Creare un nido sicuro: il benessere del neonato tra accoglienza e prevenzione

Alla nascita un bambino è un essere competente, distinto, è una persona “completa”, diversa da noi. E’ un essere sociale, comunicativo che ha dei bisogni e li manifesta attraverso la lingua che inizialmente conosce: il pianto. Un bambino non è in grado di alimentarsi, pulirsi e riscaldarsi in maniera autonoma, pertanto necessita della nostra presenza per poter crescere in salute. Inoltre è altrettanto vitale creare un legame con gli adulti di riferimento, per lo più con la mamma. E’ un bisogno primario essere nutrito così come essere riconosciuto come individuo. Molto spesso diamo per scontato che se un bambino non sa ancora interagire, non abbia capacità di apprendere e capirci; invece proprio mentre è ancora nel ventre materno e nei primi momenti di vita che si offre un grande imprinting alla personalità dell’adulto che sarà.

Lo sviluppo cognitivo ed emotivo del mio bambino dipenderà dalla risposta che offrirò ai suoi bisogni, sin da subito. E che bisogno ha un neonato? Considerando i 9 mesi che ha vissuto nella nostra pancia, questo sarà senza dubbio un bisogno primario: che la mamma (o chi ne fa le veci) faccia da tramite con il mondo esterno. Attraverso il latte, creando un ambiente adeguato come intensità di luce, rumori e odori e soprattutto un tramite di pelle.

contatto pelle a pelle tra mamma e neonato

Il valore del contenimento e il contatto fisico

La pelle è l’organo più esteso alla nascita, il suo contatto stimola il sistema nervoso centrale e endocrino, la pelle è il limite tra me e il mondo, il mio confine, ciò che mi mette in relazione con l’altro. Attraverso la pelle io mi sento accolto, coccolato, confortato, ho il mio contatto con il mondo: contatto, con-tatto. Quindi la cosa più importante per creare un nido è inizialmente fare spazio al nuovo arrivato o arrivata, dentro e fuori, creare spazio nella pancia inizialmente, nei pensieri e nel cuore, per potersi affermare come individuo.

Poi per questa grande necessità di contatto che un neonato ha possiamo organizzarci con fasce portabebè che ci aiutino nel quotidiano, per poterlo tenere vicino, a contatto, ma senza stancarci troppo. Una culla in cui dormire non troppo ampia ed esposta, ma avvolgente, a sua misura: possiamo usare asciugamani arrotolati per creare un confine. Quando è nata Lavinia una delle prime cose che mi hanno insegnato le ostetriche dell’ospedale è stata quella del “contenere“. Dopo 9 mesi in pancia i bambini una volta “usciti” potrebbero sentirsi persi in una culla alle volte troppo grande per loro.

Ludovica è nata a inizio settembre e anche con lei ho subito adottato la tecnica sopra citata perché con la sorella avevo notato che era davvero utile. Appena usciti dalla posizione fetale, i neonati non sono abituati agli spazi aperti, e non sanno di avere braccia e gambe, e quando sono troppo stanchi e di riflesso le muovono di più si spaventano non capendo che quelle parti del corpo sono proprie ma pensando siano di qualcun altro. É necessario quindi immobilizzarli e per farlo si usano queste fasciature già conosciute dagli antichi e tuttora ritenute valide. Per fasciare un neonato correttamente, si prende una coperta quadrata, si piega a triangolo, si mette il bambino al centro e lo si avvolge. Fasciatura aderente ma non stretta, per le prime settimane con le braccia a contatto con il corpo poi si lasciano a contatto con il viso. Una volta avvolta la metto in culla e la copro con una coperta arrivata sempre da Picci per tenerla al caldo. Nei migliori negozi per bambini.

Nanna sicura e prevenzione della SIDS

Se sei in dolce attesa ed è la prima volta che vivi il viaggio della gravidanza, avrai senza dubbio sentito parlare di queste macro tematiche. Dato che si tratta di argomenti di massima rilevanza, ho preparato per te questo contenuto. Viene chiamata in causa anche con le espressioni “morte bianca” e “morte in culla”. Nei casi in cui l’evenienza sopra descritta riguarda un lattante nel primo mese di vita, si utilizza, invece, l’acronimo SUEND (Sudden Unexpected Early Neonatal Death). I decessi da SIDS rimangono inspiegati anche a seguito di approfondimenti come l’esame autoptico, l’anamnesi familiare, l’analisi attenta del contesto in cui il piccolo è stato trovato senza vita.

