La ricerca di una gravidanza è un percorso che per molte coppie può richiedere attenzione e comprensione approfondita dei meccanismi fisiologici che regolano la fertilità. Tra questi, l'ovulazione rappresenta un momento chiave, e la capacità di identificarla con precisione o di valutarne la correttezza è fondamentale. Negli ultimi anni, la scienza medica ha messo a disposizione una vasta gamma di strumenti e metodologie diagnostiche, che vanno da semplici test domiciliari a complesse indagini cliniche, tutte volte a migliorare le possibilità di concepimento o a identificare eventuali problematiche che possano ostacolarlo. La conoscenza e l'utilizzo appropriato di questi esami possono fare una grande differenza nel percorso di chi desidera diventare genitore.
Comprendere l'Ovulazione: Il Cuore della Fertilità Femminile
Per chi sta cercando di rimanere incinta, è fondamentale comprendere il processo dell'ovulazione, poiché è il momento cruciale per il concepimento. Nell’arco di un ciclo mestruale, ci sono infatti 2-4 giorni fertili in cui verosimilmente un rapporto sessuale può portare al concepimento di un bambino. Questi giorni coincidono con l’ovulazione, ovvero con il momento in cui l’ovulo viene rilasciato dal follicolo e raggiunge l’utero.
Questo fenomeno fisiologico è accompagnato da un picco dell’ormone luteinizzante (LH), la cui funzione è proprio quella di indurre la rottura del follicolo e il transito dell’ovulo attraverso le Tube di Falloppio. L'ovulazione di solito avviene verso la metà del ciclo mestruale, il che significa che, in un ciclo regolare di 28 giorni, si verifica intorno al giorno 14. Identificare questi giorni fertili della donna è essenziale per riuscire a ottenere una gravidanza.
Test di Ovulazione Domiciliari: Un Primo Approccio Semplice ed Efficace
Sarà sicuramente capitato anche a te di vedere le pubblicità dei test di ovulazione in TV e probabilmente ti starai chiedendo come funzionano e perché andrebbero usati. Chi sta cercando di rimanere incinta sa bene che i test di ovulazione sono uno strumento utilissimo per migliorare le possibilità di concepimento. Questi test calcolano il periodo fertile rilevando i livelli ormonali nelle urine. In commercio esistono anche test che, oltre all’ormone LH, rilevano anche i livelli di estrogeni o estradiolo, fornendo un quadro più completo del periodo fertile.
Il test di ovulazione si usa grossomodo come un test di gravidanza, ovvero mettendo lo stick a contatto con l’urina, sia sotto il flusso diretto che immergendolo nell’urina raccolta in un contenitore asciutto e pulito. Dopo qualche minuto, il risultato apparirà sotto forma di linee colorate o di simbolo su un display elettronico. A differenza dei test di gravidanza, nei quali la presenza della gonadotropina corionica umana (hCG) nelle urine indica un risultato positivo, nei test di ovulazione è importante considerare che l’ormone LH è presente naturalmente durante tutto il ciclo. Questo significa che la semplice presenza di LH non indica un risultato positivo. Per i test di ovulazione a strisce reattive, per avere un risultato positivo, la linea del test deve apparire uguale o più intensa rispetto alla linea di controllo.
È consigliabile fare il test di ovulazione al mattino appena sveglia e, possibilmente, sempre alla stessa ora, ma non è necessario “sticcare” ogni giorno. Quando iniziare dipende dalla durata media del tuo ciclo mestruale: con un ciclo di 28 giorni puoi iniziare l’11° giorno; parti prima se il ciclo è più breve, o aspetta se è più lungo, considerando il primo giorno di flusso mestruale come giorno 1.

È importante tenere presente che ogni ciclo è diverso, per cui a volte potrebbero esserci più giorni fertili nell’arco del mese, oppure il picco di ormone LH potrebbe essere troppo basso per venire rilevato dal test di ovulazione. È anche possibile che non ci sia ovulazione nell’arco di un ciclo, un evento che accade nell’8% dei cicli circa. Se utilizzati correttamente, i test di ovulazione hanno un’affidabilità superiore al 90%, soprattutto nelle donne con cicli regolari. Rappresentano, quindi, uno strumento utile e accessibile per identificare con maggior precisione i giorni più fertili del ciclo. Nonostante la loro utilità per il concepimento, è fondamentale sottolineare che un test di ovulazione non può essere usato come test di gravidanza.
