L'Uso del Ciuccio Dopo i 18 Mesi: Bilanciare Benefici, Rischi e Consigli per un Abbandono Sereno

L'utilizzo del ciuccio per i bambini è un argomento che spesso genera discussioni e divide in pareri discordanti, ponendo i genitori di fronte a numerosi dubbi. Nello sviluppo della bocca, il ciuccio ha pro e contro, e molte sono le domande ricorrenti: farà bene o male? Si può usare di notte? Quando iniziare? Quando toglierlo? Come lavarlo e sterilizzarlo? Una delle domande più frequenti dei neogenitori riguarda l'utilizzo del ciuccio per i bambini, chiedendosi se è pericoloso, se provoca danni, se è normale che i neonati lo richiedano e se apporta benefici. Sono tutti dubbi assolutamente leciti, visto che la questione genera opinioni contrastanti anche tra specialisti e spesso ci si affida a opinioni non validate da studi o da pareri di esperti in materia. Spesso, queste insicurezze portano mamme e papà inesperti a cercare soluzioni ascoltando parenti, amici o su internet, quando invece è sempre consigliato rivolgersi al proprio pediatra. È essenziale monitorare la situazione e affidarsi al pediatra per valutare il caso specifico.

Non tutti sanno che l’uso del ciuccio può dare diversi benefici al neonato ma, se utilizzato non correttamente oppure oltre un certo limite di età, può avere delle ripercussioni negative. Il ciuccio, o succhietto, può essere uno strumento molto utile per soddisfare il naturale istinto di succhiare del bambino, un gesto semplice e spesso consolatorio per il bambino.

L'Istinto Innato della Suzione e i Primi Benefici del Ciuccio

La suzione è uno fra i primi riflessi che compaiono nella vita del neonato, un movimento automatico e spontaneo fondamentale per la sopravvivenza del neonato. Questo meccanismo, che il neonato acquisisce già durante la gravidanza, è la sua principale attività nei primi mesi di vita, perché gli permette di nutrirsi e di sentirsi accudito. Già a partire dalla fine del primo trimestre di gestazione, tra le 11 e le 12 settimane, il feto mostra movimenti di suzione e deglutizione. A 13-14 settimane inserisce le dita e il pollice in bocca, e a 15 settimane i movimenti di suzione e deglutizione del liquido amniotico sono visibili in quasi tutti i feti. Tra le 18 e le 21 settimane si specializzano i movimenti antero-posteriori e di avvolgimento della lingua. Il ciuccio si associa al meccanismo di suzione non nutritiva che, grazie alle recenti tecniche ecografiche, è stato visto svilupparsi già nel primo trimestre di gestazione con la suzione del pollice. Pertanto, è un meccanismo innato in ogni bambino e che spesso si associa alla capacità di autoconsolazione.

Il bambino inoltre istintivamente continua a muovere la bocca anche quando non sta mangiando, per familiarizzare con il mondo che lo circonda. Fra queste attività, il “portare alla bocca” acquista una funzione esplorativa: l’esplorazione orale diventa per il bambino la modalità preferita con cui scoprire e conoscere le caratteristiche degli oggetti che lo circondano. Il succhietto dunque prolunga l’attività di contatto con la realtà e la possibilità di ripetere un’azione che il neonato avverte come rassicurante, lo tranquillizza. L’effetto calmante del ciuccio trova riscontro anche dal punto di vista linguistico, poiché durante questa azione viene prodotta la serotonina, l’ormone della felicità.

Il ciuccio non è uno strumento necessario per lo sviluppo del bambino, quindi, se il piccolo dovesse rifiutarlo, non è necessario forzarlo nel suo utilizzo. Al contrario, è da evitare il ricorso al ciuccio come a un palliativo per calmare il bambino quando piange o fa i capricci: è importante chiedersi il motivo per cui il bambino piange, e cercare di venire incontro alle sue esigenze fisiche e soprattutto emotive. Possono essere tante le ragioni per cui un neonato piange: il cambio del pannolino, sonno, fame e così via. Non avendo ancora il dono della parola, il pianto è l’unico modo che il neonato ha per comunicare con il resto del mondo. Cercare di capire perché sta piangendo serve a trovare la soluzione adatta.

