Un Faro di Speranza: Il Ruolo Innovativo della Banca del Sangue Cordonale del Pausilipon

Il cordone ombelicale, tradizionalmente considerato un "legame" quasi di dipendenza, acquista oggi un significato rivoluzionario, divenendo una fonte inestimabile di speranza e un simbolo concreto di solidarietà globale. Ricco di cellule staminali emopoietiche, capaci di generare se stesse e di produrre tutte le cellule del sangue - globuli rossi, globuli bianchi e piastrine - il sangue cordonale rappresenta una risorsa terapeutica fondamentale per la cura di numerose patologie gravi. Al centro di questa innovazione e di questo impegno etico si erge la Banca del Sangue Cordonale (BaSCO) dell’ospedale pediatrico Pausilipon di Napoli, una struttura che si è affermata come punto di riferimento non solo regionale ma anche internazionale nella raccolta, conservazione e distribuzione di queste preziose cellule staminali.

Una Speranza che Parla Napoletano: Storie di Vita Salvata dal Pausilipon

La speranza, talvolta, parla napoletano, attraversando oceani per raggiungere chi ne ha più bisogno. Un esempio emblematico di questa missione è la vicenda di un bambino americano di 5 anni, residente a Cincinnati, affetto da una grave e rarissima malattia genetica: l’adrenoleucodistrofia. Questa patologia neurodegenerativa, divenuta nota anche grazie al film "L’olio di Lorenzo" (1992) di George Miller con Nick Nolte e Susan Sarandon, è guaribile solo attraverso la sostituzione di cellule staminali estratte da un cordone ombelicale compatibile. I medici statunitensi sono riusciti a rintracciare un donatore nella Banca del Sangue Cordonale del Pausilipon di Napoli. Il cordone ombelicale, donato da una donna campana nel 2006, è stato prontamente inviato negli Usa. Grazie a un trasporto garantito a temperature estreme, intorno ai -186 gradi centigradi, è giunto intatto a destinazione, offrendo una concreta possibilità di salvezza a questo bimbetto. Il direttore del Programma trapianti del Pausilipon, Mimmo Ripaldi, ha rivelato come il centro d’Oltreoceano, dove sarà effettuato il trapianto, abbia saputo in tempo reale che solo a Napoli erano disponibili le cellule staminali adatte a curare la malattia. Dal momento dell’allerta, è scattata la procedura dei controlli qualitativi.

Mappa del mondo che evidenzia Napoli e Cincinnati/Francia come punti di interconnessione per la donazione di cellule staminali

Questo non è un caso isolato. Sono numerosi i rilasci di cellule staminali eseguiti dall’ospedale napoletano. Poche settimane fa, infatti, un altro cordone, raccolto e «crioconservato» dalla BaSCO, è stato inviato a un paziente francese affetto da patologia oncoematologica, dimostrando l'ampio raggio d'azione e l'impatto internazionale della banca napoletana. Non solo il Pausilipon è un punto di partenza per la speranza, ma è anche un centro di accoglienza per essa: attualmente, nell’ospedale napoletano è in preparazione un trapianto di midollo che si realizzerà avvalendosi di un cordone ombelicale proveniente dagli Stati Uniti, a testimonianza di una collaborazione e di uno scambio a livello globale che mira a salvare vite. Dall’inizio dell’anno, il Pausilipon ha avviato i trapianti di midollo di tipo «allogenico», nei quali il donatore può essere un familiare del paziente, ampliando ulteriormente le opzioni terapeutiche disponibili.

L'Adrenoleucodistrofia e il Potenziale Terapeutico delle Cellule Staminali Emopoietiche

L'adrenoleucodistrofia è una malattia genetica molto rara e dal nome difficile, che si manifesta con la degenerazione della mielina. La mielina è la componente del tessuto neuronale che ricopre molti nervi del sistema nervoso centrale e periferico, essenziale per la trasmissione degli impulsi nervosi. Senza la mielina, i nervi perdono la capacità di trasmettere gli impulsi, portando a gravi deficit neurologici. La guarigione da questa patologia è possibile solo grazie a un trapianto di cellule staminali estratte da un cordone ombelicale compatibile. Questo sottolinea l'importanza critica delle cellule staminali emopoietiche (CSE), presenti in abbondanza nel sangue del cordone ombelicale.

