La fecondazione in vitro (FIVET) rappresenta per molte coppie l'opportunità di realizzare il sogno di avere un figlio, ma una delle domande più comuni che i pazienti si pongono, soprattutto quando hanno appena iniziato a valutare un trattamento per la fertilità, è: "La fecondazione in vitro è dolorosa?". La risposta dipende in larga misura dalla persona e dalla fase del percorso. Questa guida approfondita esplora cosa aspettarsi in ogni fase del percorso di fecondazione in vitro e come gestire il disagio, fornendo un quadro chiaro e dettagliato per affrontare questa esperienza con maggiore consapevolezza.
Comprendere il Percorso della Fecondazione in Vitro: Cosa Aspettarsi
La fecondazione in vitro prevede il prelievo di ovuli dalle ovaie di una donna e la loro successiva combinazione con lo sperma in laboratorio. Sebbene possa sembrare un processo semplice, include diversi passaggi complessi, ciascuno con le proprie specificità in termini di sensazioni e gestione.

1. Consulenza e Test Iniziali
Il viaggio inizia con una consulenza personalizzata, dove lo specialista della fertilità esaminerà la storia medica della paziente, comprenderà i suoi obiettivi e consiglierà una prova iniziale. Questo spesso include analisi del sangue e un'ecografia pelvica per valutare la riserva ovarica, i livelli ormonali e la salute riproduttiva. Questa fase diagnostica è fondamentale per impostare il protocollo di trattamento più adatto.
2. Contraccettivi o Estrogeni (Pretrattamento)
A volte prescritti come pretrattamento, i contraccettivi o gli estrogeni sono utilizzati per prevenire le cisti ovariche e regolare il ciclo mestruale. Questo passaggio può causare lievi gonfiori o crampi, generalmente gestibili e di breve durata.
3. Stimolazione Ovarica e Monitoraggio Ecografico
Per 10-14 giorni, la paziente assumerà farmaci ormonali per stimolare le ovaie a produrre più ovuli. Durante questo periodo, è necessario sottoporsi regolarmente a ecografie e analisi di laboratorio per monitorare la risposta ovarica. Un po' di gonfiore o lievi crampi sono normali durante la crescita dei follicoli. Le scansioni regolari, il monitoraggio ecografico, monitorano la crescita del follicolo e, generalmente, non sono dolorose. Questa fase è cruciale per massimizzare il numero di ovociti maturi da recuperare.
4. Raccolta dello Sperma
Il partner fornirà un campione di sperma, oppure si potrà avvalersi di un donatore. La raccolta dello sperma, in clinica e con apposito recipiente sterile, mediante masturbazione, è una procedura totalmente indolore e senza effetti collaterali. Tuttavia, in alcuni casi è previsto il prelievo chirurgico degli spermatozoi, un'alternativa quando la raccolta tradizionale non è possibile.
5. Prelievo degli Ovociti
Questa è una delle fasi più delicate. Il prelievo degli ovociti è spesso descritto come la fase più dolorosa, ma la sedazione e l'eventuale assunzione di ansiolitici lo rendono tollerabile per la maggior parte delle pazienti. Prima del prelievo, vengono eseguiti numerosi esami del sangue che possono causare un certo disagio, ma a questo punto le pazienti sono state sottoposte a numerose iniezioni, il che può rendere la procedura piuttosto semplice.

Durante la procedura, un anestesista certificato somministrerà una sedazione endovenosa. Successivamente, una lunga sonda verrà inserita in vagina per rimuovere le sacche ovocitarie, o follicoli, dalle ovaie. La paziente è sottoposta a una lieve e breve sedazione; durante l’anestesia, sotto guida ecografica si raggiungono le ovaie e i follicoli maturati grazie alla precedente stimolazione. Questi vengono penetrati dall’ago al fine di aspirare il liquido follicolare interno che contiene gli ovociti. Al risveglio, la paziente dovrà stare a riposo qualche ora in clinica. Tra gli effetti indesiderati, potrebbero esserci gonfiore, crampi o indolenzimento (simile a quello tipico del ciclo mestruale); si possono, inoltre, avere lievi perdite, ma non servono punti di sutura e non rimangono cicatrici perché si passa dal canale vaginale. La procedura può causare apprensione nelle pazienti che si chiedono se il prelievo degli ovociti in FIVET sia doloroso. Di conseguenza, è possibile somministrare anche un ansiolitico orale per calmare i nervi delle pazienti e rendere la procedura un po' più confortevole.