Monitoraggio Ecografico dell'Ovulazione: Uno Sguardo Approfondito
Per un'analisi più dettagliata e per accertare che l'ovulazione avvenga correttamente, l'ecografia per il monitoraggio dell'ovulazione è una tecnica diagnostica che permette di studiare l’ovulazione andando a osservare l’evoluzione e la crescita dei follicoli ovarici e dell’endometrio. Lo scopo dell’ecografia follicolo ovulazione è proprio quello di aumentare le probabilità di concepimento. Le ripetute misurazioni ecografiche consentono infatti di individuare il periodo di massima fertilità della donna e di concentrare, di conseguenza, i tentativi di concepimento in quel lasso di tempo.
Il monitoraggio follicolare avviene solitamente per via transvaginale. In questo approccio, il ginecologo inserisce all'interno della vagina della paziente una sonda transvaginale da cui sono emessi ultrasuoni. In alternativa, l‘esame può essere eseguito per via transaddominale. Il parametro fondamentale per monitorare l’ovulazione è l’osservazione dei follicoli ovarici. Questi, infatti, crescono fino a una certa dimensione che indica la maturazione dell'ovocita al loro interno. Il loro sviluppo suggerisce che l'ovulazione è imminente o che si è già verificata.
Insieme alla crescita dei follicoli, viene esaminato anche lo spessore dell'endometrio, per determinare se le condizioni uterine siano ottimali per l'eventuale impianto di un embrione. Recentemente, inoltre, l'ecografia è stata utilizzata per valutare l'adeguatezza dell'endometrio in fase luteinica, poiché affinché l'embrione possa annidarsi, sembrerebbe necessario uno spessore endometriale superiore a 9 mm. Rispetto alla biopsia endometriale, l'ecografia rappresenta una metodica senza dubbio meno invasiva e più accurata per lo studio dell'ovulazione. In particolare, l'ecografia transvaginale è largamente utilizzata nello studio della risposta ovarica all'induzione dell'ovulazione, poiché consente un'accurata valutazione del numero e del diametro dei follicoli in via di sviluppo.
Nella maggior parte dei casi, come già detto, l’approccio ecografico è transvaginale: in questo caso è bene sottoporsi all’esame con la vescica vuota. Qualora il monitoraggio follicolare sia svolto per via transaddominale, invece, è fondamentale avere la vescica piena.
Infertilità: monitoraggio dell'ovulazione, inseminazioni intrauterine e FIVET
La Riserva Ovarica: Un Indicatore Cruciale della Fertilità Femminile
Quando si affrontano difficoltà nel concepimento, spesso si sente parlare dell'esame per la riserva ovarica. Ma cos'è di preciso? Si tratta di un'opzione diagnostica che si avvale di più metodiche, solitamente alla base dei test per la fertilità femminile. Ogni donna nasce con un certo numero di follicoli nelle ovaie, circa un milione. Si tratta di piccolissime sacche piene di liquido contenenti ciascuna un ovulo, necessario al concepimento. È qui, al loro interno, che i gameti femminili si sviluppano.
Nelle due ovaie, ogni mese, grazie alla fisiologica azione degli ormoni, alcuni microscopici follicoli inizieranno a crescere, ma solo uno, definito come “dominante”, riuscirà a raggiungere i circa 20 mm di diametro e l’adeguata maturità. A questo punto si aprirà e rilascerà il suo ovocita necessario all’ovulazione e dunque alla fecondazione da parte dello spermatozoo. Se questa non avviene, l'ovocita verrà espulso dall’organismo in modo naturale.
I follicoli ovarici non hanno capacità di riproduzione, quindi andranno via via esaurendosi nel corso della vita. Al momento del primo ciclo mestruale, nella pubertà, il loro numero si è già più che dimezzato e in media ne restano solo 400.000; il resto è stato assorbito dalle ovaie. Da questi si svilupperanno in media solo 300-500 ovociti fino allo stadio di ovuli e sono quelli che la donna ha a disposizione per il concepimento. Il numero dei follicoli comincia a diminuire drasticamente dopo i 35 anni, per arrivare a zero con la menopausa.
