Bambino a 9 Mesi: Un Viaggio Entusiasmante tra Sviluppo, Esplorazione e Prime Conquiste

I 9 mesi di vita del neonato rappresentano una fase evolutiva importante, un periodo di intensi cambiamenti e scoperte significative. È un momento in cui il bambino inizia gradualmente a staccarsi dalla figura materna, immergendosi in un'avventura ricca di gioco, esplorazione e comunicazione. Le competenze che il vostro bambino ha sviluppato intorno ai 7 mesi sono ora a pieno regime; non si limita più a osservare passivamente il mondo attorno a lui, ma sente una grande spinta a muoversi e a interagire attivamente con tutto ciò che lo circonda. Questo è il periodo in cui il piccolo fa il grande passo da neonato a bimbo, desideroso di toccare, sentire e interagire con ogni elemento del suo ambiente. Il periodo che va dai 9 ai 12 mesi di vita del bambino rappresenta forse il periodo di vita più intenso ed emozionante del primo anno, spesso associato ai primi passi e alle prime parole.

Il termine sviluppo psicomotorio indica un processo di crescita globale del bambino che tiene conto sia dello sviluppo fisico e motorio ma anche di quello cognitivo, socio-emotivo, e dello sviluppo del linguaggio e della comunicazione. Questa fase è un vero e proprio crocevia di apprendimenti, dove ogni giorno è occasione di nuove scoperte e opportunità di crescita. Il suo cervello è in continua evoluzione, elaborando costantemente nuove informazioni e abilità. La sua visione del mondo si arricchisce e tutto ciò che lo circonda viene visto in una prospettiva del tutto nuova, alimentata da una curiosità inesauribile. Il bambino è alla continua esplorazione di oggetti, ambienti e persone, attraverso le sue nuove capacità cognitive e motorie. Per comprendere al meglio questa straordinaria fase di crescita, esploriamo le diverse aree di sviluppo.

L'Esplorazione del Mondo: Abilità Motorie e Autonomia in Crescita

A 9 mesi, le abilità motorie del vostro bambino subiscono un'accelerazione notevole. Il bambino è in continuo movimento, e ciò rende portare avanti le normali attività quotidiane una sfida per voi genitori. In questa fase, i bambini perlopiù riescono a spostarsi strisciando o gattonando, con stili diversi e personali. Non è raro vedere chi striscia sulla pancia, spingendosi con braccia e gambe; chi scivola in posizione seduta facendo leva sulle gambe; chi gattona a quattro zampe con grande maestria e chi con uno stile più personale, magari su tre zampe. Qualsiasi sia la tecnica più personale adottata dal tuo bimbo, è sicuramente la migliore!

Passano da una posizione all’altra con crescente facilità, arrivando in molti posti che prima non riuscivano a raggiungere e possono anche alzarsi in piedi, seppur con difficoltà nel mantenere l’equilibrio. Utilizzano ogni possibile appoggio per aggrapparsi e tirarsi su e protesteranno con forza se cercate di impedirglielo. Si aggrappa a un mobile/divano e si alza, rimane in piedi aggrappato al mobile e inizia a muoversi lateralmente sul mobile, in quella che viene definita la "crociera" o camminata laterale. I muscoli delle gambe, infatti, sono diventati più forti grazie alla posizione eretta e al gattonamento. Questo è il momento di iniziare a fare i primi passi mentre si aggrappa al divano, al tavolino o ad altri mobili per l'equilibrio.

Bambino che gattona e si alza in piedi

È fondamentale non forzare queste tappe motorie. Se il vostro bambino ancora non gattona o non cammina, nessun problema: non esistono regole fisse. Il fatto di non trovare comodo gattonare per spostarsi non significa che il piccolo abbia un ritardo motorio. Ogni bambino ha i suoi ritmi, e ci sono bambini che saltano la fase del gattonamento per passare direttamente allo step successivo: camminare. Molti bambini, a causa di una mancata stimolazione motoria nei mesi precedenti o a causa di posture scorrette inconsapevolmente messe in pratica dai genitori, faticano a gattonare e rischiano di essere messe in piedi prima che loro stessi ne siano in grado. Spesso questo comporta delle posture vertebrali scorrette e un sovraccarico delle caviglie, anche, bacino e schiena.

