L'allattamento rappresenta una delle fasi più delicate e fondamentali del percorso nascita, un intreccio complesso di biologia, psicologia e supporto clinico. La consulenza allattamento comprende una serie di controlli che vengono eseguiti sulla madre e sul neonato dopo il parto. Terminata la gravidanza, il puerperio è il periodo successivo al parto e dura circa 6 settimane. La visita e consulenza allattamento si concentra principalmente sull'allattamento al seno e sulla valutazione dell'apporto di latte materno al neonato. L'allattamento al seno è il processo grazie al quale il neonato si nutre con il latte materno, prodotto dalle ghiandole mammarie della madre.

Fondamenti biologici e benefici per la salute
Il latte materno fornisce al neonato tutti i nutrienti essenziali e necessari per la crescita e lo sviluppo sano, compresi proteine, carboidrati, grassi, vitamine e sali minerali. La ricerca scientifica, supportata da enti come l'Organizzazione Mondiale della Sanità, sottolinea costantemente che il latte materno è naturale, rinnovabile ed ecocompatibile.
Se confrontati con i risultati di salute tra i bambini allattati con latte artificiale, i vantaggi per la salute associati all’allattamento al seno includono un minor rischio di otite media acuta, gastroenterite e diarrea, gravi infezioni respiratorie inferiori, asma, SIDS, obesità e altre malattie e condizioni infantili. Il latte materno rappresenta il miglior alimento per il neonato nelle sue prime fasi di vita, in quanto contiene nutrienti e sostanze immunologiche, che anche il miglior latte artificiale sul mercato non è in grado di fornire.

La fisiologia della lattazione: oltre i miti
«Arriva o non arriva la montata lattea? E quando? Avrò abbastanza latte?». Per alcune donne, spesso spinte da pressioni esterne, l’attesa della montata lattea dopo il parto può rappresentare una fonte di stress e ansia. È fondamentale comprendere che la normale fisiologia della lattazione comincia ben prima dell’attacco iniziale del neonato dopo il parto. Questo processo prevede che il seno cambi la sua composizione, le sue dimensioni e la sua forma già durante le varie fasi dello sviluppo femminile, ovvero pubertà, gravidanza e allattamento.
È fisiologico non produrre un latte liquido e bianco nei primi giorni dopo il parto. Il passaggio dalla produzione del colostro, il primo prezioso alimento per il neonato (ricco di proteine, carboidrati e anticorpi), alla produzione di latte maturo può richiedere tempi diversi, e nella maggior parte dei casi questi rientrano in una situazione di fisiologia che non deve allarmare né i genitori che desiderano intraprendere la strada dell’allattamento al seno, né gli operatori sanitari che assistono le cure nei primi giorni dopo il parto.
Con l’aumento delle dimensioni dello stomaco del neonato e dei livelli di prolattina e ossitocina, il colostro cambia le sue caratteristiche: diminuisce la sua componente proteica e aumentano i grassi per dare vita gradualmente a un latte maturo, adeguato alla crescita del bambino. La formazione del latte di transizione inizia dopo tre-quattro giorni e, successivamente, nell’arco di 10-15 giorni si completa la formazione del latte maturo.
Gestione delle aspettative e consulenza professionale
Una consulenza per l’allattamento fornisce alle neo-mamme il supporto e l’orientamento necessari per iniziare e mantenere con successo l’allattamento al seno. L’obiettivo principe è dare enfasi e peso a livello nazionale e regionale alle attività di promozione, protezione e sviluppo dell’allattamento nell’ambito del Percorso Nascita. La montata lattea non è sempre legata a sintomi specifici (come abbiamo visto è un processo graduale che può avviarsi senza particolari disagi nel giro di qualche giorno). Può però, in alcuni casi, essere accompagnata da una sintomatologia dovuta all’aumento repentino della produzione di latte in seguito alla suzione e alle variazioni ormonali, con la trasformazione delle strutture ghiandolari.
La montata lattea può essere confusa con un ingorgo mammario? L’ingorgo mammario si differenzia totalmente dalla montata lattea perché quest’ultima è un processo fisiologico temporaneo (il seno è pieno di latte, il maggiore afflusso di sangue che ne consegue non fa che aumentarne la produzione, andando a creare una tensione che però si risolve nel giro di qualche giorno con l’avvio dell’allattamento). Le donne che manifestano il desiderio di allattare e sono a rischio di montata lattea tardiva dovrebbero essere informate fin dalla gravidanza sui meccanismi del processo della lattazione e ricevere un supporto aggiuntivo almeno durante la prima settimana che segue il parto.
COME ALLATTARE AL SENO e QUALI SONO LE MIGLIORI POSIZIONI: ATTACCO CORRETTO del NEONATO - OSTETRICA
Il percorso nascita: dall'assistenza alla competenza
La maternità offre un accompagnamento globale alle future mamme. L’intera equipe formata dai medici specializzati, ostetriche e assistenti di studio medico, le accoglie durante gli appuntamenti previsti dal calendario della gravidanza, con l’obiettivo di creare un legame privilegiato e di fiducia per tutte le esigenze della futura nuova famiglia, nel percorso magico della gravidanza. Il primo controllo dopo un test di gravidanza positivo può essere eseguito alla 8° settimana di amenorrea. In seguito, generalmente le visite vengono programmate ogni mese. Per le gravidanze superiori alla 32° settimana di gestazione, il travaglio e il parto fisiologico vengono gestiti dall’ostetrica e dal medico ostetrico, in sala parto, con la possibilità di utilizzare sedia Maya e vasca oltre al lettino da parto classico, seguendo le volontà e le esigenze dalla partoriente.
Sfide globali e prospettive future
Meno della metà dei neonati riceve latte materno entro un’ora dal parto. E solo il 44% dei bambini viene allattato esclusivamente al seno nei primi sei mesi di vita: una cifra che, in termini tendenziali, non soddisfa l’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di raggiungere il 50% entro il 2025. Si è visto infatti come questa pratica venga sempre più abbandonata anche a causa della esponenziale commercializzazione dei sostituti del latte materno o, in altre parole, del latte in formula e di tutti quegli alimenti che vengono commercializzati come adatti a lattanti fino a sei mesi di vita.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, insieme al Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), nel 1989 ha pubblicato un documento nel quale ha raccolto tutti quei “passi” - dieci per l’esattezza - per il successo dell’allattamento al seno. In questa circostanza il supporto assistenziale è l’arma più potente. La montata lattea può essere stimolata e favorita attraverso alcune strategie che riguardano la promozione e il supporto dell’allattamento. Per favorire la montata lattea è importante avere consapevolezza e competenze sull’allattamento, ma soprattutto saper chiedere e individuare un aiuto per affrontare eventuali difficoltà in merito all’avvio delle poppate al seno e al corretto attacco del bambino.
Nei casi in cui la madre o la coppia, per controindicazioni specifiche o per motivi personali, decidesse di non avviare l’allattamento al seno o di volerlo interrompere fin dai primissimi giorni, la montata lattea può infatti essere evitata. In questi casi, è bene ricordare che nei primi giorni è meglio evitare massaggi o impacchi caldo-umidi al seno o qualsiasi stimolo importante. Il successo dell’allattamento non dipende solo dalla volontà materna, ma da un ecosistema sanitario che sia in grado di formare, informare e sostenere ogni scelta, garantendo che le informazioni siano basate su evidenze cliniche e non su pressioni commerciali o pregiudizi sociali. La figura del professionista sanitario diventa dunque il pilastro fondamentale che trasforma l’esperienza del parto in un inizio consapevole del legame tra madre e neonato.
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