Molte donne, e persone con un ciclo mestruale, si trovano a porsi domande fondamentali riguardo alla propria fertilità in vari momenti della vita. Tra queste, quelle relative alla capacità di concepire dopo aver interrotto l'uso di un contraccettivo ormonale, come l'anello vaginale, o dopo aver affrontato un'interruzione di gravidanza, sono particolarmente comuni. È del tutto normale che intorno a questi eventi sorgano mille domande, ad esempio: come funziona il corpo in questi frangenti, cosa succede dopo e se tali esperienze possono influire sulla fertilità futura. Le leggi e la pratica medica relative all'aborto variano a seconda del luogo in cui ci si trova, ed è sempre importante fare riferimento a professionisti sanitari qualificati. Tutti i contenuti qui presentati da Flo Health rispettano i massimi standard editoriali di accuratezza linguistica, stilistica e medica per fornire informazioni affidabili e complete.
La decisione di cercare una gravidanza o di gestire la propria fertilità in seguito a un'interruzione di gravidanza comporta riflessioni importanti e spesso ansie. Capire i meccanismi del proprio corpo e le tempistiche naturali è fondamentale per affrontare questo percorso con maggiore consapevolezza e serenità. Sia che si tratti della sospensione di un metodo contraccettivo per tentare il concepimento, sia che si voglia comprendere l'impatto di un aborto sulla futura capacità riproduttiva, le informazioni mediche aggiornate e un approccio informato sono alleati preziosi.
La Ripresa della Fertilità dopo l'Interruzione dell'Anello Contracettivo e altri Metodi Ormonali
Quando si decide di interrompere l'uso di un contraccettivo ormonale, come l'anello vaginale, per cercare una gravidanza, una delle prime domande che sorgono è: quanto tempo ci vorrà per rimanere incinta? Si può dare inizio a una gravidanza anche il mese immediatamente successivo alla sospensione del contraccettivo ormonale, poiché in linea teorica, la fertilità riprende rapidamente dopo la sospensione della pillola o dell'anello.

Meccanismo d'Azione dei Contraccettivi Ormonali
Per comprendere come il corpo si adatta dopo la sospensione di un contraccettivo ormonale, è utile ripassare il suo funzionamento. La pillola contraccettiva, l'anello vaginale o l'impianto, sono metodi ormonali che prevengono la gravidanza inibendo l'ovulazione, modificando il muco cervicale e alterando la mucosa uterina. Gli ormoni sintetici contenuti in questi contraccettivi, come estrogeni e progestinici, impediscono il rilascio mensile degli ovuli dalle ovaie. È importante sapere che questi contraccettivi sono "reversibili": quando si smette di prenderli o di usarli, il processo del concepimento viene interamente ripristinato dall’organismo. La pillola, sviluppata negli anni '70, è stata probabilmente il primo "farmaco elettivo" utilizzato per sopprimere una funzione corporea normale: la fertilità, invece di curare qualunque malattia. L'origine di incertezze sulla fertilità dopo la sospensione nasceva dalla cosiddetta "assenza di mestruazione post-pillola" o amenorrea post-pillola, sperimentata da circa l'1% delle donne, che inizialmente era stata associata al metodo contraccettivo e a un possibile impatto negativo sulla fertilità. Tuttavia, gli studi hanno chiarito che questo non è generalmente il caso.
Quando la Fertilità Ritorna: Tempi e Aspettative
In molte donne, infatti, l’ovulazione ricomincia già nel ciclo successivo all’ultima assunzione o all'ultima interruzione dell'anello. Questo significa che, in linea teorica, è possibile dare inizio a una gravidanza anche il mese immediatamente successivo alla sospensione. Tuttavia, il ritorno alla regolarità delle mestruazioni può richiedere da uno a tre mesi. Questo "risveglio" della fertilità potrebbe richiedere un po’ di tempo, ma questo non deve scoraggiare. Secondo studi medici condotti dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), circa l’80% delle donne rimane incinta entro un anno dall’interruzione della pillola, a condizione che non vi siano altri problemi noti di salute. La dottoressa Flanagan spiega che la ricerca non indica che un aborto indotto, o l'uso di contraccettivi ormonali, possa influire sulla fertilità futura. In genere, non sussiste un rischio aumentato per la fertilità futura dopo un'interruzione di gravidanza, a prescindere dallo stadio della gravidanza in cui viene praticato, a condizione che avvenga sotto la supervisione di un medico professionista e seguendo le linee guida per la salute e la sicurezza della paziente. Questo principio si estende anche all'interruzione dei metodi contraccettivi.