6. Fecondazione e Sviluppo dell'Embrione
Dopo il prelievo, gli ovuli vitali vengono inseriti in un'incubatrice e fecondati con lo sperma il giorno stesso, tramite inseminazione artificiale (FIVET) o ICSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi). Gli ovuli vengono controllati entro 18-20 ore per determinare se la fecondazione è avvenuta. Una volta fecondati, gli ovuli diventano uno zigote, che si sviluppa in un embrione. Gli embrioni vengono fatti crescere fino a diventare blastocisti, che hanno le maggiori possibilità di impianto. Gli embrioni si sviluppano nell'arco di 5-6 giorni e vengono monitorati attentamente da esperti embriologi. Tutto questo avviene all'esterno del corpo, quindi questa fase non è dolorosa.
7. Trasferimento di Embrioni
Un embrione sano viene selezionato e trasferito delicatamente nell'utero utilizzando un catetere morbido e flessibile. Questa procedura rapida è in genere indolore e non richiede anestesia. Dopo la fecondazione, la blastocisti viene trasferita nel corpo utilizzando un piccolo catetere. Sebbene si tratti di una procedura indolore, di solito viene somministrato del Valium per un maggiore comfort. Qualsiasi embrione di alta qualità rimanente può essere congelato per un uso futuro.
8. L'Attesa di Due Settimane
Dopo il trasferimento, la paziente continuerà ad assumere i farmaci prescritti per supportare l'impianto e la gravidanza nelle prime fasi. Questo periodo di attesa può essere emotivamente impegnativo, ma il team medico è lì per supportare con guida e rassicurazione. È un momento di grande ansia e incertezza.
9. Test di Gravidanza
Circa 9-14 giorni dopo il trasferimento viene effettuato un esame del sangue per confermare il successo del trattamento, misurando i livelli di beta hCG. L’unico test diagnostico affidabile per stabilire il successo o il fallimento del trattamento di riproduzione assistita è il test di gravidanza.
Disagio e Dolore Durante la FIVET: Una Guida Dettagliata
Ogni fase della fecondazione in vitro può comportare diversi livelli di disagio, che è importante conoscere per affrontarli al meglio.
Preparazione dell'Ipofisi e delle Ovaie (Livello di dolore: 4)
Il processo di preparazione alla fecondazione in vitro può essere impegnativo, soprattutto per chi non è sicuro di cosa succederà. Inizialmente, i pazienti assumeranno una varietà di farmaci per via orale e riceveranno iniezioni giornaliere. Uno dei più domande comuni che i pazienti si pongono in questa fase è: "La fecondazione in vitro è dolorosa?". In questa fase, può essere decisamente fastidiosa, soprattutto per chi non ama gli aghi. Tuttavia, è necessario iniettare farmaci per controllare i picchi e i livelli ormonali nel corpo della paziente. A questo punto, gli effetti collaterali dolorosi della fecondazione in vitro possono essere solitamente controllati con il paracetamolo. La buona notizia è che questa parte del processo potrebbe non essere necessaria, a seconda della storia clinica della paziente.
Stimolazione Ovarica e Monitoraggio Ecografico (Livello di dolore: 4)
Alcune pazienti potrebbero trovare dolorosa questa parte della procedura di fecondazione in vitro, ma di solito è gestibile. Alla paziente vengono somministrate iniezioni giornaliere di farmaci per via endovenosa per stimolare i follicoli e aumentarne il numero nelle ovaie. Questo aumenta le probabilità di successo della procedura di fecondazione in vitro. Una volta che i follicoli raggiungono le dimensioni o il numero desiderati, vengono somministrate iniezioni intramuscolari di HCG nel tentativo di imitare il naturale picco di LH. Questa fase può causare un moderato disagio, soprattutto a causa delle iniezioni o del gonfiore, ma i sintomi sono gestibili con il riposo e antidolorifici da banco. Il dolore ovarico durante la stimolazione ormonale è abbastanza comune, ma molto lieve. Potrebbero insorgere una lieve dolenzia alla pancia, gonfiore, ritenzione di liquidi e aumento delle perdite vaginali. Alcune donne avvertono anche mal di testa, fastidio al seno o sbalzi d’umore, tutti effetti passeggeri che possono essere migliorati da una buona alimentazione, idratazione e moderata attività fisica. A questo si aggiunge il disagio delle iniezioni che potranno essere sottocutanee o intramuscolari, ma assolutamente indolori se ben eseguite. Anche in questo caso, l'assunzione di paracetamolo e l'applicazione di caldo/freddo sulle zone interessate dall'iniezione possono essere utili. Il monitoraggio ecografico viene eseguito a intervalli regolari per monitorare la crescita dei follicoli, sebbene raramente causino dolore.
