Alessandro Sallusti è un giornalista e opinionista italiano noto per essere stato direttore responsabile di importanti quotidiani nazionali e per le sue frequenti apparizioni televisive. La sua carriera, lunga e articolata, è stata costellata da incarichi di prestigio e da vicende giudiziarie che hanno spesso richiamato l'attenzione del pubblico e della stampa.
Le Radici e la Formazione Iniziale di un Giornalista
Nato nel 1957, più precisamente il 2 febbraio 1957 a Como, Alessandro Sallusti affonda le sue radici in una storia familiare complessa e significativa. È figlio di Alberto e nipote di Biagio Sallusti, un tenente colonnello del Regio Esercito. Dopo l'armistizio, Biagio Sallusti aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana. Secondo quanto asserito dal nipote Alessandro, Biagio fu giustiziato per aver presieduto il Tribunale speciale che aveva condannato alla fucilazione il partigiano Giancarlo Puecher Passavalli. Tuttavia, in merito a questa vicenda, emerge anche una differente ricostruzione: in realtà, il tenente colonnello Biagio Sallusti venne condannato dalla Corte di Assise Straordinaria alla pena capitale, con sentenza confermata dalla Cassazione, e venne fucilato al poligono di Camerlata l'8 febbraio 1946. Questi dettagli storici offrono una prospettiva sulla complessa eredità familiare che ha accompagnato la crescita di Alessandro Sallusti.
Per quanto riguarda il suo percorso di studi, Alessandro Sallusti intraprese la carriera di perito chimico-tessile al termine degli studi. Nonostante questa specializzazione, non è stato ammesso agli esami di maturità, come riportato nel programma "Ciao Maschio" di Rai del 24/05/2025. Questo dettaglio formativo, sebbene non direttamente legato al giornalismo, mostra un inizio di percorso professionale atipico rispetto alla sua successiva e brillante carriera nel mondo dell'informazione.

La sua vocazione giornalistica si manifestò presto. Ancora giovane, Sallusti ebbe alcune esperienze come redattore per il quotidiano della sua città natale, L’Ordine, che all'epoca era il giornale della diocesi comasca. Questa esperienza iniziale gli permise di muovere i primi passi in un settore che sarebbe diventato la sua professione principale. Dal 1981, Sallusti divenne giornalista professionista, segnando l'inizio ufficiale di una lunga e impegnativa carriera che lo avrebbe portato a ricoprire ruoli di spicco nel panorama mediatico italiano.
L'Ascesa nel Giornalismo Cartaceo: Dalle Redazioni Locali alle Grandi Testate
Il percorso professionale di Alessandro Sallusti nel mondo del giornalismo cartaceo è stato caratterizzato da una progressione costante, che lo ha visto collaborare con alcune delle più prestigiose testate nazionali e assumere ruoli di crescente responsabilità. Dopo essere diventato giornalista professionista nel 1981, Sallusti ha iniziato a consolidare la sua esperienza, lavorando nel 1984 a Il Sabato, una rivista che gli ha permesso di ampliare il suo bagaglio professionale.
Una tappa fondamentale nella sua carriera fu l'ingresso, nel 1987, a il Giornale, dove ebbe l'opportunità di lavorare con una figura iconica del giornalismo italiano come Indro Montanelli. Questa esperienza gli fornì una formazione di alto livello e lo espose a uno stile giornalistico rigoroso e influente. Dopo il periodo trascorso a il Giornale, Sallusti è poi passato a Il Messaggero, un altro quotidiano di grande risonanza nazionale, ad Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, e al Corriere della Sera, una delle testate più autorevoli e storiche del paese. Queste collaborazioni diversificate gli hanno permesso di acquisire una vasta conoscenza del panorama politico e sociale italiano, affinando le sue capacità di analisi e scrittura.