La Comprensione dei Segnali del Corpo: Muco Cervicale e Ciclo Mestruale
Per le donne che cercano una gravidanza dopo aver interrotto l'anello, è fondamentale imparare a riconoscere i segnali del proprio corpo. L’ovulazione si sta verificando di nuovo quando si presenta il muco fertile: è una secrezione trasparente e filante che appunto esprime l’ingresso nel periodo fertile. Questo è un indicatore chiave per le aspiranti mamme. Monitorare l’ovulazione utilizzando test di ovulazione o app specifiche può essere molto utile per individuare la finestra di tempo giusta per provare a concepire. Per un sano recupero fisico ed emotivo è probabilmente meglio avere il sostegno di qualcuno di cui ci si fida, e il proprio medico di fiducia è un punto di riferimento essenziale anche in questa fase di ricerca di gravidanza.
Cosa Aspettarsi dopo la Sospensione: Perdite e Irregolarità Iniziali
A volte, dopo aver interrotto un contraccettivo ormonale, occorre aspettare qualche mese affinché l’attività delle ovaie riprenda il suo ritmo originario e quindi il potenziale fertile ritorni a essere quello che era prima. Ad esempio, una donna ha interrotto l’assunzione di Nuvaring dopo 6 anni e, ad oggi, non ha ancora avuto il ciclo ma solamente perdite marroni con frequenza all’incirca ogni 3/4 giorni, a volte perdite consistenti quasi nere, altre volte percepibili solo quando va in bagno e si pulisce. Per quanto riguarda le perdite che si riferiscono in questi casi, se dovessero continuare è consigliabile effettuare un controllo dal ginecologo con ecografia. È possibile che il corpo impieghi qualche mese per ripristinare l’ovulazione regolare, per cui un po’ di pazienza è necessaria: date al vostro organismo il tempo di riprendere completamente tutte le sue funzioni. La comparsa di sintomi importanti non deve essere attribuita unicamente all'impiego del contraccettivo ormonale, ma è opportuno farsi visitare di persona per una valutazione approfondita.
Il Ruolo dell'Età e della Durata d'Uso del Contraccettivo
Pur cambiando da soggetto a soggetto e da coppia a coppia, il tempo necessario per concepire un bambino può variare in base ad alcuni fattori che ne influenzano la riuscita. Tra questi, l'età della donna gioca un ruolo preponderante. Nelle donne, il picco massimo di fertilità viene raggiunto fra i 20 e i 25 anni; dopo i 35, la capacità di concepimento comincia a ridursi sensibilmente per poi calare in modo drastico dopo i 40 anni in seguito alla consistente diminuzione della riserva ovarica e della qualità degli ovuli. In genere, la menopausa sopraggiunge dopo i 50 anni, ma già dai 45 è più difficile che si instauri una gravidanza: le possibilità sono infatti del 5%. L’età è dunque un fattore naturale davvero tanto significativo per il concepimento.
Un altro fattore considerato è la durata di assunzione della pillola o dell'anello. Studi scientifici indicano che la durata di utilizzo della pillola non compromette la fertilità a lungo termine, poiché il meccanismo alla base del suo funzionamento è reversibile. Questo è un aspetto rassicurante per molte donne che hanno utilizzato contraccettivi ormonali per anni.
PILLOLE DI PREVENZIONE: SAI COS'È L'ANELLO VAGINALE?
Fertilità dopo un'Interruzione di Gravidanza (Aborto)
Se hai avuto un aborto, che sia successo 10 anni o 10 mesi fa, probabilmente ti chiederai se questo avrà effetti sulle possibilità di successo di una gravidanza futura. Questo è un quesito molto comune. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno in tutto il mondo si verificano 73 milioni di aborti indotti, il che indica quanto sia un'esperienza diffusa. È del tutto normale che intorno all'aborto sorgano mille domande, ad esempio: come funziona, cosa succede dopo e se può influire sulla fertilità futura. Sappi che non sei sola.