Prelievo degli Ovociti (Livello del dolore: 5-6)
La domanda più comune che le pazienti si pongono è: "Il prelievo degli ovociti in FIVET è doloroso?". Come accennato, il prelievo è spesso percepito come la fase più intensa. La sedazione endovenosa e, se necessario, un ansiolitico orale, sono fondamentali per rendere la procedura tollerabile. Il livello di dolore percepito può variare notevolmente da persona a persona. Successivamente, la paziente dovrà stare a riposo qualche ora in clinica. Il giorno successivo al prelievo la paziente deve effettuare un emocromo, per verificare che tutti i parametri siano nella norma e per individuare precocemente eventuali complicanze post operatorie (che sono però estremamente rare, intorno allo 0,1%).
Fecondazione e Trasferimento di Embrioni (Livello del dolore: 2-3)
Dopo il prelievo, gli ovuli vitali vengono inseriti in un'incubatrice e fecondati con lo sperma il giorno stesso. Gli ovuli vengono controllati entro 18-20 ore per determinare se la fecondazione è avvenuta. Una volta fecondati, gli ovuli diventano uno zigote, che si sviluppa in un embrione. Gli embrioni vengono fatti crescere fino a diventare blastocisti, che hanno le maggiori possibilità di impianto. A questo punto, la fecondazione in vitro è dolorosa? No. Tutto questo avviene all'esterno del corpo. Dopo la fecondazione, la blastocisti viene quindi trasferita nel corpo utilizzando un piccolo catetere. Sebbene si tratti di una procedura indolore, di solito viene somministrato del Valium per un maggiore comfort. Alcuni processi di fecondazione in vitro differiscono leggermente, sebbene la maggior parte segua la stessa procedura generale.
How in vitro fertilization (IVF) works - Nassim Assefi and Brian A. Levine
Gestione del Disagio Fisico nella FIVET
Sebbene il dolore lieve o moderato sia comune in alcune parti del percorso di fecondazione in vitro, esistono modi semplici per gestirlo e renderlo più sopportabile.
- Lasciare che i farmaci raggiungano la temperatura ambiente: Questo può ridurre il fastidio delle iniezioni.
- Non riutilizzare gli aghi: Fondamentale per igiene e sicurezza.
- Applicare un impacco freddo dopo l'iniezione: Aiuta a ridurre gonfiore e dolore.
- Utilizzare paracetamolo da banco (con l'approvazione del medico): Per alleviare il dolore lieve.
- Mantenersi idratati e riposarsi quando necessario: Il riposo è fondamentale durante il processo.
- Ruotare i siti di iniezione: Per evitare irritazioni e indolenzimenti localizzati.
Supporto Emotivo Durante il Percorso FIVET
La fecondazione in vitro non è solo impegnativa dal punto di vista fisico, ma può anche avere un impatto emotivo considerevole. Pratiche come esercizi leggeri, tenere un diario, terapie e tecniche di rilassamento (come lo yoga o la respirazione guidata) possono aiutare a ridurre lo stress e a promuovere la resilienza durante il trattamento.
Considerate l'opportunità di avvalervi di:
- Terapia comportamentale cognitiva (CBT): Per gestire pensieri e ansie.
- Tecniche di rilassamento: Come lo yoga o l'immaginazione guidata, per calmare la mente e il corpo.
- Journaling: Scrivere i propri pensieri e sentimenti può essere terapeutico.
- Esercizi di respirazione profonda: Utili per la gestione dello stress immediato.
- Ottenere abbastanza sonno: Il riposo adeguato supporta il benessere fisico e mentale.
Dolori Post-Transfer: Mestruali o da Impianto?
Dopo il trasferimento dell’embrione in utero, ogni donna o coppia vive i giorni immediatamente successivi con un sovraccarico di ansia, ed ogni sintomo può diventare un episodio di allarme totale, preoccupazione ed incertezza. Il dubbio più comune, laddove si verifichi una certa dolorabilità al basso ventre, sia essa intensa o lieve, è: "Dolori mestruali post transfer? Cosa significano? La procedura non è andata a buon fine e sta arrivando il ciclo?". Comprendere cosa accade all’organismo femminile dopo il transfer - anche in relazione all’influsso degli ormoni - e interpretare correttamente i disturbi correlati è essenziale per affrontare tale ultima e decisiva fase della fecondazione assistita.