Per agevolare questa transizione e un corretto sviluppo motorio e posturale, è importante favorire al massimo questa tappa lasciando che il piede sia completamente libero di muoversi e di sentire che si posiziona saldamente a terra. Quindi, è meglio che il bambino stia a piedi nudi d’estate o con una semplice calza antiscivolo d’inverno. Per favorire l’alzata in piedi e successivamente la camminata laterale, possiamo posizionare un tappetone di gomma (che attutisce i colpi) vicino a un appoggio non troppo alto al quale il bambino possa aggrapparsi facilmente e alzarsi. È consigliabile consultare un osteopata neonatale se la posizione seduta è stata anticipata o se è stata usata per molto tempo poiché potrebbe aver sviluppato contratture nella zona lombare.

Nel sostenere il bambino, non lo si deve più sbirciare dal basso verso l'alto ma, finalmente, lo si può guardare "alla pari", allo stesso livello. Intorno all'epoca del primo compleanno arrivano finalmente i primi passi, incerti, vacillanti, inevitabilmente accompagnati da innumerevoli cadute. In questi mesi, la tentazione di ricorrere al girello è forte. Tuttavia, dobbiamo resistere! Il girello è inutile e dannoso. Va invece incoraggiato a camminare lasciandolo muovere lungo i mobili (vanno rimossi o imbottiti i mobili con bordi taglienti), o tenute le mani del bambino mentre lui o lei si esercita. I giocattoli da passeggio o le sedie leggere possono essere spinte aiutando il bambino a fare pratica.

SVILUPPO MOTORIO 6-9 MESI: STRISCIARE, GATTONARE E POSIZIONE SEDUTA DEL BAMBINO

Un Piccolo Scienziato in Azione: Sviluppo Cognitivo e Curiosità Inesauribile

A 9 mesi, il bambino non solo si muove fisicamente, ma il suo sviluppo cognitivo procede a passi da gigante. Trasferisce gli oggetti da una mano all’altra, afferrandoli a pinza tra indice e pollice e li esplora - non più con la bocca -, incuriosito dalle loro proprietà (si infilano l’uno nell’altro, scompaiono alla vista se vengono coperti…). Questo indica una maturazione delle sue capacità di manipolazione e una comprensione più profonda delle interazioni fisiche con gli oggetti. È il momento della forza di gravità; preparatevi a raccogliere milioni di volte gli oggetti che fa cadere dall’alto. Tutto questo perché sta sperimentando ogni giorno delle esperienze nuove e che destano il suo interesse.

In questo periodo affiora anche il concetto di causalità: il bambino che spinge una macchinina e poi la segue, potrà afferrarla e girarla per esaminarne le ruote e scoprire come fa a spostarsi. Il bambino sa bene che un’azione ha una conseguenza. Ecco perché trova particolarmente divertente quando accade qualcosa di inaspettato. Esplora qualsiasi cosa, lancia, shakera e sbatte oggetti o giochi per valutarne le conseguenze. Riesce a trovare i giochi se glieli nascondiamo sotto una coperta, dimostrando una migliore comprensione della permanenza degli oggetti. Questa percezione della permanenza degli oggetti si estende ora anche alle persone: «Mamma e papà esistono ancora anche se vanno in un’altra stanza». Il gioco del nascondino e gli altri giochi ripetitivi sono il modo in cui il bambino comincia a sviluppare la capacità di aspettarsi che qualcosa accada, rafforzando la consapevolezza che le persone e gli oggetti esistono anche quando non sono visibili.

