Comprendere la fertilità e l'infertilità: cause, dinamiche e prospettive scientifiche

Quando si parla di problemi di fertilità o di sterilità, comunque, non bisogna pensare ad una impossibilità totale di concepire o di diventare genitori. Per prima cosa e per capire come procedere, è bene valutare la situazione e capire quali sono le cause più frequenti di infertilità maschile e femminile. Fertilità e sterilità sono termini che non vanno intesi come sinonimi. La fertilità è la capacità di un individuo (e di una coppia) di concepire entro 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti. Con sterilità si intende l'incapacità di un individuo (e di una coppia) di concepire entro 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti, mentre l'infertilità fa riferimento all'incapacità di portare a termine una gravidanza fino a partorire un bambino vitale.

rappresentazione stilizzata del sistema riproduttivo umano

Nella specie umana la fecondità media non è molto elevata: solo il 25% delle coppie che ha rapporti regolari non protetti ottiene una gravidanza nel corso del primo mese e occorre circa 1 anno perché la gravidanza si verifichi nel 90% dei casi. Nel mondo occidentale il 20% delle coppie ha problemi di infertilità. L’infertilità è definita come assenza involontaria del concepimento dopo almeno un anno di rapporti sessuali mirati o quantomeno non protetti.

Fattori biologici e anatomici nella donna

Le cause più frequenti di infertilità o sterilità femminile sono varie. Le cause ovariche racchiudono tutte quelle situazioni di assenza di ovulazione. Un metabolismo ormonale funzionante è essenziale se una donna vuole rimanere incinta, ma a volte il loro equilibrio è sbilanciato. Di conseguenza, è possibile che maturi un numero insufficiente di ovuli, che l'ovulazione non si verifichi o che il rivestimento dell'utero non si formi a sufficienza e non sia quindi pronto per l'impianto dell'embrione.

Tra le cause endocrine, la sindrome dell'ovaio policistico (PCO) gioca un ruolo cruciale: nelle donne con ovaie policistiche, i follicoli immaturi si atrofizzano prematuramente. Anche il sovrappeso e l'obesità disturbano l'equilibrio ormonale, poiché il tessuto adiposo è ormonalmente attivo e produce ormoni come gli androgeni.

Le cause uterine generalmente provocano infertilità e non sterilità. Solitamente sono dovute ad alterazioni anatomiche a carico dell’utero, sia congenite che acquisite. Tra le cause congenite si trovano le malformazioni uterine come la duplicazione parziale o completa dell’utero. Le patologie uterine, come i fibromiomi, non rappresentano di per sé causa di infertilità, ma rendono più probabile un mancato attecchimento o un aborto spontaneo, perché ne impediscono la fisiologica compliance. Questi possono essere intra-murali, sotto-sierosi o sotto-mucosi, essendo questi ultimi i più problematici per l'evoluzione della gravidanza.

Le cause tubariche riguardano le tube di Falloppio. Le tube sono fondamentali per consentire l’incontro tra lo spermatozoo e l’ovocita e, di conseguenza, il concepimento. Pertanto, un’anomalia a carico delle trombe porta a problemi di fertilità. Esse possono essere fuse, incastrate, bloccate o immobili, ad esempio a causa di un'infiammazione o di un'infezione, come la clamidia. Le cause cervicali riguardano invece il collo dell’utero, rendendo difficile l’avanzamento degli spermatozoi.

schema anatomico delle tube di Falloppio e dell'utero

Fattori biologici e anatomici nell'uomo

Anche le cause di infertilità o sterilità maschile sono di vario tipo. Il fattore genetico riguarda generalmente delle anomalie a carico dello sperma dovute a sindrome di Klinefelter, fibrosi cistica, ecc. Le cause anatomiche riguardano alterazioni o disturbi che impediscono o bloccano parzialmente o in parte il passaggio del liquido seminale e quindi degli spermatozoi.

Le dispermie possono essere classificate in base alla loro origine. Le cause pre-testicolari sono dovute ad anomalie ipotalamo-ipofisarie (ipogonadismo ipogonadotropo), con ridotti livelli di testosterone e di gonadotropine. Le cause post-testicolari, ovvero escretorie, si verificano quando la funzione spermatogenetica è integra, ma nell’eiaculato vi è una condizione di azoospermia, dovuta all’ostruzione o all’agenesia parziale delle vie seminali.