La Dismenorrea: I Dolori Mestruali "Classici"
Quando si parla di dolore mestruale si fa riferimento ad un disturbo piuttosto comune, che le donne sperimentano in una determinata fase del ciclo, in genere nei primissimi giorni del flusso ematico. Tale sintomatologia, nota anche come dismenorrea, può variare di intensità e durata ed è solitamente localizzata nell’area pelvica. I dolori mestruali sono essenzialmente provocati dalle contrazioni uterine, necessarie ad espellere il rivestimento dell’endometrio durante il ciclo (con il flusso di sangue). Possono essere accompagnati da mal di schiena, mal di testa, nausea, stanchezza e diarrea.
Dolori Post Transfer: Cause e Caratteristiche
Lo stesso però può accadere durante una fecondazione assistita, soprattutto dopo il trasferimento dell’embrione in utero. Dopo il trasferimento dell’embrione in utero è normale che il corpo reagisca con una serie di sintomi, compresi dei dolori molto simili a quelli mestruali. Le cause vanno ricercate nei cambiamenti ormonali e nel processo di impianto dell’embrione in utero. La localizzazione è la stessa dei dolori mestruali, ma la durata è diversa: possono iniziare subito dopo il trasferimento e durare per alcuni giorni fino alla fase definitiva dell’impianto. I dolori post transfer si possono accompagnare a stanchezza, sbalzi o cambiamenti del tono dell’umore, sensibilità al seno e lieve spotting. Molti dei sintomi, come la sensazione di disagio addominale, nausea, stanchezza o sonnolenza, sono correlati all'effetto dei farmaci usati e possono apparire anche in assenza di gravidanza.
Distinguere i Dolori: Confronto tra Mestruali e Post-Transfer
Riconoscere e distinguere questi due sintomi è importante per comprendere meglio il proprio corpo, abbattere l’ansia non necessaria e sapere invece quando è necessario consultare un medico. Come fare? Le differenze purtroppo sono molto sottili, e distinguere questi due eventi diventa molto complicato. Le divergenze sostanziali stanno in termini di durata e percezione del dolore. Il dolore tipico delle fasi premestruali, infatti, è continuo e intenso, mentre tra le caratteristiche dei crampi da impianto uterino c’è proprio la ridotta frequenza delle fitte e l’intensità inferiore.

Dolori Post Transfer: Normali, Positivi o Negativi? Quando Preoccuparsi
Detto ciò, è facile comprendere come i dolori post transfer, anche se localizzati nel basso addome e simili a lievi crampi mestruali, possono essere considerati normali: l’organismo sta reagendo ai cambiamenti ormonali e al processo di impianto dell’embrione nell’utero. Questi doloretti possono essere anche interpretati in modo positivo, ovvero proprio quale segnale di annidamento nell’endometrio e quindi di inizio di gravidanza. Lo stesso dicasi per le cosiddette perdite da impianto, ovvero lievi macchioline di sangue, di brevissima durata, che possono presentarsi contestualmente.
Una particolare attenzione però va posta alla durata e all’intensità dell’evento: se si tratta di una sintomatologia persistente, forte e accompagnata da un sanguinamento abbondante è necessario rivolgersi ad un medico: potrebbe trattarsi di un’infezione o di un aborto spontaneo. In generale, lievi dolori simil mestruali dopo il transfer sono abbastanza comuni e possono essere ritenuti normali, non significativi di una gravidanza, ma neppure di un aborto. Occorre valutare caso per caso ed attendere il momento giusto per effettuare il test misurando le beta hcg, circa 10-12 giorni dopo il transfer. Nel frattempo, cosa fare? Ascoltare il proprio corpo, rimanere in contatto con il proprio medico e gestire l'ansia.
Crampi da Impianto: Cosa Sono e Quando si Presentano
Marina e il suo compagno stanno cercando di avere un bambino da circa un anno. Dopo l’ultimo periodo ovulatorio, Marina ha percepito dei crampi allo stomaco simili a quelli che solitamente prova durante le mestruazioni. «Eppure manca ancora un po’ al prossimo ciclo mestruale…», spiega per telefono a sua sorella maggiore Elena, che le suggerisce: «Potrebbero essere dolori da impianto…».
