Il sistema immunitario rappresenta una delle meraviglie più complesse e affascinanti del corpo umano. Una caratteristica distintiva che ci aiuta a comprendere la sua natura unica è che non è costituito da organi e tessuti collegati fisicamente fra loro, come ad esempio l’apparato respiratorio. La funzione principale del sistema immunitario consiste nel proteggerci e far sì che l’attacco di virus e batteri non abbia conseguenze importanti per la nostra salute. La grande e difficilissima sfida che questo sistema deve affrontare ogni giorno sta nella sua capacità di distinguere le cellule del nostro corpo (self) - e quindi di non attaccarle - da quelle appartenenti a corpi estranei (non-self), come ad esempio virus e batteri.

Appena nati, i bambini sono dotati solo di quella che viene chiamata immunità innata. Questa è costituita, oltre che da difese di barriera come pelle e mucose, dalla capacità dell’organismo di sviluppare un’infiammazione con l’obiettivo di combattere i microbi. Crescendo, l’organismo sviluppa una sorta di memoria, che si arricchisce ogni volta che si trova a fronteggiare un’infezione: ogni volta che il bambino si ammala si rafforza quella che prende il nome di immunità acquisita. In questo caso si parla di risposta immunitaria specifica (o adattativa), che si attiva in maniera mirata in base al tipo di germe che sta provocando l’infezione. Andando avanti negli anni, l’immunità aspecifica e quella specifica lavorano in maniera sempre più coordinata per evitare di contrarre malattie e per debellare i patogeni.
La maturazione del sistema immunitario nel bambino
Nel frattempo, però, è normale che il bambino si ammali spesso, perché è continuamente sottoposto a sollecitazioni dall’esterno con cui il suo sistema immunitario si “allena”. Le difese immunitarie dei bambini si sviluppano gradualmente, plasmate dall’esposizione naturale a microbi e stimoli ambientali. Alla nascita, i meccanismi di difesa materni trasmessi tramite la placenta, l’allattamento e il passaggio vaginale (o il contatto pelle a pelle) costituiscono la prima linea di difesa. Il sistema immunitario matura nei primi tre anni, grazie anche a stimoli come il gioco all’aperto - anche in clima freddo - e la socializzazione, passando attraverso le frequenti infezioni infantili e l’incontro con coetanei.
È fondamentale capire che le difese immunitarie dei bambini sono un sistema complesso che cresce assieme a loro e che, come tutto il resto dell’organismo, impara a svilupparsi tramite il contatto con l’ambiente circostante. È proprio incontrando le forme più disparate di germi che il sistema immunitario “impara” a riconoscere e combattere le più comuni infezioni (parliamo ovviamente di bambini in buona salute, ai quali non è stato diagnosticato alcun deficit immunitario).
Il ruolo cruciale dell'alimentazione
L’alimentazione svolge un ruolo molto importante nello sviluppo del sistema immunitario. Le nostre cellule prendono l’energia di cui hanno bisogno per funzionare da ciò che mangiamo: un’alimentazione completa di tutti i nutrienti, perciò, è fondamentale per far andare avanti i processi del nostro organismo senza intoppi. Questo vale anche per il sistema immunitario: una dieta povera delle sostanze necessarie può impattare negativamente sul nostro sistema di difesa.

Come afferma la dottoressa Roberta Zelaschi, Medico Chirurgo, Specialista in Scienza dell’Alimentazione: “Sono numerosi gli studi scientifici che hanno individuato come alcuni fattori dietetici siano in grado di influenzare la risposta immunitaria dell’organismo nei confronti degli agenti esterni. Già durante la vita fetale e nei primi mesi di vita del bambino, la nutrizione svolge un ruolo essenziale per il corretto sviluppo del sistema immunitario”. Le cellule immunitarie possono venire danneggiate dall’esposizione all’ossigeno. L’ossidazione produce sostanze nocive che prendono il nome di radicali liberi. L’equilibrio tra sostanze antiossidanti e pro-ossidanti nella dieta è importante per garantire un corretto funzionamento delle cellule immunitarie.
Per potenziare le difese, è importante scegliere cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, fragole, broccoli, cavolfiori, peperoni, ma anche di Vitamina E, fondamentale per neutralizzare i radicali liberi. Anche la vitamina D, fornita da salmone, tonno, sardine, ma anche da burro, formaggi e latticini, ha un ruolo determinante. Molti studi oggi confermano il ruolo dell’intestino nel difenderci dalle minacce: questo organo è rivestito internamente dal GALT, tessuto linfoide che contiene una grande quantità di cellule immunitarie che contribuiscono a riconoscere e trattare gli antigeni. L’intestino è inoltre popolato dal microbiota, un insieme di microrganismi “buoni” che è lì per proteggerci da microbi che invece non devono colonizzare quest’area.
