La connessione tra la salute del cavo orale e il benessere riproduttivo rappresenta una frontiera clinica di crescente interesse, che richiede un approccio multidisciplinare tra odontoiatria e ginecologia. La bocca, lungi dall'essere un distretto isolato, agisce come un ecosistema complesso, un "avamposto" dell'intestino, in grado di influenzare profondamente gli equilibri sistemici dell'intero organismo.

Il microbiota orale come ecosistema dinamico
Il microbiota orale può essere definito come la comunità costituita da batteri, miceti, virus e parassiti che, organizzati in ecosistemi, operano in maniera differente per assicurare la salute dell’organismo. Il parodonto, composto da gengiva, ligamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare, svolge la funzione vitale di sostenere i denti. Tra le sue funzioni emergenti, vi è il ruolo di frontiera dinamica selettiva nei confronti di germi potenzialmente patogeni.
Nelle sue sedi, il dottor Francesco Martelli impiega un nuovo metodo d’azione per contrastare la piorrea e ripristinare l’equilibrio del microbiota. Ha scelto infatti di ridurre l’impiego del bisturi a favore del laser, prevenendo quindi anche il danneggiamento del microbiota intestinale a seguito dell’impiego di antibiotici. La salute di questo equilibrio è fondamentale: quando l’infiammazione cronica prende il sopravvento, si altera la funzione di barriera.
Meccanismi di disseminazione: dalla bocca agli organi pelvici
A causa dell’infiammazione provocata dai batteri, i vasi sanguigni si rendono più permeabili per permettere il passaggio delle piastrine e delle altre cellule atte a difendere il nostro organismo da questi processi di flogosi. Questa aumentata permeabilità vascolare fa in modo che i batteri e i virus si possano immettere nel torrente circolatorio e disseminarsi in tutto l’organismo.
Il dottor Francesco Martelli ha portato più volte alla luce questa importante connessione, facendo riferimento anche ad uno studio eseguito qualche anno fa dalla Western University of Australia su un campione di 3 mila donne. Quando un tessuto è infiammato, l’organismo produce delle sostanze chimiche di natura proteica - i mediatori dell’infiammazione - che entrano nel flusso ematico e possono provocare problemi anche a distanza, per esempio aggregandosi nei vasi sanguigni e alterando la vascolarizzazione di altri tessuti e organi, come l’utero, dove l’impianto dell’uovo fecondato diventa più difficoltoso.
Parodontite: Infiammazione gengivale e placca dentale - Bioperio®
Parodontite e infertilità: un legame biologico
La parodontite, o piorrea, indica l’infiammazione del parodonto. Parodontite e infertilità sono strettamente collegate. Può sembrare strano ma la parodontite può aumentare il rischio di infertilità nelle donne che stanno cercando un bambino. Una delle evidenze cliniche più significative è che le coppie che afferiscono ai centri di procreazione medicalmente assistita hanno significativamente più parodontiti rispetto ai controlli che concepiscono naturalmente.
Perché la fertilità risulta ridotta? Perché su un campo in fiamme non si semina. Se la parodontite predispone a un’infiammazione dell’endometrio, anche subclinica, quell’utero non è più in grado di accogliere e far annidare l’embrioncino, con infertilità completa o aborti precoci. La stimolazione ovarica, fondamentale nei percorsi di procreazione medicalmente assistita, ha un grande nemico: l’infiammazione.
I rischi durante la gestazione: le "mine vaganti" batteriologiche
La placenta e il liquido amniotico sono un bersaglio privilegiato di pericolose specie batteriche e delle loro tossine, che entrano in circolo quando la parodontite non è trattata. Le nonne non potevano sapere che la loro bocca poteva contenere, letteralmente, delle microscopiche "mine vaganti" batteriologiche che possono aumentare di ben 6 volte il rischio di parto prematuro.
In caso di infiammazione, un batterio pericoloso, il Porphyromonas gingivalis, attacca e infetta i nostri soldati, i macrofagi, ed entra nel sangue mimetizzato, facendo danni a distanza. Quando questo, viaggiando nel sangue, arriva alla placenta, la infetta inibendo la formazione di nuovi vasi e riducendo la crescita del feto. L’infiammazione gengivale può condizionare in negativo anche il decorso della gravidanza, potendo attivare una cascata di processi infiammatori che possono sfociare in parto pre-termine oppure un basso peso alla nascita del bambino.

Il ruolo della prevenzione e dell'igiene orale
È necessario un controllo approfondito anche nella fase iniziale, per scongiurare complicanze future. Una diagnosi accurata, mediante l’esecuzione di test microbiologici, può essere determinante per portare a buon termine la gravidanza e tutelare la mamma e il nascituro.
Il professor Roberto Weinstein, direttore scientifico del centro odontoiatrico Humanitas Medical Care, sottolinea che l’ideale sarebbe agire prima del concepimento, verificando la presenza di gengivite e ricorrendo a cure idonee. Anche durante il resto della gravidanza è bene rivolgersi allo specialista in caso di fastidio. Nel 75% delle donne, l’aumentata concentrazione ormonale può provocare gonfiore e una maggiore sensibilità delle gengive. Inoltre, la salute orale è importante anche per i futuri papà: gengivite e parodontite possono influenzare la funzione erettile, interferendo con la normale attività vascolare, e i batteri patogeni vengono scambiati tra i partner stabili.
Considerazioni cliniche sul monitoraggio materno-infantile
Un basso peso alla nascita, che può derivare dai problemi gengivali della mamma durante la gravidanza, comporta una serie di complicazioni non solo nell’immediato, ma anche in fase di crescita e sviluppo. Il dottor Alessandro Bulfoni, responsabile di Ostetricia e Ginecologia presso Humanitas San Pio X, spiega che è fondamentale contrastare tutte quelle condizioni che espongono al rischio di malfunzionamento della placenta.
La malasanità del passato, riassunta nel detto "ogni figlio un dente in meno", era dovuta al fatto che le future mamme non si rivolgevano al dentista durante la gravidanza. Oggi, programmi perinatali avanzati propongono un approccio condiviso parodontale e ginecologico. La prevenzione è la migliore cura, specie nelle donne che hanno avuto precedenti esiti negativi in gravidanza, attraverso lo screening parodontale che valuta i livelli di infiammazione gengivale, la mobilità dentale, il dolore alla masticazione e l’accumulo di placca.