Le cellule staminali emopoietiche sono un tipo di cellule staminali adulte con una straordinaria capacità di autorinnovarsi e, contemporaneamente, di produrre e differenziarsi in tutte le cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Questa loro peculiarità le rende fondamentali per la medicina rigenerativa e per i trapianti. Similmente alle cellule del midollo osseo, le cellule del sangue di cordone contengono cellule staminali che possono essere utilizzate per sostituire le cellule staminali emopoietiche malate in pazienti affetti da una varietà di condizioni. Tra queste figurano alcune forme di leucemia, l'aplasia, l'immunodeficienza congenita (un'anomalia della risposta del sistema immunitario), diverse malattie genetiche come l'Anemia Mediterranea o l'Anemia di Fanconi, e l'Istiocitosi. Pertanto, queste cellule possono essere impiegate per praticare il Trapianto di Midollo Osseo (TMO) quando le terapie farmacologiche tradizionali non si dimostrano efficaci o non garantiscono la guarigione.

Il Dottor Benedetti spiega come si donano le Cellule Staminali Emopoietiche.

Il sangue del cordone ombelicale è stato riconosciuto come una "nuova riserva" di cellule staminali emopoietiche. Può essere prelevato immediatamente dopo il parto per la nascita di un fratellino del paziente, in quello che viene definito un "cordone dedicato", oppure immediatamente dopo il parto di una donatrice volontaria, costituendo un "cordone di banca". L'efficacia di questa risorsa è stata dimostrata già nel 1989, quando la dottoressa Eliane Gluckmann ha eseguito il primo TMO con cellule staminali da sangue di cordone, utilizzando il sangue del fratellino di un paziente affetto da Anemia di Fanconi, una malattia ereditaria con una prognosi spesso infausta. Il successo di questa pionieristica esperienza ha incoraggiato la nascita e lo sviluppo delle Banche di Sangue di Cordone Ombelicale, laboratori specializzati nella manipolazione e conservazione delle cellule staminali, riconosciute come un prezioso dono da tutte le mamme che autorizzano il prelievo del sangue durante il proprio parto.

La BaSCO del Pausilipon: Pilastro Regionale in una Rete Globale

La Banca del Sangue Cordonale (BaSCO) del Pausilipon, una struttura pubblica fondata nel 2003, rappresenta l’unica autorizzata dalla Regione Campania per il bancaggio di sangue cordonale a scopo trapiantologico. Situata presso il Servizio Immuno Trasfusionale (SIT) dell'Ospedale Pausilipon di Napoli, è il punto di riferimento della Campania per la raccolta di sangue cordonale, dove convergono le donazioni provenienti da tutto il territorio regionale. Queste unità donate dalle gestanti vengono successivamente messe a disposizione dei pazienti che necessitano di trapianto.

Dal 2010, la BaSCO è inserita nel network nazionale composto dalle 18 banche cordonali pubbliche, istituito dal Centro Nazionale Trapianti e coordinato dal Registro italiano IBMDR (Italian Bone Marrow Donor Registry). Questa integrazione la rende un'interfaccia fondamentale per l'organizzazione mondiale BMDW (Bone Marrow Donors Worldwide), che raccoglie i dati genetici di milioni di donatori e unità cordonali da oltre 50 Registri nazionali, essenziali per la compatibilità e la ricerca di donatori.

La Banca del Cordone del Pausilipon conserva oltre 2.500 unità di sangue di cordone, un patrimonio di speranza che ha permesso e continua a permettere rilasci per pazienti sia italiani che esteri, come negli Stati Uniti e in Francia, affetti da una vasta gamma di patologie ematologiche e genetiche. Ad occuparsi delle analisi che consentono di estrapolare le caratteristiche delle cellule staminali è il Laboratorio di tipizzazione del Pausilipon, coordinato dalla dottoressa Caterina Fusco. La dottoressa Fusco sottolinea l'importanza etica e sociale della donazione: «La donazione allogenica del cordone ombelicale è un gesto sicuro e gratuito, che non comporta alcun rischio per la mamma e per il bambino ma che può contribuire a salvare tante vite». Aggiunge inoltre che «È un gesto di grande solidarietà, di crescita civile e di elevato valore sociale e tutti gli operatori dell’ospedale Pausilipon sono impegnati a sostenere il valore etico della donazione quale patrimonio collettivo irrinunciabile per la salute dei cittadini». Questo impegno riflette la visione della dottoressa Anna Canazio, la cui attività al Pausilipon è legata ai cordoni ombelicali da quasi otto anni, concentrandosi sulla raccolta, il trattamento (manipolazione), la definizione delle caratteristiche (caratterizzazione) e la conservazione (stoccaggio) delle cellule contenute nel sangue di cordone ombelicale, prevalentemente cellule staminali emopoietiche.