A 9 mesi, il bambino affina la sua capacità di seguire lo sguardo delle persone e anche il suo sguardo è più attento e reattivo. Inoltre, inizia a capire alcune parole e si gira a guardare ciò che nominate anche quando non lo indicate. Capisce gli oggetti che gli indichiamo e li osserva quando glieli nominiamo. Il piccolo ora riconosce il suo nome e comprende semplici parole singole, che sa associare a gesti, come "Ciao" e agitare la manina per salutare. Compare il “pointing”: il piccolo dimostra di avere consapevolezza che le parole sono associate a persone e cose perché sa indicare con il dito ciò che nominate. Collegato al fatto che il piccolo è sempre più interessato dalle cose che lo circondano, può iniziare a puntare il dito per farsi dire il nome delle cose.

A questa età il neonato è in grado di distinguere oggetti distanti, percepire contorni ben definiti e comprendere la tridimensionalità dello spazio. Il suo interesse per il mondo si manifesta anche attraverso l'imitazione; cerca di imitare alcuni nostri gestualità, come battere le mani. Mette i giochi in uno scatolone e li tira fuori, e può seguire delle istruzioni semplici che gli chiediamo (es. raccogli il giocattolo). Questi comportamenti sono segnali di un'attiva elaborazione delle informazioni e di una crescente capacità di interagire con l'ambiente in modo intenzionale.

I Primi Dialoghi: L'Evoluzione del Linguaggio e della Comunicazione

Lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione a 9 mesi è un'area di crescita particolarmente vivace. La sua lallazione («ba-ba», «da-da») è sempre più ricca ed espressiva, accompagnata dalle prime imitazioni di gesti (“batti-mani” e per alcuni anche “ciao ciao”). La lallazione è più variegata, articolata e complessa e sempre più simile per intonazione a un vero e proprio eloquio. Iniziano anche le prime paroline semplici, che non sempre hanno un significato preciso (ma lo hanno probabilmente per il bambino). A 9 mesi il bambino si fa capire e sa esprimersi (pur non in forma verbale) per chiedere di essere preso in braccio, di mangiare, di voler giocare.

Il piccolo ora riconosce il suo nome e comprende semplici parole singole, che sa associare a gesti: “Ciao” e agitare la manina per salutare. Ricordate che il bambino ora capisce alcune parole e si gira a guardare ciò che nominate anche quando non lo indicate. Questo evidenzia come il vocabolario del bambino sia spesso più ricco nella comprensione che nella produzione. È importante stimolare costantemente il piccolo, parlandogli chiaramente e articolando bene le parole. Potrebbe ancora non capire tutto, ma conversare con lui è un ottimo allenamento per il suo sviluppo linguistico.

La comunicazione è un aspetto fondamentale nello sviluppo linguistico e la parola chiave in questo caso è interazione. Parlate con loro, sempre e tanto. Spiegategli tutto, molte volte, tutte quelle necessarie. Il bambino capisce azioni semplici che gli diciamo e agisce di conseguenza. Per stimolare il linguaggio, si possono leggere libri, anche se per questa età sono più interessanti le figure reali che i disegni. Esistono “primi” libri con foto di bambini veri che in genere piacciono sempre molto. Possiamo anche realizzare un loro album da sfogliare insieme con le loro foto.

Il Mondo delle Emozioni: Sviluppo Socio-Emotivo e Attaccamento

A 9 mesi, lo sviluppo socio-emotivo del bambino è caratterizzato da un forte attaccamento alle persone di riferimento con cui interagisce in modo ormai evoluto. Non è più una totale simbiosi come i primi mesi, e il bambino inizia a percepire sé stesso come “altro” dalla mamma. Sa chiamare con la voce la mamma e il papà, piange vigorosamente per ottenere attenzione, sa manifestare chiaramente felicità ma anche disappunto. Sarà in grado di mostrare più chiaramente le sue emozioni, quando si diverte, naturalmente, ma anche quando qualcosa non funziona, provocando uno stato d’animo arrabbiato.