Calcolare quanti follicoli ed ovociti sono presenti nelle ovaie di una donna in un determinato periodo della sua vita indica la riserva ovarica individuale. È un parametro fondamentale in tutte le coppie infertili, a prescindere dall’età della donna, e va rilevata con le prime indagini diagnostiche. Molti specialisti propongono l’utilità di uno screening generale sulle donne in tal senso, per renderle consapevoli della propria riserva ovarica ed aiutarle a scegliere al meglio il momento per avere un bambino. Può capitare a delle giovanissime, ad esempio, di avere una riserva ovarica ridotta senza saperlo e andare così incontro ad una menopausa precoce. Questo esame infatti permette di calcolare in modo relativamente preciso quando la menopausa arriverà, a prescindere dall’età che si ha quando lo si esegue.
È importante sottolineare che la riserva ovarica rappresenta un valore numerico, quantitativo, e non qualitativo, quindi non può essere assunto come sicuro al 100% per un concepimento. La qualità degli ovociti e dunque degli ovuli non è ancora misurabile preventivamente. Di certo è noto che anche questa, come il numero, diminuisce con il passare degli anni e dunque tutto diventa più difficile.

Metodologie per la Valutazione della Riserva Ovarica
Esistono diverse metodologie per calcolare la riserva ovarica di una donna, e spesso vengono usate insieme per avere un quadro della situazione migliore.
Dosaggio dell'Ormone Anti-Mülleriano (AMH)
L'Ormone Anti-Mülleriano (AMH) è prodotto dalle cellule dei singoli follicoli. Più i suoi livelli sono alti e più ovuli avrà a disposizione potenzialmente una donna. Valori eccessivamente alti, inoltre, possono essere significativi di una Sindrome dell’Ovaio Policistico, e quindi tale test, che si esegue con una semplice analisi del sangue, va fatto anche in caso di questo sospetto diagnostico, spesso legato all’infertilità femminile. Questo test si può fare in qualunque momento del ciclo. Con l’invecchiamento della donna diminuisce il numero dei follicoli e dunque anche i livelli dell’AMH, pertanto non si può prescindere dall’età nel valutarne i risultati. È considerato il più affidabile, specie se abbinato al monitoraggio follicolare.
Nell'interpretazione dei risultati, se il valore di AMH è alto (superiore a 3,1 ng/ml), significa che la riserva ovarica è elevata. Se, al contrario, il risultato è basso (inferiore a 1 ng/ml), questo indica che la riserva è diminuita e che rimane meno tempo di vita fertile o capacità riproduttiva.
Dosaggio dell'Ormone Follicolo-Stimolante (FSH) e dell'Estradiolo
I livelli di FSH (Ormone Follicolo-Stimolante) vengono testati il secondo o terzo giorno del ciclo mestruale. Serve a valutare la funzionalità delle ovaie. Tale ormone si occupa di attivare e selezionare i follicoli affinché crescano e supporta la maturazione del follicolo. Una sua concentrazione molto alta può significare una bassa riserva. Si accompagna spesso al test dell’estradiolo, un tipo di estrogeni particolarmente prezioso, prodotto dai follicoli durante la loro maturazione. Tutti questi valori forniscono informazioni utili per valutare il potenziale di fertilità della paziente. In generale, valori di FSH superiori a 10 o valori di estradiolo superiori a 80 pg/ml all’inizio del ciclo mestruale indicano una bassa riserva ovarica, anche se questi valori possono fluttuare da un ciclo all’altro (variano di più rispetto all’ormone antimulleriano).
Conta dei Follicoli Antrali (AFC) tramite Ecografia Vaginale
La conta dei follicoli antrali (AFC) si effettua con un’ecografia vaginale. I follicoli antrali, o a riposo, sono di piccolissime dimensioni (alle loro iniziali fasi di sviluppo), misurando 2-8 millimetri. Sono visibili ecograficamente e quindi possono essere contati e valutati con esattezza. Questa valutazione consiste nell’effettuare un’ecografia transvaginale tra il terzo e il quinto giorno del ciclo mestruale, allo scopo di fare un conteggio del numero di follicoli che contiene ogni ovaia. I follicoli sono sacchetti di liquido al cui interno c’è un ovocita non maturo. Se vengono rilevati più di 10 follicoli (in totale, tra entrambe le ovaie), significa che la riserva ovarica è nella norma. Un conteggio uguale o inferiore a 4 follicoli per ovaia, ossia 7 in totale tra le due ovaie, è considerato una bassa riserva ovarica. Tuttavia, questo non significa che non sia possibile ottenere una gravidanza o che gli ovociti non abbiano la qualità necessaria. In assenza di altre problematiche di infertilità di coppia, la riserva ovarica, valutata tramite AFC, è il parametro migliore per comprendere le possibilità di una gravidanza, sia in modo naturale che attraverso un percorso di fecondazione in vitro.