Benefici della suzione non nutritiva del ciuccio

Protezione dalla SIDS e Aiuto nello Sviluppo Orale

A partire da un certo periodo, il ciuccio offre diversi benefici durante il sonno. Infatti, già dal 2016, le linee guida dell’AAP (American Academy of Paediatrics) spiegano come il ciuccio rappresenti uno strumento per prevenire la SIDS (Sudden Infant Death Syndrome, ovvero la morte in culla dei neonati durante il sonno). Tali linee guida sono state poi adottate anche dal sistema sanitario italiano, che ne raccomanda l’uso durante il sonno del neonato. È presente, quindi, una correlazione positiva tra l’uso del ciuccio e respirazione poiché aiuta a migliorare la pervietà delle vie aeree durante il sonno migliorando il tono muscolare e diminuendone la collassabilità. La suzione durante il sonno ha infatti effetti benefici sulla respirazione, e recenti studi dell’Università dell’Insubria confermano non solo che utilizzare il ciuccio durante il sonno consente una riduzione di apnee e ipopnee, ma è utile per la respirazione anche quando i bambini sono in stato di veglia attiva fino ai due anni. È talmente vera questa affermazione al punto che l’uso del ciuccio, soprattutto durante il primo anno di vita, è stato inserito nell’elenco dei comportamenti da tenere per prevenire il rischio della SIDS, per la sua manifesta funzione protettiva. L’uso del ciuccio di notte durante il sonno è non solo sicuro ma anche raccomandato, essendo infatti uno dei fattori che riduce il rischio di SIDS, la Sindrome della Morte improvvisa del lattante, che rappresenta una delle principali cause di morte nei bambini sotto l’anno di età.

È stato visto, inoltre, che nei bambini nati pretermine, che hanno difficoltà ad attaccarsi al seno e che quindi vengono alimentati con il sondino naso-gastrico, l’uso del ciuccio può favorire l’acquisizione del meccanismo di suzione e deglutizione, facilitando l’assunzione del latte dal seno materno o dal biberon e riducendo conseguentemente i tempi di ricovero.

Sindrome della morte in culla (Sids)

Quando Proporre il Ciuccio al Neonato

È consigliabile però proporre il ciuccio al bambino nel momento in cui l’allattamento è ben avviato e consolidato, in quanto potrebbe compromettere il normale attaccamento al seno e interferire sulla durata dell’allattamento. Il ciuccio non deve essere dato al neonato che viene allattato al seno durante le prime 3 o 4 settimane di vita. Questo avviene con tempi diversi in ogni coppia mamma-bambino, in generale dopo la terza-quarta settimana di vita. Nei bambini allattati al seno, si consiglia di iniziare a proporre il ciuccio quando l’allattamento è ben avviato e consolidato. Nei bambini nati a termine, è consigliabile iniziare ad usare il ciuccio a partire dalle 4-6 settimane di vita, quando termina la fase della calibrazione e l’allattamento si è ormai ben avviato. L’effetto di disturbo dell’uso del ciuccio sull’allattamento al seno non è chiaramente dimostrato, mentre la gestione autonoma di questo oggetto sarà eventualmente possibile solo dal momento in cui si è stabilizzato l’allattamento materno. Infatti ne viene raccomandato l’uso durante la fase di addormentamento per ridurre il rischio di SIDS. La suzione non nutritiva al seno è utile quando bisogna mantenere un’elevata frequenza di stimolazione della mammella, come ad esempio nelle fasi iniziali dell’allattamento o quando c’è una bassa produzione di latte.