Dal Midollo Osseo al Cordone Ombelicale: Evoluzione nelle Terapie di Trapianto

Il Trapianto di Midollo Osseo (TMO) tradizionale ha rappresentato per decenni una terapia salvavita per molte patologie ematologiche e genetiche. La realizzazione del trapianto con metodo tradizionale prevede il prelievo delle cellule dalla matrice ossea di un donatore compatibile, ovvero un soggetto le cui cellule presentano le stesse caratteristiche del paziente che le deve ricevere (antigeni del sistema HLA). In relazione al grado di parentela esistente tra donatore e ricevente, si distinguono tre tipi di trapianto: il TMO allogenico related, se il donatore è un familiare, generalmente un fratello del paziente; il TMO allogenico unrelated, se il donatore è un volontario iscritto nei registri internazionali di donatori e non ha alcun grado di parentela con il paziente; e l'auto-trapianto, se il paziente dona per se stesso, quando la malattia è in remissione, qualora non disponga di un donatore compatibile.

Tuttavia, attingendo esclusivamente a questi "depositi", è possibile trapiantare solo una parte dei pazienti che necessitano di un trapianto. Statisticamente, circa il 32% dei pazienti può beneficiare del midollo di un fratello compatibile, mentre circa il 30% può trovare un donatore volontario da registro. Il restante 38% non ha un donatore compatibile e, di conseguenza, non può usufruire del trapianto, lasciando una significativa porzione di pazienti senza un'opzione terapeutica.

Diagramma comparativo tra il processo di trapianto di midollo osseo tradizionale e quello da sangue cordonale, evidenziando le fasi e le fonti

Per questo motivo, la ricerca scientifica si è orientata verso la scoperta di nuove fonti di cellule staminali. Il sangue di cordone ombelicale (SCO) ha risposto perfettamente a questa esigenza, emergendo come una "nuova riserva" di cellule staminali emopoietiche. Come accennato, il sangue di cordone può essere prelevato immediatamente dopo il parto, sia come "cordone dedicato" per la nascita di un fratellino del paziente, sia come "cordone di banca" da una donatrice volontaria. L'introduzione del sangue cordonale ha ampliato le possibilità di cura per i pazienti che, altrimenti, non avrebbero avuto un donatore. La tecnica e i risultati dei TMO con sangue di cordone sono ormai ampiamente noti e comprovati da circa 2500 trapianti eseguiti nel mondo. Sebbene il TMO con sangue di cordone porti a risultati sovrapponibili al TMO da midollo, presenta alcune differenze, come una più lunga degenza in camera sterile (dovuta a un attecchimento talvolta ritardato), ma anche un minore grado di reazione da trapianto (GVHD - Graft-versus-Host Disease), un vantaggio significativo per i pazienti.

La Donazione di Sangue Cordonale: Un Gesto Semplice, Sicuro e Prezioso

La donazione del sangue cordonale è un atto di grande solidarietà e non comporta alcun rischio né per la mamma né per il bambino. È un gesto sicuro e gratuito, che può contribuire in modo determinante a salvare numerose vite. Tutte le donne possono donare il sangue di cordone durante il proprio parto, purché in buona salute, rispettando requisiti simili a quelli richiesti per una normale donazione di sangue.

Il processo inizia con un colloquio preventivo con il ginecologo curante, il quale ha il compito di fornire tutte le spiegazioni necessarie, raccogliere l’anamnesi (informazioni sulla salute personale e familiare) e far sottoscrivere un consenso informato. È altresì richiesta la disponibilità a sottoporsi a un normale prelievo di sangue al momento del parto e, se ricontattata dalla BaSCO, a distanza di sei mesi dal parto. Questo è fondamentale perché il sangue del cordone ombelicale, essendo un prodotto biologico di origine umana, potrebbe potenzialmente trasmettere al futuro ricevente eventuali malattie infettive (come epatite B, epatite C, AIDS, sifilide) o patologie genetiche. I test relativi a queste malattie trasmissibili, inclusi quelli per l'infezione da HIV, sono eseguiti per garantire la totale sicurezza della donazione.