Integrazioni e sostanze naturali: cosa dice la scienza
In vista dell’inverno, i genitori cercano di correre ai ripari con vitamine e integratori per il timore che il loro bambino si ammali troppo spesso. Sono paure del tutto legittime, ma la verità è che se non c’è una ragione specifica, individuata dal medico, non c’è bisogno di somministrare alcunché: anzi, se non c’è un deficit, assumere supplementi vitaminici può essere addirittura dannoso. L’utilizzo di questi prodotti non è supportato da alcuna letteratura scientifica che ne abbia verificato l’efficacia. Inoltre, non lasciamoci ingannare dalla dicitura “naturale” che spesso troviamo riportata sulle etichette, poiché nessuna molecola, per quanto di derivazione biologica o naturale, è mai totalmente innocua.
Tuttavia, la ricerca scientifica ha indagato numerose sostanze:
- Astragalo (Astragalus Membranaceus): In studi di laboratorio, è emerso che dopo un lasso di tempo relativamente breve (4-8 ore) dalla somministrazione, monociti, neutrofili e linfociti aumentano, così come le piastrine.
- Coriolus Versicolor: Un’ampia revisione di studi ha evidenziato come il suo fitocomplesso attivi e migliori la funzione e la capacità di riconoscimento delle cellule immunitarie, rafforzando la fagocitosi dei macrofagi.
- Rosa Canina: Gli studi in vitro evidenziano come questa pianta possieda importanti proprietà antinfiammatorie, con effetti inibitori sulla chemiotassi dei neutrofili del sangue periferico umano.
- Sambuco (Sambucus Nigra): Una meta-analisi di studi clinici ha evidenziato che l’integrazione con sambuco riduce sostanzialmente l’intensità e la durata dei sintomi delle vie respiratorie superiori.
Come funziona il nostro sistema immunitario?
Stile di vita e abitudini quotidiane
Il legame tra sonno e difese immunitarie è profondo: un riposo regolare e di qualità consente al corpo di rigenerarsi e mantenere efficiente il proprio sistema di protezione. Non sono solo gli adulti ad accusare difficoltà a dormire: tra il 40 e il 50% dei bambini ha problemi di sonno durante la crescita. Il riposo è importante per tante ragioni, che riguardano il comportamento, la concentrazione, ma soprattutto il buon funzionamento del sistema immunitario: dormire poco ci predispone ad ammalarci e inficia sul tempo che ci mettiamo a guarire.
Un altro pilastro è l’attività fisica. Uno dei falsi miti più duri da sfatare è quello che il freddo faccia male e che in qualche modo contribuisca all’insorgenza di infezioni respiratorie. Questo ci spinge a far giocare i bambini prevalentemente in ambienti chiusi, nei quali invece virus e batteri circolano e si trasferiscono molto più efficacemente da un soggetto all’altro. L’aria aperta, anche se fa freddo, non solo riduce il rischio di trasmissione, ma ha un ruolo dimostrato nel migliorare il sistema immunitario.
Vaccinazioni e protezione precoce
I vaccini sono un mezzo sicuro con cui è possibile proteggere i propri bambini da malattie che possono essere anche gravi. Il vaccino mima l’attacco di un patogeno, così che il sistema immunitario generi una risposta immunologica e apprenda come fronteggiare quel virus o batterio. Le vaccinazioni rappresentano un “allenamento sicuro” per il sistema immunitario: stimolano la produzione di difese specifiche senza causare la malattia. Alcune infezioni, se contratte nei primi giorni e mesi di vita, possono essere particolarmente pericolose per i bambini. È quindi di fondamentale importanza esporre i piccoli a versioni “alternative” di queste infezioni, che permetteranno loro di sviluppare una risposta immune senza prendersi l’infezione.
Il ruolo centrale dell'allattamento
Tutte le linee guida indicano che è bene prediligere l’allattamento al seno, quando è possibile: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne promuove la somministrazione esclusiva per almeno i primi 6 mesi di vita del bambino. Il colostro, il primo latte prodotto dal seno della madre, è un liquido estremamente ricco di sostanze nutritive, come proteine e vitamina A, ma soprattutto di anticorpi. Questi vanno da subito a colonizzare l’intestino del neonato, costituendo la prima immunizzazione contro virus e batteri. Anche il latte materno più maturo è altrettanto importante, perché continua a proteggere il bambino grazie a sostanze come i leucociti materni e la lattoferrina, che risultano fondamentali per stimolare le cellule immunitarie in evoluzione. Anche nei casi in cui si debba ricorrere al latte artificiale, pratiche come il contatto pelle a pelle (skin-to-skin) tra mamma/papà e bambino rimangono fondamentali per favorire la maturazione del sistema immunitario e creare un legame protettivo unico.