L'arresto di Alessandro Sallusti
Nel corso della seconda metà degli Anni '90, Sallusti ha iniziato a ricoprire i primi incarichi di direzione e vicedirezione, segno della sua crescente influenza nel settore. È stato vicedirettore de Il Gazzettino di Venezia, esperienza che gli ha offerto una prospettiva sulla gestione di una testata regionale importante. Successivamente, nel 1997, Sallusti è diventato direttore del quotidiano La Provincia di Como; la collaborazione in questo ruolo terminò due anni più tardi. Questi incarichi gli hanno permesso di sviluppare competenze manageriali e editoriali, essenziali per la sua futura carriera.
Trascorse un breve periodo lavorando per Panorama, una delle principali riviste settimanali italiane, prima di giungere a Libero nel 2001. A Libero, un giornale di riferimento dell'area del centro-destra, ha ricoperto inizialmente il ruolo di condirettore. Nel gennaio del 2007, è stato scelto per co-dirigere il quotidiano, ma già nel 2008 il giornalista ha lasciato questa prestigiosa posizione. Dopo questa prima esperienza con Libero, è tornato a ricoprire un ruolo di guida, diventando direttore e editore del quotidiano della diocesi comasca L’Ordine, testata con la quale aveva avuto le sue primissime esperienze professionali.
Questi passaggi da una redazione all'altra, alternando ruoli di scrittura, vicedirezione e direzione, hanno plasmato la figura di Alessandro Sallusti come un professionista poliedrico e profondamente inserito nel dibattito pubblico italiano. La sua capacità di adattarsi a diversi contesti editoriali e di assumere responsabilità di primo piano è stata una costante della sua carriera giornalistica.
Le Direzioni al Vertice: Il Giornale e Libero, Tra Ritorni e Nuove Sfide
La carriera direttiva di Alessandro Sallusti è stata particolarmente dinamica e ha visto il giornalista alternarsi alla guida di due delle principali testate italiane di orientamento conservatore: Il Giornale e Libero. Questa alternanza, scandita da ritorni e nuove assunzioni di incarico, ha caratterizzato buona parte della sua traiettoria professionale di alto livello.
Nel 2009, dopo aver lasciato la direzione de L’Ordine, pur rimanendo come editorialista, Sallusti è tornato nella redazione de il Giornale. Qui ha assunto il ruolo di condirettore, affiancando Vittorio Feltri. Questa co-direzione è durata fino al 2010, quando Feltri gli ha ceduto l'incarico di direttore responsabile per assumere la guida editoriale del quotidiano. In questo periodo, Sallusti ha impresso la sua visione editoriale a Il Giornale, diventando una voce autorevole nel panorama politico italiano. La sua direzione è stata un periodo di intensa attività e dibattito pubblico, in cui il quotidiano ha mantenuto una linea editoriale distintiva e spesso polemica.

Un riconoscimento importante per il suo lavoro giornalistico è arrivato nel 2011, quando Alessandro Sallusti ha vinto il Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito per il giornalismo. Il premio gli è stato conferito da Magdi Cristiano Allam, presidente della Giuria, a riprova dell'impatto e della rilevanza del suo contributo all'informazione.
La sua permanenza alla guida de Il Giornale è stata però interrotta nel settembre 2012, quando Sallusti si è dimesso come direttore a seguito della condanna definitiva in una causa per diffamazione aggravata, di cui si parlerà più approfonditamente in seguito. Nonostante le dimissioni, Sallusti è ritornato a dirigere Il Giornale appena il 3 ottobre 2012, riprendendo il suo posto al vertice della redazione.
Dopo aver trascorso undici anni alla guida del quotidiano Il Giornale, Alessandro Sallusti si è dimesso dalla redazione nel 2021 per ricoprire la posizione di direttore responsabile in Libero. Questo passaggio ha segnato un nuovo capitolo nella sua carriera, riportandolo alla guida di una testata che già conosceva bene e a cui aveva contribuito in passato. La sua direzione a Libero ha consolidato l'identità del giornale e ha permesso a Sallusti di continuare a esprimere la sua visione sul dibattito pubblico.

