
Il prelievo degli ovociti, noto anche come "pick-up ovocitario", rappresenta uno step fondamentale nei trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), in particolare per la fecondazione in vitro (FIVET) e la donazione di ovuli. Questa procedura chirurgica mira a recuperare gli ovociti maturi dall'ovaio, che verranno poi utilizzati per la fecondazione. Sebbene possa sembrare un intervento complesso, è una metodica relativamente semplice e, se eseguita da professionisti in un centro per la fertilità qualificato, presenta un'incidenza di complicanze molto bassa.
La Maturazione dell'Ovocita e la Stimolazione Ovarica
L'ovocita compie la sua maturazione all'interno del follicolo, una formazione sferica presente nell'ovaio. Normalmente, una donna produce un solo ovocita al mese. Tuttavia, per i trattamenti di PMA, è spesso desiderabile recuperare più ovociti per aumentare le probabilità di successo. Questo si ottiene attraverso la stimolazione ovarica controllata, che avviene mediante la somministrazione di farmaci ormonali giornalieri, per una o due settimane. Durante questo periodo, la crescita dei follicoli ovarici viene attentamente monitorata tramite ecografie fino a quando raggiungono una misura ottimale, generalmente tra i 16 e i 18 mm.
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Tempistica del Prelievo
Il prelievo deve essere programmato con precisione per assicurare che gli ovociti siano maturi ma non ancora ovulati. Viene effettuato dopo circa 36-37 ore dalla somministrazione di HCG (gonadotropina corionica), un medicinale che ha lo scopo di completare la maturazione dell'ovocita. In alcuni protocolli, il prelievo può avvenire anche 34-36 ore dopo la somministrazione dell'HCG.
Preparazione alla Procedura
Prima del prelievo, è preceduto da una profilassi antibiotica per prevenire il rischio di infezioni. Inoltre, è indispensabile che venga compilata una scheda di consegna del campione e un'autocertificazione. Queste fanno entrambe parte integrante del protocollo previsto di sicurezza e controllo di qualità e sono requisiti previsti dalle Linee Guida del 2004 del Ministero della Salute. Il sistema di controllo traccia tutti i passaggi, dal contenitore per la raccolta, a chi lo ritira, a chi lo riceve, della procedura di prelievo e sviluppo dei gameti (sia maschili che femminili), degli embrioni sviluppati e trasferiti, e dei gameti crioconservati. La mattina stessa dell'intervento, è bene presentarsi struccate e senza gel o smalto di qualsiasi tipo sia nelle mani che nei piedi.
L'Anestesia e la Sedazione
Per eliminare il disagio della paziente, si possono adottare diverse strategie di gestione del dolore. Una possibilità è l'anestesia locale, che toglie la sensibilità alla parte della vagina in cui passerà l'ago. Tuttavia, più frequentemente, si ricorre a una sedazione profonda, somministrando un farmaco endovena che realizza uno stato di incoscienza nei minuti in cui si effettua il prelievo. Questa procedura è spesso descritta come "analgo-anestesia", mirata a eliminare ogni possibile dolore. La paziente è sottoposta a una lieve sedazione della durata di circa 10 minuti, tempo utile per completare la procedura.

La Tecnica del Prelievo Ovocitario
Il prelievo degli ovociti avviene per aspirazione transvaginale, sotto controllo ecografico. L'operazione viene eseguita in un ambulatorio chirurgico o in sala operatoria, che è adiacente al laboratorio biologico. La tecnica consiste nell'introduzione in vagina della sonda ecografica, alla quale è collegato un supporto che consente il passaggio di un sottile ago. Il medico inserisce questo ago, montato sulla sonda ecografica e collegato a un catetere, attraverso la vagina fino a raggiungere i follicoli ovarici. Questi vengono penetrati dall'aghetto al fine di aspirare il liquido follicolare interno, che contiene gli ovociti. I follicoli ovarici vengono aspirati singolarmente. Il liquido follicolare, contenente la cellula uovo, viene prelevato grazie ad un sistema di aspirazione e raccolto mediante un tubicino all'interno di una provetta sterile.