Un Tema Sensibile: Comprendere l'Interruzione di Gravidanza
L'interruzione di gravidanza, o aborto, è un evento che può avere un impatto significativo sulla vita di una donna, sia a livello fisico che emotivo. Si parla di aborto indotto quando è medicalmente assistito, ma ci sono anche aborti spontanei. La rimozione dei tessuti fetali dopo un aborto indotto o spontaneo è nota anche come "evacuazione uterina". Indipendentemente dalla tipologia, la preoccupazione principale per molte è se questo evento possa precludere future gravidanze desiderate.
La Fertilità Subito Dopo un Aborto: È Possibile una Nuova Gravidanza?
La risposta è sì, si può rimanere incinta dopo un aborto e può succedere relativamente presto. "Una donna può ovulare [rilasciare un ovulo pronto per la fecondazione] e rimanere incinta prima del ciclo mestruale successivo a un aborto", afferma la dottoressa Jones. Una ricerca dell'American College of Obstetricians and Gynecologists conferma che l'83% delle donne ovula entro un mese dall'aborto. Questo significa che è possibile rimanere incinta dopo l’aborto prima delle successive mestruazioni. L'ovulazione successiva avviene circa 2 settimane dopo l'interruzione. Per questo è molto importante usare un metodo contraccettivo efficace, se si intende avere rapporti sessuali che potrebbero risultare in una gravidanza e non si desidera una nuova gravidanza immediata.
Aborto e Rischio di Infertilità Futura: Cosa Dice la Scienza
Spesso l'infertilità è una delle principali preoccupazioni dopo un aborto, ma gli esiti degli studi sono rassicuranti. "La ricerca non indica che un aborto indotto [medicalmente assistito] possa influire sulla fertilità futura", spiega la dottoressa Flanagan a Flo. La dottoressa ci spiega meglio cosa significa: "In generale, non sussiste un rischio aumentato per la fertilità futura dopo un aborto, a prescindere dallo stadio della gravidanza in cui viene praticato, a condizione che avvenga sotto la supervisione di un medico professionista e seguendo le linee guida per la salute e la sicurezza della paziente". La probabilità che si verifichino complicanze dopo un'interruzione volontaria di gravidanza è molto ridotta. Un'interruzione di gravidanza senza complicanze non ha ripercussioni negative sulla fertilità.

Potenziali Complicanze e Loro Gestione
Nonostante la rassicurazione generale, è importante essere consapevoli di rischi molto remoti. In caso di aborto chirurgico, potrebbe esserci il rischio che gli strumenti medici utilizzati possano causare microtraumi lasciando delle cicatrici nella membrana uterina che, potenzialmente, potrebbero rendere più difficile l'instaurarsi di una gravidanza futura. Tuttavia, si tratta di eventualità molto rare che spesso possono essere diagnosticate e trattate con una semplice procedura ambulatoriale dopo l'aborto, in modo da ottimizzare la fertilità per il futuro, spiega la dottoressa Flanagan. È importante comunicare immediatamente al team medico eventuali dolori più intensi o perdite anomale. Il rischio di cicatrici non è correlato esclusivamente all'aborto chirurgico, ma possono verificarsi lacerazioni ogni volta che vengono utilizzati strumenti medici nell'utero per altre procedure, ad esempio il raschiamento dopo un aborto spontaneo o l'inserimento di una telecamera durante un'isteroscopia.
Per quanto riguarda l'impatto sulle possibilità di rimanere incinta in futuro, "Solitamente no", afferma la dottoressa Jones. "Tuttavia, le gravidanze future possono risultare più a rischio in caso di complicanze [dopo un aborto]. Se l'utero è stato sottoposto a più procedure chirurgiche, potrebbe esserci un rischio aumentato di crescita anomala della placenta nel muscolo uterino". Per quanto riguarda invece un eventuale rischio di travaglio prematuro in caso di gravidanza dopo un aborto, la scienza non fornisce ancora risposte certe. In un lavoro di revisione di evidenze scientifiche condotto in collaborazione tra Italia e Stati Uniti nel 2015, è stato rilevato che la rimozione dei tessuti fetali dopo un aborto indotto o spontaneo (nota anche come "evacuazione uterina") è un fattore di rischio per il travaglio e il parto prematuro (cioè che avviene un certo numero di settimane prima della data presunta del parto).