Questo comporta talvolta la paura dell’estraneo. A 9 mesi, il bambino prova paura per le persone sconosciute ed ha bisogno della rassicurazione della mamma e del papà quando ne incontra una. Il non conosciuto, i comportamenti che non può prevedere e controllare lo mettono in difficoltà, ad esempio di fronte agli estranei. Se l’estraneo non lo guarda subito negli occhi ma gli dà il tempo di adattarsi alla nuova situazione, lui potrà avere dal vostro sguardo e dal vostro comportamento quel sostegno utile per affrontare questa esperienza. Ecco perché a volte in questo periodo la visita dal pediatra diventa un po' più complessa.

Bambino che gioca a cucù

La famigerata solitudine si fa sentire per molti bambini. Sei la persona più speciale del mondo e non osare andartene o dare più attenzioni a un altro bambino. Inizia la cosiddetta fase “one-ness”. Per aiutare il piccolo a gestire queste emozioni, potete fare con lui dei giochi di “cucù” o di “nascondino”. Si possono mettere le mani davanti al viso o un panno e poi si torna di nuovo ‘indietro’: “Cucù!”. In questo modo il bambino impara che a volte potreste non esserci o che addirittura non ci siete proprio, ma che tornate sempre. È possibile anche il contrario: che il bambino tenga il panno davanti al viso e lo tiri via al momento giusto. Questi giochi sono fondamentali perché il bambino inizia a sviluppare la capacità di aspettarsi che qualcosa accada, e di comprendere la permanenza degli oggetti e delle persone, anche quando sono fuori vista.

Il bambino, in questo periodo, nel prendere decisioni “fa riferimento” ai suggerimenti che gli arrivano dai gesti e dalle espressioni del viso e della voce dei genitori: inizia a capire il significato di approvazione o disapprovazione contenuto nei segnali degli adulti che si occupano di lui e lo utilizza per decidere cosa fare. Questa capacità di "lettura" degli adulti è un passo cruciale nello sviluppo sociale e nella costruzione della fiducia. Sarà sempre più indipendente e noterete che conosce la differenza tra ciò che gli è familiare e ciò che non gli è familiare. Il bambino ora sa come attirare l’attenzione, con un sorriso, balbettando o venendo letteralmente da voi e aggrappandosi a voi.

Sonno e Sogni: Le Sfide Notturne e le Nuove Abitudini

A 9 mesi, il sonno del neonato può subire delle variazioni significative, influenzato da una serie di fattori legati alla sua rapida crescita e sviluppo. Il bambino a 9 mesi dorme circa 12-16 ore totali, delle quali 9-12 di notte. Sono ancora presenti i risvegli fisiologici notturni per mangiare. Però, a questi si aggiungono quelli legati alla terza regressione del sonno. Stare in piedi e spostarsi diventa l’obiettivo principale dell’intera giornata e di notte il subconscio di un bambino di 9 mesi lo spingerà a ripetere le azioni durante il sonno leggero, disturbando probabilmente il suo riposo e il vostro! Già da quando viene messo a letto si alza in piedi non appena voi lasciate la stanza. Le routine e abitudini del sonno acquisite possono essere messe in crisi.

I fattori che possono influenzare il sonno sono diversi:

  • Sviluppo fisico e cognitivo: Il cervello del neonato è in continua evoluzione ed elabora ogni giorno nuove informazioni e abilità. Questo può influenzare il suo sonno, rendendolo più leggero o interrotto.
  • Sogni o incubi: Con l'espansione della sua comprensione del mondo, il bambino inizia a sognare di più e questi sogni, o talvolta incubi, possono disturbare il suo sonno, portandolo a cercare il conforto dei genitori.
  • Dentizione: La comparsa dei primi dentini può causare disagio e dolore al neonato, rendendo il sonno notturno più irrequieto.
  • Fame: Il bimbo cresce e anche il suo stomaco si espande, dunque potrebbe sentire fame più spesso, svegliandosi durante la notte in cerca di un pasto.

