Hashish e Difficoltà a Conceive: Un Esame Approfondito degli Impatti sulla Fertilità

Il tema del possibile collegamento tra cannabis, in particolare l'hashish, e la fertilità suscita sempre più interesse, poiché riguarda un numero crescente di coppie. La fertilità può essere un percorso frustrante e stressante, pieno di domande senza risposta per molte donne e uomini. Spesso si tende a pensare che, essendo una pianta, la cannabis sia naturale e quindi meno rischiosa di altre droghe, una comune e pericolosa percezione errata che necessita di essere sfatata. La risposta breve sulla relazione tra cannabis e fertilità è: sì, ma non sempre e non per tutti allo stesso modo. L'infertilità di coppia colpisce oggi circa il 15% delle coppie che cercano una gravidanza, diventando così, negli ultimi decenni, sempre più preoccupante.

Con il termine infertilità si indica la difficoltà di ottenere una gravidanza dopo due anni di rapporti sessuali regolari non protetti. Si stima che questa condizione coinvolga tra il 12% e il 15% delle coppie in età riproduttiva, con probabilità di concepimento che diminuiscono gradualmente con il passare del tempo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità distingue l’infertilità in diverse categorie: la sterilità primaria, che riguarda le coppie che, pur cercando una gravidanza per almeno due anni, non sono mai riuscite a concepire; la sterilità secondaria, che si verifica quando, dopo una prima gravidanza, non si riesce ad avere un altro figlio nell’arco dei due anni successivi; e l'infertilità, che riguarda invece le donne che riescono a rimanere incinte ma non portano a termine la gravidanza. Le cause dell’infertilità possono essere maschili, femminili o di entrambi i partner. Per un corretto funzionamento riproduttivo è essenziale, negli uomini, produrre spermatozoi vitali e in buona quantità, mentre per le donne è fondamentale che l’ovulazione avvenga regolarmente.

Il Sistema Endocannabinoide e la Sua Interazione con la Riproduzione

Uno degli aspetti chiave per comprendere il rapporto tra cannabis e fertilità è il sistema endocannabinoide (SEC), un sistema biologico presente nel nostro corpo che regola diverse funzioni, tra cui anche la riproduzione. Il corpo umano produce i propri cannabinoidi, che attivano una rete di segnali e recettori che gestiscono funzioni essenziali come l'elaborazione delle emozioni, il sonno e la memoria. Quando qualcuno consuma THC, questo sistema viene dirottato, legandosi ai recettori e alterando aspetti come la memoria e l'appetito. In questo contesto entra in gioco il sistema endocannabinoide, una rete di recettori e sostanze presenti in molte aree del corpo, incluso l’apparato riproduttivo.

Nelle donne, il SEC è stato rilevato nei fluidi e nei tessuti dell’apparato riproduttivo femminile, suggerendo un possibile ruolo nei meccanismi legati alla gravidanza. Tuttavia, le ricerche sono ancora in corso. Negli uomini, uno studio del 2019 ha evidenziato la presenza di un sistema endocannabinoide completo anche nei testicoli, indicando che potrebbe influire significativamente sulla produzione e sulla funzionalità degli spermatozoi. Di conseguenza, la ricerca scientifica sta esplorando gli effetti della cannabis sulla funzionalità del sistema riproduttivo in entrambi i sessi, poiché l'interferenza con il SEC può avere ripercussioni profonde sulla capacità riproduttiva.

Schema del sistema endocannabinoide e dei suoi recettori

THC e CBD: Una Distinzione Cruciale per la Fertilità

Quando si parla di cannabis, si tende spesso a generalizzare, ma è una distinzione fondamentale per capire davvero il rapporto tra cannabis e fertilità. Il THC (Delta(9)-tetraidrocannabinolo) è il composto psicoattivo della cannabis ed è anche quello che interagisce più direttamente con il sistema endocannabinoide. Il CBD (cannabidiolo) è molto diverso dal THC, sia per struttura sia per comportamento nell’organismo. Questo è un punto chiave: il CBD agisce più come regolatore che come attivatore diretto.

