Il Riflesso di Moro: Perché il Neonato "Temere" il Vuoto nella Culla e il Suo Profondo Significato Neurologico

Il mondo dei neonati è ricco di meccanismi innati, reazioni automatiche che li aiutano a sopravvivere e ad adattarsi all'ambiente esterno fin dai primi istanti di vita. Tra questi, il riflesso di Moro è uno dei più noti in pediatria e riveste un'importanza fondamentale per la valutazione dello sviluppo neurologico. È attentamente valutato dai pediatri, ma la sua “teatralità” lo rende facilmente riconoscibile anche da genitori e non-medici. Spesso, questo riflesso può manifestarsi in momenti in cui il bambino si trova in culla, creando una reazione di "spavento" che può essere interpretata come una paura del vuoto, ma che in realtà è una risposta istintiva a una sensazione di caduta o perdita di supporto. Comprendere questo riflesso è cruciale per conoscere meglio il proprio bambino e il suo complesso sistema neurologico.

Il Riflesso di Moro: Una Reazione Ancestrale e il Suo Manifestarsi Involontario

Il riflesso di Moro è un riflesso primitivo presente nei neonati, chiamato così in onore del pediatra austriaco Ernst Moro che lo descrisse per la prima volta nel 1918. È un riflesso neonatale presente fin dalla nascita, ma cos’è il riflesso di Moro, in termini filogenetici? Nient’altro che un ricordo ancestrale che ci lega al nostro passato di primati e fa parte dell’istinto del neonato. Si tratta di una risposta motoria protettiva involontaria in seguito a una brusca perdita dell'equilibrio del corpo o uno stimolo improvviso. È come un sistema di allarme interno che assicura che il corpo del bambino risponda al pericolo, come la sensazione di cadere, rumori forti e movimenti improvvisi. Questa reazione istintiva scatta nei neonati in risposta a stimoli improvvisi e forti rumori. I riflessi sono azioni involontarie che il corpo compie automaticamente senza che la persona le inizi.

Il riflesso di Moro si manifesta con una tipica sequenza di movimenti che permette di riconoscerlo con estrema facilità. Inizialmente, il bambino sobbalza ed estende le braccia, allargando mani e dita; la posizione rimane fissa per 1-2 secondi, poi gli arti superiori vengono flessi ed i pugni si chiudono, in quella che viene definita la fase di aggrappamento. Insieme alle braccia, nella fase iniziale potrebbero aprirsi ed estendersi anche le gambe. Al trasalimento, in genere, segue il pianto. Dopo alcuni secondi, il riflesso di Moro termina, il corpo si rilassa e le braccia tornano ad appoggiarsi al petto. Quando i neonati sentono di cadere quando vengono sdraiati o presi in braccio, può scatenare un riflesso di Moro. È possibile osservare il riflesso di Moro tirando su le braccia del bambino mentre è in posizione supina e lasciandole andare provocando la sensazione di caduta. La produzione del riflesso è data dalla repentinità degli stimoli e non dalla distanza della caduta. Molti casi di asfissia alla nascita sono dovuti da patologie alla nascita.

illustrazione delle fasi del riflesso di Moro: estensione e successiva flessione degli arti

Questo fenomeno è strettamente connesso alle funzioni del labirinto e sembra che gli stimoli scatenanti partano dai propriocettori dei muscoli del collo. Avete presente quando sognate di cadere e vi svegliate di scatto e spaventati? La sensazione è la stessa! Quando il vostro piccolo si sente insicuro perché sente il distacco da voi oppure in conseguenza ad un forte rumore o perché si trova a vivere un forte sbalzo di temperatura o di luce, si spaventa e reagisce in maniera atavica cercando di aggrapparsi e di ‘salvarsi’. La reazione - simile ad un abbraccio - si manifesta davanti alla percezione di un pericolo, una minaccia o il distacco improvviso della madre; lo scopo primario del riflesso di Moro sarebbe proprio quello di mantenere vicina quest'ultima. Questo è un riflesso che tutti i bambini piccoli sani dovrebbero avere.