Sapere che quel comportamento notturno è collegato all’eccitazione causata dalle nuove capacità acquisite, che è fisiologico e ha una durata limitata nel tempo, vi potrà essere d’aiuto nel gestirlo e nel trovare modi e tempi adeguati per tornare alle abitudini perse. Tuttavia, se i risvegli dovessero diventare particolarmente frequenti o se si sospetta che possano essere legati a problemi di salute, è sempre consigliabile consultare il pediatra. Per aiutare il neonato ad addormentarsi e a mantenere un sonno tranquillo, è fondamentale stabilire una routine serale rilassante (di cui, chiaramente, beneficerete anche voi). I sonnellini ora sono solitamente 2, uno il mattino e uno il primo pomeriggio. Se è consigliabile che nel sonno - notturno o diurno - i piccoli stiano sdraiati a pancia in su, si possono introdurre alcuni brevi momenti in cui sono svegli e vengono cullati a pancia in giù.

Bambino che dorme sereno

A Tavola con i Grandi: Alimentazione e Svezzamento

Il nono mese di vita è un periodo di cambiamenti anche nell’alimentazione. Lo svezzamento, ovvero il passaggio da un’alimentazione esclusivamente a base di latte a una dieta più variegata, è ormai quasi completo e il bimbo è pronto a mangiare anche cibi più solidi. Dal 9° mese il bambino generalmente inizia anche ad assaggiare il “cibo dei grandi”. È il segno che sa apprezzare una varietà di gusti e quindi che le sue competenze “gustative” stanno maturando. L’obiettivo è abituare il bimbo a nuove consistenze e nuovi sapori, oltre che fornirgli tutti i nutrienti essenziali per la sua crescita.

È naturale che l'ora del pasto diventi un momento un po' movimentato. Il piccolo mostrerà l'entusiasmo di mangiare autonomamente e sarà una vera e propria sfida mantenere tutto in ordine e pulito. L’ora dei pasti non è esente dalla “tirannia” delle nuove prodezze motorie e anche in questo caso la strategia migliore non è lottare contro il suo comportamento. Potrete tenere impegnate le dita e la curiosità del bambino aiutandolo a mangiare da solo più cose possibili, lasciando alla sua portata qualche pezzetto morbido e dedicandovi poi ad altro: lui ama fare le sue scelte e mangiare in autonomia. Quando invece usate un cucchiaio per imboccarlo offritegliene uno morbido con cui possa giocare e, piano piano, imitarvi: vorrà essere attivo dando da mangiare anche a voi! La presenza di un bambino che deve imparare a nutrirsi “come i grandi” è anche l'occasione per rivedere le abitudini alimentari di tutta la famiglia, che dovrebbe essere varia e completa.

Attenzione però! Comincia con qualche cucchiaino di tuorlo (e solo successivamente di albume), rigorosamente sempre cotto, magari sbriciolato nella minestrina. Occorre fare attenzione: il cibo che assaggia non deve esporlo al rischio di soffocamento, deve essere cucinato in modo leggero e gli assaggi non devono diventare un secondo pasto. Togliere tutto quello che può essere ingoiato. Seguire un corso di disostruzione pediatrica aiuta da questo punto di vista.

A questa età è possibile che inizino a spuntare altri dentini, se non sono già comparsi. Solitamente, i primi appaiono intorno al sesto mese di vita per poi continuare a nascere in quelli successivi. La dentizione può causare disagio, irritabilità e qualche fastidio. Per questo motivo, tieni a portata di mano massaggiagengive e gel lenitivi: aiuteranno il neonato ad alleviare il dolore, e il bambino si sente incoraggiato ad usare i denti per masticare e viene lodato quando lo fa: per lui quindi è normale mordere anche “lontano dai pasti”. Fino all'anno non è un comportamento aggressivo: la bocca è ancora uno straordinario strumento di conoscenza. È sufficiente far capire in modo dolce ma fermo che il morso vi ha fatto male.