La raccolta del sangue da cordone ombelicale viene effettuata solo dopo il taglio del cordone, sulla placenta che si deve comunque espellere, assicurando l'assenza di rischi per il neonato e per la madre. È assolutamente gratuita e nessun costo è dovuto né alla Banca né al ginecologo-ostetrico. Immediatamente dopo la raccolta, dalla struttura di nascita, anche la più periferica, si prende contatto con la centrale operativa della Croce Rossa Italiana (Cri) che organizza il trasporto del contenitore fino al centro del Pausilipon.

Infografica: Schema dei passaggi chiave nel processo di donazione di sangue cordonale, dalla nascita alla crioconservazione

Le donazioni raccolte presso i punti nascita vengono poi trasportate alla BaSCO del P.O. Pausilipon, dove vengono valutate per definirne le caratteristiche e stabilirne l’idoneità alla conservazione e all’uso terapeutico. Il sangue delle unità risultate idonee viene congelato secondo procedure che ne garantiscono la vitalità a lungo termine e conservato in azoto liquido alla temperatura di -196° C a tempo indefinito. La BaSCO inserisce i dati relativi alle donazioni, in forma anonima, nel database del Registro Nazionale di Donatori di cellule staminali (IBMDR), dal quale possono attingere tutti i Centri Trapianto del mondo per selezionare e richiedere un’unità cordonale risultata compatibile con un paziente in attesa di trapianto. Presso la BaSCO è consentita anche la conservazione del sangue cordonale per uso dedicato, ovvero in tutti quei casi in cui, in base al Decreto Ministeriale del 18 novembre 2009 e successive modifiche, e come indicato dalla Commissione di esperti per la raccolta dedicata (CNT/CNS), esso può essere utilizzato per un membro della famiglia, previa presentazione di adeguata documentazione clinica, senza alcun onere economico per il paziente e la sua famiglia.

I Vantaggi Unici del Sangue Cordonale e la Rete di Raccolta Campana

Rispetto al metodo classico di trapianto di midollo osseo, l'utilizzo del sangue di cordone ombelicale comporta numerosi e significativi vantaggi. Innanzitutto, offre una grande disponibilità di campionatura, particolarmente in regioni ad elevata natalità come la Campania, aumentando le possibilità di trovare una compatibilità. In secondo luogo, garantisce un'assenza totale di rischio per il donatore, sia madre che figlio, poiché la raccolta è effettuata a parto espletato su materiale considerato normalmente di scarto. Non ci sono costi aggiuntivi di degenza o operatori associati alla donazione. Inoltre, una volta idoneo, il campione è prontamente e certamente disponibile, un fattore cruciale in situazioni di urgenza. I vantaggi biologici includono una maggiore clonogenicità delle cellule staminali e una minore reattività immunologica, il che si traduce in una diminuzione della gravità della reazione da trapianto contro l'ospite (GVHD). Infine, vi è un minore rischio di trasmissione di alcune malattie, come il citomegalovirus.

La Banca di Sangue Cordonale della Regione Campania (Ba.S.C.O.), parte del Dipartimento di Oncologia dell'Azienda Santobono-Pausilipon, è il fulcro di questa attività. La donazione è possibile in una delle strutture abilitate alla raccolta, cioè in un Centro Raccolta Sangue Cordone Ombelicale (C.Ra.S.C.O.). Attualmente, la rete regionale campana include le U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia degli Ospedali e Cliniche di seguito elencati, alcuni dei quali potrebbero essere in fase di attivazione, per cui si consiglia di contattare la BaSCO per le informazioni più aggiornate:

NAPOLI:

  • Ospedale Fatebenefratelli
  • Ospedale Incurabili SUN
  • Ospedale Santa Maria della Pietà Nola
  • Ospedale Rizzoli Ischia
  • Ospedale San Giovanni Bosco
  • Ospedale Pozzuoli
  • Ospedale San Paolo
  • Ospedale San Gennaro (in fase di attivazione)
  • Ospedale Loreto Mare
  • Ospedale Boscotrecase (in fase di attivazione)
  • Ospedale Castellammare (in fase di attivazione)
  • Ospedale Capri (in fase di attivazione)
  • Villa Cinzia
  • Clinica Villa Bianca
  • Villa Betania
  • Clinica Ruesch
  • Clinica Mediterranea
  • Clinica Internazionale
  • Clinica Sanatrix
  • AORN Cardarelli
  • A.O.U. Federico II