I crampi da impianto, percepiti a livello del basso ventre, possono presentarsi proprio dopo che l’impianto è avvenuto con successo e dunque successivamente al periodo ovulatorio, ma possono anche essere confusi con altri sintomi, come appunto i dolori da ciclo mestruale o anche, ad esempio, quelli gastrointestinali. Dopo la fecondazione tra ovulo e spermatozoo, inizia il viaggio verso la cavità uterina attraverso la tuba di Falloppio, a partire dall’ovaio (destro o sinistro) in cui l’ovulazione è avvenuta. Nel momento in cui l’embrione, appena formato dopo la fecondazione, si attacca alla mucosa interna dell’utero vuol dire che è avvenuto l’impianto. L’embrione penetra nella mucosa uterina (ciò permette la formazione della placenta, l’organo che connette il piccolo alla mamma) e proprio questo passaggio può causare dei dolori.
La percezione, come detto, può variare da donna a donna, ma perché si sentono i dolori da impianto? L’embrione che si è creato nei primi giorni di gravidanza, dopo la fecondazione dell’ovulo femminile, necessita di farsi spazio in utero per annidarsi e dare origine a tutti gli “accessori” necessari per la sua sopravvivenza e crescita, in particolare alla placenta che lo connetterà con il corpo della sua mamma. Pertanto, l’annidamento nella cavità uterina può irritare questa zona e dare origine a spasmi della muscolatura percepiti dalla donna a livello addominale.
Come capire se è avvenuto correttamente l’impianto? I soli crampi sono un indizio insufficiente, poiché potrebbero essere stati originati da un’altra causa, ad esempio da problemi gastrointestinali, che possono provocare spasmi muscolari a livello addominale. La certezza si ha solamente eseguendo il test per la ricerca delle βHCG, l’ormone della gravidanza. È importante però che ogni donna in età fertile conosca, tra i vari sintomi iniziali della gravidanza, anche quelli legati all’avvenuto impianto, al fine di prepararsi correttamente alla gestazione.
Il Parere degli Esperti sulle Sensazioni Post-Transfer
Pazienti e dottori spesso si confrontano sulle sensazioni che seguono il trasferimento embrionale:
Una paziente chiede: "GENT. HO FATTO IL TRASFERIMENTO DI TRE EMBRIONI NOVE GIORNI FA E HO DA QUALCHE GIORNO NON FISSI DEI DOLORINI AL BASSO VENTRE TIPO QUELLI MESTRUALI. LA COSA MI PREOCCUPA PERCHE' ANCHE LA VOLTA PRECEDENTE HO AVUTO LE STESSE AVVISAGLIE E INFATTI NON SI ERANO IMPIANTATI."Risposta: I dolori pelvici sono del tutto aspecifici, possono essere sia un brutto segno così come un inizio di gravidanza perché l'utero inizia a modificarsi. Può essere normale avere dei dolori tipo mestruali dopo il transfer e anche delle perdite.
Un'altra chiede: "Venerdì scorso abbiamo fatto la nostra prima IUI. Da ieri mia moglie avverte dolori al basso ventre. Può trattarsi di aborto spontaneo?"Risposta: È un po' presto per pensare ad un aborto spontaneo. I dolori possono essere sia un buon segno se si è instaurata la gravidanza perché l'utero si modifica, sia un cattivo segno nel caso opposto, potrebbero essere premestruali.
Una paziente al 4° giorno post transfer: "IERI POMERIGGIO… HO COMINCIATO AD AVVERTIRE DEI DOLORI COME SE MI PUNGESSERO CON DEGLI AGHI AL BASSO VENTRE. OGGI HO DEI DOLORI ALLA PANCIA ED ALLA SCHIENA IDENTICI A QUELLI MESTRUALI CHE AVVERTIVO PRIMA DI EFFETTUARE OPERAZIONE PER TOGLIERE DELLE CISTI OVARICHE. SONO MEGA IMPAURITA PERCHE' CREDO SIA ANDATO TUTTO MALE. NON E' TROPPO PRESTO SIA PER SENTIRE DEI SINTOMI DI UNA AVVENUTA GRAVIDANZA SIA PER UN EVENTUALE MESTRUAZIONE?"Risposta: Questi dolori possono essere normale. Normalmente questo non dice niente, perche mai preoccuparsi.
Un'altra paziente aggiunge: "A me durante le IUI e le ICSI fatte e andate male, capitava di avere dolori mestruali soprattutto durante la notte a partire più o meno dal nono giorno. È indice anche questo di non attecchimento?"Risposta: I dolori pelvici sono del tutto aspecifici, possono essere sia un brutto segno così come un inizio di gravidanza perché l'utero inizia a modificarsi.
Una paziente al 6° giorno post IUI: "ANCH'IO HO DEI DOLORI TIPO QUELLI MESTRUALI, MA NON FORTI, NON INTENSI…"Risposta: Questi dolori possono essere normali.