In base alle conoscenze attuali, il CBD non è associato a una riduzione della fertilità e non mostra effetti negativi evidenti sul sistema riproduttivo. Questo non significa che il CBD sia completamente neutro in senso assoluto, ma che - alle dosi comunemente utilizzate - non è associato agli stessi rischi del THC. È importante dirlo con chiarezza: il CBD è oggetto di ricerca relativamente recente, soprattutto in relazione alla fertilità. La letteratura scientifica attuale suggerisce che il CBD non sia dannoso per la fertilità.

Hashish e Fertilità Maschile: Un Quadro Complesso

La fertilità maschile è l’ambito su cui esistono più studi riguardo agli effetti della cannabis, ma i risultati non sono sempre uniformi. Numerosi studi hanno dimostrato che il Delta(9) e il Delta(8)-THC, ovvero le principali sostanze attive nella marijuana e nell'hashish, interferiscono con il consumo di ossigeno dei mitocondri degli spermatozoi, causando un danno diretto con riduzione della motilità e interferendo con altre importanti funzioni necessarie per la fecondazione dell'ovocita. Il post di oggi è dedicato a spiegare le conclusioni tratte da una linea di ricerca condotta dal Dipartimento di Biologia dell’Instituto Bernabeu di Alicante e il Dipartimento di Biotecnologia dell’Università di Alicante, che ha ricevuto il premio di ricerca ICIRA. Secondo i dati ottenuti, i cannabinoidi hanno un effetto importante sul movimento degli spermatozoi, diminuendo la loro progressiva motilità e aumentando la proporzione di spermatozoi immobili e quindi incapaci di fecondare l’ovocito femminile. Inoltre, provocano un aumento prematuro della loro reazione acrosomica, una reazione necessaria per entrare nell’ovocito, diminuendo così la capacità fertilizzante dello spermatozoo umano.

Danno agli spermatozoi causato da THC

Impatto Diretto sugli Spermatozoi e il Loro DNA

Esaminiamo come la cannabis possa influenzare la fertilità maschile, basandoci su recenti ricerche. La cannabis può ridurre la motilità degli spermatozoi fino al 30% e alterare la loro capacità di fecondare l’ovulo. L’uso di cannabis compromette la funzionalità degli spermatozoi a livello cellulare. Il sistema endocannabinoide gioca un ruolo chiave nella spermatogenesi. L’esposizione cronica alla marijuana interferisce con questo sistema, causando anomalie morfologiche nei flagelli degli spermatozoi. Queste alterazioni riducono la vitalità e la capacità fertilizzante dei gameti maschili nel liquido seminale. La ricerca ha preso in esame i campioni di sperma appartenenti a 113 uomini, i quali sono stati suddivisi in tre gruppi, a seconda se appartenenti a soggetti non fumatori, fumatori di tabacco e fumatori di cannabis. I risultati hanno evidenziato una diversa morfologia degli spermatozoi nei soggetti fumatori di sigaretta e di cannabis, assieme a una motilità ridotta degli spermatozoi nei consumatori di cannabis, in raffronto ai soggetti non fumatori. Le analisi hanno inoltre mostrato che il consumo di cannabis sembra avere un effetto dannoso anche sull’integrità del liquido seminale. Il THC danneggia il DNA degli spermatozoi e altera la loro forma, riducendo le possibilità di concepimento naturale. L’aumento della frammentazione del DNA spermatico è un rischio accresciuto, che può ridurre le probabilità di fecondazione o aumentare il rischio di aborti spontanei.

Effetti sul Sistema Ormonale Maschile

Inoltre, tali sostanze esplicano i loro effetti anche a livello del sistema nervoso e ormonale centrale, interferendo con l'asse ormonale ipotalamo-ipofisi-gonadi, alterando le importanti funzioni del testicolo. L’uso di cannabis altera i livelli ormonali maschili. Il THC riduce la produzione di testosterone, ormone essenziale per la fertilità. La marijuana altera il rilascio di ormoni essenziali per la riproduzione. Le analisi mostrano una diminuzione dell’ormone luteinizzante nei consumatori di cannabis. I livelli dell’ormone follicolo-stimolante invece rimangono stabili. Questi cambiamenti ormonali potrebbero influire sulla produzione di sperma nel lungo periodo.

