Nel salotto al piano terra sono sparsi giochi, un bambolotto e il simbolo del periodo appena trascorso, un pupazzetto di Babbo Natale. La quiete di una casa a Corniano di Bibbiano è stata stravolta da un evento che lascia tutti senza parole. Loro, sposi di origine indiana che abitano a Corniano di Bibbiano, hanno perso per sempre la figlia più piccola, Jap Kaur, di appena 13 mesi. La loro bambina è morta il primo gennaio all’ospedale Maggiore di Parma, dov’era ricoverata da una decina di giorni, a causa delle complicazioni dovute a un’infezione batterica dovuta a meningite da pneumococco che ha innescato conseguenze irreversibili sia sul sistema nervoso centrale sia su quello cardiocircolatorio. È morta il primo gennaio a mezzogiorno. Per lei, una bimba di 13 mesi, non c'è stato nulla da fare e ha chiuso gli occhi in un letto dell'ospedale Maggiore. Sulla causa sembra infatti che ormai non ci siano più dubbi: infezione batterica dovuta a meningite da pneumococco.
La piccola abitava in una frazione di Bibbiano, Corniano, sulla strada per San Polo D'Enza. Un comune con poco più di 10 mila abitanti, dove le notizie corrono veloci, di casa in casa, e il cordoglio è condiviso. L’altra figlioletta, di 5 anni, irrompe saltellando per un attimo nella sala, sorridente. A Jap hanno dovuto dire addio: ora a illuminare il buio resta lei, per la quale dovranno tirare fuori tutta la loro forza. Palwinder Singh, 45 anni, e la moglie Baljinder Kaur, di 35, sono originari del Punjab. Lui, arrivato in Italia dodici anni fa, lavora nella stalla di un allevamento di vacche a Corniano. La donna, casalinga, lo ha raggiunto nel 2023: la loro figlia più grande, Kavleen Kaur, è nata in India; Jap, invece, era venuta alla luce il 14 novembre 2024 nel nostro Paese. Una bambina di un anno e un mese, che viveva con la sorellina di 5 anni e i suoi genitori: una famiglia di origine indiana, con la mamma casalinga e il papà impegnato nel lavoro agricolo, come tanti concittadini delle nostre campagne.

Una bambina molto bella, anzi «molto bellissima», dicono di lei, vivace e socievole, così come è facile pensare, con i capelli e gli occhi neri, specchio nella sua terra al confine con il Pakistan. Parlando in parte tramite la traduzione telefonica di un’amica che conosce meglio l’italiano, il padre racconta come riesce i giorni in cui ha visto ammalarsi e peggiorare la figlioletta, fino al giorno di Capodanno che ha tolto la speranza. Ogni tanto Singh scambia qualche parola in indiano con la moglie, accomodata su una poltrona. Gli occhi della madre più volte si riempiono di lacrime, anche quando il marito indica il divano di fronte, con una bambola appoggiata sopra. Si lascia andare a un piccolo sorriso: "Mia figlia amava saltarci sopra. Giocava e stava