Lo Zambia, uno dei paesi più urbanizzati dell'Africa subsahariana, si trova ad affrontare complesse dinamiche legate alla fertilità, che hanno profonde implicazioni sociali ed economiche. Con una popolazione che ha visto un incremento significativo, passando da soli 2.340.000 nel 1950 a 17.351.708 nel 2018, il paese è caratterizzato da un'elevata crescita demografica e da tassi di natalità che si collocano tra i più alti a livello mondiale.

Il Contesto Demografico e Culturale
La popolazione dello Zambia è eterogenea, comprendendo oltre 72 gruppi etnici di lingua bantu. Nonostante questa diversità, solo due gruppi etnici sono sufficientemente numerosi da costituire almeno il 10% della popolazione totale. La maggior parte degli zambiani vive di agricoltura di sussistenza, ma l'urbanizzazione è un fenomeno marcato, con il 42% della popolazione residente nelle città. Gli immigrati, prevalentemente britannici o sudafricani, insieme a circa 40.000 cittadini zambiani bianchi, risiedono principalmente a Lusaka e nella Copperbelt, dove sono impiegati nell'industria mineraria, nei settori finanziari o sono in pensione.
La registrazione degli eventi anagrafici in Zambia non è completa, il che rende a volte complessa un'analisi precisa dei dati demografici. La popolazione giovane dello Zambia è composta in gran parte da individui di lingua bantu appartenenti a quasi 70 diverse etnie, con un'età media al matrimonio di 16,8 anni per le donne.
Tassi di Fertilità e Crescita della Popolazione
L'alto tasso di fecondità in Zambia continua a guidare una rapida crescita della popolazione, con una media di quasi il 3% annuo tra il 2000 e il 2010. Il tasso di fecondità totale (TFR) del paese, sebbene sia diminuito di meno di 1,5 figli per donna negli ultimi 30 anni, si attesta ancora a quasi 6 figli per donna, posizionandosi tra i più alti a livello globale.

Il TFR è una misura più diretta del livello di fertilità rispetto al tasso di natalità grezzo, poiché si riferisce alle nascite per donna e indica il potenziale di cambiamento della popolazione nel paese. Un tasso di due figli per donna è generalmente considerato il tasso di sostituzione per una popolazione, garantendo una relativa stabilità. Tassi superiori a due indicano popolazioni in crescita e con un'età mediana in calo, mentre tassi inferiori indicano popolazioni in diminuzione e in invecchiamento.
L'elevato TFR in Zambia è in gran parte attribuibile alla mancanza di accesso a servizi di pianificazione familiare, alla limitata istruzione per le ragazze e alle scarse opportunità lavorative per le donne. Si osservano anche ampie disparità di fecondità basate sulla posizione geografica (rurale o urbana), sul livello di istruzione e sul reddito. Ad esempio, a livello nazionale, il tasso di fecondità totale era più alto tra le donne senza affiliazione religiosa (6.5).
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Infertilità: Una Sfida Negletta per la Salute Pubblica
Nonostante l'elevato tasso di fertilità nazionale, l'infertilità, definita come l'incapacità di concepire dopo 12 mesi di rapporti non protetti, rappresenta un problema di salute pubblica significativo e spesso trascurato in Zambia. Colpisce molte coppie e ha un impatto sproporzionato sulle donne, che spesso affrontano maggiori conseguenze psicologiche e sociali.
Uno studio condotto in Zambia ha rivelato che il 25,7% delle donne ha sperimentato l'infertilità, con l'1,3% di infertilità primaria e il 24,4% di infertilità secondaria. L'infertilità primaria era associata a precedenti infezioni a trasmissione sessuale (ITS), mentre l'infertilità secondaria era collegata all'età, ad aborti precedenti, a interventi chirurgici e alle ITS. Le cause cliniche includevano problemi tubarici/uterini, disfunzione ovulatoria, endometriosi e fattori sconosciuti a causa di diagnostica limitata.
Il trattamento per l'infertilità è in gran parte inesistente nel settore pubblico ed è limitato a cliniche private a Lusaka. Le misconcezioni sono diffuse, con il 77,6% dei partecipanti che attribuisce l'infertilità a cause errate o soprannaturali. Le donne con una maggiore durata dell'infertilità o quelle che hanno cercato prima medicine alternative avevano punteggi più bassi sulla qualità della vita. I risultati qualitativi hanno rivelato disagio emotivo, stigma e isolamento sociale.
Lo Stigma dell'Infertilità
Lo stigma dell'infertilità è un fenomeno reale e pervasivo in molte culture, incluso lo Zambia. È associato a sentimenti di vergogna e segretezza e ha il potenziale di privare l'individuo sterile del supporto sociale, causando depressione, ansia, stress, sensi di colpa e problemi relazionali. Può anche portare a disturbi psicologici, diminuzione dell'autostima e dell'autoefficacia, e una tendenza all'autostigma. Lo stigma sociale per l'assenza di figli, in particolare per le donne, porta ancora all'isolamento e alla stigmatizzazione. La discriminazione, lo stigma e l'ostracismo sono una realtà per le donne senza figli in alcune culture, e l'incapacità di avere un figlio può portare a essere gravemente isolate, diseredate o aggredite.
Cliniche come la Medfem Fertility Clinic in Sud Africa accolgono regolarmente pazienti da tutto il continente africano, sostenendo iniziative volte a rompere lo stigma dell'infertilità. Programmi televisivi come "Our Africa by Merck Foundation" si concentrano su questo tema, promuovendo messaggi come #NoToInfertilityStigma e #MenToo, riconoscendo che anche gli uomini possono essere la causa dell'infertilità. Campagne come "More Than a Mother" della Merck Foundation mirano a sfidare le percezioni tradizionali, promuovendo l'idea che l'infertilità è una condizione medica che può colpire entrambi i partner.
Pianificazione Familiare e Coinvolgimento Maschile
In Zambia, il controllo della fertilità attraverso la contraccezione moderna ha potenzialmente ampie conseguenze sociali ed economiche per le donne e la società. Tuttavia, molti paesi continuano a segnalare un notevole bisogno insoddisfatto di contraccezione e alti tassi di nascite indesiderate. Oltre all'offerta insufficiente e alle norme sociali restrittive, il basso utilizzo di contraccettivi può riflettere l'esito della negoziazione tra partner con diverse preferenze di fertilità.
In molte nazioni, gli uomini riportano dimensioni ideali della famiglia più grandi rispetto alle loro mogli. Se gli uomini dominano le decisioni riguardanti le relazioni sessuali e l'uso di contraccettivi, le donne che desiderano ritardare la gravidanza potrebbero avere un incentivo ad adottare forme di contraccezione occultabili, quando disponibili. Tuttavia, l'opportunità di nascondere l'uso di contraccettivi può aumentare il sospetto e la sfiducia all'interno della famiglia.
L'Impatto del Coinvolgimento Maschile
Molti programmi di pianificazione familiare si rivolgono direttamente e privatamente alle donne, offrendo loro maggiori possibilità di controllo riproduttivo, mentre altri promuovono il coinvolgimento maschile. Uno studio condotto a Lusaka, Zambia, ha esaminato l'effetto del coinvolgimento maschile nella pianificazione familiare sugli esiti di fertilità.