Dopo un'interruzione chirurgica, l'utero si contrae. In rari casi questo può causare un leggero fastidio o dolori. Di solito il sanguinamento è inferiore a quello di una normale mestruazione, tuttavia può iniziare in modo irregolare, ad esempio i primi 1-2 giorni può non essere presente o essere molto scarso. In pochi casi il sanguinamento può essere più intenso. È possibile che dopo l'uscita dall'utero il sangue si coaguli non appena entra in contatto con la vagina e venga quindi espulso sotto forma di coaguli di sangue, che non si tratta di "coaguli di tessuto".
In caso di interruzione farmacologica, dopo l'assunzione della seconda compressa (Cyprostol®), la prostaglandina, spesso compaiono dolori addominali e/o alla parte bassa della schiena. Pertanto è consigliabile assumere subito anche un antidolorifico come prevenzione: Parkemed®, (ibu-) brufene 200 mg, ad es. Dismenol® o diclofenac, ad es. Voltaren® 50 o 75 mg. Il sanguinamento inizia solitamente dopo l'assunzione della prostaglandina Cyprostol® e per alcune ore può essere più intenso del normale flusso mestruale. Nelle prime ore dopo l'assunzione della prostaglandina Cyprostol® a volte possono comparire sanguinamenti intensi. Pertanto in questo periodo è consigliabile non lavorare.
La Gestione del Post-Aborto: Aspetti Fisici ed Emotivi
Dopo un'interruzione, per l'organismo inizia un nuovo ciclo. In genere il ciclo mestruale successivo avviene dopo 4-6 settimane. Nei primi 2 giorni dopo l'intervento di interruzione è consigliabile evitare di avere rapporti sessuali, non andare a nuotare, non fare il bagno e non utilizzare assorbenti interni. Dopodiché, si può fare tutto quello che fa sentire bene. Prima di un intervento di interruzione chirurgica viene sempre eseguita un'analisi delle secrezioni vaginali. Molto raramente, dopo un'interruzione compare un'infiammazione che si manifesta con febbre nei giorni successivi all'interruzione. Qualora fosse presente nausea, dopo l'interruzione questa scomparirà nel giro di un giorno. Il turgore delle mammelle a volte può durare fino a 3 settimane. L'ormone della gravidanza hCG viene eliminato solo lentamente dall'organismo e i test tradizionali sono molto sensibili.
L'aborto può provocare tutta una serie di emozioni, dal sollievo alla rabbia e alla tristezza e non solo, spesso tutte insieme. La dottoressa Flanagan ci rassicura sulle sensazioni altalenanti che possono insorgere. "Qualunque emozione tu provi è normale", afferma. "E in diversi momenti, puoi provare emozioni molto diverse tra loro. Ancora una volta, è del tutto normale". Molte donne si sentono oppresse fino al momento dell'interruzione e dopo l'intervento si sentono sollevate. Un'interruzione di gravidanza può anche essere vissuta come liberazione e sollievo. Chiedere aiuto è una scelta personale, ma per un sano recupero fisico ed emotivo è probabilmente meglio avere il sostegno di qualcuno di cui ci si fida. Può trattarsi di una persona della famiglia, un amico o un'amica, un terapista o il medico di fiducia.
Contraccezione Post-Aborto: Prevenire Gravidanze Indesiderate
È possibile utilizzare la maggior parte dei contraccettivi dopo un aborto farmacologico o chirurgico, con una sola eccezione. "Dopo un aborto farmacologico, si potrà inserire un dispositivo intrauterino (spirale) solo durante una visita successiva, perché è importante verificare che il processo di aborto sia completo e che l'inserimento del dispositivo nell'utero avvenga in sicurezza", afferma la dottoressa Flanagan. "In caso di aborto chirurgico, invece, il medico può inserire il dispositivo intrauterino direttamente al termine della procedura". Si consiglia di iniziare a utilizzare la contraccezione immediatamente dopo, o al momento stesso, dell'aborto, in modo da evitare gravidanze indesiderate. Infatti, l'ovulazione può verificarsi tra le 2 e le 4 settimane dopo l'aborto, prima del primo ciclo mestruale successivo alla procedura. Altri metodi includono "le pillole anticoncezionali, l'anello vaginale o l'impianto, [che] possono essere iniziati immediatamente o subito dopo l'assunzione dei farmaci prescritti per l'aborto", spiega la dottoressa Flanagan. Sarebbe opportuno iniziare a utilizzare metodi contraccettivi ormonali (pillola, bastoncini, anello, cerotto, iniezione dei tre mesi) subito dopo l'interruzione chirurgica.
