Ninna Nanna: Il Canto Universale che Cullano le Generazioni

Una ninna nanna è molto più di una semplice sequenza di note; è una melodia rasserenante cantata ai bambini per farli addormentare. L'idea alla base della ninna nanna è che un canto eseguito da una voce familiare induca i bambini ad addormentarsi attraverso il calore del contatto umano e la ripetizione rassicurante. Questo fenomeno culturale attraversa ogni confine geografico, trasformandosi in un linguaggio universale dell'amore materno e della cura infantile.

rappresentazione classica di una madre che culla il proprio bambino

Le Radici Classiche e il Patrimonio Europeo

La musica classica ha spesso attinto a questa forma espressiva, elevandola ad arte colta. Le ninna nanne scritte da famosi compositori prendono il nome di berceuse, termine francese che definisce appunto la ninna nanna. Un esempio magistrale è la Berceuse scritta da Fryderyk Chopin nel 1844, un pezzo che incarna la delicatezza necessaria per accompagnare il passaggio verso il mondo dei sogni.

Riconoscendo il valore inestimabile di queste melodie, la Commissione europea ha creato il progetto Lullabies of Europe per raccogliere tutte le ninna nanne nelle diverse lingue della Comunità, con l'obiettivo fondamentale di preservarne il ricchissimo patrimonio culturale.

La Tradizione Slava: tra Storia e Pedagocia

Le nazioni slave conservano un repertorio vasto e antico. In Moravia, František Sušil, prete ed attivista della rinascita nazionale ceca, raccolse Spi, Janíčku, spi (Dormi, Janíček, dormi). Questa vivace ninna nanna utilizza il nome proprio Janíček, usato familiarmente per il nome maschile Jan, molto comune. La forza di questa melodia risiede nella sua capacità di connettere il bambino alla propria identità culturale fin dai primi giorni di vita.

Un altro pilastro pedagogico è l' Ukolébavka (Ninna nanna), pubblicata nel 1633 ne ‘L'Informatorium della Scuola Infantile' di Johan Amos Comenius. Questo libro è probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni nella famiglia. Comenius sottolineò, fra altre tematiche, la necessità di offrire stimoli sensoriali ed emozionali nella prima infanzia.

Tra le ninnananne ceche più melodiose troviamo Hajej můj andílku (Angioletto mio), raccolta inizialmente da Karel Jaromír Erben, scrittore romantico ceco, poeta e collezionista di canti popolari e fiabe. Non meno importante è Halí, dítě (Fai la ninna, bambino), raccolta da František Bartoš, pedagogo ed etnografo che collezionò canti moravi. Dalla Moravia orientale proviene invece Halaj, belaj, malučký (Dormi, dormi, piccolo), dove il dialetto è influenzato dallo slovacco, dimostrando come la cultura popolare sia fluida e priva di confini rigidi.

mappa concettuale delle ninnananne in Europa

Il Nord Europa: il Calore del Racconto

Per i danesi, Solen er så rød, mor (Il sole è così rosso, mamma) rappresenta una ninna nanna classica, carica di un senso di protezione domestica. Elefantens vuggevise (La ninna nanna dell'elefante) è invece considerata uno dei pezzi più popolari. Il tema tratta degli animali esotici, il contenuto ed il testo sono semplici e di facile comprensione per un bambino. È interessante notare come la cultura si adatti al tempo: per rendere questa canzone politicamente corretta, negli anni novanta fu sostituita la parola negerdukkedreng (bambolotto negro) con kokosnød (noce di cocco). Il testo fu scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta Harald H.

Un'altra composizione celebre in Danimarca è Godnatsang (Canzone della buona notte), di cui testi e musica sono stati composti da Sigurd Barrett (1967), pianista, compositore e conduttore di un programma televisivo per bambini, assieme a un suo collega, il musicista Steen Nikolaj Hansen. Sigurd di solito canta questa canzone alla fine del suo programma per bambini, presentando un tema centrale riguardante il sonno.

Esistono anche perle meno note, come Mues sang få Hansemand (La canzone della mamma per il piccolo Hans), che proviene dalla zona meridionale dello Jutland. È molto antica e non si conosce l'anno in cui fu composta, né è molto conosciuta in tutta la Danimarca, probabilmente a causa del dialetto dello Jutland utilizzato. Più recente è Jeg vil tælle stjernerne (Conterò le stelle), scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese Halfdan Rasmussen, con musica di Hans Dalgaard.