I risultati hanno suggerito che il coinvolgimento maschile ha portato a una diminuzione dell'uso di contraccettivi. Nello specifico, le donne i cui mariti avevano ricevuto il voucher per i servizi di pianificazione familiare avevano il 10% in meno di probabilità di riscattare il voucher, il 6% in meno di probabilità di adottare un contraccettivo iniettabile e il 27% in più di probabilità di partorire rispetto alle donne che avevano ricevuto il voucher da sole. Questo indica che la condivisione di informazioni sui servizi di pianificazione familiare con i mariti ha ridotto la propensione della coppia a utilizzare tali servizi.
Il Costo Psicologico della Contraccettività Nascosta
Un aspetto cruciale emerso dallo studio è il costo psicologico imposto alle donne che nascondevano l'uso di contraccettivi. Il sottoinsieme di donne più propense a beneficiare dell'accesso ai contraccettivi - quelle che desideravano ritardare ulteriori gravidanze e credevano che i loro mariti desiderassero più figli di loro - aveva il 13,6% (47,9%) in più di probabilità di adottare una forma di contraccezione occultabile quando ricevevano il voucher individualmente. Tuttavia, queste donne hanno anche riportato livelli inferiori di salute e felicità due anni dopo.
In Zambia, la fertilità e le gravidanze indesiderate sono elevate: si stima che il 41% delle nascite a Lusaka tra il 2002 e il 2007 fossero indesiderate al momento del concepimento. È probabile che la maggior parte fosse indesiderata solo dalla moglie, poiché in media, gli uomini zambiani desiderano 0,8 figli in più rispetto alle loro mogli.
Anche se la legislazione è cambiata nel 2005, eliminando la necessità del consenso coniugale per la contraccezione, alcuni fornitori continuano a negare i contraccettivi senza l'esplicita approvazione del marito. Nonostante ciò, le donne usano i contraccettivi più frequentemente di quanto gli uomini sappiano: l'89% del campione dello studio aveva usato una forma moderna di contraccezione. Tra il 23% degli uomini che affermano di "non fare nulla per prevenire la gravidanza", il 59% aveva mogli che riferivano di usare una qualche forma di controllo delle nascite.
Gli iniettabili, uno dei metodi più facili da nascondere, sono particolarmente difficili da ottenere. E sebbene relativamente poche donne abbiano usato gli iniettabili, gli uomini sono generalmente a conoscenza della loro esistenza, e prove aneddotiche indicano che il sospetto riguardo alla contraccezione nascosta può aumentare la tensione coniugale.
Malattie Tropicali e Fertilità
Le malattie tropicali, causate principalmente da parassiti o virus, sono prevalenti nelle zone con climi umidi e caldi. Molte di queste, come la malaria, la leishmaniosi e la malattia del sonno, sono trasmesse da punture di insetti e possono causare infertilità negli organi genitali maschili e femminili. Altre malattie virali, come Zika, la febbre gialla o la Dengue, sono trasmesse da zanzare, mentre l'Epatite A può essere contratta tramite acqua o alimenti contaminati.

Prevenire la diffusione di queste malattie è un obiettivo globale fondamentale, non solo per ridurre la mortalità infantile, ma anche per proteggere le donne o le coppie che desiderano avere un figlio e che possono essere state esposte a queste condizioni di rischio. È cruciale per coloro che viaggiano in zone a rischio, o che vi risiedono temporaneamente o permanentemente, consultare uno specialista in malattie tropicali per pianificare il viaggio e valutare la situazione al ritorno. La vaccinazione, in particolare contro l'epatite A e la febbre gialla, e la profilassi antimalarica sono misure preventive essenziali. La diagnosi tempestiva attraverso test specifici, sebbene non sempre con affidabilità assoluta, è importante per gestire il contagio.