Scegliere il Ciuccio Giusto: Materiali, Forme e Dimensioni

È necessario capire quale tipo di ciuccio scegliere sia in termini di materiale che di forma. Per scegliere il ciuccio migliore per il proprio bambino, ci si può affidare alle indicazioni degli specialisti. Esistono ciucci in silicone, maggiormente indicati nelle prime fasi di vita, o in caucciù, preferibili per i bambini dai 4-6 mesi in su. Il silicone è un prodotto di origine sintetica, trasparente e igienico, che non assorbe i sapori e gli odori, e non subisce deformazioni. Per i primi sei mesi sarebbe meglio orientarsi verso un articolo interamente in gomma e composto da un unico elemento, evitando dunque tutti quegli articoli che presentano pezzi in plastica e che non siano particolarmente morbidi; è inoltre preferibile prediligere modelli leggeri e facilmente sostenibili in quanto il bimbo non ha ancora sviluppato la forza necessaria per riuscire a tenere in bocca ciucci più pesanti. Dovrà trattarsi di un prodotto il più possibile simile alla forma anatomica del capezzolo materno, in modo da donare la sensazione di attaccarsi al seno.

Esistono ciucci a goccia con una forma allungata e simmetrica, e ciucci anatomici, ovvero quello a forma di goccia, ricurva verso l’alto e schiacciata. Nei primi mesi è infatti consigliato il ciuccio a ciliegia, che imita proprio il capezzolo; per i mesi successivi è indicato il ciuccio anatomico, che si adatta al cavo orale. I ciucci di nuova generazione sono studiati secondo criteri utili per non danneggiare la crescita dei denti o lo sviluppo del palato, e vengono realizzati per seguire la crescita del volto e del palato.

Tipi di ciuccio: forme e materiali

Esistono anche diverse misure: per neonati, per i 4-6 mesi in su e dai 12-16 mesi in su. È importante scegliere la misura corretta per ogni bambino, e cambiarla durante la crescita, perché il ciuccio si adatti bene alla bocca del piccolo. Molti pediatri, logopedisti e dentisti concordano: il ciuccio migliore e da mantenere è quello della dimensione più piccola, 0m+ (zero mesi e più). Nonostante in commercio, infatti, esistano ciucci che crescono con il crescere del bambino, questa misura renderà più facile e meno traumatico l’abbandono del ciuccio stesso entro i 2 anni di età e farà sì che l’esperienza di suzione del piccolo sia il più simile possibile a quella dell’allattamento (le tettarelle delle dimensioni superiori, infatti, tendono ad essere molto grosse e troppo ingombranti). Dal sesto mese di vita fino all’anno, sarebbe consigliabile utilizzare un ciuccio dalla forma anatomica, che sia in grado di alleviare il fastidio causato dallo spuntare dei nuovi dentini e che non ne ostacoli la formazione. Anzi, il ciuccio potrebbe addirittura alleviare il fastidio che il piccolo avverte nel momento in cui spuntano i primi dentini. I ciucci di nuova generazione sono studiati per resistere ai morsi e a non rompersi.

I Rischi dell'Uso Prolungato del Ciuccio Dopo i 12-18 Mesi

Una serie di studi concordano che gli svantaggi iniziano ad essere maggiori dei benefici già a partire dai 12 mesi, soprattutto quando se ne fa un uso intensivo. Il ciuccio può diventare un vizio in base all’uso che se ne fa. Come spiegato precedentemente, aiuta a tranquillizzare e a dare benessere al bambino, ma questo non significa che bisogna darlo tutte le volte che piange senza cercare di capire quale sia la causa del malessere. In questo modo si rischia di diventare “ciuccio-dipendenti” in quanto il bambino lo associa a un qualcosa che gli permette di tranquillizzarsi. La stimolazione della suzione non nutritiva, fisiologicamente non più necessaria a quell’età per la regolazione del comportamento, è diventata un’abitudine fino a sviluppare gli aspetti psicologici di una dipendenza.