Un'altra paziente dopo ICSI, con dolori lancinanti successivi al transfer: "La notte successiva al transfer sono iniziati dolori lancinanti come se mi stesse arrivando il ciclo ma molto più forti. Questi dolori sono continuati per 5/6 giorni… La mia domanda è: c'è una qualche spiegazione fisica al fatto che sembra che il mio utero si rivolti all'impianto di un embrione?"Risposta del Prof: "Cara betty tetris, dopo una ICSI possono essere dolori come tu hai scritto. Normalmente questo non dice niente, perche mai preoccuparsi."
Una paziente dopo la 3° ICSI con dolori molto forti e una perdita marrone scuro: "Cosa potrebbe essere?"Risposta del Prof: "Cara Angel, non si può dire perché. Ma si conosce queste sensazioni dopo transfer. Se non ritorna di nuovo non preoccuparti."
Una paziente dopo FIVET con dolori alle ovaie e sotto l'ombelico: "Mi devo preoccupare?"Risposta del Prof: "Cara girassoli, non preoccuparti, questi dolori possono essere dopo transfer. È normale."
Questi scambi evidenziano come i dolori post-transfer siano comuni e spesso aspecifici, non necessariamente indicativi di esito negativo o positivo, ma sempre meritevoli di attenzione e comunicazione con il proprio medico.
La Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (OHSS)
La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) è una complicazione a cui possono andare incontro le donne sottoposte a stimolazione ormonale nella riproduzione assistita. Tuttavia, i moderni preparati per la stimolazione, i controlli continui e un piano di trattamento adeguato possono ridurre al minimo il rischio.
Cos'è l'OHSS?
Ogni ciclo di FIVET comporta una stimolazione ormonale che provoca la maturazione di un numero maggiore di ovuli nelle ovaie della donna rispetto a un ciclo naturale. L’eccessiva risposta ovarica alla stimolazione ormonale viene definita sindrome da iperstimolazione. La sindrome da iperstimolazione ovarica è una risposta esagerata agli ormoni. Molto spesso, le ovaie si ingrandiscono e si riempiono di liquido. Questo è ciò che, in definitiva, si definisce come sindrome da iperstimolazione ovarica. L’ormone gonadotropina corionica umana, hCG, rappresenta l’ultima iniezione del trattamento di riproduzione assistita. La sua somministrazione stimola l’ovulazione in maniera tale da poter eseguire la puntura ovarica 36 ore dopo. Questo trattamento ormonale aumenta anche la permeabilità dei vasi sanguigni.
Sintomi e Gravità dell'OHSS
I sintomi dell’OHSS possono variare a seconda della gravità della condizione.
- La sindrome da iperstimolazione lieve si manifesta con gonfiore, nausea e dolore addominale.
- I sintomi moderati includono vomito, diarrea, rapido aumento di peso e ingrossamento addominale.
- Per le forme moderate e gravi può essere necessario l’intervento di un medico.
È molto importante ascoltare il proprio corpo ed essere consapevoli del proprio disagio.
Fattori di Rischio per l'OHSS
Sebbene sia impossibile prevedere con esattezza se una donna svilupperà o meno l’OHSS, ci sono alcune donne che sono più a rischio. Il più delle volte la sindrome si manifesta dopo un’iniezione di ovulazione o dopo un trasferimento di embrioni nell’ambito di un ciclo di FIVET.I fattori di rischio includono:
- Età: Le donne più giovani possono essere più suscettibili.
- Gravidanza: Se durante il trattamento si rimane incinta, la presenza dell’ormone hCG potrebbe peggiorare l’evoluzione dell’OHSS.
- Episodio precedente di OHSS.
- Estradiolo elevato.
- Elevato numero di follicoli stimolati.

Diagnosi e Gestione dell'OHSS
La sindrome viene diagnosticata sulla base di un’ecografia e di esami del sangue. Purtroppo non esiste una cura per la causa, quindi l’attenzione si concentra sull’alleviamento dei sintomi, sull’attenuazione del dolore e sulla promozione del corretto funzionamento dell’organismo della donna.
- Per le forme lievi, di solito sono sufficienti il riposo a letto, un’adeguata assunzione dei liquidi e il monitoraggio della condizione. In tal caso, contattare la clinica al più presto.
- Se il caso è lieve o moderato, il trattamento mirerà a ridurre il disagio, con l'assunzione di analgesici per alleviare il dolore (normalmente si consiglia l’assunzione di paracetamolo, ma è molto importante non automedicarsi) e l'evitare di fare esercizio.