Test di Gravidanza Post-Aborto: Interpretazione e Consigli
I test di gravidanza funzionano rilevando l'ormone della gravidanza, la gonadotropina corionica umana (hCG), nelle urine. Un risultato positivo significa che l'hCG è presente nel sistema. La dottoressa Jones suggerisce cautela se si intende eseguire un test di gravidanza dopo un aborto. "Ottenere un risultato negativo da un test di gravidanza potrebbe richiedere qualche settimana anche dopo un aborto completo, perché l'hCG è ancora presente e occorre del tempo affinché i livelli si azzerino", afferma. Ma se si pensa che l'aborto possa non essere completo o si temono eventuali complicanze, è fondamentale prenotare una visita medica. Il medico potrà prescrivere degli esami del sangue per misurare i livelli esatti di hCG e monitorare se aumentano o diminuiscono, in modo da capire se si è ancora incinta o meno. Se l'aborto farmacologico non è completo significa che parte del tessuto fetale è rimasto nell'utero. Spesso, questi casi sono accompagnati da sintomi simili a quelli della gravidanza, come nausea e stanchezza.
PILLOLE DI PREVENZIONE: SAI COS'È L'ANELLO VAGINALE?
Fattori Comuni che Influenzano la Capacità di Concepimento
Indipendentemente dal fatto che si stia cercando una gravidanza dopo aver interrotto un contraccettivo ormonale o dopo un'interruzione di gravidanza, ci sono numerosi fattori che possono influenzare la capacità di concepimento di una coppia. Riuscire a restare incinta velocemente e senza ostacoli è ciò che ogni donna si augura nel momento in cui, col proprio partner, prende la decisione di dare inizio a una gravidanza.
Lo Stile di Vita come Alleato della Fertilità
L’esito positivo del concepimento è direttamente connesso allo stile di vita di uomini e donne. Ecco alcuni aspetti chiave che le coppie dovrebbero considerare quando decidono di provare ad avere un figlio:
- Alimentazione: Una dieta equilibrata ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre può migliorare la fertilità. Al contrario, un consumo eccessivo di cibi ad alto contenuto di zuccheri e grassi saturi può avere effetti negativi.
- Attività fisica: L’esercizio moderato e costante favorisce una buona salute riproduttiva. Tuttavia, un’attività fisica eccessiva o insufficiente può alterare l’equilibrio ormonale, influenzando negativamente la fertilità, per cui è importante cercare di trovare il giusto equilibrio.
- Consumo di alcol e fumo: L’assunzione di alcol e il fumo sono associati a una riduzione della fertilità in entrambi i sessi. È perciò consigliabile limitare o evitare queste sostanze quando si cerca una gravidanza.
- Stress: Alti livelli di stress possono condizionare in senso negativo la fertilità, alterando l’equilibrio ormonale e riducendo le possibilità di concepire.
- Esposizione a sostanze nocive: Esporsi a lungo a sostanze chimiche tossiche, come pesticidi e solventi industriali, può compromettere la fertilità. È dunque importante cercare di ridurre al minimo il contatto con tali agenti.

Condizioni Mediche Preesistenti che Possono Incidere sulla Fertilità
La fertilità maschile e femminile può essere influenzata da numerose cause mediche; è essenziale conoscere queste condizioni per affrontare tempestivamente eventuali difficoltà e intraprendere il percorso diagnostico e terapeutico più adeguato. Analizziamo quali sono le problematiche mediche preesistenti più comuni che possono ostacolare la fecondazione:
- Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS): Caratterizzata da cicli mestruali irregolari, aumento degli androgeni e ovaie ingrandite con cisti multiple, causa squilibri ormonali che possono ostacolare l'ovulazione.
- Ipotiroidismo o ipertiroidismo: Il funzionamento anomalo della tiroide può alterare il ciclo mestruale e compromettere l’ovulazione.