SALERNO:

  • Ospedale Battipaglia
  • Ospedale Nocera Inferiore
  • Ospedale Sarno
  • Ospedale Curteri
  • Ospedale Vallo della Lucania
  • Ospedale Polla
  • Ospedale Sapri
  • Ospedale Eboli

BENEVENTO:

  • Ospedale Fatebenefratelli

CASERTA:

  • Ospedale Maddaloni
  • Ospedale San Sebastiano
  • Ospedale Marcianise
  • Clinica San Michele
  • Clinica San Paolo-Aversa

AVELLINO:

  • Ospedale Moscati
  • Ospedale Solofra (in fase di attivazione)
  • Ospedale Ariano Irpino (in fase di attivazione)

I dati riassuntivi sui Trapianti di Midollo Osseo (TMO) da sangue di cordone evidenziano l'importanza di questa risorsa. Il fabbisogno di trapianti all'anno nella regione Campania è di circa 230 TMO, dei quali circa il 25% (circa 57) in soggetti pediatrici, a cui si aggiungono 10-15 casi all'anno di TMO in patologie non neoplastiche, per un totale di circa 70 trapianti all'anno che potrebbero beneficiare delle cellule cordonali. Le cellule staminali presenti all'interno dei cordoni ombelicali, come è noto, hanno un grado di staminalità maggiore e una capacità di replicarsi superiore rispetto a quelle del midollo osseo, e vengono utilizzate per la cura di leucemie, linfomi, talassemie, immunodeficienze e alcuni difetti metabolici. La raccolta dei cordoni ombelicali, come dimostrato dall'ospedale di Eboli, grazie alla disponibilità di due mamme e al trasporto garantito dai volontari dell’associazione Passarelli all’ospedale Pausilipon di Napoli, è un processo in continua espansione e miglioramento.

Il Laboratorio di Manipolazione: Cuore Tecnologico della BaSCO

Il cuore pulsante della Banca del Sangue Cordonale del Pausilipon è il suo Laboratorio di Manipolazione, una struttura all'avanguardia che svolge un ruolo cruciale nella preparazione e conservazione delle cellule staminali. Le sue attività si dividono in ordinarie e di eccellenza, garantendo standard elevatissimi di qualità e innovazione.

Le attività ordinarie includono:

  • Riduzione di volume e criopreservazione di cellule staminali da aferesi e midollari, sia autologhe che allogeniche. Questo processo è essenziale per ottimizzare lo spazio di conservazione e la vitalità delle cellule.
  • Preparazione di DLI (Donor Lymphocyte Infusion) per il trattamento della malattia minima residua, una tecnica impiegata per rafforzare la risposta immunitaria del paziente contro le cellule tumorali residue dopo il trapianto.
  • Rimozione di eritrociti da sangue midollare mediante sistemi chiusi automatizzati, fondamentale per la gestione delle incompatibilità ABO e per ridurre il rischio di reazioni trasfusionali.
  • Criopreservazione delle CSE da varie fonti, assicurando la conservazione a lungo termine delle cellule staminali emopoietiche.
  • Procedure di scongelamento e lavaggio di prodotti cellulari criopreservati, con un'attenzione particolare all'allontanamento del DMSO (dimetilsolfossido), una sostanza crioprotettiva che deve essere rimossa prima dell'infusione al paziente.
  • Valutazione citofluorimetrica delle cellule staminali CD34+ nel sangue periferico e nel sangue midollare, eseguita in ogni fase della lavorazione per monitorare la quantità e la vitalità delle cellule.
  • Controlli di qualità (vitalità, conta e potenziale clonogenico) su prodotti criopreservati, indispensabili per certificarne l'idoneità al trapianto.