- Tuttavia, se durante il ciclo si è raggiunta una gravidanza, i sintomi possono essere prolungati e aggravati. Questa sindrome non si sviluppa fino a pochi giorni dopo l’iniezione di hCG.
Prevenzione e Approccio Personalizzato
È quindi molto importante scegliere una clinica che affronti il problema in modo responsabile, che monitorizzi attentamente il corso della stimolazione e che utilizzi i più moderni preparati di stimolazione. È grazie a loro che il rischio di sindrome da iperstimolazione è minimo. Presso cliniche specializzate, come Equipo Juana Crespo, si prendono sempre tutte le precauzioni possibili ed si effettuano controlli periodici dell'evoluzione della paziente. In questo modo, si monitora la risposta al farmaco fornito. Come ogni fase del trattamento, il protocollo di stimolazione è personalizzato in base all'età, BMI, ecc.
Abbiamo già visto che la gonadotropina è in parte responsabile della OHSS. Esistono altri farmaci che sono anche molto efficaci nel causare l’ovulazione e prevenire la OHSS. Con la puntura follicolare si è in grado di ridurre il volume ovarico e ridurre il numero di cellule della granulosa attive. Se si è eseguita la puntura e si sospetta che la paziente possa sviluppare la OHSS, si possono vetrificare tutti gli embrioni e effettuare il trasferimento in un ciclo successivo. Sappiamo che strategie come queste (annullare il ciclo o posticipare il trasferimento) ritardano il sogno di raggiungere la maternità, ma la responsabilità è anche di garantire che la gravidanza evolva correttamente e che si possa avere un bambino sano. Se si vuole evitare una OHSS o l’hai già subita in un ciclo precedente presso un’altra clinica e si vuole che il disagio non si ripresenti, un centro specializzato può aiutare. Presso Equipo Juana Crespo, per esempio, si hanno professionisti specializzati in casi molto complessi.
Bilanciare Benefici e Rischi della FIVET
Anche se la FIVET include un certo disagio, l'opportunità di avere un figlio cambia la vita. La sterilità è considerata una malattia che colpisce il 17% delle coppie spagnole in età riproduttiva secondo la Spanish Fertility Society (SEF). A tutti gli effetti, la fecondazione in vitro (FIV), sia con i propri ovociti o FIV con ovociti donati (ovodonazione), rappresenta spesso il trattamento più efficace per soddisfare il loro più grande desiderio: un bambino sano a casa. Riassumendo, il dolore fisico a cui si sarà esposti è minimo, ma può restare quello emotivo, la cui entità varia molto da persona a persona.
Cosa Fare in Caso di FIVET Negativa: Gestione Emotiva e Prossimi Passi
Il fallimento di un ciclo di FIVET è un evento profondamente doloroso che richiede un'attenta gestione emotiva e una pianificazione ponderata dei passi successivi.
L'Impatto Emotivo di una FIVET Negativa
Quando si riceve la notizia di una FIVET negativa, si possono vivere diverse fasi emotive:
- In SHOCK: La mente non è pronta a ricevere questa notizia ed entra in modalità blocco per far fronte alla situazione. È un momento in cui non si riesce a capire nemmeno la spiegazione che il dottore sta dando.
- Con un VUOTO dentro: Si vive come un piccolo lutto, cioè, si prova dolore per la perdita di aver potuto rimanere incinta con questo trattamento.
- TRISTE: Con la sensazione di non poter continuare, con il pensiero che sia ingiusto, e ci si chiede ripetutamente "Perché a me?".
- COLPEVOLE: Si guarda indietro e si analizza, ancora e ancora, cosa potrebbe aver causato il negativo, se si è fatto qualcosa che ha influito, se non si è seguito bene il trattamento o se si sarebbe dovuto farlo prima.
- Con PAURA: Si guarda al futuro e si teme di non riuscire mai a raggiungere l'obiettivo.
Come Affrontare una FIVET Negativa
Affrontare questo momento richiede delicatezza e auto-compassione. Cosa posso fare?
- ASCOLTARE IL PROPRIO CORPO E LASCIARE CHE TUTTO FLUISCA: Concedersi il tempo di digerire la situazione, ognuno ha bisogno di un ritmo diverso. Lasciare che le emozioni emergano man mano che arrivano, senza giudicarle, senza aspettarsi di sentirle in un modo specifico, lasciare che fluiscano e che la propria energia si adegui gradualmente. Lasciarsi coccolare ascoltando ciò che il corpo chiede.