- Endometriosi: La presenza di tessuto endometriale al di fuori dell’utero può causare dolore e ridurre la qualità degli ovociti, peggiorando la fertilità.
- Fibromi uterini: Sono escrescenze non cancerose che possono deformare la cavità uterina e ostacolare l’impianto dell’embrione.
- Varicocele (nell'uomo): Una dilatazione anomala delle vene nello scroto che può ridurre la qualità dello sperma e rendere difficile la capacità di fecondazione.
- Ipogonadismo (nell'uomo): È una ridotta produzione di testosterone in grado di compromettere la spermatogenesi.
- Diabete: Se non controllato, può influenzare la qualità degli spermatozoi e l’ovulazione.
- Malattie autoimmuni: Condizioni come il lupus o la celiachia, se non adeguatamente trattate, possono interferire con la fertilità.
- Obesità: Il peso eccessivo è correlato a squilibri ormonali che ostacolano il concepimento, sia nell’uomo che nella donna.
Quando Rivolgersi al Medico: Segnali e Tempistiche
Sebbene sia da tenere presente che ogni caso è unico, se una gravidanza fatica ad arrivare una volta interrotta la pillola contraccettiva o dopo un aborto, è opportuno rivolgersi al medico nelle seguenti situazioni:
- Dopo 12 mesi di tentativi senza successo per le donne sotto i 35 anni: In questo caso si consiglia di attendere un anno prima di ricorrere a una consulenza medica.
- Dopo 6 mesi di tentativi: Se la donna ha più di 35 anni, il tempo di attesa consigliato è dimezzato, dato che la fertilità naturale tende a diminuire con l’età.
- Se il ciclo mestruale non si regolarizza entro 6 mesi: La persistente irregolarità del ciclo dopo l’interruzione della pillola o dopo un aborto potrebbe indicare problemi ormonali o altre situazioni che sarebbe opportuno indagare.
È sempre importante, se si ha la sensazione che qualcosa non quadri, contattare il proprio medico o lo staff sanitario.
Prepararsi al Concepimento: Consigli Pratici e Supporto
Il cammino verso la gravidanza può essere affrontato con maggiore consapevolezza e serenità seguendo alcune indicazioni e avvalendosi del giusto supporto.
Il Percorso Pre-Concezionale: Acido Folico e Abitudini Sane
Un elemento cruciale nella preparazione al concepimento è l'assunzione di acido folico. È fondamentale assumerlo a partire da ora e per tutta la durata della ricerca della gravidanza fino almeno al termine del primo trimestre: una compressa da 400 microgrammi al giorno. Serve per prevenire una grave malformazione che può interessare il bambino: la spina bifida. La sua carenza può causare gravissime malformazioni. L'acido folico è mutuabile e si può chiedere al medico di famiglia di prescriverlo (Fertifol o Folidar).
In questo periodo pre-concezionale, è bene seguire uno stile di vita il più possibile sano: niente fumo, niente alcol e un’alimentazione varia, ben bilanciata e ragionevolmente calorica. Adottare uno stile di vita sano, come abbiamo detto, migliora la qualità della vita non solo della coppia, ma anche di spermatozoi e ovuli, creando un ambiente ottimale per il concepimento.
Monitoraggio dell'Ovulazione e Rapporti Mirati
Per aumentare la possibilità di procreare senza lunghe attese, che possono risultare estenuanti per coloro che desiderano un bambino, è utile monitorare l’ovulazione. Utilizzare test di ovulazione o app specifiche per identificare i giorni fertili può essere molto utile per individuare la finestra di tempo giusta per provare a concepire. Questo permette di mirare i rapporti sessuali ai periodi di massima fertilità, ottimizzando le probabilità.
L'Importanza del Sostegno e della Consapevolezza
Affrontare il desiderio di una gravidanza, le attese e talvolta le difficoltà, è un percorso che può essere impegnativo. Tenersi sotto controllo medico, andando regolarmente dal ginecologo, al fine di prevenire o trattare eventuali disturbi, è una pratica fondamentale. La consulenza di specialisti può aiutare a navigare in questo viaggio con maggiore fiducia. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate. Se non trovi la risposta al tuo quesito, puoi fare la tua domanda ai nostri specialisti per ottenere risposte personalizzate.
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