Altri Metodi Diagnostici per l'Ovulazione e la Fertilità
Esistono diverse metodiche per fare diagnosi di ovulazione. Alcuni test sono molto semplici e scarsamente invasivi, altri presentano un maggior grado di invasività e complessità e sono gravati da costi maggiori.
Monitoraggio della Temperatura Basale (TB)
La valutazione indiretta dell'attività ovarica può essere effettuata attraverso lo studio delle variazioni della temperatura corporea che si verificano in risposta alla secrezione degli steroidi ovarici. La curva termica normale, infatti, presenta una fase di ipotermia (temperatura di solito inferiore ai 37°C) che corrisponde alla fase di maturazione del follicolo ovarico e una fase di ipertermia (temperatura di solito superiore ai 37°C) che segue l'ovulazione e corrisponde alla fase di attività del corpo luteo (curva difasica). Infatti, studi che hanno valutato parallelamente secrezione ormonale e TB, hanno dimostrato che il rialzo della temperatura si verifica subito dopo il picco dell'LH e coincide con un tasso di progesterone di circa 4 ng/ml. La TB rimane elevata per tutta la fase luteinica finché il progesterone non discende al di sotto di tali valori. La registrazione della TB va effettuata dalla paziente stessa che deve misurare la temperatura corporea tutti i giorni, al risveglio alla stessa ora per almeno tre cicli, riportando su una tabella i valori rilevati. Sebbene sia una metodica accessibile, può essere influenzata da molti fattori esterni e richiede una grande costanza.
Valutazione del Muco Cervicale
Il muco cervicale subisce delle modificazioni nel corso del ciclo ovarico in relazione alle variazioni ormonali. In particolare, l'aspetto, la consistenza e la quantità di questo fluido si modificano in relazione al cambiamento dei livelli degli estrogeni. Durante la fase ovulatoria, il muco diventa più abbondante, filante ed elastico, assumendo una consistenza simile all'albume d'uovo crudo. Sempre in fase ovulatoria, inoltre, il muco, osservato al microscopio, dà luogo alla caratteristica cristallizzazione a "foglia di felce". Tuttavia, questa è una metodica particolarmente scomoda per la paziente ed altamente imprecisa nel predire il manifestarsi dell'ovulazione, motivo per cui non è più largamente utilizzata come metodo principale.

Dosaggio Sierico di Progesterone
I livelli sierici di progesterone generalmente si mantengono al di sotto di 1 ng/ml durante la fase follicolare, iniziano ad aumentare in corrispondenza del picco dell'LH (1-2 ng/ml) e raggiungono i livelli più elevati 7-8 giorni dopo l'ovulazione. In generale, livelli sierici di progesterone superiori a 3 ng/ml sono indicativi di avvenuta ovulazione. Comunemente l'esecuzione del dosaggio si effettua alla 21a giornata. Infatti, in un ciclo di 28 giorni, in cui l'ovulazione si verifica circa alla 14a giornata, il 21° giorno cade nella fase medioluteale, proprio quando i livelli di progesterone raggiungono il loro picco, fornendo una chiara indicazione dell'ovulazione.
Dosaggio Plasmatica e Urinario dell'Ormone Luteinizzante (LH)
Attraverso l'identificazione del picco di LH mediante dosaggi plasmatici giornalieri è possibile ipotizzare con una certa approssimazione la data in cui si verificherà l'ovulazione. L'ovulazione, infatti, si verifica circa 32 ore dopo l'inizio di tale picco. I limiti principali di tale esame, se eseguito su plasma, sono rappresentati dai costi elevati e dal fatto che si tratta di una metodica piuttosto impegnativa per la paziente. Tali limiti sono stati recentemente superati dall'introduzione nella pratica clinica di kits che consentono il dosaggio urinario dell'LH anche a domicilio in pochi minuti. Il picco di LH ha una durata relativamente breve, esaurendosi nell'arco di 48-52 ore dal suo inizio; l'LH, infatti, ha un'emivita breve e viene rapidamente escreto per via urinaria. I kits per il dosaggio urinario dell'LH rappresentano una metodica non invasiva e facilmente disponibile che richiede un tempo di esecuzione relativamente breve. Il principale vantaggio rispetto alle altre metodiche è la possibilità di predire con maggiore esattezza il momento in cui si verificherà l'ovulazione, offrendo alle coppie una finestra temporale più precisa per i tentativi di concepimento.