COME FUNZIONANO MARIJUANA (CANNABIS) E THC | #TELOSPIEGO

Risultati Contrasting sulla Conta Spermatica

La ricerca scientifica offre alcune risposte, ma rimangono ancora dubbi, in quanto i risultati non sono sempre uniformi. Uno studio pubblicato su “J Urol” nel 2019 ha esaminato gli effetti della cannabis sulla fertilità maschile. I risultati mostrano che può ridurre il numero e la motilità degli spermatozoi. In una ricerca, gli uomini che hanno riferito di fumare marijuana più di una volta alla settimana hanno avuto una diminuzione del 29% nel numero di spermatozoi rispetto a quelli che non lo facevano. Inoltre, un’altra ricerca su topi ha dimostrato che l’uso cronico di edibili a base di cannabis potrebbe causare una diminuzione nel numero e nella motilità degli spermatozoi.

Tuttavia, alcuni studi recenti hanno rivelato risultati sorprendenti sull’uso di cannabis e la fertilità maschile, suggerendo un possibile aumento della conta spermatica in alcuni consumatori di cannabis. Un ampio studio su 1.215 uomini danesi ha scoperto che i fumatori regolari di cannabis avevano una conta spermatica più alta del 28% rispetto ai non consumatori. Una ricerca dell’Università di Harvard su 662 uomini ha rilevato che chi fumava cannabis aveva in media 62,7 milioni di spermatozoi per millilitro, contro i 45,4 milioni dei non fumatori. Gli scienziati ipotizzano che bassi livelli di cannabinoidi possano stimolare il sistema endocannabinoide e aumentare la produzione di sperma. Alcuni studi su animali indicano che il THC a basse dosi può migliorare la motilità spermatica e la capacità di fecondazione. I ricercatori sottolineano che sono necessari ulteriori studi clinici per confermare questi risultati preliminari sull’uomo. Gli esperti avvertono che l’uso eccessivo di cannabis può comunque avere effetti negativi sulla fertilità maschile e la salute riproduttiva.

Effetti a Lungo Termine e Libido

L’uso prolungato di cannabis può influenzare la fertilità maschile in modi complessi. Studi su animali hanno rivelato effetti negativi come atrofia testicolare e calo del desiderio sessuale. Tuttavia, le ricerche sugli umani non hanno confermato questi risultati con la stessa chiarezza. L’uso in giovane età potrebbe avere effetti negativi a lungo termine sul sistema riproduttivo maschile. La cannabis influenza negativamente la libido maschile. Una ricerca pubblicata nel 2017 ha evidenziato che gli uomini che consumano cannabis hanno una frequenza di rapporti sessuali settimanali superiore del 95% rispetto ai non consumatori, suggerendo un possibile incremento della libido. Questo apparente incremento della frequenza dei rapporti, tuttavia, non si traduce necessariamente in un aumento della fertilità, dato il contemporaneo impatto negativo sulla qualità dello sperma.

Hashish e Fertilità Femminile: Una Ricerca in Evoluzione

Nel caso della fertilità femminile, la situazione è più complessa e meno studiata. Sono stati condotti pochissimi studi sulla risposta degli ovociti alla cannabis e ancora meno si sono concentrati sugli ovociti umani. Un nuovo studio collega la cannabis a problemi di fertilità nelle donne che si sottopongono alla fecondazione in vitro. Pubblicato su Nature Communications, lo studio è tra i primi a esaminare la relazione tra cannabis e fertilità femminile.