Bambino che esplora il cibo con le mani

Un Ambiente a Misura di Esploratore: Sicurezza Domestica e Primi "No"

Ora che il suo raggio di azione si è ampliato, vi troverete a pronunciare i primi “no”. Questo emozionante momento di esplorazione è anche un promemoria per i genitori sull'importanza di garantire un ambiente domestico sicuro. Quando un bambino inizia a spostarsi per casa gattonando, l'intera casa va sottoposta a un attento check-up di sicurezza: non esiste luogo dove il piccolo non possa arrivare e dove non possa mettere le mani. Comincia un periodo più faticoso per i genitori: non lo si può perdere d'occhio nemmeno per un istante!

Occorre quindi ripensare l'intera organizzazione della propria casa, stanza per stanza. Serviranno: pavimenti non scivolosi e puliti, arredamenti semplici, funzionali e sicuri, impianti elettrici a norma, spazi non accessibili dove riporre materiali pericolosi (come medicinali, sigarette, detersivi, fiammiferi), barriere a scale, balconi, finestre. Mettere in assoluta sicurezza i fuochi della cucina; se ci sono i fuochi accesi è sempre meglio che i bambini stiano fuori dalla cucina. È fondamentale offrire al bambino oggetti sicuri e robusti, dato che tutto viene esplorato attivamente con la bocca e con le mani.

Le questioni più importanti - come non avvicinarsi ai fornelli - sono apprese meglio se non vengono sminuite da tante altre limitazioni di minore importanza. Dunque è preferibile ridurre le situazioni di conflitto apportando delle modifiche all’ambiente, spostando degli oggetti e bloccando con barriere l’accesso a spazi e stanze non adeguati all’esplorazione. Avere uno spazio sicuro dove potersi muovere liberamente è cruciale. Un angolo della casa dove magari mettere a terra una coperta, magari vicino al divano che possa fare da supporto per alzarsi in piedi. Alcuni bambini si sentono sicuri nel box, altri lo rifiutano.

Sicurezza in casa per bambini

Il Gioco come Lavoro: Attività e Stimoli per la Crescita

Per il bambino il gioco è un vero e proprio lavoro che gli consente, animato da una curiosità inesauribile, di imparare a diventare grande. Qualsiasi oggetto è per lui occasione di gioco: i giocattoli, ma anche gli oggetti di uso comune, il cibo… qualsiasi cosa possa raggiungere ed afferrare. Gli oggetti non vengono infatti usati con una finalità precisa, servono solo per scoprire “le leggi della fisica”: vengono lanciati, fatti cadere, morsicati, sbattuti tra loro, fatti rotolare, inseguiti.

Tra le attività a supporto del loro sviluppo che i genitori possono proporre ci sono:

