Le radici di una dinastia millenaria
La storia della famiglia Frescobaldi è intrinsecamente legata alle vicende di Firenze sin dal XIII secolo. Originari della Val di Pesa, i membri di questa illustre casata si stabilirono nella città del giglio, affermandosi rapidamente nei settori del commercio e delle attività bancarie. Tra i personaggi di maggior rilievo del passato figura Dino Frescobaldi, poeta e intimo amico di Dante Alighieri, citato da Giovanni Boccaccio come un raffinato dicitore per rima. Il capofamiglia dell'epoca, Berto Frescobaldi, fu menzionato da Dino Compagni tra le figure di maggiore influenza politica, distinguendosi per la sua opposizione a Giano della Bella.
Il cuore pulsante della famiglia si sviluppò nell'area tra Borgo San Jacopo e Santo Spirito. Il palazzo principale, situato nell'attuale Piazza de' Frescobaldi, sorge di fronte al Ponte Santa Trinità, infrastruttura commissionata nel 1252 da Lamberto Frescobaldi per facilitare il transito tra le sponde dell'Arno. La potenza economica dei Frescobaldi fu tale da permettere loro di finanziare sovrani europei, tra cui Edoardo I ed Edoardo II d'Inghilterra, oltre a gestire per conto del Papato la riscossione delle decime in diverse regioni europee.

La figura di Bona Frescobaldi e la dedizione al prestigio
Bona Frescobaldi, nata Marchi, rappresenta oggi una figura centrale nel panorama aristocratico e imprenditoriale toscano. Sposata da sessant'anni con il marchese Vittorio Frescobaldi, Bona ha saputo coniugare la tradizione di una dinastia le cui radici affondano nell'anno 1000 con un approccio moderno e dinamico alla valorizzazione del territorio. La sua immagine è spesso associata a una naturale eleganza e a una finezza intellettuale che ha saputo trasporre nell'imprenditoria.
Oltre al ruolo nell'azienda vinicola di famiglia, la Marchesa è nota come ambasciatrice speciale del «Laudemio Frescobaldi», un olio extravergine d'oliva toscano che nel 2001 è stato insignito del prestigioso Golden Globe al Fancy Food Show di New York. La visione di Bona Frescobaldi ha permesso di trasformare l'olio, in epoca medioevale parte del raccolto riservata al signore della terra, in un prodotto di eccellenza globale. Nel 1986, fu tra i fondatori del Consorzio di produttori dedicato a questo marchio, contribuendo in modo distintivo al suo successo internazionale.
Rapporti storici con la Corona Britannica
La famiglia Frescobaldi intrattiene da oltre sette secoli rapporti privilegiati con la monarchia inglese. Questa relazione, nata inizialmente come fornitura vinicola per la corte, si è evoluta in una profonda amicizia personale. Un momento emblematico di questo legame risale al 1986, quando Carlo d’Inghilterra soggiornò per otto giorni presso la residenza della famiglia in via Santo Spirito a Firenze, cogliendo l'occasione per scoprire le bellezze della Toscana, da Pisa a Lucca.
Durante quella visita, Carlo piantò una vite e un ulivo nella tenuta di Nipozzano, gesti che sono rimasti simboli indelebili di un rapporto duraturo. La Marchesa Bona ha mantenuto viva questa consuetudine inviando puntualmente ogni 14 novembre, in occasione del compleanno del sovrano, una bottiglia del pregiato olio Laudemio di prima spremitura. Nel 2011, la famiglia Frescobaldi è stata tra i pochissimi invitati italiani a presenziare al matrimonio tra il principe William e Kate Middleton, confermando lo status di questa dinastia nelle relazioni diplomatiche e private di alto profilo.
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Dinamismo sociale e impegno filantropico
L'attivismo di Bona Frescobaldi non si limita al mondo dell'imprenditoria agricola; la sua biografia è segnata da un eclettico impegno che spazia dall'arte alla solidarietà. È Chairman of Friends of Fai, una commissione dedicata alla raccolta di fondi attraverso il sostegno di donatori americani per la conservazione del patrimonio storico italiano. La Marchesa sottolinea spesso quanto gratificante sia il lavoro nel far scoprire i tesori nascosti dell'Italia ai visitatori internazionali.
Un altro pilastro del suo operato è il supporto alla salute delle donne. Bona Frescobaldi è il volto e l'anima della maratona benefica «Corri la vita» a Firenze, nata nel 2002 con l'obiettivo di raccogliere fondi per la lotta contro il tumore al seno. Partito con 3.000 partecipanti, l'evento è oggi il principale appuntamento sportivo solidale in Toscana, capace di mobilitare oltre 30.000 persone. Parallelamente, il suo impegno prosegue con il progetto «Eva», dedicato allo studio della genetica e della fertilità per le donne che affrontano percorsi di chemioterapia, coordinando una rete di specialisti di alto livello.
L'eredità di Lamberto Frescobaldi e l'innovazione
La continuità della dinastia è affidata oggi a Lamberto Frescobaldi, nato a Firenze il 27 giugno 1963. In qualità di 30ª generazione della famiglia, Lamberto ha dedicato la propria carriera all'innovazione vitivinicola, formatosi inizialmente all'Università di Firenze e successivamente presso l'Università della California, Davis, dove si è specializzato nel 1987. Dopo aver servito come ufficiale dei Carabinieri, ha assunto nel 2013 la presidenza della Marchesi Frescobaldi.
Sotto la sua guida, l'azienda ha consolidato il posizionamento dei propri vini sui mercati mondiali, integrando progetti di profondo impatto sociale. Un esempio emblematico è la produzione del vino Gorgona, nato dalla collaborazione con i detenuti dell'omonima isola-penitenziario, trasformando il vino in un veicolo di inclusione e riscatto. Lamberto Frescobaldi, eletto presidente dell'Unione Italiana Vini nel 2022, continua a interpretare il lavoro della terra non solo come gestione economica, ma come un atto culturale di trasmissione di valori tra le generazioni future.

La filosofia del quotidiano: conoscenza e accoglienza
Nella residenza di famiglia in via di Santo Spirito, la Marchesa Bona ha saputo fare dell'ospitalità una forma d'arte. Aperta costantemente ad accogliere visitatori e persone interessanti da ogni parte del mondo, la casa rappresenta il punto di incontro tra la storia dinastica e l'attualità. La filosofia di Bona Frescobaldi verso le nuove generazioni è improntata alla curiosità intellettuale: il suo "chiodo fisso" è la conoscenza, invitando i giovani - inclusi i suoi dieci nipoti - a esplorare il territorio e ad approfondire ciò che spesso viene dato per scontato.
La Marchesa riconosce che il tempo sia un bene prezioso e la sua energia, derivante da uno spirito ereditato da una madre moderna e attiva, la spinge a mantenersi in costante movimento, sia fisicamente - praticando sci e nuoto - che culturalmente. Nonostante la complessità del mondo contemporaneo, il suo approccio rimane quello di una donna che, pur vivendo in un ambiente intriso di storia e araldica guelfa, guarda al futuro con pragmatismo, sostenendo che l'eleganza non dipenda dagli abiti firmati, ma dal modo di porsi e dall'interesse che si nutre verso gli altri.
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