Oggi come oggi, non esistono dati ufficiali relativi all’incidenza della SIDS in Italia. Come mai? Perché non è stato predisposto un approccio omogeneo per la rilevazione. Tra i numeri che si sentono più spesso in merito a questo fenomeno, spicca un’incidenza compresa tra 1 e 1,5‰ dei piccoli nati vivi. Si tratta, però, di un dato risalente al passato e ormai superato. Ma esperti del Ministero della Salute, guardando alla situazione attuale, hanno messo in primo piano una stima, che si aggira attorno allo 0,5‰. Stiamo quindi parlando di circa 250 casi all’anno. Il picco della SIDS va dai 2 ai 4 mesi. La morte in culla, in linea di massima, è più rara dopo il compimento dei 6 mesi.

SIDS - Le 10 Regole D'oro per Ridurre la Morte in Culla

Come già accennato, negli ultimi anni i numeri della SIDS sono fortemente diminuiti. A contribuire a questo risultato ci ha pensato la scienza, con il conseguente aumento delle campagne di sensibilizzazione. Tra le scoperte più importanti, oltre a quelle sulla nanna sicura, rientrano le evidenze scientifiche relative all’importanza dei primi 1000 giorni. Fin dal concepimento del suo cucciolo - possibilmente anche prima - la mamma può adottare alcuni comportamenti che possono aiutare a prevenire la SIDS. Uno di questi è l’addio al fumo di sigaretta. Anche se i decessi da SIDS non sono riconducibili a cause chiare, gli studi epidemiologici degli ultimi anni hanno permesso di individuare una correlazione nodale: quella tra alcuni comportamenti modificabili e la riduzione dell’incidenza della morte in culla.

La posizione di sicurezza per la nanna del neonato

Uno dei primi aspetti sui quali soffermarsi quando si parla di nanna sicura e prevenzione della SIDS riguarda la posizione del cucciolo. Le linee guida raccomandano ai genitori di far dormire il neonato in posizione supina, ossia a pancia in su. Dormire sulla schiena, permette la pervietà delle vie aeree del cucciolo, che riesce così a respirare in modo corretto. Facciamo un piccolo passo indietro nel tempo per capire come si è arrivati a questa linea guida. Attorno alla fine degli anni ‘80, le società mediche dei Paesi Bassi hanno iniziato a raccomandare ai neo genitori, con lo scopo di prevenire la morte in culla, la posizione prona per il sonno dei neonati.

Negli anni successivi, a seguito di rigorosi studi scientifici condotti in Paesi come il Regno Unito, la Francia e l’Australia, è stata scoperta una correlazione tra il sonno del neonato in posizione prona e la SIDS. La posizione prona può provocare soffocamento in diversi modi: via diretta e via indiretta. Nel secondo caso, è necessario parlare di ipercapnia, una condizione che si contraddistingue per un eccessivo accumulo di anidride carbonica a livello ematico. Doveroso è sottolineare che, nei casi in cui il neonato dorme in posizione prona, aumenta il rischio di surriscaldamento del distretto facciale, zona del corpo fondamentale per la termoregolazione del cucciolo.

Il quadro delle linee guida è cambiato radicalmente nel 1992. In quell’anno, infatti, l’Academia Americana de Pediatria ha iniziato a raccomandare in maniera ufficiale la posizione supina per il sonno sicuro dei neonati. Cosa si può dire della posizione sul fianco? Che non è sicura e che va evitata nei primi mesi di vita. Nei casi in cui il piccolo dovesse girarsi, non c’è problema. Se i genitori sono svegli, possono tranquillamente rimetterlo in posizione supina. Generalmente attorno agli 8 mesi - può capitare che accada anche prima - il piccolo comincerà a voler procedere autonomamente al cambio di posizione da supino a prono sia di notte, sia durante i riposini della giornata. Se è in grado di rimettersi in posizione supina è possibile, attorno ai 12 mesi, lasciarlo in posizione prona nei casi in cui dovesse assumerla quando dorme. La capacità di riprendere la posizione supina è una competenza nodale: grazie ad essa, il cucciolo ha la capacità di liberare le vie respiratorie se queste ultime risultano bloccate dalla superficie del materasso della culla o del lettino.