Lo Sviluppo del Riflesso di Moro: Dalla Nascita all'Integrazione

Il riflesso di Moro è presente alla nascita e si manifesta immediatamente dopo il parto. È uno dei riflessi primitivi che viene controllato per valutare la salute neurologica del neonato subito dopo la nascita. Infatti, questo compare in epoca embrionale, tra la 28esima e la 34esima settimana di gestazione. Il Riflesso di Moro emerge fra la nona e la dodicesima settimana dopo il concepimento e continua a svilupparsi durante la gravidanza, ed è completamente presente alla nascita. È correlato ad un’attivazione del sistema simpatico con spavento, respirazione accelerata e talvolta pianto. Nelle prime dodici settimane dopo la nascita, i neonati possono mostrare un riflesso di Moro completo che coinvolge braccia, gambe e testa.

Normalmente, il neonato perde il riflesso di Moro entro il sesto mese di vita. È normalmente integrato fra il secondo ed il quarto mese dopo la nascita: il bambino in seguito all’esposizione di uno stimolo improvviso non mostrerà più le reazioni descritte, anzi, invece di sobbalzare andrà alla ricerca, con lo sguardo, della provenienza dello stimolo. Quando il collo del neonato può sostenere il peso della testa, si ridurrà a riflessi di Moro meno intensi. Di solito accade quando hanno quattro mesi. I neonati possono solo allungare e arricciare le braccia senza muovere la testa o le gambe. Un riflesso Moro che persiste oltre i sei mesi di età è anche indicativo di un'interruzione nello sviluppo sano del cervello.

I dottori esaminano questi riflessi quando i genitori vanno dal medico per i controlli sanitari post-parto. In pratica, quando sente un suono inaspettato o viene lasciato di scatto in posizione supina, il bambino compie dei gesti come se cercasse di aggrapparsi a qualcosa. Questa manifestazione può essere indotta da vari stimoli, quali un forte rumore o lo spostamento brusco e rapido del bambino in posizione supina. Moro provocava il riflesso di trasalimento percuotendo con una mano il cuscino su cui appoggiava il capo del neonato. I medici esaminano il riflesso mettendo una mano sotto la testa di un bambino e rimuovendola per far cadere leggermente la testa. I medici possono usare il metodo dell'head drop per esaminare il riflesso di Moro. La condizione essenziale per studiare adeguatamente il riflesso di Moro è che la posizione del capo sia simmetrica all'asse corporeo. Inoltre, entrambe le mani del neonato devono essere aperte, in modo da non avere una risposta asimmetrica.

Quando Preoccuparsi: Anormalità e Persistenza del Riflesso di Moro

Il riflesso di Moro è un fondamentale indicatore del buon sviluppo neurologico dei neonati. È presente in tutti i neonati sani, sia nati a termine, che prematuri. L'assenza del riflesso di Moro è anormale, e può suggerire, se bilaterale, la presenza di un problema al sistema nervoso centrale (cioè danni al cervello o al midollo spinale). La totale mancanza di riflesso di Moro indica un problema di sviluppo neurologico. Il riflesso di Moro è particolarmente debole nei neonati prematuri a causa del tono muscolare inferiore, della resistenza inadeguata ai movimenti passivi rispetto a quelli dei neonati a termine. Questa risposta è correlata a un ritardo nello sviluppo motorio nei neonati con peso alla nascita molto basso.

RIFLESSO DI MORO. Moro Reflex - INPP

Potrebbe anche capitare di notare un riflesso di Moro asimmetrico, presente cioè solo da un lato del corpo del neonato. Il riflesso di Moro asimmetrico può essere causato da qualche alterazione dovuta, per esempio, a un trauma da parto. Alcuni bambini avranno un riflesso di Moro anomalo che coinvolge solo un lato del corpo, mentre altri potrebbero non avere alcun riflesso di Moro. L'assenza o la presenza del riflesso oltre i 6 mesi di vita potrebbero indicare danni neurologici. E se il neonato non perde il riflesso di Moro entro i 6 mesi di vita? Quando preoccuparsi del riflesso di Moro? A cosa bisogna fare attenzione, in termini pratici?

