La relazione tra una donna in attesa e il mondo equestre è un tema complesso, che intreccia biologia, psicologia, passione e sicurezza. Spesso, l'immagine di una donna incinta coccolata da un cavallo solleva interrogativi non solo sulla gestione pratica della gravidanza, ma anche sulle dinamiche emotive che si creano tra specie diverse in un momento così delicato. Parallelamente, il coinvolgimento dei partner in questo percorso di trasformazione porta alla luce fenomeni meno discussi, come la Sindrome di Couvade, che riflette l’empatia profonda e l’attaccamento che gli uomini sviluppano durante la gestazione della compagna.

La Sindrome di Couvade: l'empatia maschile nell'attesa
La Sindrome della Covata si verifica nel marito/compagno di una donna gravida a partire dal terzo mese e interessa circa il 20% dei futuri padri. I sintomi, presentati molto frequenti al terzo e al nono mese, sono molto variabili e includono la perdita di appetito, mal di denti, nausea e vomito (spesso malessere mattutino), indigestione, vaghi sintomi addominali, costipazione o diarrea. Ansia, tensione, insonnia e instabilità sono lamentele comuni, ed è presente una preoccupazione per la condizione della moglie.
Secondo studi più recenti la Sindrome di Couvade potrebbe essere collegata all’empatia e all’attaccamento che il marito/compagno sviluppa durante la gravidanza della moglie/compagna, quindi qualcosa di intensamente relazionale. I sintomi, a quanto pare, sono più diffusi negli uomini maggiormente coinvolti nella gravidanza. Il 20% dei mariti/compagni ne soffre? Una marea! Spesso questo aspetto non viene discusso tra gli uomini, forse per paura del giudizio o di non essere creduti, o forse perché siamo stati educati a non prestare attenzione ai segnali che il nostro corpo invia.
La riflessione sulla salute maschile emerge anche dalla constatazione che, presso i Consultori Adolescenziali presenti all’interno dell’Azienda USL, servizi gratuiti rivolti alla fascia 14-24 anni, sono presenti le seguenti figure professionali: ginecolog, assistente sociale, ostetric, psicolog* ma non c’è l’andrologo.
Equitazione e gravidanza: una scelta di responsabilità
Quando si parla di donne in gravidanza e cavalli, il dibattito si divide spesso tra la passione sportiva e la prudenza medica. Andando a cercare su Internet la Sindrome della Covata, spesso e volentieri si trovano siti, pagine web, improntate al femminile, che in generale trattano il tema della gravidanza e tra gli aspetti spiegano anche la sindrome. Anche questo aspetto fa riflettere sul fatto che siano spesso le donne a portare all’attenzione maschile aspetti che dovrebbero interessare gli uomini.
Per quanto riguarda l'equitazione, la questione è puramente pratica e biologica. Cara, andare a cavallo produce una sollecitazione a carico degli organi pelvici, che può disturbare la gravidanza. C'è chi sostiene che sotto suggerimento del ginecologo si sia convenuto che non era pericoloso andare a cavallo (in caso di gravidanza non a rischio), ma nel caso ci si facesse male sarebbe stato difficile gestire la cosa. Man mano che si va avanti con la gravidanza e appena lo si sente muovere, si cerca di evitare tutto ciò che potrebbe in qualche modo causargli danni.