Impatto sulla Maturazione degli Ovociti e Anomalie Cromosomiche

Il gruppo di Cyntia Duval, embriologa clinica presso una clinica di Toronto chiamata CReATE Fertility Centre e autrice principale dello studio, ha studiato pazienti sottoposte a fecondazione in vitro (FIV), sia donne che donano ovociti sia donne che prelevano i propri ovociti. Il team ha utilizzato sottoprodotti del procedimento per comprendere come il processo di maturazione degli ovociti cambi in presenza di tetraidrocannabinolo, comunemente noto come THC. In primo luogo, il gruppo ha esaminato il liquido follicolare che circonda gli ovociti. Per diventare un ovulo, tutti gli ovociti devono maturare, ma interrompere il normale ritmo di questo delicato processo può causare uno sviluppo errato degli ovuli. L'analisi ha rivelato che gli ovociti estratti da fluidi contenenti THC presentavano una frequenza più elevata di anomalie cromosomiche rispetto a quelli provenienti da fluidi privi di tale sostanza. Tali alterazioni, note come aneuploidia, si verificano quando le cellule riproduttive non si dividono correttamente i propri cromosomi durante la meiosi, portando a un numero errato di cromosomi nell'ovulo.

Un numero inferiore di embrioni si è sviluppato con il corretto numero di cromosomi quando gli ovuli provenivano da persone con THC nel loro fluido follicolare. Tali embrioni vengono raramente impiantati durante la fecondazione in vitro. Inoltre, gli ovociti esposti al THC mostravano un processo di maturazione più rapido rispetto alla norma. Per convalidare questi risultati osservazionali, i ricercatori hanno replicato l'esposizione al THC in laboratorio su ovociti umani non fecondati, ottenuti da 24 donatrici volontarie. Duval e i suoi colleghi hanno anche esaminato direttamente gli ovociti immaturi, che spesso vengono scartati durante il processo di fecondazione in vitro. Nonostante i suoi limiti, lo studio arricchisce un campo penalizzato da dati limitati. I risultati non significano che le donne non possano rimanere incinte mentre fanno uso di cannabis, afferma Duval.

Effetti Ormonali Femminili e Libido

Una ricerca del 2016 suggerisce che il consumo di cannabis potrebbe diminuire la fertilità influenzando la produzione degli ormoni che regolano le gonadotropine. Tale interferenza potrebbe ridurre i livelli di estrogeni e progesterone, fondamentali per la funzione riproduttiva. Anche in questo caso, sospendere l’uso di cannabis potrebbe migliorare le possibilità di gravidanza. Altri studi indicano invece effetti positivi sulla sfera sessuale femminile. Un’indagine del 2020 su 373 donne ha rilevato un aumento del desiderio, un miglioramento dell’orgasmo e una riduzione del dolore durante i rapporti nelle consumatrici di cannabis. Similmente agli uomini, l'aumento della libido non esclude un impatto negativo sulla capacità riproduttiva biologica.

Sfide nella Ricerca sulla Fertilità Femminile

Uno dei motivi per cui esistono più studi sul THC e sulla fertilità maschile è che è semplicemente più facile da studiare. Sebbene la fecondazione in vitro offra un'occasione per studiare la cannabis e la fertilità, di per sé è un processo stressante, e convincere i partecipanti a iscriversi a uno studio di ricerca è una richiesta impegnativa. Bisogna sottoporsi al processo di fecondazione in vitro, alla stimolazione ovarica e poi al prelievo degli ovociti. Si tratta di un ago che attraversa la parete vaginale e che deve perforare le ovaie per accedere al liquido follicolare e all'ovocita, spiega Duval. Negli Stati Uniti lo status della marijuana come droga illegale a livello federale rende anche più difficile condurre ricerche di questo tipo, e le persone potrebbero essere riluttanti a rivelare il proprio uso di droghe. Inoltre, in circa la metà degli Stati Uniti gli operatori sanitari sono tenuti a segnalare l'uso prenatale di sostanze. Molte pazienti in gravidanza temono le conseguenze di una segnalazione veritiera del consumo prenatale di sostanze ai loro operatori sanitari, afferma Qiana L. Brown, epidemiologa presso la Rutgers University. Nelle analisi svolte sulla FIV, il 73% dei partecipanti risultati positivi al THC e ai suoi metaboliti non ha segnalato l'uso di cannabis al momento della compilazione del questionario di ammissione dei pazienti. C'è ancora molta strada da fare per comprendere appieno tutti i meccanismi d'azione della cannabis sulla fertilità femminile.