Conseguenze dell'uso prolungato del ciuccio

Danni al Cavo Orale e alla Respirazione

In particolare, l’uso prolungato del ciuccio potrebbe favorire l’insorgenza di otiti, probabilmente perché la suzione prolungata favorisce il passaggio delle secrezioni nasofaringee all’interno della tuba di Eustachio. Sarebbe utile eliminare l’uso del ciuccio entro i 24 mesi di vita poiché successivamente potrebbero esserci delle alterazioni oro-facciali. La deformità del cavo orale, la cui entità è correlata all’intensità, frequenza e durata della suzione del dito o del ciuccio, e alle caratteristiche costituzionali del bambino, è la conseguenza più frequente ed evidente. Utilizzare a lungo il ciuccio può pregiudicare lo sviluppo del cavo orale con conseguenze anche importanti.

La malformazione più evidente che spesso si riscontra è il cosiddetto “morso aperto” che ostacola la corretta crescita degli incisivi e dei canini. Spesso, poi, i bambini interpongono la lingua tra le arcate dentarie perpetuando la deglutizione infantile (deglutizione disfunzionale) e favorendo l’alterazione nella pronuncia di alcuni fonemi. Tra le funzioni della lingua, nei primi mesi di vita, c’è quella di ampliare l’arcata superiore e adattarla a quella inferiore. Il ciuccio, essendo un oggetto che si pone tra lingua e palato, impedisce il corretto espletarsi di questa funzione. Il palato cresce in modo errato, poiché la lingua non spinge contro di esso e non lo aiuta a crescere. Inoltre, possono esserci anche altre malformazioni ossee che possono riguardare il palato (ogivale) e i normali rapporti trasversali tra le arcate dentarie provocandone alterazioni nella chiusura. Un’altra conseguenza è il mancato allineamento tra le due arcate. Proprio per queste ragioni, spesso i genitori si rivolgono al logopedista per capire quando e come togliere il ciuccio. Dal punto di vista odontoiatrico potrebbe essere necessario intervenire, in una successiva fase di crescita, con l’ortodonzia e l’inserimento di un apparecchio ortodontico per correggere i difetti del palato.

Le malocclusioni si verificano quando i denti dell’arcata superiore non sono allineati con quelli inferiori. No al ciuccio prolungato, poiché favorisce le malocclusioni, soprattutto se viene usato dopo i 3-5 anni. Se, rimanendo sporadica, questa abitudine non risulta dannosa, il suo protrarsi negli anni, invece, può provocare malformazioni allo scheletro facciale e alla disposizione dei denti, nonché difetti di pronuncia.

Ciuccio o Dito? Una Comparazione

In merito alla comparazione tra l'uso del ciuccio e il succhiare il pollice, innanzitutto, a differenza del ciuccio, il dito del bambino compie uno sforzo maggiore all’interno della cavità orale. Se questo atteggiamento viene prolungato potrà portare a dei difetti della crescita delle ossa del viso e denti storti. Sebbene tempo fa venisse sostenuto che l'attività di suzione del dito fosse possibile fino all’eruzione della dentizione permanente, oggi le raccomandazioni internazionali, pur variabili tra loro, tendono in prevalenza a indicare i 3 anni come l’età oltre la quale non è consigliato continuare questo tipo di suzione. La deformità del cavo orale, la cui entità è correlata all’intensità, frequenza e durata della suzione del dito o del ciuccio, e alle caratteristiche costituzionali del bambino, è la conseguenza più frequente ed evidente, che fino a una certa età potrà correggersi da sola in seguito alla sospensione di questo tipo di suzione e quindi togliendo il ciuccio o il dito. Abbiate quindi fiducia in lui, non esprimetegli emozioni o commenti negativi quando usa il dito o il ciuccio e non chiedetegli direttamente di smettere.