Il Ruolo del Laboratorio e dell'Embriologo
A questo punto, le provette con il liquido follicolare aspirato vengono immediatamente portate in laboratorio, che è dedicato ed adiacente alla sala operatoria. Qui, gli ovociti potranno essere identificati dal biologo o dall'embriologo, che procederà alla ricerca degli ovociti al microscopio. Gli ovociti vengono classificati e successivamente posti in speciali terreni di coltura. Il liquido follicolare recuperato viene subito esaminato al microscopio per ricercare gli ovociti e per analizzare la loro maturità. Una volta identificati, gli ovociti vengono mantenuti in condizioni ottimali per lo sviluppo embrionale e monitorati costantemente. In tal modo, si riescono ad avere a disposizione più ovuli utili alla fecondazione, rispetto a quello che si sviluppa in modo naturale, ovvero solitamente uno al mese. Con un prelievo ovocitario è possibile recuperare in media anche 15-20 uova, l'80% delle quali vitali e dunque utili allo scopo. Il numero variabile di ovociti ottenuti per ogni ciclo dipende dalla riserva ovarica della paziente.
Durata e Decorso Post-Procedura
Il prelievo mediamente ha una durata di 15-20 minuti. Nel 99% delle pazienti è possibile recuperare almeno 1 ovocita. Una volta conclusa la procedura di pick up, l'effetto della sedazione si attenuerà in modo graduale. Dopo l'intervento, la paziente viene tenuta in osservazione, generalmente per circa 3 ore, in alcuni casi un paio d'ore, e poi dimessa. Il ricovero è previsto lo stesso giorno del prelievo di ovociti e la dimissione avverrà alcune ore dopo. La sera del pick-up è consigliato tornare a casa solo se non si risiede lontano dalla clinica. Dopo il prelievo è consigliato il riposo. Dopo 24 ore la donna può tornare alle sue normali attività. Tutto ciò per ridurre al minimo gli eventuali effetti collaterali.

Possibili Effetti Collaterali e Complicanze
Sebbene il prelievo ovocitario sia una procedura con un'incidenza di complicanze molto bassa, è importante essere consapevoli dei possibili effetti collaterali e delle complicanze rare. Tra gli effetti collaterali più comuni ma lievi, si possono riscontrare gonfiore, crampi e una sorta di indolenzimento, simili a quelli che si hanno durante il ciclo mestruale. Può capitare anche un lieve spotting. Il tutto può perdurare qualche giorno. Più alto è il numero dei follicoli aspirati, maggiore è la possibilità di avere fastidio, anche più intenso.
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Le complicanze, sebbene rare, includono lievi emorragie, dovute alla rottura di piccoli vasi sanguigni presenti nelle ovaie, e infezioni. Di solito, per scongiurare queste ultime, si esegue preventivamente un tampone vaginale per verificare che non ve ne siano di preesistenti e, in caso di positività, si procede al trattamento. In alcuni centri, anche con tampone negativo, si esegue una profilassi antibiotica. In entrambi i casi, si tratta comunque di eventi rari, con percentuali inferiori all'1%.
Le complicanze più frequenti sono l'emorragia intraaddominale (emoperitoneo), il sanguinamento vaginale e le complicanze infettive (sepsi, ascessi). Analizzando un vasto campione di 15.017 prelievi ovocitari eseguiti presso un centro specializzato tra gennaio 2001 e dicembre 2012, le complicanze che hanno richiesto il ricovero della paziente sono state solo 36 (0.24%). Tra queste, la complicanza più riscontrata è risultata essere il sanguinamento peritoneale (20 casi: pari al 0.13%). In 7 casi di emoperitoneo, si è dovuto eseguire un intervento laparoscopico per risolvere l'emorragia, mentre negli altri 13 casi la paziente è stata semplicemente monitorizzata senza che si rendesse necessario un intervento chirurgico.
In 6 pazienti (0.04%) è stato necessario il ricovero per dolore pelvico non associato ad anemizzazione o a visualizzazione ecografica di versamento ematico peritoneale. In un solo caso (0.006%) si è avuta una lesione vaginale da speculum, che ha imposto una successiva sutura chirurgica. Infine, 9 pazienti (0,06%) sono state ricoverate per complicanze anestesiologiche (7 casi per lipotimia post prelievo, 1 caso di fibrillazione atriale ed 1 caso di insufficienza cardiorespiratoria). Questi dati evidenziano la sicurezza complessiva della procedura quando eseguita in ambienti controllati e da personale esperto.