Biopsia Endometriale
La biopsia endometriale consente la valutazione dell'aspetto istologico dell'endometrio, che rappresenta il principale bersaglio dell'azione degli steroidi ovarici. Il prelievo va effettuato mediante aspirazione o per via isteroscopica verso il 23°-26° giorno di un ciclo di 28 giorni, generalmente 2-3 giorni prima della comparsa della mestruazione. Un aspetto istologico secretivo della mucosa endometriale è indicativo di avvenuta ovulazione. I principali limiti di questa metodica sono rappresentati dalla sua invasività e dal fatto che le modificazioni provocate dagli steroidi ovarici sull'endometrio non si manifestano contemporaneamente nelle varie zone della cavità uterina, rendendola meno affidabile per la sola diagnosi di ovulazione rispetto ad altri metodi più moderni e meno invasivi.
Quando Considerare i Test di Fertilità Approfonditi
In generale, i test di fertilità vengono eseguiti su pazienti che hanno difficoltà a concepire. Tuttavia, possono anche essere utili in caso di precedenti di aborti o altri problemi ginecologici in famiglia, se si decide di posticipare la maternità o semplicemente se non si esclude di diventare madre in futuro. L’obiettivo di questi esami è quello di verificare che tutto funzioni correttamente e valutare le possibilità di avere figli. I problemi di infertilità sono più frequenti di quanto possa sembrare. Colpiscono il 15% delle coppie e, nel 30% dei casi, sono dovuti sia a problemi di origine maschile che femminile.
Il vantaggio di sottoporsi ai test di fertilità in anticipo è che, se viene rilevato qualche problema, si può iniziare un trattamento quanto prima, e si ha più tempo per prendere qualsiasi decisione. “In generale, e se non è necessario sottoporsi a esami particolari, il test è semplice e i risultati si ottengono in poche settimane”, spiega la Dott.ssa Marina Solsona, specialista in riproduzione assistita presso Dexeus Mujer.
È necessario effettuare una prima visita per conoscere lo stato di salute generale, le abitudini alimentari, lo stile di vita, la storia clinica e i precedenti familiari della paziente. Viene effettuata anche un’analisi del sangue che include uno studio ormonale, così come un’esplorazione fisica, una citologia - per escludere possibili infezioni o lesioni cellulari - e un’ecografia vaginale. Se la paziente ha più di 40 anni, è possibile che venga consigliata anche una mammografia o un’ecografia mammaria. Se ha un partner maschile, in alcuni centri viene offerta la possibilità di effettuare un test di fertilità di coppia.
Ma quali dati sono i più importanti? Su cosa si concentrano gli esperti per fare una buona valutazione della fertilità? Ogni caso viene studiato in modo individualizzato, per cui il tipo di esami si adatta sempre alle necessità della paziente. Ciononostante, ci sono alcuni esami generici che fanno parte del protocollo abituale.
Esami di Valutazione della Fertilità Femminile nel Dettaglio
Approfondiamo gli esami che costituiscono il protocollo di valutazione della fertilità femminile.
Valutazione della Riserva Ovarica
Questa valutazione consiste nell’effettuare un’ecografia transvaginale tra il terzo e il quinto giorno del ciclo mestruale, allo scopo di fare un conteggio del numero di follicoli che contiene ogni ovaia. I follicoli sono sacchetti di liquido al cui interno c’è un ovocita non maturo. Se vengono rilevati più di 10 follicoli (in totale, tra entrambe le ovaie), significa che la riserva ovarica è nella norma. Un conteggio uguale o inferiore a 4 follicoli per ovaia, ossia 7 in totale tra le due ovaie, è considerato una bassa riserva ovarica. Tuttavia, questo non significa che non sia possibile ottenere una gravidanza o che gli ovociti non abbiano la qualità necessaria, ma piuttosto che la finestra riproduttiva potrebbe essere più limitata.
Livelli Ormonali Chiave
È fondamentale conoscere i valori di specifici ormoni per rilevare eventuali problemi endocrini che possano influire sul ciclo mestruale e valutare la riserva ovarica.
- Ormone Anti-Mülleriano (AMH): Questo ormone viene prodotto dai follicoli. Se il risultato è alto (superiore a 3,1 ng/ml), significa che la riserva ovarica è elevata. Se, al contrario, il risultato è basso (inferiore a 1 ng/ml), questo indica che la riserva è diminuita e che rimane meno tempo di vita fertile o capacità riproduttiva.