Riassumendo, un riflesso di Moro normale prevede una risposta rapida e simmetrica con una chiara sequenza di movimenti e un ritorno allo stato di riposo. Alcuni segni di una mancata integrazione del riflesso di Moro anche dopo il quarto mese sono dati da una ipersensibilità generale, difficoltà nel mantenimento della posizione seduta o mantenimento con braccia larghe, sensazione di “sobbalzo” quando il genitore scende le scale con il bambino in braccio, mal d’auto. Se il riflesso di Moro è trattenuto potrebbero esserci ricadute sul profilo emotivo del bambino con fatica nella regolazione emotiva. È tipico di bambini che hanno frequenti crisi di rabbia o stress, frequenti esplosioni emotive importanti e intense, bambini più soggetti a sbalzi d’umore e all’ansia. In casi estremamente rari, un riflesso di Moro grave potrebbe indicare iperekplexia (una condizione neurologica ereditaria). I neonati possono anche soffrire di ipertonia, una condizione in cui l'aumento del tono muscolare rende gli arti rigidi e difficili da muovere.

Il riflesso di Moro viene spesso confuso con il riflesso di sorpresa. In effetti esistono aspetti di sovrapposizione sia nell'aspetto dei due riflessi che nel modo in cui i medici li esaminano. Entrambi indicano un cervello giovane in via di sviluppo sano. La grande differenza è che il riflesso di sorpresa diminuirà con lo stimolo ripetuto e sarà presente per la maggior parte della vita, mentre il Moro si integra.

Il Legame Tra Emozioni Materne e Sviluppo Fetale: Il Riflesso di Paura Paralizzante

Oltre al riflesso di Moro, un altro riflesso primitivo importante è il Riflesso di Paura Paralizzante (RPP). Questo è un riflesso primitivo embrionale, si manifesta con una retrazione e irrigidimento del feto a stimolazioni stressanti. Diversi studi si sono focalizzati nel valutare come le emozioni materne siano in grado di influenzare positivamente o negativamente i movimenti fetali. L’esposizione cronica allo stress per le donne in gravidanza influisce sullo sviluppo fetale, con conseguente parto pretermine e basso peso alla nascita. Oltre allo stress, anche le emozioni materne negative persistenti durante la gravidanza, come ansia, depressione e rabbia, esercitano un’influenza sullo sviluppo fetale e successivo del bambino.

Uno studio ha indagato la relazione tra movimenti fetali e cambiamenti emotivi materni acuti durante la gravidanza. Venivano proiettati alle madri in gravidanza due spezzoni di film per generare emozioni diverse, in particolare felicità e tristezza. Durante le proiezioni mediante due ecografi venivano monitorati movimenti del feto, in particolare braccia, gambe e tronco. Mentre le emozioni materne venivano manipulate tramite la presentazione di spezzoni di film. Il numero di movimenti delle braccia del feto aumentava quando alle donne incinte veniva mostrato un film allegro. Sia il numero che la durata dei movimenti delle braccia del feto diminuivano con la presentazione di un film triste.

Questi risultati suggeriscono che le emozioni indotte nelle donne incinte influenzano principalmente i movimenti delle braccia del feto e che le emozioni positive e negative hanno effetti opposti sui movimenti del feto (Araki M, Nishitani S, Ushimaru K, Masuzaki H, Oishi K, Shinohara K. Fetal response to induced maternal emotions. J Physiol Sci. 2010 May;60(3):213-20. doi: 10.1007\s12576-010-0087-x. Epub 2010 Feb 19). Si ritiene che sia particolarmente coinvolto il sistema limbico fetale che comincia a svilupparsi in utero e svolge un ruolo cruciale nella regolazione delle emozioni e nel processo di attaccamento materno. Il sistema limbico gioca un ruolo nella percezione e nella risposta alle emozioni, contribuendo alla formazione del senso di sé e all’interazione con l’ambiente. La tristezza prolungata aumenterebbe nei feti i livelli di catecolamine, ormoni rilasciati in risposta allo stress subito.

Gestire il "Vuoto nella Culla": Consigli Pratici per Genitori e Professionisti

Genitori e tutori possono diventare ansiosi se vedono il riflesso di Moro per la prima volta. Tuttavia, il riflesso di Moro è una reazione normale nei neonati sani. I genitori devono ricordare che il riflesso di Moro non è motivo di preoccupazione perché è una reazione normale nei bambini sani. Noi fotografi di newborn sappiamo bene che ogni gesto deve essere compiuto con delicatezza e dolcezza, come una coccola, distacco compreso. Romori forti o un cambio di luce istantaneo possono spaventare un neonato. In tali casi, i neonati possono rispondere muovendo la testa all'indietro, allungando braccia e gambe e sistemandosi nella posizione fetale. I dottori chiamano questa reazione involontaria riflesso di Moro.