Accanto a queste attività routinarie, il laboratorio si distingue per le sue attività di eccellenza, che includono:

  • Procedure di deplezione di linfociti TCRαß/CD19 per trapianto da donatore familiare aploidentico, una tecnica avanzata che permette trapianti anche con donatori parzialmente compatibili, ampliando significativamente la platea dei potenziali donatori.
  • Procedure di selezione positiva di cellule staminali CD34+, per isolare e concentrare le cellule staminali più pure e potenti.
  • Procedure di selezione positiva di cellule Natural Killer CD56+, utilizzate per potenziare la risposta immunitaria antitumorale.
  • Stoccaggio, gestione e rilascio del prodotto CAR-T in accordo con le Companies autorizzate, posizionando il laboratorio all'avanguardia nelle terapie cellulari più innovative per la cura dei tumori.

Il Laboratorio partecipa attivamente a programmi di External Quality Assessment per Immune Monitoring e CD34 Stem Cell (UK NEQAS) e VEQ Ematologia, a conferma del suo costante impegno nel mantenere i più alti standard di qualità e affidabilità a livello internazionale.

La Voce delle Mamme Donatrici: L'Amore che Salva Vite

Il momento della gravidanza è per molte donne uno dei più belli e significativi della vita. Durante nove mesi, una nuova vita cresce, e le trasformazioni del feto provocano cambiamenti profondi anche nella madre, che impara a percepire non solo i movimenti ma anche l'umore e lo stato d'animo del bambino. Attraverso il cordone ombelicale, la madre non trasmette solo gli elementi per la crescita, ma anche sentimenti, emozioni e pensieri, incarnando un legame profondo e indissolubile. È in questo contesto di vita e legame che molte donne decidono di compiere un gesto di altruismo straordinario: donare il sangue del cordone ombelicale al momento del parto.

Laura, mamma di tre meravigliosi bambini - Maria di 9 anni, Francesca di 6 e Umberto, di 5 mesi - ha vissuto in prima persona l'importanza di questa scelta. Francesca è stata curata al Pausilipon per una leucemia linfoide acuta. Dopo questa esperienza, quando Laura e suo marito hanno saputo di aspettare un altro bambino, hanno immediatamente pensato alla possibilità di donare il cordone ombelicale e le sue cellule staminali, considerandolo un atto d’amore non solo verso Francesca, ma verso la vita stessa.

Laura ha contattato la dottoressa Canazio, responsabile dell’Adisco, che le ha indicato come punti di riferimento l’Ospedale Fatebenefratelli e in particolare il dottor Iacobelli. Nonostante le difficoltà iniziali nel realizzare l'incontro con quest'ultimo, Laura ha seguito le indicazioni del suo ginecologo di fiducia, che le ha suggerito un altro medico dell’equipe del Fatebenefratelli, il quale l'ha aiutata a vivere l’evento con serenità. Dovendo sottoporsi al terzo cesareo, il ricovero in ospedale è stato pianificato in anticipo.

Laura racconta la sua esperienza in sala operatoria: «Mi praticano l’epidurale e dopo circa 10 minuti nasce il mio bambino. Nel frattempo un altro dottore si avvicina con una sacca (tipo quella per le trasfusioni) e mi spiega che tirerà tutto il liquido dal cordone ombelicale fino a riempire quella sacca. Infatti in meno di cinque minuti la sacca è colma e me la mostra compiaciuto… era lui il dottor Iacobelli, che con un volto rassicurante mi aveva spiegato tutto il procedimento». Così, in poco più di mezz’ora, Laura era di nuovo mamma e contemporaneamente aveva donato le cellule del cordone ombelicale che la legava a suo figlio: «Tutto si era svolto senza traumi né per me né per il bambino, in modo semplice e sereno».

Basandosi sulla sua esperienza, Laura suggerisce che bisognerebbe facilitare il primo incontro delle future mamme con i medici specializzati per il prelievo del sangue del cordone ombelicale, in modo che tutte coloro che desiderano donarlo possano vivere questa scelta nella maniera più serena e ricevendo le giuste informazioni. Ritiene inoltre utile promuovere la formazione di altri medici in altri ospedali, perché per una donna non è facile cambiare il proprio medico proprio nel delicato momento in cui sta per diventare mamma. Il suo messaggio è chiaro: è necessario far comprendere che donare il sangue del cordone ombelicale non comporta nessuna difficoltà, è solo un atto d’amore che può salvare i nostri bambini.

tags: #cordoni #ombelicali #pausillipon