- FSH, LH ed Estradiolo: L’ormone follicolo-stimolante (FSH) si occupa di attivare e selezionare i follicoli affinché crescano. L’ormone luteinizzante (LH) è quello che induce l’ovulazione, mentre l’estradiolo è l’ormone prodotto dai follicoli durante la loro maturazione. Tutti forniscono informazioni utili per valutare il potenziale di fertilità della paziente. In generale, valori di FSH superiori a 10 o valori di estradiolo superiori a 80 pg/ml all’inizio del ciclo mestruale indicano una bassa riserva ovarica, anche se questi valori possono fluttuare da un ciclo all’altro, variando di più rispetto all’ormone antimulleriano.
- Progesterone: Questo ormone viene prodotto dalle ovaie dopo l’ovulazione e indica il rilascio dell’ovocita fuori dall’ovaia o possibili problemi di anovulazione. I livelli adeguati devono superare i 5-10 ng/ml per confermare un'ovulazione efficace e una fase luteale sufficiente al mantenimento di una potenziale gravidanza iniziale.
Ecografia Vaginale per la Struttura Uterina e Ovarica
L'ecografia vaginale ha come obiettivo primario quello di esaminare gli organi riproduttivi, come le ovaie e l’utero. È necessaria per rilevare eventuali irregolarità - come miomi, polipi, cisti, ecc. - o problemi strutturali, come malformazioni o disfunzioni dell’utero o del sistema riproduttivo che potrebbero impedire l'impianto o la crescita embrionale. Permette anche di effettuare il conteggio dei follicoli menzionato sopra, al fine di valutare la riserva ovarica e la salute generale dell'apparato riproduttivo.
Esplorazione Fisica Generale
Questa fase consiste nel realizzare un esame fisico del seno e un’esplorazione vaginale per rilevare se c’è qualche irregolarità palpabile o visibile. Viene effettuato in consultazione ed è lo stesso tipo di esplorazione che viene eseguito nelle visite ginecologiche di controllo annuale, fornendo un primo screening generale.
Esami Diagnostici Aggiuntivi: Quando e Perché
In alcuni casi specifici, sono necessari esami aggiuntivi per approfondire le cause di infertilità o per indagare situazioni complesse.
Cariotipo
Il cariotipo è un test genetico che analizza il numero e la struttura dei cromosomi per rilevare possibili anomalie cromosomiche. Tali anomalie potrebbero essere la causa di infertilità, aborti ricorrenti o problemi nello sviluppo della gravidanza. Questo esame è particolarmente indicato per coppie con storia di insuccessi riproduttivi inspiegati.
Isteroscopia
L'isteroscopia è una tecnica diagnostica e operativa in cui viene introdotta una telecamera sottile attraverso la vagina e il collo dell’utero per raggiungere l’endometrio, la parete interna dell'utero. Permette di rilevare la presenza di miomi, polipi, malformazioni uterine, resti abortivi o lesioni che possono indicare un processo canceroso o precanceroso, che potrebbero interferire con l'impianto dell'embrione o il mantenimento della gravidanza.
Biopsia Endometriale
La biopsia endometriale è indicata in caso di fallimenti di impianto ripetuti, per determinare la ricettività dell’endometrio. Consiste nell’estrazione di un piccolo campione di tessuto del rivestimento dell’utero (endometrio) per la sua analisi istologica. Permette di diagnosticare infezioni croniche, alterazioni cellulari o irregolarità come l’iperplasia endometriale, che possono compromettere l'annidamento dell'embrione.
Isterosalpingografia e Salpingosonografia
L'isterosalpingografia è un esame un po’ più complesso, simile a una radiografia, e prevede l’applicazione di un mezzo di contrasto iodato attraverso la vagina. Il suo obiettivo è verificare la presenza di eventuali ostruzioni nelle tube di Falloppio o altri problemi nell’utero che possano impedire agli spermatozoi di attraversarle per raggiungere l’ovocita e fecondarlo. L'ostruzione tubarica è una causa comune di infertilità. Attualmente, esiste un’alternativa a questa tecnica, la salpingosonografia, che utilizza gli ultrasuoni per ottenere le immagini al posto dei raggi X, rendendola meno invasiva e senza esposizione a radiazioni ionizzanti.
tags: #esame #per #ovulazione