  • Tappetini da gioco: Offrono una superficie morbida e sicura su cui muoversi e danno al bambino l’occasione di cimentarsi in diverse attività, come specchietti, sonagli e tessuti fruscianti, che lo aiutano a sviluppare la sua coordinazione mano-occhio e la sua percezione tattile.
  • Giocattoli che si muovono: Macchinine o animali a carica risultano molto affascinanti e possono incoraggiare il bambino a seguirli gattonando (o strisciando), stimolando la sua mobilità e la sua curiosità. Non solo, possono anche aiutare a sviluppare la comprensione della relazione causa-effetto, dal momento che il piccolo scopre che può far muovere l'oggetto spingendolo o tirandolo. La palla inizia a diventare sempre più interessante, perché quando la si spinge o la si calcia, rotola via.
  • Giocattoli con suoni e luci: La stimolazione uditiva e visiva è fondamentale a questa età. Giocattoli che emettono melodie, suoni della natura o luci colorate catturano l'attenzione del neonato e lo tengono impegnato. Questi giocattoli non solo lo divertono, ma favoriscono lo sviluppo della sua capacità di ascolto e della sua percezione visiva. Oltre alla musica i bambini sono affascinati da alcuni suoni.
  • Cestini dei tesori: Questi sono amatissimi dai bambini di tutte le età. Vanno bene oggetti che il bambino possa esplorare in sicurezza, che rispettino le dimensioni per non rischiare di ingoiarli. Capiremo a poco a poco cosa piace di più: se oggetti che fanno rumore, o che sono particolari da toccare. I bambini sono inizialmente molto curiosi di tutto, perché per loro tutto è nuovo.
  • Libri tattili e cartonati: Si può provare a realizzare qualcosa di simile unendo “pagine” di differenti materiali: una pezza di stoffa ruvida, una di stoffa liscia, un pezzo di cartone ondulato e via con la fantasia per un libro in cui le pagine sono da toccare! Dopo aver esplorato già quelli morbidi o da bagnetto, i bambini saranno molto interessati alle belle figure. I libri cartonati iniziano a essere sfogliabili insieme a noi.
  • Musica e movimento: Ai bambini piace spesso ballare e sono davvero uno spassoso spettacolo mentre ballano. Far partire e stoppare la musica, insegnandogli a ballare al via e a fermarsi allo stop della musica. Un’altra cosa che si può fare è strutturare una specie di mini percorso con la musica: rotolare sulla coperta fino al divano, poi sedersi e “ballare” con le braccia alzate, quindi alzarsi su e ballare, magari reggendosi ad un supporto se ancora è difficile stare in piedi da sé. Il bambino ama muoversi, quindi gli piacerà rincorrere i giocattoli in movimento.
  • Giochi di esplorazione sensoriale e travasi: Esplorare il gusto: sappiamo che i bambini portano tutto alla bocca per conoscere il mondo, e in questa fascia di età l’esperimento continua! È vero, è importante che nel primo anno di vita possano esplorare in sicurezza con la bocca gli oggetti con cui interagiscono. Per questo è necessario che abbiano a disposizione oggetti sicuri nelle dimensioni, nella forma e nella realizzazione dei colori. Bello per loro avere materiali diversi da esplorare. Soprattutto ora che siamo in estate via libera ai travasi con l’acqua! Possiamo poi strizzarla per loro in un altro contenitore.
  • Gioco dello specchio: Mettetevi davanti allo specchio con il bambino. Si ammirerà e non si renderà ancora conto che si tratta di lui. Dopo un po’, si riconoscerà e vi vedrà improvvisamente in piedi. Una volta che il bambino si è abituato allo specchio, potete fare insieme le facce più strane.
  • Giochi di interazione: Il gioco del nascondino e gli altri giochi ripetitivi sono il modo in cui il bambino comincia a sviluppare la capacità di aspettarsi che qualcosa accada. Un gioco semplice ma affascinante che solitamente i neonati, anche a 9 mesi, adorano è nascondino. Il bambino ama l'anticipazione e la sorpresa di vedere un volto familiare scomparire e riapparire.
  • Filastrocche e giochi sulle ginocchia: Piccole filastrocche possono interessare per il ritmo e perché le trovano divertenti. Si può, ad esempio, fare un gioco di dita, tenendo le dita una alla volta, o un gioco in grembo in cui il bambino siede dapprima presumibilmente su un cavallo da signora (facendo dondolare le gambe con delicatezza, poi in grembo è un cavallo da gentiluomo (il bambino va un po’ più forte) e infine un cavallo da contadino o da circo (dove il piccolo “zoppica” un po’ più selvaggio o ancora più veloce).

Cesto dei tesori per bambini

Pesi, Misure e Segnali: Indicatori di Crescita e "Red Flags"

Lo sviluppo del bambino a 9 mesi è anche monitorato attraverso indicatori fisici e comportamentali. Il bambino indicativamente pesa dai 6,9 agli 11,4 kg ed è alto dai 66,8 agli 77,2 cm. Ovviamente, dipende dalla curva di crescita nel quale si posiziona il piccolo. Queste sono medie, e ogni bambino cresce con i propri ritmi.

