Il Bonus Mamma Domani: Requisiti, Domanda e la Sua Evoluzione nel Contesto delle Politiche Familiari Italiane

Il supporto alla genitorialità rappresenta un pilastro fondamentale delle politiche sociali di un paese, e in Italia, nel corso degli anni, sono state introdotte diverse misure per affiancare le famiglie nelle fasi cruciali dell'arrivo di un nuovo membro. Tra queste, il Bonus Mamma Domani, noto anche come "Premio alla nascita", ha rivestito un ruolo significativo, fornendo un contributo economico alle future madri e alle famiglie. Introdotto per la prima volta dalla Legge di Bilancio 2017 (legge 11 dicembre 2016, n. 232), questo incentivo è stato concepito per offrire un primo sostegno concreto alle spese familiari in merito alla gravidanza e all'arrivo di un bambino, sia esso naturale, adottato o affidato.

Lo Stato ha riconosciuto a tutte le famiglie il bonus mamma domani come una misura destinata a facilitare l'inizio di questo nuovo percorso. Si tratta di un premio alla nascita, erogato dall’INPS in un’unica soluzione, con l'obiettivo di sostenere sia le donne in stato di gravidanza, ma anche le famiglie che adottano un bambino. L'ammontare previsto per il bonus mamma domani è esattamente di 800 euro, una somma fissa e non variabile a seconda del reddito. Infatti, per richiedere il bonus mamme non ci sono limiti ISEE, rendendolo accessibile a una platea molto ampia di beneficiari. Questo aspetto ne ha caratterizzato l'universalità, distinguendolo da altri bonus legati a soglie di reddito. La prestazione, corrisposta direttamente dall'INPS, è un contributo economico di euro 800,00 che viene versato in relazione a ogni figlio nato, adottato o affidato, costituendo un aiuto tangibile nel momento in cui le nuove famiglie affrontano le prime spese.

Illustrazione di una famiglia con un neonato

I Requisiti Fondamentali per l'Accesso al Bonus Mamma Domani

Per poter beneficiare del Bonus Mamma Domani, era necessario soddisfare una serie di requisiti ben definiti, che ne delineavano i contorni di applicabilità. La prestazione è rivolta alle donne in gravidanza o alle madri per uno degli eventi specifici. Tra i requisiti è necessario aver superato il 7° mese di gravidanza. Questo è il primo momento in cui le future madri possono presentare la domanda, segnando un passaggio cruciale nello sviluppo della gestazione.

Gli eventi che danno diritto al bonus non si limitano esclusivamente alla nascita naturale, ma includono anche altre situazioni di accoglienza di un minore in famiglia. In particolare, la misura era destinata a coprire i seguenti eventi verificatisi:

  • Il compimento del settimo mese di gravidanza, che rappresenta la soglia minima per la richiesta anticipata del beneficio.
  • Il parto, anche se antecedente all'inizio dell'ottavo mese di gravidanza, riconoscendo la nascita come evento determinante indipendentemente dal periodo in cui avviene.
  • L'adozione nazionale o internazionale del minore, disposta con sentenza divenuta definitiva ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184. Questo sottolinea l'equiparazione delle famiglie adottive a quelle che accolgono un figlio per via biologica.
  • L'affidamento preadottivo nazionale disposto con ordinanza ai sensi dell'art. 22, comma 6, della legge 184/1983 o l'affidamento preadottivo internazionale ai sensi dell'art. 34 della medesima legge. Anche in questo caso, l'intento è di supportare le famiglie che si impegnano in percorsi di accoglienza che precedono l'adozione definitiva.

Oltre a questi eventi, erano richiesti specifici requisiti di residenza e cittadinanza per le madri richiedenti. Possono far domanda del contributo tutte le future madri in possesso dei seguenti requisiti: residenza in Italia e cittadinanza italiana o comunitaria. Per quanto riguarda le cittadine non comunitarie, il quadro dei requisiti era più articolato, ma sempre finalizzato a garantire una certa stabilità e regolarità della presenza sul territorio nazionale. Le cittadine non comunitarie regolarmente presenti in Italia potevano accedere al bonus, a patto di soddisfare determinate condizioni. Per le cittadine non comunitarie è necessario il possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (di cui all’articolo 9 del Decreto Legislativo n. 286/1998) oppure di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini UE (previste dagli artt. 10 e 17 del Decreto Legislativo n. 30/2007). Queste indicazioni ministeriali erano relative all’estensione della disciplina prevista in materia di assegno di natalità alla misura in argomento. Inoltre, le cittadine non comunitarie in possesso dello status di rifugiato politico e protezione sussidiaria sono equiparate alle cittadine italiane per effetto dell’articolo 27 del Decreto Legislativo n., garantendo loro pari diritti di accesso al beneficio.