- FOCALIZZARSI SU DI SÉ: Osservare i propri sentimenti, le proprie emozioni e svolgere attività che generano tranquillità. Cercare di non ricreare il tempo in pensieri del tipo: “In che cosa ho sbagliato?”, “Se non avessi fatto una tal cosa…” perché sono accompagnati da sensi di colpa e possono generare disagi.
- CONNETTERSI CON IL PRESENTE: Dopo una b-hcg negativa, non è necessario prendere decisioni, né porsi domande future in termini assoluti come “e se non riuscissi a diventare mai mamma?”. Al contrario, è tempo di incanalare bene la propria energia prendendo giorno per giorno; reindirizzare il proprio pensiero a “oggi ho possibilità, ci proverò ancora…”
- ABBIRE FIDUCIA: In sé stessi, nel proprio corpo, verso i professionisti a cui ci si è affidati e nelle possibilità che la fecondazione in vitro offre.
- PREPARARSI PER UN NUOVO BENVENUTO: Analizzare se si è pronti per il prossimo transfer. Controllare le proprie abitudini alimentari, l’esercizio fisico, il sonno, l’igiene mentale per migliorarle se necessario. Aiuteranno a sentirsi meglio.
- PRENDERE DECISIONI: Dopo alcuni giorni, e con una spiegazione medica sulla propria diagnosi, è tempo di prendere decisioni.
Fattori che Influenzano il Successo/Fallimento della FIVET
Comprendere i fattori che possono influenzare l'esito della FIVET può aiutare a prendere decisioni informate per i cicli futuri.
- Età materna: L’effetto dell’avanzare dell’età provoca un calo del numero e della qualità degli ovociti.
- Fattore maschile alterato: Se si parte con un fattore maschile alterato.
- Indice di massa corporea (IMC): Nelle donne, l’IMC ideale è tra 19 e 30. Le loro deviazioni, in particolare l’IMC > 30, possono portare a un basso tasso di fecondazione e gravidanza. In questo caso, tendono ad avere problemi ovulatori e un aumentato rischio di aborto. Anche negli uomini, l’obesità influisce negativamente sul loro sistema riproduttivo ed è stato dimostrato che tende ad aumentare i livelli di estrogeni e abbassare i livelli di testosterone.
- Causa dell’infertilità: Se è unica o molteplice.
- Endometriosi: Soffrire di endometriosi.
- Conteggio follicoli antrali (AFC): È direttamente correlato con l'età materna e i valori dell’ormone antimulleriano (AMH). A maggiore età, si osserverà una diminuzione nel recuento follicolare e nei valori di AMH.
- Fattori tossici.
- Fattore ovarico: A seconda di come è stata la risposta ovarica in un ciclo precedente, si può modificare e/o personalizzare un nuovo tentativo basato su determinati livelli ormonali. Inoltre, i livelli di progesterone possono aiutare a sapere se la recettività endometriale è ottimale.
- Fattore endometriale: Anomalie nella cavità intrauterina, endometrio scarsamente proliferato, endometrite, fattori immunologici e trombofilia; sono le cause del fallimento ripetuto dell’impianto.
- Qualità del liquido seminale: Sebbene si possa realizzare un ICSI con un basso numero di spermatozoi, ci sono alcuni parametri che potrebbero influenzare principalmente i tassi di fecondazione e che devono essere considerati in un nuovo tentativo.
- Qualità embrionaria: Gli embrioni che raggiungono lo stadio di blastocisti sono classificati in base al loro grado di espansione e qualità delle loro cellule. Di conseguenza, un embrione di buona qualità avrà un tasso di previsione della gravidanza più elevato.
- Controllo di qualità in laboratorio: Questa categoria comprende la qualità dell’aria, il pH, il tipo e le caratteristiche degli incubatori, l’uso di scarsa luminosità e il tipo di terreno in cui vengono coltivati gli embrioni.
Quando Riprovare Dopo una FIVET Negativa
Quando somministriamo farmaci ormonali, il ciclo riviene due o tre giorni dopo la sospensione del farmaco. Nei casi in cui la strategia da seguire è un’altra stimolazione ovarica, si consiglia di attendere 2 o 3 mesi. In alternativa e senza dubbio, non è necessario attendere questi mesi se il piano prevede di eseguire un criotransfer dopo fecondazione in vitro negativa. In questo caso le ovaie non sono necessarie e con le mestruazioni l’endometrio si sarà completamente rigenerato.