Genitore che appoggia delicatamente il neonato nella culla

Per quanto riguarda la "paura del vuoto" nella culla, che in realtà è una manifestazione del riflesso di Moro dovuta alla sensazione di caduta o perdita di supporto, è possibile adottare alcune precauzioni. Come possiamo prevenire questa sensazione? Forse non potremo prevenire un rumore forte che viene dall’esterno, ma possiamo fare attenzione ai passaggi di luce e di temperatura abituandolo con calma e per gradi. Molto importante inoltre sarà evitare di compiere movimenti bruschi e di appoggiarlo velocemente in posizione supina, possiamo tenere le mani su di lui e lasciarle delicatamente in modo che non si senta abbandonato e che non si accorga del vuoto intorno a lui. Spesso, la madre provoca questa reazione in modo involontario. Nella maggior parte dei casi, il riflesso di Moro viene indotto con lo spostamento del bambino in posizione supina, sul fasciatoio o nella culla, in modo brusco o rapido.

Inoltre, occorre sottolineare che la madre, interpretando la reazione come una risposta allo spavento, tende a consolare il neonato, prendendolo in braccio. Questo non solo rassicura il bambino ma rafforza anche il legame di attaccamento. Al trasalimento, in genere, segue il pianto. I genitori possono osservare i loro bambini spaventarsi o reagire all'istante se cercano di farli addormentare. Il movimento è il riflesso di Moro, più comunemente noto come riflesso di sussulto.

Altri Riflessi Primitivi del Neonato: Un Complesso Istinto di Sopravvivenza

I riflessi primitivi dei neonati fanno parte del loro istinto di sopravvivenza. Sono reazioni involontarie che servono a preservare la sopravvivenza post-parto, sono fisiologici nei primi mesi di vita e solitamente cessano entro l’anno. La presenza dei riflessi primari è indispensabile per la sopravvivenza del neonato. Per un fotografo di newborn è importante saperli riconoscere ed evitare di provocarli al fine di avere una sessione tranquilla e serena. Anche per te mamma che stai leggendo questo post saperli individuare può essere un’informazione utile per conoscere meglio il tuo bambino.

Riflesso di Galant: La denominazione deriva dal neurologo russo Johann Susmann Galant che per primo lo descrisse, insieme ad altri riflessi del corpo. Il riflesso spinale di Galant è uno dei riflessi neonatali, viene definito anche semplicemente riflesso della colonna vertebrale. Il neonato presenta automaticamente questo riflesso, che si manifesta attraverso l’incurvamento omolaterale del tronco, quando avviene la stimolazione paravertebrale nella regione dorso-lombare. In pratica quando il bambino viene messo in posizione prona e si applica una stimolazione parallelamente alla colonna vertebrale a lato di essa dalla regione dorsale sotto le scapole fino alla regione lombare la risposta che si ottiene è un incurvamento del tronco. Il fianco ruota di circa 45 gradi verso il lato che viene toccato e il corpo assume una conformazione a C, con la concavità dal lato della stimolazione. Questo è un riflesso di difesa verso uno stimolo che viene ritenuto nocivo. Il corpo del neonato reagisce allo stimolo cercando di allontanare la colonna vertebrale dallo stimolo stesso. In generale lo stimolo che viene provocato quando lo tocchiamo non ha nulla di nocivo ma il sistema nervoso centrale del neonato non lo sa e risponde come se lo fosse. Durante la sessione cerchiamo di evitare questa stimolazione in modo che il bambino non esca dalla posa.

Riflesso di Epstein e di Suzione (Rooting e Sucking Reflex): Si pensa che il riflesso di Epstein abbia lo scopo di facilitare l’avvicinamento al capezzolo e di conseguenza l’allattamento. Consiste nell’atto del bambino di girare il viso alla ricerca del petto della mamma. Questo riflesso si attiva quando il bambino viene toccato sulle guance e intorno alla bocca. Riflesso di orientamento: viene provocato sfiorando o toccando l'angolo delle labbra; il bambino gira la testa ed apre la bocca per avvicinarsi allo stimolo. A questo punto il bambino attiverà il riflesso di suzione, sentendo il bisogno di succhiare qualcosa. Riflesso di suzione: quando il seno o il biberon toccano il palato, il neonato inizia a succhiare. Se il bambino è già alimentato basterà dargli il ciuccio per calmarlo. I bambini prematuri possono avere un riflesso di suzione debole o immaturo, poiché sono nati prima del completo sviluppo di questo riflesso.

