizio primavera le piante necessitano di poca acqua nel primo periodo dopo il trapianto. Poi, per gli ortaggi da frutto (pomodori, peperoni, zucchine, cetrioli, ecc.), si dovrà attendere che il terreno, in superficie, sia asciutto, prima di procedere ad una nuova innaffiatura, che non dovrà essere troppo abbondante.

Quando le piante saranno grandi e cariche di frutti e le temperature molto più elevate, aumenteremo notevolmente i quantitativi idrici, per evitare carenze nelle ore più calde della giornata. Irrigando troppo frequentemente o con quantitativi esagerati le giovani piante diverranno sempre più esigenti di acqua nei periodi caldi e dovremo continuare con questa modalità. La carenza idrica è tra le cause principali del marciume dei frutti, tipico dei pomodori allungati. Non bisogna confondere la capacità del pomodoro di cavarsela con poche irrigazioni in alcune situazioni particolari con una predisposizione a vivere con poca acqua.

Momento Ideale e Condizioni Specifiche

Il mattino è il momento ideale per l’irrigazione. Infatti le piante sono più efficienti nell’assimilazione e si asciugano più rapidamente, con meno rischi di contrarre patologie. Nel periodo estivo poi, le piante, arrivano al pomeriggio, quando c’è la massima necessità idrica, con più riserva e vanno meno in crisi.

In prossimità della maturazione, alcune specie si giovano di una forte riduzione dell’irrigazione per raggiungere la massima qualità. È il caso di melone, anguria, zucca, cipolla, patata, pomodoro. In tardo autunno ed inverno, le esigenze idriche sono limitate e solitamente garantite dalle precipitazioni. Evitare di procedere con l'irrigazione quando c’è troppo caldo, cosa che è facile capiti in estate, può prevenire shock idrici.

Qualità dell'Acqua

Se nell’acqua d’irrigazione la concentrazione di cloro è elevata, può danneggiare i microrganismi utili del suolo e rallentare lo sviluppo degli ortaggi. È quindi opportuno considerare la fonte e la qualità dell'acqua utilizzata.

Compostiera fai da te: come costruirla e fare il compost

Difesa dell'Orto: Prevenzione e Cura di Parassiti e Malattie

I parassiti degli ortaggi sono tra i piccoli inconvenienti con i quali bisogna convivere nella coltivazione dell’orto. Fortunatamente quelli in grado di provocare gravi danni sono pochi e la loro presenza è abbastanza prevedibile in base alle condizioni climatiche ed ambientali.

Strategie di Prevenzione

La prima prevenzione si fa effettuando con scrupolo la rotazione delle colture, evitando di riproporre nella stessa aiuola la medesima specie od una della stessa famiglia per più anni consecutivi. Nelle aiuole più sfruttate o momentaneamente incolte, è utile la pratica del sovescio, che aiuta a risanare il terreno e ne migliora la struttura. L’errore forse più “grave da evitare” è quello di optare per metodi di coltivazione poco dinamici, come quelli che non prevedono una rotazione delle colture.

Anche i fiori utili di Orto Mio, come Tagete, Calendula, Nasturzio, aiutano a prevenire i parassiti, anche attirando gli insetti utili predatori di quelli dannosi.

Rimedi Biologici e Interventi Mirati

La prevenzione biologica contro le patologie fogliari si pratica irrobustendo le piante con equiseto e prodotti a base di rame, applicati ogni due settimane, alternati a Propoli. Contro il Mal Bianco, lo zolfo è un rimedio efficacissimo, anche come curativo. Non ha senso effettuare trattamenti sulle vecchie foglie di zucchini, zucche, e cetrioli, invase dal Mal bianco. Meglio reciderle vicino al fusto e curare con lo zolfo quelle ai primi stadi d’infezione.

Gran parte degli insetti si prevengono con trattamenti Bio a base di Azadiractina, alternati a Spinosad, ogni 5-10 giorni. I lavaggi con saponi, il macerato d’ortica, il piretro, sono utili contro gli afidi e molti altri insetti. Per gli insetti parassiti del terreno sono discretamente efficaci i panelli di Ricino e di Neem, applicati al trapianto, in buca, vicino al pane di terra.

Il bicarbonato che serve in casa per tanti usi, può essere utile anche per prevenire molti funghi nell’orto. Disciolto in acqua va nebulizzato uniformemente sulla vegetazione da proteggere ripetendo ogni 2 settimane. È utile per prevenire tra gli altri, Peronospora e Mal bianco, ed agisce solo per contatto. La Peronospora è il fungo più comune e grave per il pomodoro. Tra i metodi Bio più moderni ed efficaci contro gli insetti che colpiscono le radici delle piantine, come grillotalpa e larve di coleotteri, vi sono alcuni nematodi “buoni”. I nematodi, sono piccolissimi parassiti radicali che possono colpire gli ortaggi, limitandone lo sviluppo, specialmente in terreni sabbiosi e con scarse rotazioni colturali.

Ciclo di rotazione delle colture per la prevenzione dei parassiti

Quando è Necessario un Intervento Non Biologico

In condizioni meteorologiche piovose prolungate, la difesa con prodotti biologici dilavabili, risulta inefficace. In questi casi, per le specie sensibili a funghi aggressivi come la Peronospora del pomodoro, può risultare consigliabile un intervento preventivo straordinario, con prodotti agrofarmaci a breve carenza, non dilavabili dalle precipitazioni, che consentiranno di non perdere il raccolto.

La maggior parte dei prodotti Bio hanno efficacia prevalentemente preventiva, ma ne esistono anche di curativi efficaci, come i Bio insetticidi a base di Spinosad, Bacillus thuringensis, Azadiractina. Gli ortaggi colpiti da patologie non gravi in prossimità della raccolta riescono a completare il ciclo senza problemi e non avrebbe senso effettuare trattamenti curativi. Il Rame applicato con i trattamenti, se dilavato nel terreno a causa della pioggia, si accumula, con effetto deleterio sui microrganismi utili.

Innovazioni e Approcci Sostenibili

L'orto è un campo di continua sperimentazione e apprendimento, dove nuove conoscenze e tecniche possono portare a risultati sorprendenti.

Biofertilizzanti Fai da Te

Impariamo a fare biofertilizzanti fai da te, utili nell’orto e per l’agricoltura. Ecco come preparare un biofertilizzante fogliare ricco di nutrienti e microrganismi, tramite fermentazione anaerobica del letame. Questi approcci riducono la dipendenza da prodotti commerciali e promuovono un ciclo virtuoso nell'ecosistema del giardino.

Fitormoni e Ammendanti Specifici

Le auxine sono fitormoni, in grado di stimolare la crescita delle piante, e la loro applicazione mirata può favorire uno sviluppo più robusto e una maggiore produttività. Scopriamo l’alga norvegese e le sue proprietà utilissime per le coltivazioni, che può fungere da biostimolante naturale, apportando oligoelementi e fitormoni.

Per ottenere angurie succose e saporite è importante una buona concimazione, dando alla pianta i giusti nutrienti. La cura e la qualità del suolo sono fondamentali per ottenere un terreno sano in cui far crescere le verdure, anche in vaso, permettendo così anche a chi ha spazi limitati di godere dei benefici di un orto produttivo.

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