In sintesi, la cittadinanza richiesta poteva essere italiana o straniera (comunitaria o non comunitaria), purché in quest'ultimo caso si rispettassero le specifiche normative relative al soggiorno in Italia, a dimostrazione dell'impegno del sistema a includere una vasta gamma di nuclei familiari che contribuivano alla società italiana. I requisiti, gli importi e le regole per richiedere il premio alla nascita non sono cambiati durante il periodo di vigenza del bonus, garantendo stabilità e chiarezza nelle procedure.

Infografica sui requisiti di cittadinanza per il bonus mamma domani

Modalità di Presentazione della Domanda per il Bonus Mamma Domani

La procedura per richiedere il Bonus Mamma Domani era strutturata per essere accessibile e chiara, con diverse opzioni per la presentazione della domanda. La domanda deve essere presentata dopo il compimento del settimo mese di gravidanza e comunque, improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento). Questo termine perentorio è cruciale per garantire l'accesso al beneficio.

Per richiedere e ottenere il contributo economico, infatti, la madre (biologica, adottiva o affidataria) deve presentare apposita domanda in via telematica all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS). Le principali modalità per la trasmissione della domanda includevano:

  • Online sul sito dell'INPS: collegandosi al portale ufficiale dell'Istituto. Questa via telematica richiedeva l'accesso con credenziali specifiche. Per quanto riguarda le credenziali di accesso per la domanda bonus mamma domani, è importante ricordare che l’INPS non rilascia più nuovi PIN. Era quindi possibile utilizzare il codice personale rilasciato dall’Istituto solo se se ne possedeva già uno. In alternativa, si dovevano utilizzare sistemi di identificazione digitale come SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
  • Contact Center: contattando il numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure il numero 06 164 164 da rete mobile. Operatori qualificati potevano assistere nella compilazione e trasmissione della domanda.
  • Enti di patronato: come i CAF, i quali offrivano supporto gratuito per la gestione delle pratiche previdenziali e assistenziali. L'elenco degli uffici includeva, ad esempio, Caf Loiano, Caf Monghidoro, Caf Monterenzio, Caf Ozzano dell'Emilia, Caf Pianoro, Caf San Lazzaro di Savena, e molti altri presenti su tutto il territorio nazionale.

Documentazione e Informazioni Richieste

La documentazione da allegare alla domanda variava a seconda dell'evento che dava diritto al bonus.

Per la gravidanza:La richiedente dovrà indicare alternativamente una delle seguenti opzioni per certificare lo stato di gravidanza:

  • Il numero di protocollo telematico del certificato rilasciato dal medico SSN o medico convenzionato ASL attestante la data presunta del parto. Questa certificazione sanitaria è fondamentale per attestare lo stato di gravidanza avanzata.
  • L’indicazione che il certificato sia già stato trasmesso all’INPS per una domanda relativa ad altra prestazione connessa alla medesima gravidanza. Se il certificato era già stato inoltrato per altre pratiche, era sufficiente segnalarlo, evitando duplicazioni.
  • Per le sole madri non lavoratrici, era possibile indicare il numero identificativo a 15 cifre e la data di rilascio di una prescrizione medica emessa da un medico del SSN o con esso convenzionato, con indicazione del codice esenzione compreso tra M31 e M42 incluso. Questa specifica era pensata per le donne che non avevano un percorso lavorativo tradizionale e quindi una certificazione diversa.

Per il parto già avvenuto:Se la domanda veniva presentata a parto avvenuto, la madre dovrà autocertificare nella domanda la data del parto e le generalità del bambino, ovvero il codice fiscale, oltre alle altre informazioni che si rendano necessarie per accedere al beneficio.

Per l'adozione o l'affidamento:Invece, per i casi di adozione, alla domanda doveva essere allegato il provvedimento giudiziario. Questo comprendeva l'adozione nazionale o internazionale del minore, o l'affidamento preadottivo. Era necessario indicare la data di ingresso in famiglia e, nel caso di adozione pronunciata nello stato estero, i relativi dettagli. Infine, nelle domande presentate dalle cittadine non comunitarie, deve essere allegato obbligatoriamente uno dei titoli di soggiorno indicati nel bando, come specificato in precedenza (permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o carte di soggiorno per familiari di cittadini UE).

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Gestione di Casi Particolari e Domande per Eventi Multipli

Il Bonus Mamma Domani prevedeva anche precise indicazioni per la gestione di situazioni particolari, come nascite o adozioni multiple. L'INPS, con i suoi messaggi e circolari, ha fornito chiarimenti su come procedere in questi frangenti, per assicurare che il beneficio venisse erogato correttamente.