È in questo periodo che il neonato può sperimentare i cosiddetti "scatti nervosi". Si tratta di movimenti improvvisi e spesso inaspettati che possono manifestarsi sotto forma di sobbalzi, contrazioni o piccoli spasmi, specialmente durante il sonno o mentre il bambino sta per addormentarsi. Non c’è motivo di allarmarsi, poiché questi scatti nervosi sono del tutto normali e indicano che lo sviluppo neuromuscolare del neonato sta avanzando: questi scatti, infatti, sono correlati alla maturazione del sistema nervoso e rappresentano una risposta a vari stimoli, sia esterni che interni. Anche se possono preoccupare, nella maggior parte dei casi questi scatti nervosi sono del tutto innocui e tendono a diminuire con il passare del tempo.

La CDC (Centers for Disease Control and Prevention), una delle maggiori associazioni americane di pediatria, ha individuato le "red flags" dello sviluppo, ovvero dei campanelli d'allarme che possono indicare un possibile ritardo nello sviluppo psicomotorio. Queste "red flags" ci aiutano a intervenire precocemente in caso di evidenti difficoltà di sviluppo del bambino, facendolo presente al proprio pediatra. La campagna americana ‘’ACT EARLY’’ (ossia ‘’AGISCI PRECOCEMENTE’’) sostiene i neogenitori a riferirsi al proprio pediatra qualora notino un ritardo nello sviluppo del bambino correlato all’età, in modo tale che un intervento precoce garantisca i migliori outcomes possibili.

Il processo di crescita globale del bambino, ovvero lo sviluppo psicomotorio, richiede attenzione costante. Per facilitare il compito di osservazione del genitore, lo sviluppo psicomotorio può essere suddiviso in più sezioni che comprendono lo sviluppo motorio e posturale, lo sviluppo socio-emotivo, lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione e lo sviluppo cognitivo. Ricorda che lo sviluppo del neonato dipende anche dagli stimoli e attività che gli vengono proposte fin dalle prime settimane di vita. Lo sviluppo cerebrale inizia con la nascita e ha una rapida evoluzione fino ai tre anni circa. In ogni fase successiva della crescita, si creano nuove connessioni neurali.

Il Ruolo dei Genitori: Supportare e Accompagnare lo Sviluppo

Il ruolo dei genitori in questa fase è quello di facilitatori e osservatori attenti. Essere consapevoli delle tappe di sviluppo, ma senza ansie e senza forzare il bambino, è fondamentale. Per invogliarlo a muoversi, è bene offrire aree sicure per esercitarsi e molte occasioni per farlo. Per esempio si può mettere un giocattolo preferito fuori dalla sua portata e incoraggiarlo a muoversi verso l'oggetto desiderato.

La comunicazione e l'interazione costante sono pilastri fondamentali. Parlare con il bambino, spiegargli le cose, leggere libri, cantare filastrocche contribuisce enormemente al suo sviluppo linguistico e cognitivo. Fare domande ai bambini è utile a rafforzare la loro fiducia in sé stessi. In questa fase, i bambini possono essere coinvolti in modo attivo nelle abitudini della famiglia. Se il bambino dice “Mamma acqua”, si può articolare la frase e ripeterla così: “Hai sete? Vuoi dell'acqua?”.

Supportare il bambino nell'esplorazione autonoma dell'ambiente, dopo averne garantito la sicurezza, è cruciale per la sua indipendenza e la sua fiducia in sé stesso. La capacità acquisita nel muoversi porta con sé la necessità di conoscere i possibili pericoli e il bambino apprende questa competenza all’interno della relazione con i suoi genitori.

I momenti di separazione che potranno generare emozioni difficili da gestire per il vostro bambino e anche per voi nei prossimi mesi, richiedono strategie per affrontare queste fasi di transizione. Il gioco del cucù, il dare e riprendere oggetti, aiutano il bambino a interiorizzare il fatto che anche se non vi vede, voi tornerete. Questo rafforza la sua sicurezza emotiva.

Genitori che giocano con il bambino

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