Sindrome della morte in culla (Sids)

Quando e Come Abbandonare il Ciuccio Gradualmente

Ma la domanda più ricorrente tra i genitori è: quando è il momento giusto per smettere di utilizzare il ciuccio? Non è possibile indicare una precisa età in cui fare a meno del ciuccio, tuttavia le linee guida del Ministero della Salute indicano che è consigliabile disabituare i bambini al ciuccio entro i 3 anni, e a partire dai 2 anni. L’abbandono del ciuccio rappresenta una delle tappe centrali della crescita nel bambino, nel corso della prima infanzia. La maggior parte dei pediatri concorda nel procedere con gradualità all’eliminazione del ciuccio indicativamente tra i 12 e i 18 mesi, valutando sempre caso per caso. L'American Academy of Pediatric Dentistry, in merito alle conseguenze dell’utilizzo del ciuccio, dichiara che se il bambino lo elimina tra i 12-18 mesi, le probabilità che il morso si normalizzi con la crescita sono molto alte. Si dovrebbe cercare di ridurre l’utilizzo del ciuccio entro i 18 mesi di vita, in modo graduale fino ad eliminarlo quanto prima e comunque entro i 3 anni. Il ciuccio andrebbe gradualmente abbandonato tra i 6 e 12 mesi per ridurre il rischio di andare incontro a otiti. Il ciuccio dovrebbe essere completamente abbandonato entro i 18 mesi. Chiaramente ogni bambino ha il suo tempo e bisogna anche saperlo rispettare.

Tempistiche consigliate per l'abbandono del ciuccio

È preferibile che l’abbandono del ciuccio proceda in maniera graduale, cercando di limitarne l’uso nel corso della giornata. Per togliere il ciuccio senza traumi è importante intervenire con gradualità. I metodi bruschi non sono mai delle buone alternative, e rischiano di trasmettere una sensazione al bambino di imprevedibilità e insicurezza. Un atteggiamento più adatto è quello di osservare i comportamenti del piccolo, e contrattare con lui, in caso di sue resistenze, momenti in cui può fare a meno del ciuccio. Coinvolgere direttamente il bambino può essere d’aiuto in questo delicato passaggio. Esistono diverse tecniche, l’importante è saper scegliere il momento giusto e coinvolgere le persone che si occupano del bambino per far sì che tutti mettano in pratica la strategia che si è deciso di prediligere. Come anticipato, la scelta di utilizzare un ciuccio di taglia 0m+ potrebbe essere già un fattore di abbandono del ciuccio, anche spontaneo, da parte del bambino. Se ciò non dovesse succedere, tuttavia, è bene far sì che l’addio al ciuccio non risulti traumatico per il piccolo.

Il momento di separazione dal ciuccio può essere emotivamente faticoso per il bambino e per i genitori: siate sereni e affrontate questo momento di crescita con positività. Armatevi di pazienza e non scoraggiatevi se vi sembra che non vi siano progressi.

Igiene e Sicurezza nell'Uso del Ciuccio

L'igiene del ciuccio è un aspetto fondamentale per la salute del bambino. Il sistema immunitario dei bambini appena nati non è ancora completo. Capirete bene, quindi, che compiere il gesto di mettere in bocca il ciuccio può esporre il bambino a possibili infezioni, carie ai denti o herpes. In particolare, la carie è di origine infettiva dovuta all’azione dei batteri che intaccano il cavo orale. Per questa ragione è molto importante che i genitori curino la propria igiene dentale perché potrebbe compromettere la salute del proprio bimbo.

Dai 6-9 mesi in poi, non è più necessario sterilizzare il ciuccio ma occorre curarne con attenzione l’igiene lavandolo regolarmente, soprattutto quando è entrato in contatto con superfici sporche (ad esempio quando è caduto per terra). Da evitare invece l’abitudine di mettere nella propria bocca il ciuccio prima di darlo al bambino: in questo modo, si possono trasferire microrganismi da bocca a bocca.

Il ciuccio non deve mai essere imbevuto di sostanze zuccherine o di miele. In generale, va fatta una considerazione non solo sul miele ma sugli zuccheri, anche quelli nascosti. Infatti, il contatto con lo zucchero può favorire la comparsa di carie, anche sui denti appena spuntati.

È bene per cautela cambiarlo spesso, verificando se presentano segni di usura. Se si notano imperfezioni va immediatamente sostituito. Il ciuccio deve essere cambiato regolarmente man mano che il bambino cresce.

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