Nascite Multiple (Gemelli o Plurigemellari)

Nel caso di nascite multiple, come i gemelli, la procedura di domanda poteva essere gestita in due modi distinti:

  1. Al compimento del settimo mese, con integrazione successiva: Si poteva presentare una prima domanda al compimento del settimo mese di gravidanza, selezionando l'evento "Compimento del 7° mese di gravidanza" (ovvero dall’inizio dell’8° mese di gravidanza) del modulo online. Successivamente, a parto avvenuto, era necessario presentare una seconda domanda, questa volta con l'inserimento del codice fiscale di tutti i gemelli nati. Questo permetteva di ottenere un anticipo e poi completare la richiesta dopo la nascita.
  2. Direttamente a parto avvenuto: In alternativa, era possibile presentare un'unica domanda dopo la nascita, selezionando l'evento "Nascita avvenuta" (anche se antecedente all’inizio dell’8° mese di gravidanza) e inserendo fin da subito il codice fiscale di tutti i gemelli. In questo caso, se la domanda era accolta, il bonus veniva erogato integralmente per tutti i figli in un'unica soluzione, senza necessità di successive integrazioni.

Adozioni e Affidamenti Multipli

Analogamente alle nascite, anche per affidamenti o adozioni plurimi, inclusi i gemellari, le domande andavano presentate selezionando uno specifico evento tra le opzioni disponibili: "Adozione nazionale", "Adozione internazionale", "Affidamento preadottivo nazionale" o "Affidamento preadottivo internazionale". Nel caso di affidamento o adozione plurimi, era possibile presentare un’unica domanda con le informazioni di tutti i minorenni adottati o affidati oppure presentare una domanda per ogni minorenne adottato o affidato. Questa flessibilità permetteva alle famiglie di scegliere la modalità più comoda per gestire la richiesta del beneficio.

Queste specificazioni, dettagliate dall'INPS con messaggi e circolari (come il Messaggio INPS n. e la Circolare INPS n., citate nella documentazione di riferimento), erano essenziali per orientare correttamente i richiedenti e garantire l'uniformità nell'applicazione delle norme per ogni singolo figlio o minore accolto.

Infografica sulla gestione delle domande per nascite plurime o adozioni multiple

L'Abrogazione del Bonus Mamma Domani e la Transizione all'Assegno Unico e Universale

Un cambiamento significativo nel panorama delle politiche di sostegno alla natalità in Italia ha riguardato il Bonus Mamma Domani, che è stato interessato da un processo di abrogazione e riorganizzazione delle prestazioni sociali. IMPORTANTE: il Premio alla nascita è una delle forme di tutela della genitorialità abrogate a partire dal 1° gennaio 2022 con l’introduzione del nuovo assegno unico e universale. Questa data segna un punto di svolta fondamentale per la misura.

La misura, che è stata attiva fino al 31 dicembre 2021, dal 1° gennaio 2022, è stata sostituita dall'assegno unico e universale per i figli. Questa riforma ha avuto l'obiettivo di semplificare e razionalizzare il complesso sistema di aiuti alle famiglie, unificando diverse prestazioni in un unico strumento. Nonostante l'abrogazione, era prevista una finestra temporale per coloro i quali avessero maturato il diritto al bonus prima della sua disattivazione. La prestazione potrà essere ancora richiesta per i soli eventi (nascite e - da presumersi - inizio dell’8° mese di gravidanza, adozioni, ecc.) che si verifichino entro il 31 dicembre 2021. In ordine a tali eventi, sarà pertanto possibile presentare domanda entro un anno dal parto o dall’adozione del minore. Questo ha garantito un periodo di transizione per le famiglie che si trovavano in prossimità del termine della validità del bonus, permettendo loro di non perdere il diritto acquisito.

Il nuovo Assegno Unico e Universale per i figli, in vigore dal 2022, ha inglobato diverse misure preesistenti. A decorrere dal mese di marzo 2022, sono state abrogate le seguenti misure di sostegno alla natalità in quanto assorbite dall’Assegno unico:

  • Il premio alla nascita o all’adozione (Bonus mamma domani) stesso.
  • L'assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori.
  • Gli assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfanili.
  • L'assegno di natalità (il cosiddetto bonus bebè).

Questa riorganizzazione ha rappresentato un tentativo di creare un sistema più equo, semplice e comprensivo di sostegno per i figli a carico, dalla nascita fino ai 21 anni di età (o senza limiti di età per figli disabili), con importi modulati in base all'ISEE e all'età dei figli. La transizione ha dunque segnato la fine di un'era per il Bonus Mamma Domani, ma ha aperto la strada a un nuovo modello di welfare familiare in Italia, con l'obiettivo di fornire un sostegno più strutturato e universale alla genitorialità.

Schema cronologico delle misure di sostegno alla natalità e l'introduzione dell'Assegno Unico

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