Tra gli uomini, si verificano cambiamenti legati all'età nelle varie strutture del tessuto testicolare. In particolare, si verifica una riduzione delle cellule di Leydig, che producono l'ormone sessuale maschile testosterone. La qualità ridotta degli spermatozoi, come la scarsa motilità o una concentrazione insufficiente per millilitro, è una delle cause principali. Le possibili cause includono il criptorchidismo (testicolo non sceso), il varicocele (dilatazione delle vene testicolari) o traumi testicolari. Anche il tumore del testicolo e le relative terapie, come la chemioterapia o le radiazioni, possono danneggiare il tessuto testicolare e ridurre la fertilità.

L'impatto dell'età e dello stile di vita

Più l’età di una donna è avanzata, minore sarà la qualità dei suoi ovociti. Ogni donna nasce con un numero di ovogoni predeterminato che si riduce progressivamente nel corso della vita. Molte donne oggi rimandano il desiderio di avere figli nella terza decade di vita, ma gli ovuli invecchiano con loro.

Anche l’impatto ambientale ha assunto dignità di possibile fattore patogenetico. Uno stile di vita non corretto, come il fumo, l'alcol, le sostanze stupefacenti, l'uso indiscriminato di farmaci anabolizzanti e il distress, può causare una significativa diminuzione del potenziale di fertilità. Mantenere un peso sano è essenziale: evitare il sovrappeso o l'obesità mangiando una dieta fresca, sana ed equilibrata e facendo molto esercizio fisico. Anche il sottopeso può aumentare il rischio di infertilità, ad esempio nel contesto di un disturbo alimentare come l'anoressia.

Dinamiche psicologiche e sessuali della coppia

Desiderare, tentare, informarsi, riprovare. Ma alla fine niente: anche questo mese la via per diventare genitori sembra negata. La scoperta di un problema di fertilità può spaventare o far insorgere timori. Le coppie in cerca di un figlio provano emozioni contrastanti e spesso sono proprio i loro dubbi ad aumentare la frustrazione di una situazione che sembra non sbloccarsi.

L’infertilità può avere un impatto decisivo sulla coppia, sulla sessualità e sullo stato psicologico. Le coppie oscillano spesso tra speranza, gioia ed euforia, ma anche tra sconforto, rabbia, tristezza, profonda disperazione, aggressività, impotenza e stati depressivi. Esistono inoltre disturbi della sessualità che complicano il concepimento naturale, come la disfunzione erettile e l'eiaculazione precoce nell'uomo, o il vaginismo nella donna. In casi rari, si parla di infertilità psicogena, in cui i partner, a livello inconscio, vivono la gravidanza come un pericolo per la propria integrità.

L'importanza del supporto psicologico nella PMA

Tecniche di procreazione medicalmente assistita

Per avere una gravidanza è possibile ricorrere alla procreazione medicalmente assistita (PMA), un insieme di procedure mediche che servono proprio a poter concepire quando non ci si riesce tramite rapporto sessuale. L’inseminazione artificiale è il metodo più semplice: prevede l’inserimento dello sperma direttamente nell’utero tramite una cannula. Viene eseguita durante l’ovulazione spontanea o previa stimolazione ovarica per aumentare la maturazione degli ovociti.

Con la fecondazione in vitro (FIVET), invece, la fecondazione viene eseguita in laboratorio su piastre di coltura. Gli ovociti della partner femminile e lo sperma del partner maschile vengono raccolti, e tra gli embrioni formati vengono selezionati i migliori da trasferire nell’utero della donna. Entrambe le tecniche possono essere effettuate tramite fecondazione eterologa, ovvero utilizzando il gamete di un donatore. La possibilità di ottenere una gravidanza dipende da molti fattori e tutti i trattamenti richiedono pazienza e perseveranza, poiché il carico psicologico aumenta ad ogni tentativo.

Considerazioni su diagnosi e immunologia

L’incompatibilità immunologica di coppia è una condizione non frequente, dovuta alla presenza nella donna di iso-anticorpi anti-spermatozoo verso il partner. Si tratta di una diagnosi di esclusione che viene posta dopo almeno 2 anni di sterilità involontaria, dove l'iter diagnostico standard non ha chiarito le cause. È fondamentale sottolineare che vi è spesso soggettività nell’interpretazione dei risultati di indagini diagnostiche, che talvolta vengono considerate erroneamente normali. La ricerca scientifica continua a studiare le interazioni tra microbiologia e fertilità per offrire quadri più chiari e pratici, aiutando le coppie a navigare in un percorso clinico-diagnostico che può risultare complesso e stratificato.

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