Le Cause dell'Infertilità e il Contesto più Ampio

Il progressivo calo della fertilità è influenzato anche dalla scelta sempre più diffusa di rinviare la ricerca del primo figlio a un’età più avanzata, spesso per ragioni economiche o professionali. A ciò si aggiungono altri fattori che possono compromettere la capacità riproduttiva. Tra questi, l’abitudine al fumo, così come il consumo di alcool o di sostanze stupefacenti, sono fattori negativi certi per la fertilità in entrambi i sessi. L'utilizzo di sigarette, il consumo eccessivo di bevande alcoliche, l'esposizione prolungata a sostanze inquinanti e livelli elevati di stress psicofisico sono tutti elementi che contribuiscono al problema.

Il Fumo di Tabacco e i Suoi Effetti Sulla Fertilità

Nonostante il crescente numero di prove a sostegno dei suoi effetti deleteri, il fumo, come dimostrato dai recenti rapporti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, è ancora un fenomeno diffuso, soprattutto nei paesi del cosiddetto “primo mondo”, con una prevalenza di oltre il 30% in donne e uomini durante l’età riproduttiva. In particolare, l’Europa si conferma il principale continente per quanto riguarda questa cattiva abitudine. Già un primo studio degli inizi degli anni ’80 del secolo scorso aveva chiaramente dimostrato l’effetto negativo del fumo sull’infertilità altrimenti inspiegata di una coorte di 1000 donne. Anche negli uomini, è stata dimostrata l’associazione tra livelli di piombo nel liquido seminale maschile e l’abitudine cronica al fumo. Sappiamo infatti oggi che nel fumo di tabacco sono state identificate migliaia di prodotti chimici diversi che comprendono, tra gli altri, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici e prodotti chimici mutageni. A ciò si aggiunge la presenza di altri micronutrienti metallici, noti per causare stress ossidativo e infertilità, tra cui arsenico e cadmio, oltre al piombo, che vengono abitualmente inalati durante la combustione di tabacco o carta per sigarette. Tutti questi metalli hanno proprietà mutagene e sono similmente associati ad un aumentato rischio di infertilità.

Nel 2006 veniva approvato dalla American Society for Reproductive Medicine (ASRM) un rapporto sul fumo e l’infertilità, che è stato successivamente riconfermato nel 2012 e, più recentemente, nel 2018 che mostra gli effetti di questa cattiva abitudine sia sulla salute riproduttiva femminile che maschile. In particolare, viene riportato il ritardo del concepimento associato al fumo da parte di entrambi i partner. Tale dato è sicuramente più forte nei soggetti fumatori attivi, ma risulta valido anche in caso di esposizione passiva al fumo di sigaretta. Dal rapporto appare anche evidente che entrambi i gameti, sia maschili (spermatozoi) che femminili (ovociti), siano suscettibili alle conseguenze del fumo di sigaretta che porta a un maggiore danno del loro DNA e del loro patrimonio cromosomico.

Danni del fumo sul DNA dei gameti

Fertilità Femminile e Fumo di Sigaretta

Per quanto riguarda poi la salute riproduttiva femminile, viene evidenziata la riduzione della riserva follicolare ovarica nelle donne fumatrici, così come la necessità di dosi più elevate di farmaci per stimolare l’ovaio in corso di PMA, così come la necessità di un numero doppio di cicli di fecondazione in vitro per poter concepire. Inoltre, le donne fumatrici presentano livelli estrogenici al picco più bassi delle non fumatrici, un recupero di ovociti meno efficiente, un numero maggiore di cicli di fecondazione annullati e un tasso di impianto più basso con conseguente aumento del numero di fallimenti nei cicli di PMA. D’altro canto, l’abitudine al fumo è stata anche associata a complicanze ostetriche come parto il pretermine, l’aborto tardivo e la gravidanza ectopica. Inoltre, l'età e il fumo potrebbero avere effetti sinergici, accelerando il tasso di deplezione degli ovociti.