Organizzare lo spazio del riposo

Sempre ai fini di prevenzione della SIDS, il cucciolo dovrebbe dormire, per i primi 12 mesi, nella medesima stanza dei genitori e su una superficie diversa rispetto al loro letto. L’ambiente dedicato al sonno del neonato deve essere caratterizzato da una temperatura compresa tra i 19 e i 21°C. Ricordo che la termoregolazione corporea del cucciolo non è efficiente come quella dell’adulto. Una temperatura troppo alta nella camera da letto può predisporre al surriscaldamento del corpo del neonato, con ovvio aumento del rischio di SIDS.

esempio di culla next-to-me sicura

Nei primi mesi di vita, il neonato può dormire nella berço. Esistono tantissimi modelli in commercio. Uno dei più popolari, molto comodo per l’allattamento notturno, è indubbiamente la next to me, che consente a mamma e neonato di dormire vicini anche se su due superfici differenti. Per la culla è essenziale scegliere un materasso non troppo morbido. Sotto il peso del piccolo, non deve deformarsi eccessivamente. Inoltre, deve essere delle medesime dimensioni della culla stessa (queste raccomandazioni valgono anche per la scelta del lettino da utilizzare dai 6 - 7 mesi in poi). Da evitare sono anche i paracolpi, che possono occludere le vie aeree. In merito all’utilizzo delle coperte, ricordo il fatto di gestirne il ricorso con parsimonia. Per proteggere il proprio cucciolo dal freddo, vanno benissimo una tutina, ovviamente del peso adeguato alla stagione, e il sacco nanna.

Attenzione: utilizzare copertine e mussole, non è di per sé un problema. Bisogna solo avere cura di seguire alcune regole. Una delle più importanti riguarda i materiali. È il caso di scegliere fibre naturali. Qualche esempio? Cotone, lino, bambù. I materiali sintetici vanno banditi in quanto aumentano il rischio di surriscaldamento patologico del piccolo. Se si utilizza il lenzuolino, bisogna posizionarlo sotto le braccia del piccolo, lasciando scoperti il capo e i capelli. Facendo attenzione a questo dettaglio e rimboccandolo sotto al materasso, si darà agio al piccolo di compiere i movimenti che desidera senza andare incontro a rischio di soffocamento.

Cruciale è evitare di posizionare sotto il materasso cuscini e asciugamani. Spesso utilizzati per “fare volume”, non hanno alcuna utilità, ma compromettono solo la conformità del materasso stesso. Così facendo, infatti, lo si inclina in maniera non fisiologica. A proposito dell’inclinazione del materasso dove dorme il neonato, è basilare aprire una parentesi. In passato, ai neo genitori si consigliava di inclinarlo di 30 - 45°. Il fatto di mettere a dormire il piccolo su un materasso non reclinabile fa parte delle nuove linee guida anti SIDS aggiornate a luglio 2022 dall’American Academy of Pediatrics. Nell’elenco delle altre è possibile citare la raccomandazione di procedere con l’allattamento al seno dei neonati venuti al mondo prima del termine di gravidanza e con basso peso alla nascita. La somministrazione del latte materno è raccomandata anche in caso di ricovero in terapia intensiva neonatale. Le nuove linee guida anti SIDS dell’American Academy of Pediatrics sottolineano anche l’assenza di evidenze tali da raccomandare la pratica dello swaddling - fasciare il neonato durante il sonno - come accorgimento per prevenire la SIDS.