Tuttavia, la sua traiettoria non si è fermata qui. Il 7 settembre 2023, Alessandro Sallusti è tornato alla direzione de Il Giornale, sostituendo Minzolini dopo due anni. Questo "ritorno a casa" ha dimostrato il suo forte legame con la testata e la sua capacità di assumere nuovamente un ruolo di leadership. La sua permanenza in questa nuova fase è durata fino al 30 novembre 2025, quando è stato avvicendato da Tommaso Cerno.
Il dinamismo della sua carriera direttiva non si è esaurito con le testate tradizionali. Sempre a gennaio 2026, nasce la sua nuova testata online, politicoquotidiano.it, segnando l'ingresso di Sallusti nel panorama dell'informazione digitale con un proprio progetto editoriale. Questo passo testimonia la sua continua ricerca di nuove forme e piattaforme per veicolare l'informazione e il dibattito politico, dimostrando una notevole capacità di adattamento ai mutamenti del mondo dei media.
Il Volto Televisivo e l'Opinionismo nel Panorama Mediatico
Parallelamente alla sua carriera nel giornalismo cartaceo, Alessandro Sallusti ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano anche nel mondo televisivo, diventando un volto noto al grande pubblico e un opinionista molto richiesto. La sua presenza sui piccoli schermi è iniziata a diventare significativa a partire dal 2009, anno in cui diviene un volto televisivo. Inizialmente, ha curato una rubrica all'interno del programma televisivo Mattino Cinque, un appuntamento quotidiano che gli ha permesso di raggiungere un vasto pubblico e di esprimere le sue opinioni sui fatti del giorno.
Da quel momento in poi, la sua partecipazione ai programmi televisivi è cresciuta esponenzialmente. Attualmente, è ospite ricorrente delle tribune politiche di Rai, Mediaset e LA7. La sua capacità di argomentare in modo incisivo e di esprimere posizioni chiare lo ha reso un interlocutore privilegiato nei dibattiti politici e di attualità. Sallusti appare spesso in talk show di politica di grande risonanza, tra cui spiccano Otto e mezzo su La7, Non è l’Arena, un programma di approfondimento giornalistico che ha trattato temi scottanti, Dritto e rovescio su Rete 4, e Quarta Repubblica, anch'esso su Rete 4, dove vengono affrontate le questioni politiche più attuali. È anche una presenza frequente a Porta a Porta, il salotto di approfondimento politico per eccellenza della Rai.

Oltre ai programmi di stretta attualità politica, Alessandro Sallusti ha fatto la sua comparsa anche in contesti più leggeri, come il salottino del varietà Domenica In, dimostrando una versatilità che gli ha permesso di dialogare con diverse fasce di pubblico. Questa onnipresenza televisiva ha contribuito a renderlo una figura ampiamente riconoscibile e a rafforzare la sua influenza nel dibattito pubblico, permettendogli di diffondere le sue analisi e i suoi punti di vista ben oltre le pagine dei quotidiani da lui diretti.
Un altro esempio della sua attività televisiva si è verificato dal 22 dicembre 2025 al 4 gennaio 2026, periodo in cui ha sostituito Nicola Porro alla conduzione di 10 minuti su Rete 4. Questo incarico temporaneo ha ulteriormente ampliato le sue esperienze sul piccolo schermo, dimostrando la sua capacità di passare dal ruolo di opinionista a quello di conduttore, gestendo il ritmo e i contenuti di un programma televisivo. Durante gli interventi in televisione come opinionista, Alessandro Sallusti è solitamente collegato dalla sua abitazione, una pratica comune che contribuisce a un'immagine più informale e diretta, pur mantenendo la professionalità del suo ruolo. La sua costante presenza mediatica lo rende un attore chiave nel processo di formazione dell'opinione pubblica italiana.
Le Contese Giudiziarie e le Sanzioni Disciplinari: Un Percorso Irto di Sfide
La carriera di Alessandro Sallusti è stata segnata non solo da successi professionali e riconoscimenti, ma anche da un numero significativo di contese giudiziarie e sanzioni disciplinari, che hanno spesso acceso il dibattito pubblico sul ruolo e i limiti della libertà di stampa in Italia. Queste vicende hanno contribuito a definire la sua figura professionale, rendendolo un giornalista la cui attività è stata ripetutamente oggetto di esame da parte delle autorità giudiziarie e degli organismi professionali.