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L'Eredità Britannica e la Tradizione orale

Nel mondo anglosassone, le ninna nanne affondano radici in secoli di storia. Lavender's blue (La lavanda è blu) è una canzone tradizionale di cui non si sa quando fu scritta o da chi, ma risale almeno al XVII secolo. Come molte ninna nanne, anche questa probabilmente è stata tramandata da una generazione all'altra ed ha subito modifiche nel tempo.

By Baby Bunting (Ciao, bimbo ‘fagottino’) ci ricorda che nell'inglese antico, le ninna nanne erano chiamate Byssinge ed il prefisso by significava sonnellino. Questa gioiosa canzoncina è tanto antica quanto le filastrocche inglesi. Le madri inglesi l'hanno cantata ai loro bambini e risulta familiare ovunque si parli la lingua inglese. La melodia è giunta fino ai nostri giorni senza variazioni e, come in altre culture, presenta la promessa di una ricompensa per un buon comportamento. Nell'inglese odierno, la parola bunting potrebbe riferirsi a un tipo di uccello oppure a un panno soffice e spesso.

Hush, little baby (Ninna, nanna, piccolino) è un'altra ninna nanna tradizionale di cui non sappiamo chi compose la musica o chi scrisse le parole. Si suppone che abbia origine nel nord America, poiché il tipo di uccello menzionato nella canzone, il tordo beffeggiatore, si trova nel continente americano. Infine, Twinkle twinkle little star (Brilla brilla stellina) è una delle più popolari filastrocche inglesi. Combina la melodia di una canzone francese del 1761, Ah! Vous dirai-je, Maman, con la poesia inglese The Star di Jane Taylor. La poesia, con strofe composte di coppie di versi in rima, fu pubblicata nel 1806 in Rhymes for the Nursery. Il testo contiene cinque stanze, sebbene soltanto la prima è largamente conosciuta. Curiosamente, Mozart scrisse dodici variazioni su questo tema, catalogate come Variazioni su Ah!.

Il Fascino delle Highlands

La Scottish Lullaby (Ninna nanna scozzese) proviene dai fieri clan delle Highlands scozzesi. Soltanto l'aria Cdul gu lo (Dormi fino all'alba) e non i versi originali scozzesi furono usati quando venne presentata una drammatizzazione di Guy Mannering di Sir Walter Scott. La storia delle Highlands e delle interminabili battaglie con cui i clan potevano preservare la loro sofferta indipendenza contro le schiaccianti disparità, sono evocate in questo primo canto per l'infanzia. Il sogno concerne lo squillo di tromba e l'ideale è il coraggio, insegnando ai piccoli il valore dell'onore fin dai primi sogni.

paesaggio suggestivo delle Highlands scozzesi

L'Onda delle Ninna Nanne Greche

Dall'isola di Calimno arriva Νάνι μού το νάνι νάνι (Ninna, mio caro, ninna, nanna). L'isola, famosa per le spugne e l'olio d'oliva, infonde nella ninna nanna elementi naturali: gli ulivi ed il sole sono essenziali per gli abitanti di Calimno. Oltre alle parole ‘nani-nanì’, qui troviamo il suono ‘e’ e ‘è’, molto popolare nelle ninna nanne greche.

La montuosa Kastoria, famosa per i vigneti, è il luogo di origine di Νάνι νάνι το παιδί μου (Ninna, nanna, bambino mio). Qui, i riferimenti all'agnello, alla capra e all'ovile riflettono l'economia pastorale della regione, arricchita dall'uso di numerosi diminutivi. L'isola di Tasso ha invece dato i natali a Ύπνε, που παίρνεις τα μικρά (Sonno, che prendi i piccoli), dove l'elemento del ‘Sonno’ (Ύπνος) è centrale. Secondo la mitologia greca, ‘Ύπνος’ era il dio del sonno, e in questa ninna nanna ci si rivolge a lui affinché prenda il bambino tra le braccia. Si menzionano l'Est e l'Ovest per indicare la vastità del mondo.