Riflesso di Prensione Palmare: Nei bambini appena nati si riscontra questo riflesso quando si fa scivolare un oggetto, solitamente allungato, lungo il palmo della mano. Istintivamente i neonati stringeranno le dita formando il pugno, tipico è il caso del dito che stringono e che solitamente fa emozionare i genitori. Si pensa che questo riflesso sia preparatorio alla prensione volontaria. I bambini di pochi mesi non sono in grado di organizzare i movimenti per poter afferrare volontariamente un oggetto. Il riflesso di prensione palmare serve a creare uno schema motorio di base che getta le fondamenta per ottenere questa capacità volontaria. La presa ha una intensità abbastanza elevata, tanto che si può giungere a sollevare il piccolo dal piano su cui si trova per qualche istante. Il neonato non è in grado di rilasciare volontariamente la presa. Un fotografo professionista dedica molto tempo e attenzione alla gestione delle mani del neonato. I pugni chiusi sono sintomo di non rilassamento da parte del bambino e rovinano la sensazione di delicatezza e dolcezza che la fotografia di newborn vuole trasmettere.

Riflesso di Babinski: Toccando con fermezza la pianta del piede, l'alluce si sposta verso il dorso del piede e le altre dita si allargano.

Quando un bambino nasce lascia una realtà protetta per entrare nel mondo dove viene a contatto con svariati stimoli sensoriali. Per poter sopravvivere a questo cambiamento dispone di un insieme di riflessi arcaici primari, chiamati riflessi neonatali. Questi riflessi sono cruciali per il loro sviluppo e sono indicatori fondamentali della loro salute neurologica.

La Percezione del Pericolo e il Riferimento Sociale nell'Infanzia

Le reazioni dei bambini a situazioni percepite come pericolose, come la sensazione di caduta che scatena il riflesso di Moro, non sono solo istintive ma si evolvono con l'esperienza e l'interazione sociale. Un recentissimo studio, realizzato dai ricercatori statunitensi (Università di New York), ha indagato questi aspetti. Sono stati considerati 30 bambini con le loro madri: 21 infanti avevano un anno di età e 9 un anno e mezzo. Di quelli di dodici mesi, 11 non erano ancora in grado di camminare autonomamente in posizione eretta (camminavano carponi) e 10 avevano cominciato da poco a deambulare autonomamente. La ricerca ha stabilito che gli infanti, quando si trovano sull’orlo di una discesa, che essi percepiscono come elevata e, quindi, pericolosa, e devono decidere se scendere o arretrare, utilizzano due tipi di informazioni.

Essi si servono in primo luogo delle informazioni derivanti dalle loro precedenti esperienze motorie e, laddove queste non li rassicurano a sufficienza, utilizzano le informazioni sociali, ovvero quelle derivanti dalla reazione della madre. Se ella invia messaggi verbali o non verbali di timore, i piccoli tendono ad arretrare; se ella è, invece, rassicurante il bambino affronterà la discesa (Fonte: Karasik, I., B., Tamis - Le Monda, C., S., Adolph, K. E. (2016). Decision at the Brink : Locomotor Experience Affects Infants’ Use of Social Information on an Adjustable Drop - off. Front. Psychol., 7:797). Questo studio, sebbene riferito a bambini più grandi, illumina come la percezione del pericolo e la risposta ad esso siano influenzate non solo da meccanismi innati come il riflesso di Moro, ma anche dall'apprendimento e dall'attaccamento, fattori che gradualmente subentrano e modulano le reazioni più primitive. Il riflesso di Moro, quindi, pur essendo una risposta arcaica, si inserisce in un percorso di sviluppo in cui il bambino impara a interpretare e gestire le sensazioni di insicurezza, con l'aiuto fondamentale delle figure di attaccamento.

infografica sui riflessi neonatali e la loro funzione

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