Una delle prime inchieste di rilievo che lo ha coinvolto risale al novembre del 2010. In quell'occasione, Sallusti è stato oggetto di indagini giudiziarie, disposte dalla Procura di Napoli nei suoi confronti, per violenza privata nei confronti della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. L'inchiesta si basava soprattutto su alcune intercettazioni che coinvolgevano Nicola Porro, un collega di Sallusti. I pubblici ministeri hanno ravvisato in queste telefonate e nei comportamenti di Porro e Sallusti un atteggiamento di minaccia contro Marcegaglia, che aveva espresso opinioni discordanti con la politica del governo. Sallusti, tuttavia, respinse le accuse e negò categoricamente di avere mai parlato al telefono o di persona sia con Rinaldo Arpisella (portavoce di Emma Marcegaglia) sia con l'imprenditrice, sostenendo di non aver mai minacciato o anche solo parlato con la Marcegaglia e il suo segretario Arpisella.

Un altro caso di grande risonanza mediatica è stato quello che ha portato alla condanna per diffamazione a mezzo stampa. Il 17 giugno 2011, Sallusti è stato condannato dalla Corte d'appello di Milano a un anno e due mesi di reclusione e a 5000 euro di pena pecuniaria. La condanna era in riferimento a un corsivo pubblicato sotto lo pseudonimo Dreyfus nel febbraio 2007 su Libero, giudicato lesivo nei confronti del giudice tutelare di Torino Giuseppe Cocilovo che aveva sporto querela. Il caso ha assunto clamore mediatico dal momento che al giornalista non era stata riconosciuta la sospensione condizionale della pena, cosa che avviene sempre in presenza di imputati incensurati e di condanne non superiori ai due anni, a meno che non venga rilevata la possibilità che gli imputati reiterino in futuro la condotta criminosa.
La sentenza è stata poi confermata dalla Corte Suprema di Cassazione il 26 settembre 2012. Nelle motivazioni della sentenza, depositate il 22 ottobre, i supremi magistrati, richiamando la giurisprudenza della Corte europea, affermarono che il carcere per la diffamazione rientra tra le "ipotesi eccezionali" ma legittime nei casi di "condotte lesive di diritti fondamentali". La Cassazione ha precisato che la ragione della condanna non andava individuata nelle opinioni espresse dal giornalista, ma nella diffusione di notizie non veritiere. I giudici parlarono di una "spiccata capacità a delinquere" del direttore del "Giornale", chiamando in causa i suoi precedenti penali, e motivarono il carcere per la diffamazione riferendo di una condotta lesiva di diritti fondamentali e di un fatto reso grave dalla modalità in cui era stato commesso. Oltre al carcere, Sallusti è stato condannato al pagamento delle spese processuali, al risarcimento della parte civile e a rifondere 4.500 euro di spese per il giudizio davanti alla Suprema Corte.
Il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati aveva inizialmente affermato che l'esecuzione della pena detentiva sarebbe stata temporaneamente sospesa per l'assenza di cumuli di pene o recidive, ai sensi dell'art. Tuttavia, il giorno 26 ottobre, Sallusti ha ricevuto la notifica di arresto. Del caso si è occupato personalmente il procuratore generale, che il mese successivo ha inoltrato al giudice di sorveglianza una richiesta di esecuzione della pena presso il domicilio in cui il giornalista viveva con la compagna Daniela Santanchè. Il cosiddetto "decreto svuota-carceri" prevede infatti che chiunque debba scontare una pena detentiva inferiore ai 18 mesi e non costituisca un pericolo sociale possa espiare la propria condanna in luogo diverso dal carcere. I pm dell'ufficio esecuzione, in risposta a tale richiesta, inscenarono una protesta sostenendo che se tutti si comportassero in questa maniera il Tribunale sarebbe invaso di carte; in effetti nell'ufficio milanese normalmente nessuno osservava le disposizioni previste dal decreto, abbandonando al loro destino i condannati che in teoria avrebbero diritto a rientrare nello svuota-carceri. Sottoposto alla detenzione domiciliare presso la propria abitazione, il 30 novembre 2012 Sallusti si è reso protagonista di un episodio di "evasione" subito fermato dagli uomini della DIGOS. L'ex direttore del Giornale era stato prelevato quel giorno in esecuzione del provvedimento di arresto.
Questo episodio ha avuto ulteriori ripercussioni disciplinari. Il 12 dicembre 2012, lo stesso Sallusti ha comunicato di essere stato sospeso dall'Ordine dei giornalisti, sospensione dovuta all'accusa di evasione, un atto dovuto in base all'applicazione dell'art. 39 della legge professionale. Tuttavia, il 13 dicembre, il tribunale ha assolto Sallusti dall'accusa di evasione dagli arresti domiciliari perché "il fatto non sussiste". Nonostante l'assoluzione, per l'articolo sul giudice Cocilovo, il 21 marzo 2013 Sallusti è stato sospeso per tre mesi dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia.
La vicenda ha anche toccato le più alte cariche dello Stato. Il presidente emerito Giorgio Napolitano ha vinto la sua causa per diffamazione contro Sallusti. Lo staff di Napolitano ha dichiarato che il tribunale civile di Roma "ha affermato che nei titoli e negli articoli riportati da Sallusti si riferisce reiteratamente al senatore Napolitano utilizzando oltre ad espressioni ed accostamenti suggestivi, allusivi ed insinuanti, termini quali "trame", "golpe", "complotto", "alto tradimento" che travalicando il limite della continenza e correttezza espressiva si traducono in un attacco alla persona e alla dignità dell’ex Capo dello Stato che integra gli estremi della diffamazione e, segnatamente, dato il mezzo usato, la diffamazione a mezzo stampa".
Un'altra sanzione disciplinare significativa è stata inflitta dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia il 13 ottobre 2012, che ha comminato la sanzione della censura (il secondo livello di sanzione disciplinare prevista dalle norme sulla professione) ad Alessandro Sallusti. La ragione era la pubblicazione di alcune fotografie, sul quotidiano Il Giornale, relative all'attentato alla scuola "Morvillo-Falcone" di Brindisi avvenuto il 20 maggio 2012 e che costò la vita alla studentessa Melissa Bassi. Il Consiglio dell'Ordine ha ritenuto che tale pubblicazione abbia trasceso il diritto-dovere di informare il pubblico e abbia leso la dignità della ragazza ritratta. A tutti, infatti, è stato dato modo di coglierla in un momento di estrema vulnerabilità, mentre la sua condizione avrebbe richiesto maggiore riguardo e pudore.
Più recentemente, nel maggio 2018, il giudice monocratico di Monza Bianchetti ha condannato Alessandro Sallusti a tre mesi di reclusione per omesso controllo su un articolo scritto da Vittorio Sgarbi (condannato a 6 mesi) su Il Giornale. Vittorio Sgarbi aveva diffamato il magistrato palermitano Nino Di Matteo, dato che il 2 gennaio 2014 scrisse su Il Giornale: «Riina non è, se non nelle intenzioni, nemico di Di Matteo. Nei fatti è suo complice».
Questi episodi giudiziari e disciplinari delineano un profilo di Alessandro Sallusti come un giornalista che ha spesso navigato ai confini del dibattito, spingendosi in aree che hanno sollevato interrogativi sulla deontologia professionale e sulla responsabilità editoriale, contribuendo a un'intensa riflessione sulla natura e i limiti del giornalismo d'opinione in Italia.
Autore e Intellettuale: I Libri e il Teatro
Oltre alla sua prolifica attività giornalistica e televisiva, Alessandro Sallusti si è affermato anche come autore e intellettuale, contribuendo al dibattito culturale e politico attraverso la pubblicazione di libri e persino con incursioni nel mondo del teatro. Questa dimensione autoriale arricchisce ulteriormente il suo profilo, mostrando la sua capacità di elaborare e divulgare idee anche attraverso formati diversi dal tradizionale articolo di giornale o dall'intervento televisivo.
Tra i progetti più recenti e di maggior risonanza del giornalista, c'è la pubblicazione, nel 2021, del libro "Il sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana", scritto a quattro mani con l’ex magistrato Luca Palamara. Questo volume, che ha suscitato molte polemiche, ha esplorato alcuni scandali avvenuti all'interno della magistratura, offrendo una prospettiva critica sul funzionamento del sistema giudiziario italiano. Il libro ha riscosso talmente tanto successo da essere stato rappresentato anche in un’opera teatrale a cura di Edoardo Sylos Labini, dimostrando l'impatto culturale e la capacità di stimolare il dibattito pubblico del lavoro di Sallusti e Palamara.

La collaborazione con Luca Palamara si è estesa anche a un'altra opera, intitolata "Lobby & logge". Questo libro si inserisce nel filone di indagine sulle dinamiche occulte e le reti di potere che influenzano la politica e la società italiana, consolidando l'immagine di Sallusti come osservatore critico dei meccanismi che regolano le sfere del potere.
Un'altra significativa incursione nel mondo dello spettacolo è avvenuta con il suo debutto a teatro con "Il monologo Pregiudicato". Questa opera teatrale, il cui titolo rievoca direttamente le vicende giudiziarie che lo hanno visto protagonista, offre a Sallusti una piattaforma per raccontare in prima persona la sua esperienza e le sue riflessioni sulla giustizia e sulla sua professione. "Pregiudicato" rappresenta non solo un esperimento artistico, ma anche un modo per approfondire temi personali e professionali attraverso un linguaggio più intimo e diretto, permettendo al pubblico di confrontarsi con la sua narrazione dei fatti. Questa diversificazione delle sue attività sottolinea la sua volontà di esplorare nuove forme espressive e di continuare a partecipare attivamente al dibattito pubblico, offrendo chiavi di lettura spesso controcorrente su questioni centrali della società italiana.
Vita Privata e Legami Personali
La vita privata di Alessandro Sallusti, sebbene meno esposta rispetto alla sua carriera professionale, ha comunque avuto momenti di interesse pubblico, in particolare per le sue relazioni sentimentali con figure note del panorama italiano. Questi legami, a volte, si sono intrecciati con la sua vita professionale, generando curiosità e discussioni.
Dal 2007, Alessandro Sallusti ha avuto una relazione con la politica Daniela Santanchè. Questa unione, che ha unito due personaggi di spicco del mondo dell'informazione e della politica italiana, è durata fino al 2016. La relazione è stata spesso sotto i riflettori dei media, non solo per la notorietà dei due protagonisti, ma anche per le circostanze legate alle vicende personali e giudiziarie di Sallusti, come nel caso della detenzione domiciliare che avrebbe dovuto scontare presso l'abitazione della compagna. Questo periodo ha evidenziato come la sua sfera privata fosse, in alcuni momenti, inevitabilmente legata alla sua immagine pubblica e alle sue responsabilità professionali.

Dal 2017, Alessandro Sallusti è impegnato con l'imprenditrice e opinionista televisiva Patrizia Groppelli. Questo nuovo legame sentimentale ha nuovamente attirato l'attenzione mediatica. Patrizia Groppelli, che è laureata in Marketing e sfrutta la propria laurea facendo l'imprenditrice, è a sua volta una figura pubblica, spesso presente in televisione come opinionista. La loro relazione ha quindi mantenuto un certo grado di visibilità, inserendosi nel contesto di personaggi noti del mondo dello spettacolo e dell'informazione. La stabilità di questo rapporto, che prosegue dal 2017, indica una fase più serena nella vita personale del giornalista, lontana dalle turbolenze che hanno caratterizzato alcuni periodi della sua esistenza.