L'Italia meridionale, che ospita popolazioni di lingua greca fin dall'VIII secolo a.C., ha generato Ύπνε μου, επάρε μού το (Sonno caro, ti passo il mio bambino). In queste aree, come il Salento e la Calabria, troviamo riferimenti alle rose e al loro assortimento. Infine, Τζοιμάται ο ήλιος στα βουνά (Il sole dorme sulle montagne) ebbe origine nell'isola di Egina. Passata all'isola di Cipro, fu trasformata nel dialetto cipriota. La ninna nanna parla del momento del tramonto, quando il sole e la pernice dormono ed anche i bambini dovrebbero dormire.

La Tradizione Italiana: Dalla Laguna alla Toscana

In Italia, le ninna nanne riflettono la varietà regionale del Paese. Nana Bobò è una bella ed antica ninna nanna della laguna veneta, in cui influenze balcaniche e bizantine sono evidenti. Colei che canta augura salute e ricchezza all'amato bambino; la madre non è presente perché è andata alla fontana.

Fai la Nanna, Mio Simone è un esempio di ninna nanna toscana che presenta, all'inizio, un tono esuberante, seguito da un ritmo più dolce. Ancora dal folclore, questa volta friulano, arriva Ninna nanna sette e venti. Quando il cielo si oscura e siete lì da soli, se tu non dormi ancora, lei ti guarda negli occhi. La madre rimane a casa a sorvegliare la cottura della focaccia e ad occuparsi del suo bambino.

Stella stellina, composta da Lina Schwarz, rimane una delle ninna nanne più popolari in tutta Italia, un pilastro dell'infanzia intergenerazionale. Un'altra chicca toscana è Fate la nanna, coscine di pollo, dove la fantasia trasforma le gambette di un neonato in tenere coscine di pollo. Infine, per guardare al presente, Ninna nanna dei suoni e dei colori è stata composta in occasione del progetto europeo Languages from the Cradle.

infografica sulle ninnananne italiane

Il Cuore Ritmico della Romania

In Romania, Culcă-te, puiuţ micuţ (Addormentati, piccino mio) è un'antica ninna nanna cantata dalle donne di campagna e resa celebre dalla voce di Maria Tănase. Nani, nani, puişor è usata in tutte le regioni rumene e inizia con le tipiche parole che inducono al sonno.

Da segnalare Culcă-mi-te mititel (Vai a dormire come un bimbo piccolino), proveniente dalla Montenia. La madre desidera che il suo bambino cresca per badare a pecore, agnelli ed anatroccoli, sottolineando il legame tra l'infanzia e la natura. Nani, nani, puiù mamii è invece originaria dell'Oltenia: breve, intensa, ripete parole che inducono alla quiete. Infine, Haia, haia, mică baia (Haia, haia, il bagnetto) utilizza la ripetizione del numero ventuno, un numero rituale che nel dialetto del Banato assume una forma specifica, douăzăşi.

La Tradizione Turca: Desideri e Metafore

Le ninna nanne turche, definite ninni, spesso esprimono auguri e desideri per il futuro del bambino. Uyusun da büyüsün (Che il mio bambino cresca mentre dorme) è tra le più classiche, includendo benefici materiali come giocattoli, vestiti e cibi. L'uso di espressioni onomatopeiche come tıpısh tıpısh serve a mimare il suono dei passi del bambino che cresce.

Dandini Dandini Dastana è nota a quasi tutti in Turchia. Sebbene il verso iniziale possa sembrare strano, il significato è metaforico: dana (vitello) rappresenta il figlio, bostan (orto) è la vita, bostancı (giardiniere) sta per il padre e lahana (cavolo) rappresenta una ragazza che la madre del ragazzo non approva. Elogiare la bellezza del bambino, paragonando le sue labbra alle ciliegie e le sopracciglia alla luna crescente, è un tratto distintivo di questa cultura, che pone il bambino al di sopra di ogni cosa, perfino degli angeli. Tra le produzioni moderne, Babanın Ninnisi (Ninna nanna del papà), composta da Özge İlayda, e Sen bir güzel meleksin (Sei un magnifico angelo), chiudono questo cerchio di amore, ritmo e protezione che, da millenni, culla l'umanità intera.

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