Il rapporto emotivo con il cavallo durante la gestazione
Molte cavallerizze vivono la gravidanza non come una rottura, ma come una trasformazione del legame con l'animale. È vero che non si potrà montare per i 9 mesi di gravidanza, ma si avrà modo di instaurare con il cavallo un bellissimo rapporto da terra, che è molto importante se si vuole costituire il binomio.
I cavalli sono animali molto diversi dagli altri. Con il cavallo non si tratta di una dipendenza per via del cibo o delle passeggiate olfattive, si tratta di una vera e propria relazione, tenuta in vita per scelta del cuore. Un legame senza legami. La connessione è profonda e totalizzante; quando ami qualcuno, quando dedichi del tempo di qualità a un figlio, ti senti così. Non decidi tutto tu e sei obbligato a metterti in discussione. Quando ami qualcuno senti e vedi l’invisibile. I cavalli hanno la percezione del tempo, sono animali abitudinari. Quando vai a trovarlo sempre alla stessa ora, lo trovi lì ad aspettarti, non perché non ha altro da fare ma perché il suo cuore è sintonizzato con il tuo.
L'uomo che sussurra ai cavalli - Il cavallo e la conoscenza di sé - RSI - Trailer
Aspetti clinici e sicurezza: il caso della cavalla gravida
Se la donna incinta deve prestare cura, anche la cavalla in gravidanza richiede un monitoraggio attento. Prevenire spiacevoli episodi durante la gravidanza di una cavalla non è impossibile come sembra. Per prima cosa è importante sapere che tenere sotto controllo la cavalla, nel corso dei mesi antecedenti al parto, è fondamentale. In particolare dovrete prestare attenzione al comportamento dell’animale e quindi capire se questo è diverso dal solito. Tra gli atteggiamenti più allarmanti vi sono: perdita dell’appetito, sudorazione e lamenti.
Per evitare, prevenire e/o risolvere in tempo eventuali problematiche è essenziale sottoporre la cavalla a determinate visite veterinarie. Fare periodicamente più ecografie è importante (generalmente se ne dovrebbero fare quattro). Ad esempio, è utile sapere che gli esami ecografici permettono di rilevare eventuali infezioni. Una tra le più comuni è la cosiddetta placentite, che dev’essere curata in maniera attenta e precisa con antibiotici e tutto il necessario per evitare che la situazione degeneri.
La responsabilità legale e l'accudimento
La responsabilità del proprietario di un animale è sancita dalla giurisprudenza. La Corte di Cassazione, in merito a danni occorsi in maneggio, ha ribadito che la rilevanza del fortuito deve essere apprezzata sotto il profilo causale, in quanto suscettibile di una valutazione che consenta di ricondurre ad un elemento esterno, anziché all'animale che ne è fonte immediata, il danno concretamente verificatosi. La presunzione di colpa a carico del proprietario o dell'utilizzatore può essere vinta solo dalla prova del caso fortuito.
Questo concetto di responsabilità si riflette anche nella gestione quotidiana del binomio uomo-cavallo. Quando si fa una scelta di questo genere ci si prende la piena responsabilità di una vita ed è importante tanto quanto quella dell'ipotetico figlio. Non si tratta di paragonare gli affetti, ma di riconoscere il valore di ogni vita. L'attenzione verso il proprio animale durante i mesi di attesa è un atto di rispetto reciproco: il cavallo, da parte sua, percepisce i cambiamenti della cavallerizza, mostrando spesso un'attenzione maggiore e una dolcezza che diventa conforto nei momenti in cui il corpo umano si sente più affaticato.

Verso una nuova visione dell'essere genitori e proprietari
La domanda su come conciliare la vita con i figli e la vita in stalla è comune. Per molte, il lavoro non si ferma, ma si adatta. Se una istruttrice, a meno che non sia a rischio, decide di continuare, fa bene a farlo; d'altra parte, c'è chi sceglie di limitarsi alla corda o alla gestione da terra. Il "dopo" preoccupa, nel senso che il tempo sarà poco, ma la gestione flessibile del tempo e il supporto reciproco all'interno della famiglia possono rendere possibile il mantenimento di questa grande passione.
Infine, le variazioni comportamentali degli animali, come nel caso di una cavalla che cambia umore o atteggiamento verso il pancione, ci ricordano che il mondo animale è dotato di una sensibilità che spesso sfugge alla nostra comprensione razionale. Osservare, attendere e rispettare i tempi del proprio cavallo, così come quelli del proprio corpo, è il modo migliore per vivere questo periodo di transizione, dove l'amore per una nuova vita si fonde con il legame indissolubile per il compagno equino.