Fertilità Maschile e Fumo di Sigaretta

Le conseguenze riproduttive maschili del fumo attivo e passivo riportate nel report comprendono una riduzione della densità dello sperma, della motilità degli spermatozoi, della loro concentrazione e possibili effetti avversi sulla loro morfologia e funzione. Il fumo di sigaretta e, ancor peggio di cannabis, è in grado di compromettere la qualità dello sperma e l’integrità del DNA maschile, con dirette conseguenze sulla fertilità maschile. Gli uomini fumatori spesso presentano un numero di spermatozoi inferiore rispetto ai non fumatori. La capacità degli spermatozoi di muoversi verso l’ovulo viene compromessa. Il fumo può danneggiare il materiale genetico, riducendo le probabilità di fecondazione o aumentando il rischio di aborti spontanei.

Alcol e Altre Sostanze Stupefacenti

Un consumo eccessivo di alcol è strettamente legato a una ridotta fertilità maschile. Interferisce con l’equilibrio ormonale e può provocare una riduzione dei livelli di testosterone, un ormone fondamentale per la produzione degli spermatozoi. Nei casi di abuso cronico, l’atrofia testicolare, ovvero la riduzione delle dimensioni dei testicoli, può compromettere la spermatogenesi. Gli spermatozoi possono risultare deformati o meno vitali. Anche un consumo moderato, se protratto nel tempo, può avere effetti cumulativi sulla fertilità.

Anche altre droghe, come cocaina, eroina e steroidi anabolizzanti, hanno effetti devastanti sulla fertilità maschile. La cocaina può causare vasocostrizione nei testicoli, riducendo la produzione di spermatozoi e aumentando il rischio di frammentazione del DNA. Gli steroidi anabolizzanti, utilizzati per aumentare la massa muscolare, sopprimono la produzione naturale di testosterone, portando a una drastica riduzione della produzione di spermatozoi e persino all’atrofia testicolare. Gli oppioidi, con l'uso cronico, compromettono la regolazione ormonale, riducendo la produzione spermatica. Tutte queste sostanze danneggiano direttamente i testicoli e gli spermatozoi, aggravando il problema dell'infertilità maschile, che è una problematica che interessa un numero crescente di coppie in tutto il mondo, con stime che indicano il coinvolgimento di fattori maschili nel 40-50% dei casi di infertilità.

Strategie di Prevenzione e Stile di Vita

La prevenzione resta l'approccio più economico e di maggior successo ai disturbi della fertilità sia negli uomini che nelle donne. Uno degli errori più comuni è pensare che la cannabis provochi infertilità in modo diretto. La realtà è più sfumata. Il punto chiave è la consapevolezza: conoscere i possibili effetti e fare scelte informate. Smettere di fumare canne dopo anni potrebbe quindi essere una strategia importante per chi cerca di migliorare la propria fertilità. Gli uomini in età fertile dovrebbero essere consapevoli dei possibili rischi. Serve cautela nell’uso di marijuana medica per chi vuole avere figli.

Adottare uno stile di vita sano è fondamentale per proteggere la propria fertilità. Ecco alcuni consigli:

  • Evitare il fumo: Smettere di fumare, sia tabacco che cannabis, può migliorare la qualità dello sperma in pochi mesi.
  • Limitare il consumo di alcol: Preferire un consumo moderato o, meglio, evitarlo del tutto.
  • Evitare l’uso di droghe: Anche l’uso sporadico può avere effetti significativi sulla fertilità.
  • Seguire una dieta equilibrata: Ricca di antiossidanti (frutta, verdura e cereali integrali) per contrastare lo stress ossidativo.
  • Consultare uno specialista: In caso di dubbi sulla fertilità, un andrologo o un ginecologo può effettuare esami specifici e offrire supporto per la disintossicazione.

La salute riproduttiva è strettamente legata alle scelte di vita. Eliminare il fumo, limitare l’alcol e rinunciare alle droghe non solo migliora la fertilità, ma contribuisce anche al benessere generale.

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