La gestione del lettino e i rischi del bed sharing

Attorno ai 6 - 7 mesi, la culla non rappresenta più un ambiente sicuro per il cucciolo. Il livello di sviluppo neuromotorio è tale da rendere necessario l’acquisto di un lettino. Come sceglierlo? Anche in questo caso, esistono numerosi modelli in commercio. Nella scelta, però, è bene considerare, oltre alle esigenze familiari, alcuni aspetti fondamentali per la prevenzione della SIDS. Quali sono? In caso di lettino con le sponde, è fondamentale evitare i paracolpi. Come accennato nelle righe precedenti, aumentano il rischio di soffocamento. Molti neo genitori hanno paura che, senza i paracolpi, il piccolo possa sbattere la testa contro le sbarre e farsi male. Questo rischio non sussiste. Lo stesso si può dire della possibilità che il cucciolo rimanga incastrato con la testa tra una sbarra e l’altra. La distanza tra le stesse, infatti, non lo consente. Bando, pure in questo caso, a pupazzi, cuscini - che non prevengono la plagiocefalia - materassi eccessivamente morbidi e di dimensioni inferiori a quelle del lettino stesso.

Il bed sharing - che non è sinonimo di co-sleeping - può rivelarsi rischioso per il cucciolo soprattutto se sussistono le seguenti condizioni: genitori in sovrappeso od obesi; presenza di più di due persone nel lettone; neonato prematuro con un peso alla nascita inferiore ai 2,5 kg; genitori fumatori; genitori che hanno assunto sostanze in grado di alterare il loro livello di vigilanza (basta anche un singolo bicchiere di vino o un farmaco antistaminico, senza dimenticare l’eccessiva stanchezza).

È altrettanto fondamentale evitare la condivisione del letto: si può stare insieme nel lettone per l’allattamento e per le coccole, ovviamente, ma al momento del sonno il bambino va trasferito nel suo letto. Da evitare anche il sonno condiviso con i fratellini, almeno fino a 4-5 mesi e anche oltre per il rischio schiacciamento. Nei primi mesi, meglio però posizionare la culla nella propria stanza o adottare la soluzione del sidebed. Anche la vicinanza riduce il rischio.

L'allattamento al seno come fattore protettivo

Nel novero delle linee guida per la prevenzione della SIDS, è fondamentale includere anche l’allattamento al seno. Come ben si sa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento al seno esclusivo fino ai 6 mesi e di continuare, nei casi in cui sia il bambino sia la mamma lo desiderano, fino ai 2 anni. A cosa si deve l’efficacia anti SIDS dell’allattamento al seno? Agli schemi di sonno dei piccoli alimentati con questa modalità, che tendono a risvegliarsi con maggior frequenza. Quando è ormai ben avviato, dopo il primo mese, è consigliato l’uso del ciuccio. L’atto del succhiare in fase di addormentamento apre le alte vie aeree e la respirazione in generale ne risulta avvantaggiata.

Infine, ricordiamo che per dormire bene, la temperatura della camera dovrebbe essere intorno ai 18-20°. È una regola che vale per tutti e che ha anche uno specifico effetto protettivo nei confronti della morte in culla. Siamo portati a credere che il calore sia protettivo, ma se ha caldo, il bambino respira peggio. Al neonato basta una copertina d’inverno e un lenzuolino d’estate. La quarta regola fondamentale è evitare che il bambino sia esposto al fumo passivo. Non basta andare fuori a fumare, dopo la sigaretta bisognerebbe anche lavarsi, cambiare abito e pulirsi i denti. L’American Academy of Pediatrics mette infatti in guardia anche dal cosiddetto ‘fumo di terza mano’, composto dai residui tossici che si depositano sui vestiti e che i bambini respirano quando sono in braccio. Possiamo scegliere pochi vestiti ma di buona qualità, morbidi, adatti alla loro evoluzione motoria, non troppo costringenti. Poche cose sono realmente necessarie, abbiamo sempre tempo per aumentare e allargare il nostro guardaroba e le nostre attrezzature. Aspettiamo di conoscerci per capire di che cosa abbiamo realmente bisogno, come coppia mamma bambino/a. Se il benessere del neonato passa attraverso le braccia della mamma, il benessere della mamma passa attraverso le braccia di chi le sta attorno.

